Entro mercoledì 16 giugno si deve pagare l’acconto Imu 2021

In vista della scadenza di mercoledì 16 giugno, ultimo giorno per effettuare il pagamento dell’acconto dell’Imu dovuta per il 2021, la Confedilizia di Piacenza, in collaborazione con la Banca di Piacenza (che, oltre ad aver pubblicato l’apposita informativa sul proprio sito, www.bancadipiacenza.it, mette a disposizione i propri sportelli per i pagamenti), diffonde una  specifica guida con tutte le istruzioni sul tributo (base imponibile, aliquote, come e quando si paga, ecc..) e un prospetto con le principali aliquote fissate dal Comune di Piacenza.

Confedilizia e Banca di Piacenza ricordano che dallo scorso anno all’Imu è stata accorpata la Tasi.

Presso la sede della Confedilizia di Piacenza (Via Del Tempio 27-29 – Piazzetta della Prefettura, tel. 0523.327273. Uffici aperti tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00, lunedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16.00 alle 18.00; e-mail: info@confediliziapiacenza.it; sito Internet: www.confediliziapiacenza.it) è istituito un apposito servizio di assistenza e consulenza per il pagamento del tributo. In particolare, gli uffici dell’Associazione forniranno informazioni sulle aliquote e le detrazioni dei vari Comuni, effettueranno il calcolo delle imposte dovute e daranno supporto nella compilazione dei modelli di versamento.




Confedilizia Piacenza: “Positiva riduzione Imu. Si auspica estensione ad altre categorie”

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Confedilizia relativa alla riduzione dell’Imu per il 2021 decisa dal Comune di Piacenza.

“Diamo atto al Comune di Piacenza del segnale che viene dato con una diminuzione dell’Imu (aliquota per i contratti di locazione a canone libero dallo 0,85% allo 0,76%), riduzione che si aggirerà – secondo le nostre simulazioni – tra i 50 e i 100 euro all’anno, a seconda della rendita catastale dell’immobile.Tenuto presente che la misura si applicherà solo ai contratti a canone libero che sono ormai una categoria residuale, auspichiamo che la riduzione dell’Imu possa essere estesa anche ai contratti agevolati, che sono quelli oggi per la maggior parte stipulati nella nostra città.

Tali misure sono più che mai necessarie in considerazione della pressante fiscalità che colpisce i proprietari di immobili e della attuale situazione di emergenza.”




Confedilizia chiede al comune di Piacenza di rinviare la rata IMU

Rinviare il termine per il pagamento, da parte di condòmini e proprietari di casa, della prima rata dell’Imu, previsto per martedì 16 giugno, oppure stabilire che, in caso di versamento successivo all’ordinaria scadenza, non si applichino sanzioni e interessi. È quanto chiede la Confedilizia piacentina al Comune di Piacenza evidenziando come la risoluzione n. 5/DF dell’8 giugno del Ministero dell’economia e delle finanze – nel confermare la facoltà delle Amministrazioni locali di procedere in questo senso – ha precisato che tale decisione, che rientra nelle competenze del Consiglio comunale, può essere in questa circostanza assunta dalla Giunta per via della situazione emergenziale in atto. In quest’ultimo caso, ha aggiunto il Mef, il relativo provvedimento dovrà essere successivamente oggetto di espressa ratifica da parte del Consiglio.

L’Imu – ricorda la Confedilizia di Piacenza – è un’imposta patrimoniale e, come tale, ha due soli modi per essere pagata: con i redditi provenienti dal bene colpito (è il caso degli immobili dati in locazione) o con redditi di altra natura, generalmente quelli da lavoro. In un periodo di eccezionale crisi come questo, però, entrambe le fonti di entrata sono a rischio. Gli affitti, specie quelli dei locali commerciali (negozi, ristoranti ecc.), in molti casi non vengono pagati. I redditi da lavoro, dal canto loro, sono venuti spesso a mancare o ad essere fortemente ridotti.

L’appello al Comune – rileva ancora la locale Confedilizia – si rende necessario anche per l’assenza di qualsiasi decisione da parte del Governo su un problema, quello di una tassazione patrimoniale sugli immobili esorbitante, che avrebbe dovuto essere considerato almeno in questo momento così grave per le famiglie italiane.

