Foti (FdI): “Situazione al collasso nei comuni di confine. Occorrono deroghe e ristori adeguati”

“Una situazione gravissima, già ampiamente e da più parti denunciata, per la quale occorrono iniziative immediate”  la denuncia di Tommaso Foti, deputato piacentino nelle fila di Fratelli d’Italia, riferendosi ai comuni di confine con altre regioni, in cui la crisi del tessuto economico si aggrava di giorno in giorno.

“Il grido di dolore che si alza da ben 17 comuni del territorio – sostiene Foti in un’interrogazione parlamentare rivolta al Governo  – è stato rilanciato dal Presidente della Provincia di Piacenza che, anche in ragione di un ordine del giorno approvato alla unanimità dal Consiglio provinciale, ha investito della questione l’Unione delle province d’Italia, nella speranza di smuovere le acque”. “La difficile situazione – rimarca il parlamentare piacentino – era già stata da me sollevata a novembre, a seguito della protesta, pienamente condivisa, dei rappresentanti delle categorie economiche, a partire da quelle del Comune di Castelvetro Piacentino”. Foti non ci sta: “Non solo gli operatori economici dei detti territori, attivi nelle zone “arancioni”, hanno dovuto subire il crollo verticale dei propri fatturati, ma sono stati anche beffati dalla esclusione in tutto od in parte dei ristori, riservati alle sole attività ubicate nella  cosiddetta <>”. L’appello del parlamentare piacentino al neo-nato governo è quindi molto pragmatico: “Occorre – sottolinea Foti – prevedere la possibilità per i cittadini residenti nei comuni situati al confine tra diverse regioni, che per il territorio piacentino sono Liguria, Lombardia e Piemonte, di potere spostarsi in un raggio predeterminato che prescinda dai confini medesimi. Inoltre – conclude il deputato di Fratelli d’Italia con un accorato appello – è indispensabile prevedere ristori adeguati per i titolari  delle attività economiche che, loro malgrado, vivono questa situazione surreale”.




Palazzine per militari. Il ministro Trenta a Foti (Fdi): “in corso nuova progettazione”

Sono trascorsi diversi mesi da quando Tommaso Foti, deputato piacentino di Fratelli d’Italia, ha riportato all’attenzione del Ministero della Difesa la situazione di abbandono nella quale versano le palazzine da destinare ad alloggi per i militari nell’area dell’Artale. Il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni aveva infatti denunciato: «l’abbandono a rustico delle strutture, con gravi rischi di ammaloramento delle stesse, ingenerando l’impossibilità del trasferimento delle attività svolte alla caserma Nicolai alle nuove palazzine».

Dal lontano luglio di questo anno nel quale Foti aveva chiesto lumi sui tempi per concludere i lavori, iniziati addirittura nel 2007, nonché su quali fossero i motivi per i quali erano in stallo, è in questi giorni pervenuta la risposta del Ministro Trenta: «Nel 2014, a seguito di gravi e reiterate inadempienze da parte della ditta appaltatrice – spiega il Ministro della Difesa – la competente direzione tecnica ha decretato la rescissione del relativo contratto. Dopo tale rescissione le complesse vicende legali hanno dato luogo ad un lungo stallo che, solo recentemente, ha consentito alla direzione dei lavori e del demanio di iniziare le procedure per il riappalto delle opere incompiute. Allo stato attuale, dette opere, sono in corso di progettazione e afferiscono essenzialmente al completamento delle partizioni interne e degli impianti tecnologici».

Il deputato di Fratelli d’Italia commenta: «Pur apprendendo con favore che qualcosa si muova – rimarca Foti – è del tutto intollerabile che, dal 2014 ad oggi, non solo i lavori non siano ancora ripresi ma che per gli stessi occorra provvedere a nuove progettazioni. Auspico – è il laconico commento del parlamentare piacentino – che si spinga il piede sull’acceleratore e che si possa rendere al più presto fruibile una importante area della città di Piacenza, qual è la caserma Nicolai, consentendo ai militari di trasferirsi dalla attuale sede a quella che deve essere completata presso l’Artale».

