Consiglio post Caruso, il PD attacca. Il sindaco: “La nostra città non deve essere soffocata da giochi di potere”

Il maltempo che imperversa fuori da Palazzo Mercanti è il giusto corollario di un Consiglio comunale incentrato sulle discussioni post Caruso, alla presenza di Libera e dei sindacati uniti (Cgil, Cisl e Uil). Le opposizioni, in particolare il Partito Democratico, invece di placare gli animi, attacca in modo anche veemente la maggioranza con il consigliere Cugini che ha lanciato pesanti accuse per poi correggersi poco dopo dicendo “la mia è una critica politica, basata sull’interesse pubblico e la conoscenza dei fatti. In 20 anni non sono riusciti ad accorgersi della vicinanza di un mafioso. Non ho proposto io il presidente del Consiglio comunale, ha messo in pericolo l’istituzione del Comune di Piacenza. Vi invitiamo nuovamente a un cambio di passo, a chiedere aiuto, lasciate da parte le certezze granitiche”.

Il sindaco, nel suo intervento a voce spezzata, ha esortato (come spesso accade nei suoi interventi) a fare squadra. “La consapevolezza è che mai la ‘ndrangheta si è messa nel Consiglio. La nostra città non deve essere soffocata da giochi di potere, lo dobbiamo a noi stessi. Non perdiamo di vista il benessere dei cittadini. Colgo l’occasione per offrire alla città il ruolo di garante della legalità. Il coltello ci ha provocato una ferita che tutti siamo chiamati a curare. Forza e coraggio per Piacenza”.

Rabuffi parte lento nei toni, per andare in un successivo climax ascendente, chiedendo o le dimissioni della sindaca o il commissariamento. “Tra un senzatetto e un accattone scopriamo che il cattivo da combattere ha un altro nome, e si trovava su questi banchi, anzi su quello più prestigioso e lo ha messo la maggioranza”. E ancora, “Mai mi era capitato di vivere uno stato d’animo di tale angoscia, con quelle immagini trasmesse dai TG nazionali, spero che Caruso dimostri estraneità ai fatti. Le immagini dimostrano motivo di condanna. Inaudita gravità per Piacenza, medaglia d’oro al valore militare per la Resistenza. Da martedì terra di mafia. Pensavo di aver toccato il fondo con l’inchiesta dei furbetti del cartellino. Sulla torta di compleanno dei 2 anni di amministrazione una bella candelina. Dobbiamo fare tesoro di quello che è successo, a tutti noi membri di una comunità”.

IN AGGIORNAMENTO PER L’ELEZIONE DELLA CARICA DI NUOVO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

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Una poltrona per due in Consiglio comunale: il perito da ragione a Samuele Raggi

Nuovo capitolo (non ancora conclusivo) della “Poltrona per due” in Consiglio comunale, contesa tra Samuele Raggi e Gianluca Bariola. Il primo, attuale referente piacentino per Italia in Comune, nuovo partito di Federico Pizzarotti, rivendicava 12 voti ottenuti a Borghetto che non erano stati conteggiati durante le amministrative 2017, vinte da Patrizia Barbieri. Bariola sul momento non era entrato in Consiglio comunale in quanto Paolo Rizzi, candidato sindaco, aveva mantenuto il posto che gli spettava di diritto. Dopo circa un anno le dimissioni, e quindi l’entrata di Bariola al posto di Rizzi. Bariola aveva deciso di ritagliarsi un posto come rappresentante della lista per cui era candidato, ovvero Con Rizzi – La Piacenza del Futuro, e non di confluire nella lista dove era inserito Rizzi (Piacenza Più – Rizzi Sindaco).

I prossimi passi

Oggi è stato effettuato il riconteggio dei voti e Samuele Raggi ha avuto ragione. Il Tribunale ha nominato un perito per l’apertura della busta; una volta che il perito avrà comunicato al Tribunale l’esito, verrà fissata un’udienza per la sentenza definitiva (presumibilmente ad aprile).

Il Tribunale prenderà atto di un falso in atto pubblico (ovvero l’errato conteggio dei voti).

Con la sentenza Raggi tornerà al Tar di Parma che sancirà l’ingresso in Consiglio comunale di quest’ultimo. Il tutto potrebbe perfezionarsi probabilmente nell’autunno (salvo una eventuale contromossa di Bariola).

