“Notti brave” all’Infrangibile. La replica della Cooperativa di via Alessandria

Ha destato scalpore il video pubblicato qualche giorno fa sulla propria pagina Facebook dalla cosigliera di Fratelli d’Italia Sara Soresi nel quale si vedevano le “notti brave” di una quarantina di giovani circa tra via Alessandria e via Tortona, alle 4 del mattino. La durata è di circa 3 minuti e mezzo, si sento urla e schiamazzi, qualcuno portato via con la macchina e un accenno di rissa.

La stessa consigliera (da tempo anche all’interno del Comitato Infrangibile sicuro) nei commenti ha precisato: “È ormai da anni che i residenti sono disturbati da chi si sposta tra Cooperativa, Caprice e giardini pubblici.
La gente è stufa”. Aggiungendo, sempre nei commenti, che “la Coop quasi sempre non chiude alle 00,30 (a detta degli stessi gestori)”.

Ora arriva la risposta del presidente della Cooperativa, Marcello Raimondi, il quale precisa che il locale il venerdì e il sabato chiude a mezzanotte e mezza. “La strada indicata nel video è una parallela. La Cooperativa è chiusa da 4 ore in quel momento. Alla chiusura cerchiamo sempre di pulire la strada dalla sporcizia, dalle bottiglie etc. Da anni ormai danno la colpa a noi, con insulti a volte anche gratuiti, senza indicare in modo diretto la Cooperativa”.

“La nostra base è comunque politica, inutile negarlo – continua Raimondi – ma siamo un’attività commerciale, non possiamo impedire alle persone di stare in strada dopo l’orario di chiusura. Credo che i modi di certa politica sui social è ridicola. Abbiamo anche troncato i rapporti, pur avendoli invitati spesso a discutere della questione non si sono mai presentati”.

A stretto giro arriva anche la solidarietà di Rifondazione Comunista, che precisa:

“Esprimiamo solidarietà alla Cooperativa Infrangibile, al suo CDA, al presidente Marcello Raimondi e a tutti i frequentatori che in questi ultimi giorni (meglio sarebbe dire, ultimi anni!) sono stati fatti oggetto di attacchi inconcepibili […] soprattutto gli esponenti di Fratelli d’Italia sono in prima linea a contrastare la Cooperativa, prima denunciando una improbabile insicurezza del quartiere Infrangibile. […] I ragazzi della Coop sono attivi nel sociale e nell’integrazione giovanile molto più di nostri illustri rappresentanti istituzionali che operano solo per limitare gli spazi ai giovani. 

Conosciamo molto bene chi frequenta la Cooperativa e sappiamo ancora meglio come viene gestita, siamo pronti a mettere la mano sul fuoco per garantire la totale estraneità ai fatti degli avventori e invitiamo Fratelli d’Italia e altri a guardare di più la trave che sta conficcata nel proprio occhio, piuttosto che la pagliuzza nell’occhio altrui. Non sarà gridare “al vandalo” che ci farà dimenticare di quale partito ha portato alla presidenza del Consiglio Comunale né di quale Consigliere Comunale ha proposto di controllare tutti i libri delle Biblioteche Comunali per stanare quelli che promuovevano la teoria gender“. 

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Carceri, Callori (FdI): “Più attenzione per Polizia Penitenzaria, ma nuovo governo non da garanzie”

“La questione da mettere al centro è la tutela degli agenti della Polizia penitenziaria. La loro attività è dura, difficile, a contatto, 24 ore su 24, tutto l’anno, con situazioni anche a rischio per la loro incolumità, con organici sottodimensionati e nessuna dotazione di efficaci mezzi di deterrenza”.

Il consigliere regionale Fabio Callori di Fratelli d’Italia torna sul tema già trattato durante i gravi episodi di violenza compiuti da alcuni detenuti nella Casa circondariale di Piacenza.

