Elisa Pomarelli: i Ris effettuano nuovi campionamenti a casa di Sebastiani

I Carabinieri del Ris si sono trovati questa mattina nella casa di Massimo Sebastiani, accusato dell’omicidio di Elisa Pomarelli e scomparso ormai da 8 giorni. L’attenzione si è concentrata sul pollaio, dove nei giorni scorsi sono stati ritrovati residui di combustione.

Nel pomeriggio nuovi campionamenti alla presenza dell’avvocato di famiglia e il legale d’ufficio assegnato a Sebastiani, in quanto verranno effettuati accertamenti “non ripetibili” che richiedono la presenza delle parti.

Per l’analisi dell’appartamento verrà utilizzato il luminol, sostanza che permette di individuare tracce di sangue anche se lavate con cura. Sospese le ricerche in collina.

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




Lettera aperta della Cisl all’amministrazione comunale, giudicata insufficiente

Questa mattina presso la sede della Cisl in via Pietro Cella si è tenuta la presentazione di un documento programmatico della stessa organizzazione sindacale che teneva a fare una summa dell’azione di questa amministrazione sino ad oggi. Marina Molinari, segretaria Cisl Parma e Piacenza afferma che si tratta di un “contributo che ha la volontà di essere costruttivo per sollecitare il Comune ad un cambio di passo che ancora fatica a vedersi. E anticipa anche alcuni argomenti che devono trovare una concretizzazione nel bilancio preventivo che a breve dovrà essere discusso dal Comune”.

IL TESTO

Le conseguenze dell’azione amministrativa sono troppo importanti nella quotidianità della vita dei cittadini perché il loro esame sia cosa di competenza esclusiva della classe politica. Sono molti anni, in effetti, che il sindacato si mette in relazione con le amministrazioni comunali, per valutazioni che non vanno intese come voti in pagella ma come partecipazione dei corpi intermedi, dei legittimi “portatori di interessi”, i lavoratori, i pensionati, i cittadini, al destino del territorio, cioè della comunità che lo abita.
Nel comune di Piacenza, ad un anno dall’effettivo insediamento della giunta di Patrizia Barbieri l’impressione complessiva è di una città capoluogo ancora alla ricerca di quel cambio di passo prefigurato dalle stesse linee di mandato della nuova amministrazione. C’è urgenza di dare corpo e gambe a scelte precise per entrare nel futuro di Piacenza, dopo un decennio di crisi che ha avuto un generale effetto di rallentamento. Possono, nell’anno trascorso, essere ricordate alcune memorabili “fiammate” su alcuni importanti capitoli, cui però non è seguito alcun innesco, alcuna traduzione in atti amministrativi.

Bando periferie. Emblematica è la situazione che riguarda i progetti che sono risultati vincitori a Piacenza nell’ambito di questo programma nazionale. Il disegno di legge del decreto milleproroghe mette una pietra, si teme probabilmente tombale, al loro finanziamento e si tratta, per considerare solo l’aspetto monetario della questione, di circa 11 milioni di euro, tra fondi pubblici e privati, persi per Piacenza. L’amministrazione deve reagire con tutte le risorse, incluse le leve rappresentate dai rapporti in essere con tutti i parlamentari piacentini per scongiurare l’eventualità di un simile blocco.