L’Amministrazione comunale – conclude la Confedilizia di Piacenza – ha ancora tempo per intervenire. Se non lo farà, sarà bene che si prepari: i conti non torneranno. E non si tratterà di evasione fiscale.

 




Confedilizia risponde al PD: “i rivi urbani non sono mai stati privati”

Ieri i consiglieri DS avevano diffuso un comunicato stampa in risposta al ringraziamento che Confedilizia Piacenza aveva rivolto ai consiglieri comunali piacentini dopo una mozione sui rivi urbani.

I democratici si erano “chiamati” fuori dalla decisione dei colleghi ed infatti non avevano aprtecipato alla relativa votazione.

Oggi Confedilizia controreplica e ripercorre la storia dei rivi urbani nella nostra città.

Ecco il comunicato integrale di Confedilizia.

«I rivi urbani non sono mai stati privati (lo insegnano la storia e il maggiore studioso della materia, il Della Cella). Fino al 1995 sono stati amministrati (solo amministrati) da un Consorzio di utenti degli stessi, che aveva come capoconsorte il Comune, proprio perché era (come è) il proprietario dei rivi. In quell’anno, in questa sua qualità, la Giunta di centro-sinistra Vaciago decise di sciogliere il Consorzio di utenti perché non vi erano più utenti, sostanzialmente, né a scopo di innaffio di giardini e terre  né a scopo molitorio.

Il Comune incassò la somma di cui il Consorzio (sciolto) disponeva in quel momento, espressamente demandando i compiti manutentivi dei canali (sempre usati da fognatura comunale fino alla costruzione, nel dopoguerra – Giunta centrista Montani –, di fognature vere e proprie) all’AMNU (municipalizzata), e questo con regolare delibera, mai impugnata o revocata da alcuno e tutt’ora valida ed efficace, solo da applicare sostituendo all’AMNU gli enti subentrati. Successivamente, amministrazioni e dirigenti omisero (e questo sì che potrebbe essere materia di Corte dei Conti, finora tenuta – e rimasta – fuori) di trasferire, quanto dovevano: da qui il problema che l’Assessore pidino Bisotti, oggi anche segretario Pd, cercò di trasferire sui privati (per rimediare, al solito, agli errori pubblici), provocando le proteste di Confedilizia, alla quale l’Assessore rispose – una tesi inedita, in più di 800 anni di esistenza dei rivi – che la proprietà degli stessi (non era più del Comune ma) era invece dei privati che su quei rivi – o sulle loro pertinenze – avevano nei secoli costruito, senza protesta alcuna da parte del Comune (che incassò subito e volentieri, come visto, i soldi consortili rimasti).

Questa è la verità: storia, in diritto e in fatto, ed incontrovertibile (su questo, Confedilizia accetta ogni forma di contraddittorio, anche pubblico). La delibera della Giunta Barbieri si è responsabilmente fatta carico di un problema creato dall’Assessore Bisotti e da lui lasciato confuso al suo cessare dalla carica di Assessore, perché la Giunta Dosi non sostenne, in quanto tale, la tesi pidina, solo limitandosi così a creare confusione per tirare innanzi, tant’è che mai tradusse in atto deliberativo quanto l’Assessore Bisotti sosteneva.

Avanti un atto deliberativo consiliare assunto dalla maggioranza attuale, recentemente il Pd ha emesso un curioso comunicato (da noi letto ieri) che, senza fondamento alcuno, provoca una nostra risposta diretta nei seguenti termini:

la delibera assunta tempo fa dall’attuale Consiglio non è una delibera che abbia innovato la situazione ma, come più volte detto e ridetto, è una delibera solo ricognitiva della situazione secolare in essere, come confermato anche dal Segretario generale dell’epoca;

la delibera in questione – senza scomodare l’on. Bassanini, che non c’entra niente – è stata assunta nelle forme di legge ed è divenuta esecutiva a tutti gli effetti, pienamente resistendo ad ogni controllo;

i pareri dirigenziali invocati dal Pd sono stati superati dal Consiglio comunale nelle forme di legge ed in ogni caso nessuno di essi sostiene la tesi Bisotti (a cominciare da un vecchio parere dell’Ufficio legale dell’amministrazione), tutti sollevando meri problemi attuativi, peraltro in via di superamento, come evidenziato dal competente assessorato all’Urbanistica;

