Annibale, Arti e Pensieri si occuperà della didattica museale per bambini (e non solo)

Si è inaugurata oggi la mostra “Annibale, un mito mediterraneo”, che grazie ad innovative tecniche visive, permetterà al pubblico di emozionarsi e approfondire al medesimo tempo la vita avventurosa di uno dei più grandi condottieri del suo tempo lasciando la sua impronta anche su Piacenza. Ma tutto questo è stato reso possibile grazie a un valido lavoro di squadra, che ha visto protagonista tra gli altri Arti e Pensieri, associazione piacentina che dal 2004 si occupa di archeologia, didattica museale ed eventi culturali.

“Ci siamo occupati della sala piacentina  – racconta Mariarosa Lommi, che con Micaela Bertuzzi e Caterina Foppiani sono l’anima dell’associazione -, quella che approfondisce il contesto di Piacenza quando Annibale arriva nel nostro territorio e prepara la battaglia della Trebbia. Abbiamo diviso la sala in 4 argomenti, genti commerci, culti e la guerra. Possiamo rendere conto degli eserciti che Annibale incontra e che vengono assorbiti, come i Celti, che con Liguri ed Etruschi continuano a tornare nella narrazione e nei ritrovamenti, nella vita materiale di tutti i giorni, ma anche le monete, le dracme padane con cui venivano pagati gli eserciti, e le ghiande missili che sono i proiettili usati dall’esercito romano. I nostri sono leggermente più tardi rispetto all’epoca di Annibale, però sappiamo che lui aveva i frombolieri delle Baleari, utilizzati nella battaglia della Trebbia sia dall’uno che dall’altro schieramento”.

Altro pezzo da novanta della collezione è il fegato etrusco. “Gli etruschi erano presenti dal sesto/quinto secolo a.C. Su queste popolazioni si impiantano poi i romani, e la città di Piacenza nasce da questo melting pot di culture differenti. C’è un Ara di età romana che nomina però le matrone che sono celtiche, a testimonianza che i Celti sono rimasti nel tessuto sociale. E infine delle antefisse di via Benedettine che facevano parte di un tempio etrusco italico, un tipo di culto che proviene dall’oriente ma che viene portato dai romani”.

In particolare Arti e Pensieri si occuperà di far divertire giovani e meno giovani nelle attività per famiglie predisposte nei weekend. Si potrà modellare un a personalizzata ghianda missile in argilla e incidere sulla superficie le proprie iniziali, scoprire i segreti delle armi di allora e quale evoluzione abbiano subito nel corso dei secoli. Oppure si potrà esaminare le tecniche militari degli eserciti dall’età repubblicana al tardo impero, anche grazie alla ricostruzione a grandezza naturale di un soldato romano. 

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In riva al Grande Fiume compare una recinzione e salta l’aperitivo de “Il Po Ricorda”

Fa sorridere vedere citate le parole “animazione e fruizione pubblica” sul cartello che campeggia, da qualche giorno, in riva al Po piazzato sopra robuste reti metalliche.

Si perché la chiusura totale dell’area compresa fra il ponte ferroviario ed il pontile della Vittorino non dà tanto l’idea di vivacità, non lascia immaginare nutriti gruppi di persone intente ad ammirare tramonti in riva al fiume; piuttosto suggerisce atmosfere da deserto.

L’area di 12 mila metri quadri (che la Map, società motonautica piacentina ha in concessione dal Comune) dovrebbe essere chiusa da domani fino al 30 settembre ma già oggi risulta inaccessibile a chiunque, salvo che si scavalchino i guardrail.

Peccato ciò avvenga proprio nel periodo in cui meglio si potrebbe godere questo spicchio di Po.

Non potranno entrarci nemmeno organizzatori e gli ospiti del festival fluviale “Il Po Ricorda”. Come successo nelle precedenti cinque edizioni avrebbero dovuto tenere qui il loro consueto “aperitivo” di apertura.

Il programma prevedeva un incontro presso il Centro visite del Parco fluviale del Trebbia (Strada dell’Aguzzafame 67, Borgotrebbia) e, a seguire, un brindisi sul Lungo Po. L’associazione che organizza il festival, “Arti e Pensieri” a quanto ci risulta (come ogni anno) ha chiesto ed ottenuto dal Comune di Piacenza le relative autorizzazioni e versato anche una sostanziosa cauzione.

Carta che però risulta più che mai … straccia.

 

Durante il sopralluogo gli organizzatori hanno purtroppo avuto la sgradita sorpresa della recinzione. Per questo l’associazione – da noi contattata –  conferma che “causa imprevista indisponibilità dell’area” il brindisi (salvo colpi di scena) verrà spostato a Borgotrebbia e pur preferendo evitare polemiche e commenti sull’accaduto, si percepisce il dispiacere per una tradizione che viene meno.

