La scaletta del convegno “La pianta della vita: la Cannabis”

Ed eccola la scaletta del convegno “La pianta della vita: la Cannabis”, che il primo settembre animerà dalle 20 45 la sala Nelson Mandela della Camera del Lavoro di Piacenza.

A presentare Stefano Armanasco dell’associazione FreeWeed, vero motore di questo convegno. A seguire ci saranno alcuni interventi che delineeranno i vari usi che questa pianta può avere: per l’uso medico Carlo Monaco – Ass. Canapa Caffè, per l’agricoltura Andrea Schiavi – Az. Agricola Piantadoro, per l’uso commerciale Roberto Bonelli – New Energy Grow.

In merito al sistema endocannabinoide ci sarà il medico chirurgo Marco De Rosa, il punto di vista antropologico sarà approfondito da Giuseppe Gallenti – Attivista, mentre a chiudere gli interventi degli esperti ci penserà Lisa Gandini dell’associazione FreeWeed.

Sarà possibile inoltre ascoltare testimonianze di pazienti e attivisti, e far domande dal pubblico. Per tutta la durata del Convegno sarà presente un’Esposizione di Manufatti in Canapa Antica di Dario Bettassa.

Il tutto realizzato col supporto di Cannabis Club Piacenza, Ass. Canapese e Ass. CanaPiace 

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Il comitato Cannabis & Cultura organizzerà il convegno: “La pianta della vita: la Cannabis”

Nuovo appuntamento riguardante la cannabis a Piacenza. Il Comitato Cannabis&Cultura formato, come viene specificato in una nota, “da cittadini liberi della città di Piacenza”, ha organizzato in collaborazione con l’Associazione FreeWeed di Milano, un convegno informativo aperto a tutta la cittadinanza, con ingresso gratuito, per il giorno sabato 1 Settembre 2018 a Piacenza, presso il salone Nelson Mandela della Camera del Lavoro di Piacenza (via XXIV maggio, n.18) con inizio previsto per le ore 19. Titolo prescelto: La pianta della vita, la Cannabis.

“Il titolo non è stato scelto a caso – sottolineano -, attorno alla Cannabis si stanno svolgendo numerose ricerche. La sua attività di neuroprotezione, i suoi impatti sull’ippocampo animale e i molteplici usi che l’uomo ha fatto della canapa, sin dall’antichità, rendono la Cannabis una delle piante più versatili e interessanti per l’essere umano. Come fibra, alimento e per la filosofia riflessiva e pacificante che porta con sé. Senza dimenticare le azioni terapeutiche sia di contrasto in un gran  numero di malattie degenerative sia nel campo della “medicina del dolore”.

Questo evento ha, tra i suoi obiettivi, quello di far aumentare nella cittadinanza piacentina una coscienza critica su temi troppo spesso politicamente strumentalizzati.

“La diffusione di informazioni, – continuano – confronti e dibattiti speriamo possano creare un dibattito costruttivo e propositivo, basato su evidenze scientifiche e non su moralismi volti a enfatizzare gli aspetti negativi senza tener conto dei molteplici usi, utilizzi e proprietà della Cannabis. 
Questi preconcetti, in Italia, hanno prodotto norme del tutto inadatte sia per quanto riguarda la tutela della società (sotto gli aspetti economico e sanitari) sia per quel che concerne la tutela dei consumatori.

L’iniziativa – lo ripetiamo – è aperta a tutti, con la possibilità di intervenire, non solo con domande dal pubblico, ma anche come testimonianze inerenti al tema”.

Per proporre un proprio intervento: cannabisecultura.piacenza@gmail.com

La Rivista BeLeaf supporterà gli organizzatori nella realizzazione dell’evento. 

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Dibattito sulla cannabis di Sant’Ilario: “si addensano nubi” sui contestatori

Non cenna a quietarsi la vicenda dell’incontro che si è tenuto lunedì scorso in Sant’Ilario intitolato l’Erba della Morte: la cannabis. Una serata organizzata dagli assessori leghisti Polledri e Zandonella, che ha visto la massiccia presenza di contestatori, in particolare riconducibili a Controtendenza.

Si è infatti appreso che l’amministrazione di Piacenza avrebbe dato mandato all’avvocatura comunale di valutare se vi siano elementi per segnalare quanto accaduto all’autorità giudiziaria.

In realtà alla serata erano massicciamente presenti agenti e funzionari della Digos che hanno ripreso e fotografato i momenti più tesi e che invieranno una relazione alla procura della Repubblica.

Che la contestazione sia stata strabordante e probabilmente, nei modi, anche poco antidemocratica è un dato di fatto ma è difficile immaginare che possa ravvisarsi un qualche reato. Sarà comunque la magistratura a deciderlo.

