Cresce il lavoro dipendente in provincia di Piacenza: +1560 unità su base annua

Si possono definire incoraggianti i dati sul lavoro dipendente diffusi dall’Agenzia Regionale per il Lavoro dell’Emilia Romagna: nel quarto trimestre 2018 si ravvisa che il saldo destagionalizzato fra le attivazioni e le cessazioni dei rapporti di lavoro è stato di 503 unità, comportando così un incremento delle posizioni di lavoro dipendente su base annua pari a 1.560 unità.

Un trend in continuità dal 2015, ma qualifica il bilancio occupazionale relativo al 2018 in virtù di un significativo aumento della componente a carattere permanente dell’occupazione.

 

Approfondendo il dato grezzo, si può notare come il valore trainante sia quello relativo ai servizi, che risulta essere quello più “attivo” sia in termini di nuovi contratti sia di cessazioni, con ben 28 mila 849 attivazioni e 28 mila 130 cessazioni. (Per “altre attività di servizi” stando ai Codici ATECO si intendono riparazioni di varia natura, organizzazioni associative, ma anche servizi alla persona come parrucchieri, istituti di bellezza e benessere fisico, pompe funebri, tatuaggi e piercing, cura degli animali e lavanderie).  

Volendo osservare il dato da un’altra prospettiva, si potrebbe cercare di capire che tipo di contratto viene offerto. Perchè se da un lato è vera l’importanza del dato occupazionale in senso stretto, è importante anche verificare che tipo di contratto viene offerto dai datori di lavoro.

Ebbene, anche in questo caso vediamo come le attivazioni principali riguardano contratti a tempo determinato e le somministrazioni (che sommati fanno 46 mila contratti complessivi su circa 55 mila attivazioni complessive). Col segno + comunque anche i contratti a tempo determinato, 812 nell’arco dell’anno ma col segno – nell’ultimo trimestre.

ARTIGIANI IN CRISI

E’ possibile incrociare questi dati con quelli recenti dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre che certifica 6500 aziende artigiane in meno nei primi 6 mesi del 2019 in Italia, con l’Emilia Romagna che segna il dato peggiore (-761). Si tratta tuttavia di un trend negativo che dura da 10 anni. Complessivamente si registrano 165 mila unità.

Per azienda artigiana si può intendere un’attività di produzione di beni, anche semilavorati, o di prestazioni di servizi, di intermediazione nella circolazione dei beni o ausiliarie di queste ultime, di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande. Quali sono le cause? “La crisi, il calo dei consumi, le tasse, la mancanza di credito e l’impennata degli affitti – afferma il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – sono le cause che hanno costretto molti artigiani a cessare l’attività. E per rilanciare questo settore è necessario, oltre ad abbassare le imposte e ad alleggerire il peso della burocrazia, rivalutare il lavoro manuale”. Senza contare lo spettro dell’aumento dell’Iva, per un settore che è sempre stato sinonimo di eccellenza e made in Italy.

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Lavoro, a Piacenza e provincia 128 mila occupati nel 2018, 8 mila quelli in cerca

Piacenz@ Economia Lavoro e Società presenta ha presentato un’anteprima dei principali risultati con riferimento ai dati ufficiali sul mercato del lavoro nelle province nel 2018 diffusi dall’ISTAT nei giorni scorsi, risultati che saranno comunque oggetto di successivi approfondimenti in occasione della redazione del prossimo report congiunturale.

Nel report attuale infatti viene specificato solo il dato sull’occupazione, senza approfondimento sul tipo di lavoro, la retribuzione media e il tipo di contratto in essere. 

I NUMERI DEL MERCATO DEL LAVORO A PIACENZA.

In provincia di Piacenza, in base ai risultati della Rilevazione campionaria sulle forze di lavoro dell’ISTAT, sono 128.000 gli occupati nella media del 2018, in aumento di mille unità rispetto all’anno precedente; la variazione positiva registrata risulta a vantaggio però della sola componente maschile (+2.000 unità), dato che quella femminile si riduce (-1.000).

Il tasso di occupazione si attesta, per la popolazione dai 15 ai 64 anni, al 69,1%, in lieve calo rispetto alla media del 2017 (-0,3 punti percentuali); cresce per gli uomini (77,5%, +0,7 punti) ma diminuisce per le donne (60,7%, – 1,1 punti).

