Gli assessori Zandonella e Baio hanno incontrato il Comitato di Spazio 4

Giovedì  scoso si è svolto un incontro tra il comitato di Spazio 4, l’assessore alle Politiche Giovanili Zandonella e la vicesindaco Baio.

Durante la riunione sono emersi diversi elementi: il comitato ha portato la propria esperienza pregressa nel luogo, raccontando gli eventi che sono stati organizzati, i laboratori per i giovani e gli incontri di formazione. La volontà espressa ai due componenti della Giunta è che la parte educativa rimanesse un punto fermo del centro, e che chi ci lavori abbia le competenze adatte per svolgere mansioni di educatore.

Soprattutto è stata illustrata ai due assessori l’importante funzione di Spazio 4 come collante con le situazioni difficili dei giovani del quartiere (esempio, la dispersione scolastica). I ragazzi vedono nello Spazio un importante punto di riferimento e per questo andrebbe mantenuta l’attuale destinazione d’uso.

Erano presenti anche due esponenti della Consulta Provinciale degli Studenti che hanno espresso il proprio desiderio di mantenere il presidio educativo già presente nel centro e di potenziarlo. L’attuale assessore alle Politiche Giovanili ha voluto rimarcare il fatto che alcune dichiarazioni emerse in Consiglio sono il frutto di un singolo (Levoni, ndr), e che non hanno trovato piena comprensione nella Giunta.

Entro metà dicembre uscirà il nuovo bando, che prevederà una destinazione sportiva – educativa all’area. Zandonella ha voluto comunque sottolineare che la decisione sarà presa collettivamente dall’intera Giunta. La vicesindaco Baio ha rimarcato come la nuova amministrazione, da poco insediatasi, ha l’obbligo di cambiare le cose, di mettere a punto un proprio progetto. Non è intenzione dell’amministrazione chiudere gli spazi di aggregazione. Se il bando non dovesse uscire per metà dicembre, in quanto ancora in fase di impostazione, è stato garantito che vi sarà una proroga dell’attuale gestione. 

Nel frattempo sono trapelate alcune informazioni relative al nuovo progetto che dovrebbe riguardare il futuro di Spazio 4: c’è un interessamento da parte di Walter Bulla, imprenditore nel ramo dell’abbigliamento, il quale – al quotidiano Libertà – ha precisato che non desidera finanziamenti esterni, “purchè ci sia la possibilità di esporre in evidenza il loro marchio per avere una vetrina in cui farsi promozione”. Per quanto concerne la cura dello spazio stesso, l’intenzione sarebbe quella di usufruire “del volontariato degli stessi anziani frequentatori o dei giovani della parrocchia Corpus Domini”.

Parlando sempre al quotidiano Libertà Bulla ha precisato che “Al limite chiederemo un contributo se nel bando sarà mantenuta una parte di servizio formativo che faceva l’Arci”, mentre nel concreto lo spazio dovrebbe andare anche a vantaggio degli anziani, che “al mattino o al pomeriggio possono andare a fare un giro o una briscola seduti comodamente ai tavoli e magari una partita a bocce”. La Bakery costruirà un campo da basket in legno e Piacenza Volley un campo da beach, mentre per l’arte sarà sufficiente una stanza dove svolgere le attività giovanili. Infine Asul fronte musicale, secondo Bulla “questo spazio va gestito diversamente, anche gli anziani hanno diritto ad organizzare una serata di liscio ogni tanto”.




PiaceCare lo sportello per trovare badanti affidabili

Si rafforza l’attività di PiaceCare, il servizio comunale che aiuta le famiglie a trovare assistenti famigliari preparati per accudire i propri cari.

“Dopo i primi mesi – sottolinea l’assessore ai Servizi sociali, Federica Sgorbati – lo Sportello è entrato infatti a pieno titolo tra i servizi a favore delle famiglie offerti gratuitamente dal Comune di Piacenza”.

Lo sportello è attivo presso l’InformaSociale e si rivolge a famiglie che necessitano di assistenza al domicilio per la cura di una persona anziana o con disabilità residente nel comune di Piacenza e che intendono assumere regolarmente (con contratto) un assistente familiare.

“Dopo il colloquio con un’assistente sociale per capire le caratteristiche della figura cercata, entro una decina di giorni verrà fornita una rosa di candidati e relativi curricula, tra cui la famiglia potrà scegliere. A sua volta, la famiglia si impegna a fornire un riscontro relativamente all’esito dei contatti avuti con gli assistenti familiari proposti”.

