Le case di riposo sono in grave difficoltà. Aiutatateci ad aiutarle

Stiamo raccogliendo fondi a favore del Vittorio Emanuele, dell’hospice la Casa di Iris. Altre residenze per anziani ci hanno chiesto aiuto come il Pio Ritiro Cerati,. AIUATECI AD AIUTARE. Donate qui

Sono molte le strutture che in questo periodo si trovano in difficoltà nel reperimento di materiale  di prima necessità come ventilatori, mascherine (DPI), guanti e quanto altro sia utile per trattare coi pazienti, evitando ulteriori contagi da Coronavirus.

Fra queste anche il Pio Ritiro Cerati, una delle tante residenze piacentine per anziani o comunque per persone con patologie degenerative. Strutture a cui – nella quotidianità – si fa poco caso nonostante il prezioso contributo che danno alle famiglie. Il Cerati come altri ricoveri è messo in forte crisi dall’emergenza Covid.

La responsabile amministrativa Manuela Gotti fa sapere che in questo momento non ci sono casi di Coronavirus nella struttura, tuttavia il personale è preoccupato. Anche solo un contagio potrebbe creare enormi problemi. “Ci sono stati accorgimenti che hanno comportato costi aggiuntivi non previsti, d’altronde non si può prevedere una pandemia. Se prima usavamo una certa quantità di disinfettante, oggi ne usiamo molto di più. E questo vale per le mascherine. Oggi ci arrangiamo con quelle di stoffa, pur non essendo di qualità eccelsa sono meglio di niente”.

Gotti racconta anche del rapporto con l’Azienda USL , che descrive come costante: “Le cose che sono riusciti a darci sono una confezione di occhiali, nel caso in cui ci sia un caso di Coronavirus. L’aggiornamento ormai è di ora in ora, l’Azienda Usl ci offre quello che può. Non abbiamo per ora casi sospetti di Coronavirus, ma nel caso scoppiasse un’emergenza qui dentro, come tutti gli altri non saremmo del tutto pronti. Dobbiamo avere una dotazione minima. Questo vale anche per la sruttura parallela del San Camillo, gestita da Coopselios e riservata ad ospiti non autosufficienti. Dobbiamo avere stanze libere nel caso ci sia necessità di isolare qualcuno. E dobbiamo tenerle comunque, anche senza casi particolari, fino alla fine dell’emergenza, in casa protetta”.

La riflessione della responsabile amministrativa cade poi sul lavoro e sulla ricaduta che questo ha sugli altri: “Abbiamo delle vite sulla coscienza. Abbiamo avuto un ottimo rapporto con l’azienda Usl. È stata creata una casella di posta elettronica apposita per le case residenza per anziani e case protette per le necessità. Siamo stati contattati dalla dottoressa Vedovelli. Se spendevo 100 euro per mascherine, oggi ne spendo 1500″.

Ovviamente, sottolinea Manela Gotti noni importa quanto costano “la spesa vale sempre la salute dei nostri ospiti, qualunque essa sia”.

E’ chiaro però che ogni aiuto a favore delle case di riposo è fondamentale. Accogliao dunque la richiesta di inserire anche il Pio Ritiro Cerati fra le strutture da sostenere con la nostra raccolta fondi (ed eventuali altre che ne avessero bisogno ci posono scrivere all’indirizzo redazione@piacenzaonline.info Pero avbbiamo bisogno anche di voi. Aiutateci ad aiutare. Contribuite anche con un piccolo versamento alla nostra campagna: qui il  link

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Rinnovato il contratto collettivo nazionale per la cooperazione sociale, a Piacenza circa 3000 gli interessati

Lavoratori e lavoratrici che hanno a che fare con le parti più “estreme” e più fragili della società: bambini e anziani. A Piacenza sono tra i 2.500 e i 2.800 i lavoratori interessati dal rinnovo del contratto collettivo nazionale della Cooperazione sociale, che dopo sette anni di “vacanza” è stato rinnovato alla fine di maggio dai sindacati confederali e dalle principali centrali cooperative. I contenuti dell’intesa sono stati illustrati in una conferenza stampa in sala Guido Rossa in Camera del Lavoro da Giovanni Baiardi (Fp Cgil), Alberto Canepari (Cisl Fp) e Gianmaria Pighi (Uil Fpl).

