Anche la Consulta provinciale degli Studenti con un videoappello chiede a tutti di stare a casa

Anche la Consulta Provinciale degli Studenti piacentini ha lanciato un videoappello a tutti, anche ai coetanei: #iorestoacasa. Nel video si vedono studenti di età diverse che nonostante il tempo in questi giorni offra molte tentazioni ad uscire, giocano in casa o cucinano, sempre col sorriso fra le labbra di chi sa che sta facendo la cosa giusta offrendo al contempo un piccolo ma significativo segnale di speranza, che tutto andrà bene.

“Come organismo istituzionale di rappresentanza abbiamo il dovere di esserci per tutti gli studenti e per tutte le studentesse anche quando determinate condizioni rendono difficile un contatto diretto. Il messaggio che vogliamo trasmettervi con questo video è molto più di una semplice richiesta di rimanere a casa: è un invito alla presa di coscienza nei confronti di una situazione sanitaria che ogni giorno diventa più grave e che ci tocca tutti, come membri di una comunità, anche se non personalmente.
Abbiamo raccolto alcuni momenti della nostra quarantena e in pochi giorni abbiamo montato un video che porta la testimonianza diretta della nostra città, come una delle più colpite dall’emergenza coronavirus. Restiamo a casa ora, perché non c’è più tempo“.
#iorestoacasa

La regia del video è di Nicola Roda, ed è stato ripreso anche da varie tv nazionali, dal Tgr al Tg1 questa mattina, grazie al servizio di Antonio Boschi.

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Protocollo d’Intesa sul “Disagio Giovanile”, Falco: “Non individuiamo colpevoli, ma immaginiamo soluzioni”

Importante protocollo d’Intesa siglato questa mattina in Prefettura sul “Disagio giovanile”, anche se è riduttivo definirlo in questi termini. Molte e variegate le realtà coinvolte per “la creazione di un modello operativo innovativo di dialogo intergenerazionale ed interistituzionale per la prevenzione strutturale del disagio giovanile“.

Oltre alla stessa Prefettura sono coinvolti comune, Provincia, Ufficio Scolastico Provinciale, Consulta provinciale degli studenti di Piacenza, AUSL, AGe (Associazione Italiana Genitori), Associazione Genitori Piacena 4. MOIGE (Movimento dei Genitori), nonchè Teatro Gioco Vita in qualità di partner organizzativo. Quest’ultimo avrà un ruolo non marginale nel protocollo, infatti è preposto alla creazione ed organizzazione di laboratori teatrali che possano far emergere le proprie emozionianche mediante la rappresentazione scenica, favorendo l’uscita da situazioni di solitudine nelle quali talvolta e oggi troppo spesso i ragazzi incappano, rifugiandosi dietro uno schermo.

La sindaca Barbieri in rappresentanza di Comune, Provincia e Fondazione Teatri di cui è presidentessa, ha sottolineato ancora una volta l’importanza del gioco di squadra. “E’ intenzione di tutti capire il giusto approccio – ha precisato -, l’adulto troppo spesso ritiene di avere delle soluzioni che poi si rivelano fallimentari, è importante chiedere direttamente ai ragazzi cosa vogliono. Questa iniziativa ci vede partecipi come promotori di un percorso”.

L’approccio che pare indicato nelle righe del protocollo sembra quello del teatro, come lo stesso Prefetto Falco ha evidenziato: “Il problema del disagio era presente anche nel momento del mio insediamento nel settembre 2017. Il protocollo parte dalle tante iniziative positive che vengono fatte a Piacenza, vogliamo rendere i ragazzi e i genitori protagonisti di una narrazione collettiva nuova, coinvolgendo i ragazzi a teatro per una possibile soluzione a problematiche che talvolta non hanno spiegazione, spesso ci capita di avere a che fare con ragazzini di 12, 13 anni in coma etilico all’Ospedale, un Prefetto non può rimanere con le mani in mano. Continueremo ad andare nelle scuole con le Forze di Polizia che già fanno tanto, avendo la preoccupazione che si è abbassato il livello di riferimento”.

Lucrezia Galli, rappresentante della Consulta provinciale degli Studenti, ha chiarito che talvolta non bastano neanche le Forze dell’Ordine a scuola. “Si crea un muro, vi è una sfida nei confronti degli adulti che fa anche parte della nostra crescita. Sono contenta che questo progetto metta al centro i ragazzi, perchè se persistono episodi di cyberbullismo, significa che qualcosa non va”.

In questo senso, il direttore generale dell’Ausl Luca Baldino ha aggiunto anche che “quando si parla di abusi si parla di cose serie, lo vediamo spesso con i ragazzi he arrivano al Pronto Soccorso. Le situazioni di cui si parla sono sempre esistite, ma oggi vi sono nuovi mezzi di comunicazione. Noi partiremo con una serie di incontri, per ripensare ciò che già stiamo facendo attraverso un confronto con ragazzi e genitori”.

