Le gelate danneggiano l’agricoltura anche a Piacenza. La Regione chiede di applicare legge sulle calamità

Il maltempo delle ultime ore ha colpito a macchia di leopardo tutta la regione, da Piacenza alla Romagna. L’area del territorio regionale interessata dall’ondata di gelo polare, che sta proseguendo, abbraccia quasi tutta la pianura e la prima fascia collinare, da Piacenza alla Romagna. Le colture più danneggiate sono quelle frutticole, a partire da kiwi, ciliegie, albicocche. Segnalati problemi anche per le barbabietole di recente semina.

La Regione pertanto ha deciso di seguire di filoni d’azione: da un lato infatti è già partita la raccolta delle segnalazioni da parte dei singoli imprenditori agricoli e dei Caa (Centri di assistenza agricola) dell’effettiva entità delle perdite registrate in campagna, che giorno dopo giorno si stanno rilevando in tutta la loro gravità.

In secondo luogo la Regione sta attivando anche una raccolta massiva dei danni per il tramite dei Caa o delle organizzazioni professionali, per una mappatura completa delle gelate a sostegno della richiesta al ministero delle Politiche agricole del riconoscimento dell’eccezionalità dell’evento calamitoso. Richiesta propedeutica all’attivazione degli aiuti e degli interventi di sostegno previsti dalla normativa nazionale in caso di avversità atmosferiche.

Per segnalare i danni subiti gli agricoltori possono andare sul sito della Regione e collegarsi alle pagine http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/aiuti-imprese e http://agricoltura.regione.emilia-romagna.it/aiuti-imprese/avvisi/2019/segnalazione-danni-avversita e compilare l’apposito modulo, indicando la superfice e il tipo di coltivazioni danneggiate.




Il sindaco Barbieri chiede a Bonaccini e De Micheli risorse per rimediare ai danni del maltempo

E’ con una nota, inviata oggi, che il Presidente della Provincia Patrizia Barbieri chiede l’interessamento del Presidente della Regione Emilia – Romagna, del Capo Dipartimento della Protezione Civile e del Ministro delle infrastrutture Paola De Micheli rispetto al pesantissimo quadro di che si è delineato dalla prima ricognizione effettuata dalle strutture tecniche della Provincia di Piacenza, i cui danni ammontano ad oltre 4 milioni di euro. 

Una stima, peraltro, che non può essere considerata definitiva a causa della continua evoluzione di alcuni dei fenomeni di dissesto. Un appello affinché vengano messe in campo celermente misure straordinarie. “La Provincia di Piacenza – si legge nella lettera – fin dalle primissime ore di sabato 23 novembre, ha avviato interventi urgenti per far fronte alle situazioni di pericolo e di urgenza conseguenti ai danni provocati alle strade di propria competenza dalle abbondanti precipitazioni di questi ultimi giorni. (..omissis..) Chiedo quindi il Vostro interessamento diretto, affinché vengano garantite le risorse necessarie per superare l’emergenza e fronteggiare gli interventi necessari.”

“La grave situazione di emergenza della Provincia – ribadisce Patrizia Barbieri – peraltro diffusa in tutto il Paese e dovuta alle abbondanti precipitazioni di questi ultimi giorni, mette in evidenza il ruolo fondamentale delle Province e la necessità che esse siano poste in grado di esercitare la loro funzione di presidio del territorio. Ricostruire Enti efficienti e consentire a tutti gli enti locali, come ribadito da Michele De Pascale, di accedere al fondo per le progettazioni, ci permetterebbe di rafforzare gli uffici tecnici e la capacità di progettazione. Servono più risorse, umane e finanziarie, per la messa in sicurezza delle infrastrutture viarie per non agire sempre sull’emergenza.”

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




Coldiretti stima danni per milioni di euro dopo le ondate di maltempo. Condizioni difficili anche nel weekend

Tra Aprile e Maggio la primavera sta mostrando il suo volto più variabile sulla nostra regione (e non solo), con conseguenze anche per il territorio. Ammontano a milioni i danni stimati da Coldiretti Emilia-Romagna, specialmente per quanto riguarda le coltivazioni agricole.

