Calza (Pd): “una sconfitta che lascia amareggiati”

Affida le sue dichiarazioni ad un Post di Facebook Patrizia Calza che era candidata per il PD nel collegio uninominale della Camera. Qui di seguito il testo.

“Metto per iscritto le mie dichiarazioni in merito alla sconfitta elettorale.

L’esito delle consultazioni era da noi ampiamente previsto, tant’è che fin dall’inizio ho affermato che si trattava di una candidatura di servizio.
Sono contenta di avere avuto il coraggio di presentarmi per rispetto delle tante persone che credevano in noi. Lo rifarei. Tuttavia le dimensioni della sconfitta lasciano amareggiati perché dimostrano che in questa tornata elettorale non hanno giocato un ruolo l’impegno profuso negli anni e i risultati ottenuti nell’azione amministrativa.
Credo che abbiano prevalso, come in tutto il Paese, posizione più estreme, fondate spesso su slogan e proclami e abbiano giocato un ruolo importante le complessità dei problemi che spesso vengono ignorate e le facili ricette.Patrizia Calza, una sconfitta amara

Il voto dei cittadini merita tuttavia sempre rispetto, anche quando non lo si condivide. Soprattutto quando il dato è così diffuso su tutto il territorio nazionale.

Mi congratulo dunque con chi siederà in Parlamento e che ha ora la responsabilità di operare nell’interesse di tutta la Nazione .

E’ ovvio che il Pd dovrà riflettere seriamente sul risultato e sulle ragioni dello stesso e sulle azioni da mettere in campo per “risintonizzarsi ” con la maggioranza dei cittadini, soprattutto nella nostra Regione che pure tanto ha fatto sia in termini economici che sociali.

Chiudo con un doveroso e veramente sentito ringraziamento per tutti coloro che si sono adoperati in questa difficile campagna elettorale”.




I candidati PD: “Avanti per rendere salda la ripresa. Creeremo nuovo lavoro”

“Nel 2017 il fatturato dell’industria è cresciuto del 5,1%, al top dal 2011: la conferma che l’Italia cammina ormai spedita sulla via della ripresa grazie alle riforme messe in campo nell’ultima legislatura. Ora serve continuare: la nostra ossessione sarà creare nuovo lavoro e assicurare a tutti un salario minimo garantito. È fondamentale farlo perché i dati economici si traducano in costanti miglioramenti della qualità della vita e del benessere delle famiglie e di tutti i cittadini”.
Patrizia Calza, Paola Gazzolo, Paola De Micheli e Marco Bergonzi, candidati Pd alle politiche, commentano i dati diffusi oggi da Istat, che vedono la produzione industriale nel 2017 al livello più alto degli ultimi 7 anni.
“Vogliamo l’introduzione del salario minimo garantito per assicurare piena dignità ad ogni forma di impiego. Non significa più costi per le imprese. Al contrario, creare posti a tempo indeterminato deve essere vantaggioso. Vogliamo tagliare il costo del lavoro di 4 punti in 4 anni: 1 punto all’anno. Dopo aver ridotto l’Ires dal 27.5% al 24%, il Pd propone ora di portarla al 22% per le piccole imprese. Serve rendere stabile e strutturale il credito di imposta per ricerca e sviluppo (Piano Imprese 4.0) ed estendere gli “80 euro” anche alle partite IVA e agli autonomi fino ai 26.000 € lordi”.
I candidati ricordano che nel 2013 in Italia c’erano 22 milioni di occupati. Ora siamo a quota 23 milioni: +1 milione di nuovi posti di lavoro, la metà a tempo indeterminato. L’Emilia-Romagna è la locomotiva della ripresa, con la disoccupazione che in due anni e mezzo è calata dal 9 al 5,9%.
Proprio la “ricetta” emiliana – fatta di ricerca, innovazione, formazione e sostegno all’imprenditorialità giovanile – sarà illustrata nella giornata di sabato prossimo, 24 febbraio, dal Presidente della Regione Stefano Bonaccini. Alle 15 e 30 interverrà al Centro culturale di San Nicolò sul tema “Giovani tra scuola, università e lavoro”. Presenti con lui Graziano Dragoni, Direttore generale del Politecnico di Milano, e Francesco Timpano, Professore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Modera l’incontro Nilde Galligani, segretaria del locale circolo Pd.
Prima della tappa a San Nicolò, Bonaccini e i candidati democratici della nostra provincia incontreranno gli elettori a Vigolzone, in un aperitivo elettorale in via Roma 75 alle ore 12 e 30.