“Sappiamo che la Lega al governo aveva previsto nuove assunzioni e più attenzione nei confronti del Corpo, ma dell’esecutivo in nuce non c’è da fidarsi. Il Movimento 5 stelle si manterrà fermo sulle promesse fatte in questo primo anno di governo o, piuttosto, si assoggetterà ai diktat del Pd, che certamente non si è mai distinto per attenzione e tutela nei confronti delle Forze dell’Ordine e, quindi, della Polizia penitenziaria?

Il timore è che stia perdendo terreno tutto ciò che si prospettava innovativo e che finalmente avrebbe potuto garantire la giusta attenzione alla sicurezza del paese e, in particolare, a chi questa sicurezza la tutela, a rischio della propria incolumità. E che tornino prepotentemente alla ribalta il lassismo dei governi dem, mascherato da buonismo, e il totale disinteresse della sinistra nei confronti del contrasto alla criminalità e al degrado che, temo, riprenderanno a imperversare nel paese insieme a flussi incontrollati di migranti irregolari. Contrasto alla criminalità e al degrado che necessita di più uomini, di più risorse e di un’attenzione costante e senza sconti.

La sicurezza non è un optional, neppure in carcere, ma la sinistra non l’ha ancora capito. Come non ha compreso che il tifo da stadio, spesso strumentalizzato politicamente, a favore di chi viola le leggi non fa che accrescere confusione e disillusione nei confronti dello Stato. E così anche l’attenzione e la comprensione dirette quasi esclusivamente a chi la legge l’ha violata e non a chi la tutela non fanno che offuscare quell’alleanza che dovrebbe essere naturale tra cittadini e istituzioni.

Porremo dunque la massima attenzione sulle azioni che verranno attuate nei prossimi mesi, se mai il futuro governo dovesse sopravvivere, nei confronti del corpo della Polizia penitenziaria e della sicurezza in generale. Come guarderemo con interesse all’improrogabile progetto di riorganizzazione del Corpo di Polizia penitenziaria e all’azione sia del Garante dei Detenuti nazionale, che del Garante dell’Emilia Romagna, figure che certamente dovrebbero mantenersi estranee alla ribalta della politica militante”.

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Gloria Zanardi (Fdi) sulla scia di Bibbiano chiede maggiori controlli nel sistema affidi a minori

Gloria Zanardi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, ha depositato una mozione urgente sul tema degli affidi dei minori: “I fatti di Bibbiano hanno fatto emergere le falle che possono crearsi, chiaramente in situazioni patologiche, nel sistema degli affidi di minori; per questo, ritengo doveroso formulare proposte al Sindaco e alla Giunta, indicando azioni specifiche e concrete, finalizzate a migliorare il sistema degli affidi di minore nel territorio del Comune di Piacenza, ma anche a livello nazionale, stante la delicatezza del tema e gli interessi prioritari coinvolti”.

Prima di tutto, il consigliere comunale chiede all’Amministrazione di attivarsi presso gli Uffici competenti al fine di conoscere con cadenza annuale, ed attraverso un puntuale monitoraggio, il numero dei minori fuori famiglia, seguiti dai servizi sociali; inoltre, propone l’istituzione di una procedura formale ed omogenea, basata sulla collaborazione tra servizio pubblico e le organizzazioni del privato sociale delegate per la gestione dell’affido, per un rispetto degli standard di qualità.

“E’, altresì, necessario valutare, studiare e prevedere adeguati strumenti, anche di natura regolamentare e ordinamentale, che possano prevenire eventuali situazioni inopportune e che possano permettere di verificare più efficacemente le precise motivazioni sottese alla eventuale proroga dell’affido, stante la natura temporanea che nella generalità dei casi questo dovrebbe avere” .

“Sarebbe anche importante implementare il numero di persone impiegate negli Uffici dei Servizi Sociali preposti all’affido dei minori, in considerazione dell’importanza e delicatezza del lavoro svolto nei confronti di soggetti fragili”.
Infine, il consigliere comunale chiede al Sindaco e alla Giunta di segnalare al Governo l’opportunità di promuovere la revisione della norma che istituisce il difensore del minore, attualmente previsto solo nei procedimenti di adattabilità, indicando tutti i necessari passaggi.