L’Emilia-Romagna, stando al rapporto ISPRA, si classifica come una delle regioni più vulnerabili d’Italia, con il 100% dei Comuni esposto a rischio idrogeologico. La mappa infatti evidenzia come se nelle aree di pianura e costa padroneggia il rischio alluvione, è quello per le frane a esser maggiormente presente in Appennino.

Il Centro Meteo Emilia Romagna nota infatti che l’intera pianura emiliano-romagnola è classificata come P3, ossia area a pericolosità idraulica elevata. Siamo senza dubbio la regione con la pericolosità più elevata, specie se rapportata all’estensione del territorio. A questo si uniscono le criticità presenti in Appennino, con la dorsale che rientra tra P3 e P4 per la pericolosità da frana, ossia da elevata a molto elevata. Anche la nostra provincia è interessata da questo fenomeno. 

L’analisi di Coldiretti, che si basa peraltro sul rapporto ISPRA sopracitato, emerge come 1,2 milioni di famiglie siano a rischio alluvione nella nostra regione.

PEGGIORAMENTO NEL FINE SETTIMANA, CATTIVO TEMPO FINO A FINE MESE

La settimana in corso si concluderà come è iniziata, ossia all’insegna dell’instabilità. Difatti, tra Sabato 18 e Domenica 19 è atteso un nuovo peggioramento delle condizioni meteorologiche.

Pur essendo presto per scendere nei dettagli, la linea generale di tendenza è confermata, con l’instabilità che interesserà gran parte della nostra regione. Un canale depressionario esteso dall’Europa occidentale fin sul bacino del Mediterraneo favorirà l’approssimarsi di una nuova perturbazione, che farà sentire i suoi effetti nel corso del week-end. Sarà la settima perturbazione del mese di Maggio.

Essa agirà da Venerdì, causando un generale rinforzo della ventilazione di Scirocco, che risulterà moderata sulla nostra regione con rinforzi lungo la costa. Temperature in ripresa e primi cenni di instabilità sull’Appennino.

Sabato e Domenica saranno due giornate spiccatamente variabili, con rovesci localmente intensi su gran parte della regione. Più probabilmente saranno favorite, in termini di accumulo, le aree centro-occidentali rispetto a quelle orientali. Questa condizione di instabilità si manterrà per tutto il mese di maggio.

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




Cresce il livello del Po. Attesa una nuova perturbazione

Si attendono nuove precipitazioni anche nei prossimi giorni ed intanto l’ondata di piena del Po non sta fortunatamene causato problemi. Dovrebbe piovere tutta la settimana, con precipitazioni alternate a schiarite.

La piena sviluppatasi lungo il fiume Po si va propagando nel tratto mediano e terminale dell’asta fluviale con valori di ordinaria criticità (superamento della soglia 1) nell’arco delle prossime 24/48 ore.

Nelle prossime 24/36 ore è previsto un nuovo incremento dei livelli nel tratto piemontese del Po, a causa delle precipitazioni avvenute nel settore occidentale del bacino, col superamento della soglia 2  (criticità moderata) tra San Sebastiano e Ponte Valenza.

Prosegue il monitoraggio e la vigilanza da parte del personale AIPo e di tutti gli Enti facenti parte del Sistema di protezione civile.

La stessa Aipo racconanda alla cittadinanza di “assumere le dovute informazioni e tenere comportamenti prudenti prima di avvicinarsi alle aree prospicienti il fiume”.




Il racconto di una piacentina che vive a Rapallo: “non so come faremo a rimetterci in piedi”

Fra le città più colpite dall’ondata di maltempo di ieri c’è stata Rapallo, località balneare in cui tanti piacentini possiedono una seconda casa. Molti, soprattutto anziani, vi trascorrono parecchi mesi anche durante l’inverno.

