Piazza Cittadella: terzo responsabile del procedimento in tre mesi

La capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale, Sara Soresi, torna ad occuparsi di Piazza Cittadella.

“Con un accesso agli atti – scrive Soresi – ho domandato di ricevere la corrispondenza intercorsa tra Piacenza Parcheggi ed il Comune di Piacenza nei mesi di gennaio e febbraio.
Dal riscontro si appura, in primo luogo, che è avvenuta l’ennesima sostituzione del R.U.P. (Responsabile del procedimento): mentre dal 2013 al 2024 (quindi, per undici anni) il ruolo è stato ricoperto sempre dalla stessa persona, dal novembre 2024 si è assistito ad un primo cambio con personale neo assunto e, negli ultimi giorni, ad una nuova sostituzione, sempre con personale neo assunto.

Se è vero che la pianificazione interna compete a chi si occupa dell’organizzazione dell’Ente, è pur vero anche che appare quanto meno singolare che, nell’ambito di una pratica così delicata e complessa come quella di Piazza Cittadella, si assista a reiterate sostituzioni proprio in coincidenza della consegna delle aree e dell’inizio dei lavori (oggi ancora sospesi). Ed appare quanto meno inusuale che una pratica così problematica sia assegnata a personale neo assunto.

La seconda scoperta poco gradita riguarda la c.d. “bancabilità”.
Risale al 13 novembre 2024 (il giorno antecedente alla sostituzione del Rup) la richiesta, avanzata dall’allora Responsabile del procedimento a Piacenza Parcheggi, di produrre la documentazione attestante lo stato di avanzamento della pratica riguardante la bancabilità.
Dal riscontro all’accesso agli atti, non solo si evince che Piacenza Parcheggi non ha prodotto la documentazione richiesta, ma che – addirittura – il nuovo Rup non la ritiene invece necessaria smentendo, di fatto, il suo predecessore.

Spiace constatare che su questa pratica l’Amministrazione scelga, ancora una volta, di non approfondire e di non farsi valere nell’interesse dell’Ente che, invece, dovrebbe tutelare”.




“Chiarezza su Piazza Cittadella e PUG”. Il centrodestra chiede la discussione in Comune

“A fronte della mancanza di chiarezza dell’Amministrazione ci troviamo nuovamente costretti a formulare la richiesta di convocazione di commissioni consiliari ed audizioni su temi di così notevole impatto per la vita cittadina, in questo caso il cantiere di Piazza Cittadella e il PUG, il Piano Urbanistico Generale”.

Sono i capigruppo del centrodestra (Patrizia Barbieri, civica centrodestra Barbieri Sindaco – Trespidi con Liberi, Sara Soresi, Fratelli d’Italia, Luca Zandonella, Lega) ad annunciare le due raccolte di firme necessarie per convocare gli organi di Palazzo Mercanti. “A fronte della disponibilità espressa alla consigliera Barbieri dall’Assessore competente a discutere del tema di Piazza Cittadella, non seguita però da una concreta convocazione di commissione – spiegano Patrizia Barbieri, Sara Soresi e Luca Zandonella – abbiamo provveduto alla raccolta firme, a cui si sono associati anche i colleghi di APP, nella comune constatazione che dopo le quanto meno confuse fasi di avvio, l’attuale e prolungato fermo del cantiere, con tutte le problematiche che questo comporta sulla vita cittadina, necessiti di un chiarimento ufficiale da parte dell’Amministrazione e di un confronto nell’aula consiliare”.

I capigruppo del centrodestra non si fermano qui e hanno provveduto anche a presentare una richiesta di audizione in consiglio comunale dei tecnici che hanno redatto il PUG, “ ai fini di una puntuale presentazione della proposta di piano che sia utile alla discussione su quello che è il principale strumento di pianificazione per lo sviluppo della città”. “Non condividiamo – spiegano Barbieri, Soresi e Zandonella – la convocazione, come invece ha deciso la maggioranza, della sola commissione consiliare n. 2 senza prima avere proceduto ad una presentazione dettagliata in favore di tutti i consiglieri. Solo successivamente potranno seguire le commissioni nelle quali sottoporre domande e richieste di chiarimento al fine di giungere all’approvazione del documento in modo consapevole e condiviso”.

“Tutte le volte – concludono i capigruppo del centrodestra anche a nome dei colleghi consiglieri – ci troviamo ad inseguire le pratiche causa l’ermetismo dell’Amministrazione e della maggioranza, un atteggiamento che non tanto e non solo svilisce l’impegno dei consiglieri di opposizione impedendo loro di svolgere appieno la propria funzione, ma soprattutto non permette quel confronto che è necessario per costruire qualcosa di condiviso e utile per la nostra città e per i piacentini”.




