Presentato il progetto firmato da Stefano Boeri Interiors per il recupero dell’ex convento di Santa Chiara

Prende forma il recupero dell’ex convento di Santa Chiara. Lo ha illustrato oggi in Municipio, davanti alla commissione consiliare appositamente convocata, l’architetto Stefano Boeri che ne ha firmato la progettazione con lo studio multidisciplinare Stefano Boeri Interiors, realizzando l’incarico di progettare la nuova vita del grande complesso duecentesco in centro città da parte della Fondazione di Piacenza e Vigevano, che ne è proprietaria.

Nel futuro dell’ex convento sullo Stradone Farnese – circa 12mila metri quadrati, di cui 8.500 di area verde – c’è una riconversione alle funzioni di studentato e di residenze riservate a soggetti fragili o con disabilità: in tutto circa trecento posti a disposizione, immersi nella natura. Un’operazione il cui costo, all’attuale stato del progetto, è quantificata in venticinque milioni di euro e resa possibile mediante uno specifico fondo comune di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso, le cui quote sono sottoscritte da primari investitori istituzionali, fondazioni di origine bancaria, casse di previdenza e istituti bancari e la cui gestione è affidata a Investire SGR spa.

Il progetto attuale, realizzato in stretto dialogo con la Soprintendenza, è stato predisposto dallo studio Stefano Boeri Interiors fondato dall’architetto Stefano Boeri con l’architetto Giorgio Donà, con la consulenza in un gruppo di professionisti piacentini: gli ingegneri Paolo Milani e Silvio Carini per la parte strutturale, l’architetto Pier Giorgio Armani per la parte architettonica e di restauro e l’architetto Isabella Tampellini che ha curato la pratica edilizia per la variante urbanistica.

«Per l’ente che presiedo questo è un giorno particolarmente significativo – sottolinea il presidente della Fondazione Roberto Reggi, che ha affiancato l’architetto Boeri alla presentazione in Municipio -. È il passo definitivo verso la realizzazione di un intervento determinante  che ha richiesto un lavoro importante su diversi fronti: quello progettuale vero e proprio, che ci soddisfa appieno per la sua qualità architettonica e ambientale firmata dallo Stefano Boeri Interiors, e per il quale ringraziamo anche la supervisione della Soprintendenza, che ha condiviso il progetto; quello sociale, che ci consente allo stesso tempo di supportare l’offerta universitaria a Piacenza, la rete di social housing per le persone fragili e la restituzione alla città di una parte importante del centro storico, rendendola luogo aperto vivo; e infine il lavoro in corso per strutturare l’architettura finanziaria dell’operazione, che permetterà alla comunità e alla Fondazione di valorizzare un prestigioso complesso monumentale di proprietà ricavando nel contempo rendimenti finanziari molto significativi».

IL PROGETTO.

Un sistema interconnesso di cortili e giardini pensili, il restauro dei fabbricati storici esistenti dove sorgeranno nuove residenze per gli studenti e un edificio creato ex novo che ospiterà un centro socio-riabilitativo: questi sono gli elementi cardine del progetto di recupero dell’ex convento di Santa Chiara firmato da Stefano Boeri Interiors.

«Il progetto per il restauro e recupero dell’ex Convento di Santa Chiara è una sfida appassionante per ridare a Piacenza un luogo dedicato all’ospitalità, allo studio e alla generosità sociale. Gli edifici restaurati e recuperati in accordo con la Soprintendenza torneranno a circoscrivere un sistema sofisticato di corti, cortili e spazi aperti, ciascuno con una sua funzione» commenta l’architetto Stefano Boeri, fondatore di Stefano Boeri Interiors.

«Il progetto di recupero dell’ex Convento di Santa Chiara diventa l’occasione per valorizzare un ambiente unico nel suo genere, costellato da una moltitudine di spazi al servizio degli utenti e al tempo stesso accessibili dalla cittadinanza. Luoghi aperti alla partecipazione e adattabili alle diverse esigenze, come l’anfiteatro aperto ad incontri e manifestazioni, spazi per il tempo libero, per la cultura e luoghi privati e dedicati a studenti ed operatori. Tutto questo all’interno di una cornice che, con rispetto e sobrietà, vuole ricucire e creare un nuovo rapporto tra le diverse sedimentazioni storiche che hanno, nel tempo, caratterizzato la particolarità e unicità di questo luogo e le future occasioni sociali, culturali e quindi architettoniche che si aggiungeranno» sottolinea l’architetto Giorgio Donà, partner e direttore di Stefano Boeri Interiors.

Il restauro

L’intervento di restauro dei fabbricati storici esistenti, che porterà alla realizzazione di 241 alloggi per studenti (tra stanze doppie e singole), si propone di preservare e valorizzare le caratteristiche storico-architettoniche del complesso duecentesco recuperando i materiali e le finiture originali ed eliminando le modifiche apportate tra gli anni Trenta e Settanta del secolo scorso.

