Morta all’ospedale di Piacenza l’anziana ricoverata per il West Nile

Non ce l’ha fatta l’anziana ricoverata in ospedale a causa del virus West Nile. La donna, 78 anni, residente in città, aveva contratto l’infezione lo scorso agosto ed era subito apparsa in condizioni critiche. Il decesso è avvenuto fra venerdì e sabato notte scorsi.

In totale, ad oggi, sono quattro le persone che risultano contagiate in provincia di Piacenza. Oltre all’anziana deceduta ci sono un sessantenne residente in città, ricoverato a Parma, un ventenne di Mortizza ed un ottantenne di Caorso.

Cosa è il virus West Nile

La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Incubazione e sintomi

Il periodo di incubazione dal momento della puntura della zanzara infetta varia fra 2 e 14 giorni, ma può essere anche di 21 giorni nei soggetti con deficit a carico del sistema immunitario.

La maggior parte delle persone infette non mostra alcun sintomo. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Nei bambini è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Negli anziani e nelle persone debilitate, invece, la sintomatologia può essere più grave.

I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell’1% delle persone infette (1 persona su 150), e comprendono febbre alta, forti mal di testa, debolezza muscolare, disorientamento, tremori, disturbi alla vista, torpore, convulsioni, fino alla paralisi e al coma. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un’encefalite letale.

Diagnosi

La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio (Elisa o Immunofluorescenza) effettuati su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM. Questi anticorpi possono persistere per periodi anche molto lunghi nei soggetti malati (fino a un anno), pertanto la positività a questi test può indicare anche un’infezione pregressa. I campioni raccolti entro 8 giorni dall’insorgenza dei sintomi potrebbero risultare negativi, pertanto è consigliabile ripetere a distanza di tempo il test di laboratorio prima di escludere la malattia. In alternativa la diagnosi può anche essere effettuata attraverso Pcr o coltura virale su campioni di siero e fluido cerebrospinale.

Prevenzione

Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Attualmente sono allo studio dei vaccini, ma per il momento la prevenzione consiste soprattutto nel ridurre l’esposizione alle punture di zanzare.

Pertanto è consigliabile proteggersi dalle punture ed evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente:

usando repellenti e indossando pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto
usando delle zanzariere alle finestre
svuotando di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante
cambiando spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali
tenendo le piscinette per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.
Terapia e trattamento

Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.




Il Movimento 5 Stelle dice No al nuovo ospedale di Piacenza

Manifestazione, ieri sera, in via XX Settembre, di alcuni militanti e rappresentanti del Movimento 5 Stelle di Piacenza per dire no alla costruzione di un nuovo ospedale. Un lungo striscione e svariati cartelli spiegavano il perché il movimento sia contrario ad investire risorse pubbliche nella costruzione di un nuovo nosocomio.

Secondo i grillini «occorre implementare i servizi già esistenti e che invece sono continuamente in riduzione». A giudizio dei pentastellati occorrerebbe far funzionare meglio l’attuale rete sanitaria «attraverso un pieno utilizzo ed una buona organizzazione di personale, strutture ed attrezzature, valorizzando competenze mediche ed infermieristiche. Invece molti professionisti se ne vanno».

In un volantino gli esponenti Cinquestelle sottolineano come nei fatti a Fiorenzuola ci sia un ospedale in costruzione e che non ha ancora tutti i finanziamenti necessari dove esiste solo un Punto di Primo Intervento e non un Pronto soccorso mentre a Bobbio e Castel San Giovanni i servizi sono stati ridotti. Critica piena dunque al Piano di Riordino Sanitario che – a quanto dicono – prevede la chiusura del centro riabilitativo di Villanova (una eccellenza),  la riduzione dei servizi a Castel san Giovanni, nessun reparto in Val D’Arda e appunto un nuovo ospedale a Piacenza.

