Giunta assente all’Iftar della Comunità Islamica (come lo scorso anno). Lo stupore di Italia in Comune

La totale assenza di rappresentanti della Giunta Barbieri alla tradizionale cena per l’Iftar (il rituale che interrompe il digiuno durante il Ramadan) organizzata venerdì scorso dalla Comunità Islamica stupisce i rappresentanti della sezione piacentina di Italia in Comune, “ma ormai neppure tanto”.

Come spiegano loro stessi, “dopo la figuraccia rimediata a marzo, con la decisione di non partecipare alla veglia per le vittime musulmane della strage terroristica in Nuova Zelanda, la Giunta Barbieri ripropone, marcandone le distanze, la propria estraneità ai valori di inclusione, aggregazione e solidarietà che la comunità islamica, radicatasi con impegno nel tessuto sociale piacentino, porta avanti da anni a favore della comunità piacentina tutta, senza distinzioni interne”. 

Eppure, affermano,“non certo di errore si tratta. Piuttosto, della volontà decisa ed estremista di proseguire nel solco tracciato dal Decreto Salvini su Sicurezza e Immigrazione: isolare ed escludere l’Altro, salvo poi sfruttare a fini elettorali le conseguenze negative che questa esclusione e questo isolamento producono a livello sociale. Una politica a cui noi di Italia in Comune siamo estranei, perché prescinde sia da un’etica della responsabilità sia dal valore pragmatico della mediazione, che dovrebbero rappresentare al contempo la forza e l’essenza dell’attività di chi amministra la città per il benessere dei propri cittadini”. 

Anche lo scorso anno nessuno della Giunta si era presentato alla cena. 

Quest’anno erano presenti altri esponenti del Consiglio comunale, partendo dal Partito Democratico, i due 5 stelle (Dagnino e Pugni), nonchè Rabuffi. Gli inviti alla Giunta sono stati recapitati per tempo, ma parrebbe che avessero altri impegni già programmati.

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Iftar di Ramadan, alla Comunità Islamica. Tanti rappresentanti della società piacentina, assente la Giunta

L’Iftar è uno dei momenti più importanti del Ramadan, quando il sacrificio diurno viene a rompersi, ed è possibile cenare. La Comunità Islamica di Via Caorsana 43 ha deciso di condividere questo momento con la società civile piacentina, aprendosi alla città.

C’erano vari rappresentanti della comunità locale, del mondo del volontariato, esponenti politici come il consigliere comunale Stefano Cugini, l’ex sindaco Paolo Dosi, della scuola come Donata Horak, il presidente della sezione piacentina della Croce-Rossa Alessandro Guidotti, don Pierluigi Dallavallle in rappresentanza del Vescovo, rappresentanti di Anpi ed Arci. Spiccava invece l’assenza di un rappresentante dell’attuale giunta. Il sindaco aveva delegato l’assessore Filiberto Putzu ma il rappresentante di Forza Italia ha disdetto in mattinata per sopraggiunti impegni.  Nessuna polemica però da parte della comunità islamica che anzi ha espresso parole di apprezzamento nei confronti del sindaco di Patrizia Barbieri e della volontà di dialogo espressa dal primo cittadino in occasione di recenti incontri.

“Da quando ci siamo organizzati come Comunità – commenta il presidente Ylli Kaiku -, ci siamo ripromessi di collaborare con le realtà cittadine. Speriamo che gli incontri di condivisione possano essere sempre più frequenti”. Abbattere i muri è un concetto molto caro anche all’Imam Sheykh Yaseen Alyafi, che ha condatto anche un momento di preghiera prima della cena. “Oltre a condividere le pietanze dovremmo far emergere le somiglianze rispetto alle differenze”.

Don Pierluigi Dallavallle, della parrocchia di San Pietro Apostolo ha sottolineato che le occasioni di dialogo islamo – cristiano rappresentano “un patrimonio di educazione e di pace. Ci ricordano quanto sia importante estendere i frutti positivi di questo incontro”.

Durante la serata sono stati anche fatti anche alcuni doni a Donata Horak, Yassine Lafrau, Alessandro Fornasari di Arci ed Enrico Vattini di ANPI. Yassine Baradai, direttore esecutivo della Comunità ha sottolineato quest’ultimo dono all’ANPI, “perchè ci ha permesso di condividere una parte importante di nostra italianità, per insegnarla ai nostri figli”.

In merito all’assenza di un rappresentante dell’amministrazione, Baradai minimizza evidenziando come comunque “il dialogo col sindaco sia positivo, è una persona aperta. Registriamo questa assenza, peccato, era la prima occasione di un dialogo, sicuramente ci saranno altre occasioni”.