Il corpo est del complesso, ricostruito tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento, che ha mantenuto meglio di tutte le altre parti le sue caratteristiche d’origine, verrà ricostruito insieme ai corpi nord, sud e ovest, maggiormente compromessi. La forma volumetrica e architettonica primordiale di queste strutture verrà ripristinata, ma adattata per rispondere alle nuove esigenze funzionali dell’immobile. Le arcate dei portici seicenteschi e ottocenteschi torneranno a essere dei percorsi coperti dei quali sarà nuovamente possibile apprezzare le peculiarità storico-architettoniche. Il corpo ovest sarà collegato all’edificio denominato “Bugandaia” e al portico adiacente tramite una struttura vetrata, che garantirà, così, un percorso dal chiostro continuo e coperto.

La “Sala capitolare”, adiacente alla Chiesa di Santa Chiara, diventerà al piano terra uno spazio comune a disposizione degli studenti, mentre i piani superiori saranno adibiti ad alloggi.

I piccoli fabbricati bassi situati sul lato est del complesso saranno, invece, demoliti per far posto a una serie di residenze studentesche che avranno l’accesso diretto dal cortile.

Il tetto dei piccoli fabbricati diverrà la “Terrazza Comune”, uno spazio verde ricco di alberi e arbusti a completa disposizione degli studenti per lo studio, il relax, il tempo libero ecc.

Il nuovo edificio

Alle spalle dello storico chiostro centrale nascerà il nuovo edificio che ospiterà il centro socio-riabilitativo residenziale (C.S.R.R.) “dopo di noi” destinato a oltre 48 soggetti fragili.

La struttura verrà integrata nel contesto per mezzo di una reinterpretazione moderna degli elementi architettonici del complesso esistente. Rispettando l’altezza del corpo seicentesco, la neo-struttura si svilupperà su tre piani fuori terra e un piano interrato. Al piano terra, all’interno di un volume vetrato, saranno collocate le aree comuni come la reception, la sala da pranzo, la palestra e l’area di ricevimento ospiti. I due piani superiori accoglieranno, invece, i nuclei residenziali per gli studenti.

Il tetto dell’edificio verrà trasformato in un Giardino Terapeutico: una varietà di piante sarà selezionata da esperti agronomi al fine di permettere agli ospiti di vivere un’esperienza di benessere che si integri nell’ambito del loro percorso riabilitativo psicofisico.

Il sistema interconnesso di cortili

Con l’intento di celebrare anche l’originaria vocazione ortiva della struttura, la natura è elemento centrale e funzionale del progetto. Il verde offerto dai giardini pensili e dai corridoi verdi di connessione, realizzati sopra il nuovo Centro Socio-Riabilitativo Residenziale e sulla Terrazza Comune ricavata sopra i piccoli fabbricati va, infatti, ad estendere ulteriormente le già presenti superfici verdi e l’ombreggiamento offerto dal sistema dei cortili: il “Cortile del Teatro”, il “Cortile della Convivialità” e il “Cortile del trompe-l’oeil”, oltre allo storico chiostro centrale.

Il “Cortile del Teatro” sarà uno spazio unico. Un teatro all’aperto caratterizzato da grandi pilastri in mattoni originariamente progettati come fondazioni di un edificio mai realizzato, che diventeranno gli elementi scenografici del teatro ricavato nella depressione del terreno, dove sarà realizzata anche la tribuna per gli spettatori e, al piano interrato, saranno ricavate delle aule polifunzionali.

Il Cortile della convivialità, adiacente all’area dei piccoli fabbricati, sarà un’area verde attrezzata con tavoli e sedute da esterno. Un luogo per la socializzazione dove svolgere attività di studio o di svago.

Il “Cortile del trompe-l’oeil” realizzato di fianco al centro riabilitativo, visibile dall’ingresso principale sullo Stradone Farnese, sarà caratterizzato da una sagoma architettonica che riporta al centro le tracce di un affresco della fine del XVIII secolo – inizio XIX sul muro di cinta meridionale.

Lo storico chiostro centrale, con il suo camminamento perimetrale, sarà un luogo di aggregazione aperto a tutti per eventi culturali, concerti e spettacoli.

L’ARCHITETTURA FINANZIARIA DEL PROGETTO

Per la realizzazione del progetto al suo stato attuale, e sulla base dei costi correnti dell’edilizia, si stima un costo complessivo di 25 milioni di euro.

