Tagliaferri (Fdi): ma non era tutto pronto per la scuola in presenza? Bonaccini chiarisca 

“Il Direttore scolastico regionale Stefano Versari ha ragione: al mondo della scuola serve serenità e non isteria. Peccato che siamo alla commedia dell’assurdo: quando riparte davvero la scuola in presenza? IL trasporto pubblico è organizzato per portare gli studenti a scuola in sicurezza? Sono tutti temi che abbiamo più volte posto al Presidente Bonaccini e agli assessori Corsini e Salomoni non avendo mai ricevuto risposte. Oggi tutti i nodi vengono al pettine: non sappiamo se e come si andrà a scuola. Dopo il fallimento dell’estate, la falsa partenza di settembre ci saremmo aspettati lavoro a testa bassa e serietà. Invece la Regione ha proiettato il solito film: annunci con la fanfara, alluvione di numeri e poi il vuoto completo con il mondo della scuola abbandonato a se stesso. Siamo alle solite: per non affrontare i problemi della didattica a distanza in una Regione che parla tanta di banda larga, ma ha gli Appennini senza Internet, ci dicono che ci sono flotte di autobus per portare gli studenti a scuola. Peccato che poi Bonaccini sia in prima linea a chiedere di spostare il ritorno in classe in presenza”.




Tagliaferri (Fdi): “Drink e sigarette a minori, servono più controlli”

L’indagine portata avanti dal Movimento genitori, che svela come “i minori non siano adeguatamente tutelati dai rischi della nostra società” finisce al centro di un’interrogazione del consigliere di Fratelli d’Italia Giancarlo Tagliaferri.

Dall’indagine emergerebbe che “un barista su due vende drink a ragazzini già ubriachi, il 70% dei cannabis shop non avverte sui rischi, 8 smartphone su 10 in possesso ai minori sono senza filtri, si stimano ancora in circolazione il 15% di distributori automatici di sigarette di vecchia generazione senza limitazioni d’uso e un minore su due accede al gioco d’azzardo prima della maggiore età”. Ma c’è di più: “Oltre tre minori su quattro non hanno filtri ‘parental control’ nei dispositivi per impedire l’accesso ai siti porno, il 65% dei rivenditori di bevande alcoliche non controllano l’età dei minori che vogliono comprare alcolici e uguale percentuale si riscontra nei commercianti che hanno venduto prodotti legati alla marijuana legale, con 7 cannabis shop su 10 che hanno venduto a minorenni, tant’è che il 72% di loro afferma che all’atto dell’acquisto non gli è stato chiesto alcun documento di identità”.

Quindi Tagliaferri interroga la giunta per sapere “come giudichi l’allarmante indagine del Movimento genitori e la situazione
rischi per i minori; se vi siano ancora in circolazione in regione distributori di sigarette utilizzabili senza codice o tessera sanitaria e, nel caso, se non si intenda fare in modo che vengano ritirati; quali iniziative si vogliano assumere a livello di formazione per i minori sui rischi nel precoce uso di sostanze vietate alla loro età o di accesso a siti di gioco o pornografici e quali provvedimenti saranno portati avanti per garantire più efficacia nei controlli a tutela dei minori in regione”.




Sanità Piacenza. Tagliaferri (FdI): “Pronto soccorso intasati per l’influenza, inaccettabile”

Il consigliere di Fratelli d’Italia chiede di intervenire affinché non si ripetano più situazioni degradanti per i pazienti, con ammalati in attesa per ore su barelle nei corridoi.

Strutture di pronto soccorso piene per l’emergenza influenza, con tempi di attesa lunghissimi e pazienti lasciati sulle barelle per ore. Lo denuncia Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia, che con un’interrogazione in Regione chiede alla giunta di intervenire affinché la situazione non si ripeta ancora quando si verifichino picchi di ricovero negli ospedali.

«Ogni anno in concomitanza con le emergenze influenza- sottolinea il consigliere FdI- si registra in diversi nosocomi della regione l’intasamento dei Pronto soccorso, una carenza di posti letto e il fenomeno delle barelle in corsia».