C’è da sperare che la chiusura della zona, per qualche mese, serva a restituire smalto ad un’area tormentata, divenuta terreno di progressivo degrado con buona pace dei soldi pubblici (malamente spesi in passato) per rifare, ad esempio, recinzioni in legno che non hanno retto alla prima piena invernale.

Un pezzo di città in riva al fiume che in un convegno, a fine luglio del 2015, veniva pomposamente battezzato Riverfront e che già all’epoca avrebbe dovuto essere valorizzata e diventare il salotto piacentino con affaccio sull’acqua.

Proprio qui, a pochi giorni dall’elezione della nuova giunta, venne in visita l’allora neo assessore alla valorizzazione del Grande Fiume Filiberto Putzu (accompagnato dal collega con delega al Commercio Paolo Mancioppi). L’assessore promise che pur non avendo la bacchetta magica avrebbero comunque preso spunto da città vicine come Cremona per potenziare e meglio sfruttare il potenziale del Grande Fiume, partendo dal risanamento e dalla messa in sicurezza.

Per ora si vedono solo i cancelli e questi cartelli talmente criptici che per capirne l’esatto significato … saremmo tentati di chiedere un vaticino al Fegato Etrusco!




Festa e musica per due giorni in riva al Po con Tendenze e Orzorock

Quello di venerdì 25 e sabato 26 agosto si preannuncia come un weekend ricco di iniziative (vedi programma) a Piacenza che si può riassumere con il titolo “awakening”, cioè risveglio come il risveglio della città, con settembre che bussa alle porte. A dare la sveglia sono due serate di anteprima dei festival settembrini TENDENZE ed XNL realizzate in sinergia con le associazioni Arti e Pensieri e Orzorock nel nome della musica, della creatività e del Grande Fiume, il nostro Po, con il suo rigoglioso argine ad un passo dal centro storico che aspetta di farsi abitare dalla sua gente e di restituirci le storie che porta.
Tendenze Festival XXIII edizione ed XNL Festival II edizione (in programma dal 14 al 17 settembre allo Spazio4 di via Manzoni), organizzati da associazione CrowsE20 e Leto.agency, si presentano alla città attraverso concerti, dj-set e un intervento di video mapping site specific che contribuiranno a donare nuova vita all’evento “Monster of Orzorock” 2° edizione, collocato a sua volta nella più ampia cornice dell’ormai storico festival “Il Po Ricorda” 5° edizione di Arti e Pensieri.
“Offriamo un piccolo contributo per rivitalizzare un’area, quella del lungo fiume, alla quale il popolo di Tendenze è legato da tanti bei ricordi (diverse edizioni nei 2000 dove sorgeva la Taverna delle fate) e da un pizzico di nostalgia – ha commentato Pietro Corvi, direttore artistico dei festival e presidente di ass. CrowsE20 – enorme è il potenziale dell’area, enorme la voglia di tornare a viverla. Condividiamo lo slancio della nuova amministrazione per la rigenerazione del luogo e siamo orgogliosi e onorati di unirci ad associazioni amiche che sul tema lavorano da tempo (Arti e Pensieri in particolare) con le quali si è instaurato un proficuo rapporto di sinergia e complementarietà, basato sulla valorizzazione delle differenze. Un fatto non scontato, ci siamo avventurati col sorriso in un tessuto cittadino dove ancora dominano spesso dinamiche invidualistiche. Una collaborazione basata sul comune concetto di universalità, unito al bisogno di incontrarsi e abbordare nuove esperienze”.
Il programma della due giorni sarà piuttosto articolato e la zona festival sarà accessibile già dal pomeriggio con attività artistiche e ricreative, area bar e street food. Il comparto musicale prenderà vita alle ore 21 in punto di ogni sera con quattro concerti e dj-set a seguire.
“Il nostro impegno per la valorizzazione del Po cresce, se possibile, di giorno in giorno” ha dichiarato Micaela Bertuzzi di Arti e Pensieri.
Anche se a volte ci siamo sentiti un po’ soli – ha dichiarato la rappresentante dell’associazione – non abbiamo mai smesso di credere nell’importanza del recupero dell’identità fluviale della nostra città da quando, sei anni fa, abbiamo iniziato a lavorare, scartabellare, scavare nei documenti e nella memoria di Piacenza per poi raccontare storie e offrire esperienze che emozionassero le persone e le riportassero in questo luogo meraviglioso e ancora per molti versi selvaggio”.

“Quello che ci preme fare, come associazione culturale – ha concluso Micaela Bertuzzi – è coinvolgere il maggior numero di persone possibile, di qualsiasi età, formazione e orientamento culturale, per questo ricorriamo ai mezzi espressivi più vari, dalle conferenze ai workshop con esperti, ai laboratori creativi, alle degustazioni tematiche, alle proiezioni cinematografiche, agli spettacoli teatrali, alle rievocazioni storiche, alle mostre come quella sulle vie d’acqua allestita lo scorso inverno al Museo di Storia Naturale”.