Trespidi (Liberi) su piazza Cittadella: “Scempio e vergogna. Silenzio inaccettabile del Comune”

“Ho presentato una richiesta di accesso agli atti per conoscere la corrispondenza intercorsa tra il Comune di Piacenza e la società Piacenza Parcheggi a partire dalla consegna del cantiere fino a oggi. Il termine di risposta era di una settimana, ma a dieci giorni dalla richiesta non è pervenuto alcun riscontro. Un silenzio inaccettabile, che alimenta ulteriori dubbi su una vicenda già avvolta da troppe ombre”.
Così il consigliere comunale Massimo Trespidi (Liberi) interviene sul futuro parcheggio interrato di piazza Cittadella, tema che ha suscitato un acceso dibattito negli ultimi mesi.
“Da metà novembre il cantiere di piazza Cittadella risulta ancora fermo, nonostante i lavori sarebbero dovuti partire all’inizio di settembre. L’aggiornamento contrattuale sottoscritto nei mesi scorsi tra il Comune e il concessionario privato, forse non a caso, non prevede alcuna penale in caso di ritardo. Nelle scorse ore, alcuni operai della ditta incaricata si sono presentati sul posto per trasportare un mezzo tecnico, ma nulla di più. Sono trascorsi circa 100 giorni di immobilismo assoluto, con un’area lasciata in condizioni di abbandono. Nel frattempo, la società Gps – Piacenza Parcheggi, che dovrebbe costruire l’opera, continua a incassare gli introiti derivanti dalla gestione delle strisce blu in città, grazie a un accordo con l’ente pubblico che prevede la realizzazione contestuale della maxi infrastruttura” prosegue Trespidi.
“La situazione è vergognosa: le radici degli alberi abbattuti tra mille polemiche a inizio novembre non sono state nemmeno smaltite, mentre la strada che costeggia il cantiere è dissestata e piena di buche. Oltre ai danni economici subiti dai commercianti della zona e alla viabilità compromessa, ora si aggiunge anche l’assenza totale di manutenzione viaria, aggravando ulteriormente il disastro urbanistico in corso”.
Perciò l’esponente di minoranza chiede “risposte chiare e immediate dall’amministrazione comunale: “perché il cantiere è fermo? Quali azioni si intendono adottare per garantire la ripresa dei lavori e la tutela dei cittadini e dei commercianti? La trasparenza e il rispetto degli impegni presi con la città non possono più attendere”.

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Soresi sui passi carrai: “Il Comune impone l’automazione”

“Il rinnovo dell’autorizzazione dei passi carrai sta sollevando una serie di problemi. Successivamente alla mia interrogazione di qualche settimana fa, sono stata contattata da geometri, amministratori di condominio e cittadini che evidenziano altre due problematiche: non esiste una modalità chiara ed univoca per la misurazione ed il Comune, di fatto, impone l’automatizzazione dei cancelli/portoni”, così Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, che torna sul tema passi carrai per chiedere ulteriori precisazioni all’Amministrazione.
“Come emerso qualche settimana fa – afferma la capogruppo – per il rinnovo dell’autorizzazione sono richiesti una serie di documenti e misurazioni di vario tipo, che non tutti sono in grado di svolgere autonomamente e, per questo motivo, molti cittadini si stanno rivolgendo a tecnici qualificati, sopportando una spesa di circa 300/400 Euro. Il punto è che gli stessi tecnici lamentano come non vi sia un Regolamento che disciplini, in modo univoco e chiaro, le modalità di identificazione dell’accesso/passo carrabile e di misurazione della larghezza: non è infatti chiaro se la misura da fornire al Comune di Piacenza sia quella corrispondente all’accesso carrabile o quella comprensiva degli scivoli di abbassamento marciapiede”.
“Nella città di Piacenza – osserva Soresi – ci sono casi in cui è richiesto un pagamento corrispondente alla larghezza dell’accesso in area privata ed altri in cui invece è richiesto il pagamento corrispondente alla larghezza dell’area comprensiva anche degli scivoli laterali. Questo avviene perché Piacenza è sguarnita di apposita regolamentazione che, invece, è esistente in altri Comuni italiani (es. Comune di Rimini) dove, appunto, risulta chiara la modalità di misurazione”.
“Vi è poi un ulteriore problema, sottolinea l’esponente di Fratelli d’Italia: nella lettera pervenuta ai cittadini si fa espresso riferimento al fatto che <>. Ebbene, considerando che a Piacenza sono pochissime le abitazioni dove i cancelli/portoni sono arretrati di mt 5 dal limite della proprietà pubblica, questo significa che – in assenza di automatismo – non sarà possibile presentare la domanda di autorizzazione per il passo carraio, con le relative conseguenze (impossibilità di impedire la sosta). Il risultato è allora quello di imporre a tantissimi piacentini di automatizzare i propri cancelli/portoni, per una spesa che si aggira intorno ai 2.000,00 Euro circa, senza contare l’obbligo di manutenzione annuale (per circa 150,00 Euro all’anno) e la corposa documentazione richiesta ai fini dell’automatizzazione”.
“Insomma – prosegue la capogruppo – di fatto, si sta ponendo tantissimi cittadini di fronte alla seguente alternativa: affrontare una spesa di circa 2.500,00 euro (oltre spese annuali) o rinunciare alla richiesta di passo carraio, con la conseguenza che, non potendo più impedire la sosta di fronte al proprio accesso, molti piacentini posteggeranno lungo la carreggiata, accrescendo ulteriormente il problema parcheggi che già attanaglia la nostra città”.
Soresi ha dunque presentato un’interrogazione per chiedere all’Amministrazione di provvedere alla redazione di un Regolamento che disciplini, in modo univoco e chiaro, le modalità di identificazione dell’accesso/passo carrabile e di misurazione della larghezza e per domandare alla stessa di modificare il modulo di richiesta apertura/rinnovo passo carraio eliminando il riferimento all’obbligo di automatismo per i cancelli/portoni che non risultino arretrati di mt 5 dal limite della proprietà pubblica.




