Anche Cisl Parma e Piacenza partecipa a “People – prima le persone”, evento contro il razzismo

Sarà presente anche una delegazione Cisl Parma e Piacenza alla manifestazione “People – Prima le persone” del prossimo 2 marzo, assieme alla delegazione Cisl Emilia Romagan. “Ci riconosciamo pienamente nell’appello dei promotori dell’iniziativa, a partire dallo slogan che la accompagna, ovvero la persona al centro. Non condividiamo una politica che alimenta le paure e crea un terreno fertile per le discriminazioni, legate alla nazione di provenienza, al genere, alla religione, alla condizione sociale, alle condizioni di salute, alle differenze che ci attraversano proprio perché siamo persone”, ha commentato Filippo Pieri, segretario generale del sindacato di via Milazzo, nel commentare le ragioni dell’adesione.

“Spesso, al tema dell’immigrazione si associa maldestramente quello della sicurezza. Di certo la sicurezza è un prezioso bene comune, ma la si ottiene soprattutto combattendo le diseguaglianze, lo sfruttamento lavorativo, le mafie e promuovendo politiche di inclusione, economiche e sociali e del lavoro capaci di dare futuro a questo Paese. Non certo distruggendo un sistema di accoglienza diffusa e di qualità come lo SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), che nella nostra regione ha prodotto tante buone pratiche; non certo considerando i richiedenti protezione internazionale persone pericolose, quando invece nella stragrande maggioranza dei casi fuggono da situazioni di pericolo; non certo aumentando il rischio di avere sul nostro territorio persone senza permesso di soggiorno perché non lo hanno potuto ottenere o rinnovare con le nuove regole. Infine, sicuramente non si produce maggiore sicurezza rendendo ancora più difficile ottenere la cittadinanza italiana a coloro che sono qui da anni, lavorano e contribuiscono al benessere di questo Paese”, gli ha fatto eco Ciro Donnarumma, componente della Segreteria regionale Cisl con delega all’immigrazione.

“Per tutti questi motivi – ha proseguito Pieri – condividiamo in pieno la presa di posizione espressa lo scorso 12 febbraio dalla delegazione della Caritas Emilia-Romagna sul cosiddetto “Decreto sicurezza”. Un documento in cui il vescovo delegato della Conferenza episcopale dell’Emilia-Romagna per la carità e i direttori delle 15 Caritas diffuse in regione, oltre a esprimere un parere negativo sulla legge, chiedono un impegno su due livelli: il sostegno alla decisione dei sindaci e dei presidenti di Regione che hanno promosso il ricorso alla Corte Costituzionale; il contrasto alla legge con i mezzi a disposizione, seppur senza esimersi dagli “obblighi di legge”.

“Ecco perché, insieme alle organizzazioni che aderiscono alla manifestazione del 2 marzo a Milano, chiediamo inclusione, pari opportunità e una democrazia reale per un Paese senza discriminazioni e senza muri e per questo anche più sicuro, perché una sicurezza vera non esclude nessuno e non crea emarginazione”, ha concluso il segretario generale della Cisl regionale. 

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Autonomia regionale, Cisl: “Guardare ai contenuti, praticare la partecipazione”

La Cisl Emilia Romagna, assieme a Cisl Lombardia e Cisl Veneto, in una nota sottolinea come sia auspicabile un confronto “senza pregiudizi ideologici, che coinvolga anche le parti sociali”. Le polemiche nazionali nate attorno al tema delle autonomie prendono corpo.

Il tema della maggiore autonomia delle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Veneto è arrivato al tavolo del Consiglio dei Ministri in un contesto di grandi polemiche e forti contrapposizioni, anche all’interno della stessa maggioranza e tra i vari ministeri coinvolti nei percorsi per il conferimento di proprie competenze alle Regioni interessate.

