Anche i pensionati piacentini in Piazza a Roma per manifestare contro il taglio agli assegni

Molte migliaia i pensionati che sabato 1º giugno sono giunti da tutta Italia a Roma, in piazza San Giovanni, per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata da Spi-Cgil Fnp Cisl e Uilp-Uil per protestare contro il governo che ha bloccato la rivalutazione delle pensioni, sottraendo risorse dalle tasche dei pensionati.

I sindacati dei Pensionati di Cgil Cisl e Uil, infatti, non hanno proprio digerito il provvedimento ”iniquo” del Governo giallo verde che ha piallato gli assegni dei pensionati italiani togliendo loro quanto dato con la rivalutazione delle pensioni dei primi tre mesi del 2019. Ma soprattutto continuano a non digerire la “totale mancanza di attenzione nei loro confronti da parte del governo”.

“Ancora una volta – afferma il segretario generale della Fnp Cisl, Gigi Bonfanti – questo governo proclama di voler essere vicino ai bisogni delle famiglie e invece, in pratica, fa il contrario, togliendo dalle tasche dei pensionati risorse importanti, e lo fa attraverso la beffa di mettere in pratica il provvedimento ora, dopo le elezioni europee.”

Oltre alla decisione del Governo di procedere al conguaglio della perequazione a partire da giugno, come annunciato dall’Inps, i sindacati dei pensionati contestano il fatto che nulla è stato previsto sul fronte delle tasse, che i pensionati pagano in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti; così come nulla è stato fatto sulla sanità, sull’assistenza e sulla non autosufficienza, questioni fondamentali per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie che richiederebbero interventi concreti e risorse.

“L’unica misura messa in campo – denunciano le tre federazioni – è stata quella del taglio della rivalutazione. La tanto sbandierata pensione di cittadinanza, invece, finirà per riguardare un numero molto limitato di persone e non basterà ad affrontare il tema della povertà. Il Governo – sottolineato Spi, Fnp e Uilp – si è mostrato del tutto sordo alle rivendicazioni e alle necessità dei pensionati italiani, accusati addirittura di essere degli avari per aver osato protestare a fine dicembre contro il taglio della rivalutazione. È per questo motivo – concludono che i pensionati il 1 giugno saranno in piazza San Giovanni, per protestare contro questo governo che, al pari dei precedenti, piuttosto che aiutare non fa che danneggiare i nostri pensionati attraverso provvedimenti iniqui”.

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Troppi infortuni sul lavoro, i sindacati incontrano il Prefetto Falco

L’incidente mortale occorso lo scorso 1 maggio all’operaio edile di Chiavenna Landi ha lasciato alcuni strascichi. Il sindacato Cgil, Cisl e Uil hanno richiesto un incontro col Prefetto Maaurizio Falco questa mattina, a cui hanno partecipato i principali rappresentanti locali e una sessantina di manifestanti.

Le richieste sono esplicite: maggiore sicurezza sul luogo di lavoro, anche in relazione all’evento del 25 aprile in cui un operaio di 22 anni sarebbe rimasto ustionato al volto e gli arti superiori venendo a contatto con del solvente in una ditta di trasformazione del pomodoro a Gariga.

Al Prefetto è stato fatto notare in particolare il dato sugli infortuni denunciati sia mortali che non: il dato piacentino dimostra che se nel 2017 si erano verificati 4950 infortuni denunciati, nel 2018 erano saliti del 5%, arrivando a 5201. L’aumento rappresenta quello più consistente rispetto a tutta la Regione. I decessi nel 2018 sono stati 9, secondo dati ANMIL, sui 115 della Regione.

Cisl ha fatto notare che la deriva dei dati dimostra come alcuni strumenti messi in campo negli ultimi anni stiano diventando deboli, Cgil rimarca alcune scelte politiche sbagliate a livello nazionale, Filea Cgil sottolinea che i dati si riferiscono solo alle denunce fatte, mentre esiste un sommerso di dati che non possono emergere ma che hanno un peso, in particolare in risalto è stata posta la situazione dei cantieri, sempre più rischiosi. Una soluzione proposta è stata quella di estendere i protocolli d’intesa sugli appalti pubblici. L’auspicio comune è che questo tema venga trattato in modo approfondito anche a Roma, con i Ministri competenti.

