Futuro al lavoro! Il 9 febbraio manifestazione nazionale a Roma dei sindacati Cgil, Cisl e Uil

Al grido di “Futuro al Lavoro!” i sostenitori dei sindacati Cgil, Cisl e Uil il 9 febbraio prossimo stanno organizzando a Roma una grande manifestazione a sostegno della piattaforma unitaria che contiene le proposte per cambiare le scelte dell’Esecutivo e per aprire un confronto serio e di merito. Per Cgil, Cisl e Uil “la legge di bilancio approvata ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili che non hanno trovato riscontro nella legge di stabilità avanzata dal Governo”.

Anche le sezioni piacentini dei sindacati si mobilitano, con pullman che partiranno dalla nostra provincia in direzione della capitale.

ORARI PULLMAN PER ROMA
Viaggio A/R a sottoscrizione volontaria

VENERDI’ 8 FEBBRAIO

Ore 24.00 da BORGONOVO V.T. (piazza della Rocca)

Ore 00.10 da CASTEL S.GIOVANNI (p.le Gramsci)

Ore 00.20 da SAN NICOLO’ (p.le della Chiesa)

Ore 00.30 da PIACENZA – p.le Stadio Garilli

Ore 00.45 da PONTENURE (piazza – via Emilia)

Ore 01.00 da FIORENZUOLA D’ARDA – loc. Barabasca

PRENOTAZIONI: CGIL 0523 459791 – 0523 459701

Le motivazioni per cui i sindacati scendono in piazza sono molteplici e variegate, a partire da Sviluppo, crescita e occupazione, per le quali si richiedono “investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali”.

Ma non solo, vine richiesta anche una “riforma fiscale una svolta nella lotta all’evasione”, istituendo un’agenzia dedicata, un piano di investimenti per il Mezzogiorno riguardante opere infrastrutturali partendo da almeno 500 milioni di euro, sono richiesti finanziamenti alla sanità, con un piano straordinario di assunzioni e lotta alla povertà. E tanto altro ancora. Qui potete leggere tutte le richieste fatte dai sindacati 

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“Il violino di Auschwitz” risuona con i Barabàn alla Camera del Lavoro

Si terrà giovedì 24 gennaio, alle ore 21.30 a Piacenza, presso la Camera del Lavoro, Salone Nelson Mandela, il concerto “Il violino di Auschwitz. Musiche e immagini per non dimenticare” dell’ensemble Barabàn. Il concerto è inserito nella rassegna “Musica al lavoro” organizzata da CGIL e ARCI di Piacenza.

Coerente con il proprio percorso musicale e di impegno civile, Barabàn ha allestito uno spettacolo intenso, emozionante che dal 2010 rappresenta nei teatri di tutta Italia, sempre in sold out. Canti, musiche, testimonianze di sopravvissuti e immagini della Shoah per sottolineare quanto sia importante non dimenticare ma anche e soprattutto per mettere in guardia dai pericoli che vengono oggi dal veleno del razzismo, dalla violenza antisemita e xenofoba.

In scaletta la straordinaria ninna nanna Wiegala scritta da Ilse Weber morta, con il figlio Tommy, nel ‘44 ad Auschwitz, e musiche yiddish composte dai musicisti ebrei a Terezìn e Mauthausen, la canzone Asma Asmaton scritta dal poeta e drammaturgo greco Iakovos Kambanellis e musicata da Mikis Theodorakis e brani del moderno repertorio ebraico. Mentre sullo schermo scorrono video con le immagini dei lager nazisti, testimonianze di ex deportati e spezzoni di film, i musicisti eseguono danze klezmer, musiche tradizionali per i matrimoni, canti contro la guerra come La canzone del bambino nel vento di Francesco Guccini e La guerra di Piero, omaggio a Fabrizio De André nel ventesimo anniversario della scomparsa.

Lascia senza fiato il racconto di Arianna Szörényi, di famiglia ebraica e madre cattolica, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau e testimone della “marcia della morte” verso il campo di sterminio di Ravensbrück quando aveva solo 11 anni. Dei 776 bambini ebrei italiani deportati ad Auschwitz, Arianna è tra i soli 25 sopravvissuti.