Intanto sulla vicenda interviene il PD con un comunicato a firma della segretaria del circolo città di Piacenza, Annalia Reggiani.

«Con riferimento all’esito del convegno “l’erba della morte”, spiace leggere le parole dell’assessore Polledri che, annuncia pubblicamente indagini della Digos per “punire” i responsabili delle contestazioni.
Se legittimo   è esprimere le proprie valutazioni sull’opportunità o meno delle manifestazioni di dissenso verificatesi durante il convegno, così lo è  anche giudicare inopportuna, scientificamente non corretta e  in realtà squisitamente politica  l’iniziativa del Comune;  sicuramente anticostituzionale è invece condannare le grida, i fischi e gli applausi ironici, le ” bolle di sapone”  con cui liberi cittadini hanno risposto. La libertà di parola, la stessa che ha concesso all’assessore comunale , al Senatore Pillon e agli altri soggetti relatori di esprimere la loro visione, deve necessariamente consentire in un paese libero come il nostro a chiunque di manifestare con qualsiasi modalità (ad eccezione che con  insulti o violenza, sempre vietati)  il proprio dissenso. Non ignorando semplicemente il convegno, come suggerisce l’assessore, ma proprio partecipandovi ed esprimendo ad alta voce la propria contrarietà.
Questo principio è alla base di uno stato democratico e preoccupa molto che proprio chi dovrebbe rappresentare lo stato a livello locale non lo tenga nella massima considerazione.»

Annalia Reggiani
Segretaria circolo PD città di Piacenza

 




In Sant’Ilario” le canne” fanno una vittima: uccidono il dibattito

E’ davvero un peccato che Piacenza, nonostante le svariate vestigia romane presenti su territorio, non abbia un Amphitheatrum Flavium, un Colosseo. Sarebbe stato il luogo ideale dove far svolgere l’incontro di ieri sera intitolato “L’erba della morte: la cannabis”.

Perché – alla fine – quello che avrebbe dovuto essere un dibattito con approccio (più o meno) scientifico ad un tema già di per sé controverso, si è trasformato in nulla più di una bollente arena.

Già il luogo era poco indicato visto che – con buona pace dei progettisti –  l’impianto di condizionamento di Sant’Ilario storicamente non ha mai retto il peso dell’estate.

Ad essere poco adatti gli uni agli altri erano soprattutto platea ed oratori che si sono fronteggiati a suon di decibel.

Per chi ha qualche lustro sulle spalle sembrava di essere tornati ad assistere ad una puntata di “A boccaperta”, il programma condotto da Gianfranco Funari.

Ieri sera si urlava come si urla su Facebook, senza leggere (od ascoltare) l’altro ma alzando il tono per sovrastare il pensiero della conroparte.

Pressoché impossibile sentire cosa avessero da dire i relatori fra cui il senatore Simone Pillon, capogruppo della Commissione Giustizia, armato del numero 79 di Focus extra dal titolo: “Droga”.

L’esponente bresciano della Lega non ha potuto però dar fondo alle argomentazioni di questo “bignami scientifico” perché sovrastato da fischi ed insulti di un pubblico (in buona parte composto da esponenti di Controtendenza) lì convenuto non per ascoltare e semmai ribattere, ma per strillare.  Giovani che, probabilmente e legittimamente, della canna libera fanno un credo di vita, ma che gettavano “fumo acustico” sopra ogni cosa.

A farsi sentire, fra i pochi, l’on. Tommaso Foti, non per nulla cresciuto, dal suo padre politico putativo Carlo Tassi, a latte e comizi.

Foti ha fatto breccia – per qualche istante – fra le robuste ugole di Controtendenza ma alla fine non ha parlato di canne ed affini bensì ha sottolineato come in democrazia bisognerebbe non solo parlare ma anche ascoltare gli avversari perché altrimenti il confronto politico è morto.   Parole, anche queste andate subito in fumo ….

All’assalto del palco anche un reduce di tante battaglie politico-culturali come Alberto Esse che, a stento trattenuto dalla Digos, ha ripetutamente conquistato il microfono per inveire contro il capitalismo di cui la droga sarebbe frutto. «Per eliminare la droga bisogna eliminare il capitalismo» la sua ricetta.

Forse con un titolo diverso, meno forzato, le cose sarebbero andate altrimenti. Battezzare un convegno “L’erba della morte”, come hanno fatto i promotori della serata (l’assessore alle Politiche della Famiglia, Massimo Polledri e l’assessore alla Sicurezza urbana ed alle Politiche giovanili, Luca Zandonella oltre al Comune di Fiorenzuola) aveva già buone probabilità di portare alla morte del dibattito e così è stato.