Cisl Emilia Romagna, Cisl Lombardia e Cisl Veneto auspicano che in tutte le parti politiche e istituzionali interessate prevalga la volontà di sviluppare un confronto a tutto campo, a livello nazionale e regionale, senza pregiudizi ideologici, che coinvolga anche le parti sociali e permetta di portare a compimento un percorso che, nel rispetto rigoroso del dettato costituzionale (artt.116 e 117 del Titolo V), concretizzi le richieste avanzate dalle tre Regioni e già oggetto di un accordo preliminare con la Presidenza del Consiglio, attraverso le intese con tutti i Ministeri interessati e il conseguente iter parlamentare.

Ribadiamo i punti fermi sui quali per noi si deve realizzare questa riforma delle istituzioni regionali. La maggiore autonomia riconosciuta alle nostre Regioni non deve mettere a rischio l’unità e la solidarietà nazionale, deve invece rappresentare una assunzione di maggiori responsabilità a livello locale, evitando un ulteriore frazionamento dei poteri che favoriscano la ingovernabilità del Paese.

Maggiori spazi di autonomia non devono inoltre in alcun modo tradursi in forme di “neocentralismo” regionale, ma essere occasione per un accresciuto protagonismo degli enti locali e un maggiore riconoscimento del loro ruolo di istituzioni più prossime alla vita quotidiana dei cittadini.

Vanno mantenute in sede statale le competenze per la definizione e garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni sociali e va assicurata l’uniformità dei diritti costituzionalmente garantiti a tutti i cittadini, in particolare libertà civili, salute, lavoro, previdenza, istruzione, giustizia e sicurezza.

L’autonomia regionale deve essere supportata anche da una coerente e diversa ripartizione delle risorse fiscali, che riconosca una maggiore equità nella loro redistribuzione, pur sempre in un rinnovato vincolo di solidarietà nazionale, comunque anche attraverso opportuni meccanismi di perequazione a favore delle regioni più svantaggiate, come stabilito dall’art. 119 della Costituzione. Va dunque completato il percorso del federalismo fiscale avviato nel 2009 e non ancora concluso, coordinato e coerente con una riforma del sistema fiscale che migliori l’equità del prelievo e una riduzione delle tasse sui redditi da lavoro dipendente, da pensione e sui salari di produttività. L’annunciata intesa raggiunta al MEF va quindi valutata sulla base di questi presupposti.

L’estensione – oggi alle nostre tre regioni, in futuro anche ad altre che la richiederanno – di ulteriori spazi di autonomia non deve comportare inasprimenti fiscali a carico dei cittadini, ma dovrà finanziarsi attraverso quote di compartecipazione ai tributi erariali dello Stato, necessarie all’esercizio delle funzioni conferite, escludendo in tal modo il ricorso ad addizionali regionali. 

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Anche i sindacati piacentini alla manifestazione di Roma

Il Segretario generale Cisl Parma Piacenza, Marina Molinari

C’era anche una folta delegazione piacentina, oggi a Roma, per la manifestazione sindacale unitaria di Cgil Cisl e Uil per richiedere al governo una nuova politica economica fatta di investimenti e lavoro. I sindacati in corteo sono partiti da piazza della Repubblica per giungere a piazza San Giovanni dove sono intervenuti i segretari generali Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo.

Ad aprire e la manifestazione lo striscione che riassume il senso dell’intera protesta: “Futuro al lavoro” e la richiesta rivolta al governo di aprire un confronto e di cambiare la politica economica mettendo al centro sviluppo, crescita, lavoro, pensioni, fisco ed anche il rilancio degli investimenti sia pubblici sia privati.

«È meglio che il governo torni indietro perché altrimenti va a sbattere», ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, aprendo il corteo.

Secondo il segretario generale della Cisl, Anna Maria Furlan, il governo deve «uscire dalla realtà virtuale e calarsi nel mondo reale del lavoro». L’unica cosa che cresce – ha aggiunto – «è lo spread è evidente che così le cose stanno andando male. Il governo si fermi e cambi la sua linea economica sblocchi le infrastrutture quelle medie e grandi opere per cui ha bloccato senza alcun motivo miliardi e miliardi e oltre 400 mila posti di lavoro e gli investimenti su Impresa 4.0, sulla ricerca, innovazione e scuola». I sindacati, prosegue Furlan, propongono «una bella riforma fiscale che renda più pesanti le buste paga dei lavoratori. Siamo un paese dove il 90% dell’erario e sovvenzionato dai lavoratori e pensionati, bisogna guardare a loro».