Nuovo ospedale e casa della salute a Piacenza. Il fatto stesso che ormai sia diventato un tormentone di cui quasi non si vorrebbe più sentir parlare, è indicativo. Manca un atto che dia avvio a qualcosa di preciso, intanto si succedono ipotesi, sempre più fantasiose. Eppure ne va di una struttura che gli stessi medici non hanno dubbi a indicare come indispensabile.
Per quanto riguarda il varo della Casa della salute in città, un’iniziativa più marcata da parte del comune capoluogo è necessaria: vanno rappresentate più incisivamente all’Ausl di Piacenza le istanze per il potenziamento della sanità territoriale comunale, anche attraverso la realizzazione della Casa della salute.
Lavoro e sviluppo economico. Il lavoro, come la salute, è tra i beni primari da tutelare. Anche in questo caso, al di là della scelta di escludere i sindacati nelle prime fasi del tavolo per lo sviluppo economico, non è nota alcuna intuizione, alcuna scelta d’indirizzo, alcun atto che permetta di immaginare Piacenza nella prospettiva dell’economia che sarà. Si procede quindi per forza d’inerzia, con molta logistica che sospinge come vento in poppa, ma non si tratta di logistica avanzata e la qualità dei posti di lavoro continua a risentirne pesantemente.
Stati generali della ricerca. Suona bene il nome, perfino un po’ altisonante. Peccato per la scarsa affluenza e l’assenza di conclusioni comprensibili, cioè linee di intervento praticabili.
Protezione sociale. Il Piano di zona triennale per la salute e il benessere sociale è il documento programmatico con il quale il Comune di Piacenza, di concerto con l’Ausl, definisce le politiche sociali e socio-sanitarie e il sistema integrato di interventi e servizi per la popolazione piacentina. A Piacenza la presentazione dei piani di zona poteva essere occasione di partecipazione che invece non c’è stata, essendosi tutto ridotto a una flebile flusso di informazioni ai corpi intermedi.
Sicurezza. Con la consapevolezza che la complessità del problema non si affronta con iniziative eclatanti ma con con un’attenzione quotidiana a creare una sinergia con le forze dell’ordine e anche stimolando le relazioni tra i cittadini, è da riconoscere positivamente lo sforzo di far sentire la cittadinanza più sicura dando sostegno a iniziative per un maggior controllo del territorio.
Viabilità. La grande stagione dei cambiamenti strutturali, con rotonde, piste ciclabili e tangenziali è legata all’amministrazione guidata da Roberto Reggi. Attualmente sono in corso alcuni lavori pubblici di manutenzione e di miglioria della viabilità apprezzabili. Rimane incerta la volontà di affrontare il nesso viabilità-ambiente-salute pubblica, tanto sottolineato in campagna elettorale. Per esempio si sarebbe potuta cogliere l’occasione nei lavori di asfaltatura per impiegare materiali fonoassorbenti o maggiormente ecocompatibili quali quelli che permettono di limitare le polveri sottili, almeno nelle vie a più elevato flusso di mezzi pubblici e privati (come, per esempio, via Borghetto).
Turismo e cultura. Al di là delle pregevole iniziativa privata che ha riguardato Santa Maria di Campagna e della collaborazione messa in campo per realizzare l’estate culturale a Palazzo Farnese, non sono ancora in atto quegli sforzi attesi in funzione della annunciata collaborazione con Parma Capitale della Cultura 2020. Eppure all’evento manca solo poco più di un anno.
Giovani e anziani. Sono le fasce della popolazione che richiedono maggior sostegno. I primi sono stati interessati dalla rimodulazione della mission dei centri di aggregazione giovanili, si dice a vantaggio dei secondi. In realtà si stenta a comprendere l’idea che sottende gli interventi più recenti, forse semplicemente orientati verso un’utenza più generica ed indifferenziata.
Tutela dell’ambiente e raccolta differenziata. E’ necessario incrementare gli sforzi in questo ambito, ed è apprezzabile, dopo un lungo periodo di stasi, aver ripreso la raccolta differenziata porta a porta con il suo ampliamento a nuova importante parte della città. Le linee di mandato andavano nella giusta direzione anche sul tema della protezione del territorio e ambiente ma non sono ancora state adottate le azioni conseguenti. Pur nella difficoltà oggettiva del compito, è necessario non abbassare la guardia.
Tassazione e tributi locali. Lodevole la prosecuzione attiva della lotta anti evasione per quanto riguarda i tributi locali con l’invio delle cartelle di pagamento a chi risulta non in regola agli uffici comunali. Con la collaborazione dei servizi sociali, è importante distinguere chi non paga per scelta, da chi non paga per povertà.
Frazioni Sono evidenti sforzi concreti per finanziare progetti tesi a rafforzare la sicurezza, rinnovare l’asfaltatura, e programmare eventi pubblici nella cintura di piccoli centri che costituisce la periferia cittadina.
Impianti sportivi. Lo sport è uno dei principali strumenti per proporre alle giovani generazioni uno stile di vita sano, che aiuti a superare problemi come la sedentarietà, l’abuso di device tecnologici, e altre dipendenze, purtroppo oggi diffuse. Da ricordare anche la funzione di integrazione sociale svolta dalle attività sportive, in particolare per i cittadini con disabilità. Per alcune specialità sportive continuano essere assenti o molto carenti le strutture impiantistiche, si pensi ai campi da tennis, o alla nuova piscina, annosa lacuna della nostra città.
Aree dismesse. Come è noto il territorio comunale potrà avere a disposizione, già nel breve periodo, aree dismesse di rilevante estensione. La riqualificazione delle aree richiede impegni economici così importanti che non possono trovare una risposta immediata, ma almeno alcune di esse potrebbero essere sbloccate da finanziamenti previsti dai piani europei.
E’ urgente quindi introdurre nella pianificazione territoriale il possibile apporto di queste aree.

