Tentati furti in viale Dante. Per i Liberali “Persiste l’allarme sicurezza in città”

Secondo i Liberali Piacentini «persiste l’allarme sicurezza in città. Ancora vengono riferiti episodi di “danni o tentati furti a raffica” in Viale Dante, una zona nevralgica di Piacenza».

«Già da tempo – continua la nota dell’associazione – i Liberali Piacentini dicono che la questione deve essere maggiormente attenzionata da tutte le autorità preposte. Comune in primis di cui si chiede il ripristino dell’Assessorato alla sicurezza già presente nella precedente giunta di centro destra».

«E’ un problema – sostengono i Liberali – che ormai sta interessando città importanti dell’Emilia, tra cui Parma, molto vicina a noi, in cui gli episodi di violenza si susseguono ogni giorno e di cui si sono interessati (data la loro gravità) anche organi d’informazione nazionale. Ed il contagio, data la vicinanza con Piacenza, è molto probabile. Ciò che provocherebbe nella nostra città ulteriore allarme con episodi ben più gravi di quelli a cui stiamo assistendo».

Ancora una volta i Liberali tengono a sottolineare «che la sicurezza è uno dei capisaldi della libertà che permette al cittadino di lavorare, circolare, attendere alle normali occupazioni in piena tranquillità».

«Ed è per questo – concludono – che puntualmente ritorniamo sull’argomento affinché si provveda al più presto a mettere in campo tutte le necessarie azioni per dare ai cittadini quella sicurezza che meritano, anche a fronte di quanto agli stessi viene richiesto in tasse ed imposte di vario genere che dovrebbero servire anche a far fronte a questo problema ormai non più tollerabile».

 




Deve scontare più di tre anni di carcere: arrestato dai carabinieri

Un giovane di 31 anni per alcuni reati commessi a Piacenza e provincia dal luglio 2012 al gennaio del 2017. Sabato 8 marzo l’uomo è stato arrestato dai Carabinieri della Stazione di San Nicolò a Trebbia che gli hanno portato “il conto” per alcune sentenze di condanna divenute definitive. L’uomo residente in provincia di Piacenza, è stato fermato vicino alla sua abitazione in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Parma.
E’ stato riconosciuto colpevole dalla giustizia e condannato con 6 sentenze passate in giudicato per danneggiamento a seguito di incendio, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali, guida in stato di ebbrezza ed evasione commessi tra il luglio del 2012 e il gennaio del 2017 a Piacenza e Rottofreno. Dovrà scontare una pena di 3 anni 4 mesi e 16 giorni di reclusione.
I carabinieri di San Nicolò a Trebbia lo hanno prelevato a casa e condotto in caserma dove gli è stato notificato il provvedimento di esecuzione pena.
Al termine delle operazioni di rito per il 31enne si sono aperte le porte del carcere delle “Novate” di Piacenza, all’interno del quale dovrà rimanere per i prossimi 3 anni.




Mimose vendute senza regolare licenza, la Polizia Locale sequestra 126 mazzi di fiori

Nell’ambito delle attività di controllo del territorio e a supporto di manifestazioni ed eventi legati alla Giornata internazionale della Donna, sabato 8 marzo la Polizia Locale è stata impegnata anche nelle consuete verifiche, a tutela di consumatori ed esercenti, su eventuali irregolarità nella distribuzione del fiore simbolo della ricorrenza: la mimosa.

Diversi i venditori non muniti di regolare licenza individuati dagli agenti, al cui arrivo gli ambulanti in questione hanno abbandonato cesti e scatoloni contenenti le mimose pronte per la vendita. Complessivamente sono 126 i mazzi di fiori sottoposti a sequestro amministrativo a carico di ignoti.

Le pattuglie hanno inoltre svolto un servizio informativo rivolto ai commercianti – titolari di negozi e ambulanti – in merito alle norme che regolano l’attività di vendita itinerante sul territorio comunale.




