Michele Giardino lascia il gruppo di Forza Italia

Il consigliere comunale Michele Giardino se ne va dal gruppo consigliare di Forza Italia se non sbattendo la porta, quantomeno chiudendola con una buona dose di rumore. L’azzurro annuncia la sua scelta attraverso un comunicato stampa in forte polemica con le scelte effettuate dai vertici piacentini del partito di Berlusconi. Giardino continuerà comunque a garantire il suo appoggio alla giunta Barbieri ma si dimette da vicepresidente della commissione Cultura e sport.

«Ho avvertito da tempo la sensazione di non essere reputato all’altezza dell’importante progetto politico che Forza Italia si è dato a Piacenza. Dopo le recenti nomine fatte dal Commissario Papamarenghi e la selezione di personalità di primissimo livello da egli compiuta, ne ho avuto la certezza.  L’obiettivo – a livello provinciale – di rilanciare il partito, di rinnovare i suoi quadri direttivi e di ricucire le varie anime in dissidio è davvero ambizioso e richiede l’impegno dei migliori. È diritto-dovere di un leader circondarsi di quelle risorse che per serietà, preparazione e credibilità possano aiutarlo a tagliare il traguardo prefissato.

Con un atto di intelligenza tout court, prima che di intelligenza politica, prendo coscienza di non essere ritenuto adeguato allo scopo. Lascio quindi il gruppo consiliare di Forza Italia e transito nel gruppo misto. Ciò consentirà ai colleghi del gruppo di Forza Italia di svolgere al meglio la loro azione amministrativa e al sottoscritto di onorare più liberamente l’impegno assunto con i propri elettori.

Mi dimetto dall’incarico di vicepresidente della Commissione consiliare n. 3 – Servizi sociali, cultura e sport. Resto politicamente all’interno della maggioranza che sostiene il sindaco Patrizia Barbieri e la sua Giunta».

«Resto tesserato di Forza Italia – conclude Michele Giardino – i cui valori liberali, cattolici e di moderazione politica mi appartengono ancora e nonostante tutto».

 




Giardino (FI): “Divieto di circolazione Diesel Euro 4 arbitrario”

Riceviamo e riportiamo la nota del Consigliere comunale Michele Giardino di Forza Italia, in merito alla scottante tematica dei Diesel Euro 4.

Le leggi arbitrarie possono essere abolite o modificate per mezzo di una legge espressa che le abroghi o le moderi, oppure per un lungo uso che le cambi o le abolisca. Per dirla con Giustiniano, le leggi devono essere sorrette dal “tacito consenso del popolo”.

La norma imposta dalla Regione Emilia-Romagna a tutti i Comuni con oltre 30.000 abitanti – e quindi alla quasi totalità dei cittadini che in essa risiedono, lavorano, studiano, vivono – che vieta la circolazione delle auto diesel Euro 4, è arbitraria. E lo è tanto più se si considera che l’Emilia-Romagna ha deliberatamente deciso di anticipare di ben due anni quanto concordato insieme a Ministero dell’Ambiente e Regioni Lombardia, Piemonte e Veneto nel Nuovo Accordo di Bacino Padano: cioè che la limitazione ai diesel Euro 4 sarebbe dovuta partire entro il 1 ottobre 2020.

Non è in discussione il buon proposito di combattere l’elevato tasso di inquinamento che sta affliggendo la Pianura padana. Ciò che va temperato è l’integralismo della decisione che ha messo da un giorno all’altro in grave difficoltà cittadini, famiglie, lavoratori e aziende.

Gli automezzi diesel Euro 4 sono stati acquistati pochi anni fa e c’è chi sta ancora pagando le rate del prestito. Sostituire un’automobile o un veicolo commerciale è un’operazione tutt’altro che semplice, a dispetto di chi ha approvato questo Piano Aria Integrato Regionale (PAIR) 2020. Non solo. Il blocco degli Euro 4 costituisce un provvedimento inutilmente penalizzante per gli emiliano-romagnoli, considerando che nelle altre regioni firmatarie dell’Accordo tale restrizione non è stata e non sarà adottata se non fra due anni.

Il Comune di Piacenza ha indubbiamente ottemperato a un obbligo di legge. È di oggi la notizia che qualche comune ribelle (Granarolo, Castenaso) ha deciso di concedere una deroga per i mezzi Euro 4 in questione. Il Comune di Piacenza dovrebbe attivare i giusti canali, anche attivando un fronte di Comuni contrari alla misura, per indurre la Regione a ripensare questa sciagurata decisione. 