Priorità secondo la Cisl

Le priorità sono costituite dall’urgenza di azioni su tre fronti principali. Si tratta di scelte che competono all’amministrazione e al sindaco Patrizia Barbieri, ormai divenute indifferibili.

E’ urgente prendere delle posizioni precise, assumere decisioni, individuare le risorse economiche per attuare i progetti relativi a:

1) Nuovo Ospedale
2) Sviluppo economico per il lavoro e l’occupazione di qualità
3) Sostegno alle fragilità: anziani e giovani, in particolare se disabili

La Cisl è sempre pronta a collaborare con questa amministrazione per rendere fattive le priorità indicate, anche alla luce del protocollo sottoscritto nei mesi scorsi tra l’amministrazione Barbieri e i sindacati confederali, che si auspica sia utile per proseguire una stagione di rapporti positivi.

Piacenza ha bisogno di crescere, senza alcune scelte decisive non può farlo! 

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




A Piacenza e Parma i rifiuti della Liguria

Emergenza rifiuti, l’Emilia-Romagna va in soccorso alla Liguria. Lo ha deciso la Giunta regionale, in coerenza con il Patto per la crescita e lo sviluppo siglato lo scorso settembre dalle due Regioni.

Via libera quindi alla richiesta di accogliere circa 83 tonnellate al giorno di rifiuti urbani, nell’arco dei prossimi quattro mesi. In tutto si tratta di 10 mila tonnellate della Città metropolitana di Genova che saranno ripartite a metà tra i termovalorizzatori di Parma e Piacenza, nel rispetto dei limiti autorizzati per ciascun impianto. È l’equivalente di quanto trattato in media in 15 giorni di normale attività.

Ai due comuni sede dei termovalorizzatori, la Regione Liguria pagherà un contributo aggiuntivo di 14 euro a tonnellata in qualità di “rimborso ambientale”, in più rispetto al costo ordinario.

L’emergenza temporanea che interessa la Città metropolitana di Genova deriva infatti dall’assenza della piena operatività dell’impianto di smaltimento “Scarpino 3”, posto a servizio del capoluogo ligure ed in attesa di essere adeguato alle direttive ministeriali sul pretrattamento dei rifiuti. L’iter è già partito e, a giugno, è stata rilasciata l’Autorizzazione integrata ambientale per lo svolgimento dei lavori. Il cantiere è stato però rallentato dagli episodi di maltempo che hanno interessato nei mesi scorsi la città di Genova. Anche la pianificazione d’emergenza attuata dalla Regione Liguria negli ultimi due anni, con l’incremento dei volumi smaltiti presso gli altri impianti del territorio, non si è rivelata sufficiente ai bisogni. Da qui la richiesta di aiuto.

«La richiesta ligure – ha spiegato l’assessore regionale Paola Gazzolo – era per 15 mila tonnellate: con il coinvolgimento dei territori e in virtù del criterio di prossimità è stata individuata la destinazione dei rifiuti nelle città più vicine, Parma e Piacenza, e per complessive 10 mila tonnellate».

«Si tratta – ha continuato la Gazzolo – di una risposta importante a un’emergenza vera, che avrebbe potuto generare conseguenze rilevanti nel periodo estivo dal punto di vista igienico e sanitario, come indicato chiaramente dal presidente Toti. In più è limitata nel tempo, nelle quantità e si affianca ad un impegno concreto della Liguria per risolvere le criticità attuali e giungere alla piena autosufficienza: tutte condizioni fondamentali per dire sì.
Le politiche dell’Emilia-Romagna in materia di rifiuti sono chiare, coerenti e garantiscono la piena autosufficienza regionale nello smaltimento, permettendo anche di supportare in modo concreto chi si trova in vera difficoltà- ha concluso l’assessore – il valore della solidarietà è sempre stato alla base delle relazioni tra Emilia-Romagna e Liguria: lo testimonia il Patto per la crescita e lo sviluppo siglato lo scorso settembre. È la base di un lavoro comune che interessa anche i temi ambientali e stiamo definendo gli accordi attuativi, che riguarderanno anche rilasci stabiliti dalla diga del Brugneto per l’agricoltura piacentina, come è avvenuto anche quest’anno».




