Minoranza sarcastica nei confronti del primo cittadino sulla querelle coi fratelli Gatti (Piacenza Calcio)

La minoranza alimenta la polemica tra sindaco e Piacenza Calcio in merito alla querelle nata nei giorni scorsi, suggerendo di considerare le origini “cremonesi” come motivo della dimenticanza di cui si è parlato. Ecco il testo del comunicato a firma di Gloria Zanardi – gruppo misto, Partito Democratico, Piacenza in comune, Liberi, Movimento 5 stelle. 

“Invitiamo i fratelli Gatti ad essere più indulgenti per la dimenticanza del Sindaco Barbieri verso la stupenda stagione che il Piacenza Calcio sta regalando a tifosi e città, culmine di un percorso virtuoso che dura ormai da anni e che è sempre stato contraddistinto da serietà sia nella gestione amministrativa sia sul campo. D’altronde le origini cremonesi del primo cittadino non giocano a favore di uno smisurato amore per i colori biancorossi.
Vero è che sulle decisioni prettamente societarie e della Lega e Figc l’amministrazione non ha il potere di interferire in maniera diretta, tuttavia ci si aspettava almeno che la giunta si impegnasse a svolgere un ruolo maggiormente incisivo di intermediazione (ed anche di pressione), e soprattutto che si facesse sentire per smarcarsi da alcune situazioni, che hanno interessato il Pro Piacenza, a dire poco grottesche.

Ciò anche alla luce del fatto che questa maggioranza si è dimostrata prontissima, in altre occasioni passate di difficoltà dello sport locale, a scagliarsi contro l’ignavia di una classe politica (avversaria) da rottamare.

La farsa finale di Cuneo con il 20 a 0 rifilato a 6 ragazzini più un massaggiatore, mandati in campo allo sbaraglio da una dirigenza scellerata, poteva essere evitato o almeno condannato dal Sindaco, che avrebbe dovuto picchiare i pugni sul tavolo ricordando a Pannella e soci che è il nome di Piacenza quello che viene portato in giro per i campi d’Italia.

Meglio avrebbero fatto, Sindaco e assessore, a riflettere più a fondo sul clamoroso danno d’immagine alla città, coperta di ridicolo sulla stampa, non solo sportiva, d’Europa e del Mondo (persino il New York Times!), per non parlare degli enormi pregiudizi al percorso di crescita sportiva di decine di ragazzi e delle loro famiglie che hanno investito sogni, energie e denaro. Il tempo dirà a chi e in quale misura assegnare le responsabilità di quanto accaduto.
Nel mentre riteniamo fondamentale anche spronare l’amministrazione a ragionare sul futuro dell’impianto sportivo della Besurica, utilizzato dal Pro Piacenza, che è sempre stato un punto di riferimento: sociale-sportivo ed educativo. 

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Nuovo Consiglio comunale, vecchie polemiche.

Nel pomeriggio di oggi è andato in scena il primo Consiglio rinnovato nella veste: si sono seduti alle poltrone degli assessori Jonathan Papamarenghi, Stefano Cavalli e Marco Tassi. Contemporaneamente, dato il passaggio di Cavalli nel ruolo di assessore, è stato certificato l’ingresso di Pietro Pisani nei banchi della maggioranza.

Molti i commenti dei consiglieri, riguardanti quasi tutti la revoca delle deleghe da parte della sindaca Barbieri nei confronti dell’ex assessore alla Cultura Polledri e l’ingresso dei nuovi assessori.

Pietro Pisani

Trespidi: “Il motivo della revoca delle deleghe è di motivazione personale. Sembra che il partito non si aspettasse altro per potergli revocare le deleghe, è stato uno scivolone di metodo da parte di Polledri”.

Rabuffi: “Si tratta di un terremoto politico che ha scosso profondamente questa maggioranza. Cavalli abbandona il ruolo di capogruppo in un ambienteconflittuale come quello della Lega, divisa tra polledriani e antipolledriani. Cavalli sarà ostaggio di un meccanismo che ha defenestrato l’ex assessore. Attenzione, perchè ogni sua mossa verrà vivisezionata. Da rappresentante della minoranza spero faccia bene, che dia una scossa a questa maggioranza apatica e inconcludente”.

La sindaca ha tenuto a precisare nuovamente che le motivazioni che hanno portato alla revoca di Polledri “non hanno nessun carattere politico”, semplicemente sottolinea che un assessore “deve esprimersi nel momento opportuno, non parlando a nome della Giunta senza essere stato delegato a farlo.C’erano altre questioni, ma a parte questo non ho visto grandi divisioni”. E poi la stoccata a Rabuffi:”I tentativi di provocare sono fuori luogo, in passato sono stati cambiati anche 4 assessori. La mia amicizia non viene meno (con Polledri)”.

