E’ stato ritrovato a Cremona il giovane di Castelvetro Piacentino scomparso da ieri

E’ stato ritrovato a tarda notte tra lunedì e martedì, Matteo Rovelli, di San Giuliano, Comune di Castelvetro Piacentino, scomparso da lunedì mattina alle 7,25. Il giovane si era fatto accompagnare a Cremona e poi non aveva più fatto rientro a casa. “Indossa uno smanicato con scritto ‘Idraulica Villa’. Non porta occhiali. Se qualcuno lo vede mi contatti. Condividete per favore”. Telefono spento e comprensibile preoccupazione dei familiari. l’appello è stato lanciato sulle pagine Facebook dalla cugina di Matteo, Debora Rovelli, “I familiari”, scriveva, “sono disperati”. A tarda notte la buona notizia. Matteo si è messo in contatto con i genitori. Sta bene e presto tornerà a casa. Per la scomparsa del ragazzo era già stata sporta una denuncia ai carabinieri.

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Gli edifici di Cremona più belli grazie a Banca di Piacenza

Banca di Piacenza parteciperà alla riqualificazione dell’immagine degli edifici di Cremona. E’ quanto previsto nella convenzione sottoscritta nella sala Giunta di Palazzo comunale di Cremona tra il Sindaco prof. Gianluca Galimberti ed il Condirettore generale della Banca di Piacenza dott. Pietro Coppelli.

L’accordo, con validità sino alla fine del 2020, prevede l’erogazione di finanziamenti agevolati destinati a tre specifiche tipologie di intervento:
– rinnovo delle facciate di immobili (compreso anche il ripristino di quelle lese nella loro integrità di immagine da graffiti o comunque da scritte murali) purché visibili da spazio pubblico
– recupero di fregi di pregio
– recupero delle edicole murali poste sulle facciate degli edifici

I finanziamenti – tutti sino ad un importo massimo di € 60.000 – previsti dalla convenzione sono rimborsabili in 36 rate mensili posticipate comprensive di capitale ed interessi; la nostra Banca applicherà ai finanziamenti un tasso agevolato, assistito da un contributo “una tantum” fisso erogato dal comune di Cremona.

Per maggiori e più dettagliate informazioni è possibile rivolgersi presso l’Ufficio Prodotti della Sede centrale, presso gli sportelli della Banca e, più in particolare, presso quello di Cremona. 

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Treni e ponti: nasce un tavolo tecnico fra Piacenza e Cremona

Ieri (martedì 2 ottobre) i sindaci di Cremona Gianluca Galimberti e di Piacenza Patrizia Barbieri hanno incontrato a Bologna il Presidente della Regione Emilia Stefano Bonaccini e l’Assessore alle Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile della Regione Lombardia Claudia Maria Terzi. Insieme a loro erano presenti , insieme il Presidente della Provincia di Cremona Davide Viola, e i vicesindaci di Casalmaggiore Giovanni Leoni, di Asola Giorgio Grandi e di Villanova sull’Arda Emanuele Emani in rappresentanza di tutto il territorio,

L’incontro è stato fortemente voluto dai sindaci di Cremona e di Piacenza all’interno del percorso in atto del “Contratto di fiume”, progetto seguito dai rispettivi assessori Andrea Virgilio e Paolo Mancioppi, che ha fra i temi centrali anche quello delle infrastrutture.

Molti sono stati gli argomenti toccati con particolare attenzione alla questione dei trasporti ferroviari.

I ripristini delle tratte ferroviarie Cremona-Piacenza e Cremona-Fidenza sono strategici, per cittadini ed imprese, anche in virtù del forte sviluppo in atto nelle due città e nelle due province.

Il prossimo anno partirà il nuovo polo ferroviario di Piacenza ed un collegamento con Cremona è importante per entrambi i territori. Il collegamento nord-sud si completerebbe con l’auspicato raddoppio della ferrovia Mantova-Cremona-Milano e contribuirebbe anche a diminuire il traffico sui ponti.

Proprio quello dei ponti è stato il secondo tema chiave dell’incontro, con un’attenzione particolare al ponte tra Piacenza e Cremona e al ponte di Casalmaggiore, per il quale gli interventi previsti risultano essere vitali e improcrastinabili.

Il Presidente Bonaccini e l’Assessore Terzi hanno proposto di costituire un gruppo di lavoro tecnico che, per tutti gli argomenti posti sul tavolo, porti all’individuazione di priorità e alla proposta di possibili soluzioni che verranno riportate agli amministratori nel prossimo incontro che verrà fissato a Milano.




