Nuovo Consiglio comunale, vecchie polemiche.

Nel pomeriggio di oggi è andato in scena il primo Consiglio rinnovato nella veste: si sono seduti alle poltrone degli assessori Jonathan Papamarenghi, Stefano Cavalli e Marco Tassi. Contemporaneamente, dato il passaggio di Cavalli nel ruolo di assessore, è stato certificato l’ingresso di Pietro Pisani nei banchi della maggioranza.

Molti i commenti dei consiglieri, riguardanti quasi tutti la revoca delle deleghe da parte della sindaca Barbieri nei confronti dell’ex assessore alla Cultura Polledri e l’ingresso dei nuovi assessori.

Pietro Pisani

Trespidi: “Il motivo della revoca delle deleghe è di motivazione personale. Sembra che il partito non si aspettasse altro per potergli revocare le deleghe, è stato uno scivolone di metodo da parte di Polledri”.

Rabuffi: “Si tratta di un terremoto politico che ha scosso profondamente questa maggioranza. Cavalli abbandona il ruolo di capogruppo in un ambienteconflittuale come quello della Lega, divisa tra polledriani e antipolledriani. Cavalli sarà ostaggio di un meccanismo che ha defenestrato l’ex assessore. Attenzione, perchè ogni sua mossa verrà vivisezionata. Da rappresentante della minoranza spero faccia bene, che dia una scossa a questa maggioranza apatica e inconcludente”.

La sindaca ha tenuto a precisare nuovamente che le motivazioni che hanno portato alla revoca di Polledri “non hanno nessun carattere politico”, semplicemente sottolinea che un assessore “deve esprimersi nel momento opportuno, non parlando a nome della Giunta senza essere stato delegato a farlo.C’erano altre questioni, ma a parte questo non ho visto grandi divisioni”. E poi la stoccata a Rabuffi:”I tentativi di provocare sono fuori luogo, in passato sono stati cambiati anche 4 assessori. La mia amicizia non viene meno (con Polledri)”.

Cugini ha voluto rimarcare che in passato il rimpasto fu “pulito”. “L’invincibile armata ha operato questo cambio per trovare slancio. La Lega ha messo in chiaro che tira le fila, Cavalli ha giocato per tenere insieme un gruppo eterogeneo con prove a volte di forza, a volte da mediatore, ma va detto che indebolisce il gruppo consiliare. Al suo posto Pisani, figura divisiva all’interno del suo stesso partito. Qui non valgono le sparate – riferendosi a Pisani – qui ve le facciamo pagare”.

Dagnino: “Già ad aprile si parlava di un possibile rimpasto, si intravedevano le difficoltà di questa maggioranza, era logico si arrivasse ad uno scontro. Siamo contenti che ci sia questa nuova Giunta, perchè così potrà lavorare con membri pienamente legittimati. Vedremo se il gruppo della Lega saprà andare avanti compatto”. 

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Polledri fuori dalla Giunta per opinioni sul progetto Terrepadane? Chi sostituirà l’ex assessore?

Torniamo ad occuparci dell’uscita forzata di Polledri dalla Giunta: nella nota diffusa ieri il sindaco Patrizia Barbieri parlava di personalismi, di incomunicabilità che avrebbero messo a rischio l’azione amministrativa.

C’è però un’altra versione dei fatti, tutta da verificare, che si sta diffondendo online. Secondo questa tesi  alla base della decisione ci sarebbero le dichiarazioni rilasciate dall’ ex assessore alla Cultura riguardo il progetto Terrepadane. La Lega piacentina avrebbe puntato ad una revisione per la riqualificazione del Consorzio Agrario. Secondo il Carroccio i 14 mila metri quadrati “residenziali” ed 19 mila “commerciali” potevano esporre maggiormente via Colombo al rischio ghettizzazione.

Secondo altre tesi “dietrologiche” invece il rapporto fra la Barbieri e Polledri non sarebbe mai veramente decollato e goccia dopo goccia il “vaso della sopportazione” del sindaco verso le esternazioni del suo assessore sarebbe arrivato a tracimare.

