Passa in commissione, alla Camera, la norma salva bebè contro l’abbandono in auto

Passa in Commissione trasporti della Camera, riunita in seduta legislativa, la proposta di legge per l’obbligo sulle auto di dispositivi che avvertano se un bambino è stato dimenticato sulla vettura. La proposta, che vede la deputata della Lega, Elena Murelli, come prima firmataria è passata all’unanimità.

A settembre, la proposta approderà direttamente al Senato ed è prevista una rapida approvazione, grazie all’accordo bipartisan

«Quella odierna è un grande giornata, le forze politiche hanno dato prova di grande sensibilità, approvando una legge di vera e propria civiltà» è il commento entusiasta dell’on. Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, nel dare notizia dell’approvazione in Commissione Trasporti della legge che prevede l’obbligatorietà dei dispositivi anti-abbandono per i seggiolini delle automobili. «La rapidità con la quale si è potuti pervenire a questo risultato – sostiene Foti – è frutto del senso di responsabilità dimostrato da tutte le forze politiche rappresentate in parlamento. La Commissione Trasporti, riunita in sede legislativa, ha approvato un ottimo testo, prendendo le mosse dal testo base presentato da Fratelli d’Italia, a firma dell’on. Meloni e mia».

«Sarà la prima legge al mondo – ricorda Murelli – e anche negli USA, dove il numero bimbi morti in auto è elevato, non è ancora stata adottato nulla di simile»

«Sono soddisfatta – ha affermato Murelli – perché oltre ad essere stata relatrice di questa legge, la Commissione ha inserito emendamenti presi direttamente dalla mia proposta di legge. Metà strada è fatta. Viene sanata una lacuna che, purtroppo, è costata la vita a diversi bambini».

Per Tommaso Foti la questione è molto sentita, infatti, oltre ad essere tra i firmatari del testo approvato, il deputato di Fratelli d’Italia aveva depositato anche una propria proposta di legge nei primi giorni del suo insediamento a Montecitorio.

«Con significativa e apprezzata rapidità – rimarca Foti – ci si avvia all’introduzione dell’obbligatorietà degli allarmi acustici per i seggiolini. Si tratta di una soluzione eccellente, che consentirà di scongiurare gravi tragedie. La legge – spiega il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni – passa ora al Senato dove, se non interverranno modifiche, potrebbe essere approvata in via definitiva nel mese di settembre».

Murelli sottolinea anche «come la Commissione trasporti abbia accettato un mio ordine del giorno in cui si invita il Governo a preparare una campagna informativa e di sensibilizzazione nei punti nascita, nei centri in cui si svolgono i corsi pre parto, nei centri delle Usl dove si tengono i corsi per la sicurezza stradale e sulla Rai.

Murelli aveva puntato molto sull’informazione, disponendo anche che venga spiegato l’amnesia dissociativa, spesso alla base delle tragedia provocate da chi dimentica un bimbo in auto. La legge, she sarà a costo zero, prevede anche sanzioni per chi non adotterà i sistemi antiabbandono (sensori nel seggiolino o App sullo smartphone che avvertono i genitori in caso di dimenticanza).

Ma anche l’impegno del parlamentare piacentino Foti per l’obbligatorietà dei dispositivi anti-abbandono ha radici lontane: «Già a giugno 2015 – rivendica il deputato, ai tempi consigliere regionale – ho presentato in Regione Emilia-Romagna una proposta di legge alle Camere per pervenire ad una modificazione del codice della strada con l’introduzione dell’obbligatorietà dei dispositivi anti-abbandono. Nel settembre del 2016 – evidenzia Foti – l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato la proposta di legge alle camere all’unanimità».

Per Foti si tratta di un grande risultato: «I lavori parlamentari – conclude il deputato di Fratelli d’Italia – hanno dimostrato che su una materia così importante, trattandosi dell’incolumità dei bambini, si può fare bene ed in breve tempo». Infine Foti esprime soddisfazione per l’approvazione dell’ordine del giorno a sua firma che impegna il Governo «a valutare l’opportunità, previa verifica della compatibilità con le disposizioni europee in tema di omologazione e di ogni altra normativa al riguardo,‎ di estendere l’obbligo di prevedere l’installazione dei dispositivi anti-abbandono direttamente sui veicoli».




Elena Murelli capogruppo alla commissione Lavoro. Pisani all’Industria

Lavoro e Affari Europei per Murelli e Industria per Pisani. Sono le Commissioni parlamentari, di Camera e Senato, dove saranno impegnati i due parlamentari piacentini della Lega, la deputata Elena Murelli e il senatore Pietro Pisani. Murelli, inoltre, è stata nominata capogruppo della Lega in Commissione lavoro e portavoce.

«Sono soddisfatta – ha dichiarato Murelli – perché si tratta di ambiti stimolanti. Il lavoro è, forse, il tema principale di questi ultimi anni. Mi occuperò di Legge Fornero, dei contratti di collaborazione, della partita iva: cioè delle grandi battaglie del Carroccio poi finite nel contratto di governo. Negli Affari Europei, invece, controlleremo i soldi che l’Italia versa all’Europa e i finanziamenti che riceve. E avrò un compito di supporto ai nostri europarlamentari nelle battaglie contro le politiche europee che vanno a discapito dei cittadini, dell’industria e dell’agricoltura italiana».

Pisani ha affermato che «l’impegno sarà rivolto alla semplificazione per le imprese e alla riduzione del carico fiscale, punti che facevano parte del programma elettorale della Lega. Due macigni che compromettono anche la possibilità di creare occupazione. Naturalmente, i processi di innovazione e la promozione delle imprese all’estero saranno due pilastri centrali del nostro lavoro».

