Baruffi (Regione): “Alle imprese piacentine consentite piccole azioni in vista della Fase 2”

Una buona notizia arriva dal Sottosegretario alla Presidenza della Giunta dell’Emilia Romagna, Davide Baruffi, il quale durante il “Filo Diretto”, ha spiegato: “Alla luce dei dati positivi di Piacenza, non solo degli ultimi due giorni, ma anche dei giorni precedenti, della settimana, vogliamo dare qualche segnale puntuale di riallineamento al resto della Regione. Non si apre, ma stiamo preparando la Fase 2. Vogliamo dare la possibilità alle imprese che hanno completato la produzione prima del Covid di liberare i loro magazzini, o di sanificare. Diamo la possibilità di far arrivare le materie prime che serviranno nella fase due, sempre in accordo col Prefetto. Queste attività consentono un distanziamento sociale. Anche di questo si parlerà nell’Ordinanza in arrivo”.

Per chi fosse interessato, le dichiarazioni vengono riportate dal minuto 25 in poi.

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Presentata “Emilia Romagna Coraggiosa”. Cacciatore: “Lista per le grandi questioni del nostro tempo”

Presentati oggi, sabato 21 dicembre, a palazzo Ghizzoni Nasalli i candidati piacentini di Emilia-Romagna Coraggiosa in lizza per le elezioni regionali del 26 gennaio 2020. Si tratta di Massimo Castelli, 57 anni, sindaco di Cerignale e coordinatore nazionale Anci Piccoli Comuni; Serena Groppelli, 40, laureata in Storia e di professione fotografa; Benedetta Corso, 45 anni, ingegnere e consulente; Franco Pastorelli, 63 anni, consulente informatico e attivo nell’associazionismo.

E’ spettato al portavoce Francesco Cacciatore illustrare il senso del progetto “di una lista civica e politica che mette al centro le grandi questioni del nostro tempo: la questione ambientale e la questione sociale, e le problematiche delle aree interne e marginali che rappresentano l’ossatura del nostro paese”.

“La lista – ha sottolineato Cacciatore – si colloca a sostegno del presidente uscente Bonaccini e dil motivo è semplice: in queste elezioni sono in gioco due visioni differenti del mondo e dell’Emilia-Romagna, e non si può rimanere indifferenti. I candidati sono espressione di mondi diversi, rappresentativi dei punti programmatici della lista”.

I CANDIDATI

Massimo Castelli
57 anni, sposato con una figlia, perito agrario, funzionario della Regione Emilia Romagna, già presidente della Comunità Montana dell’Appennino Piacentino è attualmente Sindaco di Cerignale e Coordinatore Nazionale ANCI per i piccoli comuni. Da sempre si batte in difesa dei territori montani e delle aree marginali, che non trovano spazio nelle politiche nazionali e comunitarie, per cui ha spesso invocato politiche urgenti e differenziate per evitare di perdere una parte fondamentale d’Italia.

Benedetta Corso
45 anni, sposata con un figlio, ingegnere e consulente, si occupa di progettazione sociale nei processi di trasformazione urbanistica ed insegna matematica nelle scuole superiori. Ha lavorato come referente nel servizio idrico integrato in ATO (prima della Riforma) e ha diretto per 5 anni una cooperativa sociale di servizi socio-educativi, grazie alla formazione gestionale maturata nel percorso professionale. Da sempre coltiva passione per la politica, per l’arte, il disegno e per i suoi gatti.

Serena Groppelli
“40 anni, sposata con un figlio in arrivo, faccio la fotografa. Laureata in storia contemporanea, vivono forti dentro di lei valori da cui la nostra democrazia è nata. Per questo, da sempre mi interessa la politica e me ne occupo attivamente, perché nel nostro ieri sta la radice del nostro futuro. Non rinnego nulla del mio passato, ma vivo il coraggio della trasformazione. Ho maturato nella mia vita professionale e politica competenze sul funzionamento degli organi amministrativi che regolano la vita democratica e per questo voglio mettere tutto il mio coraggio nella costruzione di un’Emilia Romagna ancora più forte, per tutti”.

Franco Pastorelli
63 anni, sposato con un figlio, diploma di perito elettronico attualmente svolge attività di consulente informatico. Da 15 anni presidente di una associazione sportiva che promuove lo sport come pratica portatrice di valori sociali, educativi, di salute e di integrazione. Impegnato come volontario in varie associazioni locali di tutela della salute di assistenza e valorizzazione sociale degli anziani.