Cugini ha voluto rimarcare che in passato il rimpasto fu “pulito”. “L’invincibile armata ha operato questo cambio per trovare slancio. La Lega ha messo in chiaro che tira le fila, Cavalli ha giocato per tenere insieme un gruppo eterogeneo con prove a volte di forza, a volte da mediatore, ma va detto che indebolisce il gruppo consiliare. Al suo posto Pisani, figura divisiva all’interno del suo stesso partito. Qui non valgono le sparate – riferendosi a Pisani – qui ve le facciamo pagare”.

Dagnino: “Già ad aprile si parlava di un possibile rimpasto, si intravedevano le difficoltà di questa maggioranza, era logico si arrivasse ad uno scontro. Siamo contenti che ci sia questa nuova Giunta, perchè così potrà lavorare con membri pienamente legittimati. Vedremo se il gruppo della Lega saprà andare avanti compatto”. 

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Sanità Piacenza. Gibertoni (M5s): sollecitare il direttore dell’Ausl a rivedere il Piano di sviluppo

Rivedere il sistema di governance territoriale in materia sanitaria per far sì che le scelte vengano assunte in rapporto ai bisogni locali della popolazione e non prevalentemente a quelli di bilancio o di altra natura. Lo chiede Giulia Gibertoni in un’interrogazione rivolta all’esecutivo regionale con focus specifico sul Piano di organizzazione e sviluppo della sanità di Piacenza che a marzo 2017 è stato approvato dalla Conferenza territoriale socio sanitaria con una maggioranza “risicatissima”.

La consigliera del Movimento 5 stelle mette in evidenza che l’Ausl di Piacenza ha portato al voto del Comitato quel Piano “due mesi prima di un referendum sulla possibile fusione di tre comuni e di elezioni amministrative (tra cui quelle di Piacenza) che avrebbero potuto cambiare, come poi effettivamente hanno fatto, la compagine politica provinciale. E proprio la nuova- sottolinea- sarà quella che dovrà relazionarsi con l’Ausl per mettere in atto le decisioni prese”.

Nell’atto ispettivo la pentastellata evidenzia che, “oltre alle note critiche al Piano dei comuni di Cortemaggiore, Caorso e Villanova, il sindaco di Cerignale ha evidenziato il suo pentimento relativamente al voto favorevole espresso a marzo 2017 e la neo-sindaca dei Piacenza ha palesato la sua critica”. Piacenza ha in seno 11 punti di voto degli 80 previsti. A questo si aggiunge la lettera di alcuni dipendenti Ausl che denunciano mancanza di primari, disorganizzazione delle sale dei reparti chirurgici, pazienti che si rivolgono altrove.

“Il direttore generale dell’Ausl -continua Gibertoni- ha ammesso la possibilità di rivedere il Piano, se i sindaci lo chiedessero, ma non ha chiarito se si riferisse alla maggioranza o a una rappresentanza nutrita che può essere anche minoritaria”. Per questo domanda alla Giunta “se non ritenga opportuno sollecitare il direttore a rivedere il Piano permettendo a comitati, associazioni e sindaci di avanzare proposte di modifica e permettere successivamente ai sindaci in carica di esprimere compiutamente una valutazione”.

(Andrea Perini)




Di Maio: “Centrodestra artifizio elettorale, Salvini si decida”

Luigi Di Maio si è espresso pochi minuti fa nel corso delle consultazioni a Palazzo Giustiniani in merito al possibile accordo con la Lega per formare il Governo. Come a Monte Carlo si sta giocando il Masters tennistico, qui allo stesso modo le forze politiche continuano a rimbalzarsi la palla senza che si arrivi a una conclusione.

“Esistenza dei presupposti di una maggioranza di governo, il centrodestra è un artifizio elettorale – ha dichiarato Luigi Di Maio -, quello che dovrebbe essere il leader non ci viene alle consultazioni. Il M5S è pronto a sottoscrivere un patto di governo con la Lega, non con tutto il centrodestra. Siamo le uniche forze politiche che non si pongono veti a vicenda, poteva già partire un Governo del cambiamento. Le consultazioni dimostrano che l’idea di un Governo di centrodestra è fallita. Le uniche forze in grado di firmare un patto di Governo sono il M5S e la Lega, Salvini deve prendere una decisione. Qui il punto è l’importanza di un patto di Governo sul modello tedesco per portare a casa risultati”. 

