Rifiuti speciali, dalla Regione risposte al sistema produttivo

Prima risposta della Regione alle segnalazioni delle imprese emiliano-romagnole sulle criticità nella gestione dei rifiuti speciali (ovvero i rifiuti derivanti da attività produttive di industrie e aziende, gestiti e smaltiti da aziende autorizzate allo smaltimento). La Giunta guidata dal presidente Stefano Bonaccini ha approvato la delibera che velocizza l’iter autorizzativo per l’incremento delle quantità di rifiuti che è possibile stoccare negli impianti già esistenti in Emilia-Romagna. Atto per il quale l’Arpae dovrà dare precedenza e assoluta priorità nella valutazione delle richieste di incremento a quelle in arrivo in questi giorni e fino al prossimo 31 dicembre, privilegiando così quelle presentate dalle aziende attualmente alle prese con le difficoltà di smaltimento. “Nei giorni scorsi ho incontrato personalmente tutti i rappresentanti delle associazioni imprenditoriali e dei gestori degli impianti che avevano segnalato la necessità di stoccare i rifiuti all’interno dei propri magazzini o di portarli all’estero, con un inevitabile aumento dei costi: si tratta di un tema di assoluta rilevanza, da cui dipende la competitività del nostro sistema economico- afferma Paola Gazzolo, assessore regionale all’Ambiente sul sito della Regione Emilia Romagna -. Le criticità evidenziate dalle aziende sono la conseguenza della scarsità di impianti di trattamento che contraddistingue l’intero Paese: una questione che si riflette anche su una Regione da sempre virtuosa come l’Emilia-Romagna, perché i rifiuti speciali possono circolare sul territorio nazionale secondo le regole del libero mercato, quindi al di fuori da ogni pianificazione regionale”. 

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5,6 milioni di risarcimenti in 88 Comuni per i danni a privati dal maltempo 2016 – 2017

C’è tempo fino al prossimo 23 ottobre per presentare le domande di contributo per i danni causati ad abitazioni private dalle tre ondate di maltempo che hanno interessato l’Emilia-Romagna tra il 2016 e il 2017, per le quali venne dichiarato lo stato di emergenza nazionale.

A disposizione ci sono oltre 5 milioni e 600 mila euro per i cittadini di 88 Comuni che, dopo gli eventi, hanno presentato agli uffici municipali le schede di ricognizione dei danni. Lo annuncia l’assessore regionale alla Difesa del suolo, Paola Gazzolo, che ha inviato una comunicazione a tutti i Comuni interessati dal provvedimento: “La Regione si è subito messa al lavoro per dare avvio all’iter dei rimborsi e chiuderlo entro l’anno, nel rispetto dei tempi stretti a disposizione, per evitare di perdere i fondi. Per questo stiamo operando in stretto coordinamento con i Comuni, assicurando tutta la collaborazione necessaria per raggiungere l’obiettivo. Se dovessero essere necessarie risorse aggiuntive, siamo pronti a chiederle al Governo: a tutti i cittadini deve essere garantita l’opportunità di godere di un diritto all’indennizzo riconosciuto loro dalla legge”.

Gli indennizzi sono finanziati con risorse rese disponibili dall’ex Governo Gentiloni attraverso la legge di stabilità nazionale per il 2018 e stanziate lo scorso aprile dal Ministero dell’Economia.

Il via libera dal Consiglio dei ministri alle procedure per il riconoscimento dei danni è giunto lo scorso 6 settembre dopo che la Regione Emilia-Romagna ne ha sollecitato l’adozione, con una lettera inviata a fine luglio dall’assessore Gazzolo al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

L’istruttoria dovrà essere chiusa dai Comuni entro il prossimo 22 novembre; l’elenco dei soggetti candidati al contributo sarà quindi trasmesso alla Regione per il successivo invio al Consiglio dei Ministri, cui spetta l’approvazione effettiva degli indennizzi.

I rimborsi

Interessati sono tutti i cittadini colpiti dalle conseguenze delle precipitazioni eccezionali del periodo 27 febbraio-27 marzo 2016; di giugno-luglio-agosto 2017 e dell’8-12 dicembre 2017 che hanno completato le schede di ricognizione dei danni (schede B).

