Riparte stasera la Festa Multietnica di Fiorenzuola, per dire basta alle discriminazioni

Molte le associazioni che prenderanno parte alla Festa Multietnica che parte stasera per concludersi il 16 settembre a Fiorenzuola d’Arda. Sostenuta da FOIC – Fiorenzuola Oltre i Confini, associazione di volontariato e solidarietà che si occupa di migranti (e  co organizzatrice dell’evento), la Festa Multietnica è – si legge – “simbolo di convivenza, accoglienza e difesa dei diritti umani, ha l’obiettivo di valorizzare, nel rispetto delle regole, quella che è la diversità umana. Questo significa accettare e aprirsi a nuove culture, ai diversi tipi di famiglie, ai diversi orientamenti sessuali e infine combattere perchè gli estremismi non abbiano spazio nella nostra società”.

“Siamo consapevoli – continua la nota –  dei problemi che affliggono le nostre città: difficoltà all’integrazione, criminalità e percezione di insicurezza, mancanza di lavoro, colpevolizzazione di alcune categorie sociali deboli, discriminazioni e violenze. Siamo convinti che questi problemi siano reali, ma che si debba trovare il modo di affrontarli e risolverli in modo razionale e umano. Siamo insieme perchè le lotte che ciascuna delle associazioni aderenti porta avanti sono in realtà trasversali. E’ finita l’era della lotta per i diritti a compartimenti stagni. Insieme promuoviamo una visione della società tollerante e attenta ai bisogni della persona, ovunque dove i diritti umani siano messi ancora oggi in pericolo”. 

Aderiscono: L’Atomo ArciGay Piacenza, Famiglie Arcobaleno Piacenza, Agedo Milano, Amnesty International Piacenza, FOIC, Gruppo Umana Solidarietà, Libera, Telefono Rosa Piacenza, Non Una di Meno Piacenza, Associazione Arcangelo di Maggio, ANPI Fiorenzuola. 

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Iniziativa a favore delle popolazioni del Rojava

Il Gruppo Umana Solidarietà “Guido Puletti”, organizzerà  alle ore 18.00 di venerdì 11 Maggio 2018 presso la Cooperativa Popolare Infrangibile 1946 di via Alessandria 16 un’iniziativa a supporto della campagna di mobilitazione #SiamoAfrin, a sostegno delle popolazioni del Rojava e dei profughi di Afrin.

L’incontro, presentato da Karim Franceschi – combattente nelle file delle milizie dell’Unità di difesa del popolo curdo (YPG) in Kurdistan nel 2015 -, vedrà l’intervento di Francesco Marilungo, coordinatore dei progetti GUS di ricostruzione del Rojava assieme al popolo curdo e sarà mediato da Agnese Caselli, operatrice legale presso il progetto GUS di prima accoglienza a Piacenza.

Alla fine dell’incontro è previsto un aperitivo di finanziamento pro campagna #SiamoAfrin, iniziata lo scorso 25 aprile 2018, data simbolica per ricordare le tante resistenze che persistono nel mondo.




Sensibilizzazione alle migrazioni forzate, parte il laboratorio del Gus al Liceo Gioia

Si è concluso il primo dei quattro incontri previsti nell’ambito del progetto di sensibilizzazione al tema delle migrazioni forzate, organizzato da Gus – Gruppo Umana Solidarietà, in collaborazione con la 4°SC del liceo Melchiorre Gioia di Piacenza. Sotto la supervisione della professoressa Donata Horak, gli operatori sociali del Gus hanno focalizzato l’attenzione sulla critica agli stereotipi e ai pregiudizi attraverso la partecipazione a un gioco denominato “Fuga dalla terra”, durante il quale agli studenti veniva chiesto di selezionare, da una lista di personaggi, chi salvare e chi sacrificare in vista di un’imminente catastrofe. Come spiega Matteo Bandini, “lo scopo del gioco è di riflettere sull’urgenza classificatoria, l’astrazione indeterminata e i casi particolari con cui ci confrontiamo nella vita di tutti i giorni, spesso rischiando di cadere in generalizzazioni indebite”.

Al termine dell’attività è stato proiettato un video di Amnesty International in cui veniva ripercorsa sotto ipnosi la storia di una rifugiata siriana, dalla fuga a causa del conflitto, fino all’arrivo in Olanda, passando per il tormentato viaggio a bordo di un gommone. Una storia nota, dal  messaggio inequivocabile: solo mettendosi dei panni dell’altro è possibile comprendere il vissuto individuale che sta dietro a un fenomeno di massa, che  – aggiunge Agnese Caselli del Gus – “rimane troppo spesso in secondo piano, sullo sfondo di considerazioni storiche per loro natura generalizzanti”.

 A margine dell’iniziativa, è stata distribuita una rassegna stampa su temi di stretta attualità riguardanti i fenomeni migratori in Italia. Dal decreto Minniti alla rivolta di Gorino, passando per la frontiera di Ventimiglia. “Per ognuno dei temi affrontati  – sottolinea Pier Paolo Tassi, coordinatore provinciale del progetto di prima accoglienza del Gus – è stato offerto un angolo visuale divergente, attraverso le lenti di due autorevoli giornalisti, per favorire l’emergere di un pensiero critico in merito ai fatti narrati”.

La risposta degli studenti, organizzati per gruppi tematici e apparsi vivacemente interessati ai contenuti emersi, prevederà una seconda tappa di analisi delle fonti proposte durante il prossimo incontro, previsto per il mese di marzo.

 




Nuovi progetti “task based” del GUS Piacenza a Spazio 2

Accoglienza non significa solo dare un tetto e un pasto caldo a una persona che ha bisogno, significa lavorare perché possa godere del rispetto dei diritti umani in ogni loro sfumatura, ovunque si trovi. Con queste intenzioni il GUS, Ong riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri lavora sin dal 1993 sia all’estero che in Italia, e da qualche anno anche a Piacenza con varie iniziative, la più recente a Spazio 2 con un laboratorio di insegnamento della lingua italiana L2 task based a ragazzi stranieri attualmente residenti a Pianello.

“I progetti in cui operiamo sono di varia natura – sottolinea Beatrice Boselli, referente regionale per i progetti di prima accoglienza del coordinamento nazionale prime accoglienze –, in Italia siamo incentrati sull’integrazione, la sensibilizzazione verso la mondialità, emergenze (ad esempio nelle Marche durante il terremoto dell’agosto 2016)”.

Come mai è stato scelto Spazio 2 per questa collaborazione? “Per aprire una porta,– continua Beatrice -, a ragazzi sulla via dell’integrazione in luogo nato e voluto per dare risalto ad attività che dessero possibilità ai giovani, dal punto di vista dell’inserimento nel mondo del lavoro, ma anche semplicemente esprimendosi in maniera artistica, in modo diverso rispetto a quello che può offrire il territorio. Questo è un luogo libero di interscambio e conoscenza che ci auguriamo, con progetti in essere e futuri, possa creare delle sinergie. Siamo assolutamente aperti a questo tipo di attività, abbiamo fatto altre attività sul territorio piacentino ma questa è la prima volta che utilizziamo la metodologia task based, affinché i ragazzi potessero uscire dallo schema classico della lezione di italiano L2 e dagli stereotipi che li riguardano”.