la Confedilizia ha affermato che la delibera in parola è stata assunta all’unanimità perché dovrebbe essere noto a tutti che il riferimento, nell’enunciazione dei risultati di voto è sempre – secondo diritto – ai Consiglieri presenti (si precisa il riferimento agli assenti o assentatisi solo nelle votazioni che esigono la maggioranza qualificata relativa ai componenti di un determinato organo);

preoccupa che il Pd dica e sostenga che “il problema è d’interesse dei singoli o dei pochi, ma non della collettività”: a) prima di tutto perché i rivi sono – come sa chi ha studiato la questione – più di 40 ed interessano pressoché tutta la città e tutti i proprietari di casa o di unità immobiliari in condominio; b) in secondo luogo perché, e quand’anche fosse vero ciò che il Pd ha sostenuto, nella materia dei diritti e degli obblighi non conta il numero degli interessati ma la debenza o meno di un esborso di somma, perché se anche un solo cittadino, per l’operato dell’Amministrazione pubblica o di suoi dirigenti, deve pagare una somma non dovuta, l’iniquità non per questo viene meno. In ogni caso una positività c’è: la presa di posizione del Pd in punto permette di distinguere chi crede nella democrazia liberale e nello stato di diritto da chi rimane colpevolmente adagiato in schemi vetusti, superati anche perché hanno solo seminato disastri ed ignominie fino a che non sono (finalmente, ma miseramente) crollati uno ad uno».




“Il consorzio di Bonifica non giochi sull’equivoco”

Riceviamo e publichiamo un comunicato a firma di Maurizio Mazzoni, Direttore dell’Associazione Proprietari Casa-Confedilizia di Piacenza, Antonino Coppolino, Presidente dell’Associazione Proprietari Casa-Confedilizia di Piacenza e di Renato Caminati, Presidente Sindacato della Proprietà Fondiaria di Piacenza.

“L’organizzazione della Proprietà fondiaria e Confedilizia Piacenza prendono atto dell’attività svolta dall’ente presieduto dal p.a. Franco Zermani, ma rilevano che tutto quanto esposto è viziato da un equivoco di fondo. Una cosa, infatti, è l’azione per “opere di bonifica” che il Consorzio svolge e per la quale esso è autorizzato a pretendere la contribuzione, e un’altra cosa è invece ciò che il Consorzio fa come ente di servizio per l’irrigazione o come braccio operativo della Regione, come potrebbero esserlo anche la Provincia o i Comuni (così come avviene in molte altre parti d’Italia). Le due attività devono essere tenute nettamente distinte, mentre si appalesa invece vieppiù che ogni opera che il Consorzio fa, anche con soldi di altri, porta all’aggravamento o all’allargamento territoriale della tassazione pretendendo di considerare di “bonifica” tutto ciò che il Consorzio fa, solo perché esso si chiama – appunto – di bonifica. La contribuenza è, così, sempre crescente, senza nessun aggancio alla realtà e chi finanzia il Consorzio allarga di fatto la contribuzione.

E’ necessario che venga rotta la micidiale commistione fra Regione e Consorzi così da ricondurre ad equità la tassazione medesima”.

 




Piacenza non ha bisogno di nuove case

L’Associazione Proprietari Casa-Confedilizia di Piacenza, prendendo spunto – oltre che dal grido d’allarme ambientale di Italia nostra – dall’intervento sulla stampa locale della consulta Territorio presieduta da Edmondo Ioannilli con cui la stessa rivolge un monito contro la costruzione di altri immobili, rileva che tale monito vale a maggior ragione per eventuali insediamenti nel centro urbano.

Prima di pensare ad iniziative che immettano sul mercato migliaia di metri quadrati di abitazioni (per esempio con i progetti di Terrepadane – all’interno del Consorzio Agrario – e dell’ex Manifattura Tabacchi), la rigenerazione urbana della città e la riqualificazione delle periferie deve assolutamente passare per un analisi delle residenze presenti ed invendute, procedendo con “senso di responsabilità e lungimiranza”.

È necessario infatti, prima di intervenire, capire i bisogni della città che, al momento e probabilmente per i prossimi anni, non necessita di nuove abitazioni.

