Piazza Cittadella, modifica della viabilità per spostamento delle condutture

” Nella mattinata di oggi, lunedì 3 marzo – scrive in una nota il Comune – si è tenuto un sopralluogo tecnico in Piazza Cittadella per stabilire come procedere con i lavori del cantiere. Presenti tra gli altri il Collaudatore dell’opera, il RUP del Comune di Piacenza, la Direzione lavori di Piacenza Parcheggi, la ditta esecutrice, la sorveglianza archeologica, alcuni tecnici di Ireti e della pubblica illuminazione.

L’obiettivo dell’incontro in loco, di natura esclusivamente tecnica, era quello di coordinare le attività di cantiere concordemente con Ireti e l’assistenza archeologica per la realizzazione della sezione di scavo per lo spostamento del tratto di condotta fognaria che insiste sull’area dei lavori e per la gestione della linea idrica dell’acquedotto. A questi aspetti si è aggiunta la questione legata alla pubblica illuminazione e al piano di illuminazione del cantiere stesso, al fine di anticipare e condividere le azioni relative a una corretta gestione delle infrastrutture presenti e a garantire una corretta illuminazione della zona.

Il Comune si sta occupando di gestire la viabilità proprio durante lo spostamento del tratto fognario in prossimità dell’angolo tra Piazza Cittadella e Via Baciocchi (fronte ex Scuderie di Maria Luigia), che si trova in parte all’interno della recinzione di cantiere ma che interessa direttamente anche la sede stradale. Sarà dunque necessario modificare i flussi viabilistici del comparto (come da schema allegato) con la chiusura temporanea di Via Baciocchi e la conseguente separazione tra Piazza Cittadella e Piazza Casali.

L’Ufficio Viabilità sta redigendo l’apposita ordinanza con validità a partire da giovedì 6 marzo prossimo, e la ditta esecutrice si farà carico delle opere di correzione della segnaletica stradale e di pre-segnalazione delle conseguenti deviazioni.

L’intervento di scavo sarà effettuato dalla ditta esecutrice sia con la supervisione degli archeologi incaricati alla sorveglianza sia con il controllo dei tecnici Ireti.

Con riferimento ai tempi per tale intervento, risulta attualmente difficile determinarne una durata certa a priori in virtù della situazione sottostante che si rinverrà durante la fase di scavo.

Nel frattempo, già nella mattinata di oggi, si è iniziato lo scavo relativo allo stesso intervento di spostamento della condotta fognaria nella parte interna del cantiere, chiaramente con le medesime modalità di controllo da parte della sorveglianza archeologica”.




Cantiere di piazza Cittadella: “Eppur si muove”

Un po’ come ebbe a pronunciare Galileo Galilei, con riferimento alla terra, tanti piacentini in transito dalle parti di piazza Cittadella oggi immaginiamo abbiano esclamato “eppur si muove” dinnanzi alle ruspe in azione all’interno del cantiere per il parcheggio sotterraneo. Dopo uno stop dei lavori durato mesi, dopo lo spostamento dei mezzi e dopo una settimana di polemiche, che si sono accumulate l’una sopra l’altra, stamane è ricomparsa una gru, qualche furgone e si è visto un certo andirivieni di tecnici. Sul posto oltre agli uomini dell’azienda incaricata dei lavori si sarebbero recati anche tecnici del comune e rappresentanti della Soprintendenza. Nei prossimi giorni dovrebbe iniziare lo spostamento dei tubi fognari secondo le prescrizioni di Ireti e da giovedì potrebbe anche essere parzialmente chiusa la strada per permettere le relative operazioni. Intanto, nel giro di poche ore, si sono formati qua e là cumuli di terra.




Carceri in Emilia Romagna “fatiscenti e sovraffollate”. A Piacenza 80% dei detenuti con problemi di dipendenza

I garanti dei detenuti di tutta la regione si sono dati appuntamento a Bologna per fare il punto sulla situazione carceraria. Il garante regionale Roberto Cavalieri sul trasferimento di detenuti dal Pratello: “Il problema sovraffollamento non si affronta trasferendo dei detenuti da un carcere minorile a uno per adulti. Sono pessimista su questa operazione”

Serve cambiare passo, il sistema carcerario regionale non funziona: ancora irrisolto il problema del sovraffollamento, spazi inadatti per il recupero del detenuto, carenza di personale, fabbricati da rivedere. Lungo la via Emilia negli ultimi tre anni i detenuti sono aumentati di 500 unità: è come se fosse nato un nuovo carcere, peccato che personale della polizia penitenziaria, educatori, assistenti sociali, siano rimasti gli stessi. Compreso le occasioni di reinserimento lavorativo.

A chiedere una svolta, nel corso di una conferenza stampa organizzata nella sede dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, sono stati i garanti dei detenuti che operano in regione guidati dal garante regionale Roberto Cavalieri. Presente anche il presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Maurizio Fabbri.