L’architettura finanziaria dell’intervento ne prevede la realizzazione tramite un fondo comune di investimento alternativo immobiliare di tipo chiuso. Tale fondo impiegherà le risorse finanziarie raccolte, comprese quelle provenienti da primari e qualificati investitori istituzionali, le quali si innestano in un più ampio progetto che prevede la riqualificazione urbana di più aree situate in varie parti dell’Italia, nell’ottica dello sviluppo di alloggi per gli studenti a tariffe sostenibili, prestando particolare attenzione per le operazioni di interesse pubblico e sviluppate secondo principi di sostenibilità in linea con le best practice in materia di finanza responsabile (ESG).

L’attenzione e la vocazione agli aspetti sociali, consente al fondo comune di investimento di operare per ottimizzare il rendimento da riconoscere ai propri investitori. Gli obiettivi di rendimento del fondo sono assolutamente interessanti e allineati alle migliori opportunità offerte dal mercato, per analoghe tipologie di investimento.

Il fondo di investimento immobiliare è gestito da Investire SGR, società di asset e investment management leader in Italia nella gestione di fondi di investimento immobiliari, specializzata, tra l’altro, nello sviluppo di residenze universitarie che contribuiscono a colmare il divario tra domanda e offerta di posti letto per studenti a tariffe affordable.  La SGR ha da subito mostrato interesse verso l’operazione e a questo scopo è stata avviata la ricerca di risorse finanziare per la realizzazione della ristrutturazione dell’ex Convento di Santa Chiara.

Immagini: Courtesy Stefano Boeri Interiors

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La Guardia di Finanza “recupera” 520 mila euro di tasse evase da un’azienda meccanica piacentina

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Piacenza, al termine di una complessa verifica fiscale condotta nei confronti di un’azienda piacentina operante nella fabbricazione di parti meccaniche, hanno ottenuto il rimborso integrale delle imposte complessivamente evase, nelle diverse annualità fiscali controllate nell’ambito dell’attività ispettiva, pari a oltre 520.000 euro.

Nel corso degli accertamenti condotti dai finanzieri del Nucleo di Polizia EconomicoFinanziaria di Piacenza erano emerse diverse violazioni alla normativa vigente, tra cui alcune in materia di tassazione di dividendi transazionali provenienti da una società di diritto cinese. Complessivamente, quindi, veniva constatata un’indebita deduzione di costi e l’omessa dichiarazione di ricavi, oltre che della correlata I.V.A. e IRAP, per un importo complessivo di oltre 1,7 milioni di euro.

Pertanto, al termine della verifica fiscale e prima di ricevere i conseguenti avvisi di accertamento da parte della Agenzia delle Entrate, l’imprenditore ha deciso di avvalersi del più favorevole istituto del ravvedimento operoso, aderendo integralmente ai rilievi formulati dai finanzieri e versando all’Erario un importo pari alle imposte evase negli anni, comprensivo di interessi e sanzioni, così come previsto dall’art. 13 del Decreto Legislativo n. 472/1997.

L’adesione ottenuta assume ancora più rilevanza anche alla luce del recente intervento normativo operato in materia dal Decreto Legislativo n. 13/2024, il quale, al fine di favorire la compliance spontanea da parte del contribuente ai rilievi formulati dal Corpo e dall’Agenzia delle Entrate, a decorrere dal 1° settembre 2024, ha stabilito l’applicazione di nuove e più favorevoli sanzioni edittali e tassi di interesse più vantaggiosi.




Vaccini: italiani divisi tra fiducia e scetticismo. Efficaci per 7 su 10 ma rischiosi per 4 su 10

I risultati di una indagine condotta da EngageMinds HUB, il Centro di ricerca dell’Università Cattolica, campus di Cremona: poco più di 5 italiani su 10 sono certi che le autorità pubbliche agiscano per il bene della comunità. Inoltre, 2 italiani su 10 esprimono preoccupazione per la possibile insorgenza di una nuova pandemia, mentre quasi 7 su 10 ritengono che la fase peggiore sia alle spalle.

Vaccini, tra gli italiani vince la fiducia: infatti per 7 italiani su 10 sono efficaci nel prevenire le malattie; però poco più di 4 italiani su 10 (42%) ha una bassa fiducia nella loro sicurezza. Tra quanti sono più scettici rispetto alla loro efficacia, 3 italiani su 10, troviamo le persone con un basso titolo di studio (50%), o senza un orientamento politico (42%) o che si collocano a destra (40%) e manifestano una mentalità complottista (56%). Sempre per 7 italiani su 10 i vaccini sono efficaci per curare le malattie per le quali sono stati realizzati, una percentuale in lieve crescita rispetto alla scorsa rilevazione (68% gen_24 vs 70% nov_24). Cala invece di 4 punti la percentuale degli italiani che pensano che le autorità pubbliche agiscano nell’interesse della comunità (59% gen_24 vs 55% nov_24). Al tempo stesso crescono in modo significativo le percentuali di quanti considerano la vaccinazione un’azione collettiva (72% gen_24 vs 80% nov_24), che ritengono importante essere informati prima di effettuarla (74% gen_2024 vs 79% nov_2024), che valutano la sua utilità (67% gen_24 vs 76% nov_2024) nonché rischi e benefici (57% gen_24 vs 73% nov_24).