Incidenti mortali sul lavoro, primato al Sud

Sono dati che fanno riferimento al 2015, ma possono scattare un’istantanea della situazione lavorativa in Italia al giorno d’oggi per quanto concerne le morti sul lavoro. La statistiche sono state elaborate dall’ Istat e riprese da Il Sole 24 Ore sulla sua piattaforma InfoData, mostrando un Nord in cui il tasso di occupazione elevato va di pari passo con una quantità di incidenti sul lavoro molto ridotta rispetto ad altre zone del Paese. A partire dall’Emilia Romagna sueguendo il. cammino dello Stivale, si nota come gli incidenti mortali sul lavoro vadano aumentando, raggiungendo picchi molto elevati in Basilicata e in Calabria. Nella provincia di Vibo Valentia ad esempio si contano 35 morti sul lavoro (o gravi invalidi) ogni 10 mila abitanti. A Potenza sono 30, ad Arezzo 26,80.

A segnare pochi incidenti Milano, che con 5,4 è la migliore d’Italia. La provincia di Piacenza fa registrare 13, 80 incidenti mortali, penultima in questa speciale classifica che vede Bologna fanalino di coda con 11. Parma ne fa segnare 16, Reggio Emilia 21(sempre ogni 10 mila abitanti), Modena 14,8, Ferrara 19 e Ravenna 15,10. 

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




Sgominata banda che razziava abitazioni a Parma e Piacenza

I carabinieri di Parma hanno sgominato una banda di ladri che, nel periodo compreso tra marzo e maggio, aveva messo a segno diciotto furti fra la provincia di Piacenza e quella parmigiana, ricavando un bottino complessivo di alcune decine di migliaia di euro. L’operazione denominata “dish washer” ha portato all’arresto di quattro persone, tutti italiani, pluripregiudicati accusati di aver commesso i loro colpi in abitazioni e automobili lungo l’asse tra le due città emiliane.

Due degli arrestati sono di origine rom.  Si trovano ora in carcere a Bologna e a Parma con l’accusa di furto in concorso con l’aggravante di aver commesso i fatti in più di tre persone. Altra aggravante l’aver causato (in un’occasione) un ingente danno economico alle vittime. Sono anche accusati del reato di uso illecito di due carte di credito. Nella nostra provincia avevano colpito a Piacenza, Fiorenzuola d’Arda, Carpaneto e ad Alseno.

Gli arrestati sono P.A. di 32 anni, residente nel parmense, F.G. di 32 anni residente nel piacentino, M.G. di 29 anni residente nel parmense,  C.D. di 40 anni, residente nel bolognese.

I quattro avrebbero agito prendendo di mira auto, ville, villette e appartamenti nel parmense e nel piacentino. Il colpo più grosso a Busseto dove hanno sottratto un Rolex del valore di 18 mila euro. Il tutto è durato dal 21 marzo al 28 maggio, con 18 colpi, effettuati uno dopo l’altro.

La sequenza di furti si  era interrotta solo per due settimane, in segno di lutto, dopo la morte del giovane Schon Piatti, parente di uno degli arrestati. Il giovane ambulante, durante una fiera a Varano, era salito sul tetto del suo furgone per girare un video ma aveva perso l’equilibrio ed era caduto battendo la testa. Era morto poco dopo il ricovero all’ospedale.