I rimborsi potranno coprire l’80% dei danni nelle abitazioni principali (per un massimo di 150 mila euro, che sale a 187mila 500 euro per le case distrutte o da delocalizzare). Potranno arrivare fino al 50% per le seconde case e potranno aggiungersi 10 mila euro “una tantum” per le demolizioni. Anche i beni mobili non registrati, come arredi o elettrodomestici, situati in abitazioni distrutte o allagate, saranno risarciti fino a 1.500 euro.

Chi ancora deve svolgere i lavori di ripristino di beni immobili ad uso abitativo danneggiati ha a disposizione 18 mesi per ultimarli a partire dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera del Consiglio dei ministri che assegnerà i fondi per i contributi, avvenuta il 13 settembre scorso. Il periodo salirà a 30 mesi in caso di demolizione, ricostruzione o delocalizzazione dell’abitazione distrutta o sgomberata in seguito agli eventi di maltempo.

La liquidazione dei rimborsi seguirà un duplice canale. In caso di opere già completate (per le quali il cittadino dovrà presenterà al Comune la documentazione di spesa contestualmente alla domanda di risarcimento), il beneficiario potrà prelevare l’indennizzo dal conto corrente attivato in uno degli istituti di credito tra quelli disponibili in un elenco consultabile in ogni Municipio. Se, invece, i lavori devono ancora essere svolti, il titolare del contributo dovrà indicare al Comune in cui si trova l’immobile danneggiato una banca prescelta tra quelle convenzionate. L’istituto di credito provvederà direttamente alla liquidazione delle fatture alle ditte incaricate dai cittadini per l’esecuzione degli interventi.

I Comuni interessati

Sono in tutto 88 i Comuni dove cittadini hanno presentato segnalazioni di danni causati dal maltempo tra il 2016 e il 2017, compilando le schede di ricognizione.

Nella provincia di Piacenza sono interessati i privati residenti nei comuni di Alseno, Bettola, Bobbio, Cadeo, Carpaneto Piacentino, Coli, Cortemaggiore, Farini, Morfasso, Ottone, Piozzano, Ponte Dell’olio, Pontenure, Rivergaro, San Giorgio Piacentino, Travo, Vernasca e Vigolzone. 

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Il Comitato “No al Bitume” torna a chiedere un Piano Territoriale per il arco fluviale del Trebbia

Con l’estate ormai alle spalle, il Comitato “No al Bitume – Si al Parco del Trebbia” riprende, in associazione con Legambiente, la propria campagna di sollecitazione all’Assessore Regionale alla difesa del suolo e della costa, protezione civile e politiche ambientali e della montagna Paola Gazzolo, al Presidente dell’Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità Emilia Occidentale Agostino Maggiali e ai Sindaci dei sette Comuni che sull’area del Parco Insistono (Piacenza, Gossolengo, Rivergaro, Gazzola, Gragnano Trebbiense, Rottofreno e Calendasco) affinché venga finalmente avviato un reale percorso partecipato con la cittadinanza per dotare il Parco Fluviale del Trebbia del suo Piano Territoriale.

Ieri (domenica 16 Settembre), in occasione del “Mercato del Riuso” a Gossolengo il Comitato, presente con un proprio banchetto (vedi foto), ha proseguito la raccolta firme dal titolo “Piano territoriale del parco del Trebbia subito, prima che sia troppo tardi!”.

«A ormai 5 mesi di distanza dall’ultima lettera inviata in Regione con l’appello a fare presto – scrive il Comitato –  nonostante alcuni timidi riscontri da parte dell’Ente Parco e della Regione, nulla in effetti sembra muoversi come da tempo continuiamo a denunciare. Ciò di cui necessita il Parco e che da ben nove anni gli viene negato ossia il suo Piano Territoriale riteniamo meriterebbe un interesse e un’attenzione speciale da parte delle Istituzioni preposte. Interesse e attenzione che a giudicare dai fatti registriamo timida per non dire totalmente assente. Ecco perché continueremo a batterci affinché questa essenziale questione non torni nell’oblio dell’immobilismo delle Istituzioni. Rilanciamo pertanto la raccolta firme a sostegno della nostra lotta a favore del Parco del Trebbia anche attraverso la petizione su change.org invitando tutti i cittadini che hanno a cuore le sorti del Parco del Trebbia ad aderirvi».

