Il Decreto “Cura Italia”, spiegato da CGIL

Col Decreto Cura Italia varato dal premier Giuseppe Conte e firmato dal presidente Sergio Mattarella, si da la possibilità di emettere titoli di Stato per un totale di 25 miliardi, in modo che le imprese e non solo possano riprendersi dallo shock da Coronavirus. Ecco nel dettaglio i provvedimenti spiegati da CGIL.

Vietato licenziare per due mesi

Per i prossimi due mesi le aziende non potranno licenziare sulla base del “giustificato motivo oggettivo”.

Cassa integrazione in deroga fino a 9 settimane

Cig in deroga per tutto il territorio nazionale e per tutti i settori produttivi, per un periodo massimo di nove settimane, anche per le imprese escluse dagli ammortizzatori sociali, comprese quelle agricole, della pesca e del terzo settore, previo accordo sindacale anche in via telematica (accordo non richiesto per i datori di lavoro che occupano fino a cinque dipendenti). È escluso il lavoro domestico. Prevista inoltre la possibilità di cig ordinaria, per un massimo di nove settimane, per i datori di lavoro che hanno dovuto sospendere o ridurre l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza. Autorizzata inoltre la Cig ordinaria anche per le imprese che già si trovano in Cig straordinaria e un assegno ordinario fino a 9 settimane per le imprese che hanno in corso l’assegno di solidarietà.

Indennità per gli autonomi

In arrivo un’indennità di 600 euro per il mese di marzo per i lavoratori autonomi, le partite Iva, i co.co.co, gli stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali, gli operai agricoli a tempo determinato e i lavoratori dello spettacolo.

Proroga domande disoccupazione agricola

Il termine per la domanda di disoccupazione agricola è prorogato, solo per le domande non già presentate in competenza 2019, al primo giugno 2020.

Bonus 100 euro per chi lavora in sede

Arriva un bonus di 100 euro per i lavoratori dipendenti con reddito complessivo non superiore a 40.000 euro, che, durante il periodo di emergenza, continuano a prestare servizio nella sede di lavoro nel mese di marzo.

Più permessi legge 104

I permessi previsti dalla legge 104 potranno essere aumentati di 12 giorni complessivi tra marzo e aprile.

Proroga domande Nsapi e Discoll

I termini di presentazione delle domande di disoccupazione Nsapi e Discoll sono ampliati da sessantotto a centoventotto giorni.

Quarantena equivale a malattia

Prevista l’equiparazione dell’assenza per quarantena alla malattia, già prevista per il settore pubblico, anche per il settore privato.

Smart working per la pubblica amministrazione

Lo smart working diventa modalità ordinaria di lavoro nelle pubbliche amministrazioni e può essere applicata a ogni rapporto di lavoro subordinato. I lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie hanno priorità nell’accoglimento delle domande di lavoro agile. I datori di lavoro sono tenuti ad autorizzare la modalità di lavoro agile ai lavoratori dipendenti che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità ospitata in un centri riabilittivi chiusi dal provvedimento.

Credito di imposta per affitti botteghe e negozi

Per gli esercenti di negozi e botteghe è riconosciuto un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di affitto, relativo al mese di marzo.

Credito d’imposta per sanificazione ambienti di lavoro

Per incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, per chi esercita attività d’impresa, arte o professione è riconosciuto, per il periodo d’imposta 2020, un credito d’imposta nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino a un massimo di 20.000 euro. Il credito d’imposta è riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo di 50 milioni di euro per il 2020.

Stop ai versamenti e contributi lavoro domestico

Sono sospesi i termini per i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020. Non previsto il rimborso dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già versati. I pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi, sono effettuati entro il 10 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Stop ai versamenti fino a venerdì

Tutti i versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, compresi contributi previdenziali e assistenziali e i premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza il 16 marzo sono prorogati al 20 marzo 2020.

