5×1000, quanto sono generosi gli italiani e i piacentini? La mappa nel Belpaese

Gli italiani sono conosciuti nel mondo per molti motivi, per il cibo, per le bellezze artistiche (talvolta trascurate), per la moda. Siamo allo stesso tempo generosi in fatto di sociale? Una recente inchiesta de Il Sole 24 Ore è andata a verificare quali sono i Comuni italiani più virtuosi in questo campo. Sono 547 mila gli italiani che nella propria dichiarazione dei redditi hanno deciso di donare il 5×1000 dell’imposta Irpef ad attività legate al sociale del proprio Comune di residenza. Roma, Milano e Torino si trovano sul podio di questa speciale classifica nel 2017, rispettivamente con 372 mila euro donati, 354 mila euro e e 178 mila euro. Il valore medio nazionale donato è di 35 euro, nonostante il caso di Gressoney che con una sola firma ha incassato 955 euro.

Il Comune di Piacenza ha raccolto nel 2017 22 mila euro, per un totale di 580 donazioni, risultando tuttavia uno dei Comuni meno generosi della Provincia. Pecorara con “soli” 1285 euro raccolti da 61 firmatari è la migliore, con una percentuale di scelta del 4,27%. Su InfoData i dati completi di tutti i Comuni italiani del 5×1000. 

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36,5 milioni di euro dalla Regione per la rigenerazione di spazi

Con 36,5 milioni di euro la Regione Emilia-Romagna vara un bando per finanziare progetti di riqualificazione e rigenerazione promossi dalle amministrazioni pubbliche locali -Comuni singoli e associati e Unione di Comuni-e per migliorare la qualità urbana dei centri abitati. È il primo atto concreto della nuova legge urbanistica regionale. Il provvedimento esclude opere spot, limitate e svincolate dal contesto socio-ambientale. Premierà infatti i Comuni capaci di una progettazione urbanistica a 360 gradi, che dovranno presentare una strategia complessiva di rigenerazione urbana capace di mettere insieme soluzioni edilizie innovative, spazi verdi e per la collettività, cessazione di situazioni di degrado o sfregio ambientale. Ogni progetto potrà avere un sostegno fino a 1,5 milioni di euro, con un co-finanziamento analogo. Infatti, secondo le stime il bando porterà a interventi per un valore di 50-60 milioni. Delle risorse complessivamente disponibili, 30 milioni di euro provengono dai Fondi di sviluppo e coesione (Fsc) e saranno destinati alla realizzazione o riqualificazione di opere pubbliche o di pubblica utilità come scuole, biblioteche, edifici pubblici, parchi e spazi pubblici. Una quota non inferiore a 10 milioni di euro delle risorse Fsc è riservata ai Comuni con meno di 50mila abitanti. Altri 6,5 milioni di euro sono invece risorse ex Cassa depositi e prestiti (Cdp) e saranno finalizzati a politiche di social housing per il recupero o la costruzione di alloggi di proprietà pubblica, e delle relative dotazioni territoriali. Possono partecipare al bando Comuni singoli, associati o Unioni di comuni che presentano non un progetto svincolato dal contesto socio-ambientale, bensì una strategia complessiva di rigenerazione urbana, con l’indicazione dei singoli interventi candidati al finanziamento. Le domande possono essere presentate entro il 17 settembre 2018. La Regione organizzerà il 23 aprile un incontro pubblico per la presentazione del bando e, tra maggio e giugno, si terranno alcuni seminari di taglio pratico-operativo per aiutare i Comuni nella predisposizione della documentazione richiesta dal bando, mentre per chiarire eventuali dubbi sulle procedure da seguire sarà aggiornato il sito della regione stessa. 

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Niente più bollo per le auto elettriche in Emilia Romagna (dal prossimo bilancio)

Si avvieranno al più presto tutte le azioni necessarie per arrivare entro il prossimo bilancio all’eliminazione del bollo auto per sempre per chi acquista un’auto elettrica.