Ci sono anche alcune famiglie che si sono trasferite a vivere definitivamente nel Golfo del Tigullio, abbandonando la città natale. Fra loro Elena Achilli, il cui padre per vari anni ha svolto l’attività di orefice ed orologiaio a Piacenza, prima di trasferirsi in Liguria. Proprio da lei abbiamo raccolto una testimonianza di quanto successo a cavallo fra ieri pomeriggio ed oggi.

In tanti anni di vita rapallina aveva mai visto nulla di simile?

«No, mai! E’ la prima volta».

Cosa vi ha spaventato di più, ieri?

«Innanzitutto le raffiche di vento che erano davvero fortissime. La cosa più strana era però la luce. Verso le due, due e mezza di pomeriggio è diventato improvvisamente buio e poi si è vista una luce gialla, molto particolare, che non avevo mai visto in vita mia.

Tutti i rapallesi hanno avuto una sensazione di forte paura. Me lo hanno confermato amiche con cui mi sono confrontata. Spaventavano la forza del vento, le onde altissime che si infrangevano ovunque. E’ stato terribile».

Vi aspettavate che provocasse tutti i disastri che alla fine ha causato?

«Eravamo fortunatamente preparati al maltempo. Era stata dichiarata l’allerta meteo rossa sia per la pioggia, sia per il mare ed il vento. Qualcosa di questa proporzione, sinceramente, non ce lo saremmo mai immaginati. In tanti anni non ho mai visto nulla di simile. Ieri non si poteva uscire. Durante tutta l’allerta i mezzi del comune passavano e raccomandavano a tutti di restare in casa e rispettare le norme di sicurezza».

Oggi invece siete usciti? Cosa avete visto?

«Abbiamo fatto un giro ed  ci è apparso un panorama apocalittico. Scene incredibili. Il porto è devastato. Le barche sono sparse ovunque nel golfo di Rapallo. Ci sono imbarcazioni sulla passeggiata, vicino al Castello, nei vari stabilimenti balneari. Tante strutture sono state demolite dalla forza del mare. C’è acqua, fango ovunque nei negozi vicini al mare, detriti. Una devastazione.

Poco fa ero alle Clarisse e guardavo questa barca a vela sbattuta dal vento e dalle onde nei Bagni Molo … non so come descriverla ma è una scena inquietante. Poi c’è un altro yatch appoggiato sugli scogli davanti al Castello, altri dove c’erano gli scavi. Queste barche sono ovunque … tranne che al porto che è distrutto. Inimmaginabile. Avevo visto altre mareggiate con gli ormeggi danneggiati ma una cosa di questa portata non l’abbiamo mai vista. Mai, mai, mai».

E adesso?

«Non so come farà Rapallo a rimettersi in piedi perché i danni sono ingentissimi. E’ crollato il ponticello sulla passeggiata a mare, vicino ai Bristol, si sono formate voragini sulla strada. Portofino è isolato. E’ chiusa la strada per Santa Margherita, tanti bagni e locali sono devastati (fra cui la nota discoteca il Covo di Nordest ndr). Ci saranno molti soldi da spendere per riportare la situazione alla normalità, ma perlomeno non ci sono stati feriti o vittime ed è la cosa più importante. Mi sento anzi in dovere di fare un plauso alll’amministrazione comunale ed alla protezione civile che non si sono risparmiate e si sono prodigate per la cittadinanza e continuano a farlo, ininterrottamente, ormai da quasi 24 ore. Speriamo di uscire da questo incubo il più presto possibile e risollevarci».




Tante aziende agricole colpite dal maltempo

Cascine e stalle scoperchiate, piante cadute, portici e muri crollati e black out che in alcune aree sono proseguiti per l’intera notte.

E’ quanto ha provocato il vento che si è abbattuto nelle ore notturne nel Piacentino. Coldiretti Piacenza sta raccogliendo le testimonianze dei suoi associati: molte le aziende colpite dal maltempo, che insiste sul territorio da sabato 27 ottobre con violente precipitazioni che sono proseguite per tre giorni.

