Un appartamento in via Roma era una base di spaccio. Arrestati due pusher e denunciato il locatore

Due cittadini albanesi, di cui uno irregolare sul territorio nazionale, sono stati arrestati dalla Squadra Mobile della Questura di Piacenza per spaccio di droga ed il proprietario di un appartamento situato in via Roma a Piacenza, è stato denunciato. L’immobile veniva infatti utilizzato come base operativa dai due pusher per nascondere e smerciare cocaina, ed era il fulcro dell’attività criminale. L’arresto è avvenuto dopo una cessione di cocaina a un cliente. Durante la perquisizione, sono stati trovati oltre 30 grammi di cocaina già suddivisi in dosi, un bilancino di precisione e attrezzature per il confezionamento, oltre a 1.700 euro in contanti. Gli arrestati avevano accesso all’appartamento tramite le chiavi e conservavano lì parte della droga.

Dopo il fermo, i due spacciatori sono stati trasferiti presso il carcere di Piacenza, con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le autorità hanno avviato l’iter per l’espulsione del soggetto irregolare, che sarà eseguita una volta concluse le vicende giudiziarie. L’indagine ha presentato difficoltà aggiuntive a causa dell’assenza di una comunicazione ufficiale di ospitalità o di registrazione del contratto di affitto, rendendo difficile l’identificazione dei due uomini.

Gli accertamenti successivi hanno permesso di risalire al proprietario dell’immobile e al professionista che aveva gestito l’affitto tramite annunci online. Si è scoperto che l’appartamento era stato locato per 1.200 euro per un periodo di 29 giorni. Il locatore è stato multato per 2.000 euro per non aver comunicato all’Autorità di Pubblica Sicurezza l’ospitalità dei cittadini stranieri, come previsto dalla legge. Inoltre, è stato denunciato per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, avendo dato alloggio a uno spacciatore irregolare al fine di trarre profitto dall’affitto. Le autorità continuano a monitorare attentamente la situazione in via Roma, considerata una delle aree sensibili della città.




Esplorare Piacenza in 162 click: il nuovo progetto virtuale

E’ stato presentato al PalabancaEventi “Piacenza 360 – La scoperta della città millenaria”, un tour immersivo tra i principali monumenti della città, ideato da Valeria Poli e Marco Stucchi. Durante la presentazione in Sala Corrado Sforza Fogliani, davanti a un folto pubblico e alla presenza di numerose autorità civili, militari e religiose il sindaco Katia Tarasconi ha espresso grande entusiasmo: «Un’iniziativa straordinaria che, grazie alla tecnologia, farà conoscere Piacenza a tutto il mondo. La nostra è una città autentica, sempre più una meta da visitare e vivere».

Il progetto, realizzato su iniziativa del Comune e supportato dalla Banca di Piacenza e dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano grazie all’Art Bonus, ha visto la collaborazione del Caseificio Valcolatte e di Blacklemon. A presentarlo sono stati Valeria Poli che ha curato l’aspetto storico-scientifico, Marco Stucchi che si è occupato della parte digitale e Nicola Bellotti di Blacklemon che ha supervisionato il sito e la parte grafica e creativa, dichiarando: «Abbiamo aderito con piacere a questo progetto che ci permette di valorizzare Piacenza».

La presentazione è stata preceduta dagli interventi di saluto del presidente della Banca di Piacenza Giuseppe Nenna («Questa è la terza mappa realizzata da Valeria Poli e Marco Stucchi, coppia vulcanica, dopo quella di Caprarola – la rappresentazione di Piacenza che si trova affrescata in una sala del Palazzo Farnese della cittadina laziale – e la Mappa Bolzoni, dove è possibile viaggiare nella Piacenza del Cinquecento; tutti progetti sostenuti dal nostro Istituto») e del vicepresidente della Fondazione Mario Magnelli («Piacenza ha tante cose belle da mostrare, quindi è stata una bella idea sostenere questo progetto»).

L’assessore comunale alla Cultura Christian Fiazza ha da parte sua sottolineato come Piacenza 360 sia «la costola di un progetto più ampio che vuole riconsegnare il Gotico ai piacentini, perché è il palazzo che rappresenta la nostra storia» e che viene presentato ora perché è l’anno del Giubileo: «Chissà quanta gente sta scegliendo la meta di passaggio prima di arrivare a Roma».

