A Rottofreno si impara a salvare vite grazie alla Pubblica Assistenza Calendasco e ANPAS

Nella serata di martedì 30 aprile 2019 si è tenuta nell’Ex Scuola materna di Santimento (Rottofreno) la prima tappa del corso PIS (Primo Intervento Sanitario), organizzato dalla Pubblica Assistenza di Calendasco grazie alla gentile collaborazione di formatori provenienti dalle altre Pubbliche Piacentine. Il corso è terminato il 9 maggio scorso e molti dei convenuti hanno espresso il desiderio di diventare Volontario della Pubblica Calendasco e far parte del grande mondo ANPAS.

Dopo le presentazioni e gli interventi dei formatori, il Presidente della P.A. Calendasco, Carlo Cantoni, ha colto l’occasione per illustrare ai partecipanti l’importanza del Volontariato, grazie anche alla sua testimonianza da volontario attivo da 10 anni: “Sono 10 anni da volontario nella Pubblica di Calendasco e sono in pensione da qualche mese, dedicandomi a tempo pieno a questa passione. Passione perché il Volontariato è un impegno dove ci vuole cuore e passione, e ciò vi riempirà d’affetto per l’aiuto dato. Provare per credere”.

Per l’occasione, l’Associazione ha invitato la Sig.ra Anna Paola Cavanna, titolare della Ditta Laminati Cavanna in Via Bologna, 9, Zona Ind. Ponte Trebbia. Grazie al suo prezioso contributo, la P.A. Calendasco potrà acquistare una nuova sedia-montascale, utile al regolare svolgimento del servizio di trasporto infermi. La Sig.ra Cavanna è intervenuta ringraziando: “…Siamo sul territorio piacentino da 50 anni, e siamo molto sensibili alle tematiche sociali e di Volontariato, svolgiamo al nostro interno campagne di sensibilizzazione alla prevenzione della salute, e la Pubblica di Calendasco svolge un servizio sociale utile e siamo quindi contenti di contribuire!”

Tra gli obiettivi del futuro per la Pubblica di Calendasco, rimane l’acquisto di una nuova ambulanza, utile per il servizio sanitario assistenziale ed emergenziale in collaborazione con il 118 e la collaborazione con le istituzioni scolastiche locali per dimostrazioni di primo soccorso rivolte ai ragazzi, sensibilizzandoli sempre di più ad ogni evenienza.

Per le Associazioni di Volontariato, le donazioni ricoprono un ruolo fondamentale. L’Associazione desidera ringraziare per la preziosa donazione la Sig.ra Anna Paola Cavanna, l’Azienda Laminati Cavanna, il sindaco di Rottofreno Raffaele Veneziani e ovviamente tutti i formatori ANPAS. 

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Mafia, quanto è distante da noi? Se ne è parlato ieri al Teatro Trieste 34

Spesso neanche ce ne accorgiamo, perchè i modi con cui si manifesta sono molteplici, palesi e molto più sottili, ma la mafia c’è, e non solo nei territori indicati dagli stereotipi.

Ieri sera al Teatro Trieste 34 si è parlato di questo e di tanto altro durante “Donne contro la mafia”, grazie a Rossella Noviello, che da tempo sul territorio piacentino si occupa di questo tema grazie a 100x100inMovimento, associazione che ha fatto della lotta alla mafia il cardine della propria attività. Presenti Catia Silva e Cinzia Franchini: la prima è stata consigliera comunale di opposizione di Brescello(RE), primo comune (Emiliano) ad essere commissariato per mafia, mentre Cinzia ha denunciato il radicamento mafioso da parte di clan affiliati a Cosa Nostra ed alla ‘ndrangheta all’interno di società operanti nella Cna-Fita che lei stessa presiedeva. In rappresentanza di Non una di Meno Piacenza Silvia Benedetti.

Tutte hanno sottolineato durante la serata l’isolamento in cui stampa, istituzioni e aziende talvolta si trovno nell’affrontare infiltrazioni di questo genere. “Il problema – sintetizziamo il loro pensiero – è la presenza di una cultura clientelare, che colpisce politica ed economia ed è radicata sul territorio emiliano romagnolo colpendolo nel tessuto sociale per interessi e affari di potere”. Silvia Benedetti nella sua relazione ha voluto citare un passo tratto dal diario di Rita Atria, giovanissima ragazza che si uccise a 18 anni dopo aver testimoniato contro il padre e il fratello, appartenenti a una cosca trapanese.