Sette anni, dicevamo, che il CCNL era scaduto. Dopo lunghe trattative la pre-intesa è stata sottoposta ai lavoratori piacentini nei mesi di marzo e aprile, mentre a maggio è arrivata la sigla finale dopo il via libera della base. Sono oltre 400mila in Italia i lavoratori interessati, poco meno di 3mila a Piacenza. “E’ un contratto atteso da diversi anni, tuttavia la mobilitazione prosegue – hanno spiegato i dirigenti sindacali – perché l’8 giugno è prevista una manifestazione unitaria a Roma: è stato siglato il CCNL 2017-2019, e a dicembre, quindi, sarà di nuovo in scadenza. Invitiamo i lavoratori a partecipare alla mobilitazione, alle assemblee e informarsi presso il proprio sindacato di riferimento. La posta in gioco è alta, e si può fare tanto” hanno spiegato Baiardi, Pighi e Canepari.

PARTE ECONOMICA

Nello specifico, il contratto prevede 300 euro lordi una-tantum di indennità per il periodo di vacanza contrattuale: 200 erogati a giugno e 100 a luglio. L’aumento è nell’ordine di 80 euro a regime per la categoria C-1, a regime da settembre 2020 e i cui primi effetti si vedranno a novembre 2019. “Andremo all’Ispettorato territoriale del lavoro per consegnare le tabelle dei nuovi minimi contrattuali. Al di là dei controlli, che vanno fatti, invitiamo pubblicamente già da oggi committenze pubbliche e private a tener conto del rinnovo contrattuale: occorre prevedere, nelle gare di appalto, i nuovi compensi orari perché in un comparto che opera con bambini, anziani e disabili la qualità dei servizi passa dalla soddisfazione dei lavoratori e puntando sulla qualità ad emergere saranno le cooperative più ‘serie’, ossia quelle che rispettano appieno accordi e contratti e che erogheranno, di conseguenza, i servizi migliori. Per questo richiamiamo tutti al rispetto rigoroso dei contratti nell’elaborazione delle gare d’appalto”.

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Maltrattamenti su anziani in strutture private, CISL: “Bisogna intervenire prima”

Il recente caso di abusi a San Benedetto Val di Sambro in provincia di Bologna ha portato al disonore delle cronache una struttura denominata “Casa Famiglia” dove gli anziani venivano vessati in ogni modo.

Anche nella provincia di Piacenza le “Case Famiglia” private sono una realtà emergente già da alcuni anni e sono infatti già anni che la Cisl chiede che vengano effettuati precisi controlli proprio affinchè siano distinte con chiarezza le strutture di assistenza di qualità da quelle che non lo sono.

A livello regionale risulta che casi di sovraffollamento e di impiego di personale non qualificato siano frequenti. Delle circa 260 case famiglia per anziani controllate nel 2017 in Emilia-Romagna (poco piu’ della meta’ del totale), ben 190 hanno evidenziato “difformità'” di diverso tipo. Talvolta si tratta di questioni da poco come la tenuta della documentazione, ma si sono riscontrati anche casi di indebita presenza di anziani “non autosufficienti di grado medio-alto” che hanno portato ad atti di diffida nei confronti dei gestori. Entro giugno 2019 la Regione Emilia Romagna promette di mettere a disposizione i dati relativi allo scorso anno.

“Il problema, spiega Aldo Baldini, Segretario generale aggiunto Cisl Pensionati Parma Piacenza è che queste strutture sono fuori dai percorsi di accreditamento. Non e’ possibile pensare che per aprire servizi così delicati sia sufficiente una comunicazione di inizio attività, come per un negozio”.