Sono circa 80 le assistenti famigliari che in questi mesi si sono iscritte al servizio PiaceCare, avendo i requisiti richiesti, ossia: aver compiuto 18 anni di età, avere cittadinanza italiana oppure di un paese dell’Unione Europea (per i cittadini di Stati non UE o apolidi è richiesto il possesso di un regolare titolo di soggiorno valido ai fini dell’attività lavorativa oppure della ricevuta di richiesta di rilascio o rinnovo dello stesso), essere in possesso di un attestato relativo a un corso di formazione nel lavoro di cura o nell’area dei servizi sociosanitari oppure avere svolto almeno 3 anni di lavoro regolare nell’ambito dell’attività di cura (anche non continuativi) documentati attraverso contratti e/o buste paga. E’ inoltre richiesta una lettera di referenze di un datore di lavoro, mentre, sia per i cittadini UE che extra UE, è necessario dimostrare un’adeguata conoscenza della lingua italiana attraverso il superamento di un test.

Conclude Sgorbati: “È sempre possibile iscriversi come assistente famigliare, e per chi non fosse in possesso dei requisiti linguistici o di esperienza/competenza nell’attività di assistenza e cura della persona, sono aperte le iscrizioni per il nuovo percorso formativo gratuito organizzato ad hoc che partirà verso gennaio”.

L’InformaSociale si trova in via Taverna 39 (tel. 0523 492731, con orario dal lunedì al sabato dalle 9 alle 12.30 e lunedì e giovedì dalle 15.30 alle 17.30) e in via XXIV Maggio 28 (tel. 0523 492022, con orario lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 8.45 alle 13 e lunedì e giovedì dalle 15.30 alle 17.30, martedì chiuso), email: informasociale@comune.piacenza.it.




Le linee programmatiche di mandato presentate dal sindaco Barbieri deludono la minoranza

Grande delusione della minoranza in Consiglio Comunale in merito al testo delle linee programmatiche di mandato presentate dal sindaco Patrizia Barbieri. Non solo il Pd compatto, ma anche Trespidi e Zanardi (Liberi), Rabuffi (Piacenza in Comune) hanno mostrato criticità e dissenso (per gli interventi della maggioranza leggi qui).

Massimo Trespidi parte proprio dall’incipit (Sono lontani gli anni in cui Piacenza era considerata una città tranquilla, sicura e a misura d’uomo): «Si tratta di un’operazione nostalgia, quella Piacenza non c’è più. È un’operazione ideologica che lascia da parte pezzi della realtà. C’è il bisogno di innovare, leggere la realtà che è in mutamento. Colgo una voltà di fare scelte diverse rispetto ai progetti bandiera, ma ci sono affermazioni di principio che non entrano nel merito, il mix tra pubblico e privato esiste già, basta guardare il lavoro delle cooperative sociali. Per ascoltare associazioni e famiglie servono competenze, perchè il sistema per come è attualmente rischia di implodere. Nella premessa viene detto che non verrà realizzato “nessun progetto costoso, nessuna grande promessa non realmente fattibile”. Questa affermazione nasconde la paura di investire, o la mancanza di idee per trovare risorse. Manca un’evoluzione sulle grandi partite della riqualificazione urbana. Manca una struttura solida, una base per il futuro, non andando da nessuna parte con l’aggravante che passeranno altri 5 anni. ”.

Cristian Fiazza sottolinea la poca incisività del testo: “È un programma perfetto per amministrare un dormitorio pubblico. Importante tenere conto dei problemi quotidiani, ma non è più sufficiente oggi, in queste linee c’è mancanza di una visione e programmazione. Ci sono voluti 4 mesi per scrivere 12 pagine. Dopo la campagna elettorale viene il momento di governare davvero, e non vedo una parola su Piazza Cittadella, su Spazio 2 e Spazio 4 e sulla piscina olimpionica, come non vedo nessuna parola sul Parco delle Mura. Il ritorno al passato è preoccupante, il cambiamento parte dalle nostre scelte”.

