Ponte sul Nure di Farini, sopralluogo del presidente della Provincia Barbieri

Entro l’anno è prevista la fine dei lavori di consolidamento strutturale e rifunzionalizzazione del ponte sul Nure di Farini. Il presidente della Provincia Barbieri, insieme al consigliere Bursi (con delega ai Lavori Pubblici) e al sindaco di Farini Poggioli hanno verificato lo stato di avanzamento delle attività.

“Le condizioni generali delle strade provinciali – ha sottolineato il presidente Barbieri – il cui sviluppo complessivo è di 1.111,755 km, di cui i due terzi in territorio collinare e montano, sono oggetto di un costante monitoraggio da parte del Sevizio Viabilità allo scopo di tutelare le condizioni di sicurezza della circolazione stradale. Il sopralluogo di oggi ha un valore simbolico e vuole dimostrare l’impegno concreto della Provincia per il miglioramento dei collegamenti nelle aree di montagna.”

MANCANO LE RISORSE

“Nonostante il noto quadro finanziario in cui versano le province e la progressiva riduzione delle risorse per la manutenzione stradale che non ci consente di far fronte come vorremmo a tutte le criticità della rete viaria – continua il Presidente – si cerca di rispondere al meglio alle problematiche più urgenti, come dimostrano i tanti lavori che stiamo eseguendo lungo l’intera rete provinciale.”

ALTRI LAVORI DI CONSOLIDAMENTO

Ma la Provincia nonostante tutto prevede altri lavori: a partire dal Ponte Nano, in Comune di Ferriere, per un importo complessivo di 600mila euro (fine lavori prevista novembre 2019). Sono in corso, inoltre, i lavori per il miglioramento della strada provinciale del Mercatello per un importo complessivo di 250mila euro e della strada provinciale n. 654 di Valnure nei comuni di Bettola, Farini e Ferriere per 750mila euro, il cui formale avvio è previsto per il 25 settembre.

E’ stata avviata la progettazione per l’adeguamento funzionale del Ponte della Cantoniera per un importo di 600mila euro e per la protezione del corpo stradale nei pressi del centro abitato di Ferriere dove, in occasione degli eventi meteoclimatici dello scorso mese di Maggio, era stato necessario interrompere la circolazione per alcune ore.

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Ambiente: Colli del Nure diventa un paesaggio naturale protetto

Via libera all’istituzione del paesaggio naturale e seminaturale protetto Colli del Nure, in provincia di Piacenza. Con i voti favorevoli di Partito democratico, Sinistra italiana e Misto-Mdp  e le astensioni di Lega nord e Misto-Mns, la commissione Ambiente (presieduta da Manuela Rontini) ha dato il via libera alla delibera di Giunta che lo istituisce.

A differenza dei parchi e delle riserve naturali, che tutelano sistemi territoriali e ambientali di particolare pregio, i paesaggi protetti servono per tutelare aree con valori naturalistici diffusi in cui le relazioni, equilibrate e protratte nel tempo, tra attività umane e ambiente naturale hanno favorito il mantenimento di habitat e di specie in buono stato di conservazione. Oggi sono quattro: la Collina reggiana Terre di Matilde, Colline di San Luca, la Centuriazione romana e il Torrente Conca.

La proposta di istituzione nasce da una richiesta del comune di Ponte dell’Olio successivamente condivisa dalla provincia di Piacenza e dall’Ente di gestione per i parchi e la biodiversità Emilia occidentale.

L’area comprende l’intero territorio del comune di Ponte dell’Olio, si estende per 4.210 ettari e riassume i caratteri tipici del paesaggio collinare del piacentino. È caratterizzata da una notevole biodiversità botanica e faunistica e da una grande variabilità di paesaggi nella zona a ridosso del torrente Nure.

Tra gli obiettivi di gestione rientrano quelli della promozione di appropriati usi del suolo per la salvaguardia del paesaggio rurale, il recupero e il mantenimento dell’equilibrio idrogeologico e della stabilità dei versanti, la promozione turistica del territorio e il recupero e il mantenimento delle identità e delle tradizioni locali.




Nure: scatta il divieto di prelievi idrici da Ponte dell’Olio alla foce

Anche quest’anno la Struttura Autorizzazioni e Concessioni (SAC) di Piacenza, in collaborazione con il Servizio idro Meteo Clima (Simc) di Arpae ha avviato, all’inizio della stagione estiva, un programma di monitoraggio delle portate dei corsi d’acqua del territorio piacentino.

Si è reso necessario sospendere, con efficacia dal 8 agosto 2018, i prelievi idrici dal torrente Nure e dai suoi affluenti nel tratto compreso fra il ponte sulla SP654 in Ponte dell’Olio e la confluenza del torrente nel Fiume Po.

L’attività di monitoraggio proseguirà anche per cogliere l’eventuale estensione dello stato di criticità ad altri corsi d’acqua.

Al fine di facilitare l’attività di controllo connessa al divieto, gli utenti che prelevano a mezzo di pompe sono obbligati a rimuovere dal corso d’acqua la parte terminale delle apparecchiature di prelievo o nel caso di effettiva impossibilità, di comunicare alla SAC di Piacenza le modalità di disattivazione in modo che siano effettive e facilmente controllabili.

E’ consentito, qualora a seguito di precipitazioni si riscontri un deflusso pari o superiore al deflusso minimo vitale il prelievo solo alle seguenti tipologie di utilizzo:

1. prelievi destinati esclusivamente all’abbeveraggio di animali da allevamento;

2. prelievi destinati al lavaggio di materiali litoidi e comunque tutti i prelievi che comportano la restituzione

pressoché totale dell’acqua prelevata in corrispondenza del punto di prelievo;

3. prelievi destinati alla sola irrigazione delle colture frutti-viticole, orticole e florovivaistiche destinate alla

commercializzazione, fino a completamento dell’attuale ciclo produttivo;

4. colture in fase di impianto, entro tre anni dalla messa a dimora a terra o in vaso;

5. colture assoggettate al regime dei Disciplinari di Produzione Integrata ed ai criteri IRRINET (utenti IRRINET ad accesso registrato);

Potranno essere concesse deroghe per uso acquedottistico previa richiesta scritta del concessionario e valutazione congiunta di Arpae con il Servizio regionale competente in materia di pianificazione delle risorse idriche.

La violazione alle disposizioni del provvedimento (compresa la mancata rimozione delle parti

terminali delle apparecchiature di prelievo) è punita con la sanzione amministrativa da € 103,29 a €1.032,91, ed in caso di reiterata violazione, con la revoca immediata dell’autorizzazione a titolo provvisorio o della concessione.