Anche Piacenza si illumina di giallo per chiedere la liberazione di Patrick Zaki

Patrick George Zaki, 28 anni, attivista e studente dell’Università di Bologna, è ancora in stato di detenzione preventiva in Egitto.

«Patrick – scrive Amnesty – è un prigioniero di coscienza detenuto esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media.
Il prossimo martedì per Patrick si aprirà il secondo anno di detenzione illegale, arbitraria, senza processo, crudele».

L’associazione ha coinvolto numerose amministrazioni comunali italiane che illumineranno di giallo un monumento cittadino per la sera di lunedì 8 febbraio, primo anniversario della carcerazione di Patrick.

In provicia di Piacenza hanno risposto positivamente il comune capoluogo che illuminerà Palazzo Farnese, il comune di Travo che illuminerà la Torre del Castello Anguissola, il comune di Pontenure che illuminerà il Monumento ai Caduti in Piazza Re Amato, la biblioteca comunale di Pontenure che esporrà la sagoma di Patrick Zaki, il comune di Bobbio che illuminerà il palazzo comunale, il comune di Agazzano che illuminerà il palazzo del comune, il comune di Podenzano che illuminerà il Municipio, il comune di Cerignale che  illuminerà il Forno Comune presso la Piazzetta dei Diritti e delle Tolleranze, il comune di Gragnano Trebbiense che illuminerà l’atrio del Municipio
Il gruppo di amnesty sarà inoltre presente presso la Scuola azzurra in Via Roma dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 14.00 alle 17.00 con la sagoma di Patrick e i cartelli per chiederne la liberazione.

Tutte le immagini delle varie manifestazioni che si svolgeranno nella serata di lunedì 8 verranno pubblicate sul sito nazionale di Amnesty International – www.amnesty.it ed anche sulla pagina Facebook Amnesty International Piacenza e Instagram Amnesty Piacenza.




Il direttore di Amnesty Gianni Rufini ospite del Laboratorio Mondialità Consapevole

Molto apprezzato l’incontro organizzato ieri sera in Cattolica dal Laboratorio Mondialità Consapevole (in collaborazione con Cives) con Gianni Rufini, direttore di Amnesty International Italia nell’ambito del percorso “Quasi alla fine del mondo”, giunto alla sesta edizione e col sottotitolo “Dignità in eclissi”.

“L’obiettivo delle Nazioni Unite, quando sono nate, è sempre stato quello di abolire le guerre e la fame e di promuovere le proprie idee senza subire repressioni, senza essere sbattuti in prigione perchè hai promosso le tua cultura. Da queste premesse nasce la Dichiarazione universale dei diritti umani, il patto tra tutti gli esseri umani di questo pianeta col quale accettiamo di coesistere pacificamente, è il contratto di base della vita moderna. Dice Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”. 

Rufini ha voluto portare qualche dato per testimoniare i grandi cambiamenti che hanno coinvolto la nostra società a partire dal 19esimo secolo sino ad oggi. Il paesaggio che se ne trae è piuttosto nebuloso. “Il reddito pro capite è cresciuto in modo spropositato, dai mille dollari l’anni siamo arrivati a circa 12 mila dollari l’anno. E’ un miglioramento, tuttavia si riscontra come questo miglioramento abbia coinvolto poche persone, 67 per la precisione, che hanno assemblato nelle loro mani il 50% della ricchezza complessiva globale. Secondo l’Oxfam otto uomini possiedono la stessa ricchezza di 3,6 miliardi di persone nel mondo. Possiamo vedere come questa tendenza a far convergere la ricchezza in poche mani dagli anni 80 del novecento abbia subito un’accelerazione, del 250%. Il denaro di questi ricchi che si trova nella banche offshore, serve per alimentare la loro avidità. Può esserci lotta alla fame se la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi? La promessa della Dichiarazione universale è stata tradita”.

Esempi che sono stati portati riguardano il cambiamento climatico, su cui i grandi della terra poco stanno facendo, i terremoti, che hanno portato a devastazioni immani come quella di Port au Prince, la capitale di Haiti.

@Blue Planet Heart

“Dal 1960 al 2000 i disastri naturali sono aumentati del 1000%, fortunatamente siamo diventati molto bravi a salvare vite umane. Si produce cibo in sovrabbondanza, è cominciata una grande speculazione in scala mondiale sul costo dei prodotti alimentari. Ma la fame aumenta, con 870 milioni di persone malnutrite perchè il cibo costa troppo. Tra il 2007 e il 2008 aumenta il prezzo dei cereali del 100%”. Dove si potrebbero risolvere tutti questi problemi? Nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. “Ha l’autorità per fare quello che vuole, ma deve interrompere ogni conflitto. Così non fa, non si muovono”. 

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Tante persone in Piazza Cavalli con una candela per fare luce sulla Verità per Giulio Regeni

L’ultimo messaggio di Giulio Regeni è stato inviato alle 19:41 del 25 gennaio 2016, poi di lui si sono perse le tracce, fino alla drammatica notizia della morte. A 2 anni dalla prematura dipartita la luce del suo messaggio ancora non si è spenta e tantissime città italiane, compresa Piacenza, hanno deciso di ricordarlo, grazie a un’iniziativa promossa da Amnesty International. In Piazza Cavalli c’erano un centinaio di persone con una candela accesa. 2000 fiaccole invece a Fiumicello, il paese natio di Giulio, per fare luce sulla verità.

“Questa manifestazione – ha sottolineato Luigi Ferrari di Amnesty – che facciamo in 86 città serve alla comunità italiana e soprattutto a quella egiziana, perchè questo omicidio non rimanga impunito ed esca finalmente la verità”.