“Il problema del sovraffollamento nelle carceri – spiega il garante regionale dei detenuti, Roberto Cavalieri – è pressoché ingovernabile, da anni si cercano vie d’uscita ma senza risultati: in regione sono quasi 1.000 i detenuti in più rispetto ai posti regolamentari, negli ultimi tre anni la popolazione carceraria è aumentata di 500 unità (come se fosse nato in regione un nuovo carcere), superando così le 3.800 presenze permanenti. Una situazione insostenibile, la gestione dei detenuti è sempre più complicata, così come l’attuazione dei percorsi a loro dedicati”. Sul tema sovraffollamento entra nello specifico sul caso del Pratello: “Il problema sovraffollamento non si affronta trasferendo dei detenuti da un minorile a un carcere per adulti, siamo pessimisti su questa operazione, temiamo che i tre mesi programmati si allungheranno in attesa dei 90 nuovi posti che dovrebbero arrivare da Rovigo, l’Aquila e Lecce.  Già dall’Abruzzo i feedback non sono buoni, risulta che i lavori di recupero della struttura aquilana non siano ancora iniziati”.

Il Garante affronta poi il tema della salute in carcere: “Problemi evidenti riguardano anche il tema della salute, sono sempre più le persone detenute con dipendenze o con disturbi psichici gravi, il personale dedicato a trattare questi casi è insufficiente. Questa situazione inevitabilmente non può essere discostata, assieme ad altri fattori, dal tema dei suicidi e dei comportamenti autolesivi in carcere, in costante aumento negli ultimi anni”. Prosegue sugli spazi in carcere: “A questo scenario si aggiungono la scarsità di percorsi dedicati al recupero del carcerato, gli spazi riservati a queste attività spesso risultano inadeguati, più in generale nelle strutture carcerarie della regione si riscontrano problemi infrastrutturali, fabbricati fatiscenti che andrebbero completamente rivisti”. Le conclusioni di Cavalieri: “La situazione è emergenziale, bisogna cambiare rotta, il carcere, che piaccia o no, rappresenta una componente della nostra società, se non si dà una possibilità di recupero al detenuto si violano diritti fondamentali, serve, quindi, rilanciare il sistema carcere, a partire dalla sua organizzazione”.

Interviene poi il presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri, che assieme al garante ha voluto questa conferenza stampa: “Vogliamo dare un segnale forte alla comunità detenuta, parliamo di quasi 4.000 reclusi in Emilia-Romagna, sappiamo che nelle strutture carcerarie non sempre sono garantite tutele adeguate a queste persone”. Fabbri entra nello specifico: “Questione cruciale, e ancora irrisolta, è quella del sovraffollamento carcerario, causa di tensioni che inevitabilmente condizionano anche la riuscita dei percorsi di recupero del detenuto. Si possono innescare situazioni di disagio, anche psichico, che possono portare a eventi drammatici, penso, purtroppo, ai diversi casi di suicidio tra i detenuti presenti nelle strutture carcerarie della nostra regione”. Quindi, la proposta del presidente Fabbri: “In quanto presidente dell’Assemblea legislativa promuovo una nuova modalità di intervento che veda l’unione di tutte le forze in campo, partendo dagli stimoli che arrivano dal lavoro di osservazione e monitoraggio portato avanti dai garanti a tutela dei diritti dei detenuti”. Conclude il presidente: “È oramai inevitabile che la politica faccia proprie queste istanze e ricerchi rapidamente soluzioni sia a livello statale che regionale, con anche il coinvolgimento degli enti locali”.

Un focus, poi, sulla situazione delle case circondariali presenti sul territorio regionale, con un’analisi a cura, assieme allo stesso Cavalieri, dei garanti locali.

A Piacenza, ha rimarcato la garante Maria Rosa Ponginebbi, “la criticità più marcata riguarda la presenza eccessiva di detenuti con problemi di tossicodipendenza (circa l’80 per cento della popolazione carceraria ha problemi di dipendenza), a seguire queste persone c’è un solo sanitario che entra nella struttura un solo giorno alla settima, anche qui, poi, si necessitano lavori di ristrutturazione, in particolare, nel vecchio padiglione”.