Nella stessa giornata di Domenica il Comitato ha annunciato nuove iniziative «a stimolo di una partecipazione attiva e consapevole della cittadinanza alla vita del Parco».

Fra gli eventi ci saranno una passeggiata con i propri amici a quattro zampe nell’ambito dell’area del Parco e il prossimo lancio delle “Avventure dell’Ispettore OCCHIOne”, raccolta di racconti brevi sulle avventure ambientate per l’appunto nell’area del Parco di un solerte ispettore che assume le vesti dell’animale simbolo del Parco del Trebbia, l’uccello Occhione.




PD: a Piacenza tre donne per tre seggi

Tanti esclusi eccellenti, tante soprese, tanti spostamenti dll’ultimo minuto e nessun accordo con le minoranze. Si è chiusa così la lunga notte romana del PD da cui sono usciti i candidati alle prossime elezioni del 4 marzo.

Per quanto riguarda Piacenza le candidature saranno tutte al femminile; tre donne per tre seggi: innanzitutto Paola De Micheli, sottosegretario alla presidenza del consiglio e commissario per la ricostruzione post terremoto che correrà nel listino plurinominale della Camera. Seconda candidato un altro pezzo da novanta della politica locale, l’assessore regionale Paola Gazzolo che correrà nel collegio del Senato (vedi intervista).

Infine Patrizia Calza, sindaco di Gragnano, che sarà candidata nel collegio uninominale della Camera.

Intanto, questo pomeriggio alla Volta del Vescovo ci sarà la presentazione ufficiale delle candidature e la “Conferenza programmatica aperta a iscritti ed elettorali. L’appuntamento intitolato “Dal Dire al fare” si aprirà alle 15.

Proprio nel pomeriggio è emersa una uteriore candidatura quella di Marco Bergonzi (vedi articolo)




Un patto fra Emilia-Romagna e Liguria per lo sviluppo dei due territori. Accordo per l’acqua del Brugneto

Siglata fra le due regioni un’intesa che passa per il potenziamento della linea ferroviaria Pontremolese, la Parma-La Spezia,e dei principali assi stradali e autostradali: statale 45 Val Trebbia, statale 62 della Cisa, asse A15 Tibre-Cispadana, strada provinciale 357R di Fornovo. Ma anche un impegno comune sul fronte della gestione delle risorse idriche ad uso irriguo in agricoltura, attraverso la diga del Brugneto, e quella dei rifiuti, per conseguire gli obiettivi comunitari e in caso di eventuali situazioni di emergenza, per periodi limitati e sentite le amministrazioni locali interessate.

I presidenti della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, e della Liguria, Giovanni Toti, hanno firmato a Genova un protocollo d’intesa per rafforzare la collaborazione in settori chiave per la valorizzazione e l’attrattività dei rispettivi territori.

Fondamentale è il capitolo infrastrutture, vero e proprio snodo strategico se si pensa che i porti di La Spezia e Genova sono importanti punti di imbarco per le merci in arrivo dal comprensorio industriale centro-emiliano e destinate all’export. Non meno importante per cittadini e imprese sono la gestione dei rifiuti e quella delle risorse idriche, soprattutto, nel secondo caso, di fronte a periodi di siccità e ad aree come la Val Trebbia, nel piacentino ad alta densità di coltivazioni agricole.

“L’impegno per le nostre comunità non conosce confini geografici- afferma il presidente Bonaccini- come abbiamo già dimostrato pochi mesi fa con la firma a Bologna dell’accordo sulle misure anti inquinamento con le Regioni del bacino padano, Piemonte, Lombardia e Veneto. Ora vogliamo affrontare e migliorare la qualità delle infrastrutture che collegano e connettono la Liguria con l’Emilia-Romagna, così come ci sarà una reciproca collaborazione per la gestione delle politiche ambientali, con particolare riferimento alle risorse idriche e ai rifiuti. Siamo la regione che cresce di più in termini di occupazione, Pil, export e non vogliamo fermarci, con l’obiettivo prioritario di creare lavoro. L’intesa siglata oggi va in questa direzione: vogliamo continuare a crescere, e far crescere il Paese”.