Stop ai versamenti per imprese e professionisti

Per imprese, autonomi e professionisti che sono sotto i 2 milioni di ricavi i versamenti alla cassa per saldare le ritenute, l’Iva annuale e mensile, nonché i contributi previdenziali e quelli Inail sono rinviati al 31 maggio e potranno essere pagati in un’unica soluzione o in massimo 5 rate mensili.

Stop ai versamenti per i settori più colpiti

Si allunga la lista delle filiere più colpite dall’emergenza per cui scatta la sospensione fino al 31 maggio dei pagamenti di ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e dell’Iva di marzo. Oltre al trasporto merci, all’elenco dei settori più colpiti (turistico-alberghiero, termale, trasporti passeggeri, ristorazione e bar, cinema e teatri, sport, istruzione, parchi divertimento, eventi, sale giochi e centri scommesse, trasporto merci) si aggiungono le federazioni sportive nazionali, gli enti di promozione sportiva, le organizzazioni non lucrative di utilità sociale, di volontariato e le associazioni di promozione sociale. Per queste imprese alla ripresa della riscossione, i versamenti sospesi dovranno essere effettuati, senza sanzioni e interessi, in un’unica soluzione o con un massimo di 5 rate mensili a partire da maggio 2020.

Stop ai termini per gli adempimenti fiscali

Sospesi tutti gli adempimenti fiscali con scadenza tra l’ 8 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo dal mese di maggio. Fanno eccezione solo gli adempimenti legati alla comunicazione dei dati degli oneri detraibili e deducibili ai fini della precompilata.

Stop alle ritenute per i professionisti

I professionisti e i consulenti che hanno ricavi o compensi sotto i 400 mila euro non dovranno versare le ritenute d’acconto sui ricavi e i compensi percepiti fino al 31 marzo. I contribuenti che beneficiano della sospensione della ritenuta d’acconto dovranno versare l’ammontare dovuto entro il 31 maggio in un’unica soluzione o in 5 rate.

Detrazioni per donazioni

Per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno e finalizzate a finanziare gli interventi per fronteggiare l’emergenza coronavirus arriva una detrazione pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro.

Stop mutui prima casa

Via libera per un periodo di 9 mesi all’estensione della moratoria fino a 18 mesi prevista per i mutui prima casa anche ai lavoratori autonomi e ai liberi professionisti che autocertifichino in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 un calo, superiore al 33%, del fatturato dell’ultimo trimestre 2019 a causa della chiusura o della restrizione della propria attività per l’emergenza. Per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’Isee.

Proroga domande e indennizzi risparmiatori

I risparmiatori truffati dalle banche messe in liquidazione avranno tempo fino al 18 giugno per fare domanda di indennizzo. Si prevede inoltre che ad azionisti e obbligazionisti in attesa della predisposizione del piano di riparto, può essere corrisposto un anticipo nel limite massimo del 40 per cento dell’importo dell’indennizzo deliberato dalla Commissione tecnica.

Congedo speciale e voucher baby sitter

A partire dal 5 marzo per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato e autonomi che si trovano a fronteggiare la chiusura delle scuole in arrivo una forma di congedo parentale straordinario, per i figli fino a 12 anni di età, per un periodo continuativo o frazionato fino a 15 giorni, con un’ indennità pari al 50% della retribuzione o di 1/365 del reddito. Il limite di età non si applica in caso di figli con disabilità. Inoltre, i genitori dipendenti del settore privato con figli minori, tra i 12 e i 16 anni, hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di chiusura delle scuole, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Voucher baby sitter fino a 600 euro

In alternativa al congedo si potrà utilizzare il cosiddetto voucher baby sitter fino a 600 euro che sale a 1.000 per il personale sanitario. Il bonus viene erogato mediante il libretto famiglia.

Fondo ultima istanza per redditi bassi

Arriva il ‘Fondo per il reddito di ultima istanza’ per garantire un’indennità ai lavoratori dipendenti e autonomi che hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro.