Il Prefetto Falco ha posto l’accento sull’argomento evidenziando come non possa essere “divisivo”, e che la priorità resta sempre la vita dei cittadini e dei lavoratori.

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Sit in dei precari della scuola davanti al Provveditorato: “Lo Stato è il peggior datore di lavoro”

In tutta Italia sit in per chiedere un miglioramento delle condizioni di lavoro degli insegnanti da parte di varie sigle sindacali. Anche a Piacenza questo pomeriggio uno sparuto gruppo di persone appartenente a FLC Cgil, Uil Scuola e FSUR Cisl tra le altre ha manifestato il proprio disappunto in Corso Garibaldi, davanti all’Ufficio Scolastico Provinciale. Lo stesso Giovanni Zavattoni, maestro di scuola primaria e neo Segretario FLC Cgil, ha elencato i punti su cui si basa la lotta degli insegnanti: “Abbiamo ricreato un’unità sindacale perchè c’è un’emergenza, a partire dalla stabilizzazione dei precari. Abbiamo tantissime cattedre vacanti, parliamo di più di 32 mila posti, senza contare l’organico che serve per far funzionare la scuola, che si aggira attorno ai 52 mila posti. La Quota 100 ha portato fuori dalla scuola tantissimi docenti e ATA (Amministrativo, Tecnico, Ausiliario). Complessivamente 147 mila posti che potevano già essere stabilizzati. Invece il Governo vuole reiterare i contratti a tempo determinato, perchè si fa cassa”.

Tutto questo però ha delle conseguenze pesanti. “Incide sul diritto allo studio, su scuole che non riusciranno a funzionare a tempo pieno. Chiediamo che i precari dopo 36 mesi vengano stabilizzati, esiste anche una proposta, che abbiamo presentato al Ministero. Chiediamo che le graduatorie diventino di merito, con un anno di formazione vero, con la collaborazione delle Università e concorsi ordinari annuali”. Prima di Pasqua previste nuove iniziative, si parla anche di uno sciopero.

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Sindacati uniti contro il Comune: “Quote Iren per progetti straordinari e non per far cassa”

