Aumento di capitale Fiera di Piacenza: via libera dalla commissione Economia della regione

Disco verde della commissione Attività produttive al futuro della Fiera di Piacenza. La commissione presieduta da Manuela Rontini, infatti, ha approvato all’unanimità, e trasferito all’Assemblea per il via libera definitiva, il progetto di legge che aumenta la partecipazione azionaria di viale Aldo Moro nell’expò piacentino.

“È un progetto di legge molto chiaro, frutto di un percorso condiviso tra le forze politiche e i territori: ne parleremo approfonditamente nel corso della discussione in Assemblea”, spiega Katia Tarasconi (Pd), relatrice di maggioranza del progetto di legge. Sulla stessa linea il relatore di minoranza Matteo Rancan (Lega), che ha ribadito il carattere di condivisione tra i gruppi assembleari, le parti sociali e il territorio piacentino, sia nella discussione sia nell’approvazione dell’intero progetto di legge.

“Abbiamo dedicato molte sedute della commissione a questo progetto di legge e soprattutto dall’audizione è emersa una grande soddisfazione delle parti sociali e del territorio”, sottolinea la presidente della commissione Manuela Rontini.

Il voto della commissione è stato all’unanimità e ha visto anche l’approvazione di due emendamenti presentati dall’assessore Vincenzo Colla. Nel suo intervento il rappresentante della Giunta ha sottolineato come “la Regione ha deciso di investire per sostenere un piano industriale di sviluppo, sappiamo che le Fiere dell’epoca post coronavirus saranno diverse da quelle precedenti, pensiamo solo al tema dell’informatica, e per questo è giusto investire”.

Apprezzamento anche da Giancarlo Tagliaferri (Fdi), che ricorda come “questo risultato è il frutto del lavoro e dell’impegno in primo luogo del centrodestra e degli amministratori locali piacentini, in testa il sindaco Patrizia Barbieri, che ne sono espressione: da quanto il centrodestra è tornato al governo di Piacenza il nostro territorio conta di più, la Regione non può più ignorarci. Se anche sul contrasto al coronavirus e sul piano vaccini antinfluenzali e anti Covid ci avesse ascoltato come per la Fiera non leggeremmo ogni giorno titoli sui giornali come ‘Caos vaccini’”. Un’intervento, quello del consigliere di Fdi, che ha provocato la replica di Tarasconi: “Su questo progetto di legge abbiamo lavorato insieme, sarebbe bello mantenere questo clima, evitando di dire ‘è tutto merito del centrodestra’ come ha fatto il collega”.

Per Palma Costi (Pd) il pdl proposto dalla Giunta “è un tassello molto importante per il rafforzamento del nostro sistema fieristico: il Partito democratico reputa molto positivo la collaborazione emersa tra tutte le forze politiche, che permette di andare avanti velocemente”. Sulla stessa linea anche Stefania Bondavalli (Lista Bonaccini), per la quale “è un progetto di legge che va nella giusta direzione”, e da Federico Alessandro Amico (ER Coraggiosa),che ha sottolineato l’importanza di un progetto di legge che punta al rilancio dell’economia regionale.

Dai banchi del centrodestra è arrivato, inoltre, il via libera di Marco Mastacchi (Rete Civica) e Valentina Castaldini (Fi)




Rancan (Lega): “Rallentamento campagna vaccinale un disastro”

“Più che un problema la mancata consegna a Piacenza, oggi, dei vaccini da parte di Pfizer, che ha imposto lo stop alla vaccinazione degli operatori sanitari, è un vero disastro. I ritardi nella consegna delle dosi comportano infatti il rallentamento della campagna vaccinale e potrebbero indurre all’allungamento dell’intervallo nella somministrazione tra prima dose e richiamo”. Così il capogruppo della Lega in Regione, Matteo Rancan, questo pomeriggio in assemblea legislativa in contemporanea alla diffusione della notizia da parte del direttore generale Ausl Luca Baldino.