Unico, grande assente in questa serata “al calor bianco” un bel calumet della pace con … un po’ di cannabis curativa e calmante per tutti!




Quando la discussione … “va in fumo”

E’ andata in scena una commedia ieri sera in Sant’Ilario, tanto involontaria quanto ben riuscita. Nessuna traccia invece del convegno scientifico, intitolato “L’erba della morte: la Cannabis”. D’altronde anche al Daturi, per stare in tema, in cartellone era previsto “Smetto quando voglio – Ad Honorem”, film che tratta proprio il tema delle droghe.

La sala era piena in ogni ordine di posto, occupata per il 95% da contestatori che sottolineavano ogni passaggio con applausi ironici. Inizio già in salita con l’impianto audio che faceva le bizze, accompagnato da bordate di fischi ed insukti a gogò. Presenti anche Alberto Esse (arringatore di folle nel seguito del convegno), Carlo Mistraletti con la sua immancabile Reflex, ControTendenza. Insomma gli elementi per una “serata stupefacente” c’erano tutti, fin dalle prime battute.

“Diversi mesi fa – ha tentato di cominciare Zandonella, assessore alle Politiche Giovanili, – una risoluzione di un gruppo di consiglieri Under 25 del Comune prevedeva il test antidroga tra tutti i componenti del Consiglio. E’ prevista una campagna di sensibilizzazione che andrà nelle scuole, vorremmo parlare con i dirigenti scolastici”.

Cannabis, convegno infarcito di insulti
Alberto Esse durante la serata

E’ stata poi la volta di Massimo Polledri, assessore alla Famiglia ed alla Cultura, il cui intervento è stato provocatoriamente sottolineato da Alberto Esse, con bolle di sapone.

“Chi utilizza la cannabis – ha sottolineato Polledri – sviluppa due – tre volte in più la possibilità di diventare schizofrenico”. Ha aggiunto inoltre che la cannabis viene usata nello specifico “per tendenza o moda, quando si fa una rivoluzione o cambia il costume, perchè è bello sentirsi simili ai cantanti. Esistono poi falsi miti secondo i quali la droga non faccia male. La legge 242/2016 è stata interpretata in modo fraudolento introducendo il cosidetto spinello light”.

Le polemiche non sono mancate anche durante l’intervento seguente del dott. Carlo Segalini, presidente della Commissione Servizi Sociali, il quale ha precisato che “non ci sono evidenze scientifiche per cui la cannabis faccia male, nessuna morte da cannabinoidi, ma l’uso prolungato può fare molto male. E’ stato testato l’utilizzo a scopo terapeutico, c’è stata una sperimentazione anche a Piacenza su 30 persone con ottimi risultati”.

A chi chiedeva allora perchè organizzare un convegno che sembrava indirizzato in tutt’altra direzione, ha risposto: “Se ti fai una canna, prendi la macchina e investi mia figlia, io ti faccio un …. così! Continuate a rovinarvi, ma fatelo solo su di voi!”.

La contestazione si è placata durante la testimonianza di una madre che ha raccontato l’esperienza vissuta col figlio, che spendeva anche 600 euro al mese in droga. “Ora mio figlio fa il saldatore e ne è uscito, deve esserci tolleranza zero verso qualsiasi tipo di legalizzazione, bisogna agire con determinazione”. 

Alberto Esse, prendendo la parola ha sostenuto che “queste persone (i relatori, ndr) usano strumentalmente il dolore di una persona”. Esse ha tentato a più riprese di riconquistare il palco ma è stato trattenuto da Digos ed organizzatori

Il senatore leghista Pillon, capogruppo alla Commissione Giustizia e balzato agli “onori” delle cronache per la sua battaglia contro la stregoneria negli istituti di Brescia ha incalzato: “Chi ci guadagna dal traffico di droga? Dei venti euro che il pusher tunisino riceve, dove vanno i soldi? Saviano sostiene che i soldi della canna vanno all’ISIS”.

Tra i vari interventi “esterni” anche quello di Lello Ciampolillo, senatore del M5S, che ha sentenziato: “.Esistono due tipi di droghe, quelle leggere e quelle pesanti. La cannabis viene venduta in farmacia e cura centinaia di migliaia di persone”. 

Se qualcuno doveva vincere, ieri sera in Sant’Ilario non ha vinto nessuno. Chiamatelo divario generazionale, chiamatelo come vi pare, ma erano in campo due fazioni contrapposte che raramente hanno dialogato davvero. Forse il problema stava nel messaggio che volevano mandare  gli organizzatori. Ma qual era il messaggio? Da parte della platea pochissima voglia di ascoltare davvero. In conclusione un peccato per tutti.

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