Anche i pensionati piacentini in Piazza a Roma per manifestare contro il taglio agli assegni

Molte migliaia i pensionati che sabato 1º giugno sono giunti da tutta Italia a Roma, in piazza San Giovanni, per partecipare alla manifestazione nazionale organizzata da Spi-Cgil Fnp Cisl e Uilp-Uil per protestare contro il governo che ha bloccato la rivalutazione delle pensioni, sottraendo risorse dalle tasche dei pensionati.

I sindacati dei Pensionati di Cgil Cisl e Uil, infatti, non hanno proprio digerito il provvedimento ”iniquo” del Governo giallo verde che ha piallato gli assegni dei pensionati italiani togliendo loro quanto dato con la rivalutazione delle pensioni dei primi tre mesi del 2019. Ma soprattutto continuano a non digerire la “totale mancanza di attenzione nei loro confronti da parte del governo”.

“Ancora una volta – afferma il segretario generale della Fnp Cisl, Gigi Bonfanti – questo governo proclama di voler essere vicino ai bisogni delle famiglie e invece, in pratica, fa il contrario, togliendo dalle tasche dei pensionati risorse importanti, e lo fa attraverso la beffa di mettere in pratica il provvedimento ora, dopo le elezioni europee.”

Oltre alla decisione del Governo di procedere al conguaglio della perequazione a partire da giugno, come annunciato dall’Inps, i sindacati dei pensionati contestano il fatto che nulla è stato previsto sul fronte delle tasse, che i pensionati pagano in misura maggiore rispetto ai lavoratori dipendenti; così come nulla è stato fatto sulla sanità, sull’assistenza e sulla non autosufficienza, questioni fondamentali per la vita delle persone anziane e delle loro famiglie che richiederebbero interventi concreti e risorse.

“L’unica misura messa in campo – denunciano le tre federazioni – è stata quella del taglio della rivalutazione. La tanto sbandierata pensione di cittadinanza, invece, finirà per riguardare un numero molto limitato di persone e non basterà ad affrontare il tema della povertà. Il Governo – sottolineato Spi, Fnp e Uilp – si è mostrato del tutto sordo alle rivendicazioni e alle necessità dei pensionati italiani, accusati addirittura di essere degli avari per aver osato protestare a fine dicembre contro il taglio della rivalutazione. È per questo motivo – concludono che i pensionati il 1 giugno saranno in piazza San Giovanni, per protestare contro questo governo che, al pari dei precedenti, piuttosto che aiutare non fa che danneggiare i nostri pensionati attraverso provvedimenti iniqui”.

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Troppi infortuni sul lavoro, i sindacati incontrano il Prefetto Falco

L’incidente mortale occorso lo scorso 1 maggio all’operaio edile di Chiavenna Landi ha lasciato alcuni strascichi. Il sindacato Cgil, Cisl e Uil hanno richiesto un incontro col Prefetto Maaurizio Falco questa mattina, a cui hanno partecipato i principali rappresentanti locali e una sessantina di manifestanti.

Le richieste sono esplicite: maggiore sicurezza sul luogo di lavoro, anche in relazione all’evento del 25 aprile in cui un operaio di 22 anni sarebbe rimasto ustionato al volto e gli arti superiori venendo a contatto con del solvente in una ditta di trasformazione del pomodoro a Gariga.

Al Prefetto è stato fatto notare in particolare il dato sugli infortuni denunciati sia mortali che non: il dato piacentino dimostra che se nel 2017 si erano verificati 4950 infortuni denunciati, nel 2018 erano saliti del 5%, arrivando a 5201. L’aumento rappresenta quello più consistente rispetto a tutta la Regione. I decessi nel 2018 sono stati 9, secondo dati ANMIL, sui 115 della Regione.