Il vescovo di Cremona a palazzo Galli: “Una Chiesa aggiornata adegua la propria presenza nella società”

La Banca di Piacenza ha inaugurato il suo autunno culturale a Palazzo Galli con un’interessante conversazione (tema, il discernimento – pastorale e spirituale – dei segni dei tempi) che ha visto protagonista in Sala Panini il vescovo di Cremona Antonio Napolioni, presentato dal presidente del Comitato esecutivo dell’Istituto di credito di via Mazzini. Corrado Sforza Fogliani ha ringraziato mons. Napolioni – unitamente al responsabile dell’Ufficio Beni culturali della Diocesi cremonese don Gianluca Gaiardi, che lo accompagnava – per aver accettato l’invito e per la collaborazione offerta in occasione della “Salita al Pordenone”. Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche al nostro vescovo, mons. Gianni Ambrosio, per la sua presenza in sala.

Prima di compiere un breve e illuminante viaggio tra coscienza e fede, libertà e responsabilità nella vita della Chiesa e della società, il vescovo della città del Torrazzo ha ringraziato la Banca per l’invito, sottolineando e auspicando che la collaborazione tra i territori cremonese e piacentino «si rafforzi sempre di più in una unità d’intenti, perché il Po non ci divide ma ci unisce». Mons. Napolioni ha premesso che il suo non voleva essere «un giudizio sull’oggi», non possedendo sfere di cristallo, bensì una lettura della realtà. «Interrogarmi – ha specificato – se esista un metodo che escluda l’istinto per orientarci nel contesto di grande cambiamento che stiamo vivendo», un percorso da compiere insieme «per leggere la storia e non esserne vittime». Un viaggio che parte col piede giusto «se non ci si limita a fotografare i fatti» e se «si usano strumenti adeguati per vedere, giudicare, agire». Un approccio che a parere del vescovo di Cremona «ci consente di stare nella realtà in maniera adulta, non trattandola ingenuamente ma capendo i segni del tempo», cogliendo l’occasione favorevole affinché «il tempo sia propizio per arrivare alla salvezza». Diceva Giovanni XXIII: “In mezzo alle tenebre cercate gli indizi che fanno ben sperare sulle sorti della Chiesa e dell’umanità. Da gesuita Papa Francesco, ha ricordato il vescovo di Cremona, si ricollega all’esigenza del discernimento, che è cosa ben diversa dal catalogare e giudicare. La ricetta finale? «Liberarci – ha esemplificato il relatore – dall’homo faber e dall’homo sapiens e affidarci all’homo ludens, libero da schematismi, docile e curioso che guarda la vita come alla più bella avventura che possa capitare».




Perquisito l’ufficio del giudice Bersani a Cremona

Si sono trattenuti per oltre un’ora i sette agenti di polizia giudiziaria inviati, dalla procura di Venezia, a perquisire gli uffici del giudice piacentino Giuseppe Bersani, presidente di sezione presso il Tribunale di Cremona.

L’indagine, partita circa due mesi fa, si basa su alcuni presunti tentativi di condizionare la nomina a presidente del tribunale di Cremona compiuti, secondo l’accusa, dallo stesso Bersani insieme al collega Tito Preioni, già magistrato a Cremona ed ora presidente di sezione a Lodi. I magistrati veneziani indagano sull’ipotesi di corruzione in atti giudiziari.

Bersani e Preioni avrebbero tentato di favorire la nomina dello stesso Preioni a presidente del tribunale di Cremona, incarico poi affidato dal CSM a Anna Di Martino, già gip e presidente della sezione penale del tribunale di Brescia.

Nell’inchiesta è coinvolto anche Virgilio Sallorenzo, mantovano, curatore fallimentare con uffici a Piacenza ed a Mantova, già indagato a Piacenza per vicende connesse a varie procedure fallimentari.




300 laureati in Cattedrale per la loro festa

Su di loro sono stati scritti libri e fatto film. Sono i laureati, i giovani cui da tempo  si dedica l’appuntamento dell’Università Cattolica di Piacenza e Cremona delle varie Facoltà e Corsi triennali e magistrali in Cattedrale. Presente quest’anno anche il Vescovo mons. Gianni Ambrosio e e il direttore di sede Mauro Balordi. Ad inframmezzare ciascun intervento Il gruppo “Note d’Inchiostro”, nato all’interno dell’Università Cattolica di Milano. A celebrare la messa è stato mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata e dal febbraio 2013 assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Nella sua omelia è stata sottolineata l’importanza del traguardo raggiunto dai 300 laureati presenti. “Dove può concludersi un percorso accademico se non in una grande aula magna, – ha esordito -, oggi gioite per una laurea, un momento significativo per voi, è un valore enorme per la comunità tutta, civile ed ecclesiale. La vostra sapienza non è solo il prodotto della scienza, ma anche la disponibilità ad accoglierne lo spirito. Oggi avete un titolo, ma dovete raggiungere gli obiettivi ultimi della vostra vita, siete solo all’inizio di una grande sfida, in un periodo di incertezza economica, dove ci sono ombre vi è stata data la possibilità di dare una testimonianza. Il Signore si fida di voi, ha dato a voi giovani missioni importanti. Questo mondo ha bisogno di persone coraggiose, dovete spendere bene i vostri talenti, la società ne ha un grande bisogno”. Altra parte importante sottolineata dal vescovo di Macerata è il momento storico in cui questi ragazzi si laureano: “Siamo nell’anno del sinodo, a ottobre si lavorerà sui giovani- La Chiesa è ispirata dai giovani, guarda con fiducia al loro lavoro attraverso l’Università Cattolica, che vi accompagna stando al vostro fianco”. In conclusione di orazione ha voluto sottolineare come questo traguardo diventi significativo per elevare cattedrali della verità e della sapienza. “Serve una generazione forte”.