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Il progetto e la visione digitale di Piacenza

Piacenza 360 rientra appunto nel più ampio progetto dell’Amministrazione comunale Gotico 2027, che punta a restituire pienamente ai piacentini il palazzo medievale simbolo della città che, sulla sua facciata est, presenta un’alta e slanciata torretta che si affaccia su Piazza Cavalli. Raggiungendo la sommità attraverso una stretta e suggestiva scala interna, si gode di un panorama unico di Piacenza. Vedendo questa prospettiva è nata l’idea di Piacenza 360, che ha il suo punto di partenza in un’immagine sferica ad altissima definizione che offre ai visitatori una visione panoramica della città, dei suoi monumenti e del territorio circostante. Da questa immagine digitale sono stati individuati 162 punti informativi corrispondenti ad altrettante dettagliate schede redatte dalla prof. Poli. Il percorso immersivo si arricchisce poi con la possibilità di entrare virtualmente nei monumenti, nei palazzi e negli edifici religiosi della città grazie a immagini sferiche a 360 gradi. In alcuni di questi monumenti Marco Stucchi ha realizzato immagini aeree dall’altezza di cinque metri che offrono visuali assolutamente spettacolari e inedite (per esempio di San Savino e Sant’Antonino). Fruibile attraverso il web, il progetto è accessibile da qualsiasi parte dell’universo e da qualsiasi dispositivo. «Da Palazzo Gotico verso il mondo; e dal mondo verso Palazzo Gotico», per dirla con le parole dell’assessore Fiazza che sintetizzano la descrizione di un viaggio digitale attraverso la storia e la cultura di Piacenza, una sorta di Wikipedia viva e in continuo aggiornamento della nostra millenaria città, che offre uno sguardo inedito e coinvolgente sul suo patrimonio. Una visione che potrà trasformarsi in un desiderio reale: quello di scoprire Piacenza di persona, passeggiando tra le sue strade lasciandosi sorprendere dalla sua bellezza. «Perché la nostra città – ne è convinto l’assessore alla Cultura – merita di essere vista, amata e vissuta».

La scoperta della città millenaria

La visione della città millenaria a 360 gradi offerta dalla torretta di Palazzo Gotico non è solo uno sguardo da un’inedita prospettiva, ma rappresenta soprattutto il punto di vista dell’Amministrazione cittadina che, attraverso i secoli, ha guidato la trasformazione urbana resa possibile dalle forze economiche locali. Vediamo di approfondire questo aspetto con la prof. Poli, che durante la presentazione ha sottolineato la «implementabilità» del progetto, il fatto che sia attivabile il percorso Francigena e che c’è una visione notturna «molto interessante e suggestiva». Il Palazzo, sede della Magnifica Comunità di Piacenza, è un’eloquente testimonianza della conquista del centro cittadino da parte del libero Comune medievale. Edificato nel 1281, la sua storia e la sua destinazione d’uso documentano le fasi salienti dell’evoluzione urbana. La piazza, situata al confine sud della città romana, fondata il 31 maggio 218 a.C., collega la città medievale, segnata dai poteri guelfi e ghibellini, all’espansione verso sud, caratterizzata da percorsi della via Francigena, che si trasformano in assi portanti dello sviluppo farnesiano a partire dal 1545.

Piacenza è la “città delle centro chiese”, secondo un rilevamento compiuto in età napoleonica, ma anche una città di palazzi, frutto del processo di nobilitazione promosso durante il ducato farnesiano-borbonico. Il patrimonio architettonico urbano testimonia in modo eloquente il processo di promozione sociale e, soprattutto, l’alleanza tra pubblico e privato per il comune obiettivo della magnificenza urbana.

La città contemporanea conserva i segni di questo importante passato, visibili anche nella riconversione d’uso di alcuni edifici monumentali, il tutto racchiuso dal segno forte delle mura rinascimentali, in gran parte ancora conservate.

“Piacenza, terra di passo”, come la definì Leonardo, testimonia nel suo patrimonio storico-artistico il passaggio di artisti di grande levatura. Basti pensare a Vignola, progettista di Palazzo Farnese, a Pordenone e a Guercino, autori delle cupole di Santa Maria di Campagna e della Cattedrale, senza dimenticare le opere iconiche custodite nelle istituzioni museali: l’Ecce Homo di Antonello da Messina presso il Collegio Alberoni, il Tondo di Botticelli ai Musei Civici di Palazzo Farnese e la Signora di Klimt alla Galleria Ricci Oddi. Tutti capolavori a portata di click grazie a Piacenza 360.