Ci facciamo in 4




Spazio 4: slitta ad aprile l’apertura dell’area. Per il PD il centrodestra è incompetente

«Il disordinato smantellamento del centrodestra sembra non stia incontrando il parere favorevole di Piacenza». Il gruppo consigliare del Partito Democratico commenta la modifica alla scadenza del bando per la gestione di Spazio 4, l’area comunale situata in via Manzoni, che fino a pochi mesi fa «aveva garantito un presidio educativo, sociale e aggregativo ai tanti giovani del quartiere», sottolineano Cugini, Piroli, Fiazza e Buscarini. Il bando, infatti, avrebbe dovuto concludersi oggi, ma una determinazione dirigenziale ne ha decretato lo slittamento all’8 marzo. Inoltre, la cauzione definitiva per chi s’aggiudicherà l’appalto, che inizialmente ammontava a 20mila euro, è diventata pari all’importo di 2mila euro.

«Dopo la desertificazione del bando per il canile municipale, che ha visto la riconferma del gestore uscente in assenza di altri soggetti proponenti, oggi è stato nuovamente evidenziato lo scarso tatto della Giunta verso la comunità cittadina. Se da una parte l’assessore Zandonella annunciava un futuro brillante per “Spazio 4.0” (così ridenominato nel nuovo bando), dall’altra il rinvio della scadenza del bando lascia presagire la carenza di nuove realtà progettuali in gara. Spazio 4, com’era stato concepito dal centrosinistra, funzionava correttamente e coinvolgeva tanti adolescenti. Tuttavia, per una precisa scelta politica, è stato annullato. Finora, l’inquieta smania di cancellare le buone azioni amministrative del passato non si è dimostrata una scelta saggia».

«In più, l’apertura del centro è slittata dal 1° marzo al 3 aprile 2018, nonostante l’assessore avesse garantito la riattivazione di Spazio 4 proprio tra una settimana. Ci risulta che i ragazzi e le ragazze che frequentavano Spazio 4 ora siano a casa, privi di un punto di riferimento formativo a causa dell’incompetenza del centrodestra. La Giunta non avrebbe favorito – come promesso in varie occasioni – la loro interazione con gli altri centri aggregativi di Piacenza, per esempio con spazio Belleville. È triste constatare che», conclude il Pd, «oltre alla “politica del carciofo”, non ci sia una visione programmatica e stabile per la città».

Gruppo consiliare PD




Orlando a Fiorenzuola: “Dal centrodestra mai un risultato per Piacenza”

I candidati PD piacentini al Parlamento si sono presentati a al Teatro Lucca di Fiorenzuola assieme al ministro Orlando. “Dobbiamo spiegare agli italiani che c’è in gioco un modello di società in cui tutti accedono al Pronto Soccorso anche senza carta di credito, con la scuola dell’obbligo gratuita e con la possibilità di andare in pensione con dignità. Chi propone un modello dove le disuguaglianze crescono, ci vuole portare fuori dall’Europa che abbiamo costruito”. Orlando si sofferma anche sui media: “Il numero di omicidi in Italia si è ridotto di un terzo rispetto agli anni 90, ma la tv ci fa credere di vivere nel Bronx”. I candidati dal canto loro aggiungono che “Il centrodestra vuole un Paese immutabile, sempre uguale a se stesso, e chi invece inteonde governare il cambiamento: da un lato l’italia del buio, dall’altra l’orgoglio di un Paese vitale”. Infine una stoccata ai pentastellati: “Metà dei candidati sono ad insaputa di Di Maio.