Cisl ha fatto notare che la deriva dei dati dimostra come alcuni strumenti messi in campo negli ultimi anni stiano diventando deboli, Cgil rimarca alcune scelte politiche sbagliate a livello nazionale, Filea Cgil sottolinea che i dati si riferiscono solo alle denunce fatte, mentre esiste un sommerso di dati che non possono emergere ma che hanno un peso, in particolare in risalto è stata posta la situazione dei cantieri, sempre più rischiosi. Una soluzione proposta è stata quella di estendere i protocolli d’intesa sugli appalti pubblici. L’auspicio comune è che questo tema venga trattato in modo approfondito anche a Roma, con i Ministri competenti.

Il Prefetto Falco ha posto l’accento sull’argomento evidenziando come non possa essere “divisivo”, e che la priorità resta sempre la vita dei cittadini e dei lavoratori.

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Cisl sui richiedenti asilo: “Ma quale invasione, il vero problema è la marginalità sociale”

“Invasione? In Emilia-Romagna i richiedenti asilo rappresentano appena il due per mille della popolazione e (poco più di novemila su una popolazione di quasi quattro milioni e mezzo di persone), mentre a Piacenza la percentuale è 3,2 per mille. Il vero rischio su cui occorre fare attenzione è la marginalità sociale. Marginalità che inevitabilmente finisce per alimentare il lavoro nero e lo sfruttamento”. E’ questo in estrema sintesi quanto emerge, numeri alla mano, da un’analisi della Cisl regionale presentata ieri a Bologna nel corso del convegno “#Primalepersone L’Emilia-Romagna che accoglie”.

La critica esplicita mossa dal segretario generale della Cisl Filippo Pieri è indirizzata al cosiddetto ‘decreto sicurezza’ (oggi, L.132/2018), “che contrappone al modello emiliano di accoglienza dei richiedenti asilo diffuso sul territorio un sistema di strutture, come i Cas e gli Sprar, senza i servizi di integrazione sociale (corsi di italiano, di formazione professionale, orientamento al lavoro, ecc). Proprio quei servizi di integrazione sociale che hanno invece determinato il successo del sistema regionale”.

“Tutto è migliorabile, ma il sistema di accoglienza della nostra regione è stato sicuramente un modello virtuoso, per la presenza di un hub centrale per l’accoglienza in emergenza, la preferenza di strutture di piccole e medie dimensioni, la diffusione territoriale, fino ad arrivare all’ ’80% dei comuni che accoglieva”, gli ha fatto eco Ciro Donnarumma, componente della Segreteria regionale Cisl con delega alle politiche migratorie”.

“Il vero pericolo – commenta Marina Molinari, Segretario generale Cisl Parma Piacenza, a margine dei lavori del convegno – è che l’abolizione del permesso per motivi umanitari, produca entro l’anno prossimo tra i 130 e i 140 mila migranti irregolari, possibili, se non probabili, vittime di caporalato, lavoro nero e sfruttamento. La tenuta sociale della comunità di Piacenza ne riceverebbe un duro colpo, perché le nuove norme tenderanno a determinare un sistema di minore qualità nell’assistenza e nell’accoglienza con risvolti occupazionali negativi per tante professionalità che in questi anni si sono formate per facilitare l’integrazione. Un’integrazione che ha conseguito risultati complessivamente positivi nel mondo del lavoro considerato che nella sola Emilia-Romagna, i lavoratori immigrati contribuiscono al 12% del Pil regionale”.

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CGIL, CISL, Non una di meno e Arcigay Lambda si scagliano contro il Family Day di Verona

Il Family Day di Verona si avvicina, con annessa tutta la coda di polemiche che in questi giorni i media di qualsiasi genere stanno alimentando. Molte di esse hanno a che fare con alcuni punti: il patrocinio della “Presidenza del Consiglio dei ministri – ministro per la Famiglia e la Disabilità”, nonchè la presenza di esponenti di spicco dell’attuale esecutivo gialloverde (più verde che giallo).