Nel 2018 le persone in cerca di occupazione sono sempre 8mila, stessa entità del 2017, equamente distribuite tra maschi e femmine. Il tasso di disoccupazione provinciale, al 7,5% nel 2016 e al 6,1% nel 2017 (-1,4 punti), cala anche nel 2018 portandosi al 5,6% (-0,5 punti). Migliora soprattutto il tasso di disoccupazione maschile, dal 5,4% al 4,7% (-0,7 punti), mentre quello femminile scende dal 7,1% al 6,7% (-0,4 punti).

Nel 2018 la partecipazione al mercato del lavoro, misurata dal tasso di attività, è pari quindi al 73,4%, 0,6 punti percentuali in meno rispetto al 2017. Come per il tasso di occupazione, si osserva in particolare una crescita nella partecipazione maschile, dal 81,3% nel 2017 al 81,5% nel 2018, mentre la partecipazione femminile scende dal 66,6% al 65,1% (-1,5 punti).

PIACENZA E GLI ALTRI CONTESTI DI RIFERIMENTO.

L’esaurirsi della ripresa economica a livello nazionale e internazionale che ha caratterizzato la seconda metà del 2018 sembra aver condizionato il mercato del lavoro piacentino, che infatti cede – rispetto al 2017 – qualche frazione di punto percentuale del tasso di occupazione e del tasso di attività. Nonostante questo, è da rilevare come tali indici rimangano comunque elevati, conservando sostanzialmente gran parte del guadagno accumulato nel confronto col 2016. Per cui se è vero che gli indicatori (a parte il tasso di disoccupazione che continua a migliorare) vanno in controtendenza rispetto ai progressi che si rilevano a livello regionale (il tasso di occupazione cresce di un punto, quello di attività di mezzo punto) e nazionale, è anche vero che Piacenza rimane ad ogni modo  anche nel 2018 all’interno dell’area del Paese con i maggiori tassi di occupazione e con i minori tassi di disoccupazione.

Nella media 2018 gli indicatori provinciali si confermano sempre migliori rispetto ai valori medi italiani, con il tasso di occupazione che supera quello medio nazionale di quasi 11 punti percentuali, e il tasso di attività di quasi 8 punti, mentre il tasso di disoccupazione è pari alla metà di quello italiano.

Ritorniamo però in svantaggio – dopo la parentesi del 2017 – nei confronti del contesto regionale, sia nel tasso di occupazione (adesso -0,5 punti) che in quello di attività (-0,6) complessivi. Torna ad ampliarsi in particolare il divario per la componente femminile, punto di debolezza storico del nostro mercato del lavoro e che proprio nel 2018 segna un arretramento, con i tassi di attività e di occupazione provinciali che sono sotto di circa 2-3 punti percentuali rispetto a quelli medi emiliano-romagnoli. Situazione opposta per la componente maschile, con il tasso di attività e il tasso di occupazione sempre superiori a quelli regionali. Bene infine, nel confronto con l’Emilia-Romagna, anche il tasso di disoccupazione provinciale (5,6%), più basso di 0,3 punti.

Per quanto riguarda il confronto con le province limitrofe, nel tasso di occupazione la provincia di Piacenza presenta valori allineati (ma verso il basso) a quelli di Milano e Parma, e migliori di quelli di Cremona, Lodi e Pavia. Anche nel tasso di attività il dato piacentino è superato da quello riferito all’area metropolitana milanese e da quello di Parma. Con riferimento al tasso di disoccupazione infine, la nostra provincia si colloca appena dopo Parma e Cremona, e facendo meglio di tutte le altre province lombarde. 

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Mercoledì 16 incontro inaugurale del progetto della Cooperativa L’Arco sulla ricerca del lavoro

Vuole essere di reale supporto ai giovani in cerca di lavoro il nuovo progetto dell’Unione Valnure Valchero, “About a job”. Una iniziativa che si propone di continuare le azioni intraprese con le due edizioni passate di “Progetto Work” nei Comuni di Carpaneto Piacentino, Gropparello, Podenzano, San Giorgio Piacentino, Vigolzone, affidata alle orientatrici della cooperativa sociale piacentina L’Arco e rivolta a ragazze e ragazzi dai 14 ai 34 anni.

A inaugurarlo in ogni territorio dell’Unione saranno cinque diversi eventi, a partire dal Comune di Vigolzone con “Lavoro e… genitori e figli. Dialogo fra generazioni”, condotto da Alessandra Bassi, counsellor dell’Arco, in collaborazione con l’associazione VigoGiovane, in programma per mercoledì 16 gennaio alle ore 21, presso il Centro Civico di viale Stefano Castignoli 2.