“Non si vedeva nulla, nella notte il vento tirava fortissimo” racconta Lara Piccoli che conduce un’azienda zootecnica a Vediceto di Farini. Ma a denunciare la gravità della situazione sono anche gli agricoltori delle zone di Bobbio e Morfasso.

“Il muro della stalla è crollato, i vetri si sono rotti e il portone – sempre della stalla – è finito in mezzo al campo, la storica quercia è caduta sulla mia auto, i camini dell’abitazione si sono rotti” racconta Stefano Silva in località Monastero di Morfasso.

A Selva di Ferriere è caduta la prima neve

Una fotografia comune in tutta Italia, da nord a sud. Quest’ultima ondata di maltempo – spiega Coldiretti che sta tracciando i primi bilanci – ha provocato danni ingenti: ulivi secolari sradicati, coltivazioni distrutte, campi allagati, muri crollati, trombe d’aria e grandine su aziende, serre e stalle con animali sfollati e mandrie isolate. Intanto a Selva di Ferriere è caduta la prima neve della stagione.




5,6 milioni di risarcimenti in 88 Comuni per i danni a privati dal maltempo 2016 – 2017

C’è tempo fino al prossimo 23 ottobre per presentare le domande di contributo per i danni causati ad abitazioni private dalle tre ondate di maltempo che hanno interessato l’Emilia-Romagna tra il 2016 e il 2017, per le quali venne dichiarato lo stato di emergenza nazionale.

A disposizione ci sono oltre 5 milioni e 600 mila euro per i cittadini di 88 Comuni che, dopo gli eventi, hanno presentato agli uffici municipali le schede di ricognizione dei danni. Lo annuncia l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo, che ha inviato una comunicazione a tutti i Comuni interessati dal provvedimento: “La Regione si è subito messa al lavoro per dare avvio all’iter dei rimborsi e chiuderlo entro l’anno, nel rispetto dei tempi stretti a disposizione, per evitare di perdere i fondi. Per questo stiamo operando in stretto coordinamento con i Comuni, assicurando tutta la collaborazione necessaria per raggiungere l’obiettivo. Se dovessero essere necessarie risorse aggiuntive, siamo pronti a chiederle al Governo: a tutti i cittadini deve essere garantita l’opportunità di godere di un diritto all’indennizzo riconosciuto loro dalla legge”.

Gli indennizzi sono finanziati con risorse rese disponibili dall’ex Governo Gentiloni attraverso la legge di stabilità nazionale per il 2018 e stanziate lo scorso aprile dal Ministero dell’Economia.

Il via libera dal Consiglio dei ministri alle procedure per il riconoscimento dei danni è giunto lo scorso 6 settembre dopo che la Regione Emilia-Romagna ne ha sollecitato l’adozione, con una lettera inviata a fine luglio dall’assessore Gazzolo al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

L’istruttoria dovrà essere chiusa dai Comuni entro il prossimo 22 novembre; l’elenco dei soggetti candidati al contributo sarà quindi trasmesso alla Regione per il successivo invio al Consiglio dei Ministri, cui spetta l’approvazione effettiva degli indennizzi.

I rimborsi

Interessati sono tutti i cittadini colpiti dalle conseguenze delle precipitazioni eccezionali del periodo 27 febbraio-27 marzo 2016; di giugno-luglio-agosto 2017 e dell’8-12 dicembre 2017 che hanno completato le schede di ricognizione dei danni (schede B).

I rimborsi potranno coprire l’80% dei danni nelle abitazioni principali (per un massimo di 150 mila euro, che sale a 187mila 500 euro per le case distrutte o da delocalizzare). Potranno arrivare fino al 50% per le seconde case e potranno aggiungersi 10 mila euro “una tantum” per le demolizioni. Anche i beni mobili non registrati, come arredi o elettrodomestici, situati in abitazioni distrutte o allagate, saranno risarciti fino a 1.500 euro.