Marco Stucchi ha accompagnato i presenti dentro ai principali monumenti della città mostrando immagini dall’incredibile definizione. «Usate Piacenza 360 – ha detto rivolto al pubblico – diffondetelo, condividetelo. Tornare a lavorare per la mia città mi riempie di orgoglio. Viva Piacenza».

Dove trovare Piacenza 360

Piacenza 360 sarà disponibile online nel portale dedicato agli indirizzi piacenza360.it e piacenza360.com, ma anche sull’App Municipio, sul sito dell’autore (marcostucchi.com), su quello della Banca (bancadipiacenza.it) e sui siti degli altri attori che a vario titolo hanno sostenuto il progetto (Fondazione, Valcolatte, Blacklemon).




Nas: gravi carenze igienico-sanitarie in un salone di acconciatura a Piacenza

I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) di Parma hanno recentemente condotto un’ispezione presso un salone di acconciatura a Piacenza, nell’ambito di una serie di controlli mirati alla tutela della salute pubblica. Durante l’operazione sono emerse numerose irregolarità, che hanno portato al sequestro di prodotti e attrezzature.

In particolare, sono state sequestrate 102 confezioni di cosmetici, poiché le etichette non riportavano le informazioni obbligatorie in lingua italiana, violando le normative vigenti. Inoltre, gli ispettori hanno rilevato diverse criticità igienico-sanitarie: i servizi igienici del salone erano ricoperti di sporcizia accumulata e ragnatele, la biancheria pulita era esposta a possibili contaminazioni e mancava una postazione idonea per le attività di tintura, sprovvista del necessario sistema di aspirazione.

Un’altra infrazione riguardava l’uso promiscuo dell’area destinata alla preparazione delle tinture, dove sono stati trovati un frigorifero e stoviglie private, utilizzati per scopi alimentari, compromettendo l’adeguatezza dell’ambiente lavorativo.

L’indagine ha inoltre rivelato che nel salone era attiva, senza autorizzazione comunale, un’attività di onicotecnica, ovvero di ricostruzione e decorazione delle unghie. Anche qui, i militari hanno proceduto al sequestro di strumenti professionali, tra cui una fresa per unghie e tre lampade UV. Durante l’ispezione, una coadiuvante familiare familiare, priva della necessaria qualifica di estetista, è stata sorpresa a svolgere queste mansioni, nonostante sia richiesta una specifica abilitazione per tale attività.

A seguito delle violazioni riscontrate, il titolare del salone e la coadiuvante familiare sono stati sanzionati con multe per un totale di 2.304 euro. I controlli delle forze dell’ordine proseguiranno per garantire il rispetto delle normative igienico-sanitarie e la tutela della salute dei consumatori.




Mucca cade in un dirupo. Salvata dai vigili del fuoco con l’elicottero

Un intervento complesso e delicato ha impegnato per gran parte della giornata i vigili del fuoco di Piacenza, accorsi per soccorrere una mucca caduta in un dirupo tra i boschi di Ottone e Gorreto, al confine tra Emilia-Romagna e Liguria. La segnalazione è arrivata questa mattina da un allevatore della zona, preoccupato per la sorte dell’animale, che era scivolato in una zona impervia e non riusciva a risalire.

La situazione si è rivelata ancora più critica poiché la mucca era gravida e, dopo essere rotolata per diversi metri, si era accasciata sul fondo del dirupo, incapace di muoversi. Senza l’intervento tempestivo dei soccorsi, l’animale avrebbe probabilmente perso la vita. Dopo diverse ore di tentativi, è stato richiesto l’intervento di un elicottero Drago, giunto da Bologna, che ha reso possibile il recupero.

I vigili del fuoco hanno raggiunto la mucca da terra e l’hanno imbragata con una speciale rete, collegata all’elicottero. Il velivolo ha poi sollevato l’animale, trasportandolo in una zona sicura, dove è stato consegnato al proprietario in buone condizioni di salute.

L’operazione, durata diverse ore, ha richiesto un grande coordinamento e attenzione per evitare ulteriori traumi alla mucca. Grazie alla professionalità dei soccorritori.




