Bando Periferie: quanto perdono le regioni

Sono circa 100 i progetti già finanziati e pronti a partire su cui si è abbattuto il taglio da 1,6 miliardi di euro che rischia di comprometterli tutti. Lo sostiene una nota del PD secondo cui la nostra regione, l’Emilia Romagna perderà 138milioni. Ad essere colpite in pratica tutte le città: Bologna, Forli’, Reggio Emilia, Ravenna, Piacenza, Cesena, Rimini, Ferrara, Parma

Fra le regioni la più penalizzata risulta la Sicilia con una perdita di oltre 200 milioni di euro, seguono la Toscana, che perde oltre 147 milioni, il Veneto (114 milioni), il Piemonte (109 milioni), la Calabria (103 milioni), la Liguria (92 milioni), il Lazio (90 milioni), la Campania (75 milioni), il Friuli Venezia Giulia (71 milioni), la Lombardia (63 milioni), l’Abruzzo (59 milioni), le Marche (50 milioni), la Puglia (44 milioni), la Sardegna (42 milioni), il Trentino Alto Adige (36 milioni), la Basilicata (31 milioni), il Molise (28 milioni), l’Umbria (26 milioni) e la Valle d’Aosta (12 milioni).




De Pascale (Anci): su Bando Periferie voltafaccia del Governo provoca grave rottura

Michele de Pascale, Presidente ANCI Emilia-Romagna (l’associazione che riunisce i vari comuni) e Sindaco di Ravenna (eletto alla guida di una coalizione di centrosinistra) interviene sulla “scottante” vicenda del Bando Periferie che vede tanti sindaci italiani in grave difficoltà di fronte alla mancata erogazione di fondi che si aspettavano dal Governo per risistemare le proprie città.  Questa la sua presa di posizione:

«Il Governo nell’incontro di una settimana fa si era impegnato a revocare il blocco dei fondi del bando periferie inserito nel decreto Milleproroghe. Il Presidente del Consiglio si era impegnato, di fronte a 15 Sindaci appartenenti a tutti gli schieramenti politici, a predisporre un decreto che revocasse il blocco dei fondi entro una settimana.

L’ANCI, che aveva chiesto di non inserire il blocco dei fondi nel decreto Milleproroghe, aveva preso atto dell’impegno del Governo. Oggi il secondo voltafaccia: non c’è traccia della volontà del Governo di sbloccare i fondi. Adesso diventa inevitabile, per totale responsabilità del Governo, la rottura istituzionale e il contenzioso giurisdizionale.

Il bando periferie, che nella nostra regione prevedeva 18 milioni di euro di investimenti per Bologna, 8 milioni per Piacenza, 17 milioni per Parma, 17 milioni per Reggio-Emilia, 18 milioni per Ferrara, 12 milioni per Ravenna, 8 milioni per Forlì, 1,8 milioni per Cesena e 18 milioni per Rimini, è un insieme di contratti sottoscritti a cui non rinunceremo».




Bando Periferie. Foti: “Salvaguardare chi è pronto a dare il via ai cantieri”

«Fratelli d’Italia è in prima fila per scongiurare il differimento dei fondi del “bando periferie” a tutti quei comuni, come quello di Piacenza, che hanno dimostrato serietà e che sono pronti a partire con i lavori in tempi celeri». E’ cautamente ottimista il deputato piacentino Tommaso Foti, in seguito all’accoglimento come raccomandazione, da parte del Governo, di un ordine del giorno da lui presentato.

«Dopo la battuta d’arresto imposta dal Senato, con il differimento al 2020 dei finanziamenti per le opere già entrate in graduatoria – spiega il deputato di Fratelli d’Italia – ci siamo mobilitati per affermare un principio tanto pratico quanto sacrosanto. E’ del tutto privo di senso bloccare i fondi a quei comuni che, entro il 31 dicembre 2018, saranno in grado di presentare i progetti definitivi relativi alle opere da realizzarsi, così come sarebbe illogico tenere ferme le risorse che non possono essere spese a causa delle inadempienze di taluni enti locali».

Per Foti occorre passare dalle parole ai fatti: «Le generiche rassicurazioni fornite dal premier Conte all’Anci non bastano. Occorre – evidenzia il deputato di Fratelli d’Italia – dare un seguito pratico alle promesse, dando a quest ultime una veste normativa».