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Rifiuti, Gloria Zanardi reclama azioni di contrasto e prevenzione

Gloria Zanardi non ci sta. Il consigliere comunale riaccende i riflettori su un tema fondamentale come l’ambiente, auspicando a un miglioramento delle condizioni delle strade invase, a suo dire, dai rifiuti.

Gli episodi di inciviltà ed accumulo di rifiuti in città sono all’ordine del giorno, come documentato anche sui giornali locali in questo periodo.

Queste problematiche si riscontrano in periferia, ma anche in pieno centro storico, in particolare, nel quartiere Roma dove, purtroppo, il degrado è ormai dilagante.

Tantissime le segnalazioni dei cittadini che chiedono ad Iren azioni più incisive, anche a carattere sanzionatorio, e all’Amministrazione Comunale interventi, nell’ambito delle proprie competenze, che possano essere utili per arginare la situazione e possano incidere sul mancato senso civico delle persone.

Oltre a sollecitare un maggiore controllo nelle aree più esposte a questo problema, è necessario che l’amministrazione adotti una serie di interventi con lo scopo di frenare questo malcostume che sta investendo il nostro territorio – e che incide negativamente sull’igiene pubblica e sul decoro – sensibilizzando la comunità locale attraverso campagne informative sulle leggi vigenti in materia e sulle implicazioni sanzionatorie, così come sulle modalità di ritiro dei rifiuti, ed organizzando interventi in collaborazione con le associazioni locali. In determinati punti sensibili, occorrerebbe anche l’installazione di telecamere e una vigilanza più accurata.

Occorre affrontate il problema da un lato educando i cittadini al senso civico ed al rispetto dell’ambiente, dall’altro adottando misure preventive e sanzionatorie.

La tutela dell’ambiente e dell’igiene pubblica sono priorità fondamentali, da perseguire attraverso azioni incisive di prevenzione, sensibilizzazione e contrasto. 

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Intervista all’on. Francesca Gambarini, eletta nel collegio di Piacenza, Parma e Reggio

La pattuglia di parlamentari in rappresentanza del territorio piacentino si allarga. A due settimane dalle elezioni è infatti arrivata la conferma del seggio per Francesca Gambarini, fidentina, 40 anni, di Forza Italia, manager del “Centro Termale Baistrocchi” di Salsomaggiore Terme. Entrerà a Montecitorio come rappresentante parlamentare del collegio Piacenza, Parma, Reggio. Dopo il riconteggio dei voti Micaela Biancofiore è infatti risultata eletta in Trentino Altoadige, lasciando dunque il posto in Emilia alla Gambarini. La notizia aveva incominciato a circolare già venerdì sera e fra i primi a complimentarsi con lei c’era stata la consigliera comunale piacentina Gloria Zanardi. L’ufficialità è arrivata solo ieri dall’Ufficio elettorale Centrale Nazionale della Corte di Cassazione dopo difficili conteggi, resi ancor più complicati da questa legge elettorale. Abbiamo intervistato l’on. Gambarini (cliccare qui sotto per ascoltarla).




Gambarini eletta alla Camera, la soddisfazione di Gloria Zanardi

Riceviamo e riportiamo la nota di Gloria Zanardi in merito all’elezione alla Camera di Francesca Gambarini. La candidata di Forza Italia nel collegio plurinominale che comprendeva anche Piacenza, conquista il seggio in virtù del riconteggio che vuole Michaela Biancofiore eletta tramite il listino in Trentino Alto Adige e non quello a Piacenza, lasciando il posto alla forzista fidentina.

Sono davvero contenta dell’elezione, ormai ufficiale, di Francesca Gambarini alla Camera dei deputati. Il riconoscimento della capacità, dell’impegno costante per il territorio e della lealtà in politica.

Manifesto tutta la mia soddisfazione per avere contribuito attivamente a questo risultato; un successo per il nostro territorio, perché sono certa che Francesca Gambarini si spenderà attivamente in tale senso, e anche un successo personale, perché dopo tanti anni di grandi battaglie insieme, si è distinto il merito, perché come dice il Presidente “l’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”.

La notizia è arrivata dopo quasi due settimane dal voto; nel frattempo un susseguirsi di scambi per commentare i risultati del partito Forza Italia: tra chi leggeva i dati elettorali come una sconfitta imputando l’insuccesso a tutti tranne che a se stesso, chi battibeccava su facebook e nei corridoi di palazzo mercanti, chi rilasciava interviste al quotidiano locale nonostante non si fosse visto nemmeno per sbaglio in campagna elettorale.