«Non possono essere autoreferenziali, questa piazza la devono ascoltare» ha affermato Barbagallo (Uil): «Noi facciamo sindacato non siamo opposizione politica di nessuno».




Piacenza che Resiste, anche i sindacati in Piazza Cavalli per i diritti umani il 2 febbraio

Come già annunciato, sabato 2 febbraio in Piazza Cavalli si terrà l’iniziativa autoconvocata di cittadini uniti dal comune grido “Piacenza che Resiste”. Si tratta di cittadini “impegnati nel sociale e desiderosi di una società impregnata di gesti, parole, azione, atteggiamenti e politiche improntati ai valori della nostra Costituzione dove le persone hanno tutte pari valore e dignità”.

A questa manifestazione, prevista dalle ore 15, aderiscono anche i sindacati Cgil, Cisl e Uil. Hanno voluto dare la adesione in quanto “Il fenomeno della migrazione nel nostro Paese ha subito fasi alterne, perché l’incontro di culture differenti non è sempre facile, ma le politiche messe in campo da questo Governo vogliono rompere ogni rapporto di solidarietà, rendendo l’immigrato il soggetto su cui scaricare tutte le paure e da individuare come l’usurpatore di diritti come la casa, il lavoro, l’asilo, in un contesto socio-politico-economico che ha messo le nuove povertà degli Italiani a confronto con quelle degli immigrati, quasi in una tragica concorrenza. Occorre invece riportare l’attenzione sulle vere cause, affrontare il tema della mancanza di corridoi umanitari e di una politica europea comune su accoglienza, integrazione, lotta ai trafficanti di morte, cooperazione nei paesi di origine, evitando che si alimentino fenomeni di arretramento culturale e di recrudescenza di xenofobia e razzismo. L’immigrazione si può e si deve gestire con il rispetto che si deve ad ogni vita umana”.

Ecco il testo della lettera diffusa dai cittadini autoconvocati:

Cittadini Autoconvocati “Piacenza che resiste “ per azioni, parole, gesti e politiche che mettano al primo posto l’umanità tutta!
L’iniziativa del 2 febbraio nasce come reazione spontanea di gruppi di cittadini impegnati nel sociale e di diverso orientamento politico, religioso e culturale colpiti dal quotidiano perpetuarsi di barbarie e crudeltà. La nostra aspirazione è quella di far sapere che non condividiamo le politiche in materia di immigrazione e di sicurezza che violano la dignità umana e i diritti Costituzionali. Assistiamo con preoccupazione al riproporsi di ideologie neofasciste, xenofobe e razziste.
E’ impossibile non vedere e quindi è impossibile non opporsi a queste politiche, i cittadini autoconvocati “ Piacenza che resiste” si ritroveranno in Piazza Mercanti davanti al Municipio sabato 2 febbraio alle ore 15,00.
E’ un’ Autoconvocazione di cittadini che decidono di resistere alle scelte inumane e dannose: di chi vorrebbe lasciare morire in mare e nei deserti coloro che scappano da guerra, fame e povertà; di chi vorrebbe respingere persone inermi nei campi libici dove verrebbero torturati ; di chi interrompe i percorsi di assistenza e inclusione; di chi istiga all’odio e alla xenofobia dimenticando i nostri valori di accoglienza, apertura e convivenza garantiti dalla Carta Universale dei Diritti Umani e dalla Costituzione Repubblicana. Manifesteremo affinché prevalgano nella nostra società azioni, parole, gesti e politiche che mettano al primo posto l’umanità tutta! Senza distinzione di provenienza o altro.

Sollecitiamo tutti i cittadini che si riconoscono in questo appello a partecipare numerosi sabato 2 febbraio in Piazza Mercanti davanti al Municipio di Piacenza – ritrovo alle ore 15 – portando con sé unicamente la bandiera della Pace, drappi arcobaleno e cartelli – striscioni che rispecchino lo spirito dell’iniziativa.
Invitiamo tutti, pur nella loro specificità, a garantire una presenza nonviolenta e pacifista in linea con lo spirito dell’iniziativa.
Durante la manifestazione si raccoglieranno le adesioni dei cittadini al presente documento; tutti saranno invitati a lasciare le proprie riflessioni su cartelloni.