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MigrER, le storie di emigrazione emiliano romagnola in un unica “piazza” virtuale

La Storia siamo noi, diceva una vecchia canzone di Francesco de Gregori. Viviamo un’epoca fatta di storie, della gente che “quando si tratta di scegliere e di andare/te la ritrovi tutta con gli occhi aperti/che sanno benissimo cosa fare”. Da fine ‘800 è capitato a tantissimi di scegliere, anche dalle nostre parti.

Per ricordarli è stato creato un museo virtuale, uno spazio per la condivisione di storie, che sicuramente coloro che sono partiti avrebbero apprezzato. La presentazione è avvenuta in Cattolica questo pomeriggio. L’emigrazione, almeno quella emiliano romagnola, ha trovato tre vie importanti: quella verso le Americhe, Nord e Sud (ma anche Australia e in piccola parte Africa), riconducibili alla vecchia emigrazione e alle seconde e terze generazioni. E poi quella recente di chi si è spostato soprattutto per lavoro, ad esempio per seguire la delocalizzazione di un’azienda (vedi la Cina).

C’è Gianfranco Contri, modenese di Riolunato, che si è innamorato delle Far Øer tanto da scrivere il primo dizionario italiano – faroese, c’ è Nino Borsari vincitore dell’ oro olimpico nella gara ciclistica dell’inseguimento a squadre ai giochi di Los Angeles del 1932. La guerra poi lo bloccò in Australia, dove restò per sempre. E poi Amleto Vergiati, abile scrittore di tanghi. Ma ce ne sarebbero tante altre.

Il grande lavoro per giungere a questo risultato è stato compiuto dalla Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo in oltre 30 anni di attività. “All’interno di questa Consulta, – sottolinea Gian Luigi Molinari -, abbiamo una rappresentanza di tutte le associazioni di emiliano romagnoli nel mondo. Abbiamo rappresentanze da ogni dove, le nostre associazioni sono un riferimento per promuovere la cultura e le tradizioni. Mettendo a disposizione la propria professionalità. MigrER è nato dal basso, grazie alla proposta dei consultori, quando eravamo a Buenos Aires, per ovviare alla distanza grazie alla tecnologia”.

PROGETTI

I progetti spaziano enormemente: dalle analisi statistiche dei flussi migratori all’estero, alla scuola, alle associazioni di promozione sociale. “Abbiamo messo in campo più di mezzo milione di euro in questi anni – continua Molinari -, noi e la Regione. L’emigrazione può essere un grandissimo insegnamento, per capire che può essere una risorsa per i contatti”.

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Cresce il lavoro dipendente in provincia di Piacenza: +1560 unità su base annua

Si possono definire incoraggianti i dati sul lavoro dipendente diffusi dall’Agenzia Regionale per il Lavoro dell’Emilia Romagna: nel quarto trimestre 2018 si ravvisa che il saldo destagionalizzato fra le attivazioni e le cessazioni dei rapporti di lavoro è stato di 503 unità, comportando così un incremento delle posizioni di lavoro dipendente su base annua pari a 1.560 unità.

Un trend in continuità dal 2015, ma qualifica il bilancio occupazionale relativo al 2018 in virtù di un significativo aumento della componente a carattere permanente dell’occupazione.

 

Approfondendo il dato grezzo, si può notare come il valore trainante sia quello relativo ai servizi, che risulta essere quello più “attivo” sia in termini di nuovi contratti sia di cessazioni, con ben 28 mila 849 attivazioni e 28 mila 130 cessazioni. (Per “altre attività di servizi” stando ai Codici ATECO si intendono riparazioni di varia natura, organizzazioni associative, ma anche servizi alla persona come parrucchieri, istituti di bellezza e benessere fisico, pompe funebri, tatuaggi e piercing, cura degli animali e lavanderie).  

Volendo osservare il dato da un’altra prospettiva, si potrebbe cercare di capire che tipo di contratto viene offerto. Perchè se da un lato è vera l’importanza del dato occupazionale in senso stretto, è importante anche verificare che tipo di contratto viene offerto dai datori di lavoro.

Ebbene, anche in questo caso vediamo come le attivazioni principali riguardano contratti a tempo determinato e le somministrazioni (che sommati fanno 46 mila contratti complessivi su circa 55 mila attivazioni complessive). Col segno + comunque anche i contratti a tempo determinato, 812 nell’arco dell’anno ma col segno – nell’ultimo trimestre.