Giampaolo Maloberti aderisce a Fratelli d’Italia

Dopo la mancata ricandidatura di Giampaolo Maloberti alle elezioni provinciali dello scorso settembre, era ormai chiaro che la lunga liaison fra l’esponente del mondo agricolo piacentino (e consigliere comunale a Rivergaro) e la Lega fosse finita. Si aspettava solo l’ufficializzazione del divorzio che è arrivata oggi con un comunicato di Fratelli d’Italia che conferma il passaggio di Maloberti al partito della Meloni.
“Nel mese di gennaio ha avanzato la propria richiesta di adesione al nostro movimento politico Giampaolo Maloberti, consigliere comunale di Rivergaro, il quale ci ha rappresentato di avere maturato nell’ambito della sua lunga militanza politica il convincimento di trovare in Fratelli d’Italia la sua casa naturale. Per questo motivo, previe le valutazioni degli organismi di partito competenti, è con entusiasmo che siamo ad accettare la sua istanza, consapevoli del suo ruolo storicamente propositivo nel mondo agricolo nelle sue varie articolazioni” . Questa la nota del Coordinamento provinciale di Fratelli d’Italia.




Polisportivo, riparte l’iter. Via libera della giunta. Critico il centrodestra

Riparte a pieno ritmo l’iter per la riqualificazione del Polisportivo Franzanti di Piacenza dopo lo stop dello scorso dicembre dovuto alla rilevata impossibilità, per motivi tecnici, di ristrutturare l’edificio che oggi ospita la piscina coperta e che, nel progetto originario della società veronese Glaukos, avrebbe dovuto ospitare spazi dedicati alla ginnastica artistica.

La Giunta guidata dalla sindaca Katia Tarasconi, con voto unanime, ha approvato la variante progettuale proposta dalla stessa Glaukos considerata “pienamente aderente all’interesse pubblico” deliberato dal Consiglio comunale lo scorso 16 settembre; una variante che consentirà un risparmio economico di oltre 2 milioni e 286mila euro sul totale dell’operazione complessiva a carico dell’ente. Tutto ciò, garantendo la stessa offerta di attività sportive. “In particolare – si legge nella delibera di Giunta – preserva la fruibilità degli spazi destinati alla pratica della ginnastica artistica che continueranno ad essere svolti nell’edificio attuale”.

Niente più trasloco nello stabile che oggi ospita la piscina coperta, che verrà demolito, ma riqualificazione degli spazi attuali.

«Saranno spazi rinnovati – commenta la sindaca – nei quali chi pratica la ginnastica artistica potrà allenarsi come ha fatto finora, potendo però contare su ambienti risanati, più belli e inseriti in un contesto che sarà all’avanguardia e di grande pregio, come Piacenza merita».

Di certo l’idea iniziale di lavorare sullo stabile della piscina coperta avrebbe garantito un aumento dello spazio a disposizione della ginnastica, ed è per questo motivo che era stata considerata positivamente. Di fronte all’impossibilità strutturale di metter mano a quell’edificio, tuttavia, Glaukos ha avanzato al Comune due proposte: la “variante 1 bis” e la “variante 2 bis”. La seconda prevede la demolizione e successiva ricostruzione dell’edificio “E”, ovvero l’attuale piscina coperta, ma con un aggravio di costi che l’amministrazione comunale ha ritenuto insostenibile: oltre tre milioni complessivi in più sul totale. Ipotesi dunque scartata.

La Giunta ha ritenuto inoltre di considerare non adeguata la nuova proposta arrivata dalla società Consorzio Leonardo Servizi e Lavori che comprende, tra i vari aspetti, il finanziamento dell’opera tramite un’operazione di locazione finanziaria il cui piano di ammortamento prevede un contributo complessivo di oltre 39 milioni e 744mila euro a carico dell’ente di Palazzo Mercanti da corrispondere nell’arco di vent’anni. Un incremento del contributo finanziario a carico del Comune considerato eccessivo e a fronte del quale, si legge in delibera, «non si rilevano elementi migliorativi rispetto alla procedura già in corso, sia rispetto allo strumento giuridico della locazione finanziaria, sia rispetto agli aspetti economico finanziari, sia rispetto agli aspetti tecnici in relazione al rapporto qualità/prezzo tali da interrompere o sospendere il procedimento in corso sul quale il Consiglio comunale ha già disposto il pubblico interesse con deliberazione n. 33 del 16/09/2024 valutando anche in quella sede lo strumento della locazione finanziaria».