70 milioni per i computer a studenti meno abbienti

In arrivo 70 milioni di euro nel 2020 che serviranno a mettere a disposizione degli studenti meno abbienti, in comodato d’uso, dispositivi digitali individuali per la fruizione delle piattaforme per la didattica a distanza. In totale, per le piattaforme per la didattica a distanza sono stanziati 85 milioni di euro per l’anno 2020: di questi 10 milioni sono destinati a consentire alle scuole di dotarsi immediatamente di piattaforme e di strumenti digitali utili per l’apprendimento a distanza, o di potenziare quelli già in dotazione, 70 milioni per fornire appunto i computer agli studenti meno abbienti e 5 milioni di euro a formare il personale scolastico sulle metodologie e le tecniche per la didattica a distanza.

50 milioni per cibo agli indigenti

In arrivo 50 milioni per assicurare la distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti per l’emergenza. L’apposito fondo per il finanziamento dei programmi nazionali di distribuzione di derrate alimentari alle persone indigenti, istituito all’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, è incrementato quindi di 50 milioni.

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Coronavirus, la Cgil chiede maggiore sicurezza e salute sui luoghi di lavoro

“La Segreteria della CGIL ritiene imprescindibile assicurare la salute e la sicurezza in tutti i luoghi di lavoro. Questa deve essere la priorità di tutti in questo momento per dare più forza al contrasto alla diffusione del COVID – 19”. 

Con queste parole inizia la nota del sindacato, impegnato in questi giorni a difesa del futuro dei lavoratori nel dopo Coronavirus.

“Il DPCM 11 marzo – continuano – , emanato nella notte dal Governo, non può limitarsi a semplici raccomandazioni, ma va reso pienamente esigibile al fine di sanificare, mettere in sicurezza e riorganizzare tutti i luoghi di lavoro.

In questo senso è positivo che il governo abbia accolto la richiesta unitaria di incontro, che a nostro parere deve avere come obiettivo la definizione di un protocollo nazionale di sicurezza anti contagio da applicare in tutti i luoghi di lavoro.

La sua definizione e applicazione non può prescindere da un confronto e da accordi fra le parti sociali ad ogni livello, coinvolgendo tra le altre anche le Rappresentanze sindacali dei lavoratori.

Laddove non ricorrano le condizioni per dare applicazione al protocollo di sicurezza si deve procedere alla riduzione delle attività produttive sino anche alla loro momentanea sospensione utile a determinare le condizioni di sicurezza per le lavoratrici e i lavoratori.

Per realizzare tutto ciò, occorre fare ricorso a tutti gli strumenti contrattuali e agli ammortizzatori sociali esistenti o di prossima definizione per sostenere sia i processi di sanificazione e messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, sia per far fronte ad eventuali rallentamenti o sospensione delle attività produttive.

Solo garantendo la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro si può sconfiggere l’epidemia in corso: è questa l’unica condizione necessaria per determinare la salvaguardia dell’occupazione e la ripresa dello sviluppo del nostro Paese”.   

In una seconda nota la Camera del Lavoro di Piacenza informa che a seguito dei provvedimenti sul contenimento dell’epidemia da Coronavirus susseguitesi in vari Dpcm, e alla luce delle comunicazioni Organizzative arrivate dalla Cgil Nazionale e dalla Cgil Regionale in riferimento all’apertura delle sedi sul territorio, comunica agli utenti che le sedi di Piacenza (via XXIV Maggio, tel.0523459701), Castel San Giovanni (Via Silvio Pellico, 14/a Tel. 0523 842826) Fiorenzuola d’Arda (Via Risorgimento, 15 Tel. 0523 983561)
e Monticelli (P.zza Matteotti, 8 Tel. 0523 829490) sono regolarmente attive, ma con accesso organizzato in base ad appuntamenti e con precedenza alle pratiche urgenti.

