Coronavirus: la Cisl inaugura un numero verde per i problemi lavorativi

Cisl Parma Piacenza ha attivato il numero 0523.464714 per dare risposta ai problemi in ambito lavorativo. Il sindacato ha deciso di rendere disponibile questo numero dedicato a tutti i lavoratori del territorio, per venire incontro alle molteplici necessità nate in seguito alle chiusure e restrizioni previste dalle autorità e, in alcuni casi, dalle singole aziende e realtà lavorative. “Il numero dedicato è già attivo – spiega Marina Molinari, Segretario Cisl Parma Piacenza – ed è pensato per tutti i lavoratori del nostro territorio. Si tratta di un servizio pensato per fornire risposte ai tanti che devono fare i conti, ad esempio, con temporanee chiusure aziendali o con la richiesta di permessi per la gestione dei figli, in relazione alla chiusura delle scuole. L’obiettivo è quello di spiegare a chiunque ci contatti, quali sono i diritti e le tutele previste per i lavoratori in questa particolare situazione.

Mantenere il lavoro nei nostri territori e contemporaneamente tutelare la salute è la nostra priorità”.




Vigili del Fuoco, i sindacati: “165 milioni dal Governo non bastano”

In considerazione delle assicurazioni forniteci riguardo i provvedimenti contenuti nel Testo della manovra economica, CGIL FNS CISL -UIL esprimono soddisfazione per l’impegno assunto dal Governo e dal Parlamento per le importanti risorse economiche appostate nella Legge di Bilancio per la valorizzazione del lavoro, delle retribuzioni e del trattamento previdenziale dei Vigili del Fuoco.

Le iniziative messe in campo dalle Scriventi nei mesi scorsi erano rivolte ad una particolare sensibilizzazione sul tema di tutti gli schieramenti politici per un Corpo, quello dei Vigili del Fuoco, che svolge un ruolo istituzionale unico ed insostituibile. Tanto che, a seguito di ciò, sono stati presentati emendamenti che delineavano un percorso economico e normativo, in un arco temporale di tre anni, finalizzato a rendere il trattamento retributivo e previdenziale di tutte le lavoratrici e i lavoratori del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco più adeguato alla specificità del lavoro che, in questi 80 anni di attività, hanno saputo affrontare con grande professionalità e dedizione.

Tuttavia, nonostante siano stati individuati dal Governo 165 mln di euro a regime nel periodo 2020/2022 per i Vigili del Fuoco, tali risorse non permettono il completo riconoscimento economico tanto atteso e auspicato dal personale.

Pertanto, pur apprezzando quanto di positivo questo Esecutivo abbia prodotto fino ad ora per i lavoratori dei Vigili del Fuoco, riteniamo che l’obiettivo dei 230 mln di euro sia indispensabile per questi instancabili operatori del soccorso e richiediamo di compiere un ulteriore sforzo per reperire quelle risorse che ancora mancano per raggiungere, nel triennio, tale obiettivo.

Revocati gli scioperi del 12 e del 21 dicembre a causa dei periodi di franchigia, le iniziative sindacali di CGIL CISL UIL non si fermeranno. Infatti il giorno 12 dicembre saremo in Piazza Santi Apostoli a Roma per sostenere queste ulteriori e giuste rivendicazioni. 

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Anche i sindacati a fianco degli studenti domani per il Fridays for Future

La Cgil di Piacenza sostiene la lotta dei giovani per la difesa dell’ambiente e contro il riscaldamento climatico. Il 27 settembre, anche a Piacenza, sono previsti incontri nei luoghi di lavoro per le assemblee con le lavoratrici e i lavoratori, e la presenza in piazza, insieme agli studenti, di una delegazione della Camera del Lavoro. A renderlo noto è una nota del sindacato confederale che annuncia la partecipazione del sindacato alla “Settimana per il futuro”, e al terzo sciopero globale per il clima del 27 settembre. Non solo: il sindacato della conoscenza, Flci Cgil, ha proclamato uno sciopero generale sempre per venerdì.