ARTIGIANI IN CRISI

E’ possibile incrociare questi dati con quelli recenti dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre che certifica 6500 aziende artigiane in meno nei primi 6 mesi del 2019 in Italia, con l’Emilia Romagna che segna il dato peggiore (-761). Si tratta tuttavia di un trend negativo che dura da 10 anni. Complessivamente si registrano 165 mila unità.

Per azienda artigiana si può intendere un’attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazioni di servizi, di intermediazione nella circolazione dei beni o ausiliarie di queste ultime, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. Quali sono le cause? “La crisi, il calo dei consumi, le tasse, la mancanza di credito e l’impennata degli affitti – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – sono le cause che hanno costretto molti artigiani a cessare l’attività. E per rilanciare questo settore è necessario, oltre ad abbassare le imposte e ad alleggerire il peso della burocrazia, rivalutare il lavoro manuale”. Senza contare lo spettro dell’aumento dell’Iva, per un settore che è sempre stato sinonimo di eccellenza e made in Italy.

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12 mila siti contaminati in Italia, 57 nel Piacentino: costi sociali elevati per tutti i cittadini

In Italia le aree contaminate sono oltre 12 mila (dati Ispra), per un computo totale di circa 6 milioni di persone a rischio. Un numero enorme considerando i 60 milioni di abitanti in Italia.

Record per la Lombardia, che da sola conta un quarto di tutti gli insediamenti contaminati. L’Emilia Romagna ne conta circa un migliaio, stando ai dati Arpae 2018. Ma esattamente per aree contaminate, cosa si intende?

Una definizione viene data dall’Ispra: “Con il termine “sito contaminato” ci si riferisce a tutte quelle aree nelle quali, in seguito ad attività umane pregresse o in corso, è stata accertata un’alterazione delle caratteristiche qualitative delle matrici ambientali suolo, sottosuolo e acque sotterranee tale da rappresentare un rischio per la salute umana”.   

Aree contaminate in Emilia Romagna (Dati Arpae del novembre 2018)

La stessa Ispra ha individuato 58 aree di “interesse nazionale” (aggiornamento aprile 2019), ovvero classificate di pericolosità superiore a tutte le altre in relazione alle caratteristiche del sito, alle quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, al rilievo dell’impatto sull’ambiente circostante in termini di rischio sanitario ed ecologico, nonché di pregiudizio per i beni culturali ed ambientali. Tra queste si individuano due vicine alla nostra Provincia: una a Fidenza (PR) e una a Broni (PV).

Nella nostra Provincia si contano 57 siti contaminati, di cui la maggioranza nella stessa Piacenza, ma grande rilevanza hanno anche Besenzone, Cortemaggiore e Fiorenzuola d’Arda. 

LE AREE CONTAMINATE NEL PIACENTINO    

I RITARDI NELLE BONIFICHE, UN AFFARE PER LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA 

La soluzione che verrebbe spontaneo proporre sarebbe la bonifica, tuttavia si può notare come nel corso degli anni la bonifica sia stato “terreno fertile” per la criminalità organizzata: dal 2002 ad oggi 19 indagini hanno fatto emergere smaltimenti illegali di enormi quantità di rifiuti derivanti dalla bonifica. Sono state emesse 150 ordinanze di custodia cautelare, denunciate 550 persone e coinvolte 105 aziende.

Confindustria ha stimato che invece le bonifche sarebbero un affare per lo Stato: creerebbero 200 mila posti di lavoro in 5 anni “con un aumento della produzione di oltre 20 miliardi di euro, con un ritorno nelle casse dello Stato di circa 5 miliardi fra imposte dirette, indirette e contributi sociali. Vanno sbloccate le procedure, i progetti di bonifica e rilancio degli investimenti per la sostenibilità ambientale sono pronti”.

UN COSTO PER LA SANITA’ E NON SOLO 

L’Istituto Superiore di Sanità monitora da anni i rischi per la salute dei cittadini che vivono in 45 dei 58 siti “di interesse nazionale” sopra menzionati. Ebbene è stato verificato che chi  ha meno di 25 anni e vive in quelle zone ha il 9% in più di di contrarre tumori maligni, senza contare i rischi per le vie respiratorie e un rischio mortalità maggiore del 4-5%. 