Si dichiarano “preoccupati” per interventi “di bassissimo respiro”, che anche all’ interno della maggioranza di Palazzo Mercanti “non trovano quel consenso ampio e adeguato” per questo genere di operazioni, pertanto chiedono al Comune di riaprire il confronto. La vendita di quote Iren spa, l’azienda multiservizi che serve i territori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e soprattutto Genova e Torino, al centro di una nota stampa inviata dai sindacati confederali di Piacenza alla stampa.
“Nei giorni scorsi – scrivono Gianluca Zilocchi (Cgil), Marina Molinari (Cisl), Francesco Bighi (Uil) – abbiamo avuto un incontro con l’assessore Paolo Passoni sui temi del bilancio del Comune di Piacenza. L’amministrazione, come già aveva anticipato, ha prospettato la vendita delle quote Iren come, sostanzialmente, scelta strategica di fondo del bilancio. Abbiamo preso atto della volontà della Giunta di Piacenza ed espresso una chiara contrarietà per una serie di motivi”. Ed ecco i motivi che Zilocchi, Molinari e Bighi hanno così sintetizzato.
QUOTE PIACENZA IN IREN
“E’ strategica, più che la vendita, una presenza importante di Piacenza all’interno della multiutility che vada al di là delle quote del patto di sindacato. Questo è fondamentale per mantenere Piacenza negli assetti proprietari e fare in modo che servizi come acqua, rifiuti ed energia siano strategicamente radicati sul territorio piacentino. Questo passaggio è necessario per ‘leggere’ al meglio le specificità e per mantenere un rapporto stretto con i cittadini/utenti
a Piacenza. Non stiamo parlando di una società quotata utile a fare operazioni puramente finanziarie come intende fare il Comune di Piacenza. Vendendo le quote, si indebolisce il governo pubblico di Piacenza su questi servizi fondamentali, e si sposta così l’asse strategico dell’azienda sempre più verso altri territori, verso Genova in particolare”.
DIVIDENDI, PROGETTI, SPESA CORRENTE e TASSAZIONE
“Inoltre – proseguono i confederali – ogni anno mancheranno al Comune dividendi importanti. La nostra contrarietà risiede soprattutto nella mancanza di progettualità legata alla vendita delle quote. Infatti, la vendita è vincolata per investimenti e infrastrutture dalle normative: ossia non si possono utilizzare quei fondi per la cassa corrente o finanziare altre voci.
Diverso – spiegano i sindacati – sarebbe agire sulla tassazione, opzione che il Comune esclude a prescindere. Non crediamo si debbano alzare le tasse, tuttavia abbiamo sentito l’Amministrazione Comunale ragionare sempre di Irpef (reddito persone fisiche), ben sapendo che altre leve fiscali come Imu e Tasi potrebbero essere prese a riferimento per agire su fasce di popolazione meno disagiate. Si può discutere di tassazione locale – esortano Zilocchi, Molinari e Bighi – ma a una condizione: premesso che iniziamo a registrare registriamo tagli importanti sulla spesa sociale, agire sulla tassazione è plausibile a condizione che quanto si recupera sia investito in spesa per il sociale. Non solo: se il Comune parla di “razionalizzazione della spesa” per scongiurare l’innalzamento delle imposte è fondamentale discutere di quali servizi subiranno la razionalizzazione. Investire sul sociale, viceversa, per esempio nei confronti della popolazione anziana è una delle strade obbligate per il futuro. Potenziare e qualificare la spesa per il sociale, non il contrario, appare strategico per Piacenza”.
“Ciò che manca – concludono – è un progetto vero e riconoscibile. Utilizzare i ricavi delle quote Iren per marciapiedi, tetti o manutenzione straordinaria è un errore. Tali interventi, seppur importanti, dovrebbero rivestire carattere di ordinarietà e quindi non potrebbero essere finanziati con la vendita delle quote Iren. La progettualità deve essere al centro di una scelta del genere e purtroppo non la scorgiamo a Piacenza. Se l’amministrazione proponesse un “grande progetto” si potrebbe anche approcciare il tema della vendita delle quote Iren. Viceversa, l’operazione come prospettata appare goffa e finalizzata a far saltare fuori dei quattrini per le spese. Siamo contrari a questo approccio. Che il Comune di Piacenza rimetta in moto la macchina della progettualità, altrimenti a “sbattere” sarà il futuro strategico del territorio”. 

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I sindacati contrari alla vendita delle quote Iren

La vendita di parte delle quote Iren detenute dal Comune di Piacenza, per fare cassa e rendere possibili alcuni investimenti, è riuscita a sollevare un polverone interno alla maggoranza aprendo uno scontro (forse) rientrato con Mauro Saccardi, che aveva assunto posizioni contrarie al suo gruppo (Forza Italia) ma sopprattutto con il consigliere liberale Levoni.

Una vicenda su cui non si è ancora scritta la parola fine e sulla quale ora si innestano anche i sindacati che, sebbene da posizioni differenti e per motivi diversi, a loro volta si dicono contrari a questa vendita.

La triplice piacentina si dichiara “preoccupata” per interventi “di bassissimo respiro”, che anche all’ interno della maggioranza di Palazzo Mercanti “non trovano quel consenso ampio e adeguato” per questo genere di operazioni, pertanto chiedono al Comune di riaprire il confronto. La vendita di quote Iren spa, l’azienda multiservizi che serve i territori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e soprattutto Genova e Torino, al centro di una nota stampa inviata dai sindacati confederali di Piacenza alla stampa.

“Nei giorni scorsi – scrivono Gianluca Zilocchi (Cgil), Marina Molinari (Cisl), Francesco Bighi (Uil) – abbiamo avuto un incontro con l’assessore Paolo Passoni sui temi del bilancio del Comune di Piacenza. L’amministrazione, come già aveva anticipato, ha prospettato la vendita delle quote Iren come, sostanzialmente, scelta strategica di fondo del bilancio. Abbiamo preso atto della volontà della Giunta di Piacenza ed espresso una chiara contrarietà per una serie di motivi”. Ed ecco i motivi che Zilocchi, Molinari e Bighi hanno così sintetizzato.