Non si ferma all’alt dei carabinieri. Inseguita ed arrestata

Una donna di 24 anni è stata arrestata dai carabinieri dopo un rocambolesco inseguimento, iniziato a Castel San Giovanni e conclusosi a Borgonovo Val Tidone. L’episodio è avvenuto nella notte del 22 marzo 2025, quando la giovane, alla guida di un’auto in compagnia di una sua amica di 30 anni, non ha rispettato l’alt intimato da una pattuglia dei carabinieri in località Dogana Po, nei pressi del casello autostradale.

Erano circa le 2 di notte quando i militari dell’Arma, impegnati in un controllo stradale, hanno cercato di fermare il veicolo. Tuttavia, la conducente, incappucciata, ha ignorato l’ordine e ha dato il via a una fuga spericolata. L’inseguimento è proseguito a tutta velocità attraverso il centro abitato di Castel San Giovanni, dove l’auto ha affrontato alcune rotonde contromano, per poi continuare lungo la statale 412 in direzione di Borgonovo Val Tidone.

Il tentativo di fuga è terminato in via Agazzari a Borgonovo Val Tidone, dove i carabinieri sono riusciti a bloccare il veicolo dopo che questo ha speronato un’auto in sosta. La passeggera è riuscita a scappare a piedi, ma è stata successivamente identificata e denunciata per resistenza a pubblico ufficiale.

La perquisizione del veicolo e della 24enne, un’operaia piacentina, non ha rivelato il possesso di sostanze illecite o armi. Tuttavia, dalle verifiche è emerso che l’auto era sottoposta a fermo amministrativo per mancata revisione. Oltre alle numerose violazioni del codice della strada, la giovane è stata arrestata per resistenza a pubblico ufficiale e posta agli arresti domiciliari su disposizione dell’autorità giudiziaria.




Presentati i Campionati Italiani di Scherma a Piacenza: squadre dalla Serie A2 alla C, prove paralimpiche

Piacenza si prepara ad accogliere i Campionati Italiani di scherma a squadre, che vedranno la partecipazione delle formazioni dalla Serie A2 alla C nelle sei armi, insieme al Gran Premio di Scherma integrata e alla terza prova nazionale per atleti non vedenti. Dal 27 al 30 marzo, il Circolo della Scherma “Pettorelli” sarà protagonista con l’organizzazione dell’evento presso Piacenza Expo.

Il programma tricolore conta la partecipazione di circa 350 squadre, oltre 1.500 schermidori e un pubblico stimato di più di 3.500 persone durante i quattro giorni di gare. Questo appuntamento, che ritorna a Piacenza per il quarto anno consecutivo, è stato presentato ufficialmente nella cornice del Salone degli Arazzi del Collegio Alberoni.

Per la nostra città, però, questo non sarà l’unico appuntamento di rilievo: Piacenza si appresta ad ospitare, per la prima volta nella sua storia, i Campionati Italiani Assoluti, previsti dal 5 al 10 giugno, un evento che precederà gli Europei di Genova (14-19 giugno).

Durante la cerimonia di presentazione, condotta dal giornalista Paolo Gentilotti, il consigliere federale Marcello Scisciolo ha dichiarato che Piacenza è destinata a diventare un punto di riferimento per la scherma, grazie agli sforzi del Comitato organizzatore e al supporto delle istituzioni locali. Un ringraziamento particolare è stato rivolto al presidente di Piacenza Expo, Giuseppe Cavalli, e alle autorità comunali e regionali.

“Questo sarà un evento memorabile – ha dichiarato Alessandro Bossalini, presidente del “Pettorelli” – con gare emozionanti e l’integrazione delle competizioni paralimpiche e per non vedenti, che daranno ancora più valore a un fine settimana di grande sport”.

Oltre al lavoro organizzativo, il Circolo sarà anche impegnato in pedana, con tre squadre che gareggeranno: sabato alle 10 la formazione maschile di spada sarà in B1, seguita dalle ragazze della stessa arma alle 13 in B2. Domenica, alle 10, sarà la volta del team maschile di sciabola in B1. Inoltre, sabato vedrà il Pettorelli presente anche nelle competizioni per atleti non vedenti, con le gare maschili alle 9 e quelle femminili alle 14.

Le autorità presenti hanno sottolineato l’importanza della collaborazione tra istituzioni e associazioni sportive. Mario Dadati, assessore allo sport, ha evidenziato come il Pettorelli sia un riferimento per la scherma a livello nazionale, mentre Robert Gionelli, delegato provinciale del CONI, ha parlato del valore promozionale che eventi di questo livello portano alla città.
Il presidente di Confcommercio Piacenza, Raffaele Chiappa, ha evidenziato come la manifestazione sia un esempio concreto di progetto di promozione turistica per il territorio.