La Commissione Bilancio ha approvato oggi la proposta di Giulia Gibertoni (5 Stelle) sullo sviluppo della mobilità sostenibile contenuta in una risoluzione che era stata già presentata in aula nelle scorse settimane.

“Fino ad oggi l’esenzione dal pagamento del bollo era previsto al massimo per 5 anni dall’acquisto dell’auto elettrica. Grazie alla nostra risoluzione, invece, la Regione chiederà allo Stato di estendere questo bonus per tutta la durata della vita dell’auto – spiega Giulia Gibertoni – Si tratta di un risultato molto importante perché rappresenterà un incentivo sempre maggiore per permettere lo sviluppo e la diffusione di una mobilità realmente sostenibile ed ecologica. L’eliminazione del bollo, d’altronde, è il primo passo verso questo traguardo visto che a questo punto ci aspettiamo anche l’individuazione di fondi ad hoc per incentivare l’acquisto vero e proprio dei nuovi mezzi ad energia pulita. Lo dobbiamo al miglioramento della qualità dell’aria in Emilia-Romagna, la prima e prioritaria emergenza di questo territorio”.

Come specificato nella risoluzione approvata questo pomeriggio in Commissione, il Piano Energetico Regionale ha fissato che entro il 2020 il 20% delle auto immatricolate dovranno essere elettriche il 40% nel 2030. “Tutti obiettivi che se dalla carta si vogliono trasferire nelle realtà hanno bisogno di un provvedimento concreto che oggi grazie alla nostra risoluzione crediamo di aver individuato – conclude Giulia Gibertoni – Per questo ci aspettiamo che già dal prossimo bilancio la Regione individui le risorse necessarie per applicare fin da subito questo provvedimento così come avviene in altre realtà come per esempio in Piemonte e in Lombardia e mettersi finalmente al passo di altri Paesi europei, come la Germania, dove le politiche di incentivi stanno danno risultati incoraggianti e grazie alle quali si prevede tra poco più di 10 anni che su strada circolino in grande maggioranza solo auto elettriche”.




Imprenditori di domani, riparte la StarCup Emilia Romagna

Riparte la Start Cup Emilia-Romagna, la competizione che premia i progetti d’impresa innovativi promossa e coordinata da Aster e dalla Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con le Università, Confindustria Emilia e con numerosi partner sul territorio regionale, affiliata al Premio Nazionale per l’Innovazione e con il supporto finanziario di Cofiter, EmiliBanca e Iren.

La competition sarà presentata a Piacenza lunedì 16 aprile, alle 17.30, presso l’Urban Hub di via Alberoni 2, da Elena Bragalini, referente dello sportello Startup del Comune di Piacenza, Luca Piccinno, referente territoriale Area S3 di Aster e Pierpaolo Ughini, coordinatore dell’incubatore Inlab; sarà presente anche Andrea Renai, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili della Provincia di Piacenza.

La Start Cup è aperta ad aspiranti imprenditori, anche associati, che intendono sviluppare in Emilia-Romagna progetti d’impresa innovativi. Il montepremi complessivo della nuova edizione è di 37mila euro, di cui 16mila mila messi a disposizione dagli sponsor per i tre vincitori della finale regionale, mentre la parte restante sarà assegnata come premi locali. È possibile candidarsi all’edizione 2018 entro il 24 maggio. Il bando é pubblicato sul sito http://www.startcupemiliaromagna.it/p/iscrizioni-e-regolamento.html.

E’ altresì previsto uno scouting tour delle idee, partito lunedì 9 aprile da Bologna, che farà tappa nelle principali città della regione con il Barcamper: un’opportunità per gli aspiranti candidati per approfondire la validità delle proprie idee e confrontarsi con consulenti esperti di creazione d’impresa sui propri progetti. La tappa piacentina è prevista per giovedì 19 aprile presso il Tecnopolo in Strada della Torre della Razza, località Le Mose.