Nel frattempo c’era chi, come me, non ha mai perso le speranze sul fatto che anche l’Emilia potesse avere un eletto locale a stretto contatto con il territorio, una persona meritevole su cui si possa contare, che si aggiunge agli altri validissimi eletti della nostra regione, a cui oggi vanno i miei più grandi complimenti ed un augurio di buon lavoro. 

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Stranieri e voto, un rapporto che premia il centrodestra (dove ce ne sono meno)

Dategli il nome che più vi aggrada ma le recenti elezioni politiche hanno dimostrato che molto spesso le forze politiche con posizioni molto ferme riguardo l’immigrazione ottengono risultati migliori dove di immigrati ce ne sono meno. Un fenomeno curioso che sottolinea ancora una volta che si hanno percezioni diverse rispetto alla realtà di determinati fatti, nonchè il potere persuasivo di determinati messaggi politici veicolati dai media.

OnData, associazione specializzata nel raccoglimento e nell’analisi di dati, in uno studio raccolto da InfoData de Il Sole 24 Ore, ha calcolato la differenza nella percentuale di immigrati residenti in ogni Comune d’Italia tra il 2012 e il 2016 (dati Istat disponibili), per vedere se nel corso del tempo la presenza di stranieri è aumentata o diminuita, incrociandola con i risultati elettorali.

Ebbene, in Lombardia e Veneto si riscontrano i risultati più interessanti. Nonostante la maggioranza delle province segnate vedano una diminuzione o una stabilità del numero di stranieri nel corso del quinquennio 2012 – 2016, i risultati alle urne dicono che la Lega conquista risultati dal 10 al 40% superiori alla media nazionale. Va detto che in Veneto si è da poco votato per l’autonomia da Roma, ma il dato resta.

Una tendenza simile si può riscontrare anche nella provincia di Piacenza, dove la Lega ha stravinto puntando sulla sicurezza e sull’immigrazione, nonostante si riscontrino diminuzioni, stabilità o aumenti dello 0 virgola. Il Partito Democratico invece stando a quantità di voti è sotto la media nazionale in quasi tutti i Comuni, stesso discorso per il Movimento 5 stelle, mentre Forza Italia non riscontra particolari differenze rispetto al risultato nazionale.

A livello regionale, il piccolo Comune di Coli (PC) che conta circa 900 abitanti, riscontra un aumento di residenti stranieri del 4,7% in 5 anni (il più alto a livello regionale) e una parallela vittoria della Lega con oltre il 32%, un dato superiore del 15% rispetto alla media nazionale. Parma si classifica al secondo posto per aumento di stranieri (3,8%) ma con una differenza rispetto al dato nazionale della Lega di solo il 4%.

I DATI QUI

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Analisi post elettorale di Giardino e Putzu: “a Forza Italia serve un drastico cambio di rotta”

Due esponenti di Forza Italia, l’assessore Filiberto Putzu e il consigliere comunale Michele Giardino analizzano il poco brillante risultato elettorale del loro partito a Piacenza e “danno la sveglia” ai loro compagni di partito. Ecco la loro decisa presa di posizione.

Le elezioni Politiche di domenica 4 marzo hanno sicuramente decretato la vittoria della coalizione di centrodestra. Ciò non solo a livello nazionale, ma anche e soprattutto nella provincia di Piacenza.

Si può dire che nel successo del centrodestra piacentino sia inscritto anche il successo di Forza Italia? I numeri attestano che il partito supera il 13% dei consensi sia nel capoluogo che a livello provinciale. Per la città di Piacenza si risolve l’anomalia elettorale delle Comunali 2017, costituita dalla fuoriuscita di Trespidi dal partito: Forza Italia torna alla sua quota naturale, esattamente la stessa raggiunta alle ultime elezioni Regionali del novembre 2014. In provincia si conferma il 13%.

Il piano del 13%, però, rappresenta il punto più basso di un trend in discesa che parte dal 24% su base provinciale raggiunto alle Politiche 2013 e passa dalle Europee del maggio 2014, quando nell’intera provincia Forza Italia prese meno del 18%. Si può dire che la percentuale del 13% certifica il grado di fidelizzazione al simbolo. È lo zoccolo duro dell’elettorato di Forza Italia nella nostra provincia. I devoti di Berlusconi. Nessun valore aggiunto.