“Sono contento perchè giustizia è stata fatta – ha commentato a caldo Raggi -, perchè avevo subito un danno. Se il conteggio dei voti fosse stato fatto correttamente sarei io in Consiglio comunale. Mi chiedo che tipo di democrazia è quella in cui un Tribunale deve dirimere questo tipo di questioni, con qualcuno non eletto che va in Consiglio comunale?”.

Altra questione da discutere sono gli atti che verranno votati di qui ad ottobre da Bariola.,

“Io non potrò votarli – ha sottolineato Raggi –  essendo lui, al momento, nell’esercizio delle sue funzioni. Sono in ogni caso felice che sia emersa la verità”.

 

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Gloria Zanardi del Misto riporta l’attenzione sul campo “rom” di Strada Torre della Razza

Dai banchi della Lega nel Consiglio comunale del 23 febbraio scorso era pervenuta la proposta di chiudere il campo “rom” di via Torre della Razza (in realtà si trattava più propriamente di Sinti) entro il 2020.

All’epoca Chiara Reboli (Lega) aveva dichiarato: “Il servizio di guardiania costa poco ma non se lo pagano i sinti, chiunque abbia un servizio di portineria nel proprio condominio se lo paga. Per quanto riguarda gli allacci abusivi, se vanno a fuoco le roulotte non è colpa del Comune. L’acqua è un bene vitale ma a noi se non la paghiamo ce la staccano. I sinti hanno un privilegio inaccettabile, che non dovrebbe avere neanche il piacentino per eccellenza, figuriamoci gente che non ha mai espresso un minimo di riconoscenza e che non sappiamo neanche come campi, perchè su 100 persone se ne lavorano 3 o 4 è già qualcosa, o sono amministratori delegati di multinazionali o hanno trovato attività illecite. Aiutiamo chi ha davvero bisogno. Ci sembra giusto trattare la popolazione sinti come qualsiasi altro cittadino piacentino. E’ solo giustizia!”.

Ora la consigliera del Misto Zanardi vuole sapere tramite interrogazione “come procedono le valutazioni relative alla futura chiusura del campo”. Non solo, nell’interrogazione si chiede a Sindaca e assessori competenti “come intendono affrontare la questione relativa alla morosità di ammontare di Euro 85.000,00 degli utenti del campo rom nei confronti di Enel e come intendono affrontare e quali azioni intendono intraprendere con riferimento alla morosità di coloro che non pagano le piazzole di sosta dove stazionano camper e roulotte”.

Alla base dell’urgenza starebbe  “la necessità di avere risposte chiare dall’amministrazione in merito a quanto sopra e, soprattutto, dipanare qualsivoglia dubbio che le morosità e gli inadempimenti sopra descritti ricadano sugli altri cittadini residenti a Piacenza”. Il tutto premettendo che “i contattori dell’energia elettrica sono intestati ai singoli utenti; sono 21 contatori intestati a 21 utenti diversi e il pagante è soltanto uno”, e che “dai recenti articoli di giornale è emerso che si stanno portando avanti le necessarie valutazioni per procedere alla chiusura”. 

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Mozione in Consiglio sulla legittima difesa: il commento di Gloria Zanardi

Ieri, in consiglio comunale, si è discusso in merito alla mozione presentata dalla consigliera Cappucciati della Lega Nord, sottoscritta dagli altri consiglieri del suo gruppo e dalla consigliera del Misto Gloria Zanardi, che ne ha condiviso, sin dal principio, “le motivazioni e il contenuto”. La mozione proponeva di istituire un fondo per il patrocinio legale gratuito a sostegno dei cittadini vittime di reati contro il patrimonio o contro la persona, accusati di eccesso di legittima difesa, e di prevedere che il Comune valuti la possibilità di costituirsi parte civile nei processi, al fianco dei propri cittadini, per fatti che cagionano all’ente un danno patrimoniale o di immagine.

