Federico Pizzarotti a Piacenza per sostenere Caterina Pagani, della civica “Bonaccini Presidente”

Arriva anche da Federico Pizzarotti un endorsement per Caterina Pagani, candidata a sostegno di Stefano Bonaccini nella lista civica “Bonaccini Presidente” per un posto in Consiglio Regionale dal 27 gennaio.

Si è intrattenuto a lungo Pizzarotti per chiarire le sue posizioni relative a vari temi che stanno a cuore sia a Italia in Comune che alla candidata stessa. “Abbiamo deciso come Italia in Comune di appoggiare Bonaccini perchè rispetto alle dinamiche con la Regione non abbiamo mai ricevuto porte chiuse da lui, abbiamo fatto iniziative congiunte. Quando ci è stato chiesto di appoggiarlo si è trattato di una scelta naturale”.

Dall’altra parte, nota il sindaco di Parma attualmente al secondo mandato, “c’è una Lega che non ha un singolo punto programmatico, cambiare per il gusto di cambiare non ci dice come sarà amministrata la nostra Regione. Abbiamo scelto una logica di coesione nella lista del Presidente Bonaccini, ci sono persone competenti che provengono dalla società civile”.

Dal punto di vista programmatico Pizzarotti punta sulla riqualificazione sismica ed energetica, l’insegnamento dell’inglese sin dalla scuola materna, per “sentirci più europei”, un aiuto all’agricoltura, e ai ragazzi che vogliono fare attività sportiva le cui famiglie hanno un ISEE molto basso.

CATERINA PAGANI: “POLVERI SOTTILI, PIAGA LASCIATA ALLE SINGOLE AMMINISTRAZIONI”

“La politica della divisione non paga – sostiene Caterina Pagani -, passo dopo passo mettere insieme persone e territori ha la sua rilevanza. Bonaccini ha dato prova di essere un eccellente amministratore, negli ultimi 5 anni ha portato l’Emilia Romagna a indicatori di spicco, il mio impegno riguarda particolarmente i temi ambientali, perchè sono quelli in cui credo di portare anche delle competenze come ingegnere ambientale. La Regione ci offre un quadro per combattere le polveri sottili, poi lasciato però alle singole amministrazioni, alcune più abili ad accedere a determinati fondi, per combattere certe emergenze”

Altro tema è quello della bretella sulla A21, “che deve essere spostata, per permetterci di liberare una quantità di traffico pesante. Senza contare l’implementazione della legge sul consumo di suolo zero, Piacenza deve convivere strumenti urbanistici preesistenti. Ci vuole qui un impegno politico per evitare l’arrivo dei grandi centri commerciali, non compatibili con uno sviluppo sostenibile del nostro territorio”.

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Al CNA tutte le liste in lizza il 26 gennaio. Pagani (Bonaccini Presidente): “Confronto utile”

Confronto aperto e civile ieri tra tutte le liste che si presenteranno alle elezioni del 26 gennaio a Piacenza presso il CNA di Via Coppalati. Due minuti e mezzo di intervento per ciascun rappresentante, per alcuni flash su temi cari alla città e alla provincia, dalle infrastrutture deficitarie dell’Emilia Romagna all’alleggerimento fiscale per le PMI, fino al credito per le imprese.

A rappresentare la civica “Bonaccini Presidente” Roberto Pasquali. Presente anche l’altra candidata della lista Caterina Pagani, che ha sottolineato come il dibattito sia stato proficuo: “Il confronto tra i rappresentanti delle varie liste avvenuto ieri in CNA ha avuto il pregio di riuscire, per come è stato impostato, a fare parlare dei temi veri e dei programmi, al di là degli slogan e delle contrapposizioni. Ne è emerso un confronto sinceramente utile, ma riservato a pochi addetti ai lavori. Questo tipo di confronto è mancato finora nella campagna elettorale per la poca presenza sul territorio piacentino della candidata Borgonzoni, che evita accuratamente di affrontare le questioni amministrative e di programma”. “Purtroppo la sensazione è che, – continua Pagani – per l’elettorato di centrodestra, anche laddove i candidati consiglieri abbiano idee e programmi che si possono condividere, manchi il coordinamento col proprio candidato Presidente, che sembra vivere in una campagna parallela, anzi addirittura in una Regione parallela”.

Pasquali invece, soffermandosi sulle infrastrutture ha evidenziato come il PRIT (Piano Regionale Integrato Trasporti) “deve essere approvato velocemente”, “perchè abbiamo la necessità di avere infrastrutture a norma europea. Basta girare il mondo per vedere che le nostre sono obsolete, serve ad esempio la quarta corsia che colleghi il Brennero con Piacenza, ma anche interventi importanti come quello sulla Statale 45 o il casello a Rottofreno”.