“Lo slittamento delle tempistiche dell’immunizzazione avviata mette a rischio tutti coloro che, ogni giorno, operano in prima linea presso le nostre strutture sanitarie, oltre a comportare il possibile allungamento dei tempi di uscita dalla pandemia. Una prospettiva drammatica per la nostra economica, già stremata da lockdown a ripetizioni e mai adeguatamente ristorata dal governo centrale. Ma la cosa più grave è che quanto avvenuto oggi a Piacenza è l’ennesima dimostrazione concreta di come questo governo non sia stato capace di predisporre un piano vaccinale serio né, tantomeno, credibile” conclude Rancan.

“Dopo la propaganda dei giorni scorsi, secondo la quale l’Italia stava facendo meglio di tutti in Europa, oggi arriva la doccia fredda: siamo stati tagliati fuori da parte delle forniture – insiste il senatore leghista Andrea Ostellari, commissario del partito in Emilia – Il Commissario Arcuri ha gestito direttamente il sistema dell’approvvigionamento: ora spieghi il perché dello stop e come intende procedere per evitare che il lavoro fatto sia stato inutile”.

 




Raggi: “Rancan si preoccupi delle scelte della Borgonzoni, non di Bonaccini”

Rancan contro Bonaccini,  Raggi contro Rancan. Il dibattito politico post regionali continua a restare vivace ed ogni giorno si arricchisce di nuovi spunti.

Ieri, in un comunicato, il rieletto consigliere regionale della Lega Matteo Rancan (recordman di voti nel piacentino) reclamava a gran voce un seggio piacentino nella Giunta di Bonaccini (che dovrebbe essere annunciata nel giro di un paio di settimane).

“Il governatore Stefano Bonaccini pensa davvero di escludere il territorio di Piacenza dalla sua prossima Giunta? Se così fosse, non farebbe altro che riconfermare quella che è stata la sua politica sino ad oggi: una politica cieca e sorda rispetto alle istanze del nostro territorio, una politica che ha sempre lasciato ai margini Piacenza. Se questa sarà l’impostazione del suo nuovo mandato, sarebbe davvero gravissimo. Il territorio di Piacenza rivendica più attenzione da parte delle politiche regionali, per quello che esprime in termini agricoltura, industria, viabilità e per la sua posizione strategica a cavallo fra Lombardia ed Emilia”.

Oggi arriva la presa di poizione del referente locale di Italia in Comune, Samuele Raggi, che si scaglia contro il neo eletto consigliere regionale del Carroccio.

«Rancan dovrebbe preoccuparsi di convincere la Borgonzoni a rimanere in regione, non delle scelte di Bonaccini», la pronta risposta di Raggi. Il coordinatore di Italia in Comune: «Sarebbe gravissimo se Borgonzoni si dimettesse dal consiglio regionale, presi in giro i piacentini». E ancora, “Dovrebbe lavorare per rappresentare al meglio quei territori, come Piacenza, che hanno dato ampio consenso alla Lega e a suoi rappresentanti.

Dopo aver promesso più volte che sarebbe rimasta a guidare l’opposizione nel consiglio regionale in caso di sconfitta, Lucia Borgonzoni, sembra sia intenzionata a dimettersi in tempi rapidi e tornare a Roma, la vecchia “Roma ladrona”, dove ricopre un incarico ben più retribuito di quello regionale. Se fosse vero sarebbe una vera presa in giro per tutti i suoi elettori, ma soprattutto per i piacentini, che hanno indiscutibilmente dato grande fiducia alla Lega e alla sua candidata, a cui sembra però non interessare.

Sembra inoltre che la stessa sia destinata, a ricoprire il ruolo di capo dipartimento cultura della Lega. Spero vivamente che questa investitura possa aiutarla a migliorare le sue conoscenze in geografia, per lo meno le basi”. 

