Eccezionale asta, da Sotheby’s, dei gioielli della famiglia Borbone-Parma

Sarà una delle aste di gioielli nobiliari fra le più interessanti mai viste, quella che si terrà il 12 novembre prossimo a Ginevra, presso la filiale svizzera della casa Sotheby’s in Rue François-Diday. All’incanto ci sarà una collezione di gioielli reali quelli della casata Borbone-Parma. La vendita attraverserà secoli di storia europea, dal regno di Luigi XVI fino alla caduta dell’Impero Austro Ungarico ed offrirà suggestivi spunti sulla magnificenza di una tra le più importanti dinastie reali d’Europa.

Discendente da Luigi XVI di Francia, Sacro Romano Impero e Papa Paolo III, la famiglia Borbone Parma ha legami di sangue con le più importanti famiglie regnati d’Europa, dai Borboni agli Asburgo. Regnò  sul Ducato di Parma e Piacenza con alcune interruzioni dal 1748 al 1860.

L’importanza della famiglia è testimoniata dalla straordinaria ricchezza e sfarzo dei gioielli della collezione tra cui spiccano alcuni dei preziosi appartenuti alla Regina  Maria Antonietta, la più famosa Regina di Francia, figlia di Maria Teresa Imperatrice del Sacro Romano Impero  e moglie di Luigi XVI, che non sono mai stati mostrati in pubblico negli ultimi 200 anni.

Fra i pezzi forte una parure di diamanti valutata fra i 300 e i 500 mila dollari, una spilla con rubino e diamanti di 6,899 carati che venne donata dall’arciduca Federico d’Austria a sua figlia Maria d’Austria, principessa di Borbone Parma per la nascita del figlio Carlo nel 1905. La stima di questo gioiello oscilla fra i 200 mila e i 300 mila dollari.

«Questa è forse la più importante collezione reale mai apparsa sul mercato – afferma Daniela Mascetti, Vice Presidente di Sotheby’s Jewellery Europe – Mai presentato in pubblico, questo straordinario gruppo di gioielli offre un avvincente spaccato della vita dei suoi proprietari e della loro storia negli ultimi duecento anni. Ciò che colpisce maggiormente è la bellezza intrinseca dei pezzi stessi: la preziosità delle gemLa sede di Ginevra della casa d'aste Sotheby’sme e l’eccezionale maestria di manifattura, li rendono straordinari a tutti gli effetti».

Prima di venduti i gioielli stanno compiendo un tour mondiale; sono stati esposti a Milano lo scorso giugno, sono ora a Monaco e ora faranno tappa a Londra, New York, Hong Kong per tornare poi a Ginevra.




Vendute due case cantoniere. Per altre quattro nuova asta

Due case cantoniere aggiudicate (quella di San Nicolò, in via Agazzana e quella in Val D’Aveto in  località Ortigà. Si è concluso ieri il percorso della procedura di alienazione di alcune case cantoniere rimaste di proprietà della Provincia.  Il bando espletato riguardava in totale sei case cantoniere. Ad aggiudicarsi i due immobili sono state rispettivamente Abitare Costruzioni S.r.l e Nettuno s.r.l. Da questa operazione la Provincia di Piacenza ha potuto così incassare un importo complessivo di euro 239.350,00, entrate in conto capitale che andranno ad integrare parte degli investimenti 2018 dell’Ente.

Gli immobili, che rientravano nel piano triennale delle alienazioni dell’amministrazione provinciale, non erano più utilizzati e richiedevano forti interventi di manutenzione.

Sono rimaste invendute e verranno nuovamente messe all’asta le restanti quattro case cantoniere (Ferriere, Boli di Farini, Castel San Giovanni e Castelvetro) per cui sarà possibile per chi fosse interessato valutare la possibilità di effettuare un’offerta.

“Prosegue l’attuazione del piano di alienazione degli immobili provinciali inutilizzati – ha sottolineato Rolleri – e auspico che possa portarci ulteriori risorse – già nel 2018 –  da investire sul nostro territorio”.




Le carte di Verdi andranno a Parma. Rancan(Lega): “Piacenza ancora una volta subalterna”

Tutto come da previsione. Lo avevamo scritto e lo avevamo riscritto all’indomani dell’acquisto del carteggio fra il maestro ed il suo librettista e così è stato. Le lettere di Verdi andranno a Parma.