Si cominci con un piano di sviluppo urbano partendo proprio dall’esistente. Quindi va bene rigenerare la città, va bene riqualificare le aree dismesse ma il tutto avvenga attraverso un programma concertato in cui l’imprenditoria, l’architettura, l’urbanistica, la sociologia e il design si attrezzino per proporre progetti ancorati all’esigenze del territorio.

L’Amministrazione chieda, dunque, ai soggetti proponenti lo sviluppo di progetti mirati che tengano in conto l’esigenza di aumentare l’accessibilità e l’attrattiva del centro urbano e delle periferie per evitare lo spopolamento e la decadenza della città prima di pensare a nuovi insediamenti residenziali per una popolazione che, ad oggi, non c’è.

 




I costi di costruzione che vuole applicare la Regione contrastano la legge nazionale

Confedilizia e Proprietà fondiaria denunciano che la determinazione del costo di costruzione ancorata ai valori Omi, che vuole mettere in atto la Regione Emilia-Romagna, si pone in aperto contrasto con la normativa nazionale, la quale prescrive l’adozione di tutt’altro criterio, con evidenti conseguenze in termini di legittimità.

L’art. 16, comma 9, D.P.R. n. 380 del 6.6.2001 (T.U. per Edilizia), prevede infatti, per quanto di interesse, che il costo in questione sia “determinato periodicamente dalle Regioni con riferimento ai costi massimi ammissibili per l’edilizia agevolata”, come definiti dalle stesse Regioni. E tale previsione, per la quale non si rinviene alcuna norma che, ai fini che interessano, ne preveda l’aggiornamento, non può non essere considerata, all’evidenza, un principio posto dal legislatore statale a garanzia dell’uniforme adozione, su tutto il territorio nazionale, di un unico criterio di calcolo; un principio, quindi, fondamentale per la disciplina edilizia.

A sostegno di questa tesi depone l’orientamento della Corte costituzionale sul tema, la quale ha annoverato, tra i principii fondamentali in materia edilizia, le disposizioni caratterizzate dalla finalità di offrire, ad un interesse comune, “una protezione unitaria sull’intero territorio nazionale” (sent. n. 125 del 26.5. 2017).

Ma se è cosi, allora, è appena il caso di rammentare che – in applicazione del dettato costituzionale di cui all’art. 117, terzo comma – l’art. 2 (“Competenze delle Regioni e degli enti locali”) del predetto D.P.R. n. 380/2001 dispone espressamente, al comma 1, che “le Regioni esercitano la potestà legislativa concorrente in materia edilizia nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione statale desumibili dalle disposizioni contenute nel testo unico”.

Prevedere la determinazione del costo di costruzione legata ai valori Omi piuttosto che ai costi massimi ammissibili per l’edilizia agevolata significa disattendere palesemente questa impostazione per condurre, in sostanza, un’operazione in grande stile di aggravio dei costi di costruzione (in un momento in cui lo stato del settore proprio non ne avrebbe bisogno) a beneficio degli enti pubblici interessati e a carico dei risparmiatori nell’edilizia.

Corrado Sforza Fogliani – presidente Centro studi Confedilizia

 




Confedilizia: “il PD ha votato, in Regione, a favore della modifica dei costi di costruzione”

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Confedilizia Piacenza in merito alla votazione della Commisione III (Territorio, Ambiente, Mobilità) della Regione Emilia Romagna sulla proposta della Giunta regionale di modificare la vigente disciplina di calcolo del costo di costruzione.

“Si è riunita oggi a Bologna la Commissione III (Territorio, Ambiente e Mobilità) dell’Emilia Romagna per decidere in merito all’approvazione della proposta della Giunta regionale n. 6863 di modificare la disciplina di calcolo del contributo di costruzione facendo riferimento ai valori Omi, variazione in contrasto con la normativa nazionale che porterà ad aumentare sensibilmente i costi di costruzione.

La proposta è passata, con i soli voti del Pd. Tra gli altri ha votato a favore della proposta della Giunta anche il consigliere regionale piacentino Katia Tarasconi.

Astenuti Sinistra Italiana, M5s, la consigliera Prodi (Gruppo misto – componente Leu) e il consigliere Sassi (Gruppo misto). Hanno invece votato contro il passaggio del provvedimento – sposando le ragioni di Confedilizia – Fd’I, Lega e il consigliere Facci (Gruppo misto – componente Movimento sovranista). Assenti Forza Italia e L’Altra Emilia Romagna.