L’evento include anche una forte attenzione all’inclusività, come evidenziato da Marta Consonni, delegata provinciale CIP, che ha lodato il lavoro svolto dal Pettorelli per avvicinare i ragazzi con disabilità alla scherma.

Durante la manifestazione sarà inoltre possibile scoprire il Chambara, una disciplina rappresentata dalla presidentessa del gruppo aggregato FIS, Amalia Veglia Tronchese.

La cerimonia si è conclusa con la tradizionale forma del poster ufficiale dell’evento, disegnato dall’artista e fumettista piacentino Giovanni Freghieri.




Caporalato nella bassa piacentina: arrestati due cittadini stranieri

Due cittadini stranieri, rispettivamente di 53 e 27 anni, sono stati arrestati nella mattina del 19 marzo 2025, con l’accusa di sfruttamento del lavoro e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’indagine, condotta dai carabinieri della Stazione di Cortemaggiore e dal Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Piacenza, ha portato all’emissione di una misura di custodia cautelare in carcere, dopo mesi di indagini iniziate nell’estate del 2024.

I due arrestati, residenti in un comune della provincia piacentina, avrebbero approfittato della vulnerabilità di alcuni connazionali, impiegandoli come braccianti agricoli in condizioni di sfruttamento estremo. Gli operai erano costretti a lavorare fino a 12 ore consecutive nei campi, spesso sotto temperature superiori ai 30 gradi, senza ferie o giorni di riposo. Il tutto in violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro, poiché i lavoratori non erano dotati dei dispositivi di protezione previsti e non avevano effettuato i corsi obbligatori.

La retribuzione? Soli 5 euro all’ora, ben al di sotto dei minimi contrattuali. Ma non finisce qui: i due arrestati avrebbero trattenuto ulteriori somme ai lavoratori, giustificando queste “deduzioni” con presunti costi di locazione e spese burocratiche. Alla fine, gli operai guadagnavano tra i 200 e i 500 euro al mese, cifre del tutto sproporzionate rispetto agli sforzi richiesti.

Secondo quanto emerso dalle indagini, il sistema di sfruttamento era gestito attraverso una società intestata alla moglie del 53enne e coinvolgeva lavoratori di età compresa tra i 25 e i 67 anni, tutti connazionali degli arrestati. Inoltre, i due avrebbero richiesto tra gli 8 e i 10 mila euro a chi desiderava ottenere un permesso di soggiorno temporaneo. Una volta scaduto il permesso, i lavoratori venivano mantenuti in uno stato di irregolarità e sfruttati ulteriormente, senza mai ricevere il supporto promesso.

A peggiorare la situazione, uno dei due arrestati avrebbe minacciato le vittime per impedire loro di collaborare con le autorità, una volta scoperto che le indagini erano in corso. Durante le perquisizioni, i carabinieri hanno sequestrato materiale amministrativo e informatico ritenuto utile per approfondire l’inchiesta.

Il fenomeno del caporalato, ben noto nel settore agricolo, emerge ancora una volta come una piaga che mina la dignità e i diritti dei lavoratori. I due arrestati sono stati condotti al carcere delle Novate, dove resteranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

(Immagine creata con AI)




Incidente mortale a Casaldonato

Incidente agricolo mortale nel pomeriggio di oggi in una zona boschiva a Casaldonato (PC). Un uomo stava svolgendo lavori agricoli quando il mezzo si è ribaltato.

Sul posto è giunta una squadra di tecnici della stazione monte Alfeo oltre all’equipaggio di EliParma, l’autoinfermieristica e ambulanza Croce Rossa Farini, Vigili del Fuoco e Carabinieri.

I sanitari purtroppo non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 62enne, residente a Ferriere.




Caso Vezzulli: il Comune di Piacenza impuga la sentenza del TAR

Il Comune di Piacenza tira dritto per la sua strada e, come era prevedibile, presenta ricorso contro la sentenza del TAR di Parma che ha parzialmente accolto il ricorso di Elena Vezzulli, per svariati anni a capo dell’avvocatura comunale e successivamente spostata ad altro incarico, dopo i contrasti con i vertici dell’amministrazione sulla vicenda della falsa fideiussione. Una consecutio puramente temporale, secondo palazzo Mercanti, che ha sempre giustificato la propria scelta con motivazioni meramente organizzative, smentendo ogni tentativo di voler legare questo cambiamento di incarico con le vicissitudini legate Piacenza Parcheggi e alla polizza poi rivelatasi falsa (su cui la stessa Vezzulli aveva sollevato alcuni interrogativi in una apposita relazione datata 5 gennaio 2023).