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Domani instabilità intensa sulla Regione, miglioramento nel weekend

Sarà un Venerdì 2 Agosto instabile sulla nostra regione. Dopo una mattinata caratterizzata da nubi irregolari e qualche veloce piovasco o rovescio, probabili temporali tra pomeriggio e sera.

Al mattino veloci piovaschi o rovesci in moto da Sud-Ovest verso Nord-Est potranno lambire, partendo dai rilievi, alcune aree della nostra regione in maniera sparsa. Più probabili verso la bassa pianura centro-occidentale e sulla Romagna.

Il pomeriggio potrebbe iniziare in maniera stabile su pianure centro-orientali e settore costiero, mentre sui rilievi sarà possibile ancora qualche sporadico rovescio. Con il passare delle ore aumenterà la probabilità di precipitazioni. Esse si concretizzeranno molto probabilmente nella seconda metà del pomeriggio, da Ovest verso Est. Assisteremo allo sviluppo di rovesci e temporali, i quali potranno assumere forma organizzata di tipo MCS(Mesoscale Convective System) o QLCS(Quasi-Linear Convective System).

Tali rovesci e temporali interesseranno dapprima le province centro-occidentali della regione, spostandosi verso Est e interessando l’Emilia orientale e la Romagna entro la prima serata.

Probabilità di precipitazioni da media(45-55%) del mattino a medio alta(50-75%) nel pomeriggio.

Come proseguirà il fine settimana?

“Dopo questo veloce passaggio instabile,  – spiega il Centro Meteo Emilia Romagna -, rapido miglioramento, con solo residua nuvolosità al primo mattino di Sabato a poter lambire il settore costiero, arrecando qualche eventuale piovasco. In seguito tempo prevalentemente soleggiato su tutto il territorio. Domenica situazione simile, ma più probabile instabilità pomeridiana sui rilievi”.

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Tregua dal caldo nel weekend, temporali da sabato

L’ondata di caldo di questi giorni (stamane sono segnalati alle 8 del mattino 30 gradi a Piacenza) vedrà una tregua nel weekend, quando le temperature si abbasseranno notevolmente.

Vediamo insieme cosa aspettarci in linea generale per il weekend (dati dal Centro Meteo Emilia Romagna).

Meteo Venerdì 26 Luglio
Dopo una mattinata tutto sommato stabile, nel corso del pomeriggio potranno svilupparsi rovesci e temporali sui settori centro-occidentali. Le province maggiormente coinvolte saranno quelle di Forlì-Cesena, Ravenna, Bologna, Ferrara e Modena. Più a margine la fascia costiera, che al più potrebbe vedere qualche piovasco, così come il settore occidentale della regione.

Si tratterà di temporali veloci ma non per questo meno intensi. Saranno possibili locali grandinate e/o rinforzi del vento, seppur si tratti di fenomeni che, rispetto a quelli attesi tra Sabato e Domenica, risulteranno meno “importanti” in tal senso.

Meteo Sabato 27 Luglio
L‘instabilità si concretizzerà in due fasi: la prima in orario pomeridiano e in seguito tra serata e notte verso Domenica. Difatti, dopo una mattinata soleggiata, aumenterà l’instabilità a partire dai rilievi, con rovesci e temporali localmente in sconfinamento sulle pianure. In tal senso saranno maggiormente coinvolte, ancora una volta, le aree centro-orientali dell’Emilia. Più a margine la Romagna, che dovrebbe vedere stabilità almeno fin sul tardo pomeriggio, quando potrebbe essere lambita, fin sulla costa, da locali rovesci. Attenzione all’eventuale formazione di temporali organizzati, possibilmente multicellulari, in area pianeggiante, con possibilità di grandine di medio-elevate dimensioni e downbursts.

In serata nuovo peggioramento da Ovest con estensione di rovesci e temporali verso Est nel corso della nottata.

Meteo Domenica 28 Luglio
La fase più marcata del break temporalesco ci interesserà nella giornata di Domenica. Stando agli ultimi aggiornamenti, sarà una Domenica fortemente perturbata su tutto il territorio regionale. Sebbene vi sia ancora margine, mancando qualche giorno, il quadro meteorologico sembra ormai delineato. Già tra notte e mattina rovesci e temporali diffusi sul settore centro-occidentale, in estensione a quello orientale, che vivrà i fenomeni più significativi dal tardo mattino e nel corso del pomeriggio.