Chi ancora deve svolgere i lavori di ripristino di beni immobili ad uso abitativo danneggiati ha a disposizione 18 mesi per ultimarli a partire dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera del Consiglio dei ministri che assegnerà i fondi per i contributi, avvenuta il 13 settembre scorso. Il periodo salirà a 30 mesi in caso di demolizione, ricostruzione o delocalizzazione dell’abitazione distrutta o sgomberata in seguito agli eventi di maltempo.

La liquidazione dei rimborsi seguirà un duplice canale. In caso di opere già completate (per le quali il cittadino dovrà presenterà al Comune la documentazione di spesa contestualmente alla domanda di risarcimento), il beneficiario potrà prelevare l’indennizzo dal conto corrente attivato in uno degli istituti di credito tra quelli disponibili in un elenco consultabile in ogni Municipio. Se, invece, i lavori devono ancora essere svolti, il titolare del contributo dovrà indicare al Comune in cui si trova l’immobile danneggiato una banca prescelta tra quelle convenzionate. L’istituto di credito provvederà direttamente alla liquidazione delle fatture alle ditte incaricate dai cittadini per l’esecuzione degli interventi.

I Comuni interessati

Sono in tutto 88 i Comuni dove cittadini hanno presentato segnalazioni di danni causati dal maltempo tra il 2016 e il 2017, compilando le schede di ricognizione.

Nella provincia di Piacenza sono interessati i privati residenti nei comuni di Alseno, Bettola, Bobbio, Cadeo, Carpaneto Piacentino, Coli, Cortemaggiore, Farini, Morfasso, Ottone, Piozzano, Ponte Dell’olio, Pontenure, Rivergaro, San Giorgio Piacentino, Travo, Vernasca e Vigolzone. 

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




Rimborsi, via libera a privati e imprese per maltempo 2016 e 2017. Soddisfazione di Paola Gazzolo

È stata approvata giovedì 6 settembre, dal Consiglio dei Ministri, la delibera che dà il via alla procedura per i rimborsi a privati e imprese danneggiati dal maltempo nel 2016 e 2017.

“Un provvedimento molto atteso- afferma l’assessore regionale alla Protezione civile, Paola Gazzolo che ad agosto aveva scritto al premier Conte per sollecitarne il via libera-, già pronto a luglio, in base a un serio lavoro compiuto dalle Regioni”.

Sul piatto ci sono complessivamente 178 milioni di euro, già stanziati ad aprile dall’ex governo Gentiloni, disponibili per tutte le Regioni, compresa l’Emilia-Romagna, finalizzati agli indennizzi per il maltempo di marzo-aprile 2016, per la siccità e gli eventi meteo eccezionali dell’estate 2017 e per gelicidio, neve e rovesci tra novembre e dicembre dello stesso anno, compresa l’alluvione di Brescello-Lentigione, Campogalliano e Colorno. Tutta la procedura, dalla pubblicazione del bando per i contributi alla presentazione della domanda da parte degli interessati, fino all’aggiudicazione degli indennizzi deve concludersi entro dicembre, pena la perdita delle risorse.

“Ora i tempi sono davvero stringenti- sottolinea Gazzolo-, e noi vogliamo tutelare in ogni modo i diritti dei cittadini e delle imprese dell’Emilia-Romagna già messe a dura prova. Con grande senso di responsabilità, la Regione è già al lavoro con il Dipartimento nazionale della Protezione civile- conclude l’assessore-, per accelerare il più possibile le procedure e garantire pienamente i diritti di tutti gli interessati”. 

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




La Regione chiede lo stato di emergenza nazionale per maltempo

La Regione Emilia-Romagna chiede lo stato di emergenza nazionale per i ripetuti episodi di maltempo, molto intensi, che hanno interessato il territorio dal 22 maggio alla fine di luglio. E, appena sarà conclusa la ricognizione dei danni già attivata, lo farà anche per gli eventi che si sono verificati da inizio agosto.