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Rancan (Lega): “Non faremo sconti al nuovo governo regionale”

E’ il recordman piacentino delle preferenze il leghista Matteo Rancan, che è riuscito a farsi riconfermare come consigliere regionale con ben 9.272 preferenze. Grande soddisfazione la sua espressa anche in un post di ringraziamento ai suoi sostenitori, pubblicato su Facebook: «Mi avete regalato la soddisfazione di essere il piacentino più votato in Emilia-Romagna e tra i più votati in assoluto. Il voto degli emiliano-romagnoli va rispettato, per cui facciamo i complimenti al governatore Stefano Bonaccini al quale, però, non mancherò di ricordare dai banchi dell’opposizione tutte le promesse che ha fatto sul nostro territorio perché le mantenga una ad una. Per i prossimi 5 anni mi impegno a fare ancora di più e ancora meglio gli interessi dei piacentini. Grazie mille, anzi… grazie 9.272 volte».

In un comunicato stampa Rancan ha poi ribadito il suo impegno futuro sui banchi dell’opposizione «Piacenza – ha scritto – si conferma una roccaforte. I consiglieri leghisti, ben 14 nell’Assemblea regionale, non faranno sconti al Bonaccini bis, ma soprattutto saranno lì a vigilare che tutte le promesse fatte dalla sinistra, che sono state tante, vengano mantenute. A partire, dalle condizioni di viaggio dei pendolari e dal sostegno alla nostra agricoltura».




Telefonia mobile. La montagna piacentina ancora “scoperta”. Rancan presenta interrogazione

Il consigliere regionale della Lega, Matteo Rancan, interroga la Giunta:“Il Governo regionale si era impegnato ad effettuare una mappatura delle zone nelle quali risultava difficile o impossibile comunicare a mezzo della telefonia mobile, oltre a stringere ulteriori accordi con le aziende proprietarie delle linee per incentivarle ad installare altri ripetitori e ad impegnarle nel miglioramento della ricezione: come mai ad oggi la situazione non è cambiata di una virgola?”

A Piacenza il telefono continua a piangere. “Come già evidenziato in un mio atto ispettivo depositato ad ottobre 2018, sono diversi i territori del piacentino (Ceci, Chiavenna Landi, Cariseto, Orezzoli, Coli, Chiavenna Rocchetta, San Michele di Morfasso, Castagnola, Roncaglia, San Polo, Mucinasso) che riscontrano una scarsa se non assente copertura di rete per telefonia mobile. In questi comuni è presente un solo ripetitore di telefonia mobile che non consente di effettuare le chiamate in tutta la Vallata, bensì solo in alcuni punti. Un disagio che, nonostante le ripetute promesse da parte della Regione Emilia-Romagna, continua a rimanere tale”.

Tant’è che il consigliere regionale della Lega, Matteo Rancan,ha depositato oggi una nuova interogazione nella quale chiede alla Giunta Pd, guidata dal governatore Stefano Bonaccini, “a che punto siano le opere di installazione di antenne per la copertura telefonica nelle zone che continuano a riscontrare una scarsa se non assente copertura di rete per telefonia mobile”.

La Giunta Regionale, infatti, si era impegnata ad effettuare una mappatura delle zone della Regione nelle quali risultava difficile o impossibile comunicare a mezzo della telefonia mobile, oltre a stringere ulteriori accordi con le aziende proprietarie delle linee per incentivarle ad installare altri ripetitori e ad impegnarle nel miglioramento della ricezione.

“Tuttavia, i cittadini dei citati territori continuano a lamentare che la situazione non si è risolta e si rilevano problemi non solo nelle zone montane (isolate e con collegamenti viari ostici), ma anche nei centri abitati di facile accesso e a ridosso di importanti reti stradali” aggiunge l’esponente del Carroccio, che spiega: “La linea telefonica rappresenta un bene fondamentale sia a livello sociale che lavorativo. Lo dimostra il fatto che la mancata copertura di rete mobile e/o la presenza di un segnale debole equivale a un fattore discriminante per le attività economiche (che rischiano onerose perdite economiche) presenti sul territorio e per le comunicazioni personali dei cittadini. La telefonia mobile assume una valenza importante e basilare anche durante le situazioni di emergenza, oltre che un incentivo per eventuali nuovi abitanti”. Pertanto, “è ora che alle promesse seguano i fatti” chiosa Rancan.