Ma sarà anche la prima volta che questo Congresso Mondiale, giunto alla 13esima edizione, riunisce tante persone da tutta Italia e non solo a protestare, unite più dai contenuti che da appartenenze politiche. Anche Piacenza avrà la sua eterogenea rappresentanza, composta da Arcigay Lambda, Cisl e Non una di meno. Quest’ultima, rete femminista estesa su tutto il territorio italiano, convoca un corteo e tre giorni di mobilitazioni (29 – 30 – 31 marzo) per parlare di diritti delle donne e delle persone LGBTQI. Non Una di Meno era già entrata in azione contro la mozione “Verona Città a favore della Vita (che finanzia associazioni legate ai movimenti antiabortisti e che è stata presentata in molte altre città).

Le contro-iniziative di non una di meno

Tra le controiniziative: convegni per raccontare come è nata e come si è diffusa la cosiddetta “ideologia del gender”, con ricercatrici europee; laboratori di piazza per insegnanti sull’educazione contro sessismo e razzismo nella formazione; proiezione del documentario “Aborto, le nuove crociate”, della TV franco-tedesca Arté sugli attacchi a livello internazionale alle leggi che regolano l’aborto; proiezione del cortometraggio sulle lotte della comunità LGBTQ in Uganda con Najib Kabuye, protagonista e attivista LGBTQI ugandese. Inoltre sabato 30 marzo alle ore 14.30 vi sarà un concentramento in Piazza XXV Aprile, stazione Verona Porta Nuova: la pratica di NUDM, spiegano le stesse attiviste,  è che “non siano portate bandiere, ma contenuti”.

ARCIGAY LAMBDA: “Sui diritti indietro non si torna!” 

Anche Arcigay parteciperà alla concentrazione del 30 marzo, “per sostenere una piattaforma alternativa di proposte – spiegano i manifestanti – che prevedano l’ampliamento dei diritti civili e la lotta ad ogni tipo di discriminazione per una società aperta e accogliente, una società di tutti e per tutti”.

Gli stessi esponenti del Governo – continuano – che partecipano a questo congresso sono coloro che indirettamente sostengono un clima di odio e di caccia al diverso. Nello sfondo di questo congresso aleggiano infatti idee nazionaliste, di sdoganamento dei nuovi fascismi, di distruzione dell’Unione Europea, in un momento in cui aumentano gli episodi di violenze a sfondo razziale e omofobo. Questi gruppi di interesse economico e politico che sostengono il Congresso Mondiale delle Famiglie troveranno sempre in noi degli strenui difensori delle libertà civili, dell’antifascismo e dei diritti umani”.

Sulla famiglia sottolineano come “non ne esista una sola possibile, ma tanti tipi con uguale dignità e necessità di protezione. In tema di orientamenti sessuali vengono proposte visioni oscurantiste che invocano terapie riparative per gli omosessuali, repressione dell’espressione della propria sessualità e censura di qualsiasi discorso pubblico in tema di rapporti sessuali. Proposte molto gravi, che trovano in disaccordo tutta la comunità medica e scientifica internazionale“.

La Cisl contro i relatori esteri

Il coordinamento sottolinea la propria preoccupazione nel vedere prendere la parola persone come Dmitri Smirnov, «presidente della Commissione patriarcale russa per la famiglia e la maternità, noto in Occidente per ripetuti interventi misogini conto le donne e portavoce di un modello di famiglia in cui la donna occupa una posizione subalterna rispetto al coniuge, il presidente moldavo Igor Dodon, famoso per aver dichiarato subito dopo la vittoria delle elezioni di “non essere il presidente dei gay, perché loro dovrebbero eleggere un loro presidente”. Ci saranno inoltre le relazioni di Theresa Okafor, attivista nigeriana che nel 2014 ha proposto una legge che criminalizza le unioni tra persone dello stesso sesso, e Lucy Akello, ministro ombra per lo sviluppo sociale in Uganda, che due anni fa ha presentato al parlamento una legge contro le coppie omosessuali, che prevedeva originariamente la pena di morte per “omosessualità aggravata”».