Il gruppo di lavoro sopra menzionato avrà l’obbligo da protocollo di trovarsi almeno una volta a trimestre, e i lavori saranno coordinati da un dirigente della Prefettura, coadiuvato di volta in volta da un dirigente del Comune, della Provincia e dell’Ufficio Scolastico Provinciale. Il protocollo avrà durata biennale e potrà essere rinnovato tacitamente. 

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Ricerca sul rischio idrogeologico a Piacenza presentata dal Politecnico

Si è tenuta ieri, in Provincia, la presentazione della ricerca condotta dal Politecnico di Piacenza finanziata grazie ai fondi raccolti (3.808 euro) con la lotteria benefica organizzata dopo l’alluvione del 2015 dalla Commissione delle Elette della Provincia di Piacenza, in cui sono stati analizzati il grado di rischio idrogeologico e l’evoluzione del quadro normativo.

Il documento di analisi del Piano della Protezione Civile regionale in materia delle applicazioni delle procedure sul territorio di Piacenza e possibili aree di miglioramento, elaborato dall’Arch. Elena Marsiglia, vincitrice della selezione pubblica indetta dal Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano, mette in evidenza come tutto il territorio provinciale venga considerato a rischio idrogeologico medio/elevato.

“L’obiettivo della Lotteria – commenta Simona Bellan, consigliere Provinciale con delega alle pari opportunità – era creare borse di studio per imparare a gestire l’emergenza climatica. Elaborare un documento semplice, pratico e utile per la conoscenza e la progettazione di una nuova politica per la rigenerazione del territorio, grazie alla quale si potrà pensare a un miglioramento della qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini. Tanto c’ ancora da fare in termini di Prevenzione e riduzione del rischio, ma è un impegno che tutti i soggetti amministrativi devono porsi.”

La ricerca, supportata dal Prof. Renzo Marchesi e dal Prof. Livio Pinto del Polo Territoriale di Piacenza del Politecnico di Milano, è un risultato importante per il territorio e per noi Amministratori, sottolinea il Presidente Francesco Rolleri. “Dobbiamo trarre un insegnamento da quell’evento drammatico, in cui tre persone hanno perso la vita, per restituire alle generazioni future un territorio più sicuro”.

Presenti anche Paola Gazzolo, assessore alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna della Regione Emilia – Romagna e Alfio Rabeschi del servizio prevenzione e gestione emergenze regionale oltrechè Marika Ciarlesi, la cui tesi di laurea, dedicata alla gestione delle cucine in situazioni di emergenza ha attirato l’attenzione del Dipartimento nazionale di Protezione civile che l’ha convocata a Roma per presentare quanto emerso dalla ricerca.

“E doveroso ringraziare la Consulta delle Elette – commenta Paola Gazzolo – per l’impegno in questo progetto che mette in evidenza l’attenzione, prettamente femminile, verso chi gli vive accanto”

Così la curatrice dell’analisi, Arch. Elena Marsiglia: “Attraverso l’analisi dell’assetto idrogeologico piacentino è emerso che il territorio piacentino è strettamente legato ai fenomeni idrogeologici ed è classificato con un rischio medio/elevato. Un’area di miglioramento è rappresentata dal potenziamento del sistema di prevenzione e sensibilizzazione dei cittadini che, come sottolineato anche da Alfio Rabeschi, devono diventare attori del sistema, sviluppando la cultura della Protezione Civile”.

L’attività di ricerca è stata avviata attraverso la definizione di un quadro normativo in materia di difesa del suolo e gestione delle risorse idriche, con particolare attenzione alle direttive volte alla prevenzione del rischio idrogeologico, tema rilevante sul territorio piacentino, sia appenninico che padano. In seguito è stata censita e approfondita la normativa ambientale vigente della Regione Emilia-Romagna, suddivisa in cinque sezioni rispettivamente dedicate alla tutela delle risorse forestali, alle opere idrauliche, alla pianificazione territoriale, alle misure post eventi calamitosi ed alle attività di protezione civile. Quest’ultima pone le basi per un primo approfondimento del Piano Comunale di Protezione Civile di Piacenza, che mette in evidenza i soggetti e le relative azioni previste ex ante – in itinere – ex post evento calamitoso e consecutivo stato di emergenza.
La ricerca svolta consente di individuare i punti meno sviluppati o che al momento risultano più deboli del piano vigente della Protezione Civile al fine di definire alcune ipotesi di miglioramento e potenziamento finalizzate in particolar modo alla costituzione di un rapporto orizzontale tra enti pubblici e privati e la cittadinanza; fondamentale rilevanza viene quindi attribuita al dialogo e ad una comunicazione più diretta delle misure di emergenza previste dal piano comunale, che in primis costituisce un importante strumento di prevenzione e tutela. 