I 40 migliori progetti selezionati parteciperanno a due giorni di formazione con esperti di D-Pixel (Tech Meeting), dopo i quali solo in 20 avranno accesso alla Fase 2 (Tech Week), una settimana intensiva di lavoro sulla business idea. Durante la Tech Week, il comitato di valutazione individuerà i 10 migliori progetti d’impresa che parteciperanno alla terza e ultima fase. La finale si terrà il 9 ottobre a Bologna, con i pitch dei 10 progetti finalisti che saranno votati da una platea di esperti imprenditori e investitori che decreteranno i tre vincitori. Questi i premi previsti: il premio Cofiter di 7mila a euro per il 1° classificato, il premio Iren di 5mila euro per il 2° e il premio Emilbanca di 4mila euro per l’idea d’impresa terza classificata. Inoltre, premio speciale di 5mila euro offerto da Manager Italia Emilia-Romagna per il miglior progetto nel settore dei servizi e/o del terziario, e premio speciale offerto da Federmanager Bologna-Ravenna per i tre vincitori regionali. A questi si aggiungono due premi speciali, il primo offerto da Future Food per il miglior progetto nel settore agrifood e il secondo offerto da Smile-DIH per progetti legati al tema della trasformazione digitale delle industrie manifatturiere in ottica Industria 4.0.




In Emilia Romagna i boschi aumentati del 37% dal 1950 ad oggi

Dal 1950 ad oggi, la superficie coperta da boschi e foreste in Emilia Romagna è aumentata del 37%, passando da 446 mila ettari rilevati dal corpo forestale agli inizi degli anni Cinquanta del secolo scorso ai 611 mila ettari rilevati dall’ultimo inventario nazionale delle foreste. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna all’indomani dell’approvazione del Testo Unico Forestale da parte del Consiglio dei Ministri e alla vigilia della festa di primavera in occasione del 21 marzo, che in Emilia Romagna Coldiretti e Campagna Amica festeggeranno collaborando con le scuole per piantare nuovi alberi negli spazi scolastici.

Oggi gli alberi – ricorda Coldiretti regionale – occupano il 28% della superficie regionale, ma il loro potenziale non è adeguatamente valorizzato. La nuova legislazione – commenta Coldiretti Emilia Romagna – riconosce che solo i boschi gestiti sostenibilmente assolvono al meglio funzioni importanti per la società come la prevenzione degli incendi, delle frane e delle alluvioni o l’assorbimento di CO2.

Proprio per far conoscere ai più piccoli l’importanza degli alberi nei cicli naturali ed educarli a una più profonda conoscenza delle colture locali, nel primo giorno di primavera, Fondazione Campagna Amica di Coldiretti promuove la “festa degli alberi nelle scuole” che coinvolgerà i più piccoli nella piantumazione di arbusti e piante diversi a seconda delle caratteristiche dei territori.

In Emilia Romagna, nelle scuole che partecipano all’iniziativa, nella mattinata di mercoledì 21 marzo esperti di Campagna Amica e Coldidattica, associazione di aziende agricole e fattorie didattiche dell’Emilia Romagna dedite ad attività di educazione alimentare ed ambientale, affiancheranno gli insegnanti per dare ai ragazzi l’occasione di imparare a conoscere colture e piante che da secoli sono intimamente legati alle tradizioni del paesaggio e della cucina mediterranea. Il 21 marzo a Piacenza presso Scuola dell’infanzia Carella alle ore 10.30 un’azienda di Campagna Amica donerà alla scuola un albero che il tutor dell’orto metterà a dimora nel giardino scolastico, spiegando agli alunni  il rispetto della natura e delle piante.