Chiaramente ho votato favorevolmente,  – sottolinea la consigliera – dispiaciuta che oggi, sui giornali, la notizia della spaccatura della maggioranza consiliare sulla mozione abbia prevalso – come era ovvio che fosse – rispetto al contenuto della stessa.
Credo che, soprattutto in questo periodo storico, le istituzioni – la politica – debbano dare un chiaro segnale di sostegno ai cittadini onesti che subiscono aggressioni.
I tecnicismi li lasciamo ai burocrati. I problemi della formulazione del dispositivo si superano se c’è la volontà di raggiungere il risultato.
Le motivazioni addotte da qualche consigliere in merito al fatto che si sta avviando l’iter parlamentare per modificare l’istituto della legittima difesa a livello nazionale non sono fondate, almeno secondo il mio punto di vista. Io non sono solita attendere le mosse di altri. La legge probabilmente arriverà, me lo auguro, ma senza certezze sulle tempistiche e sui dettagli; nel frattempo se si può fare qualcosa per dare risposte sul tema, non vedo perché non farlo.
La nota stonata è stata sicuramente il voto contrario di Forza Italia (tra l’altro non dirimente) che non comprendo e non condivido; un po’ imbarazzante anche il silenzio assordante della giunta e del sindaco che non si sono espressi nel merito della mozione.
Comunque quel che conta è il risultato, come sempre, auspicando che l’approvazione di questa mozione non cada nel vuoto, come altre su cui si attende ancora che vengano adottati provvedimenti concreti. 

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Consiglio comunale di Piacenza: i capigruppo di maggioranza contro lo stop alle Euro 4

I capigruppo di maggioranza del consiglio comunale di Piacenza Giancarlo Migli (Fratelli d’Italia), Stefano Cavalli (Lega), Antonio Levoni (Liberali) e Sergio Pecorara (Forza Italia), si uniscono alle voci di dissenso levatesi dai consiglieri regionali di opposizione in merito al Piano Aria Integrato Regionale (PAIR 2020) approvato dalla Regione Emilia Romagna.

«Tale piano – sottolineano i capigruppo – anziché recepire le misure previste dal “Nuovo accordo di programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure per il miglioramento della qualità dell’aria del bacino padano” sottoscritto dalla stessa Regione Emilia Romagna e dalle Regioni Lombardia, Piemonte e Veneto ha inasprito tali misure, estendendo ad esempio il divieto di circolazione anche ai mezzi Euro 4 diesel.

Il Comune di Piacenza, con ordinanza del Sindaco n. 442 del 27/9/2018 ha dovuto recepire, pena l’applicazione di sanzioni, il Piano regionale. In particolare – rimarcano Migli, Cavalli, Pecorara e Levoni – l’estensione del divieto di circolazione alle autovetture Euro 4 diesel, mezzi certamente non vecchissimi e comunque muniti di filtro anti-particolato, colpisce un gran numero di famiglie piacentine che si trovano ora impossibilitate all’utilizzo della propria autovettura per le quotidiane esigenze. Si pensi semplicemente agli spostamenti per andare al lavoro o per portare i figli a scuola e non tutte si trovano certo nelle condizioni di avere le disponibilità economiche per poter sostituire immediatamente la propria auto».

Duro è l’affondo dei capigruppo sulle scelte della Regione Emilia-Romagna: «Alquanto singolare risulta, inoltre, l’esclusione dalle limitazioni imposte del PAIR regionale dei mezzi delle aziende del trasporto pubblico, che a differenza dei privati possono continuare a far circolare autobus vetusti ed inquinanti. L’applicazione di limitazioni più aspre ai mezzi circolanti in Emilia Romagna – concludono Migli, Cavalli, Pecorara e Levoni – impone di fatto sacrifici ad una considerevole fascia di popolazione , obbligata di fatto a sostituire la propria autovettura, bene farebbe la Regione Emilia Romagna a rivedere i termini del PAIR allineandoli all’accordo interregionale sottoscritto con Lombardia, Veneto e Piemonte».




Boat, la maggioranza respinge la mozione di sfiducia a Putzu

La maggioranza in Consiglio comunale fa quadrato intorno a Filiberto Putzu. L’assessore era stato preso di mira per l’apertura del Boat, locale lungo le rive del Po che non avrebbe avuto tutte le carte in regola per aprire. “Non siamo contro alle iniziative che possono far vivere la città – si era espressa Giorgia Buscarini del PD -, ma le regole devono essere uguali per tutti”.

La sfiducia era firmata da una parte dell’opposizione (vi rientravano PD, Liberi e Roberto Colla) e si basava su presunte lacune presenti nelle pratiche e nelle autorizzazioni temporane, rilasciate per un numero di partecipanti inferiore rispetto a quelli poi effettivamente presenti.