Scartata dunque la nuova proposta del Consorzio Leonardo, scartata anche la variante 2 bis di Glaukos, c’è luce verde alla “variante 1 bis” della stessa società veronese. A questo punto può ripartire l’iter istruttorio: gli uffici dovranno acquisire da parte di Glaukos il Progetto di fattibilità tecnico-economica aggiornato e il relativo Piano economico-finanziario asseverato, dopodiché si passerà in sede di Conferenza dei servizi decisoria.

Riqualificazione Polisportivo; centrodestra chiede una Commissione: “Progetto modificato senza comunicarlo preventivamente. Dalla Giunta mancanza di rispetto e trasparenza”

Prospettiva opposta quella dei consiglieri dei capigruppo di centrodestra Patrizia Barbieri, Sara Soresi e Luca Zandonella che ritengono politicamente “irrituale ed irritante” il comportamento della giunta Tarasconi.

“Dopo che a settembre il consiglio comunale è stato chiamato ad esprimersi sull’interesse pubblico del progetto di riqualificazione del Polisportivo, oggi apprendiamo dalla stampa – e non dall’Amministrazione – che tale progetto viene modificato in corso d’opera all’oscuro dei consiglieri comunali, quanto meno di quelli del centrodestra. Ritenendo questo comportamento una mancanza di rispetto nei confronti del ruolo di consigliere e dell’intera città, abbiamo immediatamente richiesto la convocazione delle commissioni consiliari 1 e 2 in seduta congiunta perché si venga informati, nei canali ufficiali, dell’operazione in corso”. L’annunciano i capigruppo di centrodestra dopo aver appreso dalla stampa la notizia dell’approvazione da parte della Giunta della variante al progetto proposta della società Glaukos che ha in capo la realizzazione dei lavori”.

“E’ questa l’ennesima dimostrazione di come l’Amministrazione di sinistra intende la gestione della cosa pubblica – concludono i capigruppo – dimenticando che si stanno spendendo i soldi dei piacentini”.




Tarasconi: “Pretestuoso l’attacco di Soresi a Groppelli” nel giorno del Ricordo

Riceviamo e pubblichiamo una nota del sindaco Katia Tarasconi a difesa dell’assessore Serena Groppelli, attaccata in consiglio comunale da Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia.
“Usare una giornata come quella del Ricordo per attaccare pretestuosamente l’amministrazione dai banchi del Consiglio comunale, credo sia davvero ciò che di più lontano possa esistere dal mio modo di vedere la politica.

La Giornata del Ricordo ci vede tutti partecipi in modo sincero, al di là delle distinzioni. E proprio oggi ne abbiamo vissuto la prova nel parco cittadino dedicato ai martiri delle foibe: eravamo tutti insieme, uniti, di fronte ai cittadini, ai rappresentanti delle associazioni, alle autorità militari, civili e religiose, e di fronte alle bambine e ai bambini delle scuole.

C’ero io e c’era l’assessora Serena Groppelli che tra le sue deleghe ha appunto la “Cultura della memoria” e che, poco prima della cerimonia, era a portare i saluti dell’amministrazione nell’ambito dell’iniziativa “Andremo via anche noi. Istria, ricordi di un esodo” dedicata alle scuole secondarie di secondo grado e organizzata dall’Istituto di Storia Contemporanea di Piacenza, dalla Regione Emilia-Romagna e dall’Istituto Nazionale Ferruccio Parri in collaborazione con il Comune.

Con noi al Giardino del Ricordo c’erano autorevoli rappresentanti del centrodestra (l’onorevole Elena Murelli della Lega, il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia, per citarne alcuni) con i quali abbiamo condiviso fianco a fianco un momento importante per tutti.

C’era anche il ministro Tommaso Foti, che ci ha onorati della sua presenza: non era prevista, ed è stata una bella sorpresa che ha dato ancora più importanza alla cerimonia della nostra città. Tra l’altro è stato proprio il ministro a farmi i complimenti per le parole che, con il cuore, ho rivolto ai presenti. E mi ha fatto davvero piacere.

Ecco, in questo contesto di unità, nel giorno di una ricorrenza così sentita da tutti, l’attacco frontale contro l’assessora Groppelli da parte della consigliera di Fratelli d’Italia Sara Soresi mi ha davvero stupito. Anche perché si basa su informazioni non vere.

