Liberi: “Serve un regolamento per la biodiversità”

Si è svolta ieri in Sala Cattivelli la conferenza stampa dell’Associazione Liberi, presenti i consiglieri Gloria Zanardi e Massimo Trespidi, che hanno esposto le loro linee programmatiche per il futuro della città, con un focus specifico sulla biodiversità a Piacenza.

Il recente rapporto “I City Rate 2017” ci consegna un quadro impietoso delle carenze della nostra città sotto il profilo del “suolo e territorio”, “qualità dell’acqua e dell’aria” e soprattutto del “verde urbano”.

La classifica delle città intelligenti italiane vede Piacenza al 41° posto su 106 capoluoghi di provincia analizzati e soprattutto ci vede retrocedere di ben 15 posizioni (nel 2016 occupavamo il 26° posto).

Dato ancora più allarmante, se consideriamo che gli altri 8 capoluoghi della nostra Regione si collocano tutti nei primi 25 posti (con posizioni sostanzialmente stabili) e che, in particolare, Bologna è al secondo gradino del podio, mentre Ravenna, Parma, Modena e Reggio Emilia sono nelle prime 10 posizioni.

A portare Piacenza così in basso, e così staccata dalle realtà emiliano romagnole confinanti, hanno contribuito sicuramente i dati imbarazzanti di verde pubblico (74° posto) qualità dell’acqua e dell’aria (51° posto) suolo e territorio (59° posto).

Come evidenziato dai curatori della ricerca, Gianni Dominici e Valentina Piersanti, nel “dare la pagella” al verde pubblico di Piacenza, si è tenuto conto dell’incidenza del verde (incidenza percentuale delle aree verdi (aree naturali protette e aree del verde urbano), della disponibilità pubblica (disponibilità di verde pubblico pro capite – metri quadrati per abitante) e della pianificazione del verde (indicatore composito che valuta la presenza di strumenti di pianificazione del verde – piano del verde, regolamento del verde, censimento del verde, monitoraggio cedimento alberature, bilancio arboreo).

Se da un lato, da cittadini piacentini, siamo dispiaciuti nel vedere certificare le carenze in ambito ambientale registrate nella nostra città, come Associazione Liberi siamo orgogliosi di aver messo all’interno del nostro programma elettorale (unica forza politica ad averlo fatto) la gestione pianificata e normata del verde pubblico e privato.

Al quinto punto della parte dedicata all’ambiente del nostro programma (una città che respira), ci siamo infatti presi l’impegno con i nostri concittadini di “approvare un regolamento del verde e sviluppare azioni finalizzate alla sostenibilità ecologica e ambientale e all’educazione della tutela degli animali, in collaborazioni con le associazioni animaliste”.

Nei mesi scorsi abbiamo cercato di tradurre in azioni concrete l’impegno preso. Dapprima abbiamo presentato un emendamento al Documento Unico di Programma presentato dall’Amministrazione Comunale ma è stato inspiegabilmente rigettato. Nelle settimane successive abbiamo presentato un ordine del giorno in Consiglio Comunale ma anche questo è stato bocciato.

È per questo che abbiamo deciso di proseguire per la nostra strada e predisporre un Regolamento Comunale del Verde Pubblico e privato, o meglio un Regolamento per la Gestione della Biodiversità nelle Aree Verdi Pubbliche e Privare del Comune di Piacenza.

Perché nelle aree verdi non ci sono solo alberi, arbusti e prati. I nostri giardini, i nostri parchi, i viali alberati, … sono (o potrebbero essere) ricchi di insetti, anfibi, rettili, uccelli, mammiferi, … Anche le amministrazioni comunali, per quanto di loro competenza devono pertanto attivarsi per difendere la biodiversità del proprio territorio.

A seconda che si adottino delle pratiche di progettazione e gestione del verde più o meno virtuose si avranno conseguenze positive o negative sulla biodiversità. Ad esempio, utilizzare alcuni arbusti piuttosto che altri favorisce l’insediamento degli uccelli, realizzare piccole aree umide recintate all’interno dei parchi consente la riproduzione degli anfibi, utilizzare prati fioriti al posto dei classici miscugli ornamentali agevola la presenza di farfalle, coccinelle, … accrescendo la biodiversità.