“I temi ambientali sono sempre di più al centro della vita delle persone e delle comunità locali – sottolinea l’assessore all’Ambiente, Paola Gazzolo, presente a Genova- e l’impegno dei territori non può che essere comune, il più largo possibile. In particolare, il valore aggiunto del protocollo siglato oggi è nell’intesa sul costruire le condizioni per modalità certe, strutturate e stabili per il rilascio dell’acqua dalla diga del Brugneto, importantissima per l’agricoltura piacentina: ora partirà l’interlocuzione con i Comuni, a partire da quello di Genova, per arrivare in tempi rapidi a un protocollo attuativo che dia efficacia all’accordo con la Liguria. Inoltre, in casi eccezionali di emergenza attiveremo il mutuo soccorso sulla gestione dei rifiuti, anche in questo caso con il coinvolgimento degli enti locali e per periodi limitati. Tutto in nome di un principio di prossimità territoriale che vada a beneficio di cittadini e imprese”.

Nuovi treni regionali, Linea ferroviaria Pontremolese

Il “patto” fra Emilia-Romagna e Liguria vede al primo posto l’impegno comune per il raddoppio della linea ferroviaria Parma-La Spezia, a partire dalla richiesta al Governo di finanziamento del tratto Parma-Osteriazza, attualmente non previsto nel pacchetto di investimenti 2017-2021 approvati ad agosto dal Cipe. In particolare, esiste già il progetto definitivo per dare il via al primo lotto Parma-Vicofertile, dal costo di 234,6 milioni di euro.

Strada statale Val Trebbia

Per quanto riguarda la Statale 45, il principale asse di collegamento appenninico tra Genova e Piacenza per il traffico leggero e pesante, dopo la messa in sicurezza dei tratti tra il confine emiliano-romagnolo e Ponte Lenzino e tra Bobbio e La Verza (11 milioni), le due Regioni si impegnano ad avviare analoghi interventi sul fronte della sicurezza e dell’ammodernamento tra il km 62 e il km 95 e nel tratto Rio Cernusca-Rivergaro. Entrambi gli interventi sono già stati approvati dal Cipe per un costo, rispettivamente, di 16 e 41,6 milioni di euro.

Asse A15 Tibre-Cispadana

Oltre alla realizzazione – considerata strategica –  del collegamento tra il casello autostradale Terre Verdiane e la A22 all’altezza di Reggiolo-Rolo, le due Regioni sono impegnate a svolgere i necessari approfondimenti con lo Stato relativi al collegamento tra lo stesso casello e la strada provinciale 72 Parma-Mezzani.

 Strada Provinciale 357R di Fornovo

Analogamente, Emilia-Romagna e Liguria intendono avviare azioni comuni per quanto riguarda l’asse di collegamento tra la Via Emilia e il casello Parma ovest sulla A1. In particolare, l’attenzione è rivolta alla variante di Noceto, il cui progetto definitivo, già approvato, ha un costo di circa 13,5 milioni di euro.

Strada Statale della Cisa

Principale arteria di collegamento appenninico tra La Spezia e Parma, la Statale 62 vede già finanziati con la delibera Cipe dello scorso agosto, e quindi da avviare, i lavori di ammodernamento del tratto tra Parma e Collecchio per oltre 13 milioni di euro.

Acqua – Diga del Brugneto

Viene confermata la necessità di un accordo che definisca in modo stabile e condiviso le modalità di rilascio di ulteriori volumi dall’invaso ligure nei mesi estivi per soddisfare le esigenze di irrigazione della Val Trebbia, nel piacentino. Tale quantitativo si aggiungerà ai 2,5 milioni di metri cubi già previsti dal disciplinare di concessione.

Rifiuti

Le due Regioni concordano sull’opportunità di sviluppare iniziative di reciproca collaborazione e di mutuo soccorso per il conseguimento degli obiettivi comunitari. L’Emilia-Romagna dà poi la sua disponibilità – a fronte di eventuali situazioni di carattere eccezionale e solo per un periodo di tempo limitato – ad accogliere rifiuti della Liguria. Il tutto fatto salvo il parere delle amministrazioni coinvolte e nel rispetto dei quantitativi di trattamento e smaltimento già autorizzati per gli impianti.