“Difendere l’ambiente significa lavoro di qualità, significa – spiegano dalla Cgil – cambiare il modo di produrre e quindi di lavorare. Questo processo di trasformazione è molto importante e deve essere al centro delle scelte politiche di tutti i Paesi. È necessario battersi uniti per ottenere un cambiamento vero, è una battaglia dura – conclude la nota del sindacato di via XXIV Maggio – ma saremo capaci insieme di vincerla”.

FLC CGIL: 27/9 sciopero di tutto il personale del comparto
Affida ad una nota inviata alla stampa la sua partecipazione alla manifestazione di venerdì anche la Flc Cgil di Piacenza, che già lo scorso marzo ha sostenuto le mobilitazioni degli studenti legate al Friday for Future. Il sindacato scuola della Cgil, infatti, anche a Piacenza proclama, per l’intera gionata del 27 settembre, lo sciopero di tutto il personale del Comparto Istruzione e Ricerca, dell’Area dirigenziale, dei docenti universitari e di tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali. “Il mondo della conoscenza può dare un apporto insostituibile per affrontare la crisi climatica ed ecologica: la ricerca, la formazione delle giovani generazioni sui temi ambientali, l’apprendimento di stili di vita rispettosi dei limiti imposti dalla natura, sono tutte direttrici da seguire, da un lato, per evitare il collasso del nostro ecosistema e dall’altro per spingere i governi a fare grandi investimenti finalizzati alla transizione ecologica, rispettosa dei principi di giustizia sociale, ambientale e climatica” commenta Giovanni Zavattoni, segretario generale Flc Cgil Piacenza.

Anche CISL, nella mattina di oggi durante la presentazione di CISL per l’ambiente, ha fatto sapere che sarà presente con una propria delegazione.  

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Nasce Cisl per l’ambiente, con Parchi del Ducato già alcune iniziative in calendario

Nasce Cisl per l’ambiente. Il nuovo logo è solo la punta dell’iceberg di un lavoro più profondo di sensibilizzazione verso tematiche green. In particolare il target di riferimento, come spesso accade, sono i più piccoli, coloro che devono essere formati ed informati nel modo corretto per un migliore civismo.

Marina Molinari, segretaria Cisl Parma e Piacenza e Paola Votto, Segretaria generale aggiunta Cisl Scuola Parma e Piacenza hanno delineato il programma dei primi incontri formativi in programma dal 9 ottobre in collaborazione con Parchi del Ducato.

Si tratterà infatti di consumo di suolo, cambiamenti climatici in particolare tra Borgotrebbia (9 – 10 ottobre 14.30 – 18) e Podere Millepioppi, in località San Nicomede (Salsomaggiore Terme, 16 – 17 ottobre, stessi orari). Interverranno Emiliano Sampaolo e Annalisa Guaraldo di Eureka Coop. Soc. Onlus, nonchè Monica Dominici dell’Ente Parchi Emilia Occidentale ed Elena Hamisia esperta società benefit.

Per il corso sono previsti un minimo di 10 iscritti e un massimo di 25. La prenotazione è obbligatoria con mail a cislscuola.parmapiacenza@cisl.it. Per gli insegnanti la partecipazione è gratuita, ed è possibile partecipare anche a singoli incontri.

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Sciopero dei trasporti, i sindacati dal Prefetto: “Piacenza nodo fondamentale, serve politica nuova”

Nella mattinata odierna il Prefetto ha ricevuto la delegazione dei rappresentanti di FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, che ne avevano fatto richiesta, sottolineando le motivazioni sottese allo sciopero generale dei trasporti dei lavoratori del Trasporto Merci e Logistica di oggi 24 luglio. E’ stato consegnato anche un documento al Prefetto da divulgare agli uffici ministeriali competenti. 