Il violino di Auschwitz è un evento che fa pensare, che non lascia indifferenti. Lo spettacolo fa tappa a Piacenza nell’ambito del Tour 2019 di Barabàn. Sul palco ci saranno: Vincenzo Caglioti (organetti diatonici), Aurelio Citelli (voce solista, tastiere e basso elettrico), Giuliano Grasso (violino), Maddalena Soler (voce solista e violino), Paolo Ronzio (chitarra) e Jacopo Soler (flauto traverso).
Ingresso libero. 

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Servizio idrico integrato, Filctem-Cgil: “Qualità dei servizi e territorialità non sono nei piani?”

Riportiamo qui di seguito la lettera di Massimo Tarenchi, segretario provinciale FILCTEM-CGIL Piacenza, per sensibilizzare le parti in gioco affinchè il prossimo gestore del Servizio idrico integrato per Piacenza e provincia offra efficienza ed efficacia nella guida.

“Di (brutti) esempi e di campanelli di allarme ne abbiamo avuti (troppi). Per la viabilità autostradale, il crollo del ponte “Morandi” a Genova. Le polmoniti sospette nella provincia di Brescia e, a livello locale, l’ordinanza di divieto uso acqua potabile a Caorso e a Chiaravalle della Colomba (Alseno) per il Servizio idrico di distribuzione. Per la viabilità ferroviaria, i gravi ritardi in varie tratte della linea ad Alta Velocità. E ancora: la mancanza di fornitura elettrica in tante frazioni di comuni d’Italia verificatesi lo scorso inverno a causa del cosiddetto fenomeno del “gelicidio”.

Negli ultimi mesi la cronaca quotidiana, anche dai risvolti drammatici, hanno riportato all’attenzione di tutti noi sul tema delle connessioni dei servizi pubblici.
A breve l’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e rifiuti (Atersir) pubblicherà il bando di gara per l’affidamento della concessione per la gestione del Servizio idrico integrato per Piacenza e provincia.

Come FILCTEM/CGIL di Piacenza ci preme sensibilizzare tutte le parti in gioco (Atersir, Sindaci, cittadini, lavoratori) affinché il prossimo gestore garantisca qualità, efficienza ed efficacia nella guida di un così importante servizio pubblico locale.

ORGANICI, QUALITA’, TERRITORIALIA’
Al riguardo non si può non evidenziare che solo con il presidio della territorialità e con organici adeguati (in termini qualitativi e quantitativi, cioè in termini di competenza professionale e di consistenza numerica degli operatori) si potrà assicurare una gestione ed uno sviluppo delle reti acquedottistiche, delle reti fognarie, degli impianti depurativi e dei servizi legati alle utenze, sostenibile, appropriato e al servizio reale delle comunità.
Le logiche di mercato legate esclusivamente al mondo della Finanza non possono e non devono rappresentare gli elementi su cui basare i servizi pubblici locali.
Al contrario il radicamento sul territorio e la consapevolezza che solo strategie a medio e lungo termine conducono a risultati confacenti, dovranno guidare il futuro gestore.

IREN
In questi anni Iren, la multiutility del nord-ovest che opera dal 2010 nel territorio piacentino (nel Servizio Idrico Integrato, nei Servizi Ambientali e – in alcuni comuni – nel Servizio Gas e nel Servizio Teleriscaldamento), ha conseguito importanti risultati economico-finanziari, realizzando investimenti infrastrutturali anche nel territorio piacentino. Tuttavia la Società non si è rafforzata a livello locale, ma – anzi – si è assistito ad una continua riduzione degli organici dei vari reparti ed uffici (in particolar modo quelli operativi) con un utilizzo sempre crescente dell’appalto e dell’esternalizzazione delle attività di competenza.

PRESIDIO DEL TERRITORIO PIACENTINO
Come FILCTEM/CGIL riteniamo che per garantire qualità ed efficacia dei servizi pubblici essenziali, come l’acqua, ed avere, da parte degli utenti, la percezione di sicurezza sulla continuità del servizio, occorra il presidio del territorio per essere tempestivi negli interventi, che potremmo definire garanzia di territorialità, in considerazione anche degli eventi climatici che sempre più spesso colpiscono il nostro territorio (alluvione del 2015, siccità del 2017, gelicidio dell’ultimo inverno solo per fare alcuni recenti esempi).
Garanzia di territorialità sono i centri zona organizzati per bacini idrografici o almeno per vallata: Piacenza, la Bassa, val Trebbia, val Tidone, val Nure e val d’Arda. E l’assunzione diretta nei territori del personale per garantire la gestione puntuale dei vari servizi.