Foti annuncia una ferma vigilanza rispetto a quanto dichiarato dal Ministro: «Monitorerò costantemente lo stato dei lavori, affinché questa vicenda possa concludersi positivamente nel minor tempo possibile. Resta tuttavia il fatto – conclude il deputato di Fratelli d’Italia – che è del tutto surreale come delle opere, che afferiscono ad attività strategiche quali quelle militari, siano iniziate 11 anni fa e che delle stesse non si veda né la fine né sia possibile preventivarne i costi complessivi».




Foti: “il Governo chiarisca che ai consorzi di bonifica non è consentita la riscossione coattiva”

«Si ponga fine all’esecrabile pratica dei consorzi di bonifica di operare la riscossione coattiva a danno dei contribuenti» è il giudizio tranchant di Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, che in una interrogazione rivolta al Governo ha denunciato: «I consorzi stanno pretestuosamente ignorando il quadro normativo vigente, da cui discende una consolidata giurisprudenza, che già a partire dal 2009 esclude che gli stessi emettano cartelle esecutive a carico dei contribuenti». Il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni vuole vederci chiaro: «Questa pratica contra legem – rimarca Foti – costringe i consorziati a difendersi nelle competenti commissioni tributarie per fare valere le proprie ragioni. Le conseguenze di questo modo d’agire dei Consorzi, errato quando non illegittimo, si riverberano quindi anche sulla funzionalità degli organi deputati a dirimere le controversie».

Per Foti la legge vigente non lascia spazio a dubbi: «La riscossione coattiva, per effetto della tacita abrogazione della normativa di riferimento non è – dunque – più in capo ai consorzi di bonifica».

«Seppure non stupisce – prosegue il deputato di Fratelli d’Italia – che furbescamente i consorzi proseguano nella vessazione del contribuente, lascia invece basiti l’inerzia del Governo su una materia che interessa direttamente i cittadini».

L’appello del parlamentare piacentino è netto: «Il Governo – tuona Foti nell’interrogazione – chiarisca in modo definitivo con una circolare che non è consentita la riscossione coattiva praticata dai consorzi. Tenere le proverbiali “fette di salame sugli occhi” – conclude il parlamentare di Fratelli d’Italia – non farà altro che arrecare grande nocumento tanto ai contribuenti come alla funzionalità della giustizia tributaria».




Tommaso Foti: “Fra tante frattaglie nessuno ha informato della candidatura della Barbieri a Presidente della Provincia”

Tommaso Foti, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, è un fiume in piena. In merito alle recenti notizie che parlavano di rimpasto all’interno della Giunta, il Consigliere comunale di Fratelli d’Italia e onorevole non è stupito che “aspiranti Mago Otelma di cortile si cimentino, con scarso successo, in un’attività all’evidenza loro non congeniale. Stupisce invece che tra tante frattaglie di banalità alcuno si sia preoccupato – chissà per come, chissà perché – di informare i media che Patrizia Barbieri e’ stata invitata dai movimenti politici del centrodestra a candidarsi a presidente della Provincia”.  

Aggiunge con grande soddisfazione che l’attuale sindaca ha accettato di “ricoprire anche detto incarico, che la renderà pertanto il portabandiera del centro destra alle elezioni provinciali del prossimo 31 Ottobre”.

Alcun esponente di Fratelli d’Italia ha partecipato a riunioni – sottolinea in conclusione -, aventi come argomento provvedimenti di stretta competenza del sindaco che, come legge prevede, nomina e revoca gli assessori”.




Bando Periferie. Foti: “Salvaguardare chi è pronto a dare il via ai cantieri”

«Fratelli d’Italia è in prima fila per scongiurare il differimento dei fondi del “bando periferie” a tutti quei comuni, come quello di Piacenza, che hanno dimostrato serietà e che sono pronti a partire con i lavori in tempi celeri». E’ cautamente ottimista il deputato piacentino Tommaso Foti, in seguito all’accoglimento come raccomandazione, da parte del Governo, di un ordine del giorno da lui presentato.