Il primo di una serie di incontri che intendono coinvolgere tutti i cittadini dei territori a partire da una lettura inusuale del tema lavoro: quando si parla di ricerca di lavoro, si parla di diversi aspetti della vita, dal rapporto genitori-figli, al tema dell’identità, dell’utilizzo del tempo libero, alle emozioni e alla sfera della comunicazione.

Dopo questa premessa, il progetto proseguirà con una serie di azioni che partono da una fotografia della situazione attuale nei diversi territori, rispondendo alla domanda “Chi sono i giovani in cerca di lavoro?”. Per questo verranno integrati dati ufficiali su scala nazionale, regionale e provinciale rilevati da Istituti di ricerca con elementi raccolti nei diversi comuni rispetto a temi e informazioni che rispecchino i bisogni concreti dei destinatari. A questo proposito verranno attivate alleanze con le realtà territoriali a contatto con i giovani, e condivisi con loro strumenti di indagine efficaci per delineare un profilo del target del territorio in termini di competenze presenti nella popolazione giovanile in cerca di lavoro. Una fase messa a punto dagli operatori Daniela Dallavalle, Mirco Dadomo e Silvia Vitale, che sarà determinante per verificare il livello di congruenza tra ciò che richiede il mercato del lavoro del territorio e le competenze e le risorse dei giovani.
Il contatto e il dialogo con i ragazzi sarà infatti quello che contraddistinguerà il progetto. Allo stesso tempo sarà fondamentale conoscere quali sono le competenze di cui necessitano le aziende del territorio: in relazione a questo è’ stata avviata una collaborazione con L’Università Cattolica di Piacenza, nello specifico con la Prof.ssa Cantoni della Facoltà di Economia, che condurrà una ricerca per arrivare a produrre una mappatura delle aziende presenti nel territorio dell’Unione e definire un profilo di competenze di lavoratore richieste dal territorio.
I giovani alla ricerca di lavoro troveranno inoltre un sostegno negli sportelli di orientamento, condotti dalle orientatrici Daniela Dallavalle, Monica Francani, Stefania Mazza, Silvia Vitale. Il loro compito sarà quello di accogliere i giovani e parlare con loro, per far emergere e riconoscere le loro risorse individuali. Un punto di partenza, quello del racconto delle proprie esperienze e aspirazioni, per raccogliere aspetti utili a supportare i giovani nella scelta del percorso da intraprendere, sia a livello di orientamento formativo sia professionale. Un percorso che prevede ad esempio la riformulazione del proprio curriculum, il sostegno nella ricerca di un corso per riqualificarsi o nell’individuare un’azienda a cui inviare la propria candidatura. O anche il ritrovarsi per raccontare l’esito di un colloquio.
Perché questo tipo di servizio rappresenta un mezzo per entrare realmente in contatto con i ragazzi, diventando un punto di riferimento, “lavorando con la persona sulla persona”. Un progetto professionale mirato e individualizzato che, e questa è una novità rispetto alle azioni precedenti, sarà messo a disposizione anche di destinatari indiretti, quali i genitori e gli insegnanti, in un’ottica di alleanza educativa, soprattutto per la fascia degli adolescenti.

Per ulteriori informazioni sul progetto è possibile contattare la referente, Paola Bersani della Cooperativa L’Arco, alla mail paola.bersani@arcopiacenza.it, tel. 348.0624252 (ore 12-14) o consultare sito e pagina Facebook dell’Arco (www.arcopiacenza.it- Cooperativa sociale L’Arco). 

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Incidenti mortali sul lavoro, primato al Sud

Sono dati che fanno riferimento al 2015, ma possono scattare un’istantanea della situazione lavorativa in Italia al giorno d’oggi per quanto concerne le morti sul lavoro. La statistiche sono state elaborate dall’ Istat e riprese da Il Sole 24 Ore sulla sua piattaforma InfoData, mostrando un Nord in cui il tasso di occupazione elevato va di pari passo con una quantità di incidenti sul lavoro molto ridotta rispetto ad altre zone del Paese. A partire dall’Emilia Romagna sueguendo il. cammino dello Stivale, si nota come gli incidenti mortali sul lavoro vadano aumentando, raggiungendo picchi molto elevati in Basilicata e in Calabria. Nella provincia di Vibo Valentia ad esempio si contano 35 morti sul lavoro (o gravi invalidi) ogni 10 mila abitanti. A Potenza sono 30, ad Arezzo 26,80.

