Undicenne prende a pugni l’insegnate. L’intervento dell’ufficio scolastico regionale

L’ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna interviene, con una nota sulla vicenda del ragazzino di 11 anni, studente di prima media di una scuola della provincia di Piacenza, che colpito la propria insegnante rendendo necessario, per quest’ultima, il ricorso alle cure mediche presso il pronto soccorso (con una settimana di prognosi).

“Lo scrivente Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna è stato informato nell’immediatezza del fatto, per il tramite dell’Ufficio territoriale di Piacenza. Stante anche l’età del minore coinvolto, si ritiene doverosa la riservatezza circa le conseguenti azioni intraprese dalla scuola”.

 In merito il Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale, Stefano Versari, ha dichiarato: “Sono a conoscenza dell’accaduto e delle decisioni assunte dalla Dirigente Scolastica e dal Consiglio di classe straordinario appositamente convocato. Una ulteriore dettagliata relazione, a seguire della preliminare già pervenuta, è stata richiesta alla Dirigente Scolastica. Gli elementi di cui sono in possesso mi permettono di assicurare che la Scuola ha affrontato con competenza istituzionale ed educativa il problema, assumendo decisioni tecniche che ritengo molto opportune.  Esprimo vicinanza alla docente. Esprimo pure forte preoccupazione per il bambino responsabile del fatto, perché temo che il clamore mediatico non faciliti il miglior esito delle azioni attivate. Resta un fatto che queste situazioni vanno crescendo, seppure, in questa regione più spesso – non è questo il caso – correlate a studenti con certificazioni handicap ai sensi della Legge 104/1992.  Per questo motivo ho da tempo avviato molteplici azioni formative per la gestione dei comportamenti problema; chi fosse interessato a trarne notizia potrà consultare il sito istituzionale www.istruzioneer.it.  Nel luglio scorso, ho inoltre emanato una nota1 con numerosi suggerimenti operativi per le Istituzioni scolastiche, avente ad oggetto “Prevenzione e gestione delle crisi comportamentali a scuola”. Ne invito alla attenta lettura gli operatori della scuola e le famiglie, come anche gli operatori della comunicazione.  I primi ne potranno trarre utili elementi a guida della propria azione educativa di istruzione.  I secondi, invece, potranno trarne elementi utili alla gestione comunicativa di situazioni complesse, quali sono quelle riguardanti minori, in particolare quelli sotto i 14 anni, come in questo caso”.

Questa mattina avevamo pubblicato un comunicato del sindacato Gilda

Sul caso è intervenuta anche Francesca Gambarini, candidata alla Camera dei Deputati per Forza Italia nel collegio di Piacenza Parma e Reggio Emilia “Altro episodio di violenza contro un’insegnante in una scuola del piacentino. Serve il pugno di ferro – ha detto la Gambarini –  perchè questi fatti stanno diventando troppo frequenti in un contesto diffuso di mancato rispetto dell’autorità. I ragazzi responsabili di questi atti devono essere puniti e devono capire che il loro comportamento è sbagliato: è compito delle istituzione rimetterli sulla retta via prima che il tempo passi e non sia più possibile. Allo stesso modo anche le famiglie devono essere richiamate alla loro responsabilità e aiutate in caso di difficoltà”.




Il sindacato Gilda difende l’insegnate che aveva preteso la consegna del telefonino da un alunno

Il sindacato Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma interviene con un comunicato a proposito di un esposto presentato contro un insegnante piacentino colpevole di aver chiesto ad un allievo di consegnargli il telefonino.

A proposito del docente di una scuola statale piacentina oggetto di un esposto presentato contro di lui perché “reo” di aver preteso, forse energicamente, il rispetto di un ordine da egli impartito ad uno scolaro, ovvero quello di consegnare un telefono cellulare in suo possesso. A tal fine, anche se il collega non dovesse essere essere un nostro iscritto, noi della Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma offriamo tutta l’assistenza possibile.

Spesso la gente dimentica che i docenti nell’esercizio delle loro funzioni sono pubblici ufficiali e come più volte ha ripetuto la Cassazione, rivestono poteri “autoritativi e certificativi”. Inoltre, spesso sfugge, che i cittadini che hanno compiuto il 14° anno di età sono penalmente perseguibili. 

Senza entrare nel merito de caso specifico, che eventualmente valuteranno gli organi preposti, è sicuramente cosa buona e utile ricordare che esiste il reato di calunnia.

Salvatore Pizzo, coordinatore della Gilda degli Insegnanti di Piacenza e Parma, ci tiene a far presente “che le Autorità dello stato si rispetta piaccia o non piaccia, questo vale anche a scuola, soprattutto a scuola”.