Sull’IRAP (Imposta Regionale Attività Produttive), è arrivato invece un ringraziamento alla Giunta “perchè sono stati fatti investimenti”. “Credo – continua Pasquali – che bisognerà vedere all’interno del bilancio regionale se c’è la possibilità di inserire agevolazioni per le imprese dei comuni parzialmente montani o montani, ma anche della pianura. Bisogna lavorare insieme sull’addizionale Irpef, per i bilanci dei comuni montani che hanno poche risorse è difficoltoso gestire la situazione”.

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Regionali. Caterina Pagani: “Basta misure emergenziali per l’aria”

Si avvicina il rush finale della campagna elettorale per le Regionali 2020, al momento un vero testa a testa tra la candidata Lucia Borgonzoni e Stefano Bonaccini, che pare in leggero vantaggio, secondo i sondaggi.

Sul fronte locale i candidati piacentini di Bonaccini sono molto attivi, come Caterina Pagani, che decide di puntare decisamente sulle tematiche trasversali dell’ambiente, perché tutti vorrebbero respirare aria più pulita ed evitare di vivere in mezzo ai rifiuti.

“Il Piano Aria Integrato Regionale (PAIR) 2020 prevede 90 azioni mirate a migliorare la qualità dell’aria, con particolare riferimento al problema delle polveri sottili, – sottolinea la candidata – che sono la vera emergenza per il nostro territorio. Ma al di là delle misure emergenziali (obbligatorie!), cosa sta facendo la nostra amministrazione comunale? con questo elenco dettagliato di azioni, a meno che non si tiri fuori dal cilindro qualcosa di magico per risolvere il problema dell’inquinamento atmosferico, ogni omissione è un atto di grave negligenza nei confronti dei cittadini”.

L’appello è diretto alla amministrazione comunale di Piacenza: “Servono chiarimenti su quali azioni intendono mettere in atto in un piano di dettaglio e rendano conto a tutti i cittadini annualmente lo stato di avanzamento dei progetti”.

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Infiltrazioni ‘ndrangheta, Pagani: “Serve una Commissione Regionale Antimafia”

Recentemente schieratasi al fianco di Stefano Bonaccini nella sua corsa verso la conferma come presidente della Regione Emilia Romagna, Caterina Pagani già candidata alle scorse Amministrative, sostiene l’importanza della lotta alla ‘ndrangheta in tutte le sue forme, proponendo la creazione di una Commissione Regionale Antimafia. 

“In relazione alla maxi operazione anti ‘ndrangheta appena conclusa dalle Forze dell’Ordine – sostiene -, che ha messo in evidenza una relazione stretta tra cosche, politici, professionisti e funzionari dello Stato, colgo in questo episodio l’ennesimo segnale di una situazione emergenziale, che riguarda non solo la Calabria ma anche molte regioni del Nord.

Nel ringraziare le Forze dell’Ordine che hanno permesso di arrivare a questo importante risultato, non possiamo non rilevare che una rete delle proporzioni di quella smantellata oggi rappresenta un chiaro fallimento del sistema dei presidi per la prevenzione di queste infiltrazioni. L’Emilia-Romagna e Piacenza non sono esenti da questi fenomeni che hanno portato alle cronache anche in nostri territori per fatti di natura simile”.

La proposta va in una direzione ben precisa: “Sostengo, come già proposto da altri, la creazione di una Commissione Regionale Antimafia. Ma ritengo che la salvaguardia di un aspetto così importante della nostra società richieda competenze specifiche. Sto pensando quindi non a un presidio politico ma un organismo i cui membri abbiano esperienza diretta e recente nel settore, a figure di tipo tecnico con un supporto istituzionale di alto livello. Laddove le modalità di infiltrazione malavitosa cambiano rapidamente e diventano sempre più sofisticate, la società civile deve mettere in campo risorse estremamente efficaci nell’attività di vigilanza, capaci di intercettare i tentativi di infiltrazione o anche solo le vulnerabilità del nostro sistema di governance.

Questa è una battaglia di cui si vede solo la cima dell’iceberg, ma le forze dell’ordine ed i recenti arresti ci dicono che è su questo terreno che si misurerà anche la nostra Regione ed il suo sviluppo nell’immediato futuro”.