A segnare pochi incidenti Milano, che con 5,4 è la migliore d’Italia. La provincia di Piacenza fa registrare 13, 80 incidenti mortali, penultima in questa speciale classifica che vede Bologna fanalino di coda con 11. Parma ne fa segnare 16, Reggio Emilia 21(sempre ogni 10 mila abitanti), Modena 14,8, Ferrara 19 e Ravenna 15,10. 

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Ugl Terziario chiede incontro con Amazon dopo l’ispezione del Ministero del Lavoro

Anche UGL Terziario fa sentire la propria voce dopo l’ispezione del Ministero del Lavoro con riferimento alla situazione di stabilizzazione precari ad Amazon.

Le risultanze dell’ispezione cominciata a dicembre 2017 da parte dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, dopo lo storico sciopero del 23 novembre, che si chiuderebbe con un verbale che aprirebbe la strada alla stabilizzazione di oltre 1300 contratti precari, rappresentano uno scenario che da un lato conferma la validità delle iniziative sindacali che hanno accesso i riflettori sulla multinazionale americana e dall’altro dimostrano che la scelta, per lungo tempo adottata, dall’azienda, di rifiutare il confronto con i sindacati e di centellinare le informazioni aveva, come suol dirsi, un suo “perché”.

Rammentiamo che, dopo il tormentato iter per arrivarci, si tenne lo scorso 19 febbraio l’incontro congiunto con l’azienda presso la Prefettura di Piacenza. Ebbene, 6 giorni prima, Ugl terziario avanzò una serie di richieste d’informazioni mai fornite da Amazon. La prima si riferiva ai contratti in somministrazione!

A questo punto riteniamo che sia necessario prendere visione del verbale dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e chiedere a breve un incontro con l’azienda. Ovviamente la scrivente O.S., alla luce delle determinazione degli Ispettori del Ministero del Lavoro, offre tutta la propria assistenza ai lavoratori precari per l’esercizio dei loro diritti rivolgendosi velocemente alla nostra struttura di Piacenza.

Se tutto confermato, la questione assumerebbe i connotati di una rivincita dei “green badge” che, come tutti i lavoratori precari, fanno enorme fatica a vedere applicati i loro diritti e che in molti, con rammarico, nelle giornate di sciopero varcarono i tornelli con la coscienza di non poter sostenere i colleghi che, a quanto pare, restarono fuori anche per loro!

Riteniamo che, a questo punto, sia necessario ed urgente procedere con le opportune verifiche presso gli stabilimenti di Vercelli e Passo Corese dove l’azienda applica un ccnl diverso (quello trasporti e logistica) ma usa e, sembra, abusi del lavoro in somministrazione 

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Vademecum per Neet e Mezzogiorno dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

Un tema caldo della campagna elettorale è stato quello del lavoro, accreditato da più parti come uno dei motivi del successo del MoVimento 5 Stelle. Recentemente è stata pubblicata una circolare della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro che conteneva una serie di domande ricorrenti a cui si è cercato di rispondere con chiarezza e precisione, con particolare riferimento agli incentivi per l’occupazione dei Neet e del Mezzogiorno.

Possono accedere a questo incentivo tutti i lavoratori privati che assumono lavoratori con le caratteristiche necessarie. Possono non essere necessariamente imprenditori e si aggiunga, non sono obbligati legalmente ad assumere. Gli studi privati possono accedere a questo incentivo. L’Ente pubblico non economico non ha diritto a questa possibilità, in quanto pubblico.

Possono essere assunte sulla base di questo incentivo persone disoccupate, a condizione che prestino l’attività nell’ambito territoriale di competenza. Devono avere un’età compresa tra i 16 e i 34 anni (fino a 34 anni e 364 giorni vale). Se invece alla data di assunzione hanno compiuto i 35 anni, devono dimostrare, oltre a essere disoccupati, di non essere retribuiti da almeno 6 mesi o di aver prestato attività lavorativa subordinata per meno di 6 mesi. Per “disoccupati” si intende coloro che sono privi di impiego e che dichiarano, in forma telematica, la propria disponibilità a lavorare.

Hanno diritto agli incentivi per Neet i seguenti tipi di assunzione: a tempo indeterminato, apprendistato professionalizzante, rapporti di lavoro instaurati. L’incentivo in questo caso spetta ai partecipanti al Programma Garanzia Giovani.