Anche la CGIL alla manifestazione

La Cgil parteciperà alla manifestazione che si terrà il 30 marzo pomeriggio a Verona, in occasione del Congresso mondiale della famiglia anche una delegazione della Camera del Lavoro – Cgil Piacenza.
“La protesta – spiega Gianluca Zilocchi, segretario generale che parteciperà alla manifestazione – è stata organizzata da associazioni e movimenti per contrastare il tentativo delle destre mondiali, a partire da ministri del governo italiano, di “affermare, celebrare e difendere la famiglia naturale come sola unità stabile e fondamentale della società”, come si legge sul sito del congresso”.

“Anche la nostra organizzazione sfilerà in maniera visibile per le vie di Verona – spiega Zilocchi – con l’obiettivo di denunciare il clima oscurantista e retrogrado che questo congresso contribuisce a diffondere e rafforzare. Al contrario occorre rilanciare la laicità dello Stato attraverso i pieni diritti di cittadinanza a tutte le differenze di genere, alle libertà di scelta delle donne e degli uomini. Riteniamo, pertanto, particolarmente grave la presenza di ministri del Governo Italiano e di esponenti politici anche del nostro territorio a questa iniziativa. La manifestazione di Verona – conclude Zilocchi – è una tappa di un percorso di rivendicazione della parità dei diritti di genere che proseguirà anche sul nostro territorio”.

Tutto questo – conclude il coordinamento – fa tornare alla memoria anni bui della nostra storia e può mettere in discussione tutta quella serie di diritti tanto faticosamente acquisiti dalle donne e dai soggetti più deboli della nostra società negli anni recenti”. 

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Molinari (Cisl): “Sindaco neghi spazio a Stefano delle Chiaie, è esaltazione del fascismo”

Riportiamo per intero le dichiarazioni al vetriolo di Marina Molinari, segretario Cisl Parma e Piacenza, in merito alla presenza, il 22 marzo, di Stefano delle Chiaie presso la Casa delle Associazioni. Delle Chiaie, leader storico di Avanguardia Nazionale presenterà il suo libro “L’Aquila e il Condor”. (qui la replica del Sindaco).

“È molto preoccupante scoprire che personaggi come Stefano Delle Chiaie e l’associazione che lo sponsorizza, possano considerare la nostra città terreno fertile per il loro radicamento.

Crediamo che il Sindaco abbia facoltà di negare la concessione dello spazio comunale della Casa delle associazioni, e, in ogni caso, è doveroso da parte dell’Amministrazione comunale provvedere immediatamente al cambiamento dell’attuale regolamento di autorizzazione all’uso degli spazi pubblici.

Un ente pubblico non può essere in alcun modo partecipe della propaganda di ideologie che consistono nell’esaltazione del fascismo. Marina Molinari – Segretario generale Cisl Parma Piacenza”.

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Cisl Parma e Piacenza a Roma manifestano per il rilancio dell’edilizia. Oggi sciopero