Hanno sottolineato come sia “sempre più urgente, per il territorio piacentino, una rinnovata politica riguardante sia la mobilità, con riferimento a nuovi investimenti infrastrutturali in viabilità e trasporti su ferro ed acqua sia un adeguato piano di manutenzione di quelle esistenti. D’altra parte hanno ricordato che la provincia di Piacenza resta e sarà sempre più un nodo fondamentale per i trasporti e la logistica italiana sia alla luce dei previsti investimenti nel settore della logistica che nelle nuove opere a servizio della cittadinanza come, ad esempio, il nuovo ospedale di Piacenza”. 

Hanno chiesto poi al Prefetto di attivare ogni canale istituzionale che permetta, a fronte di queste nuove sfide territoriali, un incremento congruo delle Forze di Polizia per il presidio del territorio oltre che la costante attenzione ad ogni forma di criminalità ed infiltrazione dell’economia di questa provincia.

IL COMMENTO DEL SINDACATO CGIL

“Manca una politica generale per il settore, il governo non fa scelte ed è sempre più urgente affrontare il dramma degli infortuni perché sugli incidenti mortali chiediamo un intervento chiaro e preciso: la divisione eccessiva tra competenze non specifiche tra vari soggetti, insomma la frammentazione del settore, è una causa importante degli infortuni”. Così Floriano Zorzella, segretario Filt Cgil Piacenza, sui motivi che oggi hanno portato i sindacati del settore di Cgil, Cisl e Uil a proclamare sciopero. “Va inoltre discusso il tema del diritto di sciopero perché se noi non rispettiamo la legge siamo subito sanzionati, mentre se le aziende violano gli impegni con le organizzazioni dei lavoratori non succede nulla. In generale, occorre aprire una discussione sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, che consideri il peso e la rappresentatività delle singole sigle”.

Tanti temi complessi quelli proposti dai sindacati, che non sono mai stati ascoltati dal governo. “Per la prima volta nella storia repubblicana il ministero dei Trasporti non ci ha mai incontrato sulle nostre richieste, limitandosi a riunioni sulle singole crisi aziendali. Non c’è mai stato un confronto. Ed è noto che in assenza di confronto vince chi ha il potere lobbistico più forte, questo va sempre a sfavore dei lavoratori. Il sindacato ha le sue proposte, ma l’esecutivo non le ascolta e quindi le scelte le fanno le aziende”.

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Rinnovato l’accordo territoriale fra Confedilizia e sindacati inquilini

In data odierna presso la sede di Confedilizia Piacenza è stato sottoscritto – alla presenza anche dell’Assessore del Comune di Piacenza Federica Sgorbati – il nuovo Accordo Territoriale, per il territorio amministrativo della provincia di Piacenza, fra l’Associazione Proprietari Casa-Confedilizia e le Organizzazioni Sindacali degli inquilini Sunia, Sicet e Uniat in attuazione della legge n. 431 del 9/12/1998 che disciplina le locazioni abitative nonché del Decreto 16/01/2017 del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.

I contratti di locazione regolamentati dal suddetto Accordo sono l’Agevolato (c.d. 3+2 anni), il Transitorio Ordinario (fino a 18 mesi) e quello Transitorio per studenti universitari (da 6 mesi a 3 anni) i quali in determinati Comuni danno diritto ad un trattamento fiscale agevolato sia erariale (ad esempio la cedolare secca al 10%) che locale (riduzione del 25% di Imu e Tasi e in alcuni casi aliquote Imu ribassate).

Nel nuovo Accordo è stata regolamentata anche l’Attestazione di rispondenza ex D.M. 16.1.2017, rilasciata dalle Associazioni firmatarie dell’Accordo e necessaria per poter usufruire di alcune delle agevolazioni fiscali previste.
Per maggiori informazioni sulle modalità di applicazione dell’Accordo e sulle possibili agevolazioni i proprietari ed inquilini interessati possono rivolgersi alle summenzionate Associazioni firmatarie.