Il consigliere porta l’attenzione sul caso di Piacenza, dove- a suo dire – con il picco di accessi (a seguito anche della chiusura di 18 posti letto nel reparto di medicina e per la mancanza di medici internisti emigrati verso la Lombardia) si assisterebbe alla difficoltà di ricovero dei pazienti, oltre a lunghe ore di attesa nel Pronto soccorso.

«In tali situazioni, particolarmente umiliante e degradante è la condizione di ammalati parcheggiati su barelle nelle corsie o in prossimità di luoghi di passaggio, in particolare anziani con patologie anche gravi, esposti, nella loro situazione, al via vai del personale sanitario e dei visitatori».

Tagliaferri sottolinea come, anche grazie all’impegno del primo cittadino di Piacenza, a breve arriveranno nuovi medici. Ma rimarca: «La sanità in generale, di competenza regionale, dovrebbe trovare soluzioni più efficaci per evitare le situazioni sopra esposte».

Per questo, nella sua interrogazione, il consigliere FdI chiede alla giunta «come giudichi il degradante fenomeno del ricovero di barelle nelle corsie degli ospedali e quali iniziative intenda assumere per fare in modo che tale situazione non si ripeta ogni qualvolta si registrino picchi di ricovero negli ospedali della regione».




Incidente Case Nuove. Tagliaferri: “una tragedia che poteva essere evitata”

Il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri (FdI), interviene con un comunicato sulla tragedia, avvenuta ieri pomeriggio a Case Nuove (frazione di San Giorgio Piacentino). Due cugini di San Giorgio, Matteo Quattrini e Pio Franchi, di ritorno da una battuta di caccia si sono scontrati co un’altra vettura. Il loro piccolo fuoristrada ha preso fuoco ed i due sono morti carbonizzati, senza avere via di scampo. Tagliaferri sottolinea come l’intersezione delle SP 6 e 36 venga chiamata, dai locali, incrocio killer.

«Quando si dice “l’avevo detto” si fa riferimento quasi sempre a una brutta notizia. In questo caso è una tragedia, e quel che è peggio, che fa più rabbia, è che si poteva evitare» sottolinea Tagliaferri. L’avevo detto e ridetto quando ero consigliere di minoranza in Provincia e sindaco di San Giorgio: quell’incrocio andava urgentemente messo in sicurezza».

«Da anni continuano ad arrivare segnalazioni su quello svincolo che continua a provocare incidenti, anche mortali. L’ultimo ha strappato due persone d’oro alle famiglie e alla comunità sangiorgina. Nel 2014, al termine del mio primo mandato di Sindaco di San Giorgio » – continua Tagliaferri – «tra cittadini e amministrazioni locali chiedemmo a gran voce alla Provincia di rifare l’incrocio di Case Nuove. A seguito di questa richiesta, l’ultimo atto della giunta provinciale Trespidi fu lo stanziamento di 800mila euro destinati al rifacimento dello svincolo. Con il subentrare dell’amministrazione provinciale, le risorse vennero subito destinate ad altro, senza consultare l’amministrazione sangiorgina. Dopo innumerevoli mie proteste documentate, nel 2017 il consiglio comunale di San Giorgio approvò all’unanimità un ordine del giorno che chiedeva di recuperare il progetto, già pronto, di rifacimento dell’incrocio e di riprogrammare in tempi brevi l’intervento di realizzazione. A seguire passò all’unanimità lo stesso ordine del giorno anche in consiglio provinciale».

Tagliaferri sottolinea come: «Non esiste che le persone continuino a morire» … «per scelte politiche errate e di parte ! Perché fu una scelta politica e non tecnica quella che la indusse a disporre diversamente da quanto in precedenza deliberato».

Ora che i vertici dell’amministrazione comunale sono cambiati, ed alla presidenza è subentrata Patrizia Barbieri, Tagliaferri ha chiesto «un’attivazione immediata per ridurre i tempi di attuazione dell’opera prevista per il 2020».