Ora l’attenzione si sposta tutto sul toto-nomine: chi sostituirà l’ex assessore alla Cultura sulla sedia di Palazzo Mercanti? In passato i malumori del mondo culturale piacentino per la sua nomina avevano fatto convergere su un’ipotesi Cavalli. Solo voci di corridoio all’epoca, ora chissà se non diventino qualcosa di più concreto. Anche i Liberali (che danno appoggio esterno alla Giunta) vorrebbero dire la loro e chiedono di essere interpellati. 

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Liberali Piacentini: “Polledri non è stato espulso, ma verrà sostituito”. E attendono di essere consultati

Il gruppo consiliare dei Liberali Piacentini prende atto della decisione del sindaco e non entra nel merito della stessa, basata com’è, sul rapporto fiduciario tra sindaco e assessori. I Liberali intendono però sottolineare che non si tratta di espulsione, come scritto da agenzie di stampa sulla base di erronee e partigiane informazioni estranee al provvedimento sindacale, sebbene di sostituzione.
Al proposito i Liberali Piacentini sottolineano che il loro appoggio esterno alla Giunta si basa anche sulla composizione della stessa. Si attendono quindi di essere consultati. 

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Il sindaco “licenzia” l’assessore Massimo Polledri

Tanto tuonò che piovve. Stamane, a palazzo dei Mercanti, si è consumato l’ultimo atto di un contrastato rapporto “politico”, quello fra il sindaco di Piacenza, Patrizia Barbieri e l’ormai ex assessore Massimo Polledri. Un divorzio che, come ogni temporale che si rispetti, era nell’aria da tempo (da mesi dicono i meglio informati).

Il sindaco Patrizia Barbieri ha sottoscritto stamani, con effetto immediato, il decreto di revoca dalla carica di assessore comunale a Massimo Polledri. Le deleghe a lui assegnate, ovvero la promozione dell’attività sportiva, le politiche della famiglia, la promozione turistica, il turismo sociale, le politiche culturali e la valorizzazione del patrimonio artistico-culturale, restano attualmente di competenza esclusiva del sindaco.

Il provvedimento è motivato dal fatto che l’assessore Polledri ha tenuto un comportamento eccessivamente “personalistico” nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali. Inoltre la scarsa condivisione delle decisioni assunte con il primo cittadino e con i colleghi di Giunta, ha determinato effetti negativi sul raggiungimento degli obiettivi di mandato dell’Amministrazione.

Infine molte esternazioni a mezzo stampa da parte di Polledri, hanno esulato dalle deleghe assegnategli, prescindendo anche in questo caso, dal confronto con il sindaco e con la Giunta. Questi comportamenti, hanno determinato il venir meno delle condizioni di fiducia poste a fondamento della sua nomina ad assessore.




Cinemaniaci-Arci rispondono a Polledri sull’organizzazione del “Cinema all’Aperto”

Riportiamo di seguito il comunicato di Arci in risposta alle dichiarazioni di Polledri sull’ organizzazione dell’evento “Cinema all’aperto”. Secondo l’assessore alla Cultura il presidente di Cinemaniaci Piero Verani sarebbe colpevole di “lamentele nei confronti dell’Amministrazione comunale, che non avrebbe mostrato sufficiente sostegno nei confronti della manifestazione e, addirittura, di averla penalizzata organizzando un fitto calendario di iniziative a Palazzo Farnese, il cui rumore sarebbe stato di disturbo alle proiezioni”. 

IL COMUNICATO

Questa mattina alcune testate giornalistiche on-line hanno pubblicato un comunicato stampa a firma dell’Assessore alla Cultura del Comune di Piacenza, Massimo Polledri, avente per oggetto la recente rassegna estiva di cinema all’aperto al Campo Daturi. Benché non sia chiaro se le argomentazioni dell’Assessore rispecchino il punto di vista dell’Amministrazione comunale, dato che dopo un paio d’ore su alcune di quelle stesse testate non se ne trovava più traccia, riteniamo opportuno, nel dubbio, esprimere il nostro punto vista, quantomeno per un debito di chiarezza nei confronti dei piacentini.