Questa garanzia di territorialità che è a tutela del cittadino non ci sembra che sia nei programmi dell’attuale gestore ma anzi abbiamo la percezione che si stia andando nella direzione opposta solo per logiche di mercato.
Questo distacco dal territorio è stato ripreso in più comunicati anche dalla CGIL regionale negli ultimi anni.

Sarebbe anche opportuno che tutti i dati del territorio piacentino (investimenti, costi, indotto ecc) fossero correlati con quelli degli altri territori per pesarne realmente la “bontà”.
Sarebbe inoltre opportuna una vigilanza costante da parte di Atersir su ciò che per legge deve essere considerato investimento e non una manutenzione e che si scorporassero gli investimenti derivanti dai fondi destinati alle emergenze (ultimo l’emergenza idrica del 2017)”.

Massimo Tarenchi
segretario provinciale FILCTEM-CGIL Piacenza 

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Incidente mortale sui binari. Cgil Piacenza: “Controlli sui sistemi di sicurezza”

“Ieri, mercoledì 12 dicembre, siamo stati costretti a denunciare e piangere l’ennesimo incidente mortale lungo i binari, che, temiamo, sia originato anche da una eccessiva pressione sui lavoratori che porta ad ignorare in parte o totalmente le normative di sicurezza. In attesa delle indagini sulla tragedia da parte degli organismi competenti, abbiamo chiesto, come sindacati confederali del settore, un incontro urgente su quello che è accaduto a Fiorenzuola e più in generale sulle tematiche della sicurezza, alla Direzione Regionale di RFI, insieme”. Così in una nota, la segreteria della Filt Cgil di Piacenza e la segreteria confederale del sindacato di via XXIV Maggio rendono noto, all’indomani della tragedia sulla linea ferroviaria Bologna-Milano, dove ha trovato la morte un operaio di 59 anni, appartenente alla ditta ICF 2, operante per conto di RFI, società dell’infrastruttura di Ferrovie dello Stato, la richiesta di incontro sulla tematica della sicurezza sul lavoro nel comparto, avanzata all’azienda anche dai sindacati nazionali dopo che un incidente simile a quello di Fiorenzuola si era registrato a Firenze nei giorni scorsi, fortunatamente senza provocare vittime.

“Rinnoviamo il più sentito cordoglio e la vicinanza alla famiglia dell’operaio deceduto, chiediamo – e lo faremo in tutte le sedi preposte – che sulle normative di sicurezza non ci siano deroghe. Le normative in materia, vanno applicate e fatte rispettare, al fine di evitare il ripetersi di simili tragedie”.

Il lavoratore stava eseguendo lavori di realizzazione di plinti di basamento per i nuovi pali della linea elettrica di alimentazione delle ferrovie, a lato del binario pari (direzione nord), presso la stazione di Fiorenzuola. Il lavoratore è stato urtato dalla scaletta del locomotore di un treno merci transitante in senso opposto, e purtroppo, nonostante i tentativi di rianimarlo, è deceduto. Gli accertamenti si stanno concentrando per esser sicuri se, in quel momento, fossero presenti agenti di RFI di protezione al cantiere di lavoro e che fosse attivo il sistema di protezione “TWS”, che allerta gli addetti a lavorazioni nei pressi del binario, emettendo suoni e luci lampeggianti, all’approssimarsi di un treno.




“Musica al lavoro”, 15esima edizione al via. Garlaschelli: “Crisi del lavoro è crisi della cultura”

Giunta ormai alla 15esima edizione, “Musica al lavoro” vuole essere un contenitore per riflettere su uno dei grandi temi che attanagliano la cronaca politica quotidiana e vanno a incidere nel concreto sulla vita dei cittadini, il lavoro. Che c’è, non c’è, ha forme molto più precarie rispetto al passato. Se ne discute attraverso una serie di appuntamenti culturali che avranno come luogo d’elezione la Camera del Lavoro di Via 24 Maggio (Salone Nelson Mandela). Ivo Bussacchini, segretario organizzativo CGIL sottolinea che anche a Piacenza, “la cultura sia uno strumento dei tanti per parlarne, e che permetta a molti cittadini di avvicinarsi al tema. Mai come in questo momento c’è bisogno di parlarne, soprattutto chi ha maturato la pensione. Stiamo lavorando per inserire dentro questi appuntamenti dei momenti di confronto e dialogo”.

