Inaugurata la Spa & Wellness del Castello di Rivalta

Taglio del nastro questa sera, al castello di Rivalta, per il nuovo Centro Spa che è stato realizzato per arricchire ulteriormente l’offerta turistica ricettiva del borgo. Il compito ufficiale è toccato al presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini che non ha voluto mancare a questa simbolica cerimonia visto che il centro wellness è stato realizzato anche grazie agli incentivi per lo sviluppo e la qualificazione dell’offerta turistica regionale messi a disposizione dall’ente che guida (leggi intervista). A fare gli onori di casa il conte Orazio Zanardi Landi – attorniato dai famigliari – che ha accolto i numerosi ospiti intervenuti per l’occasione, fra cui l’assessore regionale Paola Gazzolo, il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, il presidente della provincia Francesco Rolleri, il sindaco di Gazzola Simone Maserati, la presidente di Destinazione Emilia Natalia Maramotti e tanti altri.

La Spa & Wellness di Rivalta

La struttura inaugurata oggi è situata sulla principale via di accesso al borgo. Passato un antico pozzo si sale una scaletta e si arriva nell’ampio ed al contempo intimo locale dove il legno della struttura medioevale si fonde con le moderne attrezzature e con gli arredi del centro benessere. La Spa può accogliere fino a 20 persone ed è dotata di una grande vasca idromassaggio e di lettini per massaggi e per i fanghi oltre a quelli per il relax. Inoltre è stata ricavata un’area privata per vivere l’esperienza della Spa in intimità con un ristretto gruppo di amici o semplicemente in copia per una romantica fuga d’amore.

L’Hotel “sparso” nel borgo medioevale

Come ci ha spiegato il conte Orazio Zanardi Landi (vedi video-intervista) la Spa è il penultimo tassello di un lungo progetto di qualificazione del borgo. I prossimi ed ulteriori passi saranno la costruzione di una piscina e di una palestra.

Tutto è incominciato, alcuni anni fa, riconvertendo appartamenti (che venivano precedentemente affittati) in stanze di albergo ed in lussuose suite. E’ così nato questo “albergo diffuso” con le stanze collocate in edifici diversi del borgo, alcune dotate anche di giardino. Al momento è arrivato ora ad avere 42 posti letto suddivisi in 16 camere e 3 suite con letti a baldacchino. L’albergo denominato “Residenza Hotel Torre di San Martino” è gestito direttamente dalla famiglia Zanardi Landi e nel 2017 è stato premiato con circa 9 mila pernottamenti.

 




Due Panini in mostra per “festeggiare” la salita al Pordenone

In occasione della manifestazione Salita al Pordenone la Banca di Piacenza esporrà eccezionalmente due Panini recuperati dall’Istituto di credito locale all’estero, così come abitualmente fa per quadri o documenti finiti fuori Italia, specie di soggetti piacentini.

Si tratta di 2 quadri (dipinti nel 1719) che Ubertino Landi commissionò al grande artista piacentino Gian Paolo Panini (1691 – 1765) per arredare casa sua. Il Marchese Landi aveva evidentemente bisogno di un pendant e chiese a Panini di riprodurgli il castello di Rivalta, quadro al quale l’artista accompagnò una veduta fantastica. Le due vedute sono state recuperate dall’estero (dove erano finite) dalla Banca, con la collaborazione del Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale.

Prima del recupero operato dalla Banca di Piacenza, si conosceva la sola replica di questo quadro, commissionata dal principe di Kassel ed ora conservata nell’omonima città tedesca (da dove arrivò nel 1993 per essere esposta a Palazzo Gotico). “Il Panini bambocciante – ha scritto, in una pubblicazione della Banca di Piacenza, Ferdinando Arisi, il maggior studioso al mondo dell’artista piacentino – si è sbizzarrito in questi quadri come mai in altre occasioni. In quello con la veduta del Castello di Rivalta si vedano i particolari del pastore con la rete gonfia di pesci che si dirige soddisfatto verso Caratta Rollera, e più in là, verso il castello, delle quattro donne che si danno da fare per lavare, strizzare la biancheria e portare quella pulita sulla riva, gioielli di freschezza, come nel pendant i bambini che si accingono ad entrare in acqua: un maschietto piuttosto in carne, dalla pelle rossicia, invita a spogliarsi una bambina dalla pelle chiara, che si sta cavando dal capo la camicia, che ricorda, per il gioco dei bianchi, una vecchia tutta coperta, capo compreso, di un lenzuolo come un fantasma che poco lontano dal contadino cerquozziano chiede l’elemosina a un gentiluomo, quasi ad indicare il problema sociale dei poveri vergognosi”.