Cosa intende fare il sindacato? “In passato, ricorda Baldini, abbiamo raggiunto un accordo regionale per fare in modo che i controlli ci siano e ora chiediamo che anche i comuni facciano i controlli per evitare che “Case” come quella di San Benedetto Val di Sambro mettano radici nel nostro territorio”.

Il tema chiede di essere affrontato a livello locale. “Certamente, conferma il segretario della Federazione dei pensionati: già è stato sottoscritto un impegno dei sindacati con l’assessore al welfare del comune di Piacenza, nella persona dell’assessore Federica Sgorbati in cui le parti concordano nell’assumere come oggetto di particolare interesse la regolamentazione delle Case Famiglia per persone anziane e disabili, sulla scorta del documento regionale di indirizzi per i regolamenti locali, e nella prospettiva di una condivisione di orientamenti e indicazioni a livello provinciale”.

Si tratta quindi per il sindacato di rafforzare la collaborazione affinchè le buone prassi, sia a livello di amministrazione pubblica che di gestione delle strutture di assistenza, si diffondano in tutta la provincia, mettendo fuori gioco gli operatori che volessero essere poco coscienziosi con gli anziani da loro ospitati. Una questione di civiltà, ormai urgente. 

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Anziani maltrattati a Correggio in una struttura gestita da Coopselios, socia del consorzio Farnesiana

Sta suscitando grande scalpore un po’ in tutta la regione la vicenda del Centro per anziani di via Mandriolo a Correggio. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri di Reggio Emilia (supportate da intercettazioni ambientali audio-visive) nella casa protetta per anziani del paese, convenzionata con il Servizio Sanitario Nazionale e concessa in appalto alla cooperativa Coopselios dal 1997 molti ospiti sarebbero stati maltrattati, con continue vessazioni fisiche e psicologiche da parte di operatrici sociosanitarie.

Tredici di loro, con età comprese fra i 54 ed i 35 anni sono ora indagate per maltrattamenti continuati ed aggravati dal fatto che sono stati commessi su persone incapaci di difendersi.

L’operazione “Pietas”, coordinata dal sostituto procuratore Maria Rita Pantani, ha portato i militari a eseguire misure cautelari nei confronti di 6 di queste 13 donne: per loro è scattata la sospensione della professione per un periodo che varia dai 6 ai 12 mesi per le posizioni più gravi. Indagato anche il coordinatore della struttura accusato di omissione di atti d’ufficio. Secondo l’accusa pur essendo a conoscenza dei fatti, non li avrebbe mai denunciati all’autorità giudiziaria. Tesi che il referente della struttura (di cui non è stato reso noto il nome) ha però smentito in una nota stampa diffusa dalla stessa Coopselios:

 «Quanto appreso è un fatto gravissimo –  ha dichiarato il responsabile – siamo sgomenti per una situazione inedita in oltre 30 anni di attività; tra l’altro nessun fatto, sospetto o segnalazione ci è mai giunta. Siamo sorpresi, arrabbiati e come sempre a disposizione delle forze dell’ordine per fare chiarezza su quanto appreso. Il pensiero è vicino ai nostri ospiti ed ai loro familiari con i quali condividiamo tutta la sofferenza».

Coopselios sospende le lavoratrici coinvolte

Nel tardo pomeriggio di oggi la cooperativa sociale ha deciso di sospendere le lavoratrici coinvolte. Questa la nota seconda nota stampa diffusa da Coopselios:

«Alla luce delle informazioni raccolte in queste ore in merito alla vicenda che ha colpito alcune lavoratrici del Centro Anziani di Correggio, Coopselios ha stamane inviato notifica di sospensione cautelare dal servizio a sei operatrici. Sono le sole su cui l’autorità giudiziaria ha attualmente elementi certi relativi ai maltrattamenti per i quali sono indagate, e le sole sulle quali Coopselios ha la possibilità di intervenire.