Analizzando i singoli Comuni, appare evidente che in taluni la media provinciale è superata (Castel San Giovanni, Castelvetro, Carpaneto, Monticelli, Sarmato, Vigolzone, Ziano), anche nettamente in certi casi (Lugagnano, Alta Val Tidone, Pianello, Besenzone). In altri, non si registra alcuno scostamento di rilievo (Ferriere, Caorso). I restanti sono sotto la media (Fiorenzuola, Gossolengo, Gragnano, Podenzano, Pontenure, Rottofreno, Villanova).

In evidente controtendenza, invece, i grafici degli alleati di Forza Italia: Lega e Fratelli d’Italia.

La Lega parte dal 4% delle Politiche del 2013, passa al 10% delle Europee del maggio 2014, arriva al 28% delle Regionali del novembre dello stesso anno, e si attesta al 27,5% delle Politiche di domenica scorsa.

FdI parte dal 3,6% delle Politiche del 2013 e si stabilizza al 5,7% delle Politiche del 4 marzo, crescendo negli appuntamenti elettorali intermedi: 4,1% alle Europee del maggio 2014 e 5,4% alle Regionali del novembre 2014 (citando en passant il 7,22% alle Comunali di Piacenza del 2017).

Il M5S, che invece è il primo partito nazionale e il secondo partito provinciale, parte dal 21% su base provinciale alle Politiche del 2013 e supera abbondantemente il 23% alle Politiche di quest’anno, dopo una flessione nelle consultazioni intermedie.

Sintetizzando, la differenza tra Forza Italia e le altre forze politiche è tra chi dorme sugli allori e chi continua a macinare attività sul territorio. Le cause dell’immobilismo del partito azzurro – in provincia di Piacenza – sono molteplici. Avanti a tutte, la inesistenza di una struttura di governo politico provinciale e la mancanza di una relativa, articolata organizzazione territoriale (il partito non può coincidere con il Club Forza Silvio del capoluogo). Sono stati commessi alcuni errori strategici, soprattutto nell’ultimo anno, il più grave dei quali va individuato nella conclamata e ostinata contrapposizione con il coordinamento regionale, che ha causato, purtroppo, il danno maggiore: la assenza di candidati piacentini di Forza Italia al Parlamento. Non ultima, vi è la necessità di un energico rinnovamento dei rappresentanti del partito, con contestuale arruolamento di giovani attivisti e nuovi esponenti. Appare quindi indilazionabile un drastico cambio di rotta.

Michele Giardino – Filiberto Putzu




Zanardi: “Gli episodi di cronaca non hanno distratto gli elettori”

Domenica 4 marzo abbiamo una grande opportunità. Quella di scegliere.

Dopo il susseguirsi dei governi tecnici e un variegato Parlamento ormai non più rappresentativo, tutti i cittadini italiani hanno la possibilità di recarsi alle urne per rinnovare le due camere ed esprimere un’indicazione convinta su quali persone e quale programma merita la loro fiducia.

Ognuno di noi deve sentirsi responsabilizzato ed andare a votare, per non perdere questa importante occasione, per non delegare agli altri le scelte per il proprio paese.

Questa campagna elettorale è stata segnata da episodi di cronaca che, troppo spesso, hanno provocato disorientamento nell’opinione pubblica, ma non hanno distratto gli elettori, ben consapevoli che gli argomenti importanti per la ripresa dell’Italia non siano le ostentate battaglie antifasciste o la legittima apertura della sede di un movimento in città.

I temi fondamentali sono altri e le proposte concrete che possono fare la differenza sono solo del centrodestra: la riforma fiscale, una gestione seria del fenomeno dell’immigrazione, maggiore sicurezza per i cittadini, crescita economica, burocrazia snella, una scuola che sia davvero all’altezza.

In particolare Forza Italia che, avendo dimostrato di avere già realizzato tanto in passato, con la concretezza del suo nuovo programma e la candidatura di persone competenti e credibili, è la forza politica garante e traino di un nuovo governo.

In queste ultime ore di campagna elettorale è imprescindibile fare squadra per raggiungere l’obbiettivo comune; le polemiche ed i personalismi, si sa, non hanno mai fatto bene a nessuno. 

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Elezioni, Gambarini (FI): “Garantire cura costante e manutenzione per la Statale 45”

“Cura costante per la manutenzione e la messa in sicurezza della Statale 45, provvedendo a stanziamenti regolari di risorse ad hoc e sollecitando tutti gli enti preposti alla gestione a dedicare la dovuta attenzione al tratto in questione”. E’ l’impegno di Francesca Gambarini per la Statale 45, che collega l’Appennino piacentino con la Liguria.