Stiamo parlando del lotto costituito da 26 lettere scritte da Giuseppe Verdi al suo librettista Salvatore Cammarano, acquistato (per poco meno di 400 mila euro) dal Ministero per i Beni Culturali, con trattativa privata, evitando l’asta di Sotheby’s a Londra.

Il ministro Franceschini ha confermato oggi che le lettere andranno alla Biblioteca Palatina della Pilotta. Svaniscono così le speranze di Piacenza e …purtroppo c’è chi legge questo segnale come un antipasto di quanto succederà per l’assegnazione del titolo di Capitale Italiana della Cultura 2020. Anche perchè il feeling fra Franceschini (ed il PD in generale) ed il sindaco Pizzarotti … sembra crescere di giorno in giorno.

Intanto proprio contro il PD si scaglia il consigliere regionale piacentino Matteo Rancan che sembra proprio non aver gradito una scelta che vede Piacenza di nuovo perdente.

«Un’altra volta Piacenza subalterna a Parma e un’altra volta la responsabilità è del centrosinstra. I piacentini sappiano chi ringraziare per la decisione di consegnare il carteggio del maestro Giuseppe Verdi alla biblioteca del palazzo della Pilotta».

È l’accusa del consigliere regionale della Lega Matteo Rancan alla luce delle dichiarazioni rilasciate dal ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, che alla stampa ha confermato l’assegnazione delle lettere del compositore piacentino a Parma.

«Il Partito Democratico – attacca – non può svendere a Parma anche la cultura, dimostrandosi sempre lontano dalle politiche, culturali e non, del nostro territorio. Un altro fatto sconcertante riguarda il baule di manoscritti appartenenti a Verdi, assegnato per la digitalizzazione all’Archivio di Stato di Parma invece che a quello di Piacenza, della cui restituzione ai legittimi eredi non si ha notizia».




Perché i carteggi di Giuseppe Verdi, all’asta da Sotheby’s, non arriveranno mai a Piacenza

Sono almeno un paio di settimane che a Parma le istituzioni, il sindaco, gli assessori, i parlamentari si sono mossi per far sì che il ministero dei Beni Culturali partecipi all’asta sui carteggi di Giuseppe Verdi, indetta da Sotheby’s, a Londra, giovedì 26 ottobre. In prima fila il senatore Giorgio Pagliari che aveva incontrato il ministro Dario Franceschini per sollecitare  la partecipazione del dicastero all’asta.

All’incanto andranno sedici lotti fra lettere, spartiti e fotografie firmate. Il valore stimato complessivo si aggira fra i 350 mila euro ed i 550 mila euro, anche se l’aggiudicazione avverrà in sterline.

La settimana scorsa il sindaco Federico Pizzarotti, il pro rettore vicario dell’Università di Parma Giovanni Franceschini, il direttore generale del Teatro Regio Anna Maria Meo ed il presidente dell’Istituto Nazionale di Studi Verdiani, Nicola Sani avevano scritto al ministro Franceschini.

Come ha reso noto il senatore Pagliari «nella giornata di giovedì, il Comitato Tecnico Scientifico Biblioteche e Istituti Culturali del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo ha valutato la documentazione del maestro Giuseppe Verdi e ha giudicato di grande interesse:

  1. a) il lotto 138, costituito da 36 lettere inviate, tra il 1844 e il 1851, da Giuseppe Verdi al librettista Salvatore Cammarano, che collaborò alla stesura dei libretti di Alzira, La battaglia di Legnano, Luisa Miller e Il trovatore;
  2. b) il lotto 137, relativo all’autografo verdiano riguardante una scena dell’Ernani;
  3. c) il loto 140, costituito da un autografo verdiano concernente un estratto musicale della Luisa Miller;
  4. d) il lotto 144, rappresentato da una lettera del Maestro al suo carissimo amico, dr. Cesare Vigna, incentrata sull’allestimento dell’Aida a Venezia nel luglio 1876.

Il Comitato ha, quindi, espresso parere positivo in ordine all’acquisizione dei suddetti lotti o tramite trattativa diretta o tramite partecipazione all’asta. Il parere è stato subito trasmesso alla Segreteria Generale per le determinazioni finali».