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Garetti sulla mozione “decoro urbano” dei 5 Stelle: “L’Ufficio preposto verrebbe bombardato di segnalazioni”

D’ora in avanti potremo sentirci tutti un po’ giornalisti. Il M5S in Consiglio propone una mozione contro il decoro urbano attraverso segnalazioni tramite smartphone. “Un software – precisa Sergio Dagnino, consigliere pentastellato -, consentirà al cittadino di partecipare ancora più attivamente alla vita amministrativa. Potrà infatti segnalare in diretta una situazione che necessita, a suo dire, di intervento e seguire se la sua segnalazione ha avuto un esito positivo o meno, E’ noto che i cittadini amano lamentarsi molto di queste situazioni, che vanno dalla buca ai rifiuti abbandonati. Chiederemmo al cittadino di fare un passo in più, corredando la segnalazione con una nota che sia il più possibile esaustiva”. “C’è un senso di abbandono nei cittadini – considera -, per scherzo dico sempre che se prendo un palo con la macchina tra 10 anni son sicuro di trovarlo ancora così. Nel vicino comune di Ponte dell’Olio è già adottata da anni questa soluzione. E’ chiaro che l’amministrazione è maggiormente responsabilizzata ad agire”. Ha ricordato che comunque ci sarebbero filtri per i segnalatori seriali in base all’importanza della segnalazione stessa e non solo.

L’assessore Garetti ha precisato che sull’argomento si sta lavorando fin da settembre, e che è una mozione più che condivisibile ma sottolinea, “con un sistema simile, l’Ufficio preposto, già in difficoltà di personale, sarebbe sottoposto ad un bombardamento di segnalazioni e dati difficilmente gestibili, perchè oltre ai dati dello smartphone, servirebbe una persona che fisicamente li raccolga. Potremmo fare un percorso inverso, ovvero valutare quali sono i problemi emergenziali ci sono in questo momento e su tali misure arrivare a un vestito su misura. I tempi non sono ancora immediatamente maturi, ma è nostra intenzione valutare tutte le criticità per creare un sistema di monitoraggio e avere un controllo qualitativo degli interventi fatti”. Ha chiuso il suo intervento sottolineando che si tratta di uno degli obiettivi di medio periodo dell’Amministrazione.

Duro l’intervento di Massimo Trespidi (Liberi): “Adesso basta! La favola che non c’è il personale per cui non potete fare certe cose per corrispondere a una mozione come questa in cui serve UNA persona, siccome è stata fatta la riorganizzazione. La mozione solleva una questione reale, possiamo dividerci sulle soluzioni da dare al problema”. 

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Ghigini: “il Movimento 5 Stelle a Piacenza c’è”

C’erano una volta i comunicati stampa inviati per fax alle redazioni. Ora la politica passa soprattutto per Twitter e Facebook. Così anche il candidato 5 Stelle Filippo Ghigini affida alla rete il suo ringraziamento per il risultato elettorale.

“36milatrentasei Grazie!!!
“Sicuramente non dimenticherò mai il compleanno del 4 Marzo 2018…”
A Piacenza considero straordinario il risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle, battuta la coalizione di 4 partiti del centro sinistra. Seconda forza politica della provincia poco dietro la Lega.
E’ stata una campagna elettorale fredda per il clima, ma riscaldata dai sorrisi dei piacentini che ci hanno accolto in ogni realtà sempre con il massimo rispetto nonostante, a volte, ci siamo confrontati con visioni politiche diverse.
E’ con loro e per loro che il Movimento 5 Stelle si è sempre messo a disposizione con lo scopo di informare la cittadinanza, perché una persona informata è una persona libera.
Un lavoro impagabile e sinergico di cittadini e portavoce, con attivisti e sognatori, che si sono spesi veramente tanto per questa campagna elettorale e che mi sento di non poter mai ringraziare a sufficienza.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti. La voglia di cambiamento è tanta.
L’abbiamo respirata in provincia, nelle tante piccole realtà che abbiamo visitato durante il nostro Rally 4 valli a 5 stelle che abbiamo fatto con un’auto elettrica. L’abbiamo sentita in città durante le numerose serata sui temi di grande interesse come la Salute, Il Bio e Made in Italy, la Scuola, la tutela del risparmio, con portavoce di grande caratura del Movimento hanno avvicinato e interessato la cittadinanza piacentina. L’abbiamo vista negli occhi delle persone che abbiamo intervistato durante le nostre video denunce fatte insieme a Danilo Toninelli che è venuto a darci manforte a Piacenza.

Insomma, il Movimento 5 Stelle a Piacenza c’è.

Si riparte con un nucleo pulsante di entusiasmo e di rinnovamento che non si fa certo fermare dai primi ostacoli.”