Riteniamo necessario costruire un Regolamento che non si limiti a normare gli abbattimenti, la capitozzatura, la potatura, le specie arboree, la gestione dei fossi e i corsi d’acqua minori, i tappeti erbosi, … ma che possa essere uno strumento per la depurazione dell’aria, la rigenerazione del suolo, l’insediamento degli animali, il mantenimento della biodiversità, … oltre ovviamente al miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini in termini culturali, sociali, sportivi, ricreativi, …

Vogliamo anche, e soprattutto, che questi spazi migliorino la qualità della vita, non solo delle persone che li frequentano, ma di tutti i piacentini. La nostra città ogni anno registra decine di superamenti dei limiti di PM10 (quasi 100 nel corso del 2017) e noi crediamo che un’oculata gestione del verde, sia dal punto di vista quantitativo ma soprattutto qualitativo, significhi contribuire a contrastare l’inquinamento in città.

Noi crediamo che sia giusto pensare al “verde bello” quale elemento di arricchimento delle città, ma riteniamo che sia giunto il momento di puntare sul “verde utile”. Un nuovo concetto di verde che preveda la realizzazione di “foreste urbane”, ovvero significative porzioni del territorio ricche di alberi, che possano contribuire, attraverso l’assorbimento dei fattori d’inquinamento, a rendere più respirabile l’aria della nostra città.

A Piacenza abbiamo una grande opportunità: il Parco della Pertite. Riteniamo che sia giunto il momento di rendere operativo questo parco, di farlo diventare quella foresta urbana in grado di consentire un salto di qualità nella lotta all’inquinamento e di ottenere risultati migliori rispetto a quelli fino ad oggi registrati.

Realizzare un regolamento per la Gestione della Biodiversità nelle Aree Verdi Pubbliche e Privare del Comune di Piacenza è molto complesso sia dal punto di vista tecnico che sotto il profilo politico.

Per questa ragione abbiamo coinvolto biologi, naturalisti, agronomi, arboricoltori, … e la “squadra” cresce ogni giorno con nuove professionalità che si mettono a disposizione per realizzare un documento il più completo possibile.

Non è infatti pensabile, come spesso si è fatto in passato (e qualcun pensa di fare ancora oggi), di recepire solo le indicazioni degli ordini professionali del settore. È necessario prendere in considerazione anche le valutazioni dei biologi e dei naturalisti che sono in grado di rappresentare le implicazioni della gestione del verde sulla biodiversità. Così come una voce importante è quella degli arboricoltori che dovranno poi provvedere alla gestione concreta degli spazi verdi.

Un esempio per tutti: nel disciplinare l’utilizzo di diserbanti (che ovviamente deve avvenire in osservanza alle disposizioni di legge), i biologi e i naturalisti potranno indicare in quali situazioni sarà più opportuno ricorrere ai pirodiserbo (controllo fisico diretto delle infestanti usato per eliminare piante nocive facendo ricorso al fuoco) per tutelare le specie animali presenti nell’area.

Allo stesso modo, nel realizzare una nuova area verde o nell’intervento su una già esistente, sempre con l’aiuto dei biologi e dei naturalisti sarà possibile individuare le prescrizioni per favorire l’insediamento di insetti, anfibi, rettili, uccelli, mammiferi e registrare un significativo aumento della biodiveristà.

Ultima ma non ultima la voce degli arboricoltori. Un protocollo serio non può non tener conto delle valutazioni di chi effettua i lavori e che ha maturato anni di esperienza della gestione del verde. Se vogliamo realizzare uno strumento serio, concreto e attuale (e non uno sterile manuale su come si pota una pianta o si concima un prato) occorre la partecipazione di tutti gli attori che, a vario titolo, studiano e lavorano in nell’ambito del vere pubblico e privato.

Sempre in questa ottica, il primo febbraio attiveremo un form sul sito dell’Associazione Liberi (www.associazioneliberi.it) al quale potranno accedere anche i privati cittadini per inviare le proprie proposte. Riteniamo infatti che un argomento così importante non possa essere ridotto solo a una “questione tecnica”, ma necessiti di un’ampia riflessione e condivisione.

Invitiamo quindi i piacentini a seguirci sul nostro sito e sulla pagina Facebook per rimanere aggiornati sul prosieguo dei lavori. Ci auguriamo di rivederci entro un paio di mesi per presentare il Regolamento ultimato e consegnare alla città un importante ed innovativo strumento di pianificazione.




Zanardi:”Conciliazione famiglia – lavoro importante per le donne”

Riceviamo e trasmettiamo il comunicato inviatoci da Gloria Zanardi di Liberi, relativo alle modalità di conciliazione tra famiglia e lavoro per le donne.

Emilia Romagna risulta la terza classificata, a livello nazionale, come regione in cui le donne (1.243 circa) hanno scelto di dimettersi dal lavoro perché non riuscivano a conciliarlo con la famiglia.