“Nella casa circondariale bolognese, ad esempio, rimane il problema, ormai cronico, del sovraffollamento, così come ci sono carenze rispetto agli spazi, a partire da quelli dedicati alle attività rivolte al detenuto”, rimarca il garante Antonio Ianniello, che, sul Pratello, aggiunge “anche nel minorile il numero di presenze è decisamente fuori limite, gli ospiti sono quasi sessanta mentre la struttura ne potrebbe ospitare una quarantina, inoltre permangono perplessità sulla scelta, seppur temporanea, di spostare una parte del minorile alla Dozza”. La garante Francesca Bertolini su Reggio Emilia: “Anche la struttura che ospita il carcere reggiano richiederebbe interventi di recupero, inoltre le caratteristiche dell’edificio rendono particolarmente complessa la gestione delle diverse categorie di detenuti presenti, che a Reggio sono sei (come, ad esempio, detenuti con problemi di salute mentale, donne, transgender e persone in alta sicurezza)”. A Rimini, rimarca invece il garante Giorgio Galavotti, “più volte sono state denunciate condizioni di degrado rispetto a una specifica sezione, che andrebbe completamente ricostruita (c’è un progetto approvato dal ministero ma tutto è ancora fermo), evidente poi il problema della carenza di personale, tra sanitari e agenti”. A Parma, prosegue la garante Veronica Valenti, “sono presenti 250 detenuti con problemi sanitari (provenienti da tutta Italia) nonostante i posti letto della sezione sanitaria siano solo 25, c’è poi il tema dell’alto numero di carcerati anziani, in 80 hanno più di 65 anni, è anche aumentata anche la presenza di persone con disturbi psichiatrici gravi”. A Modena, evidenzia la garante Laura De Fazio, “pur essendo un carcere concepito per accogliere principalmente imputati e indagati in attesa di giudizio e condannati definitivi a pene non superiori a cinque anni, sono presenti quasi 400 detenuti con anche condanne lunghe (in molti con problemi di dipendenze), l’offerta trattamentale risulta inadeguata, anche il personale, a partire dagli educatori e sanitari, è insufficiente”. A Ferrara, interviene la garante Manuela Macario, “la struttura necessita urgentemente di interventi di ristrutturazione, gli spazi comuni non sono adeguati ad accogliere le attività educative e ricreative, ci sono poi problemi organizzatici, pacchi, per fare un esempio, che non vengono consegnati o vengono consegnati dopo molto tempo con cibi che nel frattempo si sono deteriorati”.  Conclude lo stesso Cavalieri sui casi di Castelfranco, Forlì e Ravenna: “A Castelfranco Emilia, nel modenese, per mane il problema delle misure di sicurezza prolungate nei confronti della categoria degli internati. A Ravenna e Forlì i due fabbricati sono da riqualificare”.




Alta Val Tidone; conclusa la riqualificazione della Comunità Alloggio “Giacomo da Pecorara”

Il secondo piano della Comunità Alloggio “Giacomo da Pecorara” ha un nuovo look, efficiente ed accogliente per gli ospiti, attualmente 18, della struttura per anziani autosufficienti nel borgo dell’Alta Val Tidone, che quest’anno compie 31 anni. I lavori di riqualificazione, progettati dallo studio di architettura di Giuseppe Oddi e realizzati dalla impresa Edilvaltidone con l’azienda Imieci snc per quanto riguarda l’impianto elettrico, hanno permesso di ristrutturare e mantenere gli originari dieci posti letto del secondo piano, realizzando una stanza singola in più; sono stati riqualificati i bagni, rifatti gli impianti idraulici ed elettrici e rifatti gli infissi. Inoltre, ogni stanza è stata dotata di televisione e rinnovati gli arredi. L’intervento, del valore complessivo di 300 mila euro, è stato realizzato grazie a un contributo proveniente dal PNRR.

“E’ il primo passo di una più ampia riqualificazione dell’edificio” sottolinea il Sindaco di Alta Val Tidone Franco Albertini, che ha inaugurato l’intervento alla presenza di assessori e consiglieri, dei progettisti e delle aziende esecutrici, dei referenti della Coopsai che gestisce la struttura, degli ospiti della stessa e con la benedizione impartita da Don Gigi Bavagnoli”. “Ricordo quando sono stato eletto sindaco di Pecorara che si temeva la chiusura della struttura – ha evidenziato il primo cittadino – In realtà, dai 5 utenti di 30 anni fa siamo passati oggi a 18, a pieno regime, e reso questo servizio efficiente ed importante per tutto il territorio. Oggi compiamo un primo passo di riqualificazione ma non ci fermiamo qui. Abbiamo in previsione la riqualificazione anche del primo piano, con la realizzazione anche di un alloggio in regime di cohousing. Andremo poi a sistemare l’area esterna e stiamo muovendoci per trovare i finanziamenti necessari anche per la riqualificazione delle facciate e del tetto”.

Grande apprezzamento è stato espresso da tutti i presenti per l’attenzione e la velocità dell’intervento realizzato, con un ringraziamento sentito sia agli utenti sia agli operatori della struttura per la disponibilità e la pazienza nelle fasi di cantiere. “Questa struttura – hanno sottolineato Albertini e gli amministratori – è un fiore all’occhiello del nostro Comune e di tutta la valle. Grazie all’impegno di tutti, ai contributi che riceviamo dal Distretto sanitario e all’intervento finanziario dell’ente comunale, riusciamo a mantenere le rette il più basso possibile ed è un impegno che manterremo fino a quando saremo chiamati ad amministrare questo Comune”.




Il Comune di Alta Val Tidone apre il canale Whatsap

Una comunicazione ancora più immediata, diretta e smart. E’ questo l’obiettivo che si è prefissato il Comune di Alta Val Tidone che aggiunge agli strumenti di informazione già attivi anche un canale Whatsapp.