Luca Garlaschelli, ottimo contrabbassista e jazzista piacentino, racconta più nel dettaglio i contenuti della rassegna, che già ha avuto un preludio con Alberto Bertoli, figlio di Pierangelo che ha presentato il libro “Come un uomo”, scritto a quattro mani con Gabriele Maestri, giornalista emiliano. “Se navighiamo nella precarietà ormai tutto è precario, – sottolinea Garlaschelli -, in questa condizione deve esserci grande volontà e grande passione. Il fatto di esserci come Cgil e Arci è importante, per un motivo ben preciso: quando si parla di crisi del lavoro si parla di crisi della cultura, e noi pensiamo che se manca la riflessione su quello che vogliamo essere è inutile parlare di lavoro. L’unica arma che abbiamo è la cultura. Vogliamo, in uno spazio che ha più di 100 anni di storia, offrire momenti come questi per dare un senso al nostro quotidiano, attraverso grandi voci”.

Si parte il 30 novembre con un tributo a “La Milano di Enzo Jannacci”, cantautore, cabarettista, pianista, compositore, attore, sceneggiatore e anche medico. Il gruppo si compone di Maurizio Guzzetti alla voce, Dario Fasci alle tastiere, Giuseppe Bonifacio alla tromba, Gabriele Pascale alla batteria e Maurizio Parola al contrabbasso.

Non poteva mancare l’omaggio a Fabrizio de Andrè il 17 gennaio, una carrellata di canzoni del più importante cantautore italiano del secolo scorso. Il 24, in occasione della Giornata della Memoria “Il violino di Auschwitz” con l’Ensemble Baraban, per ricordare che “anche ad Auschwitz, Terezin e Mathausen si suonava, si cantava e si componeva musica”. Nelle condizioni disperate in cui versavano gli ebrei, stipati nei campi di concentramento allestirono orchestre e composizioni come la straordinaria Wiegala scritta da Ilse Weber, morta ad Auschwitz nel 1944.

In occasione invece della Giornata Internazionale della donna, l’8 marzo Folies Ensemble, formazione tutta al femminile ripercorrerà alcune note della tradizione anni 40 e 50. Il 18 aprile per la Festa della Liberazione “Storie di Resistenza”, in cui altri musici accompagneranno le storie di Cochi Ponzoni con protagonisti partigiani illustri: Pertini, Pesce, Bandiera, Revelli.

L’organizzazione è di Arci, Cgil con il patrocinio del Comune e con il sostegno di Fondazione, Nordmeccanica, Abicoop, UnipolSai, Agos Ducato, Coop Alleanza 3.0. E con la collaborazione di Circolo Arci Casa del Lavoratore e ArteSuono. 

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Amazon, Zorzella (Filt Cgil):“Ennesimo esempio di accordo sottoscritto ma disatteso”

Ecco il comunicato a firma Filt Cgil (Federazione Italiana Lavoratori Trasporti) nel quale viene espressa la solidarietà nei confronti dei lavoratori Amazon e delle rivendicazioni organizzate da Filcams, oltre a garantire sostegno “a qualsiasi forma di lotta”.

Ecco il testo completo:

Accordi sindacali – costati lotte e sacrifici – che sono stati “sottoscritti, ma, alla prova dei fatti, disattesi” dalla parte datoriale. E’ uno ‘schema’ contro cui la Filt Cgil si batte da tempo anche a Piacenza nel comparto della logistica.
Da qui, la “piena solidarietà” alle rivendicazioni dei lavoratori Amazon, organizzati dalla Filcams Cgil e dalle altre organizzazioni sindacali, a firma di Floriano Zorzella e della Segreteria provinciale del sindacato dei trasporti e della logistica.
In una nota, infatti, la Filt Cgil di Piacenza oltre “esprimere piena solidarietà” per lo stato di agitazione che i sindacati sono stati costretti ad aprire in Amazon, a Castelsangiovanni, e oltre a garantire loro “massimo sostegno a qualsiasi forma di lotta” che le parti sociali vorranno intraprendere per far rispettare l’accordo di Maggio, la Filt coglie l’occasione anche per stigmatizzare e condannare un comportamento non nuovo nei rapporti industriali sul territorio piacentino. “Evidenziamo l’ennesimo tentativo padronale di blandire i lavoratori e le organizzazioni sindacali con accordi che, una volta sottoscritti, non si vogliono poi rendere esigibili” scrivono Zorzella e la Filt. Un j’accuse che parte da Amazon e arriva ai capannoni della logistica piacentina. 