Stranieri e voto, un rapporto che premia il centrodestra (dove ce ne sono meno)

Dategli il nome che più vi aggrada ma le recenti elezioni politiche hanno dimostrato che molto spesso le forze politiche con posizioni molto ferme riguardo l’immigrazione ottengono risultati migliori dove di immigrati ce ne sono meno. Un fenomeno curioso che sottolinea ancora una volta che si hanno percezioni diverse rispetto alla realtà di determinati fatti, nonchè il potere persuasivo di determinati messaggi politici veicolati dai media.

OnData, associazione specializzata nel raccoglimento e nell’analisi di dati, in uno studio raccolto da InfoData de Il Sole 24 Ore, ha calcolato la differenza nella percentuale di immigrati residenti in ogni Comune d’Italia tra il 2012 e il 2016 (dati Istat disponibili), per vedere se nel corso del tempo la presenza di stranieri è aumentata o diminuita, incrociandola con i risultati elettorali.

Ebbene, in Lombardia e Veneto si riscontrano i risultati più interessanti. Nonostante la maggioranza delle province segnate vedano una diminuzione o una stabilità del numero di stranieri nel corso del quinquennio 2012 – 2016, i risultati alle urne dicono che la Lega conquista risultati dal 10 al 40% superiori alla media nazionale. Va detto che in Veneto si è da poco votato per l’autonomia da Roma, ma il dato resta.

Una tendenza simile si può riscontrare anche nella provincia di Piacenza, dove la Lega ha stravinto puntando sulla sicurezza e sull’immigrazione, nonostante si riscontrino diminuzioni, stabilità o aumenti dello 0 virgola. Il Partito Democratico invece stando a quantità di voti è sotto la media nazionale in quasi tutti i Comuni, stesso discorso per il Movimento 5 stelle, mentre Forza Italia non riscontra particolari differenze rispetto al risultato nazionale.

A livello regionale, il piccolo Comune di Coli (PC) che conta circa 900 abitanti, riscontra un aumento di residenti stranieri del 4,7% in 5 anni (il più alto a livello regionale) e una parallela vittoria della Lega con oltre il 32%, un dato superiore del 15% rispetto alla media nazionale. Parma si classifica al secondo posto per aumento di stranieri (3,8%) ma con una differenza rispetto al dato nazionale della Lega di solo il 4%.

I DATI QUI

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I dati degli scrutini a Piacenza e provincia – Aggiornamento

Aggiornamento dei voti al senato e alla Camera nell’uninominale.

Senato

Sezioni 85 su 108 a Piacenza

Pietro Pisani  16124 voti 43,29%

Paola Gazzolo 9100 voti 24,43%

Pierluigi Baronio 8467 voti 22,73%

Camera 

Sezioni 71 su 108 a Piacenza

Foti 43,78% (Centro Destra) 14543 voti

Calza 24,53% (Centro sinistra) 8150 voti

Ghigini 22,34% (5 stelle) 7421 voti  

Dati in continuo aggiornamento

A livello nazionale, 6767 sezioni scrutinate su 61 mila 401. Pur essendo ancora presto per dare risultati definitivi, si vede la coalizione di centro destra raggiungere il 36,28%, il M5S il 31,03%, mentre il Partito Democratico il 24,8%.

Patrizia Calza, candidata all’uninominale alla Camera ha commentato al caldo: “Ci troviamo in un Paese in crescita, in ripresa, dove si sono creati milioni di posti di lavoro. Una Regione dove non manca nulla quanto a servizi. Evidentemente chi parla alla pancia, chi lancia proclami è colui che ha la meglio. Questo mi lascia molto demoralizzata, perchè chi lavora seriamente non vede i frutti del proprio lavoro. Ci sono momenti di sconforto che lasciano comunque spazio sempre al senso di responsabilità verso la comunità. Gli elettori sono sovrani, chi avrà la maggioranza cercherà di formare un Governo”.

Liberi e Uguali si attesta invece al 3%. Alessandro Ghisoni, candidato LeU al Senato, riflette sui risultati ancora provvisori: “Se verranno confermati questi numeri, siamo sotto le nostre aspettative, si vede un’onda che proviene dalla Lega e dai 5 stelle. Sappiamo che questa legge elettorale molto difficilmente darà un Governo stabile, e soprattutto in linea con quello che è stata la votazione dei cittadini”.