“E’ un’iniziativa che mira a migliorare ulteriormente l’efficacia e la tempestività delle nostre comunicazioni verso i cittadini, residenti, villeggianti o semplici visitatori che vogliono essere informati in tempo reale su quanto accade nel nostro territorio – commenta il Sindaco Franco Albertini – Abbiamo già attivi, oltre al sito web istituzionale e al portale turistico, i principali profili social, da Facebook ad Instagram, e un canale Telegram. Con questo nuovo strumento rafforziamo ulteriormente il processo di digitalizzazione del nostro Ente, sempre all’avanguardia in questo campo, puntando a rendere la comunicazione sempre più a portata di tutti”.

Il servizio, di tipo unidirezionale, garantisce che le informazioni siano trasmesse in modo chiaro e immediato, mantenendo però l’anonimato degli iscritti. È possibile, inoltre, iscriversi e disiscriversi in autonomia e reagire ai messaggi con le emoji, rendendo il servizio interattivo e adatto alle esigenze di tutti. Per utilizzare il nuovo servizio è sufficiente avere l’applicazione Whatsapp (scaricabile gratuitamente sui principali store) e cliccare poi sul seguente link: https://whatsapp.com/channel/0029Vb1pBzE60eBcKp0Llw1d per poter ricevere, in forma sempre gratuita, tutti gli aggiornamenti dal Comune di Alta Val Tidone. I dati personali verranno trattati nel rispetto delle norme sulla privacy.




Villa Verdi è da oggi di proprietà dello Stato

Dal pomeriggio di oggi Villa Verdi è diventata ufficialmente proprietà dello Stato, attraverso la procedura di esproprio. A Villanova erano presenti la soprintendente Maria Luisa Laddago, Luciana Scrivano per l’Agenzia del Demanio, il sindaco Freddi ed i rappresentanti legali di due degli eredi. È stato anche annunciato un primo stanziamento di 370mila euro far fronte ai primi lavori urgenti di sistemazione della villa e del parco, chiusi da oltre due anni.
Non vi è invece ancora accordo con tutti e quattro gli eredi sull’entità che verrà loro corrisposta dallo Stato.
Sul posto anche vari cittadini ed alcuni rappresentanti del Comitato Giuseppe Verdi-Il suo tempo e la sua terra.




Katia Tarasconi interviene su piazza Cittadella: “Non ci sono atti formali che giustifichino la risoluzione del contratto”

Dopo che negli ultimi quattro giorni in città il dibattito politico (per l’ennesima volta) ha ruotato intorno alla vicenda di piazza Cittadella e alla notizia dell’avvio di una procedura per accertare eventuali infiltrazioni mafiose, Katia Tarasconi chiarisce la sua posizione e quella dell’amministrazione che guida attraverso un comunicato.
“C’è un concetto che va chiarito al meglio, perché ho l’impressione che nella nostra città ci sia chi vuol dipingere l’attuale Amministrazione comunale come poco trasparente rispetto al rapporto che esiste tra l’Ente e la società Piacenza Parcheggi.

È una narrazione distorta, che non ha niente a che vedere con la realtà dei fatti.

Se da un lato non abbiamo mai fatto mistero della nostra scelta politica, e cioè di voler vedere finalmente realizzato il parcheggio interrato di piazza Cittadella di cui si parla da decenni e di cui crediamo ci sia bisogno in città, dall’altro abbiamo sempre sostenuto che ciò non sarà mai fatto a tutti i costi. Ma ovviamente a patto che vengano rispettate tutte le norme, che l’iter amministrativo sia perfettamente in regola e conforme al contratto stipulato e che i costi rispettino quanto stabilito nel piano economico e finanziario approvato.

L’iniziativa condotta da questa Amministrazione, infatti si è indirizzata per cercare di riportare l’Ente “sul pulito”, ossia di perseguire la massima tutela del nostro Comune dopo anni di stallo.

L’Amministrazione, grazie al lavoro di Dirigenti e Uffici, ha messo dunque l’Ente in una posizione di forza e l’ha fatto basandosi su ciò che è stato ereditato dalle precedenti Amministrazioni, ovvero un valido contratto che risale al 2012 e che vede come concessionario la società privata Piacenza Parcheggi.

C’è chi questo contratto vorrebbe vederlo stracciato oggi stesso per i motivi più vari. Molto semplicemente: non si può. Anche immaginando, per pura fantasia, di voler vedere andare a monte l’intero progetto di riqualificazione di piazza Casali e piazza Cittadella, non è pensabile che un’Amministrazione comunale possa stracciare un contratto di concessione senza che ci siano ragioni concrete o disposizioni precise in tal senso che arrivino da organi istituzionali superiori. Facendolo, il Comune verrebbe esposto a una causa giudiziaria certa, costosa, e che già di per sé contravverrebbe a un interesse pubblico e della comunità.