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Non una di Meno nelle piazze italiane domani contro il DDL Pillon

Non una di Meno scende in piazza domani contro il DDL Pillon, che intende riformare “affido condiviso, mantenimento diretto e garanzia di bigenitorialità”.

Pillon, già organizzatore del Family Day e di professione “mediatore familiare”, è noto per le sue posizioni contro unioni civili, teorie gender e aborto, e da noi è ormai celeberrima la sua partecipazione al convegno sull’ “Erba della morte”. Le voci contro questo provvedimento non sono tardate a manifestarsi, per quella che potrebbe essere la prima vera manifestazione popolare contro un provvedimento del Governo gialloverde, in concomitanza con la manifestazione a Roma contro il decreto sicurezza (o “decreto Salvini”). Nella nostra città manifesteranno dalle 15.30 in Piazza Duomo Associazione “La Città delle Donne” Telefono Rosa Piacenza, Agedo Milano, Amnesty International Piacenza, Arci Piacenza, Cgil Piacenza, Famiglie Arcobaleno Piacenza, ANPI Piacenza e L’Atomo Arcigay Piacenza.

La mobilitazione generale lanciata da D.i.Re., – si legge -la rete nazionale dei centri antiviolenza, chiedeva il coinvolgimento della società civile, del mondo dell’associazionismo e del terzo settore, ordini professionali e sindacati e di tutti quei cittadini che ritenessero urgente in questa complessa fase politica ripristinare la piena agibilità democratica e contrastare la crescente negazione dei diritti e delle libertà a partire dalla libertà delle donne.
Non Una Di Meno Nazionale ha risposto subito e l’Assemblea di Piacenza sarà in Piazza Duomo sabato 10 novembre dalle 15.30 con un banchetto per chiedere il ritiro senza condizioni del Disegno di legge Pillon, che rischia di trasformare la separazione e l’affido in un campo di battaglia permanente.

Il Disegno di legge Pillon vuole svuotare di efficacia l’istituto del divorzio e viola apertamente numerose disposizioni tra cui quelle della Convenzione di Istanbul, ratificata dall’Italia e quindi Legge del nostro Paese.
Offre un modello di società fondato sulla famiglia patriarcale cercando di assicurarla attraverso l’intervento dello Stato, attaccando direttamente l’autodeterminazione delle donne che la mettono in questione.
Si presenta così come un violento strumento di disciplinamento e di imposizione di ruoli e gerarchie di genere, mirante a contrastare qualsiasi idea di relazione che rifiuti il modello patriarcale.
Il Disegno di Legge riconduce le «responsabilità genitoriali» alla sola famiglia eterosessuale mononucleare, modellando sul contratto matrimoniale e su vincoli «di sangue» l’unica forma legittima di relazione fondativa dei legami sociali, laddove nei fatti le pratiche di convivenza, crescita di figli e scelta di non averne, vanno già oltre contraddicendo apertamente questo modello.

Non vogliamo la mediazione familiare obbligatoria e a pagamento, non vogliamo che il tempo da passare con figli e figlie venga spartito secondo un piano genitoriale redatto da un mediatore familiare, non vogliamo che venga abolito l’assegno di mantenimento, non vogliamo uno Stato che non tuteli in caso di violenza domestica.
Il 10 novembre porteremo ancora una volta in piazza il nostro stato di agitazione permanente, che è una continua lotta di liberazione.

Ci saremo con la forza globale delle donne e delle soggettività LGBTQI+ che, contro tutti gli ostacoli e in ogni parte del mondo, rifiutano la violenza domestica e l’oppressione familiare e praticano la libertà sessuale contro i ruoli e le gerarchie di genere.

Ci saremo per rivendicare la nostra libertà di scegliere come e con chi avere relazioni, essere o non essere genitori, convivere, nella piena possibilità di autodeterminarci e autogestire i nostri affetti e l’organizzazione dei nostri tempi di vita.

Ci saremo, e sarà soltanto un altro passo della nostra agitazione permanente, verso la manifestazione nazionale del 24 novembre e lo sciopero femminista globale dell’8 marzo. La parola d’ordine Non una di meno!
 Il nostro grido di liberazione, una scintilla globale che in ogni parte del mondo accende un fuoco di insubordinazione.