«Dopo la battuta d’arresto imposta dal Senato, con il differimento al 2020 dei finanziamenti per le opere già entrate in graduatoria – spiega il deputato di Fratelli d’Italia – ci siamo mobilitati per affermare un principio tanto pratico quanto sacrosanto. E’ del tutto privo di senso bloccare i fondi a quei comuni che, entro il 31 dicembre 2018, saranno in grado di presentare i progetti definitivi relativi alle opere da realizzarsi, così come sarebbe illogico tenere ferme le risorse che non possono essere spese a causa delle inadempienze di taluni enti locali».

Per Foti occorre passare dalle parole ai fatti: «Le generiche rassicurazioni fornite dal premier Conte all’Anci non bastano. Occorre – evidenzia il deputato di Fratelli d’Italia – dare un seguito pratico alle promesse, dando a quest ultime una veste normativa».

Le richieste di Fratelli d’Italia, contenute nell’ordine del giorno, sono chiare: «Chiediamo – spiega Foti – l’introduzione di norme di salvaguardia per le convenzioni stipulate dai comuni che presenteranno i progetti esecutivi entro l’anno. Sarebbe infatti un danno incalcolabile privare i comuni dei finanziamenti già previsti, con conseguenze gravi rispetto agli impegni economici già assunti. Basti pensare – rimarca il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni – che per la sola città di Piacenza sono a rischio oltre 11 milioni di euro tra fondi statali e privati».

Per il deputato piacentino non vi sono dubbi: «Si è aperto un significativo spiraglio, e forse di più, che potrebbe consentire di pervenire ad una soluzione ragionevole ma – conclude Foti – occorre come detto, passare dalle parole ai fatti».




Foti (Fdi) sui costi di costruzione: “Per far contenti i Comuni, la Regione tartassa i risparmiatori”

Contro l’aumento dei costi di costruzione, prospettato da una deliberazione della Giunta Regionale che sarà sottoposta a breve alla valutazione del Consiglio Regionale, scendono in campo, ai vari livelli elettivi, gli esponenti di Fratelli d’Italia.

“I propositi della Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna di pervenire ad una determinazione del costo di costruzione, ancorandola ai valori dell’Osservatorio del mercato immobiliare, non solo rappresentano l’ennesima penalizzazione diretta contro il mercato immobiliare, ma si scontrano vistosamente con le vigenti normative statali”.

Lo sostiene l’on. Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, che ha rivolto un’interrogazione ai ministri Toninelli e Stefani: “Come opportunamente denunciato dalla Confedilizia e dalla Proprietà Fondiaria di Piacenza – spiega Foti – l’ansia interventista della Regione, con buona pace dei tanto propagandati quanto ignorati principi non invasivi, finirà per riversare sulle spalle dei risparmiatori dell’edilizia il maldestro ed ingiustificato aggravio dei costi di costruzione”.

Il deputato di Fratelli d’Italia non ci sta: “Le norme in vigore – rimarca Foti – parlano chiaro. La legislazione vigente, confortata anche dalla sentenza n. 125/2017 della Corte Costituzionale, non lascia spazio a dubbi. Il tentativo portato avanti dal Presidente della Regione Bonaccini e dai suoi accoliti di esercitare la potestà legislativa concorrente in materia edilizia, con il chiaro scopo di vessare i risparmiatori in favore degli Enti pubblici interessati, risulta non solo sbagliato in diritto, ma anche odioso nei confronti dei cittadini”.

“Le leggi esistenti – sostiene il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni – ancorano con chiarezza la determinazione del costo di costruzione ai costi massimi ammissibili per l’edilizia agevolata. Qualsiasi diversa interpretazione entra in palese contrasto con le norme sopraordinate.