“Giù le mani dalle biglietterie”: approvata mozione dei piacentini Tagliaferri e Rancan

L’Assemblea legislativa alza la voce con Trenitalia: alla giunta l’incarico unanime di trovare una soluzione alla decisione dell’azienda di chiudere le biglietterie di Fiorenzuola d’Arda a Piacenza, di Lugo a Ravenna (che ha già chiuso i battenti) e Borgotaro a Parma. Un’investitura arrivata ieri quando il Parlamento regionale ha approvato all’unanimità una risoluzione presentata da Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) e Matteo Rancan (Lega nord) e integrata dagli emendamenti presentati dai consiglieri del Partito democratico (Mirco Bagnari, Gian Luigi Molinari, Katia Tarasconi, Manuela Rontini e Alessandro Cardinali).

L’atto d’indirizzo impegna l’esecutivo regionale a “intervenire sull’azienda affidataria del servizio per sospendere la chiusura delle tre biglietterie”, “ad attivarsi per chiedere a Trenitalia momenti di confronto con le amministrazioni locali, i comitati dei pendolari e le organizzazioni sindacali”, “a sollecitare Rfi per ripensare gli spazi all’interno delle stazioni realizzando servizi utili ai passeggeri” e “ad attivarsi, anche attraverso la conferenza Stato-Regioni, per chiedere al governo di implementare le risorse per il trasporto pubblico”.

IL DIBATTITO. “La chiusura definitiva della biglietteria di Fiorenzuola d’Arda- ha spiegato Tagliaferri- comporterebbe un declassamento della stazione a fermata con la conseguente penalizzazione del bacino turistico della Val d’Arda e delle centinaia di pendolari”. E ricordando le tappe che hanno portato alla prossima chiusura della biglietteria ha domandato: “Perché a contratto di servizio appena sottoscritto Trenitalia smentiva categoricamente la volontà di chiudere la biglietteria e l’assessore Donini sottolineava la contrarietà della Regione alla chiusura di qualsiasi biglietteria sul territorio regionale? Non posso sicuramente credere che l’azienda e la Regione non conoscessero il contratto sottoscritto. Evidentemente qualcosa è intervenuto nel corso dello scorso anno che ha determinato una modifica dell’atteggiamento dell’azienda. L’eventuale decisione sulle biglietterie da mantenere o dismettere va operata- ha rimarcato- in maniera trasparente e concertata. Chiediamo quindi che la Regione apra un tavolo di concertazione con l’Azienda per concordare quali biglietterie mantenere e quali no, assumendosene la responsabilità. È inutile nascondere che molto dipende dalla volontà dell’Azienda, ma è altrettanto vero che nel corso dell’estate il vertice di Trenitalia è cambiato e che, dalle parole espresse in sede di insediamento il nuovo Amministratore delegato l’Azienda avrebbe garantito una rinnovata disponibilità dell’Azienda nei confronti dell’utenza, e di quella pendolare in particolare”.

Parole a cui si sono affiancate quelle di Mirco Bagnari (Pd) che, riferendosi alla biglietteria di Lugo, ha sottolineato come il problema principale sia “l’atteggiamento dell’azienda” che denota “uno scarso rispetto per le istituzioni e della cittadinanza. Quella di Lugo come quella di Fiorenzuola è una biglietteria che non serve solo gli abitanti del comune di Lugo ma è il punto di riferimento di altri nove comuni. La chiusura definitiva della biglietteria con personale è arrivata- ha continuato il democratico- nel momento meno opportuno: quando partiva l’integrazione tariffaria treno-autobus e questo ha creato molti problemi. Si deve sollecitare il gestore a dialogare con le amministrazioni”.

Dai banchi del Pd ha fatto sentire la propria voce anche Gian Luigi Molinari: “Dobbiamo far arrivare all’azienda la nostra voce in modo unanime. Le decisioni prese non tengono conto del servizio ma derivano da meri calcoli. Se Trenitalia sarà sorda alle nostre richieste a questo messaggio ne seguiranno ben altri”. E quella della biglietteria, ha incalzato Katia Tarasconi (Pd) è solo uno dei problemi perché “i pendolari sono anni che devono convivere con treni sporchi, piccoli, sempre pieni e di continuo in ritardo”. Sempre dai banchi dem Manuela Rontini ha affermato: “Bisogna pretendere collaborazione e rispetto delle amministrazioni. Trenitalia e Rfi devono dare seguito agli impegni e garantire i servizi ai cittadini”.