Dal 1991 crollo degli omicidi in Italia

Il 4 marzo si avvicina inesorabilmente, c’è chi ha già preso da tempo una decisione sul proprio voto, c’è chi è ancora indeciso. Uno dei temi della campagna elettorale è stata la sicurezza, assente secondo la destra. Ma davvero l’Italia sta diventando un paese da guerra civile?

Secondo una ricerca di Maurizio Barbagli e Alessandra Minello condotta per il Ministero dell’Interno viene messo in luce che in Italia dal 1991 al 2016 il tasso di omicidi è diminuito drasticamente: se nel 1991 ci sono stati 1916 omicidi (tasso di 3,4 su 100 mila abitanti), nel 2016 si parla di 397, con un tasso di 0,65 ogni 100 mila abitanti. Drastico calo nel rapporto tra il 2015 e il 2016, -15%. Una tendenza superiore a quella di Regno Unito e Francia, per anni considerati Paesi più sicuri. La diminuzione ha interessato tutte le regioni d’Italia, tuttavia alcune sono più virtuose di altre, come il Molise, dove il tasso rasenta lo zero, mentre in testa a questa classifica Campania, Sicilia e Calabria primeggiano.

Una diminuzione che ha toccato anche le grandi città (fonte Barbagli -Minello, archivio Ministero dell’Interno). Viene mostrato il tasso di omicidi ogni 100 mila abitanti.

 

Forte a Palermo, Genova, Milano, Torino e Firenze. Anche a Napoli c’è stato un calo fino al 2012, con una ripresa successiva.

Questi dati vengono confermati dal Viminale, che più recentemente nel consueto bilancio di fine anno 2017 ha mostrato che rispetto al 2016 gli omicidi sono passati a 343, un calo ulteriore dell’ 11% rispetto al dato precedente. 46 di questi attribuibili alla criminalità e 128 consumati in ambito familiare.

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Molestie sul lavoro, un problema per 9 milioni di donne e 4 milioni di uomini

Se ne è parlato a lungo a causa dello scandalo Weinstein, ma le molestie su luogo di lavoro continuano ad essere un fenomeno ancora “sommerso”. L’ Istat nei giorni scorsi ha cercato di approfondire la questione con uno studio ripreso da Il Sole 24 Ore, dal quale emergono dati sorprendenti e allarmanti allo stesso tempo.

La ricerca è stata effettuata tra il 2015 e il 2016, ben prima che il tema divenisse di dominio pubblico, su un campione di 50 mila interviste su persone di età superiore ai 14 anni. 9 milioni di donne hanno subito molestie, mentre sono 4 milioni gli uomini che hanno subito tale trattamento. Va detto che comunque nel 97% dei casi al femminile e nell’ 85% dei casi al maschile il carnefice era un uomo.

In particolare viene evidenziato il rapporto tra titolo di studio delle vittime con varie tipologie di molestie: fisiche, da social network, verbali, credenziali rubate, telefonate oscene, pedinamenti e via discorrendo. Si nota che ha dichiarato di aver subito molestia fisica il 26% delle donne laureate, contro l’11% di chi possedeva la licenza media e il 17% di quella superiore. Anche i pedinamenti seguono quest’ordine, il 29% delle donne laureate dichiara di essere stata pedinata. Percentuali ancora molto inferiori per i maschi.

Le molestie sui social network, come prevedibile, raccolgono una fetta giovanissima della popolazione: il 13% delle donne dai 14 ai 24 anni.