In ultimo, il consigliere Gloria Zanardi invita a promuovere interventi di sostegno e di aiuto a favore delle famiglie in difficoltà economica, allo scopo di sostenere i genitori naturali in modo che il minore possa rimanere con loro, senza ricorso all’affido: “Le condizioni di indigenza dei genitori non possono essere di ostacolo all’esercizio del diritto dello stesso alla propria famiglia, così per legge, ma anche per buon senso”.

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Consiglio post Caruso, maggioranza compatta. Migli: “Nessuno ci metta sul banco degli imputati”

Come era prevedibile, la maggioranza si difende dagli attacchi delle opposizioni durante il Consiglio comunale post Caruso. In particolare il consigliere Migli, capogruppo Fratelli d’Italia. “Una settimana svolgevamo con serenità il mandato datoci dai cittadini, dopo l’arresto, una vicenda drammatica per le persone che lo hanno frequentato. E’ ben più di una pugnalata alla spalle per chi ha condiviso con lui un percorso politico ventennale. Nessuno deve permettersi di porci sul banco degli imputati. Nella nostra città sono stati arrestati sindacalisti e componenti delle forze dell’ordine, senza che mai fosse stato attribuita colpa all’ente appartenente, nessuno ha mai fatto confusione dei ruoli. Peccato sia partita una meschina campagna di strumentalizzazione politica. Non abbiamo avuto sentore degli ambienti frequentati dall’indagato. Noi siamo con lo Stato, contro l’antistato. Siamo tutti vittime di questa esperienza, ma la prima siamo noi, quelli che più di 20 anni fa gli tesero la mano. In Italia dove tutti sono giustizialisti con gli avversari, noi siamo stati l’opposto. La nostra leader lo aveva già espulso. La gravità dei fatti sarà il futuro a definirla, noi lo stile ce l’abbiamo, abbiamo rinunciato alla carica di presidente del Consiglio comunale”.

Sulla stessa linea Cappucciati, la quale ha rinnovato fiducia “agli amici di Fratelli d’Italia. Affermo oggi con vigore che metteremo ancora più forza nel combattere queste metastasi, per risolvere onestamente i problemi dei cittadini. A nome del mio partito, ribadisco la nostra totale estraneità ai fatti accaduti. Abbiamo messo al primo posto la lotta alla criminalità, un nostro personale baluardo. Ci stringiamo attorno al nostro sindaco, una donna capace di tenere duro in un momento così difficile”.

IN AGGIORNAMENTO, IN ATTESA DELLA PROCLAMAZIONE DEL NUOVO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

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Quando Caruso diceva “ho amicizie da tutte le parti”. Fratelli d’Italia lo espelle

L’operazione Grimilde è scattata stamane a 4 anni da Aemilia e meno di uno dalla sentenza storica del primo maxi processo alle cosche della ‘ndrangheta in Regione conclusosi con 119 condanne.

E’ nuovamente il comune reggiano di Brescello (sciolto tre anni fa per infiltrazioni mafiose) il cuore di questo blitz scattato intorno alle 4. In azione una quarantina di poliziotti, alcuni dei quali si sono presentati nel paese della bassa, in via Pirandello, dove abitano e dove sono stati arrestati Francesco Grande Aracri, 65enne fratello del boss Nicolino condannato all’ergastolo, ed il figlio Salvatore. In manette anche l’altro figlio di Francesco, Paolo, che vive in un’altra zona.

Come è noto un provvedimento restrittivo ha riguardato Giuseppe Caruso (nato a Cosenza il 08 settembre 1960), presidente del Consiglio comunale di Piacenza ed esponente di Fratelli d’Italia che secondo gli inquirenti avrebbe fatto parte del gruppo mafioso “brescellese” Grande Aracri. Arrestato, sempre a Piacenza, anche suo fratello Albino.

Secondo il Gip, Alberto Ziroldi, il presidente del Consiglio comunale di Piacenza avrebbe avuto un ruolo “non secondario” nella consorteria.