Sono questi i principali dati evidenziati dall’ultimo rilevamento del Monitor continuativo di EngageMinds Hub, Consumer, Food & Health Engagement Research Center, Centro di ricerca in psicologia dei consumi e della salute dell’Università Cattolica, campus di Cremona che fotografa i comportamenti degli italiani verso i vaccini, tra i quali quello per il Covid, e anche la loro percezione rispetto alle nuove infezioni virali come il vaiolo delle scimmie e la Dengue.

Ogni anno l’arrivo della stagione autunnale solleva l’interrogativo sull’utilità del fare o no la vaccinazione contro l’influenza stagionale e anche contro il Covid-19. In molti infatti si chiedono se sia opportuno sottoporsi alle vaccinazioni e ai richiami per prevenire eventuali infezioni o ridurre il rischio di complicanze. Le istituzioni sanitarie, dal canto loro, continuano a sottolineare l’importanza della vaccinazione come mezzo di protezione, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione, come anziani e persone con patologie croniche.

Secondo i dati dell’indagine, a quasi 5 anni dall’emergenza sanitaria da Covid 19, ancora circa 2 italiani su 10 (18%) esprimono preoccupazione per la possibile insorgenza di una nuova pandemia, mentre secondo quasi 7 italiani su 10 (68%) la fase peggiore è alle spalle. Solo il 16% degli intervistati, infatti, si sente a rischio di contagio. In quest’ultimo caso, i dati segnalano come ci sia stato un aumento degli italiani che, in caso di febbre, si somministrerebbe un tampone rapido fai da te (gen_24 30% vs nov_24 34%) e che si metterebbe in quarantena spontanea (gen_24 9% vs nov_24 22%). Rispetto alle intenzioni di vaccinazione contro il Covid-19, solo il 10% vorrebbe vaccinarsi anche quest’anno. Il 69% degli italiani non ritiene necessaria un’ulteriore dose di richiamo, mentre gli indecisi si attestano sul 21%.

“L’opinione pubblica è divisa sul tema vaccinazione – dichiara Guendalina Graffigna, direttrice di EngageMinds Hub della Cattolica -. Da un lato c’è chi la considera un gesto di responsabilità verso sé stessi e la comunità. Dall’altro si manifesta una certa diffidenza, spesso alimentata da informazioni contrastanti e forse non chiare che possono minare la fiducia nelle istituzioni, portando alcune persone a percepire le misure preventive come non indispensabili. Dal nostro report, per esempio, si evidenzia che coloro che hanno bassi livelli di attivazione e coinvolgimento nella gestione della loro salute si mostrano meno fiduciosi verso l’utilità dei vaccini. Il 29% degli italiani percepisce la vaccinazione come un’azione preventiva non necessaria, poiché ritiene che il proprio sistema immunitario sia abbastanza forte o la malattia non viene percepita come grave.”

Continuando, infatti, nell’osservazione degli atteggiamenti degli italiani verso i vaccini, dalla survey viene evidenziato che poco più di 4 italiani su 10 (42%) ha una bassa fiducia nella loro sicurezza: tra questi il 54% ha un basso titolo di studio, il 48% è schierato politicamente a destra e il 58% non lo è affatto. Inoltre, chi ha una bassa fiducia nella sicurezza dei vaccini, ha anche bassi livelli di fiducia nella scienza (78%), nel Servizio Sanitario Nazionale (59%) e nelle istituzioni (52%).

“Nonostante vi siano esitazione e resistenza – continua Guendalina Graffigna – i vaccini rappresentano uno strumento essenziale per contenere la diffusione dei virus e prevenire picchi di contagi che potrebbero mettere anche sotto pressione il sistema sanitario. In questo contesto, comunicare in modo chiaro e trasparente i benefici della vaccinazione rimane una sfida fondamentale per ristabilire la fiducia e garantire un’ampia adesione alle campagne vaccinali.”

Il report sugli italiani e i vaccini si chiude con alcuni dati sulla conoscenza e percezione degli italiani sul vaiolo delle scimmie (o Mpox) e la Dengue, forme virali che stanno destando preoccupazione da parte delle autorità sanitarie internazionali.