Cittadini Autoconvocati “Piacenza che Resiste” 

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Futuro al lavoro! Il 9 febbraio manifestazione nazionale a Roma dei sindacati Cgil, Cisl e Uil

Al grido di “Futuro al Lavoro!” i sostenitori dei sindacati Cgil, Cisl e Uil il 9 febbraio prossimo stanno organizzando a Roma una grande manifestazione a sostegno della piattaforma unitaria che contiene le proposte per cambiare le scelte dell’Esecutivo e per aprire un confronto serio e di merito. Per Cgil, Cisl e Uil “la legge di bilancio approvata ha lasciato irrisolte molte questioni fondamentali per lo sviluppo del Paese, a partire dai temi del lavoro, delle pensioni, del fisco, degli investimenti per le infrastrutture, delle politiche per i giovani, per le donne e per il Mezzogiorno. Temi sui quali Cgil, Cisl e Uil hanno avanzato indicazioni e proposte credibili e realizzabili che non hanno trovato riscontro nella legge di stabilità avanzata dal Governo”.

Anche le sezioni piacentini dei sindacati si mobilitano, con pullman che partiranno dalla nostra provincia in direzione della capitale.

ORARI PULLMAN PER ROMA
Viaggio A/R a sottoscrizione volontaria

VENERDI’ 8 FEBBRAIO

Ore 24.00 da BORGONOVO V.T. (piazza della Rocca)

Ore 00.10 da CASTEL S.GIOVANNI (p.le Gramsci)

Ore 00.20 da SAN NICOLO’ (p.le della Chiesa)

Ore 00.30 da PIACENZA – p.le Stadio Garilli

Ore 00.45 da PONTENURE (piazza – via Emilia)

Ore 01.00 da FIORENZUOLA D’ARDA – loc. Barabasca

PRENOTAZIONI: CGIL 0523 459791 – 0523 459701

Le motivazioni per cui i sindacati scendono in piazza sono molteplici e variegate, a partire da Sviluppo, crescita e occupazione, per le quali si richiedono “investimenti pubblici fino al 6% del Pil; aprire una discussione in Europa per lo scomputo degli investimenti pubblici dal deficit; apportare modifiche alla legge sul pareggio di bilancio degli enti locali; sviluppare le infrastrutture e investire in un piano straordinario sulla manutenzione di quelle esistenti; sviluppare le infrastrutture energetiche e digitali”.

Ma non solo, vine richiesta anche una “riforma fiscale una svolta nella lotta all’evasione”, istituendo un’agenzia dedicata, un piano di investimenti per il Mezzogiorno riguardante opere infrastrutturali partendo da almeno 500 milioni di euro, sono richiesti finanziamenti alla sanità, con un piano straordinario di assunzioni e lotta alla povertà. E tanto altro ancora. Qui potete leggere tutte le richieste fatte dai sindacati 

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Filippo Pieri nuovo segretario generale della Cisl Emilia-Romagna

Filippo Pieri è il nuovo segretario generale della Cisl Emilia-Romagna in sostituzione di Giorgio Graziani, entrato lo scorso 20 dicembre nella Segreteria nazionale Cisl. Lo ha eletto questa stamattina, con un consenso pressoché unanime (94 voti su 95 votanti), il Consiglio generale regionale del sindacato di via Milazzo alla presenza della segretaria generale nazionale Annamaria Furlan. “E’ un grande onore e una grande responsabilità che condividerò con la Segreteria e tutta l’organizzazione, con lo scopo di rafforzare ancora di più il percorso di profondo rinnovamento già tracciato e, nello stesso tempo, consolidare l’autorevolezza politica e sindacale della Cisl su tutto il territorio regionale”, ha affermato ‘a caldo’ il neoeletto.