Largo Battisti. Stand della polizia per la campagna sul contrasto alla violenza di genere

La polizia di Stato, attraverso i suoi agenti, è quotidianamente impegnata nella lotta contro la violenza di genere tanto da aver lanciato una campagna sul contrasto alla violenza di genere denominata “QUESTO NON E’ AMORE”. Un lavoro testimoniato questa mattina, sabato, 8 marzo 2025, ricorrenza della Festa della Donna, attraverso uno stand dedicato proprio a questo tema e posizionato in largo Battisti. Insieme ad una rappresentanza della polizia
Vi era anche il questore di Piacenza, Ivo Morelli.




Arrestati in via Roma a Piacenza due spacciatori ventenni

Continua l’attività di contrasto alla criminalità diffusa ed allo spaccio di stupefacenti da parte della Polizia di Stato.l
Nel corso dell’ultima settima, l’attenzione degli investigatori della Squadra Mobile di Piacenza si è rivolta in particolare al centro storico, nella delicata zona di via Roma.
Nel corso dei servizi di osservazione, ad inizio settimana sono stati individuati in via Roma due soggetti sospetti, presumibilmente dell’est Europa, che si muovevano con fare sospetto tra i bar della zona e gli automobilisti in transito.
Dopo alcuni giorni di pedinamenti, gli investigatori della Sezione Antidroga della Squadra Mobile di Piacenza, nel primo pomeriggio di ieri hanno assistito in diretta ad una cessione di cocaina da parte dei due sospetti ad un automobilista in transito. Tutti e tre sono stati fermati.
L’acquirenteė stato trovato in possesso di una dose di cocaina appena ricevuta e sanzionato quale assuntore di stupefacenti; essendo risultato privo di patente di guida e di assicurazione, è stato colpito anche dalle pesanti sanzioni previste dal Codice della Strada ed il suo veicolo sottoposto a sequestro finalizzato alla confisca del bene.
I due pusher avevano con sé denaro e altre nove dosi di cocaina pronte alla vendita al dettaglio.
La base di stoccaggio della sostanza era collocata proprio in un appartamento di via Roma che è stato perquisito con il rinvenimento di altre 22 dosi di cocaina, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente.
I due spacciatori sono quindi stati arrestati dalla Polizia ed al termine degli atti, condotti in carcere. Si tratta di due ventenni albanesi, incensurati in Italia e giunti da poco nel nostro Paese. Uno dei due è risultato irregolare sul territorio nazionale.
Complessivamente sono stati sequestrati 32 involucri di cellophane contenenti polvere bianca, per un peso lordo totale di 30,11 grammi, positivi all’analisi orientativa alla cocaina e la somma di euro 1700 in banconote di piccolo taglio, ritenuta provento dell’attività illecita.
Proseguono le indagini per ricostruire la rete di clienti dei due arrestati, ed i canali di approvvigionamento degli stupefacenti.