Rabuffi più in generale ha puntato inizialmente il dito contro l’astensionismo: “40 mila persone hanno manifestato il proprio dissenso nei confronti della politica, questo aspetto deve far riflettere sulla capacità di riflettere i bisogni. Trovo assolutamente sbagliato enfatizzare un clima di intolleranza nei confronti del diverso, dei migranti. Le linee programmatiche sono piuttosto deludenti, non offrono speranza, fa di Piacenza una città al ribasso, senza prospettive: l’impianto generale ruota tutto attorno alla sicurezza e alla sussidiarietà. Sono previsti 64 mila euro per le unità cinofile nel 2018 e altri 30 mila nel 2019. Manca solo la legge del taglione. Sicurezza è offrire una dignità sociale. Per quanto riguarda la sussidiarietà mi chiedo come si pensa di tutelare le famiglie se sul tema del lavoro, nelle linee programmatiche, non se ne vede l’ombra. La logistica di ultima generazione, parte del testo, prevede in realtà facchinaggio e lavoro sottopagato”.

Anche Paolo Rizzi ha voluto rimarcare il tono attendista e generico delle linee: “Abbiamo aspettato a dare giudizi politici sull’amministrazione, nonostante si sia pensato di riformare i presidi di aggregazione, il Festival del Diritto, Pulcheria, il rifiuto di far partecipare ai richiedenti asilo alla partecipazione della vita urbana, fino alla partecipazione di Lorenzo Fiato in un convegno. In definitiva le linee non sono valutabili, perché non ci sono progetti, andrebbero potenzialmente bene per qualunque città. Spesso Piacenza è stata definita da voi come città in declino: il Sole 24 Ore ha più volte definito la nostra città come una di quelle più resilienti d’Italia, che hanno retto meglio alla crisi. Per quanto concerne le problematiche legate all’immigrazione, dobbiamo considerare che ci sono 44 mila stranieri che aiutano Piacenza a far quadrare i conti”.

Giulia Piroli ha sottolineato l’incongruenza delle linee di mandato con il dossier per candidare Piacenza Capitale della Cultura 2020. «Sembra si tratti di due città diverse. Adesso è stato tutto depotenziato. Azzerando non ci sono basi solide, ci sono 6 mila Neet a Piacenza, è sbagliato eliminare quanto stato costruito in precedenza. Spazio 4 è stato definito “un luogo male abitato”, spero che queste parole non abbiano avuto un pensiero concreto dietro».

Sergio Dagnino del Movimento 5 stelle ha inviato i colleghi a superare la continua querelle fra destra e sinistra e di iniziare a guardare i numeri, le cose concrete «La città – ha detto Dagnino aspettava con ansia queste linee di mandato; si viene da quindici anni di amministrazione di centro sinistra. La musica è cambiata, sono cambiati i suonatori e la gente aspettava di vedere cosa sarebbe successo. Sono quattro mesi che aspettiamo: queste linee di mandato le ho lette e rilette. Ci sta dentro tutto mentre noi ci aspettavamo linee che entrassero di più nel dettaglio, aspettavamo risposte concrete su temi fermi da anni».

In replica Tommaso Foti ha evidenziato come “sia importante leggere anche il Testo Unico degli Enti Locali, fondamentale per fare il consigliere. Questa maggioranza non ha discusso le linee programmatiche, ha preso atto delle linee programmatiche”.




Come ottenere il reddito di solidarietà

A partire da questa settimana, anche i cittadini residenti a Piacenza possono presentare domanda, rivolgendosi agli sportelli comunali Informasociale o Informafamiglie&Bambini, per accedere al Reddito di Solidarietà, misura di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale varata dalla Regione Emilia Romagna. L’iniziativa prevede l’erogazione di un sostegno economico a fronte della sottoscrizione, da parte dei beneficiari, di un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo.

Possono richiedere il contributo i nuclei familiari – anche unipersonali – di cui almeno un componente sia residente da almeno 24 mesi sul territorio regionale, con reddito Isee pari al massimo a 3.000 euro. Qualora si fruisca di altri contributi economici, anche fiscalmente esenti, di natura previdenziale, indennitaria e assistenziale, concessi a qualunque titolo dallo Stato o da altre pubbliche amministrazioni, la somma percepita dalla famiglia nel mese antecedente dev’essere inferiore ai 600 euro mensili. E’ invece incompatibile con l’assegnazione del Reddito di Solidarietà l’attribuzione, a qualsiasi membro del nucleo familiare, di una delle seguenti forme di assistenza: Naspi (Nuova prestazione di assicurazione sociale per l’impiego), assegno di disoccupazione, Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) e Carta acquisti sperimentale.