L’impegno dell’assessora, rispetto alla sua delega specifica, è costante e si inserisce, come è ovvio che sia, in un lavoro di squadra che ci vede tutti coinvolti. Qualche esempio? L’inaugurazione della panchina nel giardino della Besurica intitolato a Norma Cossetto, martire delle foibe, è stato frutto del suo lavoro. Così come lo è stato, con l’assessore Christian Fiazza, lo spettacolo teatrale “Adio, vecia Pola” dedicato alla tragedia delle foibe che si è tenuto al Farnese. E ancora, fa parte del suo lavoro occuparsi dei tanti eventi dedicati alla Memoria e al Ricordo che vengono proposti da enti, associazioni e scuole e per i quali vengono richiesti la collaborazione o il patrocinio del Comune. Fa tutto parte di un impegno più che tangibile. Le persone coinvolte lo sanno bene. E probabilmente lo sa bene anche la consigliera Soresi, che tuttavia ha scelto di gettare benzina su un fuoco che in realtà oggi non era nemmeno acceso”




Gommista “sommerso” da 800 pneumatici e nessuno li ritira

“E’ ormai nota la vicenda di un gommista – in zona Piazzale Velleia – letteralmente invaso da oltre 800 pneumatici fuori uso, accatastati da più di un anno di fronte all’ingresso della sua officina. A dire il vero, è una vicenda che accomuna tantissimi altri lavoratori del settore e si tratta di una situazione problematica non solo per il titolare (che, ovviamente, ne subisce ripercussione economiche negative) ma anche per l’intera cittadinanza, considerando il rischio incendio, di infezioni ma anche di eventuali cadute accidentali di una o piu gomme”, così Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, che ha presentato un’interrogazione sul tema.

“La presenza di oltre 800 pneumatici accatastati in zona aperta al pubblico, praticamente sulla strada cittadina – osserva Soresi – risulta altamente pericolosa: per il rischio di incendio, di infezioni ma anche dell’eventuale caduta accidentale di uno o più pneumatici sul marciapiedi o sulla strada pubblica (basti pensare a cosa accadrebbe se una o più gomme dovessero accidentalmente riversarsi sulla strada durante il passaggio delle automobili o, addirittura, su qualche pedone in transito lungo il marciapiede)”.
“Non solo – aggiunge la capogruppo – “questo accumulo di pneumatici invade completamente l’ingresso, impedendo ai clienti di posteggiare ed ostacolando l’utilizzo delle aree operative dell’officina, con ovvie ripercussioni economiche negative sul titolare”.

“Nonostante il proprietario dell’attività – specifica l’esponente di Fratelli d’Italia – abbia regolarmente pagato la tassa per il ritiro e lo smaltimento dei pneumatici ai Consorzi competenti e richiesto, appunto, in più occasioni, l’intervento degli stessi, questi ultimi non sono mai intervenuti, lasciando l’artigiano in una situazione insostenibile sia dal punto di vista lavorativo che economico. La legge prevede che, in caso di abbandono di rifiuti su proprietà privata, il proprietario sia tenuto alla rimozione degli stessi ed al ripristino dello stato dei luoghi nel caso in cui lo stesso sia responsabile di detto abbandono. Ma, nel caso concreto, il titolare dell’esercizio non può certamente dirsi responsabile dell’abbandono, tanto che si è attivato sia pagando (in via anticipata) la tassa per il ritiro e smaltimento dei penumatici, sia chiedendone – ai Consorzi competenti – il ritiro. In detti casi, allora, secondo la giurisprudenza, in situazioni in cui il proprietario del terreno non è responsabile dell’abbandono dei rifiuti, l’Amministrazione Comunale ha l’obbligo di intervenire per la rimozione degli stessi”.

Sara Soresi ha dunque depositato un’interrogazione per chiedere all’Amministrazione Comunale se intenda intervenire con urgenza per garantire la rimozione degli pneumatici, tutelando la sicurezza pubblica e l’attività del gommista e se ha avviato o intende avviare interlocuzioni con i consorzi competenti per sollecitare un intervento immediato.

“La situazione è inaccettabile – conclude la capogruppo – e necessita di un intervento tempestivo. L’Amministrazione deve garantire la sicurezza dei cittadini ed il supporto agli artigiani che rispettano le regole, attivandosi anche quando i consorzi preposti non adempiono ai loro obblighi. Questo accumulo di pneumatici non è solo un problema economico per il titolare, ma un rischio concreto per l’intera comunità”.
(Immagine creata con AI).




Rinnovo passi carrai a Piacenza. Soresi (FdI): “Procedura complicata”

“Molti piacentini stanno ricevendo in questi giorni una comunicazione dal Comune con cui vengono informati della necessità di rinnovare l’autorizzazione per il passo carraio rilasciata nel 1996. La procedura imposta è però tutt’altro che semplice e rischia di trasformarsi in un nuovo ostacolo burocratico ed economico per i cittadini” – dichiara Sara Soresi, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, che ha depositato un’interrogazione per chiedere chiarimenti all’Amministrazione.