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Piacenza e Milano a confronto sull’inquinamento atmosferico, partecipato incontro di Piacenza Oltre

Due città sicuramente diverse per molte ragioni, ma simili per latitudine e soprattutto perchè entrambe devono fare i conti con lo stesso problema dell’inquinamento atmosferico. Piacenza e Milano a confronto sull’approccio a un tema controverso per trovare alcuni stimoli durante il pomeriggio di ieri all’Istituto Sant’Eufemia di Via San Marco grazie all’associazione Piacenza Oltre e ai relatori Caterina Pagani, ingegnere ambientale e Gloria Zavatta, Responsabile Unico di AMAT Milano, l’Agenzia Mobilità Ambiente Territorio che si occupa quotidianamente di Pm10, sforamenti e polveri sottili, giusto per fare un esempio.

Un problema che, precisa Pagani in apertura “è comune a tutta la Pianura Padana. Infatti si sta lavorando su un fronte trans regionale per evitare sforamenti considerati pericolosi dall’UE e dall’OMS. Le misure non sono sempre ben accettate nelle nostre città, perchè impongono dei cambiamenti al nostro vivere quotidiano”. L’obiettivo è vedere le azioni messe in atto da una città come Milano, considerata dal Sole 24 Ore come la città in cui si vive meglio in Italia. Zavatta tra le altre cose si è occupata per EXPO 2015 di tutti gli aspetti legati alla sostenibilità ambientale.

“AMAT è stata creata una quindicina d’anni fa – precisa Zavatta -, perchè nel Comune di Milano ci si è resi conto che l’amministrazione comunale non riusciva ad avere tra le sue risorse professionali persone specializzate su alcuni temi specifici. C’è la necessità di capire come si spostano i cittadini, capire come rendere al meglio la rete dei vari trasporti e armonizzarli tra loro. Facciamo varie campagne per capire ad esempio il livello di pulizia, i ritardi del tram, se sono in linea col contratto stipulato tra ATM (società per azioni) e il Comune”.

Sulla qualita dell’aria Gloria Zavatta sottolinea che nonostante i miglioramenti dal 2003 ad oggi l’attenzione non è calata, anzi. “I risultati ottenuti, in confronto con quanto stabilito dall’OMS e UE, non sono ancora soddisfacenti. Ci sono stati ancora sforamenti e le ripercussioni sulla qualità della vita e sulla durata della vita stessa si fanno sentire. In generale tra i principali imputati per l’inquinamento troviamo il traffico veicolare, per circa il 40%, poi il riscaldamento degli edifici. Bisogna poi considerare la CO2, che non da effetti diretti sull’essere umano ma contribuisce ai cambiamneti climatici. Siamo in un trend accelerato e molto grave, le temperature stanno aumentando esponenzialmente. Stiamo mappando in questo senso anche alcune zone di Milano per monitorare i cambiamenti, le isole di calore. Gli strumenti di cui si è dotata Milano per combattere il riscaldamento climatico sono il PUMS, il PAES (Piano Energetico) e il Piano di qualità dell’aria. Ci sono alcune iniziative coraggiose, che danno fastidio, ma che poi piacciono a tutti perchè si vive meglio (con tanto di referendum). Una di queste a Milano è stata la creazione dell’Area C, interdetta a un certo numero di macchine più inquinanti, come gli Euro 3. Una misura contro la congestione del traffico”.

Sulle caldaie a gasolio, Zavatta ha specificato che dal 2020 a Milano “non ci saranno più, ma una sfida importante è l’efficentamento degli edifici stessi, partendo dagli infissi, che disperdono tantissimo, le coperture sopra i tetti, o dove ci sono le cantine, già tolgono un 60 – 80% di dispersione energetica. Cui si aggiungono le pareti coibentate. Esistono incentivi per queste operazioni. Muoverci in questa direzione permette di far muovere l’economia innanzitutto, (edilizia, artigianato, manifatturiero, etc.), ridurre la CO2 ed eliminare le polveri nel caso delle caldaie. E’ solo un vantaggio”.

Capitolo inceneritore. “La città che riflette su queste cose, non quella contro per forza a tutto, fa il proprio meglio per la raccolta differenziata, ora Milano sia attesta al 58%, che per una città delle dimensioni di Milano è primato mondiale. La parte residua, l’indifferenziato, purtroppo non è operabile. Alcuni visionari tendono ai rifiuti zero, attraverso uno studio sui prodotti, la strada da percorre è anche quella. C’è un 32% su cui non si può fare nulla. L’unica cosa da fare è tenere sotto controllo gli impianti, attraverso alcuni Protocolli di gestione”.

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