Una nuova Segreteria regionale che ha visto le conferme di Antonio Amoroso e Ciro Donnarumma e la new entry Orietta Ruccolo, proveniente dal settore bancario e assicurativo della First Cisl regionale. Orietta Ruccolo subentra a Maurizia Martinelli, che lascia per motivi familiari.

Nato a Cesena, classe 1967, sposato e padre di due figli, Pieri ha all’attivo quasi 28 anni di lavoro e impegno in Cisl. La sua attività sindacale inizia nel 1989 come operatore nella zona del Rubicone, per poi diventare, l’anno successivo, a soli 23 anni, segretario generale della categoria degli edili (Filca) Cisl di Cesena. Ruolo confermato nel 1997 dopo l’accorpamento delle strutture Filca di Forlì e Cesena, stesso anno in cui entra a far parte anche della Segreteria regionale della categoria. Nel 2001 lascia la Filca per diventare reggente della Cisl Rimini, ruolo che ricopre per circa un biennio fino a quando, nel 2003, viene eletto nella nuova Segreteria Cisl di Forlì-Cesena, per poi diventarne segretario generale nel 2012. L’anno successivo entra nella Segreteria della neonata CISL Romagna, scaturita dall’accorpamento dei territori di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e nel 2016 ne è eletto segretario generale.

Tanti gli spunti indicati al ‘parlamentino’ regionale dal nuovo segretario generale della Cisl Emilia-Romagna nel suo breve discorso d’insediamento. Tra questi non è passato in secondo piano il tema della cosiddetta “autonomia differenziata”: “Una priorità che la Cisl ha condiviso fin dalla prima ora, convinti che il percorso intrapreso dal presidente Bonaccini possa essere un’opportunità per intervenire con maggiore efficacia sulle materie di competenza regionale, naturalmente sempre all’interno di un indispensabile quadro di solidarietà nazionale”.

Così come non è passata inosservata la sottolineatura sull’importanza e la necessità di opere infrastrutturali. “Occorre affrontare innanzitutto l’emergenza dell’interruzione della E45, uno snodo fondamentale nel trasporto su gomma nazionale. Inoltre, rimangono le questioni del Passante autostradale di Bologna, della bretella Campogalliano-Sassuolo, della Cispadana, delle opere intermodali del porto di Ravenna, l’unico in regione, del rafforzamento delle linee ferroviarie per pendolari e merci, del collegamento lungo la costa adriatica e della questione aeroporti per sostenere il turismo”.

Questione, quest’ultima dei nodi infrastrutturali, su cui la stessa Unione Europea gioca un ruolo di primo piano. E proprio sull’Europa Pieri ha ribadito come “la Cisl sia europeista convinta da sempre”. “Siamo convinti – ha continuato il sindacalista – che sia un valore e un’opportunità. D’altro canto, credo che la stessa Brexit abbia dimostrato anche agli euroscettici che starne fuori significa aumentare considerevolmente le proprie criticità”. “Certo, vanno modificati i suoi meccanismi di funzionamento per renderla più efficace, più efficiente e più attenta agli aspetti sociali, ma questo si fa dall’interno. Ed è questo uno dei motivi per cui speriamo che le prossime elezioni del Parlamento europeo possano registrare una forte affluenza da parte dei cittadini emiliano-romagnoli”, ha proseguito Pieri.

Infine, non poteva mancare un ultimo punto sulla manifestazione contro la Manovra finanziaria indetta da Cgil, Cisl e Uil a Roma per il prossimo 9 febbraio: “La Cisl della nostra regione sarà presente in forze per far sentire la propria voce a sostegno delle proposte unitarie del sindacato, per cambiare una Legge di Bilancio che non ha colto i veri bisogni dei lavoratori e pensionati, quali crescita, lavoro, equità fiscale e ripristino della rivalutazione delle pensioni”, ha concluso il nuovo segretario generale della Cisl Emilia-Romagna.




Lettera dei pensionati Cisl a Giuseppe Conte: “Avete preso dai pensionati italiani i soldi”

Eccola lettera giunta in redazione rivolta al presidente del Consiglio a nome del segretario generale Pensionati Cisl (Fnp) Emilia Romagna, Loris Cavalletti.