Il Governo – conclude Foti – richiami con urgenza la Giunta Regionale dell’Emilia-Romagna al rispetto delle leggi vigenti e dei risparmiatori”. Da parte sua, il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri annuncia “una dura battaglia in consiglio regionale, nel caso in cui la Giunta non accolga la proposta che ho avanzato di revocare la deliberazione in questione, per impedire che sia inferto l’ennesimo colpo mortale ad un settore, quello dell’edilizia, che già da anni attraversa una pesantissima crisi. Siamo di fronte ad un’iniziativa che pur di ingrassare i bilanci degli enti locali scarica sui costruttori e, quindi, sugli acquirenti di immobili nuovi ed ingiustificati costi.” Infine, i consiglieri di Fratelli d’Italia del comune di Piacenza hanno presentato una mozione urgente con cui chiedono alla Giunta Comunale di volere “esprimere alla Giunta Regionale la propria ferma contrarietà rispetto alla delibera che aumenta a dismisura i costi di costruzione”, giudicando altresì “un’arbitraria invasione di campo la decisione regionale, tenuto anche conto dell’imposizione ai Comuni di dovere recepire l’aumento dei costi di costruzione entro novanta giorni dall’entrata in vigore degli stessi, trascorsi i quali la nuova costosa scelta regionale opererà comunque e direttamente”.




Passa in commissione, alla Camera, la norma salva bebè contro l’abbandono in auto

Passa in Commissione trasporti della Camera, riunita in seduta legislativa, la proposta di legge per l’obbligo sulle auto di dispositivi che avvertano se un bambino è stato dimenticato sulla vettura. La proposta, che vede la deputata della Lega, Elena Murelli, come prima firmataria è passata all’unanimità.

A settembre, la proposta approderà direttamente al Senato ed è prevista una rapida approvazione, grazie all’accordo bipartisan

«Quella odierna è un grande giornata, le forze politiche hanno dato prova di grande sensibilità, approvando una legge di vera e propria civiltà» è il commento entusiasta dell’on. Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, nel dare notizia dell’approvazione in Commissione Trasporti della legge che prevede l’obbligatorietà dei dispositivi anti-abbandono per i seggiolini delle automobili. «La rapidità con la quale si è potuti pervenire a questo risultato – sostiene Foti – è frutto del senso di responsabilità dimostrato da tutte le forze politiche rappresentate in parlamento. La Commissione Trasporti, riunita in sede legislativa, ha approvato un ottimo testo, prendendo le mosse dal testo base presentato da Fratelli d’Italia, a firma dell’on. Meloni e mia».

«Sarà la prima legge al mondo – ricorda Murelli – e anche negli USA, dove il numero bimbi morti in auto è elevato, non è ancora stata adottato nulla di simile»

«Sono soddisfatta – ha affermato Murelli – perché oltre ad essere stata relatrice di questa legge, la Commissione ha inserito emendamenti presi direttamente dalla mia proposta di legge. Metà strada è fatta. Viene sanata una lacuna che, purtroppo, è costata la vita a diversi bambini».

Per Tommaso Foti la questione è molto sentita, infatti, oltre ad essere tra i firmatari del testo approvato, il deputato di Fratelli d’Italia aveva depositato anche una propria proposta di legge nei primi giorni del suo insediamento a Montecitorio.

«Con significativa e apprezzata rapidità – rimarca Foti – ci si avvia all’introduzione dell’obbligatorietà degli allarmi acustici per i seggiolini. Si tratta di una soluzione eccellente, che consentirà di scongiurare gravi tragedie. La legge – spiega il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni – passa ora al Senato dove, se non interverranno modifiche, potrebbe essere approvata in via definitiva nel mese di settembre».

Murelli sottolinea anche «come la Commissione trasporti abbia accettato un mio ordine del giorno in cui si invita il Governo a preparare una campagna informativa e di sensibilizzazione nei punti nascita, nei centri in cui si svolgono i corsi pre parto, nei centri delle Usl dove si tengono i corsi per la sicurezza stradale e sulla Rai.

Murelli aveva puntato molto sull’informazione, disponendo anche che venga spiegato l’amnesia dissociativa, spesso alla base delle tragedia provocate da chi dimentica un bimbo in auto. La legge, she sarà a costo zero, prevede anche sanzioni per chi non adotterà i sistemi antiabbandono (sensori nel seggiolino o App sullo smartphone che avvertono i genitori in caso di dimenticanza).