 

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Donati 3mila euro agli hospice di Piacenza e Borgonovo

Un atto concreto di solidarietà quello che si è tenuto questa mattina e che ha visto la Camera del Lavoro Cgil di Piacenza ed il sindacato pensionati Spi nella veste di fonatori a favore degli Hospice di Piacenza (via Bubba) e Borgonovo (via Pianello). Sono stati devoluti 3mila euro, ultimo atto di una serie di iniziative di beneficienza passate dal reparto di Ematologia dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza e attraverso Progetto Vita (totale delle donazioni, frutto di iniziative benefiche e autotassazioni, 7mila 250 euro, ndc). Iniziative possibili anche grazie alla collaborazione con Agriturismo Boschi Celati in occasione, il 16 giugno scorso, della seconda edizione di Festa Insieme che ha visto ospite Maurizio Landini.

“Sono iniziative di fraternità – è stato detto – crediamo diano l’idea che la società non sia così ‘incattivita’ come a volte ci raccontiamo. E’ piena di persone attive, solidali come i volontari degli Hospice e come la creazione delle stesse strutture di cure palliative ci raccontano, questa parte del Paese va sostenuta con ogni mezzo. Speriamo che tutto il sistema sanitario sia all’altezza di questi volontari e di questi centri.

 Oggi, tra gli altri, erano presenti alla consegna degli assegni oltre a Ivo Bussacchini, segretario organizzativo Cgil Piacenza, Luigino Baldini segretario generale Spi Piacenza e Pino Genesi della Lega Spi Piacenza, anche i marciatori del Gruppo Alta Valnure a Piacenza che ha contribuito alla donazione. Presenti anche la coordinatrice infermieristica di Hospice Piacenza, Elena Bonetti, Giancarla Bonetti e Monica Patelli dell’associazione amici dell’Hospice di Borgonovo.

Circa 200 euro al giorno il costo per un posto letto in una struttura come gli hospice del territorio. Cifra che non sarebbe coperta dai soli sforzi del pubblico e anche per questo la Cgil “per difendere il bene-comune salute” e per “promuovere azioni di solidarietà” ha organizzato iniziative benefiche con l’obbiettivo di dare un aiuto concreto. Come nel caso di Borgonovo dove i fondi Cgil andranno ad aiutare l’apertura di due stanze-accoglienza per i parenti dei degenti. Obiettivo quest’anno raggiunto. “Con appuntamento al prossimo” garantiscono da via XXIV Maggio.




Anche i sindacati a fianco degli studenti domani per il Fridays for Future

La Cgil di Piacenza sostiene la lotta dei giovani per la difesa dell’ambiente e contro il riscaldamento climatico. Il 27 settembre, anche a Piacenza, sono previsti incontri nei luoghi di lavoro per le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori, e la presenza in piazza, insieme agli studenti, di una delegazione della Camera del Lavoro. A renderlo noto è una nota del sindacato confederale che annuncia la partecipazione del sindacato alla “Settimana per il futuro”, e al terzo sciopero globale per il clima del 27 settembre. Non solo: il sindacato della conoscenza, Flci Cgil, ha proclamato uno sciopero generale sempre per venerdì.

“Difendere l’ambiente significa lavoro di qualità, significa – spiegano dalla Cgil – cambiare il modo di produrre e quindi di lavorare. Questo processo di trasformazione è molto importante e deve essere al centro delle scelte politiche di tutti i Paesi. È necessario battersi uniti per ottenere un cambiamento vero, è una battaglia dura – conclude la nota del sindacato di via XXIV Maggio – ma saremo capaci insieme di vincerla”.

FLC CGIL: 27/9 sciopero di tutto il personale del comparto
Affida ad una nota inviata alla stampa la sua partecipazione alla manifestazione di venerdì anche la Flc Cgil di Piacenza, che già lo scorso marzo ha sostenuto le mobilitazioni degli studenti legate al Friday for Future. Il sindacato scuola della Cgil, infatti, anche a Piacenza proclama, per l’intera gionata del 27 settembre, lo sciopero di tutto il personale del Comparto Istruzione e Ricerca, dell’Area dirigenziale, dei docenti universitari e di tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali. “Il mondo della conoscenza può dare un apporto insostituibile per affrontare la crisi climatica ed ecologica: la ricerca, la formazione delle giovani generazioni sui temi ambientali, l’apprendimento di stili di vita rispettosi dei limiti imposti dalla natura, sono tutte direttrici da seguire, da un lato, per evitare il collasso del nostro ecosistema e dall’altro per spingere i governi a fare grandi investimenti finalizzati alla transizione ecologica, rispettosa dei principi di giustizia sociale, ambientale e climatica” commenta Giovanni Zavattoni, segretario generale Flc Cgil Piacenza.