Arrestato a Piacenza pakistano indagato per terrorismo

Lunedì di questa settimana (3 marzo 2025) agenti delle Digos di Bologna e di Piacenza, insieme a personale Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto all’Estremismo e al Terrorismo Esterno, hanno dato esecuzione a un Mandato di Arresto Europeo emesso dalle Autorità spagnole nei confronti di un cittadino pakistano, domiciliato in provincia di Piacenza, indagato nel Paese iberico per reati in materia di terrorismo.
L’arresto è stato disposto nell’ambito di una più ampia operazione – per la quale sono stati disposti altri dieci analoghi provvedimenti eseguiti in contemporanea in Spagna dalla Polizia Nacional e dalla Polizia catalana. L’indagine riguarda una vasta indagine su un gruppo di presunti esponenti dell’organizzazione terroristica internazionale di matrice jihadista con base a Barcellona.
L’indagine ha permesso di individuare la presenza in Spagna ed in Italia di un gruppo strutturato, che attraverso canali criptati lanciava appelli che incitavano all’omicidio e alla decapitazione di coloro che si opponessero alla loro dottrina. Inoltre, nella pubblicistica divulgata esaltavano i mujahidin che avevano compiuto attentati contro persone accusate di blasfemia in Europa ed in Pakistan ed avevano già iniziato ad identificare possibili target da colpire; uno di questi gruppi era gestito da una delle arrestate in Spagna ed era composto esclusivamente da donne: si promuoveva l’indottrinamento e si cercava anche di individuare possibili obiettivi per future azioni.
L’operazione congiunta della polizia italiana e iberica costituisce la terza fase di un’indagine che ha portato, negli ultimi 3 anni, all’arresto di una trentina di terroristi e rappresenta il coronamento di una lunga e proficua sinergia operativa tra il nostro paese e la Spagna in materia di antiterrorismo. Il pakistano arrestato a Piacenza era già stato oggetto di attenzione investigativa da parte della Polizia italiana dal 2021 grazie ad una segnalazione della polizia spagnola che lo indicava quale contatto con i pakistani, poi arrestati dalla DIGOS di Genova nel giugno 2022, nell’ambito dell’Operazione Gabar, in esito alla quale furono sottoposti a custodia cautelare in carcere 14 cittadini pakistani (uno dei quali catturato in Spagna e tutti ora condannati in Italia, taluni con sentenza passata in giudicato) gravemente indiziati di partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale. Questi erano direttamente legati all’autore dell’attentato commesso a fine settembre 2020 all’esterno della già tristemente nota sede del settimanale satirico Charlie Hebdo, in cui vennero ferite due persone.
In quello stesso contesto investigativo era maturata l’inchiesta denominata operazione Sakina con cui le autorità spagnole, nel febbraio 2022, hanno arrestato in quel Paese cinque cittadini pakistani, seguaci del movimento Tehreek-e-Labbaik Pakistan (TLP). Gli indagati sono stati ritenuti responsabili di apologia e indottrinamento al terrorismo poiché soliti alimentare il web tramite i loro profili social con pubblicazioni di esaltazione di azioni terroristiche, commesse dagli appartenenti a quel sodalizio.

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Autobus in fiamme a Rustigazzo. Illesi autista e due passeggeri

Un altro autobus in fiamme. Questa volta è capitato ad una corriera Seta che, nel primo pomeriggio di oggi, 6 marzo, è stata rapidamente divorata dal fuoco lungo la provinciale 14 vicino a Rustigazzo, nel comune di Lugagnano. I vigili del fuoco intervenuti sul posto hanno provveduto a spegnere le fiamme. Fortunatamente sia l’autista sia i due passeggeri presenti sul mezzo pubblico, fra cui un ottantenne, sono riusciti ad uscire indenni.

Bisognerà ora capire le cause del rogo, quasi certamente originato da un guasto tecnico.

Questo il comunicato stampa diffuso da Seta

SETA comunica che questo pomeriggio, alle ore 14:00 circa, un autobus in servizio sulla linea E42 della rete extraurbana di Piacenza ha improvvisamente preso fuoco mentre percorreva la S.P.14 all’altezza di Rustigazzo. Il mezzo era partito da San Michele alle ore 13:40 ed era diretto a Piacenza (via Carpaneto-Cadeo-Pontenure), con arrivo previsto alle ore 14:42. Nonostante l’attivazione dell’impianto automatico antincendio di cui il bus era dotato, le fiamme si sono propagate dal vano motore all’intero veicolo, che è andato completamente distrutto.

L’incendio è avvenuto pochi minuti dopo la partenza da San Michele. A bordo erano presenti solo due passeggeri, nessuno dei quali ha riportato conseguenze. L’autista, accortosi dello sprigionarsi delle fiamme, ha prontamente arrestato la marcia ed ha fatto scendere i passeggeri dal mezzo, assicurandosi che si trovassero in condizioni di sicurezza. Il conducente ha quindi contattato la sala operativa di SETA, che a sua volta ha immediatamente richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco, intervenuti da Fiorenzuola con due autopompe.

Il bus incendiatosi oggi apparteneva ad un lotto di mezzi extraurbani prodotti da Iveco nel 2017 ed acquistati da SETA per il servizio extraurbano nei bacini provinciali serviti dall’azienda. Nella scheda tecnica che riporta lo storico degli interventi effettuati risulta essere stato sempre regolarmente sottoposto alle operazioni di manutenzione programmate, ed aver sempre superato positivamente le prescritte revisioni annuali obbligatorie, l’ultima delle quali è stata effettuata lo scorso mese di gennaio.