In questi due anni così come a oggi, non sono esistiti né esistono atti formali che giustifichino la risoluzione del contratto da parte del Comune; ricordando che la “pratica Cittadella” è attenzionata da anni da Organismi ed enti sovracomunali – Anac compresa – che finora hanno accompagnato e attestato il percorso passo per passo.

Piacenza Parcheggi tuttora – come ha di recente confermato la Prefettura – è in possesso dei requisiti formali per poter essere interlocutore del Comune su questa partita. Si tratta di una società che, vale la pena ricordarlo a chi pare averlo dimenticato, è in rapporti con il Comune di Piacenza da oltre tredici anni. In altre parole, e partendo da una situazione che vedeva il Comune in una posizione addirittura di parziale inadempimento rispetto al contratto di concessione stipulato nel 2012, si è riusciti a rimettere la posizione in asse e sbloccare un’opera da troppo tempo in stallo. Grazie al lavoro degli Uffici comunali, l’Ente – che temporaneamente amministriamo tentando ogni giorno di fare il meglio per i piacentini – si trova ora “sul pulito”. Ovvero, una volta consegnata al concessionario l’area di cantiere, il Comune si è messo nelle condizioni di poter esercitare la sua funzione di controllo per quanto di sua competenza, e cioè con riferimento al crono-programma dei lavori e al relativo piano economico e finanziario. Funzione che il Comune sta svolgendo alla luce del sole.

Per intenderci,l’Amministrazione si è occupata di creare le condizioni affinché l’opera pubblica in questione venga realizzata. Ora, se è tutto in regola – e attualmente lo è, come ci confermano gli organi istituzionali superiori – l’iter per la realizzazione del parcheggio interrato di piazza Cittadella proseguirà con il Comune a svolgere i controlli che rientrano nelle sue competenze; viceversa, se dovessero intervenire motivi per i quali il concessionario risultasse privo dei requisiti necessari, si aprirebbe la strada della rescissione del contratto nella consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per mettere al riparo il Comune, e quindi i cittadini, da ripercussioni negative. Un’attenzione e una tutela doverosa che vale per Piazza Cittadella così come per tutte le altre opere in corso.

In buona sostanza, come sempre in questi casi, gli scenari sono due: o il titolare di concessione ha tutte le carte in regola per potersi relazionare con l’Ente comunale, oppure le carte in regola non le ha. E fino a questo istante, le carte risultano in regola. Nel momento in cui non dovessero più esserlo, si aprirà la strada della risoluzione contrattuale. Senza che però il Comune corra il rischio di dover subire contenziosi giudiziari.

Oggi quindi si prosegue, con l’intenzione rendere migliore un più ampio comparto della nostra città, che passa dalla realizzazione del parcheggio interrato e della riqualificazione di Piazza Cittadella per estendersi a Piazza Casali e al recupero delle ex Scuderie di Maria Luigia. Progetto che riteniamo di fondamentale importanza per il bene di Piacenza e dei piacentini.

Questo è quanto. Non esiste una versione della storia nella quale l’Amministrazione comunale forzi la mano, spinga affinché venga realizzata l’opera a tutti i costi, come pare voler far credere qualcuno. Il rapporto tra Comune e concessionario non è altro che il rapporto tra un ente pubblico e una società privata titolare di regolare concessione; è quindi un rapporto che si basa su atti e documenti ufficiali. Così come deve sempre essere per un ente pubblico”.




Piazza Cittadella, sindacati in allarme per l’appalto

Le organizzazioni sindacali confederali CGIL CISL UIL, a seguito delle recenti notizie di stampa circa l’avvio di un presunto procedimento per interdittiva antimafia nei confronti della concessionaria Piacenza Parcheggi e della holding Final si dichiarano “fortemente preoccupati”.
I sindacati esprimono forte preoccupazione per le possibili ripercussioni sui lavoratori coinvolti nel progetto. “Siamo di fronte a una situazione potenzialmente molto grave”, dichiarano le organizzazioni sindacali. “Notizie di stampa parlano dell’avvio del procedimento per interdittiva antimafia e questo ci preoccupa. Non potremmo tollerare che solo l’ombra della criminalità organizzata possa entrare in un appalto pubblico come quello di piazza Cittadella. Vigileremo in tutte le sedi perché questa indagine arriverebbe dopo una storia travagliata di questo cantiere, a partire dalla fideiussione risultata falsa. Elementi di incertezza sul futuro del cantiere, visti i ritardi dei lavori, che creano un clima di allarme tra i lavoratori”, sottolineano i rappresentanti sindacali di categoria. “È fondamentale fare luce su quanto sta accadendo, garantire la legalità e la sicurezza dei lavoratori attivi nell’appalto ” concludono Cgil, Cisl, Uil




Quando la scuola diventa bella: alla Carducci inaugurata una nuova area multifunzionale e la biblioteca

Taglio del nastro presso la media Carducci per il nuovo spazio Habitat. L’istituto scolastico di via Damiani ha recentemente vissuto un profondo rinnovamento con la realizzazione del cappotto esterno ma anche con il restyling di tante aree comuni e delle aule pensate, dagli stessi docenti, in funzione della sperimentazione didattica triennale in corso. La Carducci ha imboccato, fra le prime in regione, la strada degli “ambienti didattici di apprendimento”. Ogni aula è un’area disciplinare specifica, personalizzata dal docente in base alle attività da svolgere: sono gli alunni a spostarsi in autonomia, immergendosi, di volta in volta, in materie diverse, ciascuna contraddistinta da un colore.