Le accuse nei confronti degli arrestati sono molteplici e pesanti con accuse che variano da associazione mafiosa, ad estorsione, tentata estorsione, trasferimento fraudolento di valori, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, danneggiamento, truffa aggravata dalle finalità mafiose.

Per quanto riguarda Caruso – come è stato spiegato in conferenza stampa –  i reati contestati non sarebbero legati al suo ruolo in Consiglio comunale ma sarebbero stati commessi in qualità di funzionario delle Dogane di Piacenza in un periodo precedente alla sua elezione.

In una intercettazione dell’ 8 settembre 2015 Caruso spiegava a Giuseppe Strangio di poter essere una pedina utilissima “Perché io ho mille amicizie, da tutte le parti, bancari… oleifici… industriali, tutto quello che vuoi… quindi io so dove bussare… quindi se tu mi tieni esterno ti dà vantaggio, se tu mi immischi… dopo che mi hai immischiato e mi hai bruciato… è finita”.

Caruso avrebbe avuto rapporti di amicizia con Salvatore Grande Aracri, figlio del boss Francesco ma, visto il suo ruolo all’ufficio delle Dogane di Piacenza ed immaginando che i Grande Aracri fossero controllati dalla polizia si premurava di mantenere una posizione i più possibile defilata dal sodalizio ed in un’altra conversazione captata dagli inquirenti avrebbe detto «se ti posso dare una mano te la do, compà, perché al di fuori mi posso muovere…».

Giorgia Meloni leader di Fratelli d’Italia, partito a cui appartiene Caruso, ha dichiarato che Fdi “è pronto a costituirsi parte civile nel processo per difendere la sua immagine e la sua onorabilità. Finché non sarà chiarita la sua posizione, Giuseppe Caruso è sollevato da ogni incarico e non può essere più membro di Fratelli d’Italia”.

Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna ha sottolineato come non vada «né taciuta né sottovalutata la presenza della criminalità organizzata anche in Emilia-Romagna».

«Ci battiamo ogni giorno – ha continuato Bonaccini – affinché cresca la coscienza civile e la cittadinanza responsabile, per non lasciare spazi di alcun tipo alla criminalità organizzata. E collaboriamo con le Prefetture, gli inquirenti e le forze dell’ordine, impegnati in un lavoro straordinario ogni giorno, come hanno dimostrato anche oggi, facendo fronte comune».

“Non si può non ricordare come proprio la CGIL ha sempre seguito da vicino lo svolgimento del recente processo Aemilia – la reazione di Articolo Uno Piacenza -, il più importante processo contro la ‘ndrangheta denunciando spesso i riflessi anche locali di queste vicende; vicende che hanno spesso riflessi anche sullo sfruttamento del lavoro”.

Tutto questo ci ha sempre fatto ben sperare sull’esistenza nella nostra società, dei giusti anticorpi; ma i fatti di queste ultime ore, con l’arresto del Presidente del Consiglio Comunale di Piacenza, chiamano in causa anche la politica piacentina.

Anche il Ministro dell’Interno Salvini ha espresso la volontà di non tollerare in alcun modo  i boss, avanti tutta contro i clan”.

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MST: L’Atomo Arcigay chiede rettifica al consigliere regionale Tagliaferri

Piccata risposta del direttivo de L’Atomo Arcigay di Piacenza sulle posizioni esposte da Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, in un comunicato apparso il 9 novembre. Nel testo l’esponente Fdi interrogava la Giunta regionale per sapere quali misure si stiano prendendo per contrastare gli aumenti percentuali di infezioni da malattie veneree e “se non si ritengano evidentemente insufficienti le misure preventive sino ad ora adottate”. Tagliaferri portava a supporto dell’interrogazione dati del Sant’Orsola di Bologna. Sosteneva infine che troppo spesso si “promuovono Gay pride, Gender Bender e aborto facile, all’insegna di una liberta’ sessuale il piu’ ampia e disinibita possibile”.