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Consulte cittadine, al via le adesioni. Entro gennaio la prima convocazione

E’ in calendario entro il mese di gennaio la prima convocazione delle Consulte cittadine, istituite la scorsa settimana con delibera di Giunta, come previsto dal Regolamento comunale sulla Partecipazione. L’adesione alle Consulte, che rappresentano un prezioso strumento di confronto e discussione propositiva in merito alle politiche e all’attività dell’Amministrazione, non è obbligatoria né vincolante, ma può costituire un’opportunità concreta per esprimere proposte e suggerimenti, dando vita a un percorso costruttivo e condiviso nel proprio settore di riferimento.

Per consentire il tempestivo avvio delle attività, alle associazioni iscritte all’Albo comunale si richiede di dare conferma nel più breve tempo possibile – preferibilmente entro lunedì 8 gennaio – dell’adesione a una o più Consulte comunali. L’apposito modulo può essere scaricato dalla sezione Piacenza Partecipa del sito web comunale, o richiesto in formato cartaceo agli sportelli Quinfo di piazzetta Pescheria, dove andrà riconsegnato direttamente o trasmesso, via mail, a partecipazione@comune.piacenza.it .

L’adesione alle Consulte può comunque essere data, in futuro, in qualunque momento l’associazione interessata lo ritenga opportuno. Per ulteriori informazioni, si può contattare l’Ufficio Partecipazione allo 0523-492170, o al sopraccitato indirizzo di posta elettronica.

Comunicato Stampa




Sindacati: legittimità del decreto Poletti ennesima beffa per i pensionati

“Dopo la decisione della Consulta di ritenere legittimo il Dl Poletti riguardante la rivalutazione delle pensioni, ci tocca prendere atto della scarsa considerazione che questo nostro Paese ha per i pensionati, penalizzati ancora una volta da una sentenza che non riconosce quanto loro indegnamente e impropriamente tolto sul piano delle risorse”.
E’ un commento amaro ma nello stesso tempo risoluto quello delle segreterie confederali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil sulla sentenza della Corte Costituzionale che si è espressa sulla mancata perequazione dei trattamenti pensionistici, oggetto già di un ricorso che nel 2015 ha portato a un rimborso, il cosiddetto “bonus Poletti”. Un mini rimborso, una misura considerata troppo parziale dai ricorrenti, che lamentano penalizzazioni per sei milioni di pensionati.
Quindi la situazione attuale è di fatto penalizzante.“Si tratta di una patrimoniale sui pensionati. Ne prendiamo atto, ma siamo molto curiosi di leggere il dispositivo della sentenza della Suprema Corte, che nella nota che informa della sentenza parla di “disciplina temporanea” per la mancata perequazione delle pensioni oltre tre volte il minimo. Ecco, ci chiediamo quando finirà, e se finirà, questa situazione straordinaria che porta ancora una volta i pensionati, come i lavoratori dipendenti, ad essere i “bancomat” del Governo. Soldi andati per coprire il debito pubblico invece che per i giovani. Il giudizio negativo su questa “patrimoniale” resta”.
E’ quanto dichiarato dei Segretari Confederali dei Pensionati, Cgil-Cisl-Uil di Piacenza, dopo la deliberazione della Corte Costituzionale sul Dl Poletti. “Nella sentenza della Consulta si parla di ‘bilanciamento non irragionevole tra i diritti dei pensionati e le esigenze della finanza pubblica’. A noi pare, invece, – continuano Spi-Fnp-Uilp – che si siano difese solo queste ultime, a scapito di quelle dei nostri pensionati che sono stati privati di un loro diritto. Per quanto ci riguarda – concludono il segretari Baldini-Ferrari-Cella – proseguiremo nella nostra battaglia per chiedere, come abbiamo fatto finora, di introdurre un nuovo meccanismo di rivalutazione delle pensioni che permetta ai pensionati di recuperare il potere d’acquisto perso in questi anni e nel bloccare ogni automatismo di innalzamento dell’età pensionabile uguale per tutti i lavori”.
Il problema del reddito dei pensionati, che in questi ultimi anni ha perso sensibilmente di valore e non è stato degnamente rivalutato, è del tutto irrisolto, spiegano i sindacati dei pensionati piacentini. Un nuovo meccanismo di rivalutazione che sostenga il potere d’acquisto dei pensionati è necessario, a partire dall’abbattimento del carico fiscale pesantissimo.