Ma anche l’impegno del parlamentare piacentino Foti per l’obbligatorietà dei dispositivi anti-abbandono ha radici lontane: «Già a giugno 2015 – rivendica il deputato, ai tempi consigliere regionale – ho presentato in Regione Emilia-Romagna una proposta di legge alle Camere per pervenire ad una modificazione del codice della strada con l’introduzione dell’obbligatorietà dei dispositivi anti-abbandono. Nel settembre del 2016 – evidenzia Foti – l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna ha approvato la proposta di legge alle camere all’unanimità».

Per Foti si tratta di un grande risultato: «I lavori parlamentari – conclude il deputato di Fratelli d’Italia – hanno dimostrato che su una materia così importante, trattandosi dell’incolumità dei bambini, si può fare bene ed in breve tempo». Infine Foti esprime soddisfazione per l’approvazione dell’ordine del giorno a sua firma che impegna il Governo «a valutare l’opportunità, previa verifica della compatibilità con le disposizioni europee in tema di omologazione e di ogni altra normativa al riguardo,‎ di estendere l’obbligo di prevedere l’installazione dei dispositivi anti-abbandono direttamente sui veicoli».




Foti (Fdi): “occorre intervenire subito per mettere in sicurezza il ponte della Pievetta”

«Non vi è tempo da perdere, l’intervento sul ponte di Pievetta che insiste sul fiume Po è più che mai urgente, sia per la sicurezza di chi lo percorre, sia per gli ingenti danni economici causati dalle limitazioni imposte alla circolazione dei mezzi di trasporto su gomma».

Lo sostiene l’on. Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, che ha rivolto un’interrogazione ai ministri Toninelli e Tria.

«La decisione assunta pochi giorni fa dalla Provincia di Pavia, titolare del Ponte, di interdire il transito ai mezzi con portata superiore alle 3,5 tonnellate conferma le condizioni estremamente critiche in cui versa l’infrastruttura. Detta scelta – rimarca Foti – seppure inevitabile, arreca grande nocumento al settore logistico piacentino, considerato che proprio a Castel San Giovanni hanno sede alcuni dei più importanti operatori del comparto. I lavori di messa in sicurezza – denuncia il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni – sono stati stimati in euro 7.370.000, ma le risorse accordate dal Ministero si limitano ad euro 5.586.080».

 Una decisione che secondo il parlamentare piacentino «appare discriminatoria per il nostro territorio se comparata agli interventi previsti nel parmense, dove i lavori resisi necessari sul Ponte di Colorno, nonché sul Ponte Verdi, saranno completamente finanziati dallo Stato, per un importo complessivo di 12milioni di euro».

Per il deputato di Fratelli d’Italia non vi sono dubbi: «Il Ministro Toninelli – è l’appello di Foti – si interessi personalmente della situazione del ponte di Pievetta, infrastruttura strategica nel nord-Italia, ed indubbiamente meritoria di un sollecito ritorno ad una condizione di normale transitabilità e sicurezza».




Foti (Fdi): “viale Dante non diventi la nuova via Roma”

L’on. Tommaso Foti interviene sull’episodio di violenza di viale Dante e, in un comunicato, chiede che questi episodi non vengano sottovalutati.

«Vi sono aree della città che necessitano di un monitoraggio costante, che sappia unire mirate azioni preventive – e, se del caso, repressive – alla promozione dell’inclusione sociale, al fine di scongiurare episodi delinquenziali come quelli verificatisi in viale Dante nella nottata di giovedì» è la posizione dell’On. Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, che ha stigmatizzato l’episodio di violenza che ha segnato le cronache piacentine in questi giorni: «Da viale Dante – sostiene Foti – arrivano segnali preoccupanti e ripetuti, che meritano tutta l’attenzione delle istituzioni. Solo pochi mesi or sono il quartiere è stato teatro di un luttuoso caso di femminicidio e, pare, che l’escalation di violenza non sia destinata a fermarsi qui».