A difesa dell’assessore la stessa sindaca Barbieri, la quale ha affermato che “non potete tuttavia affermare che l’assessore Putzu abbia evaso le vostre domande. Il suo sforzo è stato di raccogliere tutti i pareri degli uffici e tutte le informazioni”. Mozione respinta 21 a 8. La consigliera Cappucciati ha deciso di depositare una querela in Tribunale.

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L’ex candidato sindaco Paolo Rizzi si dimette da consigliere comunale

Lo aveva già annunciato, in via confidenziale, un po’ di tempo fa ai componenti del gruppo Piacenza Oltre. L’ex candidato sindaco per il centro sinistra Paolo Rizzi ha deciso di lasciare il consiglio comunale ed ha annunciato la sua decisione, oggi, proprio a palazzo Marcanti durante il primo consiglio comunale dopo la pausa estiva. Rizzi era stato sconfitto da Patrizia Barbieri al ballottaggio e si era fermato al 41%.

Il professore della Cattolica non si era mai adattato bene al ruolo di consigliere comunale dove era stato poco presente, così come nelle commissioni. Rarissimi i suoi interventi in aula.

Al suo posto subentrerà Gianluca Bariola, primo dei non eletti della lista “Con Rizzi”.

“Ho preso questa decisione – ha detto Rizzi – per motivi professionali perché non riesco a seguire i lavori delle commissioni e del Consiglio. Ci sono anche motivi personali, non sento il mio contributo utile alla minoranza e alla città”.




Testamento biologico in Consiglio Comunale: a breve il registro DAT

Giornata attiva in Consiglio quella che si è conclusa ieri verso la mezzanotte. 18 emendamenti al DUP proposti dalle minoranze, in particolare dal gruppo Liberi di Massimo Trespidi e Piacenza in Comune di Luigi Rabuffi.

Quest’ultimo ha segnalato l’importanza di “diminuire il traffico veicolare, invogliare all’utilizzo della bici e della mobilità dolce, in particolare migliorarne le vie e creare nuovi precorsi ciclabili”. Nel dibattito, Mancioppi ha segnalato che “nonostante non vi sia una voce specifica che riguarda questo argomento, stiamo valutando tutte le possibilità in merito”. Trespidi ha manifestato il proprio appoggio alla proposta, sottolineando l’inutilità delle Consulte, e richiamando l’assessore competente, Zandonella, “a vigilare sul loro lavoro. Se le abbiamo attivate, che almeno propongano un parere”. Emendamento respinto 11 favorevoli contro 20 contrari.

Altro emendamento di portata maggiore è stato quello sul fine vita. Rabuffi ha sottolineato l’importanza del Testamento Biologico, “norma di grandissima civiltà: viene tutelato il diritto alla vita, alla salute, alla dignità e all’autodeterminazione del paziente. Nessun trattamento può essere proseguito se non col consenso libero e informato della persona. Chiedo di accelerare la predisposizione di un registro DAT, e decidere del proprio fine vita”. Respinto con 12 favorevoli e 17 contrari. 

Questa è la prima discussione di cuore che sento oggi – ha sottolineato Fiazza nel dibattito -, mi hanno colpito le parole della consigliera Cappucciati. Ognuno vive emozioni sulla propria pelle in base all’esperienza che ha fatto, credo che il DAT sia un segno di civiltà che vada dato”. La Cappucciati precedentemente aveva raccontato la propria esperienza personale: “Non credo che a 20 anni posso decidere della mia vita. Non è facile in quel determinato momento decidere se smettere le cure o meno. Una legge che stabilisce il mio fine vita è preoccupante, almeno di casi eccezionali”. La Lega in questo caso non ha votato congiuntamente ma ha lasciato libertà di scelta a ciascun consigliere, proprio in virtù delle esperienze singole  e della delicatezza dell’argomento.

Il gruppo Liberi di Trespidi ha messo sul tavolo la questione del Regolamento del Verde, che però è stato respinto con solo 12 voti favorevoli. Roberto Colla di Piacenza Più ha predisposto invece un emendamento che prevedeva “la collaborazione con gli enti specifici, di interventi educativi atti a difendere tra i giovani il ricordo e la memoria della storia del ‘900, dal quale possono trarre insegnamenti capaci di inculcare loro cittadinanza attiva e senso civico, in ottemperanza alla relativa legge regionale”. Approvato con 27 voti favorevoli.