Lato Lega nord è stato Matteo Rancan a porre l’accento sul lavoro svolto dalla politica: “Il vero problema è che sembra che sia il fornitore dei servizi a dettare la linea alla Regione. Una stazione senza biglietteria non ha senso. Noi un segnale forte lo stiamo mandando. Vediamo se il fornitore farà ancora orecchie da mercante”.

Dal Movimento 5 stelle, i cui emendamenti sono stati bocciati, Andrea Bertani ha intestato alcune responsabilità “all’assessore Donini. Il tema su cui siete carenti è quello del controllo. Controllare i gestori dei servizi è un compito vostro”.

TENSIONE IN AULA. Momenti di tensione in Aula quando Silvia Piccinini (M5s) ha presentato una risoluzione (da abbinare a quella sulle biglietterie) per porre l’attenzione sulla stazione di “Bagnolo (Reggio Emilia) lungo la linea Reggio Emilia-Guastalla. Oltre ai ritardi dei treni- ha dichiarato la Cinque stelle in Aula- i cittadini devono convivere con una stazione che si trova in uno stato pietoso con guano di piccione e i resti di un tetto bruciato”. Parole che hanno suscitato la reazione di Gian Luigi Molinari (Pd): “Questa è un’operazione che svilisce la precedente risoluzione. È una provocazione fuori tema. Dei temi di cui stiamo parlando- ha attaccato- non ve ne frega nulla”. Controreplica della capogruppo Cinque stelle: “La risoluzione dà voce a un altro territorio. Non voglio rubare la scena a nessuno”.

L’assessore Donini è intervenuto rassicurando la consigliera M5s annunciando di aver illustrato a Rfi i problemi esposti da Piccinini e chiedendo un intervento rapido. Informazione che ha portato la pentastellata a ritirare la risoluzione.

GLI IMPEGNI DELL’ASSESSORE. “L’Aula per me è sacra”, ha poi detto Donini aprendo il suo intervento in Assemblea legislativa poco prima dell’approvazione della risoluzione. “L’impegno sulle biglietterie con questo atto acquista ancora più forza- ha continuato-. Domani (oggi, ndr) incontrerò con i sindaci Rfi e Trenitalia per trovare soluzioni. Sovraintenderò i tavoli tecnici. E anche se Trenitalia non accettasse le nostre proposte la soluzione che vedo è solo una: le biglietterie non possono chiudere”.




West Nile: per Tagliaferri (Fdi) occorre ridurre la diffusione dei corvi

Il consigliere Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia chiede, con un’interrogazione rivolta al governo regionale, l’attivazione, in regione, di azioni mirate a ridurre la diffusione di corvidi, per prevenire l’estensione del virus West Nile.

Tagliaferri spiega che è scientificamente provato che nella catena di contagio del virus assumono un ruolo primario corvi e zanzare. Negli ultimi anni, rimarca il politico, “sia nelle campagne che nei centri abitati, il numero di volatili di questa specie appare decisamente in aumento”. Il consigliere propone quindi abbattimenti mirati, oppure l’immissione sul territorio di predatori naturali dei corvidi.

In Emilia Romagna, si legge nell’atto ispettivo, “si sono registrati 14 decessi per infezione del virus West Nile, la metà in provincia di Ferrara, con decine di casi di contagi, alcuni anche a Piacenza, con casistiche più o meno gravi”.




Ambiente. Tagliaferri (Fdi): Troppi insetti? Si valuti l’immissione controllata di predatori

“Sperimentare e individuare nuovi metodi di disinfestazione, valutando anche l’immissione controllata di alcune specie di animali predatori”. È l’idea che lancia Giancarlo Tagliaferri (Fdi) per combattere la presenza sempre più massiccia di insetti come vespe, zanzare o il ragno violino. Questo aumento, scrive il consigliere nell’interrogazione depositata oggi, “è probabilmente dovuto alla tropicalizzazione del nostro clima, che crea un habitat ideale per la proliferazione di questi insetti; appare anche evidente che gli attuali metodi di disinfestazione sono oramai sempre meno efficaci”. Una soluzione “ideale per l’ambiente”, secondo l’esponente di Fdi, sarebbe quella “dell’abbattimento del numero di insetti tramite i predatori naturali, per le zanzare ad esempio: pipistrelli, uccelli insettivori, rettili, anfibi o pesci”.