La domanda di accesso al contributo può essere presentata presso gli sportelli Informasociale di via Taverna 39 (tel. 0523.492731) o via XXIV Maggio 28 (tel. 0523-492022). Qualora vi siano figli di minore età, occorre optare per gli sportelli Informafamiglie&Bambini, con sede presso la Galleria del Sole alla Farnesiana (tel. 0523-492380), in via Torricella 7/9 (tel. 0523-385318) o presso il Servizio Famiglia e Tutela Minori di via Martiri della Resistenza 8/a (tel. 0523-492222). Giorni e orari di apertura sono pubblicati sul sito www.comune.piacenza.it dove sono consultabili, già in home page, tutte le informazioni relative al Reddito di Solidarietà.

Il beneficio non potrà essere erogato ai nuclei che non accetteranno di sottoscrivere il progetto di attivazione sociale e di inserimento lavorativo. Il versamento del contributo – che va da 80 euro mensili per la singola persona, sino ai 400 euro per una famiglia di 5 o più componenti – avverrà attraverso l’accredito su carta acquisti prepagata, in sei rate bimestrali di pari valore, per il periodo massimo di un anno. E’ prevista la possibilità di una proroga, per ulteriori dodici mesi, previa presentazione di una nuova domanda e dopo un periodo di interruzione di sei mesi.

L’importo potrà essere ridotto in proporzione agli altri contributi economici eventualmente già percepiti dai componenti del nucleo familiare.

 




A Piacenza nasce l’albo dei cittadini volontari

Volete contribuire volontariamente e gratuitamente a mantenere più bella Piacenza? Lo potrete fare iscrivendovi al nuovo l’Albo dei Cittadini Attivi – Volontari. Lo rende noto la Amministrazione comunale che fa sapere come, in attuazione del Regolamento della Partecipazione, verrà costituito a breve l’Albo.
A questo elenco dovranno essere iscritti non solo i singoli, ma anche le associazioni, le rappresentanze professionali, di categoria e le organizzazioni datoriali, le scuole e le cooperative che, gratuitamente, intendano mettere a disposizione della collettività il proprio tempo e le proprie capacità, collaborando con il Comune nella gestione e manutenzione dei servizi di pubblica utilità sul territorio.
Il materiale informativo e il modulo per la domanda di adesione, che dovrà essere compilata anche da coloro che già svolgono volontariato di cittadinanza attiva, sono scaricabili dal sito web comunale – sia nella sezione PiacenzaPartecipa, sia in evidenza in home page – o reperibili presso gli sportelli Quinfo di piazzetta Pescheria. Le iscrizioni saranno aperte dal 1° settembre prossimo al 15 ottobre.
Per ulteriori dettagli e chiarimenti si può scrivere a partecipazione@comune.piacenza.it , indirizzo al quale dovranno essere inviate le richieste di adesione o eventuali progetti che si vogliano proporre. Chi lo preferisse, può consegnare il tutto in formato cartaceo al punto Quinfo.
Diversi gli ambiti di intervento in cui è prevista la figura dei cittadini attivi, a cominciare dall’area culturale, sportiva e ricreativa che comprende le iniziative a tutela, promozione e valorizzazione del patrimonio storico e artistico, nonché le manifestazioni pubbliche organizzate o patrocinate dall’Amministrazione comunale, ma anche la gestione delle sale pubbliche, o la sorveglianza delle strutture ricreative e culturali per favorire l’accesso dell’utenza.
Viene definita area civile, invece, quella inerente alla tutela della qualità di vita, dell’ambiente e del paesaggio, includendo tra le diverse attività possibili la cura delle aree verdi e degli edifici scolastici, di monumenti e strutture pubbliche, nonché interventi di piccola manutenzione dell’arredo urbano (sistemazione di panchine e rastrelliere per biciclette, ad esempio). Rientrano in quest’ambito anche gli accompagnatori delle linee Pedibus, così come coloro che coltivano gli orti urbani o che si rendono disponibili a ripulire le superfici imbrattate da scritte vandaliche, nonché le collaborazioni con la Onlus Insieme per l’Hospice e la Fondazione “Casa di Iris”.
E’ indicata come area gestionale, infine, quella relativa ad attività di supporto agli uffici comunali: dall’apertura o chiusura di sedi municipali in occasione di particolari eventi, sino alla distribuzione di locandine e materiale informativo, ma anche il supporto all’attività del canile municipale o la divulgazione di lingue straniere, nuove tecnologie e mestieri antichi.
Informazioni più esaustive sono contenute nel documento “Criteri per la gestione del servizio di volontariato – cittadinanza attiva”, anch’esso scaricabile dal sito www.comune.piacenza.it .