Le quote piacentine in Iren

“E’ strategica, più che la vendita, una presenza importante di Piacenza all’interno della multiutility che vada al di là delle quote del patto di sindacato. Questo è fondamentale per mantenere Piacenza negli assetti proprietari e fare in modo che servizi come acqua, rifiuti ed energia siano strategicamente radicati sul territorio piacentino. Questo passaggio è necessario per ‘leggere’ al meglio le specificità e per mantenere un rapporto stretto con i cittadini/utenti a Piacenza. Non stiamo parlando di una società quotata utile a fare operazioni puramente finanziarie come intende fare il Comune di Piacenza. Vendendo le quote, si indebolisce il governo pubblico di Piacenza su questi servizi fondamentali, e si sposta così l’asse strategico dell’azienda sempre più verso altri territori, verso Genova in particolare”.

Dividendi, progetti, spesa corrente, tassazione

“Inoltre – proseguono i confederali – ogni anno mancheranno al Comune dividendi importanti. La nostra contrarietà risiede soprattutto nella mancanza di progettualità legata alla vendita delle quote. Infatti, la vendita è vincolata per investimenti e infrastrutture dalle normative: ossia non si possono utilizzare quei fondi per la cassa corrente o finanziare altre voci.

Diverso – spiegano i sindacati – sarebbe agire sulla tassazione, opzione che il Comune esclude a prescindere. Non crediamo si debbano alzare le tasse, tuttavia abbiamo sentito l’Amministrazione Comunale ragionare sempre di Irpef (reddito persone fisiche), ben sapendo che altre leve fiscali come Imu e Tasi potrebbero essere prese a riferimento per agire su fasce di popolazione meno disagiate.  Si può discutere di tassazione locale – esortano Zilocchi, Molinari e Bighi – ma a una condizione: premesso che iniziamo a registrare registriamo tagli importanti sulla spesa sociale, agire sulla tassazione è plausibile a condizione che quanto si recupera sia investito in spesa per il sociale. Non solo: se il Comune parla di “razionalizzazione della spesa” per scongiurare l’innalzamento delle imposte è fondamentale discutere di quali servizi subiranno la razionalizzazione. Investire sul sociale, viceversa, per esempio nei confronti della popolazione anziana è una delle strade obbligate per il futuro. Potenziare e qualificare la spesa per il sociale, non il contrario, appare strategico per Piacenza”.

 “Ciò che manca – concludono – è un progetto vero e riconoscibile. Utilizzare i ricavi delle quote Iren per marciapiedi, tetti o manutenzione straordinaria è un errore. Tali interventi, seppur importanti, dovrebbero rivestire carattere di ordinarietà e quindi non potrebbero essere finanziati con la vendita delle quote Iren.  La progettualità deve essere al centro di una scelta del genere e purtroppo non la scorgiamo a Piacenza. Se l’amministrazione proponesse un “grande progetto” si potrebbe anche approcciare il tema della vendita delle quote Iren. Viceversa, l’operazione come prospettata appare goffa e finalizzata a far saltare fuori dei quattrini per le spese. Siamo contrari a questo approccio. Che il Comune di Piacenza rimetta in moto la macchina della progettualità, altrimenti a “sbattere” sarà il futuro strategico del territorio”.




Ong, tra fake news e realtà. Venerdì 1 marzo a Piacenza il comandante della nave Open Arms, Riccardo Gatti