Non Una Di Meno – Piacenza

Aderiscono:
Associazione “La Città delle Donne” Telefono Rosa Piacenza
Agedo Milano
ANPI Comitato provinciale di Piacenza  

Amnesty International Piacenza
Arci Piacenza
Cgil Piacenza
Famiglie Arcobaleno Piacenza
L’Atomo Arcigay Piacenza




Indacoo, un problema ancora senza soluzione definitiva

Crisi Indacoo, nuovo atto. Tutto nasce da una fusione, quella avvenuta tra due cooperative, Piacenza74 e Coop Valdarda. Da qui la nascita di un’unica realtà, Indacoo appunto, che nel corso degli anni ha subito gli effetti della grave crisi del settore edilizio e immobiliare coinvolgendo migliaia di aziende, tra cui molte nel settore cooperativo, con effetti devastanti: si parla di circa 150 soci prestatori che hanno affidato a Indacoo i risparmi di una vita, per un totale di 2 milioni 800 mila euro e 200 famiglie assegnatarie di appartamenti.

Nel 2012 per evitare il fallimento si è giunti a un concordato preventivo di continuità. “Questo consente – spiega Angela Cordani, presidente Federconsumatori Piacenza -, di non chiudere definitivamente le cooperative, ma di verificare in un tempo definito per vedere se c’è la possibilità di una ripresa”. Nel 2015 la costituzione di un Comitato che voleva intervenire a tutela dei soci di questa cooperativa, per ottenere il massimo delle prestazioni liquidatorie e la sensibilizzazione delle istituzioni e del movimento cooperativo, affinché vengano adottati tutti gli strumenti finanziari di tutela per i soci da parte soprattutto della Lega Coop.

Il concordato preventivo scade il prossimo anno. “Nel frattempo ci si è accorti che i prestatori definiti chirografari, ovvero senza garanzie, non avrebbero ottenuto nulla nell’ipotesi di un fallimento. Hanno chiesto aiuto alla Cgil, già coinvolta nella tutela dei lavoratori che avevano perso il lavoro. Ci siamo uniti noi e Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari) per capire cosa si poteva fare per il prestito sociale, che hanno fatto fatto una scelta di solidarietà perchè con i loro risparmi è stato possibile costruire case per persone più svantaggiate. Anche questi assegnatari entrano in gioco in questa partita. Il Comune aveva messo a disposizione l’area per un periodo di 99 anni, e la Regione, che aveva messo a disposizione dei fondi a tassi agevolati”.

Il Comitato ha ottenuto di poter essere uditore durante il CDA di Indacoo che prosegue le attività finchè il concordato glielo consente, per ottenere informazioni e capire l’evolversi della faccenda e dare un contributo. Ad oggi il Comitato è composto da circa 60 persone tra prestatori ed abitanti.

“Rimane ancora aperta la vicenda – sottolinea Paola Parmigiani, presidente del Comitato -, chiediamo alla cooperativa Indacoo che tipo di progettualità ha in mente riguardo questi palazzi a proprietà indivisa. Riprenderemo i contatti con la Prefettura”. Già nel maggio del 2017 il Comitato con il supporto di Camera del Lavoro, di Federconsumatori e Sunia davanti alla Prefettura per manifestare contro l’immobilismo delle istituzioni a fronte di una crisi che ha portato alla perdita di 80 posti di lavoro, all’incertezza sul futuro abitativo dei soci inquilini. 

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Per il dopo Camusso, una sfida in salsa emiliana fra il reggiano Landini ed il piacentino Colla

Sarà una disfida tutta in salsa emiliana quella per la successione di Susanna Camusso alla guida della Cgil. Da una parte ci sarà infatti il reggiano Maurizio Landini, cresciuto alla camera del lavoro di via Roma e poi diventato segretario della Fiom, frequentatore di ribalte televisive e portatore di una linea “dura e pura” che guarda molto più al sociale, alla sinistra, che non al centro.

Dall’altra c’è invece un piacentino, Vincenzo Colla, nato ad Alseno di Piacenza nel 1962. Anche lui viene dal settore metalmeccanico: partito come delegato in una azienda, nel 1985 è entrato nella segreteria provinciale della Fiom di Piacenza. Due anni dopo è stato eletto segretario generale della stessa categoria e nel 1996 è diventato segretario generale della Cgil piacentina.