Con l’inaugurazione di ieri la scuola si è arricchita di un nuovo spazio multifunzionale. Un progetto che parte da lontano, precisamente nel 2022, e che è stato sostenuto finanziariamente dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, mentre il Comune di Piacenza si è fatto carico dell’impianto elettrico, concluso lo scorso dicembre.

Grazie all’impegno ed al lavoro concreto del personale docente (e non) della Carducci, a quello degli stessi alunni ed al contributo del Liceo Cassinari, un umido e dimenticato scantinato è stato trasformato in una bella ed accogliente area che ospita una fornita biblioteca, chiamata Biblòh, confortevoli spazi di lettura e di studio ed anche un piccolo anfiteatro adatto ad ospitare i dibattiti così come spettacoli e concerti. Esattamente quanto successo durante la “vernice” che ha visto salire sul palco l’orchestra studentesca 5/4 che ha eseguito due brani musicali. A seguire vi sono stati i saluti istituzionali dell’assessore alle Politiche educative  Mario Dadati, di Luca Groppi in rappresentanza della Fondazione, del dirigente scolastico della Dante-Carducci Alberto Mariani. A fare gli onori di casa la docente Lucia Tagliaferri, una delle promotrici di Habitat, un’idea trasformata in realtà grazie all’impegno suo e di tutti i colleghi della scuola che non si sono mai fatti scoraggiare dalle difficoltà ed hanno portato a casa un risultato degno di una avanzata scuola europea, progettato con l’aiuto di una docente/architetto, la professoressa Ontani.

Un percorso che è stato raccontato con un video riassuntivo che ha mostrato le principali tappe di questo recupero. Sul palco sono poi saliti nuovamente i ragazzi che hanno presentato il frutto delle loro fatiche, poesie, racconti ed i loro libri d’artista come quello che ricorda la terribile esperienza di Liliana Segre, deportata ancora tredicenne ad Auschwitz. Un volume dove un fiore riporta la scritta “ricordare” (per non dimenticare l’Olocausto) ed è circondato da un fil di ferro a simboleggiare quello spinato dei campi di sterminio. Le pagine hanno vari colori, quelle più esterne chiare, dal verde al giallo per rappresentare la vita serena di Liliana ragazzina, prima di essere caricata sul treno verso la Polonia. Le pagine centrali sono nere, come la disperazione di chi visse da vicino lo sterminio degli ebrei ed infine il rosso della copertina a simboleggiare la liberazione.

A concludere l’incontro inaugurale – prima di un aperitivo predisposto dagli studenti dell’Istituto Raineri Marcora – sul palco sono saliti venti bravissimi alunni della Carducci che, diretti dalla professoressa Pecorari, hanno intonato una sorta di Inno della Carducci “Viva la Vida”. Perché quando la scuola è bella e ben fatta, come in questo caso, l’entusiasmo si sente e la musica è il modo più diretto per esprimerlo.

 




Conad: grazie al Monopoly di Piacenza devoluti 5.500 euro alla Casa del Fanciullo

L’iniziativa, lanciata da Conad Centro Nord a fine 2023, ha visto la presenza dell’edizione esclusiva e a tiratura limitata del Monopoly personalizzata per la città di Piacenza su tutti i punti vendita Conad della provincia.
Conad Centro Nord ha donato 1 euro per ogni Monopoly venduto alla Casa del Fanciullo per il progetto PED PET, totalizzando 5.500 euro. Da vent’anni, la Casa del Fanciullo realizza progetti educativi con animali per supportare minori fragili, grazie a un’équipe educativa formata da educatori a 2 e 4 zampe.
“Siamo felici del successo di questa iniziativa che ha permesso a tanti piacentini di poter giocare con i nomi delle piazze, dei quartieri della città e delle bellezze naturalistiche della provincia.” sostiene Elena Soressi, componente del Cda di Conad Centro Nord e continua: “Ma il grande orgoglio è quello di consegnare oggi i fondi alla Casa del Fanciullo e dare così un aiuto concreto al progetto Ped Pet e, più in generale, al tessuto sociale della nostra comunità. Ringrazio tutti i nostri clienti per la grande partecipazione: insieme si possono fare grandi cose.”