Per il parlamentare di Fratelli d’Italia non vi sono dubbi: «Pensare di liquidare i recenti accadimenti come episodi d’occasionale e gratuita violenza – rimarca Foti – rappresenterebbe un grave errore. Senza un concreto e deciso intervento delle preposte istituzioni viale Dante rischia di “fare la fine” di via Roma, divenendo luogo di degrado e insicurezza a danno della maggioranza dei cittadini che ivi risiedono. Lungi dallo scadere nella criminalizzazione preventiva di alcuno – spiega il parlamentare del movimento politico di Giorgia Meloni – bisogna essere coscienti che la politica del “laissez faire” è destinata a produrre effetti nefasti e difficilmente rimediabili». A rincarare la dose è Nicola Domeneghetti, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, che sottolinea: «Da profondo conoscitore di viale Dante e delle sue attività commerciali non posso che essere fortemente allarmato. I residenti mi segnalano costantemente la presenza di balordi sino a tarda notte, circostanza questa, che genera un senso di insicurezza diffuso e che va a ledere il sacrosanto diritto delle persone per bene di vivere senza la paura di uscire da casa propria».

«Merita riconoscenza e plauso – evidenzia Foti – la rapidità con la quale, anche in questo caso, i Carabinieri e, più in generale, le Forze dell’Ordine, hanno individuato il supposto colpevole. Occorre però – è l’accorato appello del parlamentare di Fratelli d’Italia – mettere in campo tutti gli strumenti di cui è dotato lo Stato per impedire l’altrimenti ineluttabile decadimento di uno dei quartieri, fino a poco tempo fa, più vivibili della città. E’ indispensabile, anziché lasciarsi andare a luoghi comuni o a iniziative inattuabili se non prima previste per legge, innanzitutto rifiutarsi di considerare questi fatti delittuosi come “imprevedibili”. La prevenzione del crimine – conclude Foti – è possibile solo con un costante e martellante presidio del territorio, che veda protagonisti tanto i responsabili della pubblica sicurezza quanto gli operatori dei servizi sociali».




Foti(Fdi): “rimborsare agli agricoltori i danni del gelo”

«Le gelate di fine febbraio sono costate agli agricoltori emiliano-romagnoli circa 100 milioni di danni. Sono trascorsi più di 4 mesi ed il silenzio delle istituzioni non è più tollerabile» è la denuncia di Tommaso Foti, deputato di Fratelli d’Italia, che ha rivolto un’interrogazione al Ministro Centinaio.

«Lo Stato – chiede Foti – non può rimanere indifferente al grido di dolore degli agricoltori che, da Piacenza a Rimini, hanno subito danni ingenti in un periodo dell’anno nel quale non era possibile assicurare le coltivazioni».

Ferma è la condanna del parlamentare di Fratelli d’Italia: «La ricognizione puntuale dei danni – evidenzia Foti – è già stata inviata dalla Regione Emilia-Romagna al Ministero, ma non risulta che lo stesso abbia, al momento, assunto iniziativa alcuna».

Per il deputato del movimento politico di Giorgia Meloni occorre che il Governo si rimbocchi le maniche: «Come opportunamente proposto da Coldiretti Emilia Romagna – sostiene Foti – per evitare di aggiungere disastro a disastro occorre attivare la procedura già utilizzata nel 2017, in occasione dell’emergenza legata alla siccità. I danneggiamenti subiti dalle colture, con particolare riferimento ai frutteti e agli ortaggi, potranno essere rimborsati solo con l’approvazione di una specifica norma che deroghi al vigente decreto sulle calamità naturali».

Foti non ha dubbi: «Le richieste del mondo agricolo, vittima suo malgrado delle condizioni atmosferiche avverse, vanno accolte senza se e senza ma. Invito il Ministro Centinaio – conclude il deputato di Fratelli d’Italia – ad avviare con urgenza la procedura che consentirà agli agricoltori emiliano-romagnoli di poter ottenere finalmente il rimborso dei danni causati dal mal tempo».