Cosa è la traversa di Sant’Agata che il Consorzio di Bonifica voleva costruire ma che è stata “bocciata”

Questa mattina si è svolta una manifestazione degli agricoltori che hanno protestato contro la bocciatura della traversa di Sant’Agata, l’opera di cemento armato che il Consorzio di Bonifica avrebbe voluto costruire nel Trebbia per alimentare il rivo Villano e permettere così l’irrigazione in tutti i terreni serviti da questa via d’acqua.

Ne sono seguite alcune prese di posizione politiche. Il consigliere regionale leghista Matteo Rancan (leggi) ha accusato la Regione di essere “indifferente alle esigenze degli agricoltori”.

«Lo stop della Regione Emilia Romagna alla realizzazione della traversa Sant’Agata a Rivergaro – ha scritto Rancan – è l’ennesimo esempio della riluttanza dell’ente a prendersi a cuore le necessità più sentite nel Piacentino».

I parlamentari leghisti Murelli e Pisani hanno espresso disappunto per “la mancata realizzazione della traversa di Sant’Agata”.

«E’ un peccato – hanno affermato i due – che non si riesca a raggiungere un accordo su come fare la derivazione, tanto utile agli agricoltori che lavorano sulla sponda destra del Trebbia. Invitiamo, pertanto, tutti a sedersi attorno a un tavolo e discutere. La politica dia la disponibilità a far sì che le parti si incontrino e trovino soluzioni eque».

A dare parere negativo all’opera non è stata però la politica – e nemmeno la Regione Emilia Romagna – ma i tecnici di tutti gli enti coinvolti nella procedura autorizzativa che hanno ritenuto l’opera troppo impattante.

L’alternativa alla traversa

Un’alternativa alla traversa c’è sempre stata ed è molto più economica nonché meno invasiva. E’ quella di una stazione di pompaggio in grado di trasferire l’acqua dal Trebbia al rio.

Soluzione a cui il Consorzio aveva preferito la mastodontica opera di ingegneria idraulica.

Il progetto era stato presentato ad agosto 2018 attraverso un apposito evento, uno dei tre momenti pubblici che avevano costretto il Consorzio di Bonifica di Piacenza ad effettuare una apposita variazione di bilancio.

Nel 2018 stanziati dal Consorzio di Bonifica 174 mila euro per rappresentanza e comunicazione (inclusa una due giorni sul Trebbia)

Nel giugno del 2018 infatti il Consorzio decise (con la seconda variazione di bilancio) uno stanziamento aggiuntivo di 60 mila euro che si andarono a sommare ai 68 mila euro già messi a bilancio per “attività di comunicazione e rappresentanza”, raggiungendo così un totale di 128.000.

A far lievitare i costi, si specificava nel documento contabile, erano stati:

  • l’evento previsto in occasione al collaudo della Diga di Mignano (leggi qui).
  • L’attività di comunicazione a supporto della realizzazione del progetto della traversa di Sant’Agata (Rivergaro) con “allestimento di un’area pubblica lungo l’area attrezzata del Trebbia”.
  • Uno stand informativo presso Piacenza Expo ad ottobre 2018.

Nella terza variazione di bilancio, licenziata nell’agosto 2018, la previsione di spesa per rappresentanza e comunicazione lievitò ulteriormente arrivando alla cifra di € 174.100, per attestarsi infine a 174.362,21 nella quarta ed ultima variazione di bilancio.

Una cifra ragguardevole molto più alta ad esempio di quella messa a bilancio nel 2018 dal Consorzio di bonifica pianura di Ferrara, che è il più grande d’Italia e che nel 2018 ha stanziato (con l’assestamento di bilancio) 120.000 per la comunicazione e 10 mila euro per la rappresentanza.