“In questi anni si é assistito alle varie passerelle del presidente della regione, del ministro o dei candidati di turno per prendersi il merito dell’attuazione di interventi che ritengo siano, in verità, dovuti.

Molte sono state le segnalazioni e richieste avanzate dagli amministratori locali, come Gloria Zanardi, la quale ha rivolto anche a me la richiesta di maggiore attenzione per il futuro.

Anche nei giorni scorsi é stato annunciato l’avvio di cantieri nel 2018, che si attendevano da tempo, chiaramente in coincidenza con la campagna elettorale – prosegue Gambarini – . Purtroppo, però, la situazione é un’altra. Nei giorni scorsi é bastato un clima più rigido per bloccare completamente la statale 45.

Basta interventi una tantum e spot o in emergenza; occorre una manutenzione costante, perché la sicurezza delle persone non è un’esigenza saltuaria, perché una conservazione continua comporterebbe un risparmio di spesa.

La statale 45 costituisce un percorso strategico di collegamento tra Piacenza e Genova; è percorsa quotidianamente dagli abitanti dei comuni della Val Trebbia per esigenze lavorative e, soprattutto nei mesi estivi, è una strada di interesse turistico per i meravigliosi paesaggi e per il magnifico fiume.

Garantire la sicurezza di questa strada significa, oltre che salvaguardare l’incolumità delle persone, valorizzare la valle, non scoraggiare il turismo, aiutare gli esercizi commerciali, evitare lo spopolamento delle montagne – tutte necessità imprescindibili”. 

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Giardino (FI): “chi difende la democrazia non può violarne le regole”

Riceviamo e publichiamo un interveno del consigliere comunale di Forza Italia Michele Giardino sugli scontri di sabato pomeriggio fra manifestanti e forze dell’ordine.

La nostra Costituzione riconosce come inviolabili molte libertà, a cominciare da quella personale: la libertà della corrispondenza e di ogni forma di comunicazione, la libertà di circolazione, la libertà di associazione, la libertà religiosa, la libertà di manifestazione del pensiero con qualsiasi mezzo, la libertà di costituire partiti per concorrere a determinare la politica nazionale. Non ultima, la libertà di riunirsi pacificamente, senz’armi e senza preavviso, salvo che le adunanze avvengano in luogo pubblico: in questo caso deve essere data notizia alle autorità, che possono vietarle o limitarle per motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Cosa succede a Piacenza? Che CasaPound apre una propria sede in città e che ciò scatena la reazione delle sinistre, le quali, timorose di un ritorno del fascismo in Italia, decidono di scendere in piazza a contestare. Fin qui, però, tutto sarebbe avvenuto nell’alveo delle libertà costituzionali: CasaPound ha esercitato il diritto di organizzarsi in partito e di esprimere il proprio pensiero (ad oggi, fa testo una sentenza del Tribunale di Roma del 30 maggio 2016 che, chiudendo la controversia tra il movimento e la figlia di Ezra Pound per l’uso del cognome, statuisce che “l’associazione in quanto tale, opera in modo del tutto legittimo … né ha in alcun modo legittimato l’uso della violenza sotto il nome del poeta Pound”); le sinistre organizzano due distinte manifestazioni, una al mattino di sabato 10 febbraio e una al pomeriggio, per esercitare il legittimo diritto di protestare in strada contro il rigurgito neofascista. Quando l’ordine costituzionale viene violato? Nel momento in cui il corteo pomeridiano della sinistra antagonista (collettivo ControTendenza e Cobas), anziché sciogliersi in Sant’Antonino – piazza individuata dalle autorità di pubblica sicurezza come capolinea della manifestazione – decide di rompere il cordone dei Carabinieri a presidio del centro storico e di “conquistare” piazza Cavalli, percorrendo una serie di vie centrali sulle quali aveva il divieto di procedere. Attaccando i (pochi) Carabinieri – e assalendo brutalmente e vilmente uno di essi – i dimostranti hanno violato non solo l’ordinanza delle autorità, ma hanno aggredito l’intero impianto di garanzie costituzionali posto a tutela della civile e pacifica convivenza. Ecco il punto: chi manifesta contro presunti aggressori della democrazia, deve – in primis – rispettare le norme democratiche che pretende di difendere. Non c’è istanza politica che possa metterlo al di sopra della legge. Per questo motivo, gli autori dei tumulti di sabato pomeriggio vanno individuati e puniti. Non importa per quale causa abbiano agito in quel modo. Dovevano, come tutti, rispettare le regole. Per ora, loro non lo hanno fatto.  Michele Giardino – Consigliere comunale Forza Italia – Piacenza