Per cercare di capire quale compito svolgono le Ong come “Proactiva Open Arms” nel Mediterraneo e per indagare la percezione dei fenomeni complessi come l’immigrazione attraverso il racconto giornalistico e il suo linguaggio. Sono questi gli obiettivi della prima manifestazione che Articolo21 Emilia-Romagna ha messo in cantiere a Piacenza, in collaborazione con la storica Camera del Lavoro locale, “la prima sorta sotto i cieli d’Italia”, come scrissero le cronache il 23 marzo 1891.
L’appuntamento è per venerdì 1 marzo 2019 nel salone Nelson Mandela (Via XXIV Maggio, 18) a Piacenza. Ospiti di Cgil e Articolo21 Emilia-Romagna saranno il capo missione e comandante della ONG “Proactiva Open Arms”, Riccardo Gatti, il giornalista Valerio Cataldi, presidente dell’associazione Carta di Roma (protocollo deontologico dei giornalisti italiani su richiedenti asilo, rifugiati, vittime della tratta e migranti) e il segretario della Cgil Emilia-Romagna, Luigi Giove. LA serata sarà condotta da Mattia Motta, giornalista, consigliere nazionale della Federazione della Stampa e ufficio stampa della Camera del Lavoro di Piacenza.
“Un’intervista a viso aperto sui temi che stanno focalizzando il dibattito italiano, dai social al Parlamento. Verranno proiettati i video delle operazioni della Open Arms e ci sarà spazio per il dibattito e la libera circolazione delle idee – nella cornice Costituzionale dell’Articolo21. E non è un caso che si sia deciso di imbastire questa iniziativa alla vigilia della manifestazione del 2 marzo a Milano contro ogni forma di razzismo” spiegano gli organizzatori.
La serata è ad ingresso libero fino ad esaurimento dei posti a sedere (circa 250). Per informazioni: 0523/459701.




Il 2 marzo a Milano i sindacati per ribadire il NO al razzismo. Anche Cgil Piacenza presente

Il 2 marzo a Milano manifestazione nazionale per dire no al razzismo. Anche la Cgil di Piacenza parteciperà. Lo rende noto il sindacato che sta organizzando il viaggio verso il capoluogo meneghino. Dopo la manifestazione di febbraio dei cittadini “resistenti” che hanno abbracciato, simbolicamente, il Comune di Piacenza per chiedere rispetto dei diritti umani nella questione dei migranti, un nuovo appuntamento per ribadire la propria posizione sul tema. “In Italia e in Europa servono  – scrive la Cgil nell’appello alla partecipazione -, politiche sociali nuove ed efficaci, per il lavoro, per la casa, per i diritti delle donne, per la scuola e a tutela delle persone con disabilità”. “Noi ci battiamo per il riscatto dei più deboli e per scelte radicalmente diverse da quelle compiute sino a oggi in materia di immigrazione, politiche di inclusione, lotta alle diseguaglianze e alla povertà”.

2 marzo 2019 —– > www.people2march.org
DA PIACENZA
ore 12:00 PARTENZA PULLMAN SABATO 2 MARZO ORE 12:00 DI FRONTE CAMERA DEL LAVORO (Via XXIV MAggio, 18).

ore 14:00
CONCENTRAMENTO CORTEO via Palestro angolo Corso Venezia

ore 20:00
Rientro a Piacenza

Per prenotare telefonare allo 0523/459791

LA LETTERA DEL SEGRETARIO ZILOCCHI

Cari compagni e care compagne,

SABATO 2 MARZO PROSSIMO si terrà a MILANO una grande manifestazione nazionale sui temi dell’immigrazione e dell’accoglienza alla quale crediamo che la nostra Camera del Lavoro debba essere presente in modo concreto e visibile. A questo proposito, per favorire un’ampia partecipazione, stiamo organizzando un pullman con partenza da Piacenza: nei prossimi giorni vi forniremo ulteriori dettagli dell’iniziativa. Nel frattempo, chi volesse partecipare si prenoti allo 0523 459791 o alla mail info@cgilpiacenza.it

La manifestazione prevede il concentramento alle ore 14.00 in via Palestro – angolo corso Venezia.

PROMOTORI, tra gli altri:

ACLI MILANO, MONZA E BRIANZA – ACTIONAID – ANPI PROVINCIA DI MILANO – COMITATO INSIEME SENZA MURI – I SENTINELLI DI MILANO – MAMME PER LA PELLE – AMNESTY INTERNATIONAL ITALIA – AMREF HEALTH AFRICA – ANOLF MILANO – ARCI MILANO, MONZA E BRIANZA E LODI – ASSOCIAZIONE AFROFASHION – CAMERA DEL LAVORO DI MILANO – CASA DELLA CARITA’ – CIAI Centro Italiano Aiuti all’Infanzia – CISL MILANO METROPOLI – COMUNITA’ DI SANT’EGIDIO MILANO – EMERGENCY ONG ONLUS – FESTIVAL DEI DIRITTI UMANI – FESTIVAL GOES DIVERCITY – LIBERA MILANO – NOWALLS – MEDICI SENZA FRONTIERE – PASSEPARTOUT RETE DI IMPRESE SOCIALI – RAZZISMO BRUTTA STORIA – TERRES DES HOMMES – UIL MILANO E LOMBARDIA 