Analizzando, su base nazionale, la qualifica delle donne che lasciano il lavoro, emerge chiaramente come, statisticamente, le dimissioni riguardino coloro che meno guadagnano in quanto non possono permettersi di sostenere i costi degli asili nido e di eventuali alternative come una baby sitter.

Allo stesso tempo, se ti dimetti perdi anche alcuni benefici come il Bonus baby sitter: risollevarsi e cercare un altro impiego diventa così ancora più difficile. 

Occorrono politiche ad hoc sul tema, con provvedimenti, a tutti i livelli, in grado di costituire un aiuto concreto in questa direzione.

A livello nazionale, alcuni decreti ministeriali e anche il d.lgs. 151/2001 sui congedi parentali hanno consentito qualche timido passo in avanti, ma è evidente, visto anche le statistiche, che non è sufficiente.

Anche a livello locale, si può fare molto.

Con riferimento ai servizi pubblici, occorrerebbe puntare su una maggiore flessibilità, anche di orario, consentendo un accesso maggiormente agevole.

Inoltre, si possono realizzare bandi e progetti, anche con il partenariato di privati ed istituzioni a tutti i livelli, che possano prevedere degli incentivi e possano concretizzare idee volte alla rimozione degli ostacoli in questione.

Anche in questo campo, il lavoro in rete è importantissimo per attivare interventi congiunti tesi al miglioramento della conciliazione famiglia-lavoro, attraverso la collaborazione tra persone, famiglie, enti no profit, enti e istituzioni pubbliche, sistema delle imprese e parti sociali.

Mi auguro che ci sia attenzione su questo tema.




Zanardi (Liberi): “Più manutenzione sul Facsal”

Il pubblico passeggio è un tratto, completamente pedonale, frequentato quotidianamente da tantissimi piacentini per passeggiare, per attività sportiva o ludica, ed è anche utilizzato come punto di ritrovo per tantissimi manifestazioni.

Tutte le generazioni vivono il facsal, dai bambini agli anziani.

Per questa ragione dovrebbe essere oggetto di manutenzione costante e dovrebbero esserne garantite condizioni di massima cura per questioni di sicurezza e decoro.

Al momento, però, molte delle criticità, che già in passato erano state segnalate, continuano a persistere, creando pericoli e degrado.

Si nota la presenza di avvallamenti nel manto calpestabile che possono essere causa di cadute, le condizioni dei bagni pubblici rimangono precarie e anche lo stato del parco giochi in prossimità di Viale Patrioti sarebbe sicuramente da migliorare sia come pulizia che come manutenzione.

L’avvallamento in foto si trova prima dell’incrocio con Via Giordani e, probabilmente, è stata causato da lavori di posa del teleriscaldamento, tuttavia, da verificare.

I servizi igienici, nonostante sia migliorata la pulizia, strutturalmente presentano problemi: oltre ai continui guasti e alla difficoltà nella chiusura delle porte, non sono ancora accessibili per i disabili. Inoltre, anche la chiusura risulta oltremodo anticipata rispetto alle necessità.

A novembre l’assessore Garetti aveva evidenziato che, purtroppo, le condizioni del pubblico passeggio dipendevano anche dalla mancanza di personale del comune. Pur comprendendo le difficoltà, si invita l’amministrazione a provvedere quanto prima sia ad eliminare le criticità, sia a pensare ad un progetto globale di reale riqualificazione e valorizzazione del pubblico passeggio, condividendo a largo raggio idee.

Gloria Zanardi

Consigliere Comunale Piacenza gruppo Liberi




Gloria Zanardi attacca la Giunta in merito ad Asp: “Disattese promesse”

PREMESSA

vedi mie dichiarazioni 5.8.17).

Il mio intervento era stato pubblicato sui giornali piacentini, scatenando la reazione immediata del Dott. Perini, amministratore di Asp che, sostanzialmente, negava, in modo piccato, le problematiche da me sollevate rilevando che fosse una perdita di tempo parlare di ciò. (vedi dichiarazioni Perini 8.8.17).

CONSIDERAZIONI

Premesso quanto sopra, ritengo opportuno svolgere due considerazioni.

La prima è che la giunta ha disatteso quanto dichiarato in campagna elettorale.

Alla luce della situazione economica in cui versa Asp, è evidente che il mancato rinnovo della gestione dei profughi avrebbe cagionato una difficoltà di bilancio difficilmente sostenibile, soprattutto per il comune di Piacenza che detiene il 94% di partecipazione.

Dunque è comprensibile un cambio di rotta dell’amministrazione in merito, anche se le dinamiche finanziarie erano conosciute già prima degli annunci elettorali.