Vediamo qui di seguito le motivazioni che la Giunta Tarasconi da alla scelta di impugnare davanti al Consiglio di Stato la sentenza del tribunale amministrativo regionale.

«Riorganizzare un ente come il Comune di Piacenza ha rappresentato un’importante operazione fortemente voluta dall’attuale amministrazione al solo scopo di modernizzare e migliorare il funzionamento dell’ente stesso. Operazione decisamente complessa, per certi versi una vera rivoluzione organizzativa, che tuttavia aveva e ha un unico obiettivo finale: maggiore efficienza nella risposta alle esigenze della comunità di cui tutti noi facciamo parte come cittadini.

E’ questa la ragione per la quale sono stati decisi numerosi cambiamenti interni, sia logistici sia nell’attribuzione di ruoli e funzioni.

Alcuni di questi cambiamenti, anche se decisamente impattanti per il personale e la gestione degli spazi, non hanno suscitato l’interesse degli organi di informazione; altri invece l’hanno fatto.

E’ il caso dell’istituzione di un nuovo settore dedicato alla Prevenzione e sicurezza all’interno del Comune. Settore la cui guida è stata affidata alla dirigente Elena Vezzulli che per ben più di due decenni è stata a capo dell’Avvocatura comunale.

Una scelta ponderata che si è fondata su due motivi squisitamente tecnici.

Il primo motivo riguarda la necessità di dar seguito a un parere di Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, nel quale si fa chiaro e preciso riferimento all’opportunità che all’interno degli enti pubblici i dirigenti ruotino tra i settori per garantire rinnovamento e imparzialità, evitando permanenze eccessivamente prolungate nella stessa funzione.

Il secondo motivo riguarda, appunto, la lunga esperienza maturata dalla dirigente ritenuta particolarmente indicata per il nuovo incarico di notevole rilievo all’interno dell’ente; un rilievo che trova riscontro anche nella “pesatura” economica della nuova posizione dirigenziale, tant’è che alla dirigente in questione è stata riconosciuta un’indennità superiore a quella che avrebbe percepito presso l’Avvocatura.

Queste, e solo queste, sono le ragioni di una scelta organizzativa che l’amministrazione ha operato in totale trasparenza, nell’esercizio delle funzioni che le sono attribuite. Ogni altra narrazione rischia di essere fuorviante e imprecisa.

In tale contesto, che era doveroso inquadrare, si inserisce il ricorso presentato al Tar di Parma dalla dirigente contro il Comune di Piacenza. Venerdì 14 marzo i giudici amministrativi si sono espressi stabilendo che chi è alla guida dell’Ufficio Avvocatura debba essere in possesso sia dell’abilitazione all’esercizio della professione forense, sia della qualifica di dirigente presso l’ente comunale. La scelta dell’ente, invece, è stata quella di affidare il ruolo di coordinatore dell’Ufficio in questione a una “Elevata qualificazione”, che è naturalmente avvocato. Scelta, quest’ultima, praticata in modo analogo anche da altri enti comunali sul territorio nazionale e che, anche per questa ragione, il Comune sosterrà nel proporre ricorso al Consiglio di Stato.

Nel frattempo, come è doveroso, l’ente si sta attivando per attenersi alla decisione dei giudici amministrativi. E lo farà, da un lato, nel pieno rispetto delle disposizioni e, dall’altro, con uno sguardo rivolto al prossimo futuro per garantire stabilità e continuità al funzionamento del Comune».




Controlli straordinari dei carabinieri: otto denunce

Un servizio straordinario di controllo del territorio condotto dai carabinieri del Comando Provinciale di Piacenza ha portato all’identificazione di 215 persone e al controllo di 190 veicoli. Nel corso delle operazioni, svolte nelle ultime 72 ore in città e provincia, sono state emesse otto denunce, ritirate tre patenti e sequestrati circa 25 grammi di sostanze stupefacenti. Tre persone sono state segnalate alla Prefettura come assuntori di droga.