Per ulteriori informazioni sulla circolare QUI 

Le info sul programma Garanzia Giovani 

Per altre info 

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Inventare il lavoro è la soluzione al problema del nostro tempo?

Siamo arrivati al punto in cui inventare il lavoro è la soluzione a uno degli atavici problemi del nostro tempo? Tante hanno partecipato ieri all’Auditorium della Fondazione al convegno “Inventati il lavoro – Sopravvivere alla fine del posto fisso e svegliarsi ogni mattina col sorriso” per cercare chi chiarimenti, chi una risposta forse. Probabilmente la prima cosa che avete pensato è che proprio OGNI mattina il sorriso non scappa, ma andiamo per gradi.

Hanno portato la loro testimonianza Jacopo Perfetti, autore del libro che dava il nome all’incontro nonchè docente di imprenditoria presso la SDA Bocconi School of Management, Martino Migli, filmmaker e autore di programmi televisivi e Maurizio Matrone, esperto di coaching e narrativa d’impresa.

“Nel contesto lavorativo attuale il 35% delle competenze non saranno più utili tra qualche anno -racconta Perfetti -, ci saranno molteplici lavori sostituiti da robot. L’alternativa è inventarsi il lavoro, che è una delle cose che può darci più soddisfazione nella vita, sia a livello personale che professionale”. Perfetti ha aggiunto provocatoriamente che “il licenziamento è un’opportunità, perchè permette di organizzare la propria vita. Non sapevate di avere dentro di voi qualcosa da dare”.

Avverte però: “Quando ti inventi un lavoro, sei tu che devi farlo accadere, devi far si che diventi reale. Il cambiamento è un’opportunità necessaria, questo Paese non è stato costruito da manager, ma da persone che si sono inventate ogni giorno un lavoro. Non sono un fanatico, ammetto di avere anche nostalgia verso ciò che era il lavoro in passato, ma è passato, bisogna andare oltre”. Infine ha chiosato: “Purtroppo in Italia conosciamo ancora poco la poetica del fallimento, non vogliamo buttarci in progetti nuovi, e se falliamo pensiamo sia una cosa che ci porteremo avanti per anni“.

Matrone nel suo intervento ha raccontato che molte persone col posto fisso sono interessate a inventarsi un lavoro, perchè molto più appagante rispetto all’essere dipendenti “Dobbiamo innamorarci di quello che facciamo, non sopportarlo per sopravvivere“. Ci si prospetta un futuro da Archimede.

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Molestie sul lavoro, un problema per 9 milioni di donne e 4 milioni di uomini

Se ne è parlato a lungo a causa dello scandalo Weinstein, ma le molestie su luogo di lavoro continuano ad essere un fenomeno ancora “sommerso”. L’ Istat nei giorni scorsi ha cercato di approfondire la questione con uno studio ripreso da Il Sole 24 Ore, dal quale emergono dati sorprendenti e allarmanti allo stesso tempo.

La ricerca è stata effettuata tra il 2015 e il 2016, ben prima che il tema divenisse di dominio pubblico, su un campione di 50 mila interviste su persone di età superiore ai 14 anni. 9 milioni di donne hanno subito molestie, mentre sono 4 milioni gli uomini che hanno subito tale trattamento. Va detto che comunque nel 97% dei casi al femminile e nell’ 85% dei casi al maschile il carnefice era un uomo.

In particolare viene evidenziato il rapporto tra titolo di studio delle vittime con varie tipologie di molestie: fisiche, da social network, verbali, credenziali rubate, telefonate oscene, pedinamenti e via discorrendo. Si nota che ha dichiarato di aver subito molestia fisica il 26% delle donne laureate, contro l’11% di chi possedeva la licenza media e il 17% di quella superiore. Anche i pedinamenti seguono quest’ordine, il 29% delle donne laureate dichiara di essere stata pedinata. Percentuali ancora molto inferiori per i maschi.

Le molestie sui social network, come prevedibile, raccolgono una fetta giovanissima della popolazione: il 13% delle donne dai 14 ai 24 anni.

Il problema è maggiormente diffuso nel Lazio, dove il 55% delle intervistate ha dichiarato di aver subito o una molestia o un ricatto di natura sessuale. Stesso discorso vale per la Toscana, mentre in Molise si riscontra meno il fenomeno con il 22%, che rimane comunque un dato elevato, considerata la fascia 14 – 65 anni. In Emilia Romagna il dato si ferma al 52%, al terzo posto di questa speciale classifica, di cui non è bello essere sul podio.