Oggi 15 marzo sciopero generali delle costruzioni. Si sono fermati i cantieri, le fabbriche del legno e dell’arredo, le cave e le fornaci, le cementerie e migliaia di lavoratori e disoccupati hanno manifestato in piazza del Popolo a Roma a sostegno delle proposte concrete e fattibili che le categorie sindacali dell’edilizia (Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil) hanno presentato al governo.
“Non è possibile che ci si rassegni alla pardita della metà degli occupati in un settore che ha sempre fatto da traino allo sviluppo dell’intera economia”, ha spiegato Marco Boveri, segretario generale Filca Cisl per il territorio di Parma e Piacenza, presente a Roma con un’ampia delegazione di lavoratori partecipanti dai territori dell’Emilia occidentale
“Bisogna riaprire i cantieri, ha aggiunto il sindacalista, rendendo effettive politiche mirate che sblocchino le grandi opere infrastrutturali ferme al palo nonostante siano indispensabili allo sviluppo. Devono essere varati piani straordinari per la messa in sicurezza di territori, strade, ponti che pure non mancano nelle province di Parma e di Piacenza. C’è tanto da fare anche per ristrutturazioni, rigenerazione urbana, interventi anti sismici e nuove politiche abitative. E l’occupazione si riprenderà con la rispresa del sistema Paese “.
Per il sindacato serve inoltre qualificare l’impresa e contrastare il dumping contrattuale con un sistema che premi qualità e sicurezza. Occorre accelerare sugli appalti verdi al fine di premiare chi fa ricerca ed innovazione nei nostri settori. Serve una sburocratizzazione mirata di diversi passaggi del Codice Appalti senza ridurre tutele e diritti e senza tornale alla liberalizzazione dei sub appalti o al massimo ribasso. 

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Maltrattamenti su anziani in strutture private, CISL: “Bisogna intervenire prima”

Il recente caso di abusi a San Benedetto Val di Sambro in provincia di Bologna ha portato al disonore delle cronache una struttura denominata “Casa Famiglia” dove gli anziani venivano vessati in ogni modo.

Anche nella provincia di Piacenza le “Case Famiglia” private sono una realtà emergente già da alcuni anni e sono infatti già anni che la Cisl chiede che vengano effettuati precisi controlli proprio affinchè siano distinte con chiarezza le strutture di assistenza di qualità da quelle che non lo sono.

A livello regionale risulta che casi di sovraffollamento e di impiego di personale non qualificato siano frequenti. Delle circa 260 case famiglia per anziani controllate nel 2017 in Emilia-Romagna (poco piu’ della meta’ del totale), ben 190 hanno evidenziato “difformità'” di diverso tipo. Talvolta si tratta di questioni da poco come la tenuta della documentazione, ma si sono riscontrati anche casi di indebita presenza di anziani “non autosufficienti di grado medio-alto” che hanno portato ad atti di diffida nei confronti dei gestori. Entro giugno 2019 la Regione Emilia Romagna promette di mettere a disposizione i dati relativi allo scorso anno.

“Il problema, spiega Aldo Baldini, Segretario generale aggiunto Cisl Pensionati Parma Piacenza è che queste strutture sono fuori dai percorsi di accreditamento. Non e’ possibile pensare che per aprire servizi così delicati sia sufficiente una comunicazione di inizio attività, come per un negozio”.

Cosa intende fare il sindacato? “In passato, ricorda Baldini, abbiamo raggiunto un accordo regionale per fare in modo che i controlli ci siano e ora chiediamo che anche i comuni facciano i controlli per evitare che “Case” come quella di San Benedetto Val di Sambro mettano radici nel nostro territorio”.

Il tema chiede di essere affrontato a livello locale. “Certamente, conferma il segretario della Federazione dei pensionati: già è stato sottoscritto un impegno dei sindacati con l’assessore al welfare del comune di Piacenza, nella persona dell’assessore Federica Sgorbati in cui le parti concordano nell’assumere come oggetto di particolare interesse la regolamentazione delle Case Famiglia per persone anziane e disabili, sulla scorta del documento regionale di indirizzi per i regolamenti locali, e nella prospettiva di una condivisione di orientamenti e indicazioni a livello provinciale”.

Si tratta quindi per il sindacato di rafforzare la collaborazione affinchè le buone prassi, sia a livello di amministrazione pubblica che di gestione delle strutture di assistenza, si diffondano in tutta la provincia, mettendo fuori gioco gli operatori che volessero essere poco coscienziosi con gli anziani da loro ospitati. Una questione di civiltà, ormai urgente. 