Ma è davvero una priorità questo nuovo ospedale, si domandano i pentastellati. A loro giudizio assolutamente no e vorrebbero invece che «la sanità pubblica del territorio torni ad essere di eccellenza ed in grado di rispondere alle necessità con servizi tutelati e ben integrati sul territorio, salvaguardando le strutture di Fiorenzuola, Castel San Giovanni, Bobbio e Villanova, sviluppando davvero le Case della Salute».

I rappresentanti dei Cinque Stelle ricordano poi come non vi siano certezze sui finanziamenti del nuovo ospedale e sulla loro provenienza e come i 100 milioni promessi dalla Regione Emilia Romagna non coprano comunque i costi dell’intera opera. Un progetto che viene definito “fumoso” «non vengono dichiarati i servizi che l’spedale dovrebbe contenere e non si prevedono maggiori posti letto rispetto a quelli esistenti. Così il progetto – concludono i grillini – rischia di diventare l’ennesimo esempio di cattiva gestione dei denari pubblici».




Doppio intervento dell’elisoccorso a Cassolo (punture) e Villanova di Bettola (caduta)

Giornata di intenso lavoro per l’elisoccorso che è dovuto intervenire due volte, oggi, per altrettanti episodi avvenuti sulle nostre montagne. Alle 15,40, a Villanova Chiesa (Bettola), sono stati prestati i soccorsi ad un uomo di 69 anni caduto dal balcone di casa propria, compiendo un volo di oltre tre metri. L’uomo, nell’impatto, ha riportato varie fratture ed è stato trasportato all’ospedale di Maggiore di Parma in condizioni serie. Sul posto anche un’ambulanza della Pubblica Assistenza.

Grave anche la seconda vittima, una donna di 76 anni, portata, sempre con l’elisoccorso questa volta all’ospedale di Piacenza, per shock anafilattico provocato da un’intossicazione per punture di vespe. La donna sarebbe stata aggredita da uno sciame. L’episodio si è verificato alle 13,40,  sulla via Vecchia Statale 45 a Cassolo di Bobbio.

Sul posto era intervenuta un’ambulanza che, constatata la situazione aveva allertato l’elicottero.

 




Grave un anziano travolto da un’auto a Castel San Giovanni

Grave incidente stradale questa mattina, appena dopo le 8, sulla via Emilia a Castel San Giovanni. Per cause in corso di accertamento un anziano di 87 anni è stato travolto da un’auto, riportando – nell’impatto –  gravi ferite. Sul posto sono intervenute l’ambulanza del 118  e l’automedica che hanno trasportato l’uomo all’Ospedale di Piacenza.




Come valorizzare la toma romana sotto l’ospedale?

Come valorizzare la tomba romana venuta alla luce vent’anni fa durante gli scavi per realizzare il padiglione polichirurgico dell’ospedale di Piacenza?

È questo il tema di un interessante progetto elaborato da una ventina di studenti degli istituti superiori geometri Tramello e artistico Cassinari di Piacenza. Il gruppo, guidato dall’insegnanti Anna Stevani insieme alla collega tutor interna Roberta Gulieri, ha elaborato una proposta di valorizzazione del manufatto con l’autorizzazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Parma e Piacenza. Il progetto multidisciplinare curato dagli studenti sarà illustrato giovedì 7 giugno, alle ore 17, nella sala conferenze di Malattie infettive, all’ospedale di Piacenza (Edificio 9 A/B).

La tomba presenta una tipologia molto antica, diffusa in Italia centrale ma rara al Nord.
In occasione della presentazione interverranno, oltre ai ragazzi e agli insegnanti redattori della proposta , il direttore generale Ausl Luca Baldino e il funzionario della Soprintendenza Marco Podini.




Nuova donazione alla pediatria dell’ospedale di Piacenza

Una nuova e generosa donazione per la Pediatria e Neonatologia dell’ospedale di Piacenza. Nei giorni scorsi il reparto diretto dal dottor Giacomo Biasucci ha ricevuto una serie di attrezzature sanitarie e biomedicali per il valore complessivo di circa 10mila euro. La famiglia autrice della donazione preferisce mantenere l’anonimato, ma ha simbolicamente intitolato il gesto alla propria figlia, nata qualche mese fa al Guglielmo da Saliceto. “Siamo veramente colpiti da tanta generosità e attenzione – evidenzia il primario – e continueremo a impegnarci sempre di più per corrispondere alla stima che è stata espressa nei nostri confronti”.