Interviene Piero Verani, citato direttamente: “Da quasi 10 anni rappresento un’associazione che opera a Piacenza dal 1988 e che, grazie alle numerose iniziative culturali organizzate in campo cinematografico e non solo, si è guadagnata la stima della gente e la credibilità di molti soggetti. La manifestazione di cinema all’aperto quest’estate è stata un grande successo, per merito del Comune di Piacenza e degli organizzatori Arci e Cinemaniaci, dunque non capisco il bisogno di questa polemica. Abbiamo iniziato a luglio e non come di consueto intorno al 20 giugno, e abbiamo avuto delle pause concordate con il Comune, specie in luglio, per evitare sovrapposizioni con gli eventi organizzati al Farnese: questa è la verità da dire a chi ci chiede conto dell’inizio ritardato e delle interruzioni.”.

Riguardo alle presunte lamentele rivolte al Comune di Piacenza continua Verani: “Devo precisare che in più occasioni, nel corso delle serate al Daturi, non mi sono lamentato, anzi ho ringraziato l’Amministrazione per avere deciso di confermare l’evento estivo attraverso la pubblicazione di un nuovo bando; la nuova Giunta avrebbe potuto legittimamente scegliere di optare per altri progetti, seppur in direzione contraria alla volontà popolare che si era espressa in primavera con lettere a Libertà (e non solo) e almeno 3.000 firme. Un ringraziamento espresso non solo a parole, ma nei fatti: il logo del Comune è infatti ben visibile sul materiale pubblicitario, nelle brochure e nei nostri comunicati stampa. Ci ha invece sicuramente ostacolato nella programmazione delle attività – ricordiamo che è per noi un hobby e ci serve tempo per la pianificazione – la difficoltà nell’ottenere un incontro con l’Assessore, non solo per esporre le nostre proposte, ma anche solamente per conoscerci. Siamo pur sempre un soggetto che da anni vivacizza, insieme ad altri, l’ambiente culturale piacentino.”.

Riguardo al parlare a nuora perché la suocera intenda nel comunicato dell’assessore, Verani replica: “Naturalmente parlo con gli spettatori, sia in privato che come pubblico, e qualunque cosa dica loro, lo faccio per comunicare con la gente, non certo perché venga riferito qualcosa all’Assessore, al quale – come detto pocanzi – ho cercato senza successo di parlare in più occasioni.”.

A sostegno del collega Verani interviene il presidente provinciale di Arci, Alessandro Fornasari: “Visto che siamo stati in ballo, come concessionari del servizio relativo all’organizzazione della rassegna estiva di cinema all’aperto, mi sembra corretto intervenire e fare alcune precisazioni e considerazioni. Innanzitutto mi sento di confermare quanto affermato da Verani, avendo io stesso presenziato a quasi tutte le serate, soprattutto alle ultime; non mi pare di aver colto alcuna lamentela, velata o manifesta che fosse; piuttosto è stato rilevato, anche dal sottoscritto, come i ritardi nella definizione dell’intero palinsesto estivo, non abbiano facilitato il coordinamento tra i vari soggetti organizzatori delle attività che si sono svolte tra il Campo Daturi e Palazzo Farnese. Credo, quindi, che all’Assessore siano giunte voci inesatte e tendenziose. In particolare, la sera del 4 settembre, ultima della rassegna di cinema all’aperto al Daturi, ho avuto modo di confrontarmi in loco con l’organizzatore dell’Estate al Farnese. Abbiamo convenuto che, a parte proprio quella stessa sera, non ci siano stati particolari problemi di coesistenza. Ne è conferma il fatto che, avendone avuto notizia per tempo, le sere del 5, 17, 24, 31 luglio e 2 e 29 agosto, laddove erano programmati concerti al Farnese, il cinema è rimasto fermo. Abbiamo sovrapposto invece le serate del 10 e 19 luglio in quanto gli eventi programmati non erano in contrasto per l’intrinseca tipologia degli stessi. Discorso diverso per ciò che riguarda proprio il 4 settembre, quando la proiezione del film è stata fortemente disturbata dal bel concerto di Gianni Belleno e Nico Di Palo. Ma tant’è, pazienza. Non ne abbiamo fatto un dramma. E gli spettatori hanno capito. Ci siamo semplicemente lasciati con l’auspicio che in futuro il coordinamento degli eventi possa essere fatto con maggiore anticipo.”.