Il mezzo sarà sottoposto ad un’indagine interna presso l’officina SETA di Piacenza al fine di determinare le cause dell’incendio. SETA ringrazia i Vigili del Fuoco di Fiorenzuola, intervenuti prontamente. Un sentito ringraziamento va anche all’autista, che ha agito con senso di responsabilità ed accuratezza adeguate alle circostanze.

A causa dell’interruzione temporanea al transito disposta in quel tratto della S.P.14, fino al termine della giornata il servizio della linea E42 viene limitato a Badagnano, quindi le corse da/per Piacenza non raggiungono Rustigazzo e San Michele. La corsa delle ore 16:10 da Piacenza per San Michele limita la corsa a Badagnano; la conseguente corsa delle 17:20 da San Michele per Piacenza partirà da Badagnano.

 

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Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna, rinnovate le cariche regionali

Lo scorso dicembre il Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna (SAER) ha rinnovato le cariche dirigenziali che guideranno il servizio regionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico per il triennio 2025-2027. Confermato alla presidenza Sergio Ferrari – giunto al terzo mandato – supportato dai due vice-presidenti uscenti, Claudia Galeazzi, che coordina anche le attività delle unità cinofile, e il dottor Giacomo Mennilli, che supervisiona le attività sanitarie. Totale rinnovamento invece per la 25° Delegazione alpina, la struttura che coordina le attività di soccorso, tecniche ed addestrative in ambiente montano. Il nuovo delegato è Matteo Erbacci, infermiere del 118, da quindici anni operativo sulla base di elisoccorso di Pavullo nel Frignano e istruttore regionale sanitario. A lui si affiancano i due nuovi vice, il tecnico di soccorso alpino Roberto Piancastelli, che vanta una trentennale esperienza operativa all’interno del SAER, e il dottor Francesco Marconi, medico, anch’egli attivo nel SAER da diversi anni. Per quanto riguarda la 12° Delegazione speleologica regionale, confermato alla guida Giovanni Rossi, supportato da Davide Garavini e Matteo Ruocco.

LE ATTIVITA’ DEL 2024

Il 2024 ha visto i tecnici del SAER impegnati in 511 missioni, tra attività di soccorso sanitario, ricerca dispersi ed operazioni di protezione civile/supporto ad altri enti; le persone soccorse sono state, in totale, 483. Numeri sostanzialmente invariati rispetto all’anno precedente, quando gli interventi registrati sono stati di poco superiori (520). Nello specifico, le chiamate di soccorso che hanno coinvolto le donne e gli uomini del Saer in ambiente impervio sono stati 500, mentre 11 sono stati i contesti di protezione civile e supporto ad altri entri, in particolare durante gli eventi alluvionali che hanno coinvolto la parte orientale della Regione.

L’attività maggiormente coinvolta si conferma l’escursionismo che, con un 46,4% di interventi sul totale registra un aumento di quasi dieci punti percentuali in 10 anni (nel 2014 era infatti 37,2%, mentre del 2023 il 46%), la raccolta di funghi con il 15,1% (nel 2023 il 6,5%) e la mountain bike con l’8,1% (dato leggermente diminuito rispetto all’8,9% del 2023). Da notare come le discipline prettamente alpinistiche come alpinismo, arrampicata sportiva, scialpinismo e ferrate abbiano coinvolto in totale il 2% delle chiamate, percentuale di poco inferiore agli incidenti di lavoro in ambiente montano od impervio, che nel 2024 sono stati 12 (il 2,5% del totale). Ovviamente il dato delle attività in ambiente invernale risente delle scarse e tardive precipitazioni nevose dell’anno appena concluso.  Oltre agli interventi in territorio montano, si registrano anche due interventi in ambito speleologico, uno dei quali per il salvataggio di una speleologa ferita nella grotta di Bueno Fonteno (Bg), attività che ha impegnato per diversi giorni, oltre agli operatori del SAER, tecnici speleologi provenienti da tutta Italia. La maggior parte delle chiamate di soccorso è stata provocata da eventi traumatici: cadute (30,8%), scivolamento (6%), precipitazione (1,2%) seguite dalla perdita di orientamento (26,3%) e incapacità a proseguire o tornare sui propri passi (5,8%); i malori (9,3% sul totale) sono tuttavia la prima causa di decesso o di ricovero in gravi condizioni. Gli interventi di soccorso hanno riguardato in maggioranza cittadini di sesso maschile (il 67,6%) e persone nella fascia di età compresa tra i 50 e 70 anni (31,8%): il 98,5% delle persone soccorse non era iscritta al Cai.