Anche CISL, nella mattina di oggi durante la presentazione di CISL per l’ambiente, ha fatto sapere che sarà presente con una propria delegazione.  

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Colla (Cgil): “Non possiamo permetterci di perdere i nostri giovani”

Un pensiero che sembra indirizzato anche al nuovo governo appena nato. “Non possiamo permetterci di perdere i nostri giovani”. Vincenzo Colla, vicesegretario piacentino della Cgil, non usa mezze misure e sulle colonne di Repubblica in edicola oggi rincara la dose: “Siamo un Paese a demografia piatta, con un invecchiamento della popolazione esponenziale, eppure lasciamo che i nostri giovani consegnino il loro sapere ai nostri concorrenti”. 

Il vero problema è dunque la costante emigrazione interna ed esterna, alla ricerca di un lavoro e condizioni di vita migliori: “Dal Sud si emigra perché non c’è lavoro, dal Nord si emigra perché altrove le condizioni di lavoro sono migliori. non basta alzare gli stipendi: dobbiamo cancellare la precarietà diffusa, che non ha paragone con gli altri Paesi e toglie respiro a qualunque percorso di vita”. 

“In Italia abbiamo oltre 40 modi di assumere – continua -, o meglio di non assumere: grazie alla tassazione agevolata al 15 per cento stanno di nuovo crescendo le partite Iva fasulle. I lavoratori pensano magari di guadagnare di più, ma la verità è che non possono avviare progetti di vita”. 

In conclusione, sostiene Colla, bisogna dire basta al part time involontario. “Si guarda sempre al tasso di disoccupazione, ma non si considera il calo delle ore lavorate”. 

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Colla (vicesegretario CGIL): “Serve un progetto per salvare il Paese”

Le forze politiche stanno provando a dialogare cercando un accordo per un nuovo governo, intanto la situazione sociale ed economica del Paese peggiora. Sono tante le aziende in crisi, e al momento nessuno se ne occupa. “Un sindacalista che oggi non pretende di avere un governo deve cambiare mestiere – commenta ai microfoni di RadioArticolo1 Vincenzo Colla, vice segretario generale della Cgil -, perché abbiamo bisogno di gente che abbia la facoltà di firmare accordi nei ministeri, e che possa mettere in atto mediazioni. Tra l’altro lo Stato per noi è anche datore di lavoro, quindi è fondamentale avere degli interlocutori”.

A Colla, però, non pare che nell’opinione pubblica ci sia contezza “di cosa è accaduto e di cosa deve accadere in questo Paese”, perché la situazione in cui si trova l’Italia “è stata determinata dall’ultimo governo”, che ha portato “una crescita piatta e un debito pubblico alle stelle”. “Siamo dentro un passaggio molto delicato – continua -, quindi serve molta responsabilità. Il presidente Mattarella, in effetti, è stato molto netto nelle sue dichiarazioni. L’Italia ha bisogno di un governo, dunque, comunque vada la discussione tra le parti, ci sarà un esecutivo che permetterà di gestire questa fase, breve o lunga che sia. Abbiamo, insomma, la garanzia che, al di là delle scorribande della campagna elettorale, l’Italia sarà messa in sicurezza”.

“Ovviamente – spiega ancora Colla – abbiamo bisogno di una discontinuità. La politica economica del governo uscente, infatti, era assurda. Era una politica di spesa corrente, una campagna elettorale permanente, gestita da un contratto di stampo commerciale, non costituzionale. Non era era un’operazione politica, insomma, ma è un’operazione mercantile, civilistica. E si è visto dove ci ha portati”. Anche l’apertura della crisi è stata “una continuazione della campagna elettorale”, “assurda viste le condizioni in cui si trova l’Italia”.