Continua Fornasari: “La rassegna estiva al Daturi è frutto di una collaborazione tra Comune e Arci dove entrambi i soggetti, secondo i criteri definiti dal capitolato del bando, si fanno carico di costi e impegni per consentire ai piacentini di passare più di 50 serate al Daturi potendosi godere un film di qualità e trascorrere una serata piacevole in compagnia. Sicuramente va dato atto all’Amministrazione di aver confermato, in continuità con il passato, il sostegno all’iniziativa. Una cosa però credo vada chiarita: nessun contributo in denaro è stato erogato ad Arci per l’organizzazione della rassegna al Daturi, così come ormai avveniva da alcuni anni.”.

Prosegue Fornasari: “Certo è che un comunicato stampa così lascia l’amaro in bocca. Crediamo che un’Amministrazione dovrebbe farsi vanto di un’iniziativa popolare come il cinema all’aperto, un’attività complessa che non solo coinvolge tanti piacentini come fruitori, ma anche un nutrito numero di studenti, di volontari e di associazioni che da anni trovano ospitalità all’interno del nostro palinsesto estivo.”.

Conclude Fornasari: “Non abbiamo mai fatto i conti in tasca al Comune, per cui non sappiamo quanto investa in questa manifestazione. Ci spiace però che vengano citate cifre totalmente decontestualizzate. Quando un’Amministrazione eroga un contributo, di qualunque entità esso sia, lo fa a fronte di un preciso progetto, avendone, al termine, una puntuale rendicontazione da parte del beneficiario.”.

Piero Verani, presidente Cinemaniaci Associazione Culturale

Alessandro Fornasari, presidente Arci Piacenza




L’assessore Polledri, “Infondate le critiche dei Cinemaniaci al Comune”

“Mi è giunta voce che in una delle serate conclusive della rassegna cinematografica estiva all’Arena Daturi siano state espresse pubblicamente, dal presidente dell’associazione Cinemaniaci Piero Verani, alcune lamentele nei confronti dell’Amministrazione comunale, colpevole a suo dire di non aver mostrato sufficiente sostegno nei confronti della manifestazione e, addirittura, di averla penalizzata organizzando un fitto calendario di iniziative a Palazzo Farnese, il cui rumore sarebbe stato di disturbo alle proiezioni. Dimenticando, però, di aver concordato che il cartellone del cinema non avrebbe dovuto sovrapporsi alle date, già fissate, dell’estate culturale; nessuno ha impedito che ciò avvenisse comunque, ma è paradossale che a protestare siano stati proprio coloro che non hanno rispettato gli accordi”.

A sottolinearlo è l’assessore alla Cultura Massimo Polledri, che aggiunge: “Se l’obiettivo era di parlare a nuora, ovvero a una platea di decine di spettatori, perché suocera intendesse, mi spiace constatare che non si sia avuta la correttezza di rivolgersi direttamente al sottoscritto, rifiutando a priori il confronto e preferendo criticare senza contraddittorio”.