Qui lo studio 

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Staglianò in Cattolica: “Web e robot ci stanno rubando il lavoro”

“Le conseguenze dell’innovazione tecnologica sul lavoro”, quinto appuntamento della stagione CIVES 2017 – 2018, organizzata dall’Università Cattolica, ha abbracciato tra le sue mura un ospite di prestigio; Riccardo Staglianò ha iniziato la sua carriera come corrispondente da New York per il mensile Reset, ha poi lavorato al Corriere della Sera e oggi scrive inchieste e reportage dall’Italia e dall’estero per il Venerdì. Ha partecipato a vari Festival dedicati al giornalismo, tra cui quello di Internazionale e Ferrara e di Perugia. Si è spesso occupato di economia e nuovi media, che ha insegnato per dieci anni alla Terza Università di Roma.

Attraverso dieci numeri ha voluto spiegare alla folta platea presente il suo punto di vista “pessimista” riguardo il rapporto uomo – macchina – lavoro, evidenziato anche nel suo recente libro “Al posto tuo”, edito da Einaudi.

#1 2000 “L’occupazione ha sempre seguito la produttività, fino al 2000 – ha sottolineato Staglianò -, da allora gli effetti dell’economia internettiana si sono fatti sentire. Come spiegano Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee in un loro studio, gli esseri umani non riescono a seguire questo boom. Perciò se la curva della produttività è sempre rimasta costante, l’occupazione è drasticamente scesa e si è aperta una forbice considerevole”. #2 47 Staglianò ha portato inoltre come esempio uno studio fatto da Frey e Osborne, due ricercatori di Oxford, che nel 2013 hanno prodotto un paper nel quale spiegavano che il 47% dei lavoratori americani rischiassero di essere sostituiti da delle macchine. #3 5 000 000 Il World Economic Forum ha stimato in 5 milioni il saldo negativo tra posti di lavoro creati e persi da qui al 2020, se continuano le attuali politiche”. Altri studi, più lungimiranti e pessimistici, hanno individuato in 7 milioni il saldo entro il 2025. Staglianò ha portato come contraltare un post di Luigi Di Maio, attuale candidato premier per il MoVimento 5 Stelle, nel quale dichiara che “Internet è la più grande fabbrica di posti di lavoro al mondo”.

 

#4 15 “Se i negozi tradizionali impiegano 47 dipendenti ogni dieci milioni di dollari generati – ha proseguito il relatore -, Amazon ne impiega solo quindici, spremuti a ritmi inimmaginabili. Oggi si possono accumulare ricchezze inaudite con l’apporto di un numero esiguo di lavoratori, che da soli valgono cifre inimmaginabili”. #5 13 “Nel 2012 Instagram, che contava 13 dipendenti, è stata acquisita da Facebook per un miliardo di dollari. L’anno prima falliva la Kodak, famosa industria costruttrice di macchine fotografiche, contava 140 mila dipendenti”.

#6 160 000 “Sono gli studenti di Andrew Ng, professore di informatica a Stanford, ha come platea in Coursera, piattaforma che offre corsi universitari in modalità MOOC (Massive Open Online Course). Cosa impedisce in futuro la creazione di piattaforme simili in cui il pubblico arriva a toccare il milione di utenti, con un professore solo ad insegnare? E cosa diranno gli altri professori universitari che non sono i superesperti di una materia?”. #7 500 “Sono i biglietti del treno che una macchinetta automatica riesce a produrre nel giro di una giornata. Un essere umano ne fa 200, contando però che deve essere pagato. Quale è più utile?”. #8 60 000 “Sono le persone licenziate e sostituite con robot dalla Foxcom, che produce qualsiasi tipo di componentistica elettronica. Complessivamente sono un milione i robot nelle proprie fila”.  #9 69.168 “AirBnB, società da 481 milioni di euro di fatturato, ha pagato solo 69 mila 168 euro di tasse. Conta 25 dipendenti, contro i 200 mila del settore alberghiero”.

#10 0,5 “E’ la percentuale di occupati in aziende USA nate dopo il 2000”.   

“L’unico modo per uscire da questo guado è affidarsi alla politica – conclude Staglianò -, perchè è moralmente sbagliato che persone come Warren Buffett paghino il 17% di tasse quando altri ne pagano il 34%”

PS Questo articolo non è stato scritto da un bot.