Ora la Cgil “guarderà con attenzione” al progetto che nascerà, “con molta responsabilità, come sempre”, perché serve “un’alternativa sulla politica economica” e su “alcuni passaggi fondamentali, come le condizioni di lavoro, gli appalti e il fenomeno migratorio”.

D’altro canto, oltre alle singole crisi aziendali, esiste anche la questione più generale del rallentamento della produzione industriale. Recenti dati del Centro studi di Confindustria certificano per il secondo trimestre del 2019 una diminuzione dello 0,7%, e c’è il rischio che neanche il prossimo semestre sia positivo. “Abbiamo due ordini di problemi – spiega Colla –. C’è una cesura di fatto nella produttività tra Nord e Sud. Ma noi non possiamo permetterci di avere un Meridione lasciato allo sbando. Servono quindi investimenti mirati per recuperare produttività e solidità. Poi è evidente che un modello di politica economica impostato esclusivamente sull’esportazione non funziona, e lascia indietro un mercato interno che rappresenta comunque il 70% del mercato complessivo. Se non si agisce sul mercato interno, la tenuta sociale del Paese è a rischio”.

È in questi aspetti che si evidenza maggiorente “l’irresponsabilità di chi ha impostato il suo progetto politico sulla spesa corrente, senza investimenti infrastrutturali e immateriali che dovevano essere approntati per stimolare il mercato interno”. Una “scelta sbagliata” che s’innesta in un sistema dei servizi dello Stato “massacrato negli ultimi anni”. “Abbiamo continuato a tagliare, pensando che non succedesse niente”.

La priorità, per la Cgil, è oggi “un progetto di lungo respiro, da cui ripartire. Se si continua con una campagna elettorale perenne si spegne la luce, e rischiamo di diventare un grande Paese contoterzista e povero”. “In questo passaggio – conclude Colla – non serve un governicchio, maun sentimento di cambiamento. L’Italia ha bisogno di essere ricucita, non di essere rappresentata continuamente in bianco e nero, senza la sfumatura della mediazione. Fare le mediazioni non è alto tradimento, è un’idea del possibile”.

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Sciopero dei trasporti, i sindacati dal Prefetto: “Piacenza nodo fondamentale, serve politica nuova”

Nella mattinata odierna il Prefetto ha ricevuto la delegazione dei rappresentanti di FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, che ne avevano fatto richiesta, sottolineando le motivazioni sottese allo sciopero generale dei trasporti dei lavoratori del Trasporto Merci e Logistica di oggi 24 luglio. E’ stato consegnato anche un documento al Prefetto da divulgare agli uffici ministeriali competenti. 

Hanno sottolineato come sia “sempre più urgente, per il territorio piacentino, una rinnovata politica riguardante sia la mobilità, con riferimento a nuovi investimenti infrastrutturali in viabilità e trasporti su ferro ed acqua sia un adeguato piano di manutenzione di quelle esistenti. D’altra parte hanno ricordato che la provincia di Piacenza resta e sarà sempre più un nodo fondamentale per i trasporti e la logistica italiana sia alla luce dei previsti investimenti nel settore della logistica che nelle nuove opere a servizio della cittadinanza come, ad esempio, il nuovo ospedale di Piacenza”. 

Hanno chiesto poi al Prefetto di attivare ogni canale istituzionale che permetta, a fronte di queste nuove sfide territoriali, un incremento congruo delle Forze di Polizia per il presidio del territorio oltre che la costante attenzione ad ogni forma di criminalità ed infiltrazione dell’economia di questa provincia.