I soccorritori intervenuti sono stati 3.874 (cifra comprensiva di tecnici territoriali e tecnici di elisoccorso), con un conteggio di ore-uomo di 13.449. Dei 500 interventi totali in ambiente impervio, 168 hanno visto un diretto coinvolgimento di un elicottero. In 95 missioni è stato attivato EliPavullo e in altre 33 EliRavenna (a bordo di questi velivoli è sempre presente un tecnico di elisoccorso CNSAS e – in caso di necessità – un’unità cinofila da valanga, oltre all’equipe sanitaria), in 9 EliParma e in 6 EliBologna.

Per quanto riguarda le articolazioni territoriali delle stazioni alpine, Corno alle Scale e Rocca di Badolo, le Stazioni bolognesi di soccorso, hanno effettuato rispettivamente 30 e 35 interventi, la Stazione Monte Alfeo (Piacenza) 37, la Monte Cimone (Modena) 92, la Monte Cusna (Reggio Emilia) 99, la Monte Falco (Romagna) 97 e la Monte Orsaro (Parma) 83; sono tuttavia consistenti gli interventi in zone di confine, sia provinciale che regionale, che hanno richiesto agli operatori territoriali del Saer un supporto ai colleghi delle stazioni limitrofe.

“Il 2024 è stato un anno di intenso lavoro e conferma il trend degli ultimi anni, che vede cioè una crescente frequentazione della montagna emiliano-romagnola e di conseguenza – ha commentato il presidente del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Emilia-Romagna Sergio Ferrari – un impegno maggiore nelle attività di soccorso. Ringrazio tutti i nostri tecnici, sanitari e logistici, che con grandissima professionalità e preparazione hanno garantito soccorso e aiuto a tutti coloro che si sono trovati in una situazione di difficoltà in montagna, in ambiente ipogeo o su terreno impervio. Desidero ringraziare anche tutte le realtà che ci hanno fornito supporto e hanno consentito un potenziamento del nostro parco mezzi, delle attrezzature e della sicurezza dei nostri operatori” ha concluso Ferrari.




In tre arrestati dai carabinieri

Tre uomini di 35, 41 e 48 anni sono stati arrestati dai carabinieri: in due casi l’autorità giudiziaria ha reso definitive le condanne, nel rerzo dopo aver sospeso una misura più volte violata i giudici hanno emesso un decreto di carcerazione.
I carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza, nell’ultima settimana, li hanno rintracciati presso le loro abitazioni, arrestati e trasferiti in carcere alle “Novate”.
Mercoledì, 26 febbraio, in mattinata i militari della stazione di Cortemaggiore hanno suonato a casa di un milanese di 48 anni, da poco domiciliato nel paese magiostrino e hanno eseguito un provvedimento di carcerazione emesso dal Tribunale di Lodi. L’uomo condannato per percosse, lesioni personali ed estorsione, reati commessi in Melegnano dal marzo 2013 al febbraio 2016, è stato portato in carcere dove sconterà 4 anni e 4 mesi di reclusione.
Alle 15:00 di giovedì 27 febbraio i carabinieri del Reparto Operativo di Piacenza, a Gragnano Trebbiense hanno rintracciato ed arrestato un giovane disoccupato 35enne, poiché colpito da un ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dal Tribunale di Piacenza. Il giovane deve scontare la pena di anni 3 mesi 8 di reclusione per furto aggravato e maltrattamenti contro i familiari commessi nella provincia di Piacenza fra il 2012 e il 2020. Dopo essere stato fermato il giovane , espletate le formalità di rito è stato portato al carcere di Piacenza a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Infine, sono stati i carabinieri di San Nicolò a Trebbia, che prima di cena, martedì 25 febbraio a Borgonovo Val Tidone (PC), hanno suonato a casa di un 41enne per eseguire un ordine di carcerazione. L’uomo era sottoposto all’affidamento in prova fino al marzo 2026 in quanto era stato condannato dal Tribunale di Milano per guida in stato di ebbrezza. Considerato che più volte è stato pizzicato nell’inosservanza alle prescrizioni cui era sottoposto, risultando assente dal domicilio in orario notturno, e che era solito frequentare pregiudicati o tossicodipendenti, l’autorità giudiziaria nel sospendere la misura provvisoria dell’affidamento al servizio sociale ha emesso l’ordine di carcerazione. Così i militari di San Nicolò a Trebbia, dopo le formalità di rito lo hanno portato in carcere.