Le richieste di Fratelli d’Italia, contenute nell’ordine del giorno, sono chiare: «Chiediamo – spiega Foti – l’introduzione di norme di salvaguardia per le convenzioni stipulate dai comuni che presenteranno i progetti esecutivi entro l’anno. Sarebbe infatti un danno incalcolabile privare i comuni dei finanziamenti già previsti, con conseguenze gravi rispetto agli impegni economici già assunti. Basti pensare – rimarca il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni – che per la sola città di Piacenza sono a rischio oltre 11 milioni di euro tra fondi statali e privati».

Per il deputato piacentino non vi sono dubbi: «Si è aperto un significativo spiraglio, e forse di più, che potrebbe consentire di pervenire ad una soluzione ragionevole ma – conclude Foti – occorre come detto, passare dalle parole ai fatti».




Bando Periferie. Murelli e Pisani: “soldi solo a chi risanerà davvero le città»

Continua a far discutere, in tutta Italia, il cosiddetto Bando Periferie: moltissime amminiistrazioni locali contavano su quei soldi per portare avanti progetti di riqualificazione urbana che rischiano ora di saltare per la scelta del governo giallo-verde di fermare il piano dopo che la Corte Costituzionale (con la sentenza n. 74 del 2018) lo ha ritenuto anticostituzionale., chiedendo che per l’assegnazione dei fondi ci fosse un’intesa tra Stato e Regioni.

Su questo tema intervengono oggi i parlamentari piacentini della Lega, on. Elena Murelli e sen. Pietro Pisani.

«Gli italiani ci hanno votato per cambiare il modo di governare il Paese. Le promesse pre elettorali finalizzate all’ottenimento del consenso non sono nel nostro Dna. Pur rispettando le promesse di chi, con forza disperazione, ha detto di tutto e di più, il governo si farà carico dell’impegno, preso dall’esecutivo Renzi, ma controlleremo il modo in cui le risorse saranno investite».

Murelli e Pisani, spiegano che per il Bando periferie «l’accordo con il governo prevede che i fondi saranno emanati in base allo stato di avanzamento dei lavori. I fondi saranno distribuiti in due anni, ma solo a chi farà lavori tesi a risanare periferie, e non a chi acquista motonavi, e saranno consegnati a lavori eseguiti. Chi critica, evidentemente non conosce bene le diverse funzioni di Governo e Parlamento».

Pisani ricorda che «il Parlamento bloccò il decreto perché la Consulta, con la sentenza 74/2018, ha detto che è incostituzionale l’articolo 1, comma 140, della legge 11/12/2016 n. 232, la Finanziaria 2017. Il Parlamento, così, ha dovuto bloccare il decreto, che verrà però riformulato. Tra l’altro, l’emendamento che prendeva la proroga è stato votato all’unanimità al Senato, compresi Fd’I e Pd. Era l’unica mossa sensata da attuare».

Murelli ricorda che «ci stiamo coordinando con il sindaco Barbieri e stiamo valutando la strategia migliore, e la bontà dei progetti, per far arrivare i soldi sul territorio. L’opposizione stia serena». Sul Bando periferie, la deputata prosegue: «Repetita iuvant. C’è chi non ha ancora capito che, come più volte chiarito, i fondi sono stati spostati al 2020 e i Comuni virtuosi possono usare gli avanzi di bilancio per anticipare i progetti, in fase esecutiva o cantierabile. I soldi non c’erano e Renzi aveva aggiunto decine di progetti, non finanziati, prima delle elezioni, come esca per prendere voti».

Infine, i parlamentari leghisti intervengono sull’attacco al Comune da parte del Pd: «A chi dice che 11 milioni rappresentano il bilancio di una città, ricordiamo che il bilancio è di gran lunga superiore. L’opposizione si sta comportando come una belva affamata a cui viene tolto il boccone. Il Governo, invece, si sta occupando di infrastrutture, sicurezza e di ripristinare la cassa integrazione per la cessata attività, stupidamente tolta dal precedente esecutivo».

 




Murelli e Pisani: “Struzzola stia sereno, i parlamentari sono al lavoro”

«Struzzola stia sereno. Se si è perso qualche puntata del bando periferie, gli consigliamo di rileggersi ciò che abbiamo dichiarato il 9 agosto e l’intervista pubblicata il 15 agosto. I parlamentari si sono attivati e stanno lavorando, anche per Piacenza».

La deputata Elena Murelli e il senatore Pietro Pisani commentano l’intervento del presidente dell’Ats “Baia San Sisto”, Giovanni Struzzola, che teme per gli 11 milioni destinati a Piacenza.