Il tutto considerando che il consorzio ferrarese ha costi e ricavi di oltre 36 milioni di euro, tre volte tanto quelli del Consorzio di Bonifica di Piacenza che sfiora (per costi e ricavi) i 12 milioni di euro.

Consultando i documenti contabili disponibili on-line non è possibile sapere nel dettaglio quanto del budget sia andato “a supporto della realizzazione del progetto della Traversa di S. Agata”.

Una tre giorni che si tenne a Rivergaro il 4, 5 e 6 agosto con una mostra fotografica, uno spazio di pittura per i bambini e naturalmente una conferenza per spiegare le ragioni dell’intervento sul Trebbia.

Un fermo immagine del video

Venne anche realizzato un video che decantava i benefici dell’opera definita “un’opportunità – sosteneva lo speaker – che migliorerà ambiente e paesaggio permettendo un adeguato afflusso d’acqua nel rivo Villano” mentre uno dei progettisti dell’opera, sempre nel filmato parlava di “impatto ambientale sostenibile” della traversa e del canale di derivazione.

Quasi tre milioni di euro per la traversa, in cemento, lunga 120 metri

La trasversa, progettata per la Bonifica da uno studio milanese, avrebbe dovuto avere un’altezza di un metro e mezzo ed una lunghezza di 120 metri, il tutto costruito in cemento armato e rivestita in pietrame. In più il progetto prevedeva un canale di adduzione lungo 150 metri. Costo totale preventivato per l’opera: € 2.719.584,46.

La Valutazione dell’impatto ambientale

L’iter di valutazione dell’impatto ambientale dell’opera è incominciato il 9 novembre 2017 con la presentazione dell’istanza del Consorzio di Bonifica al Servizio Valutazione Impatto e Promozione Sostenibilità Ambientale della Regione Emilia Romagna.

L’intervento venne subito contestato dalle associazioni Legambiente, NoTube e Fipsas che ribadirono la loro contrarietà: nel documento inviato alla Regione sottolinearono come un impianto di sollevamento, al posto della traversa avrebbe avuto impatti decisamente inferiori, sia dal punto di vista idrogeologico sia ambientale. La spropositata «valutazione dei costi alla fine dimostra, anche dal punto di vista economico, come la soluzione del sollevamento sia la migliore».

I pareri negativi della Sovraintendenza e degli Enti locali

Seguirono vari pareri rilasciati dagli enti interessati dall’opera, sostanzialmente tutti negativi (anche se per motivi fra loro diversi) come quello della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio, della Provincia di Piacenza, del comune di Rivergaro, del comune di Travo, dell’agenzia Regionale per il fiume Po, della Regione Emilia Romagna, dell’Ente di Gestione dei Parchi Emilia Occidentale. Parere negativo anche dalla Conferenza dei servizi, convocata in due riunioni a fine 2018.

A nulla sono servite le successive controdeduzioni, inviate dal Consorzio nel gennaio 2019: non hanno ribaltato la posizione negativa neppure in occasione della Conferenza conclusiva dei servizi che si è tenuta il 12 marzo scorso e che ha messo la pietra tombale su una traversa che non verrà mai realizzata ma che, fra spese di progettazione e di comunicazione, ha già avuto un suo discreto impatto, non ambientale ma economico!




Traversa Sant’Agata. Secondo Rancan “la Regione indifferente alle esigenze degli agricoltori”

Dopo la protesta di questa mattina da parte degli agricoltori e la presa di posizione dei Liberali Piacentini, sullo stop alla realizzazione della Traversa Sant’Agata di Rivergaro (leggi qui) interviene anche il consigliere regionale della Lega Matteo Rancan.

 «Lo stop della Regione Emilia Romagna alla realizzazione della traversa Sant’Agata a Rivergaro è l’ennesimo esempio della riluttanza dell’ente a prendersi a cuore le necessità più sentite nel Piacentino. Il presidente regionale Stefano Bonaccini e l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo, come da prassi consolidata da parte degli amministratori del Partito Democratico, si sono ancora una volta dimostrati lontani dalle esigenze dei nostri cittadini».