Mi sembra doveroso – spiega Polledri – al di là delle considerazioni personali su un atteggiamento che non condivido, fare alcune precisazioni sulla questione. L’affidamento della rassegna cinematografica estiva per il biennio 2018-2019 è stato deliberato dalla Giunta il 13 aprile scorso, mettendo gratuitamente a disposizione del gestore, per tutto il periodo di attività, la pulizia dei servizi igienici, la fornitura dell’energia elettrica, di impianti anticendio ed estintori a norma, la manutenzione della scala di accesso, dell’ascensore e della segnaletica, oltre alla cura e alla pulizia del verde. L’Amministrazione ha provveduto anche alla struttura di sostegno per lo schermo, con le relative operazioni di montaggio e disintallazione, nonché alla posa di 50 transenne, 8 tabelloni metallici e 400 sedie conformi alle regole antincendio. Ciò ha comportato, per la sola edizione 2018, spese a carico del Comune per 1.128,50 euro destinati alle pulizie e 6.710 euro per lo schermo. Senza dimenticare gli oneri indiretti annuali per la concessione del campo Daturi, pari a 28.700 euro, e quelli per la concessione di attrezzature valutabili in 27 mila euro per il biennio, ovvero 13.500 per il solo 2018. Se la matematica non è un’opinione – rimarca l’assessore – parliamo di 7.838,50 euro di costi fatturati e 42.200 euro di oneri indiretti, per un totale che supera quota 50 mila euro”.

“Credo sinceramente – conclude Polledri – che i Cinemaniaci e Arci non possano lamentare scarso sostegno da parte dell’Amministrazione, a maggior ragione se consideriamo i contributi erogati dal Comune tra il 2008 e il 2016, anno in cui, a dicembre, è uscito l’ultimo bando per i finanziamenti alle associazioni culturali: Arci faceva la parte del leone con 159.900 euro incassati in nove anni, per diverse iniziative tra cui il cinema all’aperto. Cosa dovrebbero dire le realtà culturali, numerose, che nello stesso periodo hanno ricevuto non più di 500 o 1000 euro dalle precedenti Giunte comunali? Mi pare che, a dispetto delle risorse sempre più scarse, questa Amministrazione non si sia certo sottratta all’impegno di confermare il cinema all’aperto, né di garantire la massima disponibilità ai vincitori del bando. Ricordo però, al presidente Verani in particolare, che il panorama culturale piacentino è fortunatamente ricco, variegato e animato non solo dall’amore per il cinema; offrire un calendario composito di iniziative significa onorare questa pluralità, avere rispetto e garantire parità di trattamento per tutte le associazioni”.




Polledri (Lega): “C’è chi consiglia di uscire dalla rete Ready e chi incita i ragazzi all’uso della cannabis”

“Il Pd si rivela sempre più un disco rotto: dopo la caccia al razzista lanciatore di uova poi rivelatasi una fake news, ora parte l’ennesima futile strumentalizzazione per aver dato un consiglio ad un collega di partito del Comune di Pisa, quello di emulare la nostra scelta (approvata in giunta comunale lo scorso 5 ottobre) e di tanti altri comuni italiani.

C’è chi dice di non buttare soldi nella rete Ready e chi, invece, plaude all’utilizzo della cannabis, che fa bene ai ragazzi. È questione di scelte politiche.

La calura estiva gioca brutti scherzi alla sinistra; se pensa di guadagnare voti tentando queste inutili strumentalizzazioni, la Lega di Matteo Salvini continuerà sempre più a crescere.” Dichiara Massimo Polledri, Assessore alla Famiglia, Cultura e Sport al Comune di Piacenza.

 




Il PD presenterà una mozione di sfiducia contro Polledri

Dura presa di posizione da parte dei vertici del PD piacentino contro l’assessore alla cultura del comune di Piacenza, il Leghista Massimo Polledri.Tutto nasce dal post di un collega del partito di Salvini, tale Manuel Laurora, consigliere comunale di maggioranza di Pisa, a cui non erano piaciute alcune pubbliche effusioni fra due uomini, definite “perversioni”. Polledri ha commentato il post consigliando al comune di Pisa di uscire dalla rete Ready, come già fatto dalla giunta piacentina.