Adescavano uomini su una chat di incontri e poi li rapinavano: tre giovani arrestati

Adescavano le vittime su una App di incontri e le attiravano in luoghi appartati. Qui una banda di giovani sovrastava numericamente il malcapitato e minacciandolo anche con coltelli lo rapinava. Era questo il modus operandi di tre giovani italiani di età compresa fra i 19 ed i 31 anni, a cui sono stati contestati due episodi specifici e che sono stati arrestati la mattina di sabato 22 febbraio dai carabinieri della compagnia di Fiorenzuola d’Arda, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Piacenza su richiesta della procura.

I cyber-adescatori, secondo la ricostruzione degli inquirenti, hanno agito nel primo pomeriggio del 1° febbraio e nella tarda serata del 9 febbraio 2025 dopo aver contattato le loro due vittime tramite una nota chat di incontri che garantisce l’anonimato degli iscritti.

Si sono dati un cosiddetto appuntamento “al buio” in una località appartata del Comune di Villanova sull’Arda. Un uomo, originario della provincia di Parma, si è trovato di fronte oltre all’individuo conosciuto in rete ma anche altre due persone, una delle quali armata di coltello. Il terzetto, tramite minacce, ha preteso soldi in contanti.  Lo sfortunato ha però avuto la prontezza di risalire a bordo della propria autovettura e fuggire, senza riportare conseguenze. Anche la seconda vittima era un uomo della provincia di Parma. Davanti all’aggressione ha reagito ingaggiando una colluttazione. Ha però rischiato di rimanere soffocato quando è caduto in un canale ed uno degli aggressori gli tenuto la testa bloccata nell’acqua. Nonostante tutto anche lui alla fine è riuscito a scappare ed a rifugiarsi in auto, chiudendo le portiere e chiamando il 112. Nel frattempo il trio si era dato alle gambe,  portando con sé le chiavi dell’auto della vittima. I carabinieri di Villanova hanno passato al setaccio le telecamere delle zone circostanti ed hanno alla fine rintracciato i tre aggressori ma anche altre due persone che avevano svolto la funzione di palo, almeno nel primo episodio: una di queste era una donna. Viste le prove raccolte e la pericolosità dei soggetti la procura della Repubblica di Piacenza ha richiesto le misure cautelari dell’arresto in carcere eseguite sabato, anche con il supporto dei carabinieri del comando provinciale di Cremona. I tre sono stati portati alle Novate mentre i due complici sono stati denunciati. Le accuse, a vario titolo, nei confronti dei cinque, sono di tentata rapina in concorso, rapina in concorso, porto abusivo di arma e lesioni personali aggravate.

Durante le perquisizioni effettuate sia in provincia di Piacenza sia in quella di Cremona, sono stati rinvenuti oggetti ritenuti di particolare interesse investigativo, tra cui tre coltelli e una pistola giocattolo priva di tappo rosso.