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Sindacati uniti contro il Comune: “Quote Iren per progetti straordinari e non per far cassa”

Si dichiarano “preoccupati” per interventi “di bassissimo respiro”, che anche all’ interno della maggioranza di Palazzo Mercanti “non trovano quel consenso ampio e adeguato” per questo genere di operazioni, pertanto chiedono al Comune di riaprire il confronto. La vendita di quote Iren spa, l’azienda multiservizi che serve i territori di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e soprattutto Genova e Torino, al centro di una nota stampa inviata dai sindacati confederali di Piacenza alla stampa.
“Nei giorni scorsi – scrivono Gianluca Zilocchi (Cgil), Marina Molinari (Cisl), Francesco Bighi (Uil) – abbiamo avuto un incontro con l’assessore Paolo Passoni sui temi del bilancio del Comune di Piacenza. L’amministrazione, come già aveva anticipato, ha prospettato la vendita delle quote Iren come, sostanzialmente, scelta strategica di fondo del bilancio. Abbiamo preso atto della volontà della Giunta di Piacenza ed espresso una chiara contrarietà per una serie di motivi”. Ed ecco i motivi che Zilocchi, Molinari e Bighi hanno così sintetizzato.
QUOTE PIACENZA IN IREN
“E’ strategica, più che la vendita, una presenza importante di Piacenza all’interno della multiutility che vada al di là delle quote del patto di sindacato. Questo è fondamentale per mantenere Piacenza negli assetti proprietari e fare in modo che servizi come acqua, rifiuti ed energia siano strategicamente radicati sul territorio piacentino. Questo passaggio è necessario per ‘leggere’ al meglio le specificità e per mantenere un rapporto stretto con i cittadini/utenti
a Piacenza. Non stiamo parlando di una società quotata utile a fare operazioni puramente finanziarie come intende fare il Comune di Piacenza. Vendendo le quote, si indebolisce il governo pubblico di Piacenza su questi servizi fondamentali, e si sposta così l’asse strategico dell’azienda sempre più verso altri territori, verso Genova in particolare”.
DIVIDENDI, PROGETTI, SPESA CORRENTE e TASSAZIONE
“Inoltre – proseguono i confederali – ogni anno mancheranno al Comune dividendi importanti. La nostra contrarietà risiede soprattutto nella mancanza di progettualità legata alla vendita delle quote. Infatti, la vendita è vincolata per investimenti e infrastrutture dalle normative: ossia non si possono utilizzare quei fondi per la cassa corrente o finanziare altre voci.
Diverso – spiegano i sindacati – sarebbe agire sulla tassazione, opzione che il Comune esclude a prescindere. Non crediamo si debbano alzare le tasse, tuttavia abbiamo sentito l’Amministrazione Comunale ragionare sempre di Irpef (reddito persone fisiche), ben sapendo che altre leve fiscali come Imu e Tasi potrebbero essere prese a riferimento per agire su fasce di popolazione meno disagiate. Si può discutere di tassazione locale – esortano Zilocchi, Molinari e Bighi – ma a una condizione: premesso che iniziamo a registrare registriamo tagli importanti sulla spesa sociale, agire sulla tassazione è plausibile a condizione che quanto si recupera sia investito in spesa per il sociale. Non solo: se il Comune parla di “razionalizzazione della spesa” per scongiurare l’innalzamento delle imposte è fondamentale discutere di quali servizi subiranno la razionalizzazione. Investire sul sociale, viceversa, per esempio nei confronti della popolazione anziana è una delle strade obbligate per il futuro. Potenziare e qualificare la spesa per il sociale, non il contrario, appare strategico per Piacenza”.
“Ciò che manca – concludono – è un progetto vero e riconoscibile. Utilizzare i ricavi delle quote Iren per marciapiedi, tetti o manutenzione straordinaria è un errore. Tali interventi, seppur importanti, dovrebbero rivestire carattere di ordinarietà e quindi non potrebbero essere finanziati con la vendita delle quote Iren. La progettualità deve essere al centro di una scelta del genere e purtroppo non la scorgiamo a Piacenza. Se l’amministrazione proponesse un “grande progetto” si potrebbe anche approcciare il tema della vendita delle quote Iren. Viceversa, l’operazione come prospettata appare goffa e finalizzata a far saltare fuori dei quattrini per le spese. Siamo contrari a questo approccio. Che il Comune di Piacenza rimetta in moto la macchina della progettualità, altrimenti a “sbattere” sarà il futuro strategico del territorio”. 