Questo il comunicato del PD
“Si è passato il segno. L’abitudine alla provocazione dell’assessore alla cultura Massimo Polledri ha trovato nuovo terreno per esprimersi, con il commento a una dichiarazione omofoba di un consigliere comunale di Pisa, volenteroso di vietare nella sua città manifestazioni pubbliche di affetto tra persone dello stesso sesso. A stupire non è tanto la solita linea oltranzista del nostro amministratore, quanto il perdurante silenzio del Sindaco, che mai finora ha preso – se non le aperte distanze – almeno posizioni che invitassero il suo collaboratore a maggiore prudenza, in virtù del ruolo che svolge. Anzi, è proprio questo lassismo che pensiamo induca l’assessore ad alzare sempre più l’asticella della fobia verso tutto ciò che ritiene “diverso”, alimentando un clima che mal si addice alla civile convivenza e dimostrandosi, con ciò, inadatto ai compiti cui è stato chiamato.
Sono vari gli elementi di gravità nel commento di Polledri: al netto dei contenuti in se, dai quali ci dissociamo convintamente, fa torto al buon gusto l’aver preso parte alla discussione, su un tema capitale come quello dei diritti, sul profilo di una persona che allo stesso tempo dà giudizi morali di stampo medioevale sulla comunità gay ed esprime invece, a parole e immagini, la sua assenza di rispetto per il genere femminile, con virilità da commedia sexy anni 70 e senza possibili fraintendimenti. In attesa di sapere cosa ne pensano le donne al governo della nostra città, denunciamo con ancora più forza l’aver bollato normali diritti come provocazione e consigliato di conseguenza alla città di Pisa di emulare Piacenza, uscendo dalla rete anti discriminazione Ready. Se ci fosse stato bisogno di altre conferme, qui il colpo di grazia definitivo alle già poco credibili scuse della giunta verso un disimpegno a loro dire non dettato da lontananza dalla causa. Ci ha pensato l’assessore alla cultura a smentire, una volta per tutte, il Sindaco e la collega con delega alle Pari opportunità, delle quali possiamo immaginare ora l’imbarazzo. Piacenza non merita un amministratore che discrimina e bolla i diritti civili come provocazioni.
Per questo il Partito Democratico, attraverso il gruppo consigliare, anticipa la prossima presentazione di una mozione di sfiducia, appellandosi per il sostegno alle altre forze politiche che si professano contro ogni forma di discriminazione. La maggioranza a Palazzo Mercanti può contare su numeri schiaccianti. Ma, stante l’inequivocabile significato di quest’ultima esternazione di Polledri (che non riuscirà a coprire con il suo tradizionale vittimismo di ritorno), ciò che diranno in aula ed esprimeranno attraverso il voto testimonierà il reale pensiero di ogni singolo consigliere su quale debba essere il messaggio politico da trasmettere alla città. Finalmente arriverà il momento di gettare le maschere.
Stefano Cugini
Giorgia Buscarini
Christian Fiazza
Giulia Piroli
Annalia Reggiani”




Dibattito sulla cannabis di Sant’Ilario: “si addensano nubi” sui contestatori

Non cenna a quietarsi la vicenda dell’incontro che si è tenuto lunedì scorso in Sant’Ilario intitolato l’Erba della Morte: la cannabis. Una serata organizzata dagli assessori leghisti Polledri e Zandonella, che ha visto la massiccia presenza di contestatori, in particolare riconducibili a Controtendenza.

Si è infatti appreso che l’amministrazione di Piacenza avrebbe dato mandato all’avvocatura comunale di valutare se vi siano elementi per segnalare quanto accaduto all’autorità giudiziaria.

In realtà alla serata erano massicciamente presenti agenti e funzionari della Digos che hanno ripreso e fotografato i momenti più tesi e che invieranno una relazione alla procura della Repubblica.

Che la contestazione sia stata strabordante e probabilmente, nei modi, anche poco antidemocratica è un dato di fatto ma è difficile immaginare che possa ravvisarsi un qualche reato. Sarà comunque la magistratura a deciderlo.

Intanto sulla vicenda interviene il PD con un comunicato a firma della segretaria del circolo città di Piacenza, Annalia Reggiani.