«I soldi – affermano i parlamentari della Lega – non ci sono, né ci sono mai stati. Avremmo dovuto toglierli da altri capitoli di spesa, danneggiando moltissimi cittadini. Finanzieremo i bandi in altro modo, facendo sì che i comuni virtuosi possano investire gli avanzi di bilancio».




Struzzola: “occorre sbloccare il bando periferie”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Giovanni Struzzola, Presidente dell’ATS “Baia S. Sisto e reativo al blocco del Bando Periferie.

«In queste settimane, con il cosiddetto Bando Periferie e i propositi governativi di un suo congelamento fino al 2020, per Piacenza si sta giocando una partita vitale. Proprio perciò non intendiamo essere tra i responsabili del “silenzio assordante” da parte del mondo economico e imprenditoriale di cui parla Silvio Bisotti nella sua intervista a Libertà del 13 agosto scorso.

Del resto, all’indomani stesso del voto in Senato sulla sospensione dei finanziamenti, ATS Baia S. Sisto si è attivata con una lettera a tutti i parlamentari piacentini perché si adoperino nelle opportune sedi – a cominciare dall’aula della Camera, dove il decreto di blocco sarà portato in settembre – affinché i fondi tornino ad essere disponibili.

A tal fine riteniamo opportuno evidenziare che in data 9 agosto u.s. in merito a questo argomento sono stati sensibilizzati i parlamentari piacentini affinché, come dichiarato nei giorni scorsi dall’On. Paola De Micheli, si giochi di squadra per riportare in vita i finanziamenti previsti dal Bando delle Periferie.

 Ciò premesso, ci sentiamo legittimati a prendere posizione sull’argomento per un duplice motivo:

  • perché l’ATS comprende al proprio interno ben otto associazioni di categoria (del commercio, dell’industria, dell’artigianato, dell’agricoltura, della cooperazione);
  • perché dal 2010 è concretamente impegnata per il recupero di tutto il quadrante settentrionale di Piacenza, il cosiddetto Comparto Nord: la parte stessa del Bando relativa a piazza Casali discende in buona misura da iniziative promosse negli scorsi anni dall’ATS, in coordinamento con le Amministrazioni

Piacenza non si è servita pienamente delle opportunità che il Bando metteva a disposizione per i capoluoghi di provincia: 18 milioni, come hanno ottenuto anche centri a noi vicini quali Alessandria e Parma. Tuttavia, la cifra a noi destinata (quasi 11 milioni di euro: più o meno l’equivalente di quanto concretamente dispongano i lavori pubblici cittadini in cinque esercizi di bilancio) è d’ingente portata in termini d’indotto per l’economia locale. Tanto più – come ha autorevolmente messo in evidenza l’on. Foti in un suo recente intervento, a seguito della decisione governativa sulla sospensione dei fondi – se si considera che i progetti relativi a Piacenza possono ritenersi ormai definiti e indirizzati all’appalto dei lavori.

Il problema però non ha solo una dimensione economica, legata al lavoro d’imprese, aziende, operatori dei vari settori e all’occupazione che ne può derivare (che già non è poco): ha un significato preciso e politicamente strategico proprio perché legato, per la prima volta, alla rigenerazione delle periferie urbane. Non è insomma solo una questione contabile, di bilancio governativo o dell’ente locale interessato: la rinascita della città attraverso la rigenerazione delle sue aree periferiche è un obbiettivo fondamentale sul quale si gioca il futuro della città stessa e la qualità di vita della comunità cittadina. Come ha affermato Renzo Piano, invocando la revisione del congelamento dei fondi, questi finanziamenti non si riferiscono a grandi opere, bensì a sapienti azioni di “rammendo” del tessuto urbanistico e sociale: “cantieri leggeri, interventi d’amore” nei confronti dell’intera città; perché “le periferie sono terra di frontiera … sono le città che faremo, quelle che lasceremo, che parleranno di noi”.

Nel caso di Piacenza, inoltre, ci troviamo di fronte ad una condizione particolare: gli ambiti individuati nei progetti per il Bando Periferie sono interne al perimetro delle mura. Vengono riconosciute come periferiche – e quindi da riqualificare e rendere sicure – ma appartengono a tutti gli effetti alla città antica. Ciò significa che nel momento in cui si risanano queste aree marginali, si recupera e si valorizza anche parte del maggior patrimonio che possediamo: il nostro magnifico centro storico.