L’operazione, che ha coinvolto 35 carabinieri con il supporto degli equipaggi del Radiomobile delle tre Compagnie, aveva l’obiettivo di contrastare i fenomeni di criminalità diffusa, con un’attenzione particolare alla sicurezza reale e percepita dai cittadini.

Denunce e sequestri

A Fiorenzuola d’Arda, i carabinieri hanno denunciato per ricettazione un ambulante sessantenne, sorpreso a vendere, durante il mercato dell’antiquariato e dell’usato a Cadeo, 13 uniformi da soccorritore del 118 e due divise della Croce Rossa Italiana, tutte appartenenti all’AUSL di Reggio Emilia. L’uomo non è stato in grado di giustificare il possesso del materiale, che è stato prontamente sequestrato.

Sempre a Fiorenzuola, un trentenne straniero è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo, sorpreso senza biglietto su un treno regionale, ha rifiutato di fornire le proprie generalità e ha assunto un comportamento molesto sia nei confronti del controllore che degli altri passeggeri. La sua resistenza è proseguita anche con i carabinieri intervenuti, causando un’interruzione della circolazione ferroviaria per circa 40 minuti.

Armi e violenza

Nel corso di un controllo stradale a Piacenza, un ventiduenne piacentino è stato denunciato per porto ingiustificato di armi e uso di atto falso: a bordo della sua auto, i militari hanno rinvenuto un coltello a serramanico, e le targhe del veicolo sono risultate alterate. Sempre in città, un altro giovane di 22 anni è stato denunciato per guida in stato di ebbrezza alcolica, dopo essere stato fermato e trovato positivo all’alcol test. La patente gli è stata ritirata.

In via Pietro Cella, invece, un ventisettenne disoccupato è stato sorpreso in possesso di arnesi da scasso, che sono stati sequestrati. L’uomo è stato denunciato per possesso ingiustificato di tali strumenti.

A Gragnano Trebbiense, un operaio trentatreenne in stato di ebbrezza ha creato scompiglio all’interno di un negozio, rivolgendo minacce ai clienti e ai carabinieri intervenuti. L’uomo ha anche tentato di aggredire un passante prima di essere bloccato. È stato denunciato per violenza, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale.

Droga e spaccio

Infine, due automobilisti di 24 e 50 anni sono stati fermati a Piacenza e trovati in possesso di circa 17 grammi di hashish e cocaina. Entrambi sono stati segnalati come assuntori di droga e le loro patenti ritirate. In un altro caso, due giovani di 25 e 26 anni sono stati fermati a San Nicolò a Trebbia a bordo di un’utilitaria senza documenti identificativi. La perquisizione ha portato alla scoperta di 440 euro, considerati provento di spaccio, quattro cellulari e due involucri di cellophane contenenti residui di cocaina. I due sono stati denunciati per spaccio e soggiorno illegale, mentre una donna di 51 anni, che aveva precedentemente acquistato la droga, è stata segnalata come assuntrice alla Prefettura.




Guardia di Finanza: sequestrati beni per 250 mila euro a Piacenza. Smantellato gruppo criminale legato a traffico di droga

Importante colpo inferto alla criminalità organizzata nel piacentino. La Guardia di Finanza ha sequestrato beni per un valore complessivo di 250 mila euro, tra immobili e auto di grossa cilindrata, appartenenti a un gruppo criminale attivo nel traffico e spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è stata condotta dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Piacenza su mandato della Procura della Repubblica locale.

Il blitz ha portato al sequestro di una casa situata nelle vicinanze del centro città e due auto di lusso, beni che risultavano intestati a prestanome ma che, attraverso indagini approfondite, sono stati ricondotti ai reali proprietari: due individui già noti alle forze dell’ordine. Entrambi sono accusati di trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e traffico di droga, reati che hanno permesso loro di accumulare un patrimonio ingente, nonostante i redditi dichiarati fossero del tutto esigui.

L’operazione, coordinata dalla Procura di Piacenza e condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha messo in luce come i due soggetti, insieme ad altre 16 persone coinvolte nell’indagine, avessero immesso sul mercato locale oltre 5 kg di cocaina, anfetamina, hashish e marijuana. Le investigazioni patrimoniali e finanziarie hanno inoltre dimostrato che i beni sequestrati erano stati acquistati con i proventi dell’attività illecita, completamente sconosciuti al Fisco.