«Con riferimento all’esito del convegno “l’erba della morte”, spiace leggere le parole dell’assessore Polledri che, annuncia pubblicamente indagini della Digos per “punire” i responsabili delle contestazioni.
Se legittimo   è esprimere le proprie valutazioni sull’opportunità o meno delle manifestazioni di dissenso verificatesi durante il convegno, così lo è  anche giudicare inopportuna, scientificamente non corretta e  in realtà squisitamente politica  l’iniziativa del Comune;  sicuramente anticostituzionale è invece condannare le grida, i fischi e gli applausi ironici, le ” bolle di sapone”  con cui liberi cittadini hanno risposto. La libertà di parola, la stessa che ha concesso all’assessore comunale , al Senatore Pillon e agli altri soggetti relatori di esprimere la loro visione, deve necessariamente consentire in un paese libero come il nostro a chiunque di manifestare con qualsiasi modalità (ad eccezione che con  insulti o violenza, sempre vietati)  il proprio dissenso. Non ignorando semplicemente il convegno, come suggerisce l’assessore, ma proprio partecipandovi ed esprimendo ad alta voce la propria contrarietà.
Questo principio è alla base di uno stato democratico e preoccupa molto che proprio chi dovrebbe rappresentare lo stato a livello locale non lo tenga nella massima considerazione.»

Annalia Reggiani
Segretaria circolo PD città di Piacenza

 




Polledri: Pista da pattinaggio in piazza, proposta suggestiva ma di difficile realizzazione

Facendo seguito alla proposta del consigliere Christian Fiazza, secondo il quale piazza Cavalli potrebbe diventare una pista di pattinaggio nel periodo natalizio, l’assessore alla Cultura Massimo Polledri precisa quanto segue: “Al di là della suggestione che può provocare l’impianto dell’Hotel de Ville a Parigi, la realizzazione di una pista di pattinaggio su ghiaccio in piazza Cavalli potrebbe essere un colpo d’occhio incantevole ma, in pratica sarebbe necessario avere il parere della Sovrintendenza. Non solo, dal punto di vista tecnico l’allestimento sarebbe possibile solo con un sensibile aggravio di costi fissi, pur ragionando a parità di dimensioni rispetto all’impianto posizionato nel cortile del palazzetto di via Alberici”.

Prosegue l’assessore: “Tali costi dovrebbero essere sostenuti esclusivamente da eventuali sponsor esterni. Inoltre, sarebbe necessario predisporre un sottopalco in legno per livellare la pavimentazione della piazza che attualmente è piuttosto sconnessa, sottopalco che sosterrebbe inoltre la serpentina elettrica che corre sotto lo spesso strato di ghiaccio realizzato superficialmente, che dovrebbe avere un spessore minimo, stando alle normative, di 8 cm per evitare la formazione di pericolose buche o affossamenti”.

“A tutto questo – prosegue l’assessore – occorre aggiungere l’imponente carico che questo impianto (oltre 300 kg per mq) andrebbe a gravare sulle delicatissime pietre della pavimentazione della piazza. Parlando ancora di costi supplementari, occorre tenere presente anche la necessità di allestire apposite strutture, che riducano l’impatto di tutta la voluminosa strumentazione tecnica necessaria alla formazione del ghiaccio: cabina elettrica, chiller, ecc. Inoltre, sarebbe necessario un transennamento esterno alla pista per delimitare l’area di pattinaggio. Problemi molto concreti dunque e non argomenti frivoli”.

Conclude l’assessore: “Tengo a sottolineare che la collocazione della pista nel cortile del palazzetto di via Alberici garantisce uno standard di sicurezza, in termini di incursioni, atti vandalici, furti o altro, piuttosto elevati. Si tratta infatti di un’area recintata e chiusa, che durante il periodo dell’evento viene presidiata 24 ore al giorno da sorveglianza qualificata che, se la manifestazione si tenesse in piazza Cavalli, dovrebbe essere fortemente potenziata. Tutti questi argomenti rendono di fatto quasi impossibile la costruzione di una pista di pattinaggio sulla storica piazza”.