Tra i volti noti della politica, Murelli sarà in compagnia, tra gli altri, di Guglielmo Epifani (Leu), Debora Serracchiani e Carla Cantone per il Pd, Carlo Fatuzzo e Giancarlo Rotondi per Forza Italia. Pisani, invece, siederà accanto a Gianluigi Paragone (ex direttore della Padania e deputato M5S) e Daniela Santanchè (Fratelli d’Italia).




On. Murelli: “l’aborto non va usato come contraccettivo”

– «. I consultori aiutino le donne e non siano centri per interrompere una vita.

Siano luoghi dove le donne possano trovare un aiuto, essere affiancate in un percorso che può portare anche all’adozione». Lo ha detto Elena Murelli, deputata della Lega, che ha partecipato il 22 maggio, all’incontro con la stampa alla Camera sul tema “La legge sull’aborto in Italia a 40 anni dalla sua introduzione. Bilancio e valutazioni”.

Murelli ha citato Madre Teresa: «Se una madre è capace di uccidere il proprio figlio che cosa impedisce a noi di scannarci l’uno con l’altro? L’aborto è la più grande minaccia alla pace del mondo di oggi». All’incontro erano presenti, tra gli altri, anche Marina Casini (Movimento per la Vita) e  Francesca Romana Poleggi (ProVita Onlus). Sono stati ricordati i 6 milioni di bambini non nati dall’adozione della legge «un numero – ha affermato Murelli – che avrebbe certo favorito il contrasto alla denatalità in Italia e fatta venire meno la posizione di chi giustifica l’immigrazione per far aumentare la popolazione». Secondo Murelli «mi rispecchio in ciò che ha detto Madre Teresa. La donna non può decidere di non mettere al mondo una vita nel nome della libera scelta, perché così si sconfina nell’egoismo. L’embrione è già una vita». I dati indicano che la legge 194, dalla sua introduzione, ha visto la diminuzione degli aborti da 238mila e 85mila. La maggiore incidenza, però, si ha delle adolescenti tra i 15 e i 16 anni e fra le donne straniere. Evidentemente, l’investimento fatto dalla cosiddetta “buona scuola” non è servito. Chi fa educazione sessuale nelle scuole? Come la si fa? Da donna, da femminista, sono una persona attiva verso il dono di Dio che è la procreazione. Continuerò a battermi per i diritti delle donne, per l’assistenza al lavoro, per la famiglia, per la salute, per l’assistenza sociale e per i diritti dei bambini prima che diventino “non nati”».




Foti, da poco insediato alla Camera, presenta già tre interrogazioni relative a Piacenza

Non si può proprio dire che Tommaso Foti – rieletto alla Camera dei deputati nelle ultime elezioni politiche – perda tempo. Sono appena stati eletti i Presidenti ed il parlamentare ha già presentato tre interrogazioni “a risposta in Commissione” (che è il modo più celere per ottenere che il Governo risponda e anche in tempi brevi).

Due delle tre interrogazioni riguardano il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. In una l’on. Foti chiede di avere notizie (ed assicurazioni) circa la realizzazione della variante della strada provinciale n. 6 di Carpaneto (da Crocetta a San Giorgio Piacentino). Nell’altra il parlamentare chiede iniziative urgenti per superare i disservizi che da tempo negativamente incidono sull’operatività dell’Ufficio della Motorizzazione di Piacenza legato al comparto dei mezzi pesanti.

La terza interrogazione è rivolta, sempre da parte dell’on. Foti, al Ministero dell’interno. Con essa si chiede come si intenda sopperire alla cronica carenza di personale al Comando Vigili del fuoco di Piacenza, sottolineando che si registra una scopertura di circa 50 unità e cioè del 30 per cento del personale dell’organico (180 operativi) e che non si può in eterno fare affidamento sullo spirito di sacrificio dei componenti il Corpo VVFF.




Lo sciopero Amazon secondo Francesco Boccia (PD) era inevitabile

Lo sciopero dei dipendenti di Amazon indetto proprio nel giorno del Black Friday era inevitabile. Lo sostiene Francesco Boccia, presidente della commissione Bilancio della Camera dei Deputati, che ha rilasciato la seguente dichiarazione in serata, uscendo da Montecitorio:

«Era inevitabile che prima o poi sarebbe accaduto. Lo sciopero al centro di Piacenza nel giorno del Black Friday è solo la punta di un iceberg che non vede solo chi non vuole deliberatamente vedere. Produttività spinta ogni qualsiasi logica, richieste altissime, il cottimo come principio di attività d’impresa e regole calpestate. Accade nella logistica di supporto alla distribuzione dei pacchi e accade nella violazione stessa delle regole del commercio e del fisco. Un mix di violazioni che richiedono regole chiare e trasparenti. Sul trasporto e sulla consegna dei pacchi penso sia arrivato il momento di portare il dibattito in Parlamento, già nel corso di questa legge di Bilancio, in particolare sull’ipotesi di ripensare al servizio postale universale anche per i pacchi fino a 5/6 kg. Allo stesso tempo non è più pensabile consentire ad Amazon di vendere senza pagare le imposte e di fare saldi quando vuole , mentre si costringono i commercianti a rispettare  regole che Amazon non rispetta. Ormai è un atteggiamento intollerabile e lo sciopero nel giorno del Black Friday a Piacenza è solo la punta dell’iceberg».