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I sindacati nella nuova avventura dell’Emporio Solidale: presenza fissa negli spazi per la consulenza

Anche Cgil, Cisl e Uil erano presenti questa mattina al primo giorno di attività dell’Emporio Solidale, per mostrare il proprio sostegno a un progetto ambizioso e che coinvolge molte realtà della società civile. Un sostegno che va oltre quello a parole, ma più concreto.

I sindacati confederali infatti garantiranno una presenza fissa in uno degli spazi dell’emporio destinati a consulenza individuali.
Un supermercato, quindi, ma anche un luogo di volontari e di “consulenti” che punta a far emergere bisogni sociali e a risolvere problemi che rischiano di spingere ai margini intere famiglie.

Oltre ai primari bisogni di approvvigionamento, l’Emporio offrirà soprattutto assistenza e ascolto per superare lo stato di difficoltà. Il target di beneficiari individuato non è rappresentato da persone in condizione di povertà estrema ma da coloro che rischiano di passare da una situazione di impoverimento a una di povertà e di esclusione sociale, come chi ha perduto il lavoro e si trova in una condizione di grave vulnerabilità: i cosiddetti “nuovi poveri”, spesso non facilmente intercettati dai servizi e dal volontariato

E’ un progetto che prende il via dopo non poche difficoltà. “Tante persone si rivolgono alle sedi sindacali per problemi riguardanti certo il lavoro, ma anche casa e in generale problemi economici che rischiano di gettare ai margini della società persone che rischiano di diventare “invisibili”. Luoghi di solidarietà come questi sono fondamentali per tentare di fermare una spirale che risucchia non poche famiglie sul nostro territorio” ha commentato Gianluca Zilocchi, segretario generale della Camera dle Lavoro di Piacenza. “Questo paracadute da solo non basta, ma di certo è un aiuto importante che arriva oggi dopo anni di lavoro dei volontari”.

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Appello dalla Cisl alle imprese: “Più premi di produttività per i lavoratori”

“Neppure un lavoratore su cinque riceve il premio di produttività per un importo medio di 1130 euro. E’ un dato ancora insufficiente specialmente per il numero dei lavoratori coinvolti. Quando la contrattazione di secondo livello viene definita l’importo è sicuramente interessante per i lavoratori e in linea con gli importi degli altri territori.”

Questa è la sintesi di Marina Molinari, segretario generale CISL Parma Piacenza, in occasione della presentazione del dossier sulle dichiarazioni dei redditi dello scorso anno, con un particolare focus sul salario di produttività.

La fonte è il data base CAF CISL che è partito dalle dichiarazione dei redditi dei piacentini che si sono rivolti al centro di assistenza fiscale del sindacato, è possibile ricavare dati interessanti per la nostra provincia: quanti lavoratori dipendenti, beneficiari di reddito da lavoro dipendente, sono anche beneficiari di premio di risultato (salario integrativo a tassazione agevolata, al 10%).

La tabella sotto riportata ci dice che il 13% dei lavoratori dipendenti a Piacenza usufruisce di salario integrativo aziendale

Il cosiddetto salario di produttività o premio di produttività è un importo annuale contrattato tra sindacati e imprese, che tiene conto dell’andamento dell’azienda, previsto dai contratti integrativi.

Fu inserito nel famoso accordo del 1993 tra sindacati, governo e imprese, ma ha incontrato difficoltà applicative perché nelle aziende piccole si fatica a fare contrattazione e perché gli incentivi fiscali-contributivi non sono adeguati.

LAVORATORI INTERESSATI

“In Emilia Romagna la provincia di Piacenza ha copertura intermedia di contrattazione integrativa, rispetto alle altre province della regione, con premio a favore del 13,34% dei dipendenti – illustra Molinari – tra Ravenna (24,17%) e Rimini (10,3%), la media regionale si attesta a 17,5%.

“A Piacenza non potendo fare contratti aziendali in imprese con pochi dipendenti – continua il responsabile sindacale – cerchiamo di siglare dei patti territoriali con le associazioni delle aziende, in modo che poi le imprese aderenti possano applicarli ai propri addetti.”