La seconda osservazione è relativa all’impegno richiesto ad Asp di non utilizzare per l’accoglienza profughi i locali del Vittorio Emanuele, specificatamente per non arrecare disturbo o disagio agli ospiti della struttura.

Tale precisazione, evidentemente, si fonda sulla consapevolezza che i disagi esistano, eccome.

Considerato quanto mi avevano segnalato e, conseguentemente, avevo segnalato con la mia interrogazione, ut supra, a mio parere, è una scelta condivisibile.

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Gloria Zanardi

Consigliere Comunale Piacenza gruppo Liberi




Gloria Zanardi: “Serve una mappatura dei luoghi sensibili vicini a sale gioco”

La Consigliera comunale Gloria Zanardi ha sollevato qualche giorno fa a Palazzo Mercanti la questione del gioco d’azzardo patologico con una interpellanza a risposta urgente finalizzata a sapere lo stato attuale della situazione a Piacenza su un tema molto delicato.

Sono assolutamente importanti le azioni di contrasto al fenomeno, perchè danneggia singoli, ma l’intera collettività: si nota una correlazione con la criminalità organizzata, che fa grossi affari con i giochi leciti e non leciti. Inoltre chi si avvicina al gioco d’azzardo molto spesso cerca prestiti a tassi usurai che rovinano la famiglia”. Allo stesso tempo, tiene a precisare l’esponente di Liberi, “è giusto trovare delle misure che vadano a ottemperare anche le esigenze degli imprenditori che hanno aperto lecitamente degli esercizi. Una soluzione potrebbe essere quella di incentivi alla disinstallazione di questi apparecchi, come una diminuzione della tassazione IRAP (Imposta Regionale sulle Attività Produttive, ndr), che è già stata prevista in altre città”.

La delibera di applicazione della legge regionale (n.831 del 12 giugno 2017) dava tempo 6 mesi ad ogni Comune di fare la mappatura dei luoghi sensibili come chiese, scuole e di individuarne eventualmente altri, verificando che vi fosse una distanza di almeno 500 metri tra essi e sale gioco e scommesse. “Il Regolamento per la disciplina delle sale da giochi – continua Zanardi -, approvato nel 2016  dal Comune di Piacenza prevede già strumenti a livello urbanistico per controllare il fenomeno, la distanza fissata è di 800 metri e non c’è mappatura. Occorre chiarezza in merito, rivedendo il regolamento per creare maggiore omogeneità, alla luce del fatto che una normativa regionale è di livello superiore rispetto a una comunale. Quando Trespidi era Presidente della Provincia era stata anche creata una rete che coinvolgeva i soggetti interessati a contrastare il fenomeno. Spero che nei prossimi mesi venga fatta questa mappatura, consapevole delle problematiche a livello funzionale”. 

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Gloria Zanardi (Liberi) pone l’attenzione sulla ludopatia con una interpellanza

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE URGENTE

PREMESSO CHE

  • La Regione Emilia Romagna ha approvato, ai sensi della L.R. 18/2016, all’art. 48, comma 5, uno specifico atto che ne definisce le modalità attuative con la delibera di giunta del 16.6.2017.

  • In particolare, ai sensi di quanto sopra, diventa operativo il divieto di apertura e di esercizio delle sale gioco e delle sale scommesse, ma anche la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito, entro una distanza di 500 metri da scuole, luoghi di aggregazione giovanili e di culto ed altri luoghi sensibili.

  • in particolare come luoghi sensibili sono intesi gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, i luoghi di culto, gli impianti sportivi, le strutture residenziali o semiresidenziali in ambito sanitario o sociosanitario, le strutture ricettive per categorie protette, i luoghi di aggregazione giovanile e gli oratori.

  • CONSIDERATO CHE

    • il tema è molto importante considerato che il fenomeno della ludopatia si sta diffondendo con conseguenti ripercussioni di natura sociale ed economica sia per il singolo che per la collettività.

    CHIEDO

    al Sindaco e agli Assessori competenti, se si è già provveduto alla mappatura dei luoghi sensibili come previsto dalla richiamata normativa, citata in premessa e, nel caso, di informare il Consiglio e la cittadinanza in merito ai criteri applicati affinché si ponga l’attenzione sul tema e sull’attività portata avanti dall’amministrazione.

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    MOTIVO URGENZA: la scadenza del termine semestrale previsto dalla legge e la necessità di porre l’attenzione sul fenomeno della ludopatia.

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    Piacenza, 1 dicembre 2017

    Gloria Zanardi

    Consigliere Comunale gruppo Liberi