Piacenza ha davanti a sé grandi sfide. E anche grandi opportunità. Quella che deve emergere, con il concorso di tutte le forze economiche sociali, culturali e in coordinamento con l’Amministrazione Comunale è una forte idea di come immaginiamo possa essere la nostra città nel futuro prossimo e che promuova e giustifichi ogni scelta volta a far progredire la qualità urbana in tutte le sue manifestazioni. E’ forse, in questo momento, il più importante dei nostri obbiettivi».

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Botta e risposta fra Lega e PD piacentini sul bando periferie

Botta e risposta politico fra Lega e Pd sul bando periferie. In un comunicato i parlamentari Elena Murelli e Pietro Pisani sostengono come il mancato finanziamento del bando derivi da una sentenza della Corte costituzionale. Poco più tardi è arrivata una replica firmata da Silvio Bisotti, Segretario provinciale Partito Democratico.

La decisione di sospendere il fondo di riqualificazione delle periferie è stata presa lunedì 6 agosto quando il Senato, con il parere favorevole del governo, ha approvato all’unanimità un emendamento al “decreto milleproroghe”. Emendamento votato anche dal PD e da Liberi e Uguali nonostante il piano fosse stato approvato dai precedenti governi di centrosinistra.

Questo l’intervento di Murelli e Pisani:

«Che il Pd abbia preso una “cantonata” lo dice anche il sindaco Dem di Modena, Gian Carlo Muzzarelli. Come al solito, si scatena una tempesta in un bicchier d’acqua. L’emendamento sul bando periferie all’interno del Decreto Milleproroghe, votato da tutti (compresi Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia), arriva dopo la sentenza della Corte costituzionale che aveva bocciato gli interventi del precedente Governo. Il Decreto dà un miliardo per gli investimenti di 8mila Comuni, salva i progetti esecutivi immediatamente cantierabili, e premia le amministrazioni virtuose che potranno agire a favore dei cittadini».
I parlamentari della Lega, Elena Murelli e Pietro Pisani, smorzano le critiche e sottolineano come «i fondi, compresi quelli per le periferie, non finiranno nel cestino, ma saranno redistribuiti ai Comuni virtuosi che hanno avanzi di bilancio. Avanzi bloccati per anni dal Governo del Pd nel nome di vincoli di bilancio e logiche di austerity dovute ai diktat della Ue. Con questo decreto mettiamo al centro il merito, non l’assistenzialismo».
Il decreto Milleproroghe – approvato l’8 agosto, in Aula al Senato, con 148 sì, 110 no e 3 astenuti – prevede lo sblocco di un miliardo per gli investimenti a favore dei Comuni. Sono stati liberati 140 milioni di euro – per tutti i Comuni – per il 2018, 320 milioni per il 2019, 350 per il 2020 e 220 milioni per il 2021. Il miliardo di risorse sarà dirottato in un Fondo cassa che servirà “per favorire gli investimenti delle città metropolitane, delle Province e dei Comuni, da realizzare attraverso l’utilizzo dei risultati di amministrazione degli esercizi precedenti”.
Ora, il decreto dovrà passare alla Camera per la seconda lettura.
La seconda tranche del Bando periferie venne firmata dai Governi Renzi e Gentiloni. Le prime 24 convenzioni erano state firmate il 6 marzo 2017, mentre le altre 96 alla fine del 2017. E queste ultime sono state bloccate, almeno fino al 2020. «Le 96 convenzioni vennero aggiunte dal Pd – commentano Murelli e Pisani – forse in vista delle elezioni o per aiutare Comuni “amici”».

Questo invece il comunicato a firma di Bisotti:

«La insipienza della dichiarazione congiunta dei parlamentari leghisti Pisani e Murelli lascia esterrefatti. Il rischio che Piacenza perda 11 milioni di euro del Bando periferie da destinare al recupero di aree importanti della città é reale. A questo momento a causa del dispositivo messo in piedi dal Governo Piacenza è sicuramente tagliata fuori dai finanziamenti È del tutto inutile che cerchino di nascondere il problema polemizzando con il Pd ed ignorando l’allarme lanciato anche da esponenti politici sicuramente lontani da noi come l’on. Foti. I “pasticci” procedurali avvenuti in Senato non devono tranquillizzare chi ha a cuore il bene di Piacenza. Ribadiamo il nostro auspicio affinché una sana azione parlamentare, a prescindere dal colore politico degli schieramenti, eviti che il Milleproroghe si ritorca contro la nostra città».