Questa la risposta de L’Atomo Arcigay:

Sebbene negli ultimi decenni ci sia stato un aumento generale dei casi di MST, la nostra associazione con il prezioso aiuto dell’Azienda USL di Piacenza è costantemente impegnata nella lotta per diminuirne l’incidenza. A tal proposito, è predisposto, in seno all’Unità Operativa di Malattie Infettive, un ambulatorio dedicato che offre giornalmente attività di counseling, diagnosi e terapia per centinaia di pazienti. Inoltre, tutti i cittadini maggiorenni hanno diritto a sottoporsi ai test MST presso il centro prelievi, ubicato al piano terra dell’edificio 9 dell’Ospedale di Piacenza (U.O. Malattie Infettive), dalle ore 9.30 alle ore 15.30 dal lunedì al venerdì, anche presentandosi senza prenotazione o impegnativa.

L’U.O. Malattie Infettive collabora da anni con l’associazione L’Atomo Arcigay Piacenza, condividendo l’obiettivo di sensibilizzare la cittadinanza sul tema in questione. L’associazione offre gratuitamente counseling medico in tema di MST e uno sportello di ascolto organizzato da volontari qualificati. L’impegno e la collaborazione tra i due enti mirano ad aumentare la consapevolezza, in particolare tra i più giovani, su temi quali l’educazione sessuale, i comportamenti sessualmente a rischio e i metodi di protezione e contracezione, in linea con le evidenze ed il pensiero della comunità scientifica internazionale.

In tale contesto, urge precisare che non esiste una correlazione tra MST ed orientamento sessuale. Com’è noto, infatti, l’orientamento sessuale è una caratteristica intrinseca all’individuo e non una patologia. Associare, seppur indirettamente, le MST con l’orientamento sessuale, oppure trovare

una correlazione tra infezioni ed aborto, aumenta lo stigma ed il pregiudizio. Tali opinioni rischiano di pregiudicare l’accesso alle cure per coloro che si sentano discriminati, aumentando il tempo di possibile contagio, ledendo non solo all’individuo, ma alla cittadinanza intera.

Di fondamentale importanza, invece, dirigere l’attenzione sui comportamenti sessuali a rischio. L’educazione sessuale diretta ai più giovani, l’ulteriore sensibilizzazione del personale sanitario e l’aumento delle risorse stanziate sono obiettivi verso i quali siamo costantemente impegnati, per garantire accoglienza a tutti coloro che necessitano di consiglio ed aiuto senza pregiudizi o discriminazioni. 

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Fratelli d’Italia: “La Regione rinunci alla vendita delle azioni di Piacenza Expo”

Sulla vendita delle azioni di Piacenza Expo da parte della Regione, già oggetto di una dura presa di posizione dell’Associazione dei Liberali Piacentini, alza la voce anche Fratelli d’Italia che ha presentato, nei giorni scorsi, una pungente mozione in Consiglio Comunale. Nel documento – sottoscritto da Foti, Migli, Bertolini e Domeneghetti – i consiglieri ricordano che <>.
I consiglieri di Fratelli d’Italia evidenziano quindi come <>.
<>.
La mozione dei consiglieri di Fratelli d’Italia invita quindi il sindaco Barbieri a <>. E ciò <>.




Foti eletto vice capogruppo vicario a Montecitorio

Tempo di attribuzione d’incarichi in Parlamento e nei gruppi parlamentari costituiti dopo le elezioni del 4 marzo.

Incarichi che vedono coinvolto il parlamentare piacentino Tommaso Foti che, dopo dopo essere stato designato componente della Commissione Lavori Pubblici e Ambiente della Camera, con l’unanime voto dei parlamentari di Fratelli d’Italia, è stato eletto Vice Capogruppo Vicario a Montecitorio, affiancando il capogruppo Francesco Lollobrigida nella guida politica e organizzativa dei 32 deputati che fanno capo a Giorgia Meloni.