IMPORTI

“Sugli importi, invece, si riscontrano differenze significative tra le province” precisa il segretario cislino. La punta regionale è a Bologna di 1.222,52 euro, mentre a Forlì-Cesena la media arriva appena a 787 euro. Parma ha gli stessi importi medi di Piacenza, ma più lavoratori interessati, dato che i beneficiari della contrattazione aziendale nella città ducale si attestano a quasi il 19 per cento (18,92%), superando la diffusione in terra piacentina di un buon 5 %. La diffusione di questo strumento può fare passi avanti in terra piacentina.

L’ANALISI

L’indagine della CISL è stata condotta su un campione significativo di 133.052 dichiarazioni dei redditi che lavoratori dipendenti della regione hanno presentato attraverso le sedi del CAF CISL. Un’indagine che aiuta a individuare alcune linee d’intervento per lo sviluppo in un periodo in cui anche l’economia dell’Emilia Romagna vede un arretramento: il PIL del 2019 dovrebbe salire solo dello 0,3% dopo la crescita dell’1,4% dello scorso anno.

LE SFIDE DELLA CISL PARMA PIACENZA

“Lanciamo una sfida alle imprese e alle istituzioni – dice Molinari– per aumentare la percentuale di copertura del premio sui lavoratori e adeguare l’importo al reale andamento aziendale. Il salario di produttività è un’opportunità che va colta per aumentare i salari dei lavoratori dipendenti che, assieme ai pensionati, muovono i consumi del Paese. E’ lo strumento che unisce gli interessi dei lavoratori e delle imprese perché distribuisce una parte di produttività aziendale creata grazie alla collaborazione dei dipendenti.”

“Inoltre non è certo con il salario minimo per legge che si alzano gli stipendi – continua – secondo noi servono due interventi: una legge che riconosca la validità dei contratti di lavoro firmati dai sindacati più rappresentativi e finalmente che l’INPS certifichi le adesioni dei lavoratori ai sindacati, per sancire la rappresentatività.

“Infine – conclude – è indispensabile che a Piacenza si punti a prodotti di qualità quindi a imprese e a lavoro di qualità perché solo in questo modo potremo recuperare questo disallineamento con le migliori province della regione.”




In Emilia Romagna 61 cooperative spurie su 70 ispezionate sono irregolari. 4 a Piacenza

Pesante denuncia dell’Ispettorato del lavoro in Emilia Romagna. Nel primo trimestre 2019, su 70 ispezioni ‘mirate’ indirizzate a cooperative, ben 61 hanno presentato irregolarità di varia natura. Molte di queste (45 su 71) stavano applicando CCNL “pirata”, ovvero non negoziati dalle associazioni imprenditoriali e sindacali maggiormente rappresentative. Contratti “pirata” che arrivano a prevedere la contrazione delle tariffe salariali sino al 50% rispetto a quelle previste dai CCNL veri. Le non conformità alla legislazione sul lavoro più gravi si sono manifestate nelle cooperative non associate alle Centrali che firmarono l’accordo del 2007 per il contrasto al fenomeno delle cosiddette “cooperative spurie” (Legacoop, Confcoop, AGCI). 

“Numeri che non fanno altro che dare un’ulteriore conferma a ciò che la Cisl rivendica da tempo, vale a dire la necessità di elevare la qualità e la legalità del lavoro anche in Emilia Romagna anche attraverso una lotta serrata e prioritaria contro le cooperative spurie”. Così Ciro Donnarumma, componente della Segreteria regionale della Cisl, ha analizzato e commentato i dati diffusi dall’Ispettorato del Lavoro sull’attività ispettiva nel settore delle cooperazione.