“La richiesta di rinnovo può essere presentata esclusivamente in modalità telematica, escludendo di fatto una parte della popolazione, come gli anziani o coloro che non hanno familiarità con gli strumenti digitali. Inoltre, ai cittadini viene richiesto di eseguire varie misurazioni tecniche, operazione che non tutti possono svolgere autonomamente e che potrebbe costringerli – come già sta accadendo – a rivolgersi ad un tecnico qualificato, sostenendo ulteriori costi” – prosegue Soresi.

“La cosa più assurda è che nel 1996 queste misurazioni erano state eseguite direttamente dal Comune. Ora, invece, si chiede ai cittadini di farsene carico. È evidente che si tratti di un’ingiustizia” – sottolinea la capogruppo.

Nella sua interrogazione, Soresi chiede all’Amministrazione se intenda prevedere la possibilità di presentare la domanda anche in forma cartacea e se si possa consentire il rinnovo senza nuove misurazioni nel caso in cui non siano intervenute modifiche strutturali. Inoltre, interroga il Comune sulla possibilità che sia l’Ente stesso a occuparsi delle misurazioni, come avveniva in passato, e se siano previsti aumenti della tariffa di concessione, domandando altresì quali saranno le conseguenze per i cittadini in caso di errori nella misurazione.

Conclude la capogruppo: “Ancora una volta, questa Amministrazione dimostra di voler complicare la vita ai cittadini invece di semplificarla. Mi auguro che il Comune faccia un passo indietro e permetta una procedura più equa, senza scaricare sui piacentini costi e responsabilità che dovrebbero spettare all’ente pubblico”.

 




I commenti della politica all’operazione della polizia contro la devianza giovanile

A margine della conferenza stampa della questura di Piacenza sui provvedimenti per contrastare la devianza giovanile arrivano i commenti della politica.

Il sindaco di Piacenza Katia Tarasconi scrive: “L’operazione della questura di Piacenza dimostra tutto l’impegno, spesso invisibile, che le istituzioni mettono in campo ogni giorno per arginare un fenomeno che coinvolge una parte sempre più rilevante del territorio nazionale. Mi riferisco a un disagio giovanile diffuso che spesso sfocia in condotte antisociali quando non addirittura criminali. Un fenomeno che non appartiene più solo alle grandi realtà metropolitane ma che tocca da vicino centri di provincia fino a poco tempo fa considerati isole felici. Per invertire la tendenza, questo disagio va prima di tutto compreso ed è nostro dovere mettere in campo tutte le azioni utili a contrastarlo alla radice con iniziative di sensibilizzazione che aumentino la consapevolezza reale di cosa significa vivere in una società civile; ma di fronte alla degenerazione, di fronte alla violenza, di fronte a reati veri e propri, non c’è altra strada se non quella di azioni di polizia come l’operazione messa in campo nelle scorse ore dagli uomini e dalle donne della questura di Piacenza ai quali va il mio personale plauso e quello della comunità piacentina. Il messaggio è e deve essere chiaro: a Piacenza non sono tollerati comportamenti come quelli che abbiamo visto nei video diffusi dalla questura ed emersi dal lavoro degli investigatori. 

Complimenti dunque al questore e ai suoi collaboratori. Come Comune, continueremo a fare il possibile per dare un valido contributo affinché a Piacenza certe realtà deviate non attecchiscano e certe dinamiche non trovino spazio”.

Tagliaferri (FdI): “Sulle baby gang e sui sempre più frequenti episodi di violenza giovanile la non-ricetta della sinistra è stata un fallimento colossale”.

Il consigliere di Fratelli d’Italia interviene sull’operazione di polizia avviata a Piacenza e sulla polemica politica sviluppatasi

“Nessuno pensa di reintrodurre le pene corporali e nemmeno, come fanno in alcune parti del mondo, inserire la legge del ‘occhio per occhio’ ma è compito primario dello Stato in ogni sua declinazione, garantire la sicurezza dei più deboli, delle persone per bene, di chi lavora e anche delle stesse forze di sicurezza, mentre la ricetta della sinistra fintamente basata su un ascolto del tutto fasullo, ha creato la situazione che tutti noi abbiamo sotto i nostri occhi”.

Così il consigliere di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri sull’indagine della polizia di Piacenza che ha portato all’operazione odierna contro svariate bande giovanili.

“Quello che mi rattrista e preoccupa è la tendenza del Pd nel voler sbandierare a tutti i costi una ricetta sulla sicurezza in generale e sulla violenza giovanile che non c’è e non c’è mai stata. Le forze di centrosinistra che per decenni hanno governato il nostro paese hanno spesso puntato il dito contro i cittadini per bene che lamentavano il problema, li hanno tacciati come razzisti e poi come fascisti, ma le persone picchiate, derubate, violentate per le strade, nei giardini o nei centri commerciali della perfettissima Bologna, della rossissima Modena o Reggio, quasi sempre non sono elettori del centrodestra, bensì cittadini normali che hanno tutto il diritto ad essere tutelati”.