A questo invito, Tagliaferri affianca quello di “stanziare nuovi fondi per incrementare le disinfestazioni del verde pubblico e individuare con gli enti locali contributi mirati, o la possibilità di sgravi fiscali, per i privati che intendano attuare la disinfestazioni dei giardini di casa”.




Tagliaferri (Fdi): “Ricostruire subito il ponte di Barberino a Bobbio”

La ricostruzione del Ponte di Barberino, nel Comune di Bobbio (Piacenza), nel mirino del consigliere Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia, che con un’interrogazione chiede alla Giunta cosa intenda fare per completare i lavori di messa in sicurezza dell’infrastruttura. Il ponte è stato spazzato via dalle acque del Trebbia nel corso dell’alluvione del 14 e 15 settembre del 2015: “Un evento non del tutto imprevedibile- fa notare il consigliere Fdi- dal momento che già nel 2010 l’infrastruttura era stata segnalata per la precaria situazione in cui versava”. A quasi tre anni dall’alluvione, però, il ponte non è ancora stato ricostruito “con buona pace delle promesse politiche, e degli impegni assunti a nome della Regione dall’assessore Gazzolo”.

Lo storico ponte, già distrutto dai bombardamenti durante il secondo conflitto mondiale e “ricostruito solo grazie alla laboriosità e competenza di mano d’opera bobbiese”, è un’infrastruttura di primaria importanza per la zona: “in caso di incidente all’interno della vicina galleria la valle del Trebbia- spiega Tagliaferri- resterebbe letteralmente spaccata in due per la mancanza di una viabilità alternativa”. Per questo il consigliere di Fratelli d’Italia interroga la Giunta per sapere “quali iniziative immediate intenda assumere per dar corso agli impegni presi in relazione alla ricostruzione dell’infrastruttura”.

Giulia Paltrinieri




Tagliaferri(FdI): “disservizi e disagi in rianimazione a Piacenza”

Disservizi, lamentele da parte del personale, turni di lavoro non concordati e ritorsioni verso i medici che avrebbero denunciato la situazione di disagio. Sono queste le presunte criticità organizzative che vi sarebbero all’interno dell’Unità operativa di anestesia e rianimazione dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza secondo l’interrogazione, presentata in Regione, da Giancarlo Tagliaferri di Fratelli d’Italia.

Il consigliere Fdi chiede alla Giunta di verificare le segnalazioni arrivate dal personale della struttura piacentina e di porre rimedio alle problematiche denunciate. La vicenda si trascinerebbe da diversi anni e già l’anno scorso due terzi dei medici del reparto in questione avevano inviato una lettera alla Giunta regionale per richiamare l’attenzione sui disservizi e sui disagi all’interno dell’ospedale.

A questa missiva l’assessore alla Sanità Venturi aveva risposto che si erano tenute due riunione nelle quali, in un clima sereno e collaborativo, erano state presentate le innovazioni di carattere organizzativo che l’Azienda avrebbe predisposto per superare le problematiche evidenziate dal personale. “E’ passato più di un anno- sottolinea però Tagliaferri- e l’unica innovazione organizzativa che pare sia stata introdotta sembra essere stata quella di colpire i dirigenti medici sottoscrittori della lettera. Alcuni si sono trovati a perdere gli ambiti di azione nei quali operavano, altri si sono visti relegare a svolgere i loro turni negli ospedali periferici o sono stati perfino rimossi dal loro incarico professionale”.

Il personale lamenterebbe ancora gli stessi disagi: turni soggetti a cambiamenti settimanali, non concordati, e l’assenza di un piano ferie; iniquità nella distribuzione dei carichi di lavoro e delle trasferte; utilizzo di sistemi informatici scelti dal direttore che non comunicano con gli altri sistemi dell’ospedale e assenza di linee guida, soprattutto in sala operatoria, con tutti i rischi connessi per i pazienti; ma anche carenza di organico e il “progressivo e costante impoverimento” delle risorse destinate alla sede di Castel San Giovanni (PC).