Il problema è maggiormente diffuso nel Lazio, dove il 55% delle intervistate ha dichiarato di aver subito o una molestia o un ricatto di natura sessuale. Stesso discorso vale per la Toscana, mentre in Molise si riscontra meno il fenomeno con il 22%, che rimane comunque un dato elevato, considerata la fascia 14 – 65 anni. In Emilia Romagna il dato si ferma al 52%, al terzo posto di questa speciale classifica, di cui non è bello essere sul podio.

Qui lo studio 

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Imprese: dalla regione un’opportunità per sbarcare nella Silicon Valley

Dalla Regione due opportunità riservate alle imprese innovative dell’Emilia-Romagna per conoscere dall’interno il mercato americano, incontrare investitori, iniziare a sviluppare partnership e acquisire clienti in Silicon Valley.
La Silicon Valley è il centro nevralgico dell’ecosistema mondiale di startup e innovazione dove si raccolgono la maggioranza delle opportunità di raccolta di investimenti, ricerca partner strategici e contatti commerciali globali. Dal 2015 la Regione Emilia-Romagna ha avviato le attività di internazionalizzazione del sistema produttivo, formativo e innovativo in Silicon Valley attraverso un’attività diretta in assenza di presidi nazionali, affidando ad Aster la gestione di tutti i progetti concentrati prevalentemente sulle startup hi-tech e sugli incubatori.

Nello specifico gli obiettivi della Regione Emilia-Romagna sono:

  1. creare opportunità di business per le imprese innovative emiliano-romagnole in Silicon Valley;

2.  preparare le imprese innovative emiliano-romagnole all’internazionalizzazione;

3. contribuire a diffondere il modello del Silicon Valley Mindset in Emilia-Romagna;

4. creare opportunità di crescita imprenditoriale in Regione.

Due sono gli strumenti che in questo momento – con la Delibera regionale n. 18508 del 17 novembre 2017 – sono stati messi a disposizione delle imprese per realizzare questi obiettivi, l“International Accelerator” e il “Desk in Silicon Valley”.

Con il primo strumento, l“International Accelerator”, grazie alla collaborazione tra Aster, la Regione Emilia-Romagna e Plug and Play, 4 imprese innovative avranno la possibilità di conoscere dall’interno il mercato americano, incontrare mentor e investitori, iniziare a sviluppare partnership e acquisire clienti in Silicon Valley. Le 4 imprese innovative selezionate avranno accesso gratuito al programma (saranno a carico delle imprese i costi di volo, vitto e alloggio), che si svolgerà dal 3 aprile al 29 giugno 2018 negli spazi di Plug and Play a Sunnyvale (440 N. Wolfe Rd.), in Silicon Valley. Le candidature verranno accettate fino al 1° febbraio 2018, ore 13:00 (CET).

Con il secondo strumento invece la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione delle imprese innovative emiliano-romagnole un Desk in Silicon Valley (Sunnyvale o San Francisco) per la durata di un mese. La finalità è di offrire gratuitamente alle imprese emiliano-romagnole un punto di appoggio e di supporto in Silicon Valley da cui poter lavorare per lo sviluppo di partnership e del mercato. In particolare saranno messi a disposizione:

6 desk per la durata di 1 mese ciascuno negli spazi di RocketSpace, 180 Sansome St, San Francisco;
6 desk per la durata di 1 mese ciascuno negli spazi di Plug and Play Tech Center, 440 N Wolfe Rd, Sunnyvale.
Il bando è riservato a imprese innovative (startup o pmi) con un’unità locale in Emilia-Romagna, con almeno un minimum viable product (prototipo funzionante)
e con un interesse concreto di internazionalizzazione verso il mercato USA. Le candidature verranno accettate fino al 31 maggio 2018, ore 13:00 (CET). Il bando è a sportello: ogni candidatura verrà esaminata entro 30 giorni dalla data di ricezione della stessa.
Per entrambi i bandi è necessario scaricare la domanda di partecipazione, firmarla digitalmente e quindi caricarla tramite l’apposito spazio di upload all’interno del form di candidatura online.

Per maggiori informazioni: siliconvalley@aster.it.