“Prima di combattere la mafia devi farti un esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combatterla nel giro dei tuoi amici. La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci”

Sul sito mafiesottocasa.com è possibile vedere la mappa delle infiltrazioni mafiose nella nostra Regione. Anche Piacenza è stata colpita, negli anni passati: si ricordi il processo Grande Drago, nell’ ambito del quale sono stati arrestati sei esponenti della cosca Grande Aracri di Cutro, con numerose diramazioni nelle famiglie che operano nel trasporto, nel movimento terra e nelle agenzie finanziarie, sino all’usura. Il processo è del maggio 2014.

Si ricordi inoltre il caso del capannone confiscato a Calendasco ai danni di Albamonte Michelangelo,nell’ottobre 2012 in zona industriale, via Trebbia n. 3, costituito da un piano fuori terra, da quattro locali ad uso laboratorio, due uffici più spogliatoio e servizi igienici, con annessa area scoperta pertinenziale, sulla quale insiste fabbricato accessorio costituito da deposito e tettoia. Nel maggio 2018 è stato restituito alla comunità come spazio pubblico intitolato alla memoria di Rita Atria, con inaugurazione di don Ciotti e Stefano Bonaccini, presidente della Regione. Segno che cambiare cultura si può, bisogna volerlo con tutte le forze. 

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A Calendasco Bonaccini e Libera per donare un capannone confiscato alla mafia

Su una struttura come questa si potrebbero trarre tanti racconti di esempio per le nuove generazioni. A Calendasco, precisamente a Ponte Trebbia, un capannone di 400 metri quadri consegnato al Comune il 7 marzo 2016 e confiscato alla mafia si è trasformato, grazie al lavoro di tanti volontari in un’area nuova, intitolata a Rita Atria, vittima di mafia e testimone di giustizia: ora una parte è dedicata al ricovero di mezzi del municipio, come gli autobus, una parte invece è dedicata alla creatività, a partire dalle associazioni locali che possono trovarvi posto, alle attività ludiche, artistiche e musicali.

Oggi la festa di inaugurazione, ispirata alle “nuove resistenze”, sempre più importanti oggigiorno.

Erano presenti il presidente della Regione Bonaccini e don Luigi Ciotti e Enza Rando dell’associazione Libera, accolti calorosamente dai presenti. Ma la giornata odierna rappresenta solo la punta dell’iceberg di un lavoro partito da lontano, dalle scuole che con 200 alunni hanno lavorato sui temi, i profughi accolti nell’ostello “Tre Corone” di Calendasco che hanno curato parte dei lavori nonchè la Scuola Edile di Piacenza e un gruppo di studenti francesi provenienti dal Progetto Erasmus.

L’immobile era di proprietà della Tsa srl, ditta di noleggio gru di proprietà di Michelangelo Albamonte, condannato dalla Corte d’Appello di Palermo nel 2013 per reati di mafia. Da qui l’applicazione della confisca che ha riguardato vari beni, tra cui l’immobile di Calendasco. Nel 2017 la Regione ha finanziato il progetto di riqualificazione per un ammontare di circa 25 mila euro, di cui il 70% ha coperto le prime opere di ristrutturazione, partendo dalla bonifica dall’amianto, rifacimento del tetto, sistemi di videosorveglianza e allarme. Grazie a quei fondi sono stati avviati anche percorsi alla legalità nelle scuole medie, così come il concorso di idee attivato dal Comune per riprogettare gli spazi interni: hanno partecipato 15 geometri, architetti e ingegneri della Scuola Edile producendo 3 progetti.

 

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Nube arancione a Caldendasco: tecnici dell’Arpae per verificare eventuali danni all’ambiente

Nel primo pomeriggio di oggi, in un’azienda metalmeccanica nella zona industriale di Ponte Trebbia, comune di Calendasco (Pc), si è sollevata una nube di gas di colore giallo-arancio.

Sulla base delle prime informazioni, la fuga di gas sembra dovuta ad un’aggiunta accidentale di acqua alla vasca di decapaggio contenente acido fluoridrico e acido nitrico in alte concentrazioni. La reazione chimica, fortemente esotermica, ha generato un surriscaldamento della soluzione acquosa provocando la formazione della nube di gas, composta da ossidi di azoto e vapori degli acidi presenti nella vasca.

Il pronto intervento dei Vigili del fuoco è servito oltre che a limitare il fenomeno anche ad impedire ulteriore formazione del gas.

I tecnici di Arpae intervenuti hanno fornito informazioni tecniche sulla natura della nube e hanno proceduto ad alcuni campionamenti di ossidi azoto con fiale a lettura diretta, rilevando concentrazioni istantanee di poco superiori al fondo della sensibilità strumentale, compatibili con l’evento verificatosi. Nessuna anomalia è stata invece rilevata dalle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria cittadine.