Così il consigliere regionale della Lega Matteo Rancan a seguito della protesta degli agricoltori, organizzata dal Consorzio Rivo Villano con il sostegno di Coldiretti, Confagricoltura e Cia, che si è svolta a Piacenza per sensibilizzare la popolazione sul tema delle opere irrigue.

«Il sit-in andato in scena in mattinata» afferma l’esponente leghista, che si dichiara «completamente dalla parte dei dimostranti», «è la risposta all’incapacità di ascoltare il territorio». «Una categoria – insiste Rancan – ha fatto sentire la propria voce perché è inammissibile rischiare di restare senz’acqua ad uso irriguo nei mesi estivi: bloccare un’opera tanto importante significa infatti compromettere il lavoro di tante persone ed imprese agricole. E se l’amministrazione regionale è insensibile alle richieste degli agricoltori, la Lega non farà mai mancare il proprio appoggio a battaglie di questo tipo».

 




Rancan (Lega): Crisi Selta. “La regione si attivi per tutelare i lavoratori”

Il consigliere regionale della Lega, Matteo Rancan, interroga la Giunta per scongiurare il licenziamento di circa cento dipendenti: “Si tratta di una realtà aziendale fiore all’occhiello del Made in Italy, urge tavolo di confronto per scongiurare i licenziamenti”

“No alla chiusura dello stabilmento piacentino di Selta Spa, via a un tavolo di confronto per scongiurare il licenziamento di circa un centinaio di maestranze attualmente impiegate presso la sede operativa di Cadeo”.

E’ quanto chiede il consigliere regionale della Lega, Matteo Rancan,che spiega: “Attualmente, il territorio della Provincia di Piacenza sta vivendo una situazione particolarmente critica in quanto l’azienda Selta spa, che possiede una sede a Cadeo (località a pochi chilometri da Piacenza), è interessata da una onerosa crisi aziendale che pregiudica la possibilità di proseguire la propria attività, con conseguenti ricadute sui lavoratori impiegati presso la suddetta Azienda”.

Nonostante l’allarme lanciato dalle organizzazioni sindacali del territorio piacentino, la Selta Spa non ha affrontato la situazione debitoria (si specifica che la crisi aziendale ha avuto inizio ben quattro anni fa). Al 31 luglio 2018, l’azienda deteneva un margino operativo lordo negativo per circa 3,3 milioni di euro, la perdita d’esercizio si attestava a 3,4 milioni, mentre l’esposizione debitoria complessiva ammontava a 47 milioni di euro, come si evince dalla documentazione presentata dalla stessa Azienda alla Sezione Fallimentare del Tribunale di Milano.

Malgrado la gravità dei risultati registrati dalla Selta spa, il suo consiglio di amministrazione non ha apportato modifiche alla propria gestione, non diminuendo nemmeno gli emolumenti liquidati ai suoi componenti.

Attualmente, i lavoratori dello stabilimento di Cadeo (che nel dicembre scorso hanno organizzato un sit – in di protesta) si trovano in cassa integrazione a zero ore e non riescono a confrontarsi con il presidente del gruppo, benché l’azienda registri ancora un buon portafoglio di ordini.

“La situazione, già di per sé gravissima, rischia di degenerare ulteriormente, pertanto – sottolinea Rancan – è quanto mai necessario un intervento che sia urgente e risolutivo. Poiché la Regione Emilia – Romagna dovrebbe svolgere un ruolo importante durante le crisi aziendali, “riteniamo necessario il suo interessamento in prima persona nella vicenda”.

Da qui la richiesta avanzata dal consigliere del Carroccio alla Giunta regionale “di attivarsi tempestivamente per tutelare i lavoratori della Selta Spa, fiore all’occhiello del territorio piacentino e del Made in Italy in tutto il mondo e dall’alto valore strategico; di monitorare gli sviluppi della crisi dell’azienda stessa, scongiurarne la chiusura e i licenziamenti”.