Renzi: “al brigadiere ferito l’abbraccio del PD. Chi piccha un un carabiniere è un criminale”

Il segretario del Pd Matteo Renzi, impegnato a Firenze in un incontro elettorale insieme al ministro dell’nterno Marco Minniti ha preso una netta posizione contro i fatti di Piacenza e l’aggressione del carabiniere “Noi che rivendichiamo i valori antifascisti – ha affermato Renzi –  diciamo con forza e determinazione che chi durante una manifestazione picchia un carabiniere non e’ un antifascista, ma un criminale”. “La nostra solidarietà – ha proseguito il segretario del PD –  va ai carabinieri, alla polizia, alle donne e agli uomini che combattono per la nostra sicurezza. In particolare, al brigadiere capo Luca Belvedere, vada l’abbraccio affettuoso del Pd, oltre a quello che gli fara’ il ministro recandosi in visita da lui”.




Presidio contro l’apertura di Casa Pound, 250 manifestanti in difesa dell’antifascismo

Si e’ da poco concluso il presidio di opposizione all’apertura della sede cittadina di Casa Pound, organizzato questo pomeriggio in Cantone della Camicia. Circa 250 i manifestanti – secondo gli organizzatori – fra cui una folta componente operaia riunita sotto la sigla del sindacato Usb, ma anche Cgil, Anpi, militanti di Liberi e Uguali e di Potere al Popolo. Limitata invece la presenza di membri del Pd, impegnati nella contestuale visita a Piacenza del ministro Orlando.

Per Stefania Sartori, di Potere al Popolo, “siamo qui perché e’ inaccettabile il sostegno che il fascismo fornisce al blocco finanziario. Come negli anni Venti le destre sono sostenute da finanziamenti per frapporsi alle lotte operaie in difesa dei diritti del lavoro. Inaccettabile l’apertura di una sede di un partito apertamente fascista in una città medaglia d’oro per la Resistenza.”

Giudizio ribadito anche dal già assessore del Pd Giovanni Castagnetti, che alla domanda sulle possibili responsabilità della sinistra istituzionale nell’emergere di movimenti di estrema destra, risponde: “Il fascismo e’ antidemocratico e contro la legge. Non penso ci sia responsabilità istituzionale, ma piuttosto individuale. Quando si abbassa l’attenzione, può succedere qualunque cosa. Ci si dimentica chi ha portato le leggi razziali e sostenuto il massacro degli ebrei. Nel momento in cui qualcuno nega la differenza tra destra e sinistra movimenti come questi prendono piede”.

Critico nei confronti del centrosinistra, il candidato alla Camera per Leu Francesco Cacciatore: “Quando la sinistra smette di far il suo mestiere, nelle debolezze della società civile si aprono spazi di rabbia e rancore e chi si infiltra se ne avvantaggia. Loro hanno approfittato di una debolezza della sinistra a causa della quale molta gente non si sente più rappresentata. La crisi economica ha fatto il resto. Chi continua a raccontare la favola di un paese che funziona e che non corrisponde alla verità, non fa che aiutare il loro gioco”.

Eppure, nella cornice teorica della destra radicale non mancano riferimenti proprio ai classici del pensiero socialista, come testimonia una recente intervista al sindacalista di Ugl Pino De Rosa che, interpellato sulla questione dei richiedenti asilo in arrivo ad Albone di Podenzano lo scorso 22 luglio, ricorse alla teoria marxiana sull’esercito di riserva.