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Anche i sindacati piacentini alla manifestazione di Roma

Il Segretario generale Cisl Parma Piacenza, Marina Molinari

C’era anche una folta delegazione piacentina, oggi a Roma, per la manifestazione sindacale unitaria di Cgil Cisl e Uil per richiedere al governo una nuova politica economica fatta di investimenti e lavoro. I sindacati in corteo sono partiti da piazza della Repubblica per giungere a piazza San Giovanni dove sono intervenuti i segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Ad aprire e la manifestazione lo striscione che riassume il senso dell’intera protesta: “Futuro al lavoro” e la richiesta rivolta al governo di aprire un confronto e di cambiare la politica economica mettendo al centro sviluppo, crescita, lavoro, pensioni, fisco ed anche il rilancio degli investimenti sia pubblici sia privati.

«È meglio che il governo torni indietro perché altrimenti va a sbattere», ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, aprendo il corteo.

Secondo il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, il governo deve «uscire dalla realtà virtuale e calarsi nel mondo reale del lavoro». L’unica cosa che cresce – ha aggiunto – «è lo spread è evidente che così le cose stanno andando male. Il governo si fermi e cambi la sua linea economica sblocchi le infrastrutture quelle medie e grandi opere per cui ha bloccato senza alcun motivo miliardi e miliardi e oltre 400 mila posti di lavoro e gli investimenti su Impresa 4.0, sulla ricerca, innovazione e scuola». I sindacati, prosegue Furlan, propongono «una bella riforma fiscale che renda più pesanti le buste paga dei lavoratori. Siamo un paese dove il 90% dell’erario e sovvenzionato dai lavoratori e pensionati, bisogna guardare a loro».

«Non possono essere autoreferenziali, questa piazza la devono ascoltare» ha affermato Barbagallo (Uil): «Noi facciamo sindacato non siamo opposizione politica di nessuno».




Ancora tante adesioni alla manifestazione del 2 febbraio in Piazza Cavalli “Piacenza che Resiste”

Il Coordinamento delle associazioni sotto riportate, aderisce, unanimemente, all’iniziativa “Piacenza che resiste”, prevista per le ore 15 del giorno 2 Febbraio, davanti al Municipio di Piacenza. L’iniziativa, che nasce come, “reazione spontanea di gruppi di cittadini impegnati nel sociale e di diverso orientamento politico, religioso e culturale colpiti dal quotidiano perpetuarsi di barbarie e crudeltà”, ha l’obiettivo di far sapere che non vengono condivise le politiche governative in materia di immigrazione e di sicurezza che violano la dignità umana e i diritti Costituzionali, assistendo con preoccupazione al riproporsi di ideologie neofasciste, xenofobe e razziste.

Tale piattaforma trova totale sostegno all’interno delle associazioni impegnate in un coordinamento per i diritti umani e civili anche nella nostra comunità locale.

“La nostra lotta – concludono – è appena iniziata e invitiamo tutti i cittadini ad unirsi a noi sabato 2 febbraio per una Piacenza accogliente e aperta”.

Aderenti: ARCIGAY PIACENZA LAMBDA APS, FAMIGLIE ARCOBALENO PIACENZA, AGEDO MILANO, NON UNA DI MENO PIACENZA, FIORENZUOLA OLTRE I CONFINI, AMNESTY INTERNATIONAL PIACENZA, ANPI COMITATO PROVINCIALE DI PIACENZA, LIBERA COORDINAMENTO DI PIACENZA, ARCI PIACENZA, CGIL PIACENZA, CISL PIACENZA, UIL PIACENZA, ASSOCIAZIONE ARCANGELO DI MAGGIO, ASSOCIAZIONE FABBRICA E NUVOLE, EMERGENCY PIACENZA, RESTIAMOUMANI. 