Nel 2002 è passato nella segreteria della Cgil Emilia Romagna, in cui ha diretto il Dipartimento organizzazione per otto anni. Dal 5 luglio 2010 è Segretario Generale regionale, carica che è stata confermata nel corso del XI Congresso Regionale, tenutosi a Riccione nel marzo del 2014. Il 29 novembre 2016 è stato eletto nella segreteria nazionale della Cgil.

Di loro dopo Corriere ed Huffington Post si è occupato, sabato anche il Foglio che ha dedicato a Colla un’intera pagina.

Le elezioni si terranno a gennaio 2019. L’ingresso nella competizione di Colla sembra aver scompaginato i giochi per Landini che sta lavorando a questa “scalata ai vertici” ormai da parecchi tempo e che ora dovrà fare i conti con un altro sindacalista di lungo corso, molto radicato in Emilia, dal tratto più bersaniano, più socialdemocratico e meno populista.

Il piacentino, intanto, oltre a girare la penisola partecipando a vari congressi territoriali, usa anche i social per tratteggiare la sua linea che appare molto critica nei confronti dell’attuale governo giallo-verde, molto più di quella tenuta dallo stesso Landini.

Come in un recente post sul caso Riace, pubblicato su Facebook:  “Riace è un altro pezzo di umanità che viene violentemente strappato al nostro paese. È l’ennesimo atto muscolare di questo governo che attacca a testa bassa democrazia e diritti di cittadinanza. Non restiamo a guardare. Mobilitiamoci tutti insieme” ha scritto Colla.

L’appuntamento è dunque a dopo Natale per capire quali delle due visioni sindacali e culturali prevarrà. Una disfida non troppo dissimile da quella culinaria fra i due piatti del territorio, i cappelletti e gli anolini: tanto buoni entrambi che è difficile dire se uno sia davvero migliore dell’altro!




Melissa Toscani subentra a Stefania Bollati come segretaria alla Funzione Pubblica CGIL Piacenza

Ricambio all’interno della segreteria generale della Funzione Pubblica della CGIL piacentina. Melissa Toscani, 44 anni, dal 2011 in Cgil, dipendente del Comune di Gropparello ma nata a Fiorenzuola prende il posto di Stefania Bollati, al secondo e ultimo mandato. Questa mattina nella sala Nelson Mandela il sindacato dei lavoratori pubblici era a congresso su temi cruciali per la tenuta del sistema dei servizi pubblici.

La relazione di Bollati e i successivi interventi si sono concentrati su punti-chiave che travalicano le specificità del settore pubblico. La difesa della sanità pubblica e universale, il rilancio di un modello di welfare inclusivo da un lato e che prenda le mosse dai contratti integrativi aziendali dall’altro sono stati i temi al centro del dibattito.

“Il problema di questa fase sono le ‘chiacchiere’ attorno al Def: non fanno bene né al lavoro né alla stabilità del sistema, servono confronto e azioni – ha spiegato Bollati nella relazione a proposito di stabilizzazioni e ‘turn-over’ –. Un piano straordinario di occupazione parte da risorse certe, che oggi non vediamo. Mancano investimenti per l’innovazione della Pa in termini di efficienza e di valorizzazione delle professionalità”.

Secondo la Fp Cgil di Piacenza mancano all’appello risorse per rinnovare i contratti del triennio 2019/2021, mentre “stiamo ancora aspettando il rinnovo del contratto nazionale dei medici e dei dirigenti sanitari, unico contratto del comparto pubblico ancora vacante” ha spiegato Bollati. Sanità privata con il contratto scaduto da anni come la cooperazione sociale sono altri “punti dolenti” che dovrà affrontare, da qui in avanti, Melissa Toscani alla guida della Fp Cgil. Toscani, in Cgil dal 2011, ha seguito in questi anni in particolar modo gli Enti locali e le Funzioni centrali. “Rilanciare il ruolo del lavoro pubblico come servizio ai cittadini che rende esigibile i diritti costituzionali tramite la contrattazione, strumento che permette di tenere insieme l’interesse dei cittadini – rendendo i servizi sempre più rispondenti ai bisogni – la valorizzazione della professionalità dei lavoratori e la tutela della loro salute e sicurezza nei luoghi di lavoro” ha spiegato Toscani all’Assemblea generale che, da statuto, l’ha designata segretaria per i prossimi quattro anni. 

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