Nel frattempo, improvvisamente (venerdì 20 ottobre 2017) anche Piacenza si è mossa sull’argomento (vedi comunicato stampa qui sotto e successiva integrazione).  L’assessore Polledri ha sollecitato un intervento del ministero (in realtà già avvenuto) ed ha candidato la nostra città come possibile luogo dove conservare le carte verdiane qualora il ministero vincesse l’asta.

Un tentativo insomma per “scippare” a Parma le carte di Verdi che appare tardivo e che difficilmente avrà successo (sempre ammesso che il ministero vinca l’asta).

E’ indubbio che Verdì fu molto legato alla nostra provincia. La sua famiglia era piacentina da parte di madre e di padre. Fu consigliere provinciale di Piacenza e visse molti più anni nella sua villa di Sant’Agata di quanti non ne trascorse in territorio parmense.

Alla fine però quel che conta è saper valorizzare ciò che si ha (a volte anche quello che non si ha) e bisogna ammettere, a malincuore, che Parma ci riesce sempre molto meglio di Piacenza: sono persino stati capaci di far passare coppa e pisarei e fasò per parmigiani! Figuriamoci se si faranno sfuggire anche “un capello” di Giuseppe Verdi che, alla fine è nato a Roncole, frazione di Busseto e non oltre il torrente Ongina, nel piacentino. Sono solo tre chilometri, ma tre chilometri che contano.

Che poi, anche qui, …. i parmigiani l’hanno capita prima e meglio di noi, chiamando il paese Roncole Verdi … cosa che poteva fare (e può ancora fare) anche Sant’Agata (dove vivono peraltro i discendenti del compositore).

Realisticamente sarebbe già una vittoria se nel piacentino tornassero i documenti del baule di Verdi (di proprietà degli eredi) attualmente trattenuti all’ Archivio di Stato di Parma. Illudersi che i carteggi di Sotheby’s possano mai approdare all’ombra del Gotico è un po’ come sperare che Piacenza abbia una qualche speranza di battere la consorella città ducale nella candidatura a Capitale della Cultura 2020.

 

Di seguito il comunicato del Comune

E’ una linea portata avanti dall’Amministrazione comunale e dal Sindaco quella di non disperdere il tesoro di Giuseppe Verdi. E per questo motivo, l’assessore alla Cultura Massimo Polledri, attraverso una nota inviata al ministro per i Beni culturali Dario Franceschini, al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paola De Micheli e al presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini, ha avanzato una richiesta “di immediato intervento, affinché un patrimonio culturale italiano di rilevanza storica inestimabile non vada disperso, ma possa rimanere a disposizione della collettività”. Il tutto è riferito alle lettere, alle carte autografe e agli spartiti di Giuseppe Verdi prossimamente all’asta a Londra.

Nell’appello rivolto alle massime istituzioni dello Stato e delle terre d’origine di Verdi, si sottolinea la disponibilità dell’Amministrazione comunale a “ospitare e valorizzare, mediante il proprio sistema museale, il capitale culturale verdiano quale patrimonio italiano e di Piacenza, in virtù dello stretto rapporto che lega il Maestro al territorio piacentino”. Nella nota, si fa riferimento anche alla sezione della Biblioteca Passerini Landi interamente dedicata al grande compositore, come “prima tappa” del percorso intitolato “Piacenza terra di Verdi”, che espone in via permanente manoscritti, lettere e fotografie “che raccontano le relazioni quotidiane del Maestro con i familiari, gli amici e i collaboratori”.

“Certo – conclude l’assessore Polledri – che si riconosca il valore culturale dei documenti che saranno messi all’asta a Londra, si auspica un interessamento immediato sulla questione”.

Della vicenda si sta peraltro occupando fattivamente pure il consigliere regionale Tommaso Foti che, anche nella sua veste di consigliere comunale, sta profondendo ogni sforzo al fine di ottenere il risultato auspicato dall’assessore Polledri.

Nella mattinata odierna (21 ottobre 2017) l’ufficio stampa ha diffuso una nota integrativa che riportiamo:

Documenti di Verdi: l’Amministrazione comunale ottiene dal Ministero l’assicurazione che il patrimonio non andrà disperso