 




Sostegno della mobilità casa-lavoro per persone con disabilità, domande all’InformaSociale Polo disabilità-Caad

Da InformaSociale 

Fino al 2 febbraio 2018 sarà possibile presentare domanda per accedere a contributi a sostegno della mobilità verso e dal luogo di lavoro, per lavoratori dipendenti e tirocinanti con disabilità con la necessità di trasporto personalizzato, per spese sostenute nel 2017.

A chi si rivolge
Il contributo può essere richiesto dalle persone in possesso dei seguenti requisiti:

  • residenza nel Comune di Piacenza;
  • certificazione di handicap in base alla legge 104/1992 e/o di certificazione di invalidità ai fini del collocamento mirato in base alla legge 68/1999;
  • lavoratori con contratto a tempo indeterminato o determinato; sono ammesse anche persone con disabilità inserite in tirocini formativi;
  • aventi necessità di trasporto personalizzato verso e dal luogo di lavoro in caso non sia garantita la raggiungibilità con mezzi pubblici adeguati e/o compatibili con gli orari di lavoro.

Come e quando fare domanda
Al modulo di domanda (scaricabile a fondo pagina) debitamente compilato e sottoscritto è necessario allegare:

– fotocopia del documento d’identità;

– fotocopia della documentazione attestante la regolare presenza sul territorio italiano;

– fotocopia del verbale di handicap (legge 104/1992) e/o della certificazione di invalidità ai fini del collocamento mirato (legge 68/1999);

– in caso di utilizzo dei trasporti personalizzati è richiesta la documentazione relativa alle spese sostenute nell’anno 2017.

Entro il termine ultimo di venerdì 2 febbraio 2018, le domande andranno presentate al Servizio Promozione Sociale del Comune di Piacenza (Via Taverna n.39) in una delle seguenti modalità:

– consegna a mano presso l’InformaSociale – Polo disabilità / Caad di via XXIV Maggio n.28;

– spedizione tramite servizio postale (raccomandata con ricevuta di ritorno), corrieri postali o agenzie di recapito debitamente autorizzate;

– trasmissione via PEC alla casella PEC protocollo.generale@cert.comune.piacenza.it;

– ufficio Protocollo Generale del Comune di Piacenza – viale Beverora n.57.

Le domande presentate dopo la scadenza del termine (2 febbraio 2018) sono escluse dal bando, si intendono valide le domande presentate per posta con data di partenza entro i termini risultante dal timbro postale.
In ogni caso non verranno prese in considerazione le domande che, benché spedite nei termini, siano pervenute all’amministrazione 10 giorni dopo la scadenza del bando.

Per informazioni, ritiro modulistica e supporto nella compilazione delle domande è possibile rivolgersi presso InformaSociale – Polo disabilità / Caad di via XXIV Maggio n.28
0523 492022 – informahandicap@comune.piacenza.it
Aperto nei seguenti giorni ed orari:
lunedì e giovedì 8.45 – 13 e 15.30 – 17.30; martedì chiuso; mercoledì e venerdì 8.45 – 13

Altre informazioni
Possono essere rimborsate le seguenti spese:

  • per servizi di trasporto personalizzati (es. taxi), effettivamente sostenute e debitamente documentate.

Inoltre possono essere ammesse le spese sostenute da:

  • parenti o affini fino al terzo grado, anche non conviventi;
  • associazioni di volontariato;
  • colleghi di lavoro che trasportino la persona con disabilità per gli spostamenti casa-lavoro.

In questi tre casi si farà riferimento alla distanza chilometrica percorsa e alle tabelle Aci 2017 relative al costo chilometrico.

Erogazione del contributo
L’ammontare del contributo sarà quantificato, in base alle risorse disponibili, in relazione alla distanza chilometrica complessivamente percorsa e al numero di domande ammissibili. Si procederà per garantire, anche in misura parziale, la copertura di tutte le richieste pervenute.
Il contributo non potrà in ogni caso superare il limite massimo di 3.000 euro per ciascuna domanda.

All’atto della presentazione della domanda di contributo è necessario indicare il codice Iban del conto corrente (bancario o postale) intestato o cointestato al richiedente, in caso di contributo superiore a 999,99 euro.
Non è possibile l’erogazione del contributo su libretto postale.

Per info ulteriori, alcuni documenti QUI QUI