IL COMMENTO DEL SINDACATO CGIL

“Manca una politica generale per il settore, il governo non fa scelte ed è sempre più urgente affrontare il dramma degli infortuni perché sugli incidenti mortali chiediamo un intervento chiaro e preciso: la divisione eccessiva tra competenze non specifiche tra vari soggetti, insomma la frammentazione del settore, è una causa importante degli infortuni”. Così Floriano Zorzella, segretario Filt Cgil Piacenza, sui motivi che oggi hanno portato i sindacati del settore di Cgil, Cisl e Uil a proclamare sciopero. “Va inoltre discusso il tema del diritto di sciopero perché se noi non rispettiamo la legge siamo subito sanzionati, mentre se le aziende violano gli impegni con le organizzazioni dei lavoratori non succede nulla. In generale, occorre aprire una discussione sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, che consideri il peso e la rappresentatività delle singole sigle”.

Tanti temi complessi quelli proposti dai sindacati, che non sono mai stati ascoltati dal governo. “Per la prima volta nella storia repubblicana il ministero dei Trasporti non ci ha mai incontrato sulle nostre richieste, limitandosi a riunioni sulle singole crisi aziendali. Non c’è mai stato un confronto. Ed è noto che in assenza di confronto vince chi ha il potere lobbistico più forte, questo va sempre a sfavore dei lavoratori. Il sindacato ha le sue proposte, ma l’esecutivo non le ascolta e quindi le scelte le fanno le aziende”.

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I sindacati nella nuova avventura dell’Emporio Solidale: presenza fissa negli spazi per la consulenza

Anche Cgil, Cisl e Uil erano presenti questa mattina al primo giorno di attività dell’Emporio Solidale, per mostrare il proprio sostegno a un progetto ambizioso e che coinvolge molte realtà della società civile. Un sostegno che va oltre quello a parole, ma più concreto.

I sindacati confederali infatti garantiranno una presenza fissa in uno degli spazi dell’emporio destinati a consulenza individuali.
Un supermercato, quindi, ma anche un luogo di volontari e di “consulenti” che punta a far emergere bisogni sociali e a risolvere problemi che rischiano di spingere ai margini intere famiglie.

Oltre ai primari bisogni di approvvigionamento, l’Emporio offrirà soprattutto assistenza e ascolto per superare lo stato di difficoltà. Il target di beneficiari individuato non è rappresentato da persone in condizione di povertà estrema ma da coloro che rischiano di passare da una situazione di impoverimento a una di povertà e di esclusione sociale, come chi ha perduto il lavoro e si trova in una condizione di grave vulnerabilità: i cosiddetti “nuovi poveri”, spesso non facilmente intercettati dai servizi e dal volontariato

E’ un progetto che prende il via dopo non poche difficoltà. “Tante persone si rivolgono alle sedi sindacali per problemi riguardanti certo il lavoro, ma anche casa e in generale problemi economici che rischiano di gettare ai margini della società persone che rischiano di diventare “invisibili”. Luoghi di solidarietà come questi sono fondamentali per tentare di fermare una spirale che risucchia non poche famiglie sul nostro territorio” ha commentato Gianluca Zilocchi, segretario generale della Camera dle Lavoro di Piacenza. “Questo paracadute da solo non basta, ma di certo è un aiuto importante che arriva oggi dopo anni di lavoro dei volontari”.

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La Cgil lancia l’allarme: “Paese fermo, aumentano le disuguaglianze”

“Una fotografia impietosa di un’Italia ferma per crescita economica, occupazionale e demografica”. Questo il giudizio della Cgil nazionale sulla situazione, emersa dal rapporto annuale Istat, del nostro Paese.

Per la Confederazione “tra i dati che destano maggiore preoccupazione quelli macroeconomici, ma non solo. L’economia italiana segna un netto rallentamento della crescita del Pil rispetto al 2017, quindi uno stallo”.

“Lo scenario demografico – prosegue – è segnato dalla mancanza di prospettive e dalla possibilità di miglioramento delle condizioni socio-economiche, lo dimostra il record negativo delle nascite. La recessione demografica, infatti, è alleviata solo dai migranti, sono quindi incomprensibili le politiche anti-immigrati che prevedono la chiusura dei porti e non l’accoglienza. Inoltre, continuano le migrazioni interne e quelle verso l’estero, soprattutto dei giovani: una tendenza drammatica registrata solo durante la prima guerra mondiale”. Sul versante occupazionale, il sindacato di corso d’Italia evidenzia un “contesto fragile. Aumentano in maniera preoccupante i lavoratori precari, con contratti inferiori a sei mesi, e quelli costretti ad un part-time involontario”. “Infine, negli ultimi dieci anni, è raddoppiata la quota di popolazione che non riesce a sostenere la spesa per beni e servizi essenziali, rischiando così l’esclusione sociale”.