Filippo Bertolini, portavoce provinciale di Fratelli d’Italia, saluta così la notizia: «Tommaso Foti ha conquistato, grazie alla stima e all’apprezzamento delle indubbie capacita’ mostrate nel corso della sua intensa e brillante attività politica, un ruolo di notevole importanza che lo proietta ad essere uno dei protagonisti alla Camera dei Deputati in questa legislatura. Non solo, ma la sua elezione avrà riflessi importanti e positivi anche per il nostro territorio».

«Siamo certi – continua il portavoce provinciale di Fratelli d’Italia – che, al di la’ del grande impegno di Tommaso per esprimere al meglio le posizioni di Fratelli d’Italia sui temi di interesse politico generale, la sua voce continuerà a levarsi forte e chiara nell’aula di Montecitorio a difesa degli interessi di Piacenza. Le sfide per il nostro territorio sono molteplici e con l’on. Foti in un ruolo politico chiave abbiamo la garanzia che le istanze dei cittadini e degli amministratori locali saranno compiutamente e proficuamente rappresentante».

Non nasconde, oltre allo stupore, la soddisfazione il neo-eletto: «E’ per me un grande onore – afferma Foti – essere stato chiamato, dai 32 deputati del gruppo di Fratelli d’Italia, a ricoprire un ruolo tanto prestigioso, quanto difficile ed impegnativo, quale e’ quello di vice capogruppo vicario. E’, per me, anche un enorme onere atteso che per svolgere adeguatamente la funzione di vice capogruppo vicario dovrò fermarmi molto di più a Roma, con una moltiplicazione significativa degli impegni, delle riunioni e degli incontri, rispetto a quanto al momento della mia elezione avevo preventivato. Sarà mia premura mettere in campo l’esperienza maturata nelle passate legislature per fare in modo che i fatti prevalgano sui facili slogan e sull’inutile fiera delle parole – continua Foti – senza, tuttavia arretrare di un millimetro rispetto ad un’impostazione politica che mi vedrà, in prima fila, a rappresentare la Destra politica, i suoi valori, i sentimenti e la volontà dei suoi elettori».

Foti non si sottrae dal commentare il ruolo di Fratelli d’Italia rispetto al Governo in carica: «il voto di astensione espresso da Fratelli d’Italia in occasione della nascita del Governo Conte – spiega – e’ stato un atto di amore verso l’Italia. La situazione era infatti delicata e difficile, non serviva certamente alimentare nuove tensioni. E’ certo pero’ che quello in carica non e’ il governo di centro-destra che noi avremmo voluto alla guida del Paese e che gli elettori avevano con il loro voto mostrato di gradire. Ciò detto, siamo e restiamo all’opposizione del governo 5Stelle-Lega, soprattutto a fronte della politica demagogica ed inconcludente espressa dai grillini, la qual cosa non ci impedirà di sostenere quei singoli provvedimenti, a partire da quelli in materia di sicurezza dei cittadini, che dovessero essere presentati e risultare coerenti con le promesse elettorali fatte dal centrodestra».

 




Sì all’Ospedale, ma non alla ex Pertite o ex Lusignani. Le voci dei consiglieri

Via libera al nuovo ospedale ma non alla ex pertite o alla ex caserma Lusignani. Si può così riassumere la decisione presa ieri dal Consiglio Comunale di Piacenza su quello che a tutti gli effetti è stato un tema caldo, del dibattito politico cittadino. Patrizia Barbieri, coerentemente con gli impegni presi già in campagna elettorale respinge dunque al mittente (ed in concreto all’assessore regionale Sergio Venturi) quello che suonava come una sorta di “conditio sine qua non” la scelta di un’area demaniale per costruire la futura struttura ospedaliera. Invece la maggioranza del consiglio comunale punta sull’eventuale acquisizione di un’area privata dove non ci sia la necessità di effettuare una mega bonifica (come sarebbe successo alla ex-Pertite) e che sia sufficientemente grande (la ex-Lusignani era considerata un’area insufficiente). La lettera inviata dall’assessore Venturi anziché spingere il consiglio comunale verso le aree demaniali ha anzi avuto l’effetto di irrobustire il voto facendo confluire (oltre alla maggioranza di governo cittadino) anche il voto di Liberi e del Gruppo Misto.