Iscrizioni al servizio mensa scolastica solo online

Saranno aperte dal 18 agosto – con termine ultimo il 30 settembre – le iscrizioni al servizio di refezione scolastica per l’anno 2017-2018. “Da quest’anno – spiega il sindaco Patrizia Barbieri, con delega all’Innovazione dei servizi informativi – l’iscrizione avviene esclusivamente tramite la nuova procedura on line accessibile dal sito web comunale, all’indirizzo www.comune.piacenza.it/temi/formazione-cultura/mense. Le famiglie potranno quindi compilare la domanda e caricare la documentazione allegata direttamente da casa e in autonomia, fermo restando che l’Amministrazione comunale fornirà tutto il supporto necessario per superare eventuali difficoltà legate alle nuove modalità di iscrizione”.

Per chi non dispone della strumentazione necessaria o di un accesso internet, sarà infatti possibile richiedere assistenza alla compilazione dal lunedì al venerdì dalle ore 8.15 alle ore 13, presso lo sportello Quic di viale Beverora 57 (il tempo di attesa varierà in funzione del numero di utenti). Solo i certificati dei pediatri per le eventuali diete speciali per patologie dovranno ancora essere consegnati in originale direttamente presso l’Ufficio Refezioni scolastiche, in viale Beverora 59.

Il Comune di Piacenza eroga il servizio di mensa scolastica a favore dei bambini e degli alunni che frequentano le scuole statali dell’infanzia, primarie e secondarie di 1° grado presenti sul proprio territorio in orario pomeridiano. La domanda deve essere inoltrata dal genitore, tutore o affidatario a cui saranno intestati i pagamenti, nei seguenti casi: per gli alunni che si iscrivono per la prima volta alla refezione; per gli alunni che cambiano ciclo scolastico (dalla scuola dell’infanzia alla primaria, o dalla primaria alla secondaria di 1° grado); se la situazione familiare, personale o reddituale è cambiata rispetto alla precedente domanda; se si è usufruito nel precedente anno scolastico di una tariffa ridotta o agevolata (allegando la necessaria documentazione).

Per gli alunni che nell’anno scolastico 2016/17 hanno frequentato il servizio a tariffa intera normale e non cambiano ciclo scolastico, l’iscrizione, se già presentata negli anni passati, è riconfermata d’ufficio alle stesse condizioni. La frequenza al servizio comporta il versamento di una tariffa a pasto a costo predefinito; per il pagamento sono conteggiati tutti i giorni di presenza a mensa, mentre nulla è dovuto per i giorni di assenza del bambino. Per gli alunni non residenti è confermata l’applicazione della tariffa piena.

L’iscrizione alla mensa comporta l’accettazione integrale del menù e della tabella dietetica approvati dall’Azienda Usl. Nella domanda di iscrizione on line al servizio è possibile richiedere una variazione al menù per alcune esigenze: una dieta personalizzata vegana – vegetariana – etico religiosa (negli anni scolastici successivi a quello dell’iscrizione occorre ripresentare il modulo di richiesta inviandolo on line, allegando il documento d’identità del richiedente, all’indirizzo refezioni@comune.piacenza.it); una dieta speciale per patologia certificata (negli anni scolastici successivi a quello dell’iscrizione occorre ripresentare la documentazione – modulo di richiesta e certificato medico originale – direttamente presso l’ufficio Refezioni scolastiche in viale Beverora 59). Per le diete speciali per patologie croniche (celiachia e malattie metaboliche) il certificato medico va consegnato in originale al momento dell’iscrizione e non più ripresentato negli anni successivi.

L’assessore alle Politiche scolastiche ed educative, Erika Opizzi commenta “Riteniamo che la completa informatizzazione del servizio, che prende il via quest’anno anche a seguito del lavoro svolto dalla precedente Amministrazione, non potesse più attendere. Si agevolano così non solo i genitori che non saranno più costretti a recarsi presso gli uffici comunali, con notevole risparmio di tempo, ma si migliora l’efficienza della macchina amministrativa. È il primo passo che preannuncia cambiamenti futuri tra cui l’applicazione della tessera prepagata per il pagamento dei pasti effettivamente consumati”.