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Piacenza che Resiste, anche i sindacati in Piazza Cavalli per i diritti umani il 2 febbraio

Come già annunciato, sabato 2 febbraio in Piazza Cavalli si terrà l’iniziativa autoconvocata di cittadini uniti dal comune grido “Piacenza che Resiste”. Si tratta di cittadini “impegnati nel sociale e desiderosi di una società impregnata di gesti, parole, azione, atteggiamenti e politiche improntati ai valori della nostra Costituzione dove le persone hanno tutte pari valore e dignità”.

A questa manifestazione, prevista dalle ore 15, aderiscono anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Hanno voluto dare la adesione in quanto “Il fenomeno della migrazione nel nostro Paese ha subito fasi alterne, perché l’incontro di culture differenti non è sempre facile, ma le politiche messe in campo da questo Governo vogliono rompere ogni rapporto di solidarietà, rendendo l’immigrato il soggetto su cui scaricare tutte le paure e da individuare come l’usurpatore di diritti come la casa, il lavoro, l’asilo, in un contesto socio-politico-economico che ha messo le nuove povertà degli Italiani a confronto con quelle degli immigrati, quasi in una tragica concorrenza. Occorre invece riportare l’attenzione sulle vere cause, affrontare il tema della mancanza di corridoi umanitari e di una politica europea comune su accoglienza, integrazione, lotta ai trafficanti di morte, cooperazione nei paesi di origine, evitando che si alimentino fenomeni di arretramento culturale e di recrudescenza di xenofobia e razzismo. L’immigrazione si può e si deve gestire con il rispetto che si deve ad ogni vita umana”.

Ecco il testo della lettera diffusa dai cittadini autoconvocati:

Cittadini Autoconvocati “Piacenza che resiste “ per azioni, parole, gesti e politiche che mettano al primo posto l’umanità tutta!
L’iniziativa del 2 febbraio nasce come reazione spontanea di gruppi di cittadini impegnati nel sociale e di diverso orientamento politico, religioso e culturale colpiti dal quotidiano perpetuarsi di barbarie e crudeltà. La nostra aspirazione è quella di far sapere che non condividiamo le politiche in materia di immigrazione e di sicurezza che violano la dignità umana e i diritti Costituzionali. Assistiamo con preoccupazione al riproporsi di ideologie neofasciste, xenofobe e razziste.
E’ impossibile non vedere e quindi è impossibile non opporsi a queste politiche, i cittadini autoconvocati “ Piacenza che resiste” si ritroveranno in Piazza Mercanti davanti al Municipio sabato 2 febbraio alle ore 15,00.
E’ un’ Autoconvocazione di cittadini che decidono di resistere alle scelte inumane e dannose: di chi vorrebbe lasciare morire in mare e nei deserti coloro che scappano da guerra, fame e povertà; di chi vorrebbe respingere persone inermi nei campi libici dove verrebbero torturati ; di chi interrompe i percorsi di assistenza e inclusione; di chi istiga all’odio e alla xenofobia dimenticando i nostri valori di accoglienza, apertura e convivenza garantiti dalla Carta Universale dei Diritti Umani e dalla Costituzione Repubblicana. Manifesteremo affinché prevalgano nella nostra società azioni, parole, gesti e politiche che mettano al primo posto l’umanità tutta! Senza distinzione di provenienza o altro.

Sollecitiamo tutti i cittadini che si riconoscono in questo appello a partecipare numerosi sabato 2 febbraio in Piazza Mercanti davanti al Municipio di Piacenza – ritrovo alle ore 15 – portando con sé unicamente la bandiera della Pace, drappi arcobaleno e cartelli – striscioni che rispecchino lo spirito dell’iniziativa.
Invitiamo tutti, pur nella loro specificità, a garantire una presenza nonviolenta e pacifista in linea con lo spirito dell’iniziativa.
Durante la manifestazione si raccoglieranno le adesioni dei cittadini al presente documento; tutti saranno invitati a lasciare le proprie riflessioni su cartelloni.

Cittadini Autoconvocati “Piacenza che Resiste” 

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