Nel complesso, a livello regionale, ben 1.438 lavoratori sono risultati irregolari , di cui 44 in nero. Le ispezioni hanno consentito di recuperare oltre tre milioni di euro di contributi evasi. Molte delle realtà sanzionate derivano dal comparto del terziario, dei trasporti e del facchinaggio, con il 47% delle pratiche avviate.
A Bologna su 15 accertamenti effettuati sulle coop sono state rilevate 12 irregolarità di varia natura; a Ferrara – Rovigo, l’Ispettorato territorialmente competente ha definito 8 accertamenti con esiti tutti irregolari. A Modena sono in corso delle ispezione dal 2018, con alcune coop indagate per lavoro nero, appalti illeciti, errato inquadramento previdenziale e contrattuale; anche a Parma le tre coop monitorate presentano tutte irregolarità di varia natura (contribuzione inferiore ai minimi, mancato pagamento di retribuzione e TFR, lavoro nero).

A Piacenza le 4 coop ispezionate sono risultate tutte irregolari, anche in questo caso per ricorso al lavoro nero e salari pagati in ritardo. Marina Molinari, Segretario generale Cisl Parma Piacenza: “Sono ancora poche le ispezioni sulle cooperative illegali, presenti in modo massiccio anche nella nostra provincia. Si tratta di cooperative con sedi legali spesso lontane dal nostro territorio, che non rispettano le regole, lucrano sul lavoro delle persone ed evadono tasse. Queste cooperative sono nocive perché mettono fuori concorrenza chi rispetta le regole e retribuisce correttamente i lavoratori”.

Anche a Forlì – Cesena l’unica cooperativa ispezionata ha avviato un tirocinio formativo in assenza dei requisiti stabiliti dalla legge regionale.

Infine, a Rimini su 9 coop ispezionate 6 sono risultate irregolari sotto qualche profilo; in particolare sono stati trovati ben 27 lavoratori irregolari o in nero.

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I metalmeccanici piacentini della Cisl alla manifestazione di Firenze

Oggi sciopero dei metalmeccanici e manifestazione dei lavoratori a Firenze. A protestare anche vari piacentini della FIM CISL ch anche da un pullman targato, pe hanno raggiunto la Toscana in pullman per “denunciare lo stato di crisi in cui versa l’industria italiana”.

Nel mirino dei lavoratori c’erano “la sicurezza sul lavoro e l’assenza di politica industriale degna di questo nome e la scarsa incisività nella gestione delle tante vertenze che toccano il settore”.

Anche gli ultimi dati dell’Istat confermano la necessità di un’inversione di rotta. Ad aprile la produzione industriale è calata dello 0,7% rispetto a marzo e dell’1,5% rispetto ad un anno fa. E’ il secondo mese di fila che si chiude con il segno meno, a riprova che l’accelerazione di inizio anno può essere considerata ormai un ricordo. In questo quadro spicca il crollo della produzione nel settore auto (17,1%).

A preoccupare i sindacati è anche il rallentamento degli investimenti e il ristagno dei livelli retributivi.

I tavoli di crisi aperti al Mise, intanto, aumentano di giorno in giorno: sono 160 adesso, a gennaio erano 138.

Il numero dei lavoratori che rischiano di perdere il lavoro, a seconda della piega che prenderanno le vertenze, va dagli 80mila ai 280mila”.

Nel frattempo – secondo i sindacati – stanno invece aumentando ”gli incidenti e le morti sul lavoro” . La mancanza di sicurezza resta uno dei problemi più assillanti per i rappresentanti dei metalmeccanici, accanto a quello ambientale.

La crisi, secondo la Cisl, è tutt’altro che finita. “Basta scorrere i dati sulla cassa integrazione – dicono. – ”Ad Aprile c’è stato un aumento del 78% rispetto ad un anno fa e del 79% sul mese di marzo”. Di questo passo, aggiungono il 2019 rischia di contare un milione di ore di cassa integrazione che coinciderebbero con un crollo della produzione industriale, con un impoverimento produttivo, con il continuo aumento del debito pubblico e con la riesplosione dello spread”.

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