Rancan (Lega): “Bonaccini fa un favore a chi trae vantaggi economici dal traffico di esseri umani”

«Bonaccini corre in soccorso dei fautori del turbo-capitalismo che usa l’immigrazione sregolata come arma per abbattere i diritti sociali e civili. Il suo rigetto del Decreto Sicurezza è infatti solo un favore a chi notoriamente trae vantaggi economici dal traffico di esseri umani».

È la critica mossa da Matteo Rancan, consigliere regionale della Lega, al presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, che al termine della seduta di giunta del 7 gennaio ha annunciato il ricorso alla Corte costituzionale contro parti della legge firmata dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

«L’esecutivo dell’Emilia Romagna – attacca – ancora una volta dimostra di non avere la più pallida intenzione di lavorare per la sicurezza dei cittadini. Se a Roma c’è chi vuole fermare il business dell’immigrazione e portare la quiete nelle strade, a Bologna c’è chi mette i bastoni fra le ruote. Ma schierarsi contro il Decreto Sicurezza non significa osteggiare Salvini, vuol dire piuttosto schierarsi contro i piacentini e gli emiliano-romagnoli in genere, già vessati da immigrazione sfrenata e delinquenza. Il Partito democratico – insiste Rancan – vive perennemente in una bolla di felicità e bonarietà, ma il mondo che si trova al di fuori è ben diverso. La bolla sta però per esplodere: in autunno ci saranno le elezioni regionali e il centrosinistra sarà spazzato via anche dall’Emilia Romagna. I nostri cittadini meritano, e infine premieranno, un presidente e una giunta nemici dei potentati che governano l’immigrazione. Ricompenseranno chi in questi anni ha lottato per dare loro sicurezza e, all’opposto, puniranno impietosamente chi ha ignorato la sicurezza e non ha voluto fermare l’invasione».




In Italia settemila morti all’anno per infezioni ospedaliere

Settemila persone ogni anno muoiono per aver contratto un’infezione in un ospedale italiano. Circa il doppio di quelle che restano vittime di incidenti stradali. Oltre mezzo milione (su nove milioni di ricoveri) i pazienti ricoverati che si trovano a combattere un’infezione contratta proprio all’interno di una struttura sanitaria. Lo denuncia un’interrogazione presentata in Regione dalla Lega nord (primo firmatario Matteo Rancan), che chiede quali siano i numeri dei decessi per infezioni ospedaliere in Emilia-Romagna e cosa si intenda fare per contrastare l’emergenza.

“Si stima che il 30% delle infezioni ospedaliere- sottolineano i consiglieri del Carroccio- siano potenzialmente prevenibili ed evitabili grazie a una serie di comportamenti professionali sicuri. Il 70% dei batteri responsabili delle infezioni ospedaliere sono resistenti ai comuni antibiotici in quanto selezionati dalla pressione farmacologica, massima negli ospedali”. Il controllo delle infezioni nosocomiali – secondo i consiglieri leghisti – deve essere costante, in modo da intervenire immediatamente alla comparsa di segni o sintomi sospetti e rimuoverli. “Occorre un cambiamento culturale immediato nella popolazione e nella comunità medica che porti a un impiego realmente appropriato degli antibiotici, in modo da ridurne l’abuso, oltre ad una strategia di lungo periodo che punti alla promozione di incentivi all’introduzione di terapie innovative in grado di far fronte ai ceppi resistenti”. Per gli esponenti del Carroccio occorre capire quali sono i motivi dell’incremento delle infezioni ospedaliere, controllare le procedure di prevenzione, applicare celermente un’efficace decontaminazione degli ambienti sanitari e potenziare le buone pratiche assistenziali come il lavaggio delle mani, un’efficace sterilizzazione degli strumenti invasive e dei presidi sanitari nonché la vaccinazione degli operatori.

Per questo la Lega nord interroga la giunta per sapere “se è sia a conoscenza del fenomeno, quanti siano i casi accertati in Emilia-Romagna e quali interventi intenda intraprendere la Regione per contrastare l’emergenza”.