La cooperativa sta definendo azioni tese a rigenerare il servizio e riguadagnare la fiducia del territorio, sempre salvaguardando il benessere degli anziani ospiti della struttura e la professionalità dei suoi lavoratori.  Nel frattempo sono state già attivate iniziative concrete, come ad esempio il sostegno psicologico delle famiglie e degli operatori, il rinforzo del presidio da parte di personale infermieristico ed assistenziale nelle ore diurne e  notturne».

La vicenda del nido Farnesiana a Piacenza e l’arresto delle maestre

La Coopselios, lo ricordiamo, faceva parte anche del Consorzio Farnesiana di Piacenza (costituito insieme ad Unicoop ed Orto Botanico), incaricato della gestione dell’asilo nido Farnesiana finito a sua volta al centro di una vicenda di presunti maltrattamenti ai danni di alcuni bambini. A maggio dello scorso anno vennero arrestate due maestre, incastrate dalle telecamere di sorveglianza installate dai carabinieri (vedi articolo).

Nido Farnesiana: inchiesta ancora aperta

Le donne vennero successivamente scarcerate. L’inchiesta, che originariamente avrebbe dovuto chiudersi entro dicembre, risulta essere ancora in corso. Nel frattempo una delle due maestre (la più anziana, 53enne) risulterebbe essersi ritirata definitivamente dal lavoro, mentre la seconda, 31 anni, sarebbe stata ricollocata in una diversa struttura piacentina, non più per l’infanzia ma per la cura degli anziani.

Anche in quel caso all’indomani dei clamorosi arresti delle maestre i vertici del consorzio dichiararono di non essersi accorti di quanto stava accadendo «Non abbiamo raccolto fino ad oggi – dissero – alcun segnale che potesse andare nella direzione di quanto accaduto».

Due vicende (asilo Farnesiana e Centro anziani Correggio) fra loro totalmente diverse ma che certamente pongono non pochi interrogativi sul delicatissimo rapporto fra persone fragili (siano essi bambini od anziani) ed incaricati del servizio. Domande che si fanno anche la consigliera regionale Raffaella Sensoli ed i parlamentari Cinque Stelle Maria Laura Mantovani, Maria Edera Spadoni, Stefania Ascari, Davide Zanichelli che hanno presentato una doppia interrogazione in Regione, a Montecitorio e palazzo Madama.

Interrogazioni dei Cinque Stelle a Camera, Senato e Regione

«Quanto è successo nella casa di riposo di Correggio è inaccettabile. Siamo determinati a portare il caso nei tre livelli istituzionali, sia in Parlamento che in Regione e in Consiglio comunale per capire fino in fondo se, oltre agli evidenti risvolti penali della vicenda, ci possano essere responsabilità amministrative di chi avrebbe dovuto vigilare e non l’ha fatto. Purtroppo i casi di maltrattamenti nelle case di riposo, strutture residenziali o protette, si stanno moltiplicando nella nostra regione ed è compito delle istituzioni capirne i motivi e correre al più presto ai ripari. Evidentemente c’è qualcosa che non funziona soprattutto per quel che riguarda il sistema di accreditamento di queste strutture –  dichiarano i portavoce del M5S – quello che ci sembra sorprendente è che nessuno degli organi predisposti al controllo e al monitoraggio di questo tipo di strutture non si sia mai accorto di nulla – spiegano gli esponenti del MoVimento 5 Stelle – visto che, sia l’AUSL che i responsabili dell’ufficio di Piano e dei Servizi Assistenza Anziani e geriatria non hanno mai sospettato che all’interno delle casa di riposo di Correggio avvenissero quei maltrattamenti che le telecamere dei Carabinieri hanno documentato, crediamo che sia necessario aumentare al più presto i controlli e il monitoraggio di queste attività, soprattutto attraverso i requisiti dell’accreditamento».