Hanno invece deciso di non partecipare al voto Piacenza in Comune (Luigi Rabuffi), il Movimento Cinque Stelle (Andrea Pugni e Sergio Dagnino ) e Piacenza Più. Voto contrario invece da parte del PD che sposa la linea dell’assessore Regionale.

Il sindaco ha commentato: “È’ una lettera fuori contesto. Dicono che non ci sono vincoli sull’area del nuovo ospedale ma sembra che tutto porti alla Pertite. Secondo noi Pertite e Lusignani non sono adatte per ragioni tecniche. Vogliamo il nuovo ospedale ma non possiamo sbagliare la scelta dell’area”. Rimane quindi l’area dell’Opera Pia Alberoni alla Madonnina, il sindaco Barbieri ha però annunciato un bando pubblico per ricevere eventuali manifestazioni di interesse da parte di privati che potrebbero mettere a disposizione una loro area.

Trespidi in apertura aveva sottolineato, con riferimento alla lettera dell’assessore regionale alla Sanità Sergio Venturi, una “mal assortita pressione psicologica nei confronti del consiglio comunale”, sottolineando che questa lettera “cambia lo scenario. […] La Regione Emilia Ropmagna vuole fare il nuovo Ospedale alla Pertite. Che la Pertite sia indisponibile lo dice un atto di questo Consiglio comunale, datato aprile 2017, e questo sgombera il tavolo da qualsiasi questione”. In più l’area richiede una bonifica, che richiede un intervento economico di un certo tipo. Al contrario se si fa il Parco la bonifica costa molto meno”.

Dagnino ha rimarcato il già più volte citato desiderio di non costruire l’ospedale. “Tutto è contro di noi. […] Abbiamo sempre espresso la nostra perplessità da subito verso questo progetto, non chiaro, non definito e nebuloso. E ogni volta che abbiamo provato a porre domande non sono arrivate, anzi. Abbiamo partecipato ai tavoli di lavoro senza preconcetti, proprio perchè noi non siamo contro a prescindere. Ci sono cose che non tornano, secondo noi, in base alle informazioni ricevute il nuovo Ospedale non s’ha da fare, perlomeno in questo momento e con queste premesse. Le risorse della Regione dovrebbero servire alla sanità piacentina, che così tante criticità ha denunciato. Bisogna investire nei servizi, continuamente ridotti. 

Gloria Zanardi del misto ha definito la realizzazione dell’Ospedale “un’esigenza e un’opportunità per la sanità piacentina”.

Piacenza in Comune con Rabuffi ha espresso nuovamente tutte le proprie perplessità sulla realizzazione del nuovo Ospedale. “La discussione sull’ Ospedale è al ribasso. Ignora completamente il concetto su cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità lavora dal 1984, cioè il concetto di salute. Perseguire la salute dei cittadini serve proprio ad evitare che le persone abbiano bisogno della sanità. E la parola magica è PREVENIRE, perchè prevenire fa risparmiare sui farmaci, sulle cure e anche sugli ospedali, vecchi e nuovi. Prevenire non fa rima con business, ed è per questo che oggi siamo qui a discutere di sanità e di ospedale, anzichè di salute e prevenzione. Nessuno a tutt’oggi ha voluto spiegarci quanto il nuovo Ospedale influenzerà l’offerta sanitaria provinciale, in termini di strutture e servizi e di allocazione di risorse economiche. Come si delineerà il futuro di Fiorenzuola, di Villanova e di Castel San Giovanni, dove sono sorti comitati che denunciano lacune? Cosa ne sarà del vecchio polichirurgico di via Taverna? Lasciare ai posteri queste decisioni significa correre il rischio di sottoutilizzare una struttura ancora abbastanza nuova e abbandonare ad un futuro indefinito l’area del vecchio ospedale”.