Grazie a controlli incrociati sui beni immobiliari e mobiliari, estesi anche ai familiari e ai congiunti dei due indagati, la Guardia di Finanza ha individuato e sequestrato un’abitazione di lusso e due veicoli di alta gamma, tra cui una coupé sportiva e una berlina di grossa cilindrata. Nonostante questi beni fossero formalmente intestati a terze persone, le indagini hanno dimostrato che i due arrestati ne avevano il pieno controllo e li avevano acquistati grazie ai profitti del traffico di droga.

L’intero bottino, stimato in 250 mila euro, verrà ora confiscato e destinato al patrimonio dello Stato. Questo intervento rappresenta un ulteriore tassello nella strategia della Guardia di Finanza di aggredire i patrimoni illeciti dei gruppi criminali, privandoli delle risorse accumulate attraverso attività illegali.

L’inchiesta ha portato alla luce un vero e proprio sistema di spaccio che operava nelle piazze di Piacenza, con 18 persone finite nel mirino della magistratura. Diciassette di loro sono stati posti agli arresti domiciliari, mentre uno è soggetto all’obbligo di dimora. Oltre al sequestro dei beni, sono stati recuperati più di 5 kg di sostanze stupefacenti, pronti per essere distribuiti sul mercato locale.

L’operazione congiunta tra Guardia di Finanza e Procura di Piacenza dimostra ancora una volta l’efficacia di un lavoro sinergico nella lotta alla criminalità organizzata, in particolare nel contrasto al traffico di droga e al riciclaggio di denaro sporco. Grazie a questo intervento, è stato inferto un duro colpo a un gruppo criminale che sembrava aver costruito un impero sulle spalle del mercato nero della droga.




L’Ausl di Piacenza nomina 4 dirigenti: Maurizio Bianco primario di diabetologia, Roberto Antenucci dell’Unità spinale di Fiorenzuola

Quattro nomine per altrettante unità operative: il direttore generale dell’Ausl di Piacenza ha ufficializzato, dopo la firma dei relativi contratti, alcuni importanti incarichi, nell’ambito del significativo percorso di riorganizzazione aziendale in atto in questi mesi.
Roberto Antenucci è il nuovo direttore dell’Unità spinale e Gracer dell’ospedale di Fiorenzuola, reparto che si occupa della riabilitazione e assistenza di gravi mielo e cerebrolesioni Il professionista ha il mandato di potenziare le attività di presa in carico e gestione multidisciplinare dei pazienti; l’obiettivo è assicurare loro un percorso assistenziale altamente qualificato, basato su un approccio innovativo e personalizzato.
Maurizio Bianco ha ricevuto l’incarico di direttore della Diabetologia. La sua comprovata professionalità e competenza garantiranno un ulteriore sviluppo dei percorsi assistenziali dedicati ai pazienti diabetici, con particolare attenzione all’innovazione terapeutica e alla continuità delle cure, per migliorare la qualità di vita dei pazienti.
Antonio Manucra è stato nominato direttore della Medicina e lungodegenza dell’ospedale di montagna e dei processi di integrazione territoriale a valenza provinciale dell’ospedale di Bobbio. La sua consolidata esperienza e il suo impegno nell’ambito della medicina interna e della gestione delle cure prolungate saranno determinanti per il miglioramento dell’assistenza sanitaria nelle aree montane e per l’ottimizzazione dei processi di integrazione territoriale a livello provinciale.
Quello di Teresa Palladino è un nuovo ingresso in Azienda. La professionista ha assunto il ruolo di responsabile del Risk management, una funzione strategica per la sicurezza e la qualità delle cure erogate. La sua esperienza nella gestione del rischio clinico contribuirà a rafforzare le strategie di prevenzione degli eventi avversi, migliorando ulteriormente la sicurezza dei pazienti e degli operatori sanitari, in un’ottica di eccellenza e responsabilità.
Ai quattro nominati dedicheremo specifici approfondimenti nei prossimi giorni, per informare la cittadinanza sulle attività che sono chiamati a svolgere e per presentare l’esperienza già maturata.
“Auguro a questi professionisti un percorso di lavoro proficuo – ha commentato il direttore generale Paola Bardasi – Sono certa che ognuno di loro metterà al servizio dell’intera comunità la proprio competenza e dedizione, elementi che rappresentano un valore aggiunto essenziale per il nostro sistema sanitario, che ogni giorno si impegna per offrire cure di alta qualità ai cittadini”.