Secondo la prima quantificazione, le conseguenze del maltempo ammontano finora a circa 22 milioni e mezzo di euro, esclusi i danni all’agricoltura tuttora in corso di valutazione. Gli effetti sono stati particolarmente rilevanti per il patrimonio pubblico e hanno interessato 36 tra impianti sportivi e piscine, 30 scuole, 10 palestre, tre biblioteche e due municipi. Decine le strade comunali e provinciali con interruzioni, 150 i fenomeni di dissesto rilevati in Appennino.

Sono in tutto 17 le allerte di protezione civile emesse dall’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile dal 1° maggio ad oggi. I Vigili del fuoco sono stati impegnati in oltre mille interventi per allagamenti o caduta di alberature. Al loro fianco 121 volontari di protezione civile che hanno fornito un contributo prezioso per la pulizia delle strade, il deflusso delle acque con l’utilizzo di motopompe, il ripristino della viabilità, il soccorso e l’assistenza alla cittadinanza: 35 i volontari del Coordinamento provinciale di Reggio Emilia e altrettanti quelli di Rimini, 20 di Modena, 15 di Ferrara, 10 di Bologna e 6 di Forli-Cesena.

Tutta l’arteria che parte da Piacenza e arriva fino alla Romagna è stata particolarmente interessata da inizio giugno. “Una situazione eccezionale – ha dichiarato Paola Gazzolo, assessore alla Protezione Civile -, a fronte della quale chiediamo al Governo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale: è fondamentale per ottenere le risorse statali necessarie ad assicurare l’assistenza alla popolazione, gli interventi di ripristino e la messa in sicurezza delle criticità aperte sul territorio, assessore regionale alla protezione civile. La dichiarazione è inoltre la condizione necessaria e imprescindibile per garantire i rimborsi ai cittadini privati e alle attività produttive colpite dal maltempo. Nel 2017, proprio a fronte di una simile sequenza di eventi che si sono succeduti per tre mesi da giugno ad agosto, il Governo Gentiloni aveva dichiarato lo stato di emergenza. Ora auspichiamo dal Consiglio dei Ministri la stessa attenzione per poter fronteggiare al meglio le conseguenze di fenomeni strettamente legati al cambiamento climatico e compiere il primo passo verso il riconoscimento dei rimborsi a privati e aziende, questi ultimi previsti tra l’altro dal nuovo Codice di protezione civile”. 

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




Rolleri lancia l’allarme per il mancato rimborso dal Governo per le emergenze maltempo

Nessun rimborso, al momento, verrà dato dal Governo per le emergenze che hanno interessato Piacenza, oltre ad altri territori dell’Emilia Romagna, tra 2016 e 2017. Nella nostra provincia gli episodi interessati sono stati il maltempo di marzo-aprile 2016, la siccità ed eventi meteo eccezionali dell’estate 2017, oltre a gelicidio, neve e piogge di novembre-dicembre dello scorso anno.

Il presidente della Provincia di Piacenza, Francesco Rolleri, fa proprio l’allarme lanciato ieri dall’assessore alla Protezione civile della Regione Emilia-Romagna, Paola Gazzolo, sul rischio che l’immobilismo e le mancate risposte del Governo facciano perdere al nostro territorio i risarcimenti a favore di privati e attività produttive che hanno subito danni causati dalle ondate di maltempo in quel biennio.

“Il Consiglio dei Ministri, nell’ultima riunione avrebbe dovuto ripartire finanziamenti pari a 178 milioni di euro fra le Regioni colpite dalle ondate di maltempo negli ultimi due anni. Questi fondi messi a disposizione dal precedente Governo vanno assegnati agli aventi diritto entro l’anno, dopo di che andranno persi. La nostra Regione, secondo quanto ha affermato Paola Gazzolo, era già pronta a emanare il bando per l’individuazione dei beneficiari dei risarcimenti, al fine di consentire la presentazione delle domande già nel mese di settembre e arrivare così alla chiusura della procedura nei termini di legge. E’ chiaro che un rinvio a settembre mette fortemente a rischio la procedura dei risarcimenti – conclude Rolleri – non saremo di fronte all’ennesima cancellazione di finanziamenti ai territori?”.

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online