Mentre i parlamentari M5S porteranno il caso in Parlamento con un’interrogazione a prima firma della senatrice Mantovani, chiedendo spiegazioni al Ministero della Salute la consigliera Raffaela Sensoli ha già provveduto a depositare un’interrogazione all’assessore Venturi per un’attivazione immediata da parte della Regione. «Crediamo sia necessario avere al più presto delle linee guida per le strutture territoriali che dovrebbero operare questo tipo di controlli in modo da prevenire situazioni di questo genere che purtroppo non sono un caso isolato ma che ciclicamente si ripetono nella nostra regione – aggiunge Raffaella Sensoli – In più chiediamo che la Regione, oltre a fornire la massima collaborazione agli inquirenti per il proseguo delle indagini, prenda in considerazione l’ipotesi di costituirsi parte civile nell’eventuale procedimento giudiziario a carico dei responsabili di questi inaccettabili maltrattamenti. Episodi del genere non possono essere tollerati».

Vi proponiamo di seguito alcuni servizi messi in onda dall’emittente Telereggio:

L’indagine
L’evoluzione
Sospese le operatrici

 

 

 

 

 

 




Iniziative per la terza età: martedì si parla di ipertensione

Riscoprire le leggende e i misteri della Piacenza di una volta, quando la nostra città era solcata da una fitta rete di canali: questo il filo conduttore del video “Pellicole di storia”, realizzato dal Cineclub Cattivelli e proiettato nei giorni scorsi all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, alla presenza di un folto pubblico che ha potuto ascoltare gli approfondimenti del presidente di Archistorica Manrico Bissi.

L’evento rientrava nel calendario di iniziative organizzate per la terza età dall’Ufficio Attività socio-ricreative dell’assessorato comunale ai Servizi Sociali, che il 13 marzo alle 16, in collaborazione con l’Azienda Usl e il Centro per le Famiglie – nella cui sede alla Galleria del Sole si terrà l’incontro – propone un nuovo appuntamento per il ciclo “I martedì della salute”: sarà ospite il dottor Giuseppe Crippa, chiamato ad affrontare il tema dell’ipertensione. L’ingresso è gratuito su prenotazione, telefonando in orario mattutino al numero 0523/492724.




I sindacati dei pensionati chiedono di prorogare i bus gratuiti per gli over 65

La scadenza molto ravvicinata per la consegna della certificazione ISEE, fissata per il 31 gennaio, al fine di poter usufruire gratuitamente del trasporto pubblico attraverso SETA, mette in forte difficoltà proprio quei pensionati più economicamente più deboli (con valore ISEE inferiore a 15mila euro) che sono da agevolare: è a tutti noto, infatti, che le procedure burocratiche per l’ottenimento della certificazione, non sono semplici, e i patronati già sono impegnati in svariate attività di assistenza, quindi impossibilitati ad assistere in tempi molto brevi un’ampia platea di aventi diritto.

All’amministrazione del Comune di Piacenza, e in particolare all’assessore ai servizi sociali Federica Sgorbati, chiediamo quindi di prorogare, per causa di forza maggiore, almeno fino al 28 febbraio la scadenza della presentazione della certificazione per avere l’esonero dal pagamento del servizio di trasporto pubblico a favore dei pensionati ultrasessantacinquenni meno abbienti.

SPI CGIL (Luigino Baldini)
FNP CISL (Aldo Baldini)
UIL PENSIONATI (Luigi Cella)




Il Cinema d’argento, i “Martedì della salute” e le visite guidate dedicate alla terza età in programma nelle prossime settimane

Domani, mercoledì 10 gennaio, alle 15, presso la multisala Politeama si rinnova il consueto appuntamento con il Cinema d’Argento, rassegna dedicata alla terza età che propone i grandi titoli della stagione. La pellicola in cartellone – scelta tra le migliori attualmente in programmazione e che quindi prevede l’ingresso al costo di 3 euro – è “Wonder”, di Stephen Chbosky, con Julia Roberts e Owen Wilson nei panni dei genitori del piccolo Auggie (interpretato da Jacob Tremblay) che, nato con una rara malattia, dovrà affrontare il mondo della scuola per la prima volta. Come sarà accettato da compagni e insegnanti? Una storia per tutte le età, una favola gentile sulla differenza campione di incassi negli Stati Uniti.