Alla luce di questo, il consigliere Fdi interroga la Giunta per sapere “quali ulteriori controlli siano stati posti in essere per verificare quanto allora denunciato dai dirigenti medici”, se le segnalazioni allora avanzate abbiano trovato riscontro e “quali eventuali iniziative siano state assunte per porre rimedio alla situazione che si era andata a determinare”. Chiede inoltre se vi sia stato riscontro di comportamenti punitivi adottati nei confronti dei firmatari del documento e di avere informazioni sulla turnazione dei medici nelle sedi decentrate di Fiorenzuola d’Arda e Castel San Giovanni.

Tagliaferri invita inoltre la Giunta a riflettere sul fatto che “dopo numerosi progetti e anni di ingenti spese per uniformare i sistemi informatici delle Aziende sanitarie” sia possibile riscontrare la presenza di sistemi non ancora completamente interfacciabili scelti autonomamente dai direttori dell’unità operativa. Chiede “se quanto esposto in merito all’ospedale di Castel San Giovanni non preluda al progressivo depotenziamento dello stesso” e cosa intenda fare la Giunta riguardo all’operato del direttore del reparto e per evitare “l’innalzamento del rischio clinico per i pazienti”.




A rischio chiusura 8 biglietterie ferroviarie fra cui Fiorenzuola. Tagliaferri: “scelta incomprensibile”

“La chiusura di altre biglietterie ferroviarie in Emilia-Romagna, come ad esempio quella di Fiorenzuola d’Arda, nel piacentino, risulta incomprensibile, non solo perché in questo modo si toglie un presidio indispensabile alla sicurezza dei locali delle stazioni sempre più a rischio degrado, ma anche perchè verrebbe meno il servizio di assistenza alla clientela che non può di certo essere svolto da un emettitore automatico”.

E’ molto critico Giancarlo Tagliaferri, presidente del gruppo Fratelli d’Italia in Regione, nei confronti dell’assessore regionale ai trasporti Raffaele Donini che ha confermato il mantenimento delle biglietterie solo nelle 15 stazioni a più alta frequentazione, in seguito all’adozione del nuovo Contratto di servizio con FS per il trasporto ferroviario locale.

“Ad oggi – prosegue Tagliaferri, che ha presentato un’interrogazione – risultano operative 23 biglietterie, sono 8 quindi quelle a rischio chiusura. Un dato che dovrebbe essere rivisto. Non è possibile, infatti, procedere solo a colpi di salvaguardia dei profitti aziendali. Può infatti essere plausibile cercare soluzioni alternative alla biglietteria per quelle stazioni che hanno davvero scarsa frequentazione, ma per altri casi la chiusura risulta incomprensibile e penalizzante per gli utenti, a fronte di un servizio che si sta riducendo”.

Tagliaferri mette quindi alle strette la Giunta regionale chiedendo quali biglietterie saranno eliminate tra quelle operative di Bologna Centrale, Borgo Val di Taro (PR), Cattolica – S. Giovanni – Gabicce (RN), Cesena(FC), Faenza (RA), Ferrara, Fidenza (PR), Fiorenzuola (PC), Forlì (FC), Imola (BO), Lugo (RA), Modena, Parma, Piacenza, Porretta Terme (BO), Ravenna, Reggio Emilia, Reggio Emilia AV, Riccione (RN), Rimini, S. Giovanni in Persiceto (BO) e S. Pietro in Casale (BO) e quali di queste siano davvero in perdita.

“Quando si assumono certe decisioni – conclude Tagliaferri rivolgendosi all’assessore – bisognerebbe considerarne in modo approfondito le ricadute. Serve una visione globale che comprende anche la sicurezza e i mancati servizi all’utenza, già penalizzata da costi alti dei titoli di viaggio a fronte di disagi, ritardi e affollamenti intollerabili nei convogli. Prima si garantiscano servizi eccellenti, poi si pensi alle razionalizzazioni”.