Per Tagliaferri, infine, “è chiaro che occorre una strategia integrata per combattere il sempre più dilagante fenomeno della violenza giovanile e delle baby gang, ma in attesa di elaborare e mettere in atto strategie educative realmente efficaci (e con tempi umani) anche la Regione, così come i comuni dei nostri territori, dovrebbero seguire l’esempio del governo nazionale e attuare un deciso giro di vite a politiche evidentemente troppo lassiste e inefficaci”.




Caso Almasri: per gli avvocati penalisti italiani l’iscrizione di Meloni e dei ministri nel registro delle notizie di reato “non era un atto dovuto”

Resta alta la tensione intorno all’iscrizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni (nella foto durante un comizio a Piacenza), del ministro della Giustizia Carlo Nordio, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano nel registro delle notizie di reato in seguito alla denuncia dell’ex politico ed avvocato Luigi Li Gotti. Come è noto la decisione presa dal procuratore della Repubblica di Roma, Francesco Lovoi, è stata difesa dall’associazione dei magistrati ANM che l’ha definita “un atto dovuto”. Contro questa tesi ora però si schiera nettamente l’L’Unione della Camere Penali Italiane, l’associazione degli avvocati penalisti a cui aderiscono 128 Camere Penali territoriali per un totale di più di 10.000 legali.

Il presidente Francesco Petrelli ha diffuso una nota in cui sottolinea la pericolosità, per gli equilibri dello Stato, di questa iscrizione:

«In un momento in cui è già altissima la tensione fra politica e magistratura apprendiamo con preoccupazione di una iniziativa giudiziaria che vede indagati i vertici del governo per favoreggiamento e peculato in relazione alla vicenda della liberazione del comandante libico Almasri. Non conoscendo nel merito le ragioni dell’iscrizione non è allo stato possibile comprendere ove la procura romana individui il limite fra il legittimo esercizio della discrezionalità politica esposta al solo sindacato dell’opinione pubblica e dall’elettorato ed il controllo di legalità, fermo restando che anche la eventuale violazione di un trattato internazionale cui lo stato italiano debba ottemperare non può essere oggetto di una azione giudiziaria da parte della magistratura.
Risulta pericoloso per gli equilibri dello Stato che, mentre si devono ancora accertare gli effettivi limiti e la correttezza dell’azione politica del Governo davanti al Parlamento,  si intervenga da parte del potere giudiziario con un’azione davvero eclatante che rischia di innescare ingiustificatamente un ulteriore motivo di tensione e di conflitto».

Ancora più interessante è però la nota scritta dalla Giunta dell’Unione Camere Penali Italiane in cui si spiega, con i dovuti riferimenti normativi, perché l’iscrizione di Meloni e dei suoi ministri non sarebbe affatto automatica e quindi dovuta a prescindere. Un’interpretazione che smentisce nettamente quanto sostenuto dai rappresentanti dei magistrati.

Il capolavoro dell’ingiustizia è di sembrare giusta senza esserlo

«Come chiarito fin dal 2009 dalle Sezioni Unite dalla Suprema Corte di Cassazione, con la famosa sentenza “Lattanzi”, l’obbligo del Pubblico Ministero di iscrivere una notizia di reato e il nome dell’indagato nel relativo registro sorge solo a fronte di una notizia “qualificata” e non in presenza di qualunque esposto, denuncia o querela. Il principio è stato recepito dal legislatore, che con la riforma “Cartabia” nel 2022 ha modificato l’articolo 335 del Codice di Procedura Penale, prevedendo che si debba trattare “di un fatto, determinato e non inverosimile riconducibile in ipotesi a una fattispecie incriminatrice” e per il quale “risultino” “indizi” a carico “della persona alla quale il reato è attribuito”.

Sul punto si era ampiamente diffusa anche la nota “circolare Pignatone” del 2 ottobre 2017”, che escludeva “iscrizioni automatiche basate su una lettura meccanica della normativa” che poterebbero ad “attribuire impropriamente alla polizia giudiziaria – o addirittura al privato denunciante – il potere di disporre in ordine alle iscrizioni”.

Dunque il pubblico ministero è onerato di verificare se le condotte descritte nell’eventuale esposto possano essere ritenute, anche solo astrattamente, penalmente rilevanti, e ove questo giudizio dia esito negativo, non deve procedere ad alcuna iscrizione.

La legge costituzionale numero 1 del 1989 che prevede poi, per i reati che si ipotizza siano stati commessi dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dai Ministri nell’esercizio delle loro funzioni, l’obbligo di avviso alle persone interessate e la Trasmissione al Tribunale dei Ministri, deve ovviamente essere letta alla luce della regola generale.

Ne discende che non esistono automatismi. A nessuno può sfuggire che, ogni interpretazione contraria, oltre a contraddire la legge, darebbe luogo ad esiti paradossali; la più insensata, infondata e fantasiosa denuncia dovrebbe dare luogo alla costituzione di un Tribunale dei Ministri, composto da tre magistrati, e determinare l’avvio di un’attività di indagine.