Presidente del Consiglio Giuseppe Conte,

Lei ha detto che il suo è il Governo del cambiamento, ma sulle pensioni avete fatto come i politici precedenti. Le vostre e le loro azioni rimangono sempre quelle: quando bisogna trovare soldi si mettono le MANI IN TASCA AI PENSIONATI!
“PRIMA GLI ITALIANI”, Lei e i suoi due vice ripetete spesso e stavolta l’avete fatto davvero. Avete preso dai pensionati italiani i soldi. E’ la cosa più facile: ci sono subito. Si possono prendere dall’evasione fiscale, contributiva, dal mancato recupero dell’IVA. Si può chiederlo a chi in questi anni si è arricchito con mega stipendi e le operazioni di borsa. Oppure tagliando gli sprechi. Invece, niente viene fatto in questo senso, solo ai pensionati si chiede di contribuire, dicendo anzi a chi si lamenta che sono avari, trattandosi di pochi soldi. Presidente Conte non è cosi.
Lei chiede soldi a pensionati che percepiscono assegni superiori a tre volte il minimo: a partire cioè da 1522 euro lordi al mese, corrispondenti a 1200 euro netti al mese e dopo avere lavorato una vita. A persone che da anni non vedono aumenti tali da garantire la difesa del potere d’acquisto.
Sono anni che i pensionati protestano e chiedono sia finalmente riconosciuto ai trattamenti pensionistici un meccanismo di rivalutazione rispondente ai loro reali bisogni, così da non ridurre sempre più il loro potere di acquisto.
Per questi obiettivi i pensionati sono scesi in piazza a Roma nel 2016 e con l’ultimo governo Gentiloni avevano realizzato l’obiettivo di dare la rivalutazione a tutti.
Le scelte del Suo Governo, Presidente, aumentano il rancore e la sfiducia nei pensionati. Si sente poco parlare di lotta alla corruzione, alle varie mafie e di contrasto ai loro traffici.
Cresce la rabbia perché al contrario si assiste a nuovi provvedimenti di “PACE TOMBALE”, saldi e stralci, in faccia ai pensionati che pagano insieme ai lavoratori il 90% delle tasse, oltre a pagare DUE VOLTE LE TASSE, prima sui salari e poi sulle pensioni. I pensionati italiani sono i più tartassati in EUROPA.
Ancora, la copertura finanziaria per ‘quota 100’ sulle pensioni e ‘reddito di cittadinanza’ il governo la mette a debito, ossia la scarica su chi già paga le tasse. Inoltre, attribuire il reddito di cittadinanza sulla base dei parametri Isee esibiti, quando questi sono oltre il 30% non veritieri, significa, ancora una volta, dare soldi a chi non ne ha bisogno.
Pertanto, la protesta dei pensionati chiede anche una vera riforma fiscale che, salvaguardando la progressività abbassi le tasse a chi le paga e recuperi le risorse dalla lotta alle mafie ed ai loro tesoretti scandalosi. Perseguire efficacemente i disonesti, è quanto deve fare un ‘governo del cambiamento’.
Con la mobilitazione il 9 febbraio a Roma i pensionati ribadiranno con forza la richiesta di una legge sulla non autosufficienza: una piaga inaccettabile che colpisce anziani, giovani e famiglie.
I pensionati non sono gli avari di Moliere, signor Presidente, ma lavoratori che ieri come oggi lottano per avere: una società più giusta, un lavoro dignitoso nel salario come nei diritti, una sanità universale che garantisca assistenza adeguata, servizi universalistici degni dell’Europa.
Presidente Conte i pensionati sono responsabili e rifiutano la violenza come arma di lotta, ma questo non deve essere visto come rassegnazione e debolezza. I pensionati saranno in piazza nei prossimi giorni per avere risposte adeguate, partendo dalla separazione della previdenza dall’assistenza, come sancito da una legge dello stato nel 2016.