Manifestazione giornalisti a Parma e Bologna, il sindaco Barbieri: “Auspico una soluzione per i precari”

Anche il sindaco di Piacenza Patrizia Barbieri, a seguito delle manifestazioni che si sono tenute in giornata a Bologna e a Parma dalle associazioni di categoria dei giornalisti, si augura che possa essere trovata una soluzione per i tanti operatori dell’informazione precari che svolgono un importante ruolo nei vari settori giornalistici, di fatto lavorando a tempo pieno pur percependo indennità minime: “Mi auguro – commenta il primo cittadino – che anche i giornalisti precari, la cui importanza è rilevante nell’informazione, abbiano diritti e garanzie. La difficile condizione lavorativa di giornalisti parasubordinati, rischia infatti di riflettersi sulla qualità dell’informazione”. Patrizia Barbieri auspica che si possa pervenire a una soluzione per i precari dell’informazione, “con un trattamento economico in linea con la quantità e qualità del lavoro svolto”. 

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




Con l’orario estivo soppressi due treni. Scelta ingiustificata secondo l’on. Foti

«A partire da giugno 2018 Trenitalia ha cancellato dai propri orari i seguenti treni della tratta Parma/Milano: n. 8802 da Ancona (in partenza alle 5,00 e con arrivo a Milano alle 9,20); n.8829 (in partenza da Milano alle 17.35 ed arrivo ad Ancona alle 23,29)».

Lo evidenzia, in una nota stampa l’on.Tommaso Foti, deputato piacentino di Fratelli d’Italia che, a pochi giorni dall’entrata in vigore della nuova organizzazione della tratta, ha rivolto al Ministro delle Infrastrutture una specifica interrogazione. «L’esistenza di questi due treni – sostiene Foti – è sempre stata di grande giovamento per pendolari di Piacenza e Parma. In particolare, per quanto riguarda il treno 8802, va sottolineato come non esistano altri Frecciabianca da utilizzare in alternativa. Negli anni scorsi – ricorda il deputato di Fratelli d’Italia – nella mia precedente veste di consigliere regionale dell’Emilia-Romagna, mi sono trovato a segnalare disservizi di ogni genere su tutta la rete ferroviaria regionale, ma mai ho assistito alla cancellazione d’emblée di due treni».

La modifica è arrivata con lìorario estivo che coincide con la chiusura delle scuole ma Foti è poco convinto di questa motivazione: questa  non convice la tesnon si lascia persuadere da presunte motivazioni “estive”: «i treni soppressi – dice il parlamentare – non risultano mai essere stati utilizzati dagli studenti, per comprensibili motivi di costo, perde quindi senso privare dell’utilizzo degli stessi i pendolari di Parma e Piacenza che, anche durante il periodo estivo, se ne servono per recarsi a lavoro».

Per l’esponente del movimento di Giorgia Meloni non vi sono quindi dubbi: «Il Ministro pretenda spiegazioni da Trenitalia. La tratta Parma/Milano non sentiva certo la necessità di ulteriori penalizzazioni. In certi casi – conclude Foti – una retromarcia salverebbe la faccia, ma soprattutto porterebbe benefici agli utenti».

 




Storico accordo tra Amazon e sindacati dei lavoratori

Sicuramente i lavoratori del centro logistico di Amazon a Castel San Giovanni nel carrello potranno mettere qualche garanzia in più sul proprio futuro e benessere lavorativo. Una battaglia storica tra Davide contro Golia che per una volta premia i lavoratori, i quali già in passato avevano scioperato durante uno dei periodi più profittevoli dell’anno, il Black Friday di Natale.

Nella conferenza stampa di questa mattina erano presenti Francesca Benedetti, di FISASCAT Cisl, Pino de Rosa di Ugl Terziario, Fiorenzo Molinari di Filcams CGIL e Vincenzo Guerriero di UIL. “Questo accordo crea una prima breccia in un muro che sembrava invalicabile – sottolinea Benedetti -, senza sacrificare il business. Questo dimostra che con senso di responsabilità si può arrivare ad un accordo profittevole per tutti“. I pilastri su cui è stata basata la rivendicazione sono fondamentalmente 3. “Da una parte un principio di responsabilità, il lavoratore può esprimersi sulla vita aziendale, un principio di equità, che supera la disparità iniziale di trattamento, e infine il rispetto della vita familiare del lavoratore, che la domenica può godersi un meritato riposo”.

L’intesa è stata trovata in particolare su quest’ultimo punto: con un referendum interno di circa 500 votanti, un terzo dei lavoratori, il 68% di essi ha approvato l’accordo raggiunto tra le parti, per una più equa redistribuzione dei turni notturni e nel weekend. L’accordo sarà in vigore per un anno in via sperimentale dal 17 giugno prossimo e prevederà inoltre una maggiorazione della paga del 25% nel turno compreso tra le 22 e le 4 di notte (richiesta di Amazon era del 15%), per un incremento economico mensile stimabile tra i 70 e i 97 euro a seconda del periodo lavorato.