Scendendo nel dettaglio dei dati rispetto al vaiolo delle scimmie quasi 9 italiani su 10 (87%) ne hanno sentito parlare. Il 44% pensa che la malattia sia grave e potenzialmente pericolosa per la salute, il 19% si sente preoccupato per una sua possibile diffusione nei prossimi anni e il 47% per il rischio di contrarla. Inoltre il 47% degli italiani è intenzionato a vaccinarsi contro il vaiolo delle scimmie: di questi il 50% sono uomini, il 59% ha tra i 18 e 34 anni, il 52% è laureato, il 52% si orienta politicamente a sinistra e il 53% al centro. Tra gli intenzionati a vaccinarsi troviamo anche coloro che considerano utili i vaccini (49%), che li percepiscono come un atto di responsabilità sociale (58%) e che sono preoccupati di contrarre la malattia (70%) o si sentono a rischio di contagio (86%).

Per quanto riguarda invece la Dengue poco più di 6 italiani su 10 (66%) ne ha sentito parlare. In particolare, il 53% degli italiani ritiene che la febbre Dengue possa essere pericolosa per la propria salute; il 18% pensa di essere a rischio di contrarre la malattia e il 32% si sente preoccupato di una sua possibile diffusione nei prossimi anni soprattutto a causa dei cambiamenti climatici. Tra coloro che sono più propensi a vaccinarsi contro la Dengue troviamo gli uomini (56%), tra i 18 e 34 anni (65%), laureati (61%) e che si orientano politicamente a sinistra (66%) o al centro (63%). Tra gli intenzionati a vaccinarsi troviamo anche coloro che ritengono che i vaccini siano utili (57%), che li percepiscono come un atto di responsabilità sociale (68%) e che sono preoccupati di contrarre la malattia (78%) o si sentono a rischio di contagio (81%).

 




Acquisti auto online. I consigli della polizia per evitare truffe

La Polizia Postale di Piacenza ha segnalato la presenza sul web di siti truffaldini realizzati clonando siti ufficiali di noti rivenditori di auto. Al fine di rendere credibili le offerte i falsi siti propongono annunci di auto realmente in vendita e presentano i corretti riferimenti stradali di concessionarie presenti in questa e in diverse altre città.

Spesso le offerte sono molto interessanti, con prezzi bassi rispetto alla media di mercato, e vengono proposti sconti se si accetta di pagare in anticipo o tramite bonifici istantanei.

Anche venditori privati pubblicano falsi annunci. In questi casi è utile controllare che le foto proposte non siano ritoccate per nascondere eventuali difetti, che l’annuncio presenti informazioni relative al chilometraggio, la data della prima immatricolazione, lo storico dei tagliandi. Nel corso delle trattative, il cliente viene indotto a versare un anticipo per assicurarsi l’acquisto dell’auto, che però non può essere mostrata dal vivo. Riscossa la somma pattuita i presunti venditori si rendono irreperibili.

I consigli della Sezione Operativa per la Sicurezza Cibernetica di Piacenza:

● Verifica l’esistenza della concessionaria, anche attraverso le recensioni online e i feedback presenti in rete.

● Richiedi al rivenditore la documentazione dell’auto in vendita, il certificato di proprietà, il libretto di circolazione e lo storico dei tagliandi.

● Per transazioni sicure utilizza sempre forme di pagamento tracciabili, come i bonifici bancari o carte di credito.

Qualora invece capiti di essere vittime di una truffa è importante rivolgersi tempestivamente alle Forze dell’Ordine presenti sul territorio. Per informazioni o segnalazioni è sempre possibile rivolgersi alla Polizia di Stato anche attraverso il sito della Polizia Postale https://www.commissariatodips.it

 

 




Il professor Matteo Bassetti a Piacenza: “Non scegliete i medici sui social. L’aviaria sarà la prossima pandemia”

Ieri sera, al settimo piano del Grande Albergo Roma di Piacenza, il professor Matteo Bassetti (vedi sotto la video intervista), noto virologo e docente universitario, è stato ospite del Rotary Club Piacenza per una serata interclub che ha visto la partecipazione di oltre 100 rotariani, molti dei quali fra cui numerosi medici ed il presidente dell’Ordine Augusto Pagani L’evento, organizzato in collaborazione con i Rotary Valtidone, Farnese e Sant’Antonino, ha offerto un’importante occasione di confronto su temi di attualità sanitaria, con al centro la presentazione del suo ultimo libro, “Pinocchi in camice. Sulla salute non si scherza”, dedicato al fenomeno delle fake news in medicina. Bassetti è arrivato puntuale, accompagnato dall’architetto piacentino Carlo Ponzini, suo amico personale. Nel pomeriggio a Genova era stato ufficializzato il suo ruolo a capo del Consiglio superiore della sanità ligure, composto da 13 medici.
Accolto dal presidente del Rotary Piacenza, Pierluigi Petrini, Bassetti ha dialogato con il giornalista Carlandrea Triscornia, direttore del QuotidianoPiacenzaOnline. Durante l’intervista, ha approfondito alcuni contenuti del suo libro, ed ha affrontato i pericoli della disinformazione medica che, amplificata dai social media, può avere conseguenze devastanti, come nel tragico caso di Margaret Spada, la 22enne deceduta dopo un intervento di chirurgia estetica in un centro medico non adeguato.