Sindacati, il 12 gennaio Open Day della Scuola Ial Cisl, per i ristoratori di domani

Rivolta ai ragazzi dai 15 ai 18 anni, si tratta di un’ offerta formativa gratuita per chi pensa il suo futuro nel settore della ristorazione. La Scuola Ial Cisl di Piacenza apre le porte alle famiglie e ai suoi nuovi allievi, attesi nella giornata di #OPENDAY, sabato 12 gennaio, dalle ore 10 alle ore 12 e dalle ore 16 alle ore 18. Gli interessati sono invitati a vedere all’opera i ragazzi dei corsi della scuola mentre preparano colazione e merenda. Sarà possibile visitare la sede, avere colloqui orientativi, assistere a laboratori dimostrativi e iscriversi ai Corsi gratuiti 2019. Sede in Via Campesio 52, a Piacenza.
Per ulteriori informazioni telefonare allo 0523 751742
Un’ ulteriore giornata di #OPENDAY è infine prevista giovedì 24 gennaio 2019. dalle 15 alle 17. 

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Molinari (Cisl) attacca Murelli (Lega) sui pensionati in protesta: “Non approfondita la norma che ha votato”

Riportiamo il comunicato di Marina Molinari, segretaria Cisl Parma e Piacenza in merito a un post su Facebook di Elena Murelli (Lega), riguardante le proteste dei pensionati di oggi.

La parlamentare piacentina Elena Murelli, in un post su Facebook, ha
sostenuto che i pensionati che oggi sono in piazza a manifestare, lo
fanno per difendere le pensioni d’oro. Forse la parlamentare non ha
approfondito le ricadute della norma che ha votato e che comporta,
anche per le pensioni da 1200 euro netti al mese, una riduzione del
potere di acquisto. Con quell’importo, di gran lunga inferiore
all’indennità di un parlamentare, ci sono famiglie che devono, anche a
Piacenza, tirare a fine mese. E dopo anni di mancate rivalutazioni,
questi pensionati si aspettavano un giusto cambiamento. Desideriamo
dare rassicurazione che il sindacato non si preoccupare delle pensioni
d’oro, percepite in Italia da circa 25 mila persone, nessuna delle
quali probabilmente è iscritta al sindacato. 

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Nuovo Sportello Lavoro di Cisl Parma e Piacenza, presentazione oggi in cattolica

Una nuova opportunità per tutti coloro che sono in cerca di un impiego. Uno Sportello della Cisl Parma e Piacenza che vuole essere uno strumento di orientamento in un mercato complesso e variegato come quello di oggi. “Un servizio per giovani disoccupati o inoccupati alla ricerca del lavoro – ha sottolineato Mariapaola Mazzoni che si occuperà dello Sportello -, ponendo al centro la persona, ascoltando e predisponendo in modo corretto il curriculum, scrivendo correttamente le lettere di presentazione. Lo sportello nasce dall’idea che il sindacato non debba occuparsi dei lavoratori solo all’interno delle aziende, ma deve essere al passo coi tempi in questa nuova realtà dove il lavoro manca per tante persone”.

Note confortanti (ma non troppo) arrivano da Paolo Rizzi, docente di Politica Economica dell’Università Cattolica di Piacenza, il quale ha sottolineato che i tassi di occupazione sono scesi al 6,1% che molto buono, più basso della media regionale. Un dato interessante riguarda le dinamiche della tipologia di contratti. Sappiamo che la prevalenza è di contratti a tempo determinato, salito in 10 anni dal 44% al 57%, mentre l’indeterminato sempre nello stesso lasso di tempo è sceso dal 31 al 13%. Anche a Piacenza il processo di flessibilizzazione del mercato del lavoro è visibile”.

Un concetto questo rimarcato anche da Marina Molinari, recentemente nominata Segretario Cisl Parma e Piacenza. “L’unico momento in controtendenza è stato il benefit dato da Renzi sulle assunzioni a tempo determinato, ci fu un picco positivo e poi un crollo. Questo è dovuto anche a una scarsa fiducia delle imprese in un momento lacerato socialmente. Sono poco chiare le dinamiche del Pil nazionale. Come CIsl chiediamo politiche di incentivi, che non siano una tantum, quando viene in mente al Governo, ma che siano stabili”. 

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