Sorprende, dunque, la lettura data dall’ANM alla scelta da parte del Procuratore di Roma di iscrivere nel registro delle notizie di reato la Presidente del Consiglio, il Ministro della Giustizia, il Ministro dell’Interno e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, secondo cui si sarebbe trattato di “atto dovuto”.

Malgrado quanto sostenuto dal sindacato delle toghe, non è dovuta l’iscrizione di una notizia che non abbia un minimo di fondamento e tale valutazione spetta, appunto, al Pubblico Ministero.

L’8 agosto dell’anno scorso, l’On. Roberto Giachetti ha presentato un esposto-denuncia contro il Ministro Nordio e i sottosegretari Andrea Delmastro Delle Vedove e Andrea Ostellari, ritenuti responsabili di condotte omissive in relazione ai 65 suicidi di detenuti all’interno degli istituti di pena. Qualcuno ha avuto notizia che il Procuratore di Roma li abbia inscritti nel registro degli indagati e abbia trasmesso gli atti al Tribunale dei Ministri previo avviso agli interessati? Sarebbe istruttivo conoscere il pensiero dell’ANM a riguardo.

Insegnava Platone: “Il capolavoro dell’ingiustizia è di sembrare giusta senza esserlo”.

Almeno per questa volta il capolavoro però, per quanto ci si sforzi, non pare sia riuscito».




Bollino antifascista. Interrogazione di Gloria Zanardi (FdI)

Gloria Zanardi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha depositato un’interrogazione urgente, tornando sul tema del “bollino antifascista” introdotto all’articolo 17 comma 3 del “REGOLAMENTO PER LA CONCESSIONE DI PATROCINI, DI COLLABORAZIONI E DELLE SALE COMUNALI” approvato, con il voto favorevole della maggioranza e di App, in occasione del consiglio comunale del 27 gennaio scorso.

Zanardi rileva: “durante la discussione generale e degli emendamenti ho posto alcuni interrogativi rispetto all’applicazione pratica del “bollino antifascista” che, a mio parere, potrebbe creare criticità e paradossi – prosegue – visto che non ho ricevuto alcuna risposta in merito, sono stata costretta a depositare un’interrogazione al fine di ottenerle, ritenendo fondamentale, al netto della contrapposizione politica/ideologica sull’opportunità di tale previsione, avere lumi in ordine al risvolto pratico ed operativo della clausola”.

Il consigliere di Fratelli d’Italia, dunque, ha chiesto formalmente all’amministrazione quale sarà la valutazione in alcuni casi pratici, affermando: “La clausola in questione crea controsensi imbarazzanti; così per come è stata formulata, ad esempio, un’antifascista anarchico sovversivo potrebbe ottenere la concessione, mentre a stessa potrà essere vietata ad una persona che voglia organizzare un’iniziativa nobile ed utile alla comunità ma che, per rispetto della libertà di pensiero, non voglia esprimersi con la sottoscrizione della dichiarazione – conclude – è un’assurdità”.

Pertanto, Zanardi nell’interrogazione chiede:

il motivo per il quale, oltre agli atteggiamenti di espressione “fascista, razzista, sessista” non sono stati inseriti quelli omofobi, classisti, xenofobi e via dicendo e il criterio con il quale si è ritenuto di inserire solo quelle tre posizioni;
il motivo per il quale si è precisato che tali atteggiamenti debbano essere “tipici delle ideologie assolutiste e totalitarie” escludendo, ad titolo esemplificativo, il sessismo legato a mentalità maschiliste derivante da profili culturali o sociali o religiosi, scevri da ideologie assolutistiche e totalitarie; in quei casi come ci si comporta?
il motivo per il quale si è scelto di fare una valutazione sulle opinioni e non sul contenuto delle iniziative;
quale sarà la valutazione nel caso in cui sia richiesta una sala comunale per un’iniziativa con scopo utile e nobile per la comunità (es. sensibilizzazione rispetto ad una patologia, contro l’uso delle droghe, raccolta fondi per la Casa di Iris ecc..) senza che il richiedente sottoscriva il modulo della dichiarazione in oggetto?
quale sarà la valutazione nel caso in cui una sala comunale sia richiesta da una persona conosciuta per le sue posizioni publiche fasciste, razziste e sessiste che, tuttavia, sottoscriva la dichiarazione in questione?
quale sarà la valutazione nel caso in cui una sala comunale sia richiesta da una persona conosciuta per le sue posizioni pubbliche antifasciste ma, altresì, anarchiche e sovversive o simpatizzante con i brigatisti rossi e via dicendo?
nel caso in cui la sala comunale sia richiesta da un’associazione la dichiarazione verrà richiesta a tutti i soci o solo alla persona che fisicamente formula l’istanza per l’uso?
nel caso in cui la sala comunale sia richiesta da associazioni che nel loro statuto hanno esplicitamente stabilito l’imparzialità politica/partitica e la neutralità rispetto a qualsivoglia opinione legata ad orientamenti politici/partitici verrà richiesta ugualmente la sottoscrizione della dichiarazione in questione?