Infine, sempre nell’ambito delle iniziative rivolte alla terza età, proseguono le visite guidate per gli anziani (con prenotazione obbligatoria) alla scoperta del patrimonio culturale cittadino. La prossima tappa (al costo di cinque euro), giovedì 25 gennaio alle 10, sarà dedicata alla chiesa rinascimentale di Santa Maria di Campagna, con gli affreschi del Pordenone, le tele di Guido Reni e Camillo Procaccini e tanti altri tesori nascosti.

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’ufficio Attività socio-ricreative, rivolgendosi direttamente alla sede di via Taverna 39 (lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì, dalle 8.45 alle 13), oppure telefonando negli stessi orari ai numeri 0523-492743/2724 o scrivendo all’indirizzo di posta elettronica socioricreative@comune.piacenza.it.




PiaceCare lo sportello per trovare badanti affidabili

Si rafforza l’attività di PiaceCare, il servizio comunale che aiuta le famiglie a trovare assistenti famigliari preparati per accudire i propri cari.

“Dopo i primi mesi – sottolinea l’assessore ai Servizi sociali, Federica Sgorbati – lo Sportello è entrato infatti a pieno titolo tra i servizi a favore delle famiglie offerti gratuitamente dal Comune di Piacenza”.

Lo sportello è attivo presso l’InformaSociale e si rivolge a famiglie che necessitano di assistenza al domicilio per la cura di una persona anziana o con disabilità residente nel comune di Piacenza e che intendono assumere regolarmente (con contratto) un assistente familiare.

“Dopo il colloquio con un’assistente sociale per capire le caratteristiche della figura cercata, entro una decina di giorni verrà fornita una rosa di candidati e relativi curricula, tra cui la famiglia potrà scegliere. A sua volta, la famiglia si impegna a fornire un riscontro relativamente all’esito dei contatti avuti con gli assistenti familiari proposti”.

Sono circa 80 le assistenti famigliari che in questi mesi si sono iscritte al servizio PiaceCare, avendo i requisiti richiesti, ossia: aver compiuto 18 anni di età, avere cittadinanza italiana oppure di un paese dell’Unione Europea (per i cittadini di Stati non UE o apolidi è richiesto il possesso di un regolare titolo di soggiorno valido ai fini dell’attività lavorativa oppure della ricevuta di richiesta di rilascio o rinnovo dello stesso), essere in possesso di un attestato relativo a un corso di formazione nel lavoro di cura o nell’area dei servizi sociosanitari oppure avere svolto almeno 3 anni di lavoro regolare nell’ambito dell’attività di cura (anche non continuativi) documentati attraverso contratti e/o buste paga. E’ inoltre richiesta una lettera di referenze di un datore di lavoro, mentre, sia per i cittadini UE che extra UE, è necessario dimostrare un’adeguata conoscenza della lingua italiana attraverso il superamento di un test.

Conclude Sgorbati: “È sempre possibile iscriversi come assistente famigliare, e per chi non fosse in possesso dei requisiti linguistici o di esperienza/competenza nell’attività di assistenza e cura della persona, sono aperte le iscrizioni per il nuovo percorso formativo gratuito organizzato ad hoc che partirà verso gennaio”.

L’InformaSociale si trova in via Taverna 39 (tel. 0523 492731, con orario dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12.30 e lunedì e giovedì dalle 15.30 alle 17.30) e in via XXIV Maggio 28 (tel. 0523 492022, con orario lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 8.45 alle 13 e lunedì e giovedì dalle 15.30 alle 17.30, martedì chiuso), email: informasociale@comune.piacenza.it.