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Si rompe una caviglia nel bosco: interviene il Soccorso Alpino

Nel primo pomeriggio: un 66enne residente a Pianello Val Tidone si trovava lungo il sentiero 223 (nei pressi di Case Rettanni, PC) con i suoi due cani quando è caduto a terra procurandosi un brutto trauma alla caviglia che gli ha impedito di proseguire. L’uomo ha attivato i soccorsi ricorrendo all’app GeoResQ che ha avvisato la centrale operativa del SAER
Sono subito partite due squadre della stazione monte Alfeo che hanno raggiunto l’uomo, valutato la situazione e richiesto l’intervento dell’ambulanza che è giunta alla strada carrabile più vicina a case Rettanni (PC). I tecnici del Soccorso Alpino hanno immobilizzato l’arto dell’uomo e lo hanno posizionato su barella portantina per trasportarlo al loro mezzo fuoristrada con cui erano riusciti ad avvicinarsi al luogo dell’incidente. Infine l’uomo è stato consegnato all’ambulanza Val Tidone che l’ha preso in carico mentre i cani sono stati consegnati alla moglie accorsa sul posto.




Ruba l’auto ad un concessionario ma viene fermato. Altri quattro denunciati

Polizia di Stato – attività di prevenzione per i reati predatori e contro il patrimonio: quattro persone denunciate ed emessi tre fogli di via con divieto di ritorno nel comune di Piacenza.

Nei giorni scorsi le Volanti della questura di Piacenza hanno denunciato quattro soggetti in flagranza di reati contro il patrimonio (furto aggravato e ricettazione).
Ieri,durante una normale attività di controllo del territorio, gli agenti, insospettiti dall’andatura di un’auto decidevano di sottoporla a controllo.
A bordo si trovavano tre soggetti, due uomini sud sud-americani ed una ragazza italiana, tutti con diversi precedenti di polizia. Il veicolo è risultato intestato ad una società di noleggio. Al suo interno sono state trovate diverse buste di colore nero contenenti varie monete (oltre un centinaio) di piccolo taglio da 1, 2 e 5 centesimi di euro e alcune banconote di diverso valore, anche appartenenti a valuta straniera.
I fermati hanno fornito versioni discordanti e fumose sulla provenienza dei soldi, negando di esserne proprietari.
Secondo la polizia i quattro probabilmente avrebbero utilizzato il materiale rinvenuto per la “tecnica della monetine” con la quale la vittima, che spesso è appena entrata in auto, viene distratta con lancio di monetine per terra, consentendo ad un complice di rubare eventuali borse o altri oggetti di valore contenuti nell’autovettura.
Pur in assenza di beni potenzialmente riconducibili a furti commessi in precedenza, i tre soggetti sono stati denunciati in stato di libertà per il reato di ricettazione in quanto trovati in possesso di alcune banconote di valuta straniera di cui non sapevano fornire spiegazione che, sequestrate al pari dei sacchetti di monetine.
Inoltre, alla luce dei precedenti a loro carico per reati contro il patrimonio e dell’ultima denuncia per ricettazione, vista anche la mancanza di legami affettivi, lavorativi e di residenza con il territorio piacentino, nei loro confronti è stata emessa la misura di prevenzione personale del foglio di via obbligatorio dal Comune di Piacenza con divieto di ritorno per la durata di tre anni.
Analogamente, mercoledì 19 febbraio la Volante è intervenuta su segnalazione di un’auto che circolava per le strade del centro cittadino sprovvista di targa di immatricolazione.
Gli spostamenti del veicolo sono stato seguiti dal cittadino, in continuo contatto con personale della sala operativa. Rintracciata l’auto sospetta, gli operatori hanno controllato il sospetto, un cittadino ecuadoregno di 28 anni.
È risultato che l’auto, poche ore prima, era stata rubata ad una concessionaria. Pertanto, dopo aver acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza del punto vendita, i poliziotti hanno accettato la presenza del soggetto fermato dalle Volanti e la dinamica del furto da lui commesso.
L’uomo è stato denunciato in stato di libertà per furto aggravato. L’auto è stata restituita al legittimo proprietario.