Iniziativa del M5S piacentino, #GiocattoliInMovimento

Dal M5S di Piacenza

SABATO 6 gennaio – dalle 10 alle 13
Piacenza in via XX Settembre (davanti al bar Italia)

Il MoVimento 5 Stelle inizia l’anno nuovo con un’iniziativa rivolta a famiglie e bambini meno fortunati. Il giorno dell’Epifania sarà anche il giorno di “Giocattoli in MoVimento” Sarà un momento divertente per i più piccoli, ma non solo. Oltre al divertimento ci sarà una lezione per tutti i bambini: ogni regalo vecchio donato sarà un regalo nuovo per un coetaneo meno fortunato. E non solo: questa sarà una piccola lezione di educazione al riutilizzo. Insomma prima il divertimento, ma subito dopo la solidarietà. Il tutto senza dimenticare il rispetto per l’ambiente, educando all’economia circolare. Così possiamo rivolgerci anche a chi è più in difficoltà. I giocattoli raccolti saranno infatti donati e tutto sarà rendicontato sui nostri social. Aspettiamo tutti i bambini e le famiglie per un momento conviviale di incontro
#GiocattoliInMoVimento




Giulia Gibertoni(M5S) contro i superstipendi dei direttori delle AUSL emiliano-romagnoli

Più di 2,2 milioni di euro: è questa la cifra che la Regione Emilia-Romagna ha sborsato, solo nel 2016, per pagare gli stipendi e i relativi premi ai 14 direttori generali della nostra sanità.

A rivelarlo è Giulia Gibertoni, consigliere regionale 5 Stelle che nei mesi scorsi aveva presentato una interrogazione alla Giunta chiedendo di conoscere le cifre esatte delle indennità corrisposte ai manager delle AUSL e delle Aziende Ospedaliere-Universitarie dell’Emilia-Romagna.

«I numeri che ci ha fornito la Regione confermano quello che sosteniamo ormai da tempo, ovvero che i dirigenti della nostra sanità guadagnano più delle cariche di vertice di Regione e Governo – spiega Giulia Gibertoni – Non è accettabile, né comprensibile, che un direttore generale di un’AUSL guadagni all’anno più del Presidente del Consiglio o del Presidente della Regione. Serve una netta sforbiciata a questi compensi anche alla luce dei continui tagli che questa Regione sta effettuando sul comparto sanitario, con servizi azzerati, punti nascita chiusi e ospedali fortemente depotenziati».

Dai dati forniti dalla Giunta (Vedi la tabella) l’interrogazione presentata da Giulia Gibertoni si evince che nel 2016 la spesa complessiva per remunerare i 14 dirigenti della sanità emiliana-romagnola ha toccato quota 2.266.777 euro, con quasi 180mila euro destinati a coprire i premi riconosciuti agli stessi direttori generali in base ai singoli risultati.

Tra i più pagati nel 2016 troviamo Chiara Gibertoni, dg dell’AUSL di Bologna con 169.191 euro, Massimo Annicchiarico (dg AUSL Modena) con 168.881 euro, Marcello Tonini (AUSL Romagna) con 168.865 e poi via via tutti gli altri per finire con Andrea Rossi (AUSL Imola) con 156.655. Luca Baldino dell’AUSL Piacenza è al sesto posto con uno stipendio di  162.053 ed un premio di risultato di 12.281

«In media i 14 dirigenti vengono pagati quasi 162mila euro a testa – aggiunge Giulia Gibertoni – una cifra a nostro avviso eccessiva e a cui serve mettere un tetto che, come abbiamo chiesto nella nostra interrogazione, potrebbe aggirarsi attorno ai 115mila euro all’anno. Un’ azione assolutamente necessaria, inoltre, sarebbe quella di azzerare fin da subito i premi ai dirigenti che ogni anno vanno a moltiplicare stipendi già lautamente retribuiti».

Richieste che però l’assessore Petitti, rispondendo all’interrogazione di Giulia Gibertoni, ha respinto sostenendo di non voler abbassare il compenso dei direttori generali per non “svilire il ruolo di responsabilità complessiva aziendale in un settore, quello sanitario, a diretto contatto con i cittadini”, né tantomeno di azzerare il premio per il raggiungimento degli obiettivi.

«Su questo tema la Giunta dice di non poter intervenire unilateralmente perché il compenso è previsto da una norma di legge. Peccato che però a quanto ci risulta altre Regioni abbiano raggiunto questo risultato da tempo, come Toscana e Veneto per esempio. La verità – conclude Giulia Gibertoni – è che questa Giunta non ha nessun interesse a dare una sforbiciata a questi stipendi forse perché si andrebbe a toccare direttamente il compenso del nostro assessore alla Sanità che al momento dell’insediamento in Regione ha scelto di mantenere il livello retributivo di quando lavorava all’AUSL di Modena. Abbiamo presentato una risoluzione su cui dovrà esprimersi a breve l’Assemblea, non dubitiamo già da ora che verrà respinta».