De Rosa sottolinea che questo è il migliore accordo possibile che si potesse trovare in questo frangente. “Abbiamo convinto l’azienda a cambiare le cose con l’aiuto dei lavoratori, che hanno potuto validare l’accordo. Siamo soddisfatti anche per il metodo con cui si è arrivati a questa conclusione. Alcuni aspetti ancora impattano sulla vita dei lavoratori, ma ci aspettiamo che anche l’azienda prosegua nell’opera di avvicinamento alla sensibilità dei dipendenti. Il sindacato ha un ruolo importante anche a livello sociale”.

Guerriero evidenzia che la lotta non si è basata solo sull’aspetto economico. “Volevamo migliorare la qualità della vita delle persone, facendo crescere un’azienda senza andare a discapito della dignità dei lavoratori“. Molinari ha voluto invece mettere in luce il coraggio dei lavoratori che hanno deciso di “mettersi a confronto con LA multinazionale per eccellenza. I lavoratori sono passati da posizione subordinata ad egemone, nonostante questo sia ancora un primo passo verso ulteriori diritti“.

Infatti la rivendicazione è solo cominciata: lo stesso Stefano Carlati, RSA CISL, ha voluto evidenziare che il prossimo step riguarderà, oltre alla verifica che il patto tenga nei prossimi 4 mesi, la possibilità di avere un “contratto integrativo di secondo livello”. UGL rivendica inoltre un premio di risultato, “visto che l’azienda continua a crescere”. Tra le altre richieste accettate vi è quella di un presidio medico presente in azienda, prima assente.

Tra gli incentivi all’approvazione dell’accordo vi è sicuramente, secondo Molinari di CGIL, “la compattezza dei circa 800 dipendenti che tra i vari turni si presentavano alle assemblee, inoltre l’opinione pubblica si è sempre schierata dalla nostra parte. Non abbiamo mai voluto fare battaglie ideologiche, ma voler lavorare serenamente”.

Rimane sempre un 30% circa di dipendenti che ha risposto NO alla proposta fatta all’azienda. “Abbiamo voluto applicare un sistema democratico di voto – continua Molinari -, terremo comunque conto di tutte le istanze provenienti da chi non è convinto dell’accordo”. “Va detto – aggiunge Benedetti – , che molti di coloro che hanno votato contro non si sono mai presentati alle assemblee, pertanto si è votato anche per partito preso. Noi continuiamo a lavorare per dare una speranza per il futuro”.

http://www.youtube.com/watch?v=akmMiZw_sW4&feature=youtu.be

https://www.youtube.com/watch?v=YUHxIRDuA_4&feature=youtu.be

 

http://www.youtube.com/watch?v=5QBzpVCtHRg&feature=youtu.be

https://www.youtube.com/watch?v=AiRmEfgLdvs&feature=youtu.be

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




Arriva la Mille Miglia! Sabato 450 auto d’epoca a Piacenza

Appuntamento imperdibile, per tutti gli appassionati di auto d’epoca, nella mattinata di sabato 19 maggio: la 36° edizione della rievocazione della classica Mille Miglia transiterà a Piacenza portando, nel cuore del centro storico, le vetture partecipanti, che percorreranno l’itinerario cittadino tra le 7.45 e mezzogiorno circa. Il passaggio delle 450 auto, di pregio anche sotto il profilo tecnico e sportivo, si snoderà lungo via Emilia Parmense, via Colombo, via Manzoni, via Farnesiana, piazzale Veleia, piazzale Libertà, stradone Farnese, corso Vittorio Emanuele, piazza Cavalli – dove, sotto la statua equestre di Alessandro Farnese, sarà allestito un punto di controllo timbro – e via Cavour, per poi proseguire lungo viale Risorgimento, piazzale Milano e riprendere la via Emilia in uscita.

La manifestazione partirà domani, mercoledì 16 maggio da Brescia, per poi fare tappa a Cervia, Roma e Parma e, da Piacenza, ritornare verso la città lombarda, lungo un percorso complessivo di 1743 km.