“Il web ha reso più facile l’accesso alle informazioni – ha sottolineato Bassetti – ma ha anche alimentato la diffusione di bugie, spingendo finti professionisti a proporre cure inefficaci o pericolose. È necessario un impegno serio nel contrastare questi Pinocchi in camice, medici e altri sedicenti esperti che sfruttano la credulità delle persone per lucro”.
Bassetti ha riconosciuto che anche la medicina ufficiale deve fare la sua parte, migliorando la qualità della comunicazione sanitaria. “Non possiamo snobbare il web e i social media, che sono ormai parte integrante della società. Dobbiamo usarli per diffondere informazioni scientifiche corrette e contrastare le falsità. La medicina deve alzare l’asticella e impegnarsi in una comunicazione costante e accessibile”.

L’importanza di un’informazione chiara e autorevole è emersa in modo evidente durante la pandemia di Covid-19, quando la disinformazione ha raggiunto livelli preoccupanti.

“Durante il Covid – ha spiegato Bassetti – le informazioni errate erano spesso il risultato di una situazione eccezionale e della mancanza di conoscenze iniziali. Abbiamo commesso errori, ma sempre in buona fede, cercando di affrontare l’emergenza.”
Tra i temi toccati durante la serata non poteva mancare quello dell’influenza stagionale. Bassetti ha espresso preoccupazione per la bassa copertura vaccinale, invitando tutti a proteggersi: “L’influenza di quest’anno sarà particolarmente intensa, eppure sono ancora troppo pochi coloro che si vaccinano. Il vaccino è uno strumento semplice che può evitare complicazioni serie e contribuire alla salute pubblica”.

Guardando al futuro, il virologo ha avvertito che la prossima grande minaccia potrebbe essere l’influenza aviaria. “Non ci sono dubbi: l’influenza aviaria sarà la prossima pandemia, è solo una questione di tempo. Dobbiamo farci trovare più preparati rispetto al Covid. Se non impareremo la lezione, ci ritroveremo nuovamente in difficoltà”.
Bassetti ha poi posto l’accento su un’altra sfida emergente per la sanità: il cambiamento climatico. “Il riscaldamento globale sta portando alla comparsa di malattie infettive in aree dove prima erano assenti. Vedremo sempre più patologie tipiche di regioni tropicali spostarsi verso l’Europa. Dobbiamo prepararci ad affrontare queste nuove realtà”.

Il professor Bassetti ha inoltre toccato il tema dell’antibiotico resistenza e dell’abuso di antibiotici che si fa in Italia.




La Polizia Locale recupera cinque cuccioli abbandonati in uno scatolone a Borghetto

Alle 16.30 circa di oggi, martedì 19 novembre, su indicazione di un cittadino, la Centrale Operativa della Polizia Locale di Piacenza ha inviato una pattuglia in via Gaspare Lorenzini a Borghetto, dove era stata segnalata la presenza di 5 cuccioli di cane meticci, abbandonati in uno scatolone. Gli agenti sul posto si sono sincerati delle condizioni di salute dei cuccioli e li hanno portati presso il Comando di via Rogerio, dove sono stati mantenuti al caldo in attesa dell’intervento degli operatori dell’associazione Aisa, ai quali sono stati affidati per il trasporto al canile municipale e la conseguente visita veterinaria.

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Evade dai domiciliari e guida con la patente scaduta, senza assicurazione nè revisione

Un 41enne aveva l’obbligo degli arresti domiciliari, poteva uscire solo per andare a lavorare, ed invece era in strada, alla guida di un’auto senza revisione e senza copertura assicurativa e per di più con la patente scaduta. Una pattuglia dei carabinieri di Borgonovo Val Tidone, durante un servizio di controllo del territorio, si è imbattuta all’altezza della località Moffelona di Gragnano Trebbiense (PC) con l’autovettura condotta dal piacentino. L’uomo è subito apparso agitatoe e per questo i militari, con l’ausilio di un equipaggio del Radiomobile di Piacenza, hanno proceduto ad un controllo più approfondito ed alla perquisizione. Nel baule dell’auto i militari hanno trovato e sequestrato un bastone di oltre settanta centimetri, di cui non ha saputo giustificare la provenienza. Dagli accertamenti compiuti poi, è risultato agli arresti domiciliari. Per questo il 41enne è stato denunciato per evasione e porto di oggetti atti ad offendere e sanzionato per guida con patente scaduta, con auto senza revisione e senza copertura assicurativa.