La Coop. Soc. Casa del Fanciullo è una storica realtà piacentina che da oltre 70 anni si occupa di educazione, prevenzione al disagio minorile, sostegno ai più fragili. Realizza tutto questo attraverso tre settori: una scuola primaria paritaria, un centro socio-Educativo semiresidenziale per scuole medie e superiori, una comunità residenziale per minori. A queste aree si affiancano: attività estive; progetti educativi nelle scuole; ricerca e sperimentazione continua di metodologie educative efficaci; percorsi di Pet therapy; servizi di mediazione familiare e consulenze psico – pedagogiche.
“Casa del Fanciullo, grazie a questo sostegno da parte di Conad, andrà a realizzare laboratori con i cani, già a metà marzo, per i ragazzi del Centro Socio-Educativo Tandem, grazie all’équipe interna specializzata in Interventi Assistiti dagli Animali secondo le Linee Guida Nazionali, per aiutarli a raccontare le loro ansie e le loro paure partendo dall’osservazione dei loro amici a 4 zampe” afferma Maria Scagnelli, Presidente Soc. Coop. Soc. Casa del Fanciullo e continua: “Secondo il rapporto UNICEF (“La Condizione dell’Infanzia nel Mondo 2023”) il 40% dei giovani sotto i 18 anni nei paesi occidentali, mostra sintomi di ansia cronica ma l’ansia non è un disturbo da curare in silenzio solo negli studi di psicologi, ma un segnale, un grido muto che ci interpella tutti e come educatori/ insegnanti dobbiamo creare spazi in cui abbattere l’ansia e poter parlare. In questo gli animali sono alleati straordinari e dei co terapeuti eccezionali. A questi laboratori ne seguiranno altri durante il Centro Estivo rivolti ai più piccoli e a settembre saranno proposti anche in alcune scuole dell’infanzia”.
Grazie all’équipe interna specializzata in Interventi Assistiti dagli Animali secondo le Linee Guida Nazionali, in fattoria verranno attivati laboratori di Pet Therapy di cui potranno beneficiare, non solo gli oltre 140 minori che frequentano la Casa del Fanciullo tutto l’anno e gli oltre 120 bambini del Centro Estivo Bianconiglio ma anche privati e scuole che vorranno venire a trovarci.
Conclude poi l’Assessore alle Politiche Educative del Comune di Piacenza, Mario Dadati: “L’attenzione al tema del disagio giovanile richiama la responsabilità e l’impegno di tutte le istituzioni del territorio nel prendersi cura delle fragilità di ragazze e ragazzi, che credo sia un passo in più rispetto al semplice farsi carico di un problema. Avere cura degli altri significa metterci amore e avere la volontà di condividere un percorso, come una vera comunità: esperienze quali la Pet Therapy si rivelano particolarmente efficaci proprio perché esprimono e rispondono nel modo più autentico a questo bisogno di relazione che troppo spesso, nella nostra società, non trova riscontro adeguato. Ringrazio Conad Centro Nord per il sostegno garantito al progetto della Casa del Fanciullo, preziosa realtà di riferimento per tante famiglie piacentine; trovo molto significativo che questa raccolta fondi derivi da un gioco da tavolo, che è un simbolo per eccellenza del saper stare insieme”.




Fondazione di Piacenza e Vigevano: eletti tredici nuovi membri del Consiglio Generale

È entrato nel vivo l’iter per il rinnovo della governance della Fondazione di Piacenza e Vigevano, avviato nell’autunno scorso. Sono stati eletti lunedì sera, con voto palese, tredici nuovi membri del Consiglio Generale che detterà le linee di indirizzo dell’ente di via Sant’Eufemia, a partire da fine aprile prossimo.

I consiglieri designati sono, per Piacenza: Valter Bulla, Luigi Cavanna, Vincenzo Cerciello, Francesca Colla, Ivano Fortunati, Fabio Leggi, Mauro Monti, Anna Muselli, Maria Grazia Sabato, Luigi Salice. I componenti rappresentativi del territorio di Vigevano finora designati sono Daniela Boffino, Rossella Buratti ed Elena Sisaro.

Come previsto dallo Statuto della Fondazione, i consiglieri eletti sono stati scelti dall’attuale Consiglio generale a partire da tredici coppie di candidati, un uomo e una donna, proposte ciascuna dagli enti designanti della Fondazione: Comune di Piacenza, Provincia di Piacenza, comuni della Provincia di Piacenza (eccetto il capoluogo), Camera di Commercio, Diocesi di Piacenza-Bobbio, Università Cattolica di Piacenza, Politecnico di Milano, organismi del volontariato di Piacenza e provincia, associazione La Ricerca, Conservatorio di Musica “G. Nicolini”, Comune di Vigevano, Diocesi di Vigevano e organismi del volontariato di Vigevano.
Tutti i candidati che erano presenti anche nel Consiglio uscente, sono stati riconfermati.