Cugini ha sottolineato la divisione presente in Consiglio, quando su un tema tanto importante si potesse esse d’accordo, superando la politica delle fazioni. “La lettera dice cose sacrosante. Voglio vedere quale sarà quel dirigente che firma l’atto in cui si giustifica perchè si va su una proprietà privata, così come gli assessori in Giunta che firmeranno. Quando la Regione non riterrà buone le motivazioni per la costruzione, facciamo saltare l’Ospedale? Oppure diciamo ai cittadini che i soldi vanno presi dalle tasse perchè la Regione non ce li mette? […]Il PD è l’unico che ha deciso di non intestarsi battaglie per la Pertite ma ha sempre parlato di opzione pubblica e opzione privata. Mi piacerebbe sapere inoltre la fruibilità effettiva del Parco”.

Secondo Foti la lettera dell’assessore Venturi non dovrebbe sorprendere. “Questo quadro l’ho disegnato 8 mesi fa. Se è il Comune di Piacenza che deve scegliere, il Comune non ha bisogno di nulla, perchè l’unica cosa che ha fatto la Regione, è stata approvare la nuova legge sull’urbanistica, che all’art. 53 che alla legge 24/2017 già indica la procedura per l’individuazione di un’opera pubblica da parte dell’Ente. E non ci vuole neanche il bando, parlano gli atti”. 

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A rischio chiusura 8 biglietterie ferroviarie fra cui Fiorenzuola. Tagliaferri: “scelta incomprensibile”

“La chiusura di altre biglietterie ferroviarie in Emilia-Romagna, come ad esempio quella di Fiorenzuola d’Arda, nel piacentino, risulta incomprensibile, non solo perché in questo modo si toglie un presidio indispensabile alla sicurezza dei locali delle stazioni sempre più a rischio degrado, ma anche perchè verrebbe meno il servizio di assistenza alla clientela che non può di certo essere svolto da un emettitore automatico”.

E’ molto critico Giancarlo Tagliaferri, presidente del gruppo Fratelli d’Italia in Regione, nei confronti dell’assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini che ha confermato il mantenimento delle biglietterie solo nelle 15 stazioni a più alta frequentazione, in seguito all’adozione del nuovo Contratto di servizio con FS per il trasporto ferroviario locale.

“Ad oggi – prosegue Tagliaferri, che ha presentato un’interrogazione – risultano operative 23 biglietterie, sono 8 quindi quelle a rischio chiusura. Un dato che dovrebbe essere rivisto. Non è possibile, infatti, procedere solo a colpi di salvaguardia dei profitti aziendali. Può infatti essere plausibile cercare soluzioni alternative alla biglietteria per quelle stazioni che hanno davvero scarsa frequentazione, ma per altri casi la chiusura risulta incomprensibile e penalizzante per gli utenti, a fronte di un servizio che si sta riducendo”.

Tagliaferri mette quindi alle strette la Giunta regionale chiedendo quali biglietterie saranno eliminate tra quelle operative di Bologna Centrale, Borgo Val di Taro (PR), Cattolica – S. Giovanni – Gabicce (RN), Cesena(FC), Faenza (RA), Ferrara, Fidenza (PR), Fiorenzuola (PC), Forlì (FC), Imola (BO), Lugo (RA), Modena, Parma, Piacenza, Porretta Terme (BO), Ravenna, Reggio Emilia, Reggio Emilia AV, Riccione (RN), Rimini, S. Giovanni in Persiceto (BO) e S. Pietro in Casale (BO) e quali di queste siano davvero in perdita.

“Quando si assumono certe decisioni – conclude Tagliaferri rivolgendosi all’assessore – bisognerebbe considerarne in modo approfondito le ricadute. Serve una visione globale che comprende anche la sicurezza e i mancati servizi all’utenza, già penalizzata da costi alti dei titoli di viaggio a fronte di disagi, ritardi e affollamenti intollerabili nei convogli. Prima si garantiscano servizi eccellenti, poi si pensi alle razionalizzazioni”.