Regionali: in Emilia Romagna vince il non voto. A Piacenza affluenza ferma al 41,49% (penultima in regione)

Affluenza disastrosa per queste regionali 2024. In quattro anni si è perso per strada circa il 21% degli elettori. Alle ore 15, alla chiusura dei seggi, l’affluenza alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna è infatti stata del 46,42%. Piacenza in questa classifica si piazza al penultimo posto, appena prima di  Rimini, con un 41,49%. Un dato su cui tutta la politica, tanto di sinistra quanto di destra, dovrà riflettere profondamente, al di là della scontata riconferma del centrosinistra alla guida della Regione.

Perché alla fine di questa tornata risulta chiaro come circa il 60% degli aventi diritto abbia preferito disertare le urne.

Nello specifico l’affluenza è così suddivisa per provincia: Piacenza 41,49%, Parma 42,70%, Reggio Emilia 45,44%, Modena 47,20%, Bologna 51,67%, Ferrara 43,14%, Ravenna 49,72%, Forlì-Cesena 45,50%, Rimini 40,73%.

Nella scorsa tornata elettorale, nel 2020 l’affluenza totale alle urne era stata del 67,67% (Piacenza 62,91%, Parma 64,07%, Reggio Emilia 67,97%, Modena 69,12%, Bologna 70,94%, Ferrara 65,60%, Ravenna 69,71%, Forlì-Cesena 67,54%, Rimini 63,54%.




Maxi operazione antidroga: coinvolta anche Piacenza

Dalle prime ore di questa mattina è in corso un’importante operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Milano, che ha portato all’arresto di 20 persone coinvolte in un vasto traffico di stupefacenti e che ha visto coinvolta anche Piacenza. L’operazione, condotta in sinergia tra il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Pavia e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO), ha interessato le province di Milano, Reggio Calabria, Lecco e, appunto, Piacenza.

L’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Milano, ha portato 15 persone in carcere e 5 agli arresti domiciliari. I soggetti arrestati sono sospettati di far parte di una complessa organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti. L’organizzazione, ben strutturata e suddivisa in cellule operative, aveva come obiettivo l’importazione e la distribuzione di ingenti quantitativi di droga, tra cui cocaina, hashish ed eroina, destinata principalmente al mercato milanese ma con ramificazioni anche in altre città.

L’attività ha rivelato come il terminale delle varie organizzazioni è in colui che ha sostituito i Flachi della Comasina godendo della consolidata vicinanza con i Barbaro di Platì, attivi nella zona di Cologno Monzese, ed i gruppi criminali albanesi e sudamericani che, da basi strategiche in Sudamerica controllano le spedizioni della cocaina verso le più importanti piazze intercontinentali.

Dagli approfondimenti investigativi condotti è emerso come l’organizzazione indagata abbia importato ingentissimi quantitativi di cocaina, grazie anche al rapporto privilegiato di un organizzatore del gruppo associativo con i nuclei di criminalità organizzata stanziali in Calabria. Allo stesso tempo l’organizzazione ha anche distribuito grossi quantitativi di hashish provenienti dal Marocco e dalla Spagna grazie all’opera di un narcotrafficante di altissimo livello, tratto in arresto nel corso di recenti operazioni condotte nella città di Milano, che conta su solidi rapporti instaurati nel tempo con i più grossi produttori e fornitori magrebini. Parte dello stupefacente è stato commercializzato da noti elementi della malavita milanese legati in affari ai vertici del gruppo criminale imperante nel quartiere Barona di Milano.

Come emerge in maniera precisa e dettagliata dalle risultanze investigative, attraverso la contabilità rinvenuta, la componente criminale, con la vendita degli ingenti quantitativi di narcotico, ha generato una ingentissima massa di denaro contante, pari a circa 11 Milioni di euro, utilizzando sistemi di occultamento finalizzati a sottrarre i profitti illeciti alla tracciabilità ed ai sequestri da parte delle Autorità dello Stato. Gli stessi, quindi, hanno fatto ricorso, sistematicamente, ad organizzazioni strutturate, operanti sul suolo italiano, gestite da collettori di etnia cinese detentori, ormai in via esclusiva, dei canali bancari sommersi (cd. underground banking) per trasferire il denaro all’estero secondo il sistema del fei eh ‘ien – circuito finanziario finalizzato al trasferimento di soldi con completa garanzia di anonimato.

Le attività investigative hanno permesso di ricostruire importazione e distribuzione di 1.000 chili di cocaina; 1.000 chili di hashish; 173 chili di eroina. Sono stati sottoposti a sequestro circa 250 chili di droga destinati all’organizzazione e la somma di 800 mila euro contanti (durante la fase di trasferimento all’estero).




Esercitazione del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna a Ferriere

Nella giornata odierna (17 novembre 2024) nel comune di Ferriere (PC) si è svolta un’importante esercitazione da parte del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna che ha coinvolto 15 tecnici della stazione monte Alfeo e circa 70 operatori della Protezione Civile provenienti da differenti realtà, tra cui le Unità Cinofile.