Sebbene la previsione risulti delicata e quindi verranno forniti ulteriori aggiornamenti, sarà una giornata probabilmente complessa dal punto di vista meteorologico. Saranno possibili nubifragi laddove i temporali andranno a risultare maggiormente persistenti o con elevata intensità puntuale. Nella fase iniziale del peggioramento, specie sul settore orientale, nuovamente possibilità di grandine anche di rilevanti dimensioni, in quanto i fenomeni risulteranno anche a carattere temporalesco.

Precipitazioni in via di attenuazione dalla serata, in successivo esaurimento da Ovest verso Est.

Temperature in netto calo, valori massimi non superiori ai +26/27°C.

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Progetti di tutela in Emilia Romagna. Dal Mibac 2 milioni per Sant’Agostino

Il Mibac, Ministero per i beni e le attività culturali, ha destinato 180 milioni di euro “per la tutela del patrimonio culturale italiano”, per un totale di 595 eventi in due anni. Di questi 41 progetti sono nella nostra Regione, per un importo complessivo di 10 milioni e 200 mila euro circa.

I progetti di tutela riguardano alcune zone strategiche del territorio, compresa Piacenza: 2 milioni sono infatti destinati al Monastero di Sant’Agostino – ex caserma Cantore, a Piacenza, per il completamento degli interventi di restauro e recupero. 

L’edificio principale dell’ex Basilica è stata affidata dal Demanio all’antiquaria Enrica De Micheli, la quale ha dato vita a Volumnia, spazio multifunzionale e Galleria d’Arte.

Altri importanti interventi riguarderanno il complesso della Pilotta a Parma, per la manutenzione straordinaria, il consolidamento strutturale e il miglioramento sismico, oltre al restauro dei prospetti e il riallestimento del Museo Archeologico Nazionale, per un totale di 1,8 milioni di euro.

Lo stesso Segretariato Mibac si rifà il trucco grazie a questi fondi: a Bologna verranno spesi 2,1 milioni di euro all’ex convento dell’Annunziata, per lavori di consolidamento, restauro, adeguamento funzionale e sismico e per la realizzazione dei nuovi uffici.

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La conta dei danni dopo il maltempo di ieri. A Rivergaro folate di vento a 74 km/h

Il maltempo di ieri ha colpito forte su tutta la Regione, con l’Emilia e il Piacentino tra le zone maggiormente colpite, con grandine di medie dimensioni. Registrate anche delle frane sui rilievi, che han causato la temporanea chiusura della Statale 45.

Il Centro Meteo Emilia Romagna indica che soprattutto in Emilia son risultati diffusi i danni, specialmente alla vegetazione e alle colture, a causa di numerosi episodi di downburst, ossia forti raffiche lineari in uscita dal temporale. Si sottolinea che NON si è registrata alcuna tromba d’aria.

Tra le località più piovose troviamo Farini, con 36 mm di pioggia caduti, mentre tra le località più interessate dal vento Rivergaro, dove sono arrivate folate anche a 74 km/h.

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Aumenta il consumo di alcol in Emilia Romagna: l’8% beve più di 6 cocktail in una sola occasione

Gli ultimi dati statistici ISTAT parlano di un aumento del consumo giornaliero di alcol in Regione. Il consumo giornaliero era al 23,0% e quello fuori pasto al 48,7%. Nel 2018 il dato giornaliero è salito al 26%, diminuisce invece di circa tre punti percentuali la quota di chi beve alcolici sempre durante il pasto.

Inoltre, stando al rapporto ISTAT nel 2018 in Emilia-Romagna “il 72,2% della popolazione di 11 anni e più ha consumato almeno una bevanda alcolica nell’anno. Proporzioni maggiori nella popolazione maschile (37,2%). Il 51,9% ha bevuto una bevanda alcolica fuori pasto almeno una volta”. 

Nel 2018, i comportamenti a rischio riguardano quasi un quinto della popolazione emiliano-romagnola (19,0%): il 13,2% pratica un consumo abituale eccedentario di alcol e il 7,8% incorre in situazioni di binge drinking (ovvero il consumo di 6 o più unità alcoliche in una unica occasione.). L’Emilia-Romagna è tra le regioni italiane che registra le quote più elevate nei comportamenti a rischio, in linea con le altre aree del Nord-Est e superiori di oltre tre punti rispetto alla media nazionale.

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