La costituzione del nuovo “parlamentino” sarà completata nel mese di aprile con la nomina di due consiglieri cooptati da parte dei tredici neoeletti, portando così a quindici il totale dei suoi rappresentanti.
Il Consiglio Generale della Fondazione è l’organo di indirizzo dell’ente ed è chiamato ad eleggerne Presidente. Dopo l’approvazione del Bilancio d’esercizio 2024 sarà lo stesso presidente Roberto Reggi a convocare i quindici rappresentanti del nuovo Consiglio Generale per la nomina del Presidente che guiderà l’ente di via Sant’Eufemia per i prossimi quattro anni.

Una volta eletto, il Presidente procederà alla definizione della sua squadra di lavoro, il Consiglio di Amministrazione, che potrà essere composto da un numero variabile di elementi, compreso fra sei e otto persone. Regolamento e procedure sono consultabili nello Statuto della Fondazione di Piacenza e Vigevano disponibile sul sito.




Vertice in prefettura per il ponte sul Po a Castelvetro Piacentino

Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 26 febbraio, si è tenuto l’annunciato incontro presso la Prefettura di Piacenza relativo al Ponte sul Po, lungo la ss 10 “padana inferiore” tra Castelvetro Piacentino e Cremona, coordinato dal Prefetto, Paolo Ponta, alla presenza del Prefetto di Cremona, Antonio Giannelli, della Presidente della Provincia di Piacenza, Monica Patelli, del Presidente della Provincia di Cremona, Roberto Mariani, dei Sindaci di Castelvetro Piacentino, Silvia Granata, di Monticelli d’Ongina, Gimmi Distante, degli Assessori del Comune di Cremona, Simona Pasquali e Luca Zanacchi, dei Comandanti Provinciali dei Vigili del Fuoco di Piacenza e Cremona, Ing. Pier Nicola Dadone e Ing. Michele Castore, dei Comandanti delle Sezioni di Polizia Stradale di Piacenza e Cremona, commissario Nicola Di Lernia e Vicequestore Ettore Guidone oltre che del Responsabile Gestione Rete Anas Emilia Romagna, Gennaro Coppola.

In apertura dell’incontro i Prefetti di Piacenza e Cremona hanno richiamato l’importanza della tutela dell’incolumità pubblica, cui si sono associati i Presidenti delle due Province coinvolte e i rappresentanti degli enti locali intervenuti, i quali hanno evidenziato la strategicità del ponte per la vita quotidiana dei propri territori.

Sul piano tecnico i Comandanti dei Vigili del Fuoco di Piacenza e Cremona hanno riferito dell’esito dei recenti sopralluoghi condotti sull’opera, nonché delle misure sottoposte all’attenzione di Anas, quale attuale proprietario dell’infrastruttura.

L’opera è passata infatti dalla Provincia di Piacenza nelle competenze di Anas a far data dal 08/04/2021, in attuazione del D.P.C.M. 21 novembre 2019.

Al riguardo Anas ha rappresentato che, sin dal passaggio delle competenze, anche in applicazione delle Linee Guida Ponti, di aver inserito l’opera in un piano di sorveglianza e di monitoraggio costante che prevede ispezioni principali annuali, a cura di ingegneri abilitati, nonché ispezioni ricorrenti con cadenza trimestrale, assicurandone la sorveglianza e tutte le attività ricorrenti tese al mantenimento delle ordinarie condizioni di percorribilità, quali, tra le altre, quelle afferenti a ripristini puntuali delle pavimentazioni stradali, all’occorrenza e più di frequente a seguito di precipitazioni meteo particolarmente intense.

L’infrastruttura inoltre sarà oggetto di prossimi lavori di manutenzione rimasti in carico alla Provincia di Piacenza, precedente gestore, che, avendo mantenuto il finanziamento di cui al Decreto del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti 01 febbraio 2018, n. 267, per un importo di circa 7,6 milioni di euro, ha chiuso, nell’estate 2024, le relative procedure di affidamento e, di recente, ha avviato le prime attività di cantiere operando dalla golena del fiume.

Ciò posto, Anas ha altresì annunciato che per consentire e agevolare l’esecuzione della prima fase di lavori da parte della Provincia di Piacenza, come da essa stessa richiesto, a partire da lunedì 3 marzo, per una durata di 45 giorni, verrà disposto il divieto di transito a tutti i veicoli con carico superiore alle 7,50 tonnellate, ad esclusione di quelli adibiti al trasporto pubblico di persone, fino ad un max di 20 tonnellate, ed a servizi essenziali e di emergenza, permanendo il divieto di transito per i veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate, che trasportano prodotti infiammabili o esplosivi, nella fascia oraria dalle ore 07:00 alle ore 19:00. Lungo l’intero sviluppo del ponte verrà altresì imposto il limite di velocità di 30 km/h per tutti gli autoveicoli.

E’ in fase di avvio la progettazione un ulteriore intervento straordinario di manutenzione a seguito dell’ottenimento da parte di Anas di un nuovo finanziamento ministeriale di 8,5 milioni di euro.

Alla luce del nuovo disposto saranno intensificati i controlli da parte delle Forze dell’ordine, Polizie provinciali e locali per garantirne il rispetto.