Sul punto, Cacciatore così replica: “La sinistra deve fare la sinistra, non può diventare portavoce di politiche liberiste che generano precariato e decrescita economica. Su questo terreno la destra e’ più abituata ad agire e ne approfitta. Servono politiche in controtendenza con quanto avvenuto in questi ultimi anni di governo”.

Insiste sulla questione lavorativa Roberto Montanari, dell’Esecutivo confederale Usb, che commenta così: “La sinistra istituzionale non ha alcuna responsabilità perché non esiste. La sinistra ha abbandonato il terreno della difesa degli ultimi proponendo invece le ricette della trojcka e della grande Europa. In Italia abbiamo fortunatamente una sinistra sociale che si impegna a difendere i diritti dei lavoratori e rappresentano un argine all’egoismo sociale.La presenza di un esercito di riserva di riserva non e’ causata da movimenti migratori che ci sono sempre stati, in entrata come in uscita, ma da questo capitalismo, che ne e’ la vera causa”.

Elderah Faisal – altro referente di Usb, egiziano, e’ dipendente di un’industria chimica a Piacenza. “Sul lavoro siamo considerati come classe zeta – spiega – facciamo i lavori peggiori e non c’è rispetto per noi immigrati. Non si parla mai di malattia ne’ di infortuni, chiamare un’ambulanza e’ proibito e si rischia di perdere il lavoro. Siamo obbligati ad accettare questa situazione per sopravvivere. Ma non e’ una vita dignitosa. La lotta che noi facciamo – aggiunge- riguarda diritti e contratto nazionale. Ma è molto raro che gli italiani partecipino alle nostre stesse lotte, spesso per rassegnazione”.




“Guerra di parcheggi” al cimitero di San Lazzaro. Fiazza(PD): “creare un’area di rispetto”

I cimiteri dovrebbero essere luoghi di quiete ed invece sembra non esserci pace al cimitero di San Lazzaro dove i parenti in visita ai cari estinti troverebbero i posti auto occupati dagli studenti della vicina Università Cattolica. L0o sostiene il consigliere comunale PD Christian Fiazza che interviene sull’argomento con un comunicato:

Pochi giorni fa il consigliere comunale Christian Fiazza (Pd) ha effettuato un sopralluogo nel parcheggio del Cimitero di San Lazzaro. «Ho ricevuto diverse segnalazioni. I posti auto, durante i giorni della settimana, sono stracolmi. Anch’io ho notato che il posteggio è gremito disordinatamente dalle macchine degli studenti dell’Università Cattolica», analizza Fiazza.

«Si tratta di una situazione di ordinaria follia, un disagio che necessita assolutamente una risposta rapida. Chi va a trovare i propri cari al camposanto ha quantomeno il diritto di vivere in serenità questo momento, senza subire lo stress di andare alla disperata ricerca del parcheggio o di lasciare l’automezzo in viottoli disparati. L’Amministrazione comunale, come segno risolutivo di civiltà, dovrebbe creare una sorta di “area di rispetto” riservata a chi accede al cimitero. Inoltre», conclude Fiazza, «l’area andrebbe ripulita, eliminando i rifiuti sparsi sul perimetro e potando le erbacce secche».




Calza: “Indipendentemente dal rischio, vale la pena candidarsi per le persone che hanno creduto in te”

Ieri alla Volta del Vescovo sono state presentate le candidature di Patrizia Calza, Paola Gazzolo e Paola De Micheli per il voto del 4 marzo, cui si aggiunge Bergonzi. Ottima affluenza di simpatizzanti e istituzioni. Silvio Bisotti, commissario Pd piacentino, ha dichiarato: “Abbiamo 3 donne più un uomo, Sono state sacrificate altre figure, la cosa può far soffrire qualcuno ma è un prezzo che bisogna pagare, C’è la volontà di ragionare su prospettive di cultura di governo, della sua efficacia. Le nostre scelte sono in grado di dare solidità alla proposta che intendiamo fare” 