La donazione riguarda in primo luogo un transilluminatore di reticolo venoso, strumento utile per l’identificazione del decorso dei vasi superficiali e quindi per semplificarne il reperimento da parte degli operatori in caso di prelievi o posizionamento di cateteri venosi periferici. Tutto ciò riduce in modo significativo il numero di tentativi falliti e quindi il disagio sul bambino.

La famiglia ha poi donato alla Pediatria un sistema per la misurazione dell’ossido nitrico, già dotato dei kit necessari per eseguire 100 misurazioni. Il test permette l’identificazione di stati infiammatori  su base allergica (eosinofili) nei bambini affetti da patologie respiratorie croniche quali asma e wheezing, a completamento dell’indagine spirometrica che ne valuta la funzionalità respiratoria. Anche in base al risultato di questo test, si può quindi perfezionare l’approccio terapeutico.

“Siamo molto orgogliosi – conclude il primario – che dalla comunità arrivino gesti così generosi e non possiamo che ringraziare gli autori per la loro sensibilità, anche a nome dei bambini e delle famiglie che potranno usufruire di queste attrezzature”.




“Coccole speciali” in ospedale per i bimbi prematuri

Coccole speciali per i neonati prematuri dell’ospedale di Piacenza: oggi, in occasione della giornata mondiale dedicata ai piccolissimi venuti al mondo prima del termine, in Pediatria si è svolto un momento dedicato alle famiglie.

L’associazione Cuore di Maglia ha donato alcuni indumenti realizzati a mano. Ospite della ricorrenza è stata Anna Chiara Farneti, canto-terapeuta e life coach, anima del progetto “Incanto di nascere”. Alcune mamme e papà hanno testimoniato il loro grazie al personale medico e infermieristico della patologia neonatale di Piacenza, dove vengono ricoverati ogni circa 150 prematuri.

“Il nostro sforzo – ha spiegato il primario Giacomo Biasucci insieme alla coordinatrice Roberta Re – è quello di migliorare sempre di più la qualità dell’assistenza, in particolare potenziando la formazione dei nostri operatori”.




Gli insegnanti imparano la disostruzione delle vie aeree

Formare gli insegnanti dei nidi d’infanzia e delle scuole materne affinché sappiano come intervenire in caso di ostruzione delle vie aeree. È questa l’importante iniziativa che ha lanciato il personale del reparto di Pediatria e Neonatologia e Pronto soccorso pediatrico dell’ospedale di Piacenza, avviando un corso per i docenti del piacentino sensibili a questa tematica. Domani, martedì 7 novembre, dalle ore 14 si terrà il primo appuntamento, per cui si sono prenotati una ventina di insegnanti.
I formatori del reparto si sono messi a disposizione per altri tre appuntamenti, già messi in calendario tra novembre e gennaio, con l’obiettivo di formare e sensibilizzare quanti più docenti possibili. Ogni lezione sarà dedicata a una ventina di insegnanti, in modo da consentire un buon apprendimento e qualche dimostrazione pratica per ogni partecipante.
“L’ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo – fa notare Andrea Cella, responsabile del Pronto soccorso pediatrico – costituisce il 27% delle morti accidentali nei bambini al di sotto dei 4 anni di vita”. Si tratta di un evento prevenibile in molti casi con alcuni accorgimenti comportamentali e, nel caso si verifichi, l’attuazione di semplici manovre eseguibili da chiunque sia stato debitamente formato è in grado nella maggior parte dei casi di risolvere l’ostruzione stessa e di salvare una vita”.
Il corso si terrà domani, 7 novembre, dalle ore 14 alle 17: la sede è la sala formativa del 118 (via Anguissola).