Nel ribadire la propria posizione contraria alla modifica della normativa vigente la Confedilizia di Piacenza – pronta comunque a sollevare anche la questione di costituzionalità in caso di adozione finale della nuova norma – ringrazia caldamente tutti coloro che hanno votato contro la proposta della Giunta, ed in particolare il consigliere piacentino Tagliaferri di Fd’I, il consigliere Pompignoli della Lega e il consigliere Facci del Gruppo misto, e auspica che le cose vadano diversamente in Assemblea legislativa”.




Sabato 29 arriva la “Festa del Condominio”

Per sabato 29 settembre prossimo, dalle ore 9 alle ore 14, presso la nuova sede di Via del Tempio n. 29 (Piazza della Prefettura), l’Associazione Proprietari Casa-Confedilizia di Piacenza, in collaborazione con la Banca di Piacenza, con il Coram e con la Gesticond di Piacenza, organizza la “Festa del Condominio”, aderendo all’iniziativa indetta dalla Confedilizia nazionale per tutta Italia, giunta alla sua quindicesima edizione. Tale manifestazione si pone la finalità di creare una occasione di aggregazione, confronto e riflessione attorno all’entità più rappresentativa, in Italia, della vita del proprietario di casa.

Alla Festa sono invitati tutti i proprietari di casa piacentini, i quali potranno formulare quesiti legali, fiscali e tecnici in materia condominiale (anche sugli specifici argomenti della termoregolazione e contabilizzazione del calore); ai quesiti sarà data risposta dai consulenti (legali, fiscali e tecnici) della Confedilizia.

Alle ore 11 interverrà l’avv. Giacinto Marchesi il quale terrà una conferenza sul tema “Le recenti sentenze della Commissione tributaria di Piacenza in materia di contributi di bonifica. Nullità dei ruoli di contribuenza dei Consorzi e delle relative cartelle di pagamento”.

Nel corso della Festa sarà anche possibile iscriversi ai Corsi per amministratori di condominio organizzati dalla Confedilizia e verranno distribuiti gratuitamente utili pubblicazioni, depliant con le modalità per l’iscrizione al Registro nazionale amministratori della Confedilizia e gadgets vari.

Per informazioni rivolgersi presso la sede dell’Associazione in Via del Tempio 29 (Piazza della Prefettura) a Piacenza. Uffici aperti tutti i giorni dalle 9 alle 12; lunedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16 alle 18 (telefono 0523.327273 – fax 0523.309214); e-mail: info@confediliziapiacenza.it; sito internet: www.confediliziapiacenza.it.




Il sindaco Barbieri: “presto una delibera sui rivi urbani”

La delibera per la ricognizione della proprietà comunale dei rivi urbani è prossima. Lo ha annunciato il Sindaco personalmente, questa mattina, in apertura del Convegno nazionale Confedilizia in corso nel salone della Banca di Piacenza alla Veggioletta.

La decisione annunciata dal Sindaco chiude una querelle apertasi nel periodo dell’Amministrazione precedente. I rivi urbani (cittadini, cioè) sono infatti sempre stati ritenuti di proprietà comunale, essendo serviti anche come fognature oltre che per ragioni di bonifica delle zone della città, e vennero proprio dal Comune dedotti molti secoli fa. Improvvisamente qualche anno fa (assessore dott. Bisotti) il Comune – che nel 1995 sciolse il Consorzio dei rivi, assumendo per delibera direttamente o attraverso società municipalizzate la gestione e la manutenzione degli stessi – sostenne la tesi della proprietà privata dei rivi e in particolare dei proprietari delle case che sopra gli stessi sono state costruite, il Comune stesso nulla opponendo.

Dopo il Sindaco sono intervenuti il presidente della Provincia dott. Rolleri ed il prefetto dott. Falco, presenti all’importante Convegno anche il questore dott. Ostuni, il comandante del Reparto operativo dei Carabinieri ten. col. Iannucci e numerosi sindaci.

Più tardi è prevista una parentesi sui lavori parlamentari alla presenza dei rappresentanti del Governo e dei vari Gruppi parlamentari.