Paola De Micheli: “L’assenza del premio di maggioranza non garantisce molti posti sicuri, ma in politica niente è certo. E’ un errore madornale pensare che una campagna elettorale di 30 giorni possa dare risultati scontati, sia per chi pensa di essere in vantaggio sia l’opposto. Siamo 3 donne che hanno garantito la loro presenza e l’unità nelle istituzioni. Dopo il 4 marzo siamo sicuri che molte persone abbandoneranno la nave, come normale che sia, ma noi non molleremo, abbiamo preso decisioni importanti in passato, non facciamo promesse future irrealizzabili, ma possiamo dire già da adesso quello che abbiamo fatto. Questo è importante in un momento di bassa credibilità nella politica” 

Siamo 3 donne che hanno garantito la loro presenza e l’unità nelle istituzioni 

Calza: “La vita riserva sempre tante sorprese, non pensavo si arrivasse a questo epilogo. Nutro grande rispetto per le istituzioni e per lo Stato. Ringrazio che mi ha dato questa possibilità, i circoli in particolare. Indipendentemente  dal rischio che si corre, vale sempre la pena crederci, soprattutto per rispetto alle persone che hanno creduto in te” 

Indipendentemente  dal rischio che si corre, vale sempre la pena crederci, soprattutto per rispetto alle persone che hanno creduto in te 

Gazzolo: “Candidatura a sorpresa. L’insistenza mi ha lusingato, dall’altro lato attesta la volontà di credere nel territorio e nelle donne. Sono molto orgogliosa di essere con loro per fare gioco di squadra. L’impegno è massimo, la sfida è aperta” 

L’impegno è massimo, la sfida è aperta 

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Anche Bergonzi fra i candidati PD, ma al Senato

Dopo le indiscrezioni di questa mattina sulle candidature tutte al femminile (Calza, De Micheli, Gazzolo – vedi articolo) sembra che la pattuglia di aspiranti parlamentari PD si arricchisca anche del nome di Marco Bergonzi, onorevole uscente, componente della Commissione ambiente e recordman di presenze in Parlamento (poco meno del 98%). In caso di elezione sarebbe un trasloco visto che passerebbe a Palazzo Madama. Il suo nome sarebbe infatti in quarta posizione nel listino del Senato. Questo quanto emerso pochi minuti fa dalla riunione in corso alla Volta del Vescovo.




Partito Democratico: «Sindaco, corra ai ripari: sembra la “Giunta del dopolavoro”»

Riceviamo e riportiamo il comunicato stampa del Pd, sul doppio impegno professionale degli assessori.

«Sindaco Barbieri, corra ai ripari: la sua – più che la “Giunta del lavoro”, come l’ha definita lei – sembra la “Giunta del dopolavoro”». Il gruppo consigliare del Partito Democratico interviene sulla polemica del «doppio impegno professionale e istituzionale» degli assessori. «Dalla cronaca politica delle ultime settimane è emerso in maniera incisiva il richiamo della Barbieri alla maggioranza e alla squadra di governo sulla necessità di cambiare marcia e incidere maggiormente. La campanella d’inizio anno, finalmente, è strillata per tutti. Con l’eco del suo suono, crediamo che sia terminato il tempo delle scuse e delle responsabilità addebitabili agli incompetenti, incapaci, faziosi, prodighi amministratori che li hanno preceduti», tallonano con una punta d’ironia i consiglieri del Pd.

«Esattamente come il diritto al rimborso delle spese di viaggio per i consiglieri comunali che risiedono fuori città, è legittimo per i liberi professionisti mantenere la propria attività, pur assumendo un’impegnativa carica pubblica. Tale scelta, però, risulta strana, perché quest’estate il sindaco aveva raccomandato la presenza di assessori onesti – cioè il minimo sindacabile -, preparati e, appunto, “a tempo pieno”, dediti anima e corpo al Comune. Alle parole non hanno corrisposto i fatti», conclude il Partito Democratico.