Per consentire il passaggio in sicurezza dei veicoli coinvolti, saranno previste alcune limitazioni al traffico. Dalle ore 5 del mattino sino alle 14 di sabato 19, divieto di sosta con rimozione forzata sulla carreggiata Nord di stradone Farnese, nel tratto di corso Vittorio Emanuele tra via Venturini e piazza Cavalli e nella stessa piazza Cavalli. Contestualmente, sarà vietata la circolazione nei tratti stradali citati, cui si aggiunge largo Battisti. La Polizia Municipale, compatibilmente con il transito delle auto in gara, consentirà il passaggio nelle vie interessate dai divieti ai soli residenti.

Dalle 5 alle 14 di sabato 19, inoltre, verranno revocati i sensi unici di marcia nelle strade afferenti alla carreggiata Nord di Stradone Farnese, mentre i residenti potranno circolare in ingresso e in uscita da via Scalabrini. Non sarà fruibile, invece, il parcheggio dell’Urban Center. I residenti nel quartiere Santa Teresa potranno uscire con obbligo di svolta a sinistra in direzione di via San Siro, seguendo il senso di marcia della gara.

La Polizia Municipale presidierà tutte le intersezioni regolamentate da semafori o sistemi a rotatoria lungo il percorso urbano, provvedendo se necessario al temporaneo blocco della circolazione in concomitanza con il passaggio degli equipaggi. Sino al termine della manifestazione, i mezzi del servizio pubblico osserveranno percorsi alternativi.




Ottima performance delle città d’arte emiliano romagnole nel 2017

Prosegue il trend di crescita turistica delle Città d’Arte emiliano romagnole avviato nel 2014. Secondo l’indagine del Centro Studi Turistici (CST) di Firenze per conto di Confesercenti Regionale, lo scorso anno si è registrato un incremento del +7,1% negli arrivi (pari a 228mila arrivi) e del +8,3% nelle presenze (pari a 547mila pernottamenti), per 3,4 milioni di arrivi complessivi e oltre 7,1 milioni di presenze totali, con un incremento sia della componente nazionale (+6,8% negli arrivi, +7,6% nelle presenze) che di quella estera (+7,7% negli arrivi, +9,3% nelle presenze). Di particolare rilievo la performance di Bologna, che registra da sola 124 mila arrivi e 400 mila presenze in più rispetto al 2016, con una percentuale di stranieri (50,9% del totale) che ha oramai superato la quota degli italiani. La crescita della domanda è registrata sia dai mercati nazionali sia da quelli internazionali. I primi incrementano del +6,8% i propri arrivi (+139 mila) e del +7,6% le presenze (+311 mila); gli stranieri proseguono nel loro trend positivo con un +7,7 per gli arrivi (+89 mila) e un +9,3% per le presenze (+236 mila). Cresce quasi ovunque la domanda interna, con variazioni a doppia cifra a Bologna, Ferrara, Modena, Piacenza e Reggio Emilia, mentre le presenze straniere aumentano soprattutto a Bologna e Forlì – Cesena. Il turismo nazionale si conferma come primo mercato in quasi tutte le città. Incremento significativo anche dell’occupazione media delle strutture ricettive (calcolata al lordo di eventuali periodi di chiusura delle attività) nel 2017; secondo i dati ufficiali, l’occupazione media delle Città d’Arte dell’Emilia Romagna è stata del 40,0%, in crescita di quasi 5 punti percentuali rispetto al precedente anno (35,2%). Le strutture alberghiere hanno raggiunto un livello di utilizzo del 49,6% con un balzo di 5,6 punti, quelle complementari si sono fermate al 20,6%, con un aumento di circa 3 punti e mezzo. L’occupazione è aumentata in tutte le città d’arte osservate, anche laddove sono diminuite le giornate di presenza; i risultati migliori si sono avuti a Bologna, Forlì-Cesena, Modena, Ravenna-centro storico e Reggio Emilia. Positivo anche il dato sui comparti ricettivi: gli esercizi alberghieri hanno chiuso l’anno con un saldo positivo degli arrivi del +5,8% (+168 mila) e delle presenze del +6,8% (+384 mila), quello complementare con un +20,5% per gli arrivi (+60 mila) e del +17,1% per le presenze (+163 mila). 

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online