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Nicola Tanzi, piacentino, è il nuovo segretario responsabile di Crédit Agricole

Nicola Tanzi, piacentino è stato eletto nuovo Segretario Responsabile di Crédit Agricole, cioè della banca che è l’azienda capofila del gruppo creditizio, mentre Pier Luigi Guareschi, residente a Fidenza è stato eletto nuovo Segretario Responsabile di Crédit Agricole Group Solutions. Confermati nella Segreteria sindacali anche Giorgio Camoni e Maurizio Favaro. Nicola Tanzi, classe 1972 è impiegato in Crédit Agricole dal 1994 e ha al suo attivo un consistente impegno sindacale nella federazione dei bancari della Cisl (First Cisl), che conta due mila iscritti nella sola Crédit Agricole Italia.

L’elezione è avvenuta nel corso della riunione del direttivo First Cisl del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia dello scorso 28 febbraio.

Nel corso della riunione è stata ripercorsa la storia della Struttura sindacale, cresciuta di pari passo con lo sviluppo del Gruppo e delle sue Aziende Bancarie.

Oggi il Gruppo Crédit Agricole ha raggiunto dimensioni importanti, posizionandosi al 6° posto nazionale, con 10 mila dipendenti, oltre 2 milioni di clienti e circa 900 filiali su gran parte del territorio nazionale. Allo stesso modo in questi dodici anni lo sviluppo delle relazioni sindacali all’interno del Gruppo ha consentito il raggiungimento di importanti accordi a tutela del personale, con l’introduzione e il rafforzamento di importanti pilastri di welfare aziendale, grazie a una compartecipazione continua sindacato-azienda. Su questa strada si intende proseguire per migliorare ulteriormente.

Nel corso della riunione del 28 febbraio u.s., Fabio Bommezzadri (Parma) è stato eletto all’unanimità nuovo Segretario Responsabile del Gruppo Bancario Crédit Agricole Italia. 

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Miss disoccupata, la Cisl ricorda la storia del Maglificio Faini in occasione dell’ 8 marzo

Una famosa vertenza del settore tessile avvenuta negli anni ’70. Una storia di donne lavoratrici, vissuta tra passione, necessità e fatica. Il Maglificio Faini, azienda di rilievo, aveva la sede principale nell’edificio che oggi ospita gli uffici del comune di Piacenza, in via Beverora, così la storia aziendale e sindacale si intreccia con quella di Piacenza, come con quella di Fiorenzuola, dove l’azienda tessile aveva l’altro stabilimento nella nostra provincia.

Giovedì 7 marzo alle ore 17 al teatro Verdi di Fiorenzuola iniziativa CISL Parma Piacenza in occasione della festa della donna. Verrà presentato il volume, prodotto come Cisl Parma Piacenza e con la prefazione di Annamaria Furlan, nato per documentare la vicenda con interviste alle protagoniste e foto d’epoca.

Se la Faini chiuderà la sede piacentina nei primi anni ’60, a Fiorenzuola l’attività proseguì proseguì fino al ’72. In occasione dell’elezione di Miss Italia a Salsomaggiore la vicenda conquistò la ribalta nazionale. Ma le “faine del faini”, come si definirono, meritano sopratutto di essere ricordate perché dimostrarono coraggio e determinazione nella lotta in difesa della loro occupazione, rappresentando le moltissime donne che tanto hanno dato al mondo del lavoro. 

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