Il direttore di sede Balordi ha voluto aggiungersi ai complimenti, che sono andati sia ai ragazzi ma anche alle famiglie, “che hanno lavorato in silenzio per voi, e che sicuramente si sentiranno questa laurea anche un po’ loro”.

A seguire intervento di Mattia Macellari, attualmente presidente del Gruppo giovani imprenditori di Assolombarda, che ha raccontato la sua esperienza come studente all’interno dell’Università Cattolica ed esortato gli studenti a credere nei propri sogni.

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350 del sindacato USB hanno manifestato contro caporalato e lavoro nero [GALLERY]

Difesa dei diritti, della dignità, del salario e la denuncia del caporalato, del lavoro nero e del perverso sistema degli appalti. Queste in sintesi le rivendicazioni del sindacato USB che questa mattina dalle 11 circa fino alle 13 30 hanno sfilato per le strade del centro città. Presenti delegazioni da più parti d’Italia, come Livorno, Pisa, Bologna, Cremona, Firenze. Dalla stazione si è giunti alla Lupa, da verso viale Patrioti, via 4 novembre, Facsal e il rientro in Piazzale Marconi. Qui vi mostriamo una gallery della giornata. Presente Roberto Montanari, del sindacato Usb di Piacenza, Riad Zaghdane di USB logistica, nonchè Giorgio Cremaschi di Potere al Popolo, presente anch’esso con una delegazione.

“Oggi si manifesta – sottolinea Monatanari – perchè ci sono un sacco di delegati, dirigenti sindacali e attivisti di USB che hanno fatto delle lotte per portare la legalità dentro i magazzini nei posti di lavoro e sono stati compensati con decine di denunce. Non si processano le lotte, perchè le lotte che abbiamo fatto alla GLS e Leroy Merlin sono state lotte contro il caporalato, contro le irregolarità che c’erano in questi magazzini, contro il lavoro nero: quindi battaglie che servono a riportare anche nella società e allo Stato tasse che vengono evase. Eppure abbiamo ricevuto denunce. Siamo qui per riportare condizioni normali nei posti di lavoro”. 

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Foti: “collegamenti Emilia-Lombardia a rischio paralisi”

“Quali iniziative, anche nei confronti del Governo, intende assumere la Giunta al fine di ottenere uno stanziamento, con urgenza, per risolvere una volta per tutte i problemi strutturali dei ponti sul Po che collegano la Lombardia all’Emilia-Romagna?”.
A chiederlo, in un’interrogazione all’esecutivo regionale, è Tommaso Foti di Fratelli d’Italia-An. È fondato, spiega il consigliere, “il rischio di una paralisi dei collegamenti stradali tra l’Emilia e la Lombardia: in un’area di circa 60 chilometri, infatti, vari ponti stradali che collegano le due regioni denunciano problemi, su tutti vige il senso unico alternato. In particolare, su quello di ferro che collega Castelvetro Piacentino a Cremona la misura scatterà a giorni, per una durata di almeno due mesi, anche di notte, mentre gravi difficoltà nell’attraversamento, a causa dello stato in cui versa la struttura, si registrano sul ponte che collega Castel San Giovanni (Piacenza) con Pieve Porto Morone (Pavia)”. Inoltre, aggiunge, nella provincia di Parma “sul ponte ‘Giuseppe Verdi’, che collega Roccabianca a San Daniele Po (Cremona), il senso unico alternato è una triste tradizione che va avanti da due anni a causa delle lesioni che riguardano la struttura: il viadotto, rimasto chiuso oltre due mesi tra la primavera e l’estate per la sostituzione dei giunti, è riaperto al traffico dal 9 luglio col senso unico alternato”. Invece, rimarca il capogruppo di Fdi-An, sul ponte tra Casalmaggiore (Cremona) e Colorno (Parma), altra infrastruttura viaria fondamentale per i collegamenti tra Emilia e Lombardia, da fine agosto, e quindi da pochi giorni, è scattato il senso unico alternato a causa di lesioni sulla trave di bordo”. Mentre, prosegue, “permane da tempo il senso unico alternato sul ponte ‘del diavolo’, vale a dire quello sul Taro tra Roccabianca e Sissa Trecasali” e “anche sul ponte tra Boretto (Reggio Emilia) e Viadana (Mantova), la circolazione si svolge a senso unico alternato”.
Foti chiede quindi alla Giunta garanzie sulla sicurezza delle persone che transitano, anche per motivi di lavoro, su questi viadotti.