Scenario delle esercitazioni volte al ritrovamento di presunti scomparsi sono state le zone boschive impervie della Valnure nei pressi dello Chalet Rocca dei Folli mentre il CCR (Centro Coordinamento e Ricerca) è stato posizionato a Ferriere.

La giornata si è svolta mettendo in condivisione le tante competenze degli enti presenti: da un lato quelle tecniche e  altamente qualificate del Soccorso Alpino, specializzato in recupero e ricerca in ambiente impervio; dall’altro le competenze in ambito di ricerca della Protezione Civile che può vantare l’usilio  di sistemi tecnologici di ricerca assai specifici.

L’esercitazione è stata voluta ed organizzata con lo scopo di conoscere al meglio le reciproche realtà e apprendere il modus operandi di entrambe in modo da poter collaborare al meglio in futuro nel caso in cui si presentino situazioni di emergenza o ricerca di persone scomparse.

L’evento, estremamente proficuo e collaborativo, si è concluso al meglio condividendo il terzo tempo offerto dalla Protezione Civile.




Qualità della vita: Piacenza ferma al 46° posto, la peggiore in Emilia-Romagna

La città di Piacenza resta inchiodata al  46° posto nella classifica 2024 sulla qualità della vita, stilata da ItaliaOggi e Ital Communications in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma. Viene dunque confermata la cattiva performance dello scorso anno quando la nostra città perse in un colpo solo  dieci posizioni.  Se da un lato la qualità della vita nella città rimane accettabile secondo i parametri dell’indagine, dall’altro emerge la difficoltà di Piacenza a competere con le altre province emiliano-romagnole, che continuano a migliorare in settori chiave.

Un confronto con il resto dell’Emilia-Romagna

Nel contesto regionale, Piacenza si trova attualmente all’ultimo posto tra le province emiliane. Bologna, ad esempio, si piazza al 4° posto nazionale, distinguendosi per le sue eccellenze in istruzione e formazione, così come nel settore “Affari e lavoro”, dove ha ottenuto il secondo posto nazionale. Ferrara è un’altra provincia che ha visto un balzo significativo, guadagnando 21 posizioni e salendo al 27° posto.

Altre province come Parma (10° posto), Ravenna (11°), Forlì-Cesena (16°) e Modena (17°) sono tutte tra le prime venti a livello nazionale, mentre Piacenza rimane più indietro, senza mostrare miglioramenti sostanziali rispetto all’anno precedente. Anche Rimini, pur avendo subito una discesa di dodici posizioni, si trova ancora davanti a Piacenza, al 33° posto.

Questo quadro mette in luce un divario crescente tra Piacenza e altre province della regione così come pure quelle limitrofe, che riescono a sfruttare meglio i loro punti di forza per migliorare il benessere dei cittadini. Ferrara, ad esempio, ha visto progressi soprattutto in salute, ambiente e turismo, mentre Piacenza fatica a trovare settori di eccellenza che possano darle slancio nella classifica nazionale ed infatti si trova attualmente in una posizione di stallo nella classifica della qualità della vita, con poche aree di eccellenza.

E’ evidente come Piacenza abbia un potenziale che potrebbe essere meglio valorizzato. La sua posizione geografica, al confine con Lombardia e Piemonte, le permette di essere un ponte tra regioni economicamente rilevanti. Cremona (25° posto) ad esempio ha ottenuto miglioramenti significativi nella qualità della vita, suggerendo che anche Piacenza potrebbe trarre beneficio da politiche integrate e collaborazioni interregionali.

Inoltre, lo studio indica che settori come il turismo, recentemente inclusi tra gli indicatori dell’indagine, potrebbero rappresentare un’opportunità per Piacenza. La città possiede un ricco patrimonio storico e culturale, che potrebbe essere valorizzato meglio attraverso strategie mirate di sviluppo turistico, come è accaduto in città come Ferrara e Rimini.




Elezioni regionali in Emilia-Romagna. A Piacenza, alle 19, ha votato il 27,39%

Alle ore 19 l’affluenza alle elezioni regionali dell’Emilia-Romagna è stata del 31,03%.

Nello specifico l’affluenza è così suddivisa per provincia: Piacenza 27,39%, Parma 27,88%, Reggio Emilia 30,66%, Modena 31,61%, Bologna 35,12%, Ferrara 28,98%, Ravenna 33,72%, Forlì-Cesena 30,20%, Rimini 25,80%.

Nella scorsa tornata elettorale le elezioni regionali si svolsero in una sola giornata e pertanto non è possibile un raffronto. Le prossime rilevazioni saranno alle ore 23 di oggi e alle ore 15 di domani alla chiusura dei seggi.