Secondo la Cgil “le politiche dell’ultimo decennio hanno determinato quanto emerge oggi dal rapporto annuale: profondi divari territoriali, l’aumento delle diseguaglianze e la riduzione di prospettive soprattutto per i giovani, in un Paese bloccato nella crescita e nello sviluppo”. “Per colmare i divari servono investimenti pubblici per sanità, servizi sociali, istruzione e per le infrastrutture materiali. Serve governare le politiche industriali, definendo obiettivi e direttrici di investimento per riuscire ad affrontare le sfide dell’innovazione digitale e della transizione ambientale”. “Per unire il Paese e ridurre le diseguaglianze – conclude la Cgil – saremo sabato prossimo in piazza a Reggio Calabria insieme a Cisl e Uil per una grande manifestazione unitaria”.

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Rinnovato il contratto collettivo nazionale per la cooperazione sociale, a Piacenza circa 3000 gli interessati

Lavoratori e lavoratrici che hanno a che fare con le parti più “estreme” e più fragili della società: bambini e anziani. A Piacenza sono tra i 2.500 e i 2.800 i lavoratori interessati dal rinnovo del contratto collettivo nazionale della Cooperazione sociale, che dopo sette anni di “vacanza” è stato rinnovato alla fine di maggio dai sindacati confederali e dalle principali centrali cooperative. I contenuti dell’intesa sono stati illustrati in una conferenza stampa in sala Guido Rossa in Camera del Lavoro da Giovanni Baiardi (Fp Cgil), Alberto Canepari (Cisl Fp) e Gianmaria Pighi (Uil Fpl).

Sette anni, dicevamo, che il CCNL era scaduto. Dopo lunghe trattative la pre-intesa è stata sottoposta ai lavoratori piacentini nei mesi di marzo e aprile, mentre a maggio è arrivata la sigla finale dopo il via libera della base. Sono oltre 400mila in Italia i lavoratori interessati, poco meno di 3mila a Piacenza. “E’ un contratto atteso da diversi anni, tuttavia la mobilitazione prosegue – hanno spiegato i dirigenti sindacali – perché l’8 giugno è prevista una manifestazione unitaria a Roma: è stato siglato il CCNL 2017-2019, e a dicembre, quindi, sarà di nuovo in scadenza. Invitiamo i lavoratori a partecipare alla mobilitazione, alle assemblee e informarsi presso il proprio sindacato di riferimento. La posta in gioco è alta, e si può fare tanto” hanno spiegato Baiardi, Pighi e Canepari.

PARTE ECONOMICA

Nello specifico, il contratto prevede 300 euro lordi una-tantum di indennità per il periodo di vacanza contrattuale: 200 erogati a giugno e 100 a luglio. L’aumento è nell’ordine di 80 euro a regime per la categoria C-1, a regime da settembre 2020 e i cui primi effetti si vedranno a novembre 2019. “Andremo all’Ispettorato territoriale del lavoro per consegnare le tabelle dei nuovi minimi contrattuali. Al di là dei controlli, che vanno fatti, invitiamo pubblicamente già da oggi committenze pubbliche e private a tener conto del rinnovo contrattuale: occorre prevedere, nelle gare di appalto, i nuovi compensi orari perché in un comparto che opera con bambini, anziani e disabili la qualità dei servizi passa dalla soddisfazione dei lavoratori e puntando sulla qualità ad emergere saranno le cooperative più ‘serie’, ossia quelle che rispettano appieno accordi e contratti e che erogheranno, di conseguenza, i servizi migliori. Per questo richiamiamo tutti al rispetto rigoroso dei contratti nell’elaborazione delle gare d’appalto”.

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