Un progetto del Cassinari per rendere fruibile la via Francigena agli utenti diversamente abili

Sarà presentato dopodomani presso il liceo Cassinari, il progetto intitolato “La via Francigena nel tratto piacentino: cultura e inclusione”. Condotto nell’ambito delle attività di PCTO (percorsi trasversali per l’orientamento), ha coinvolto l’attuale classe 4° Design, a partire dallo scorso anno scolastico 2021-2022. I ragazzi hanno dato vita ad un’impresa simulata, in collaborazione con ANGSA e Matita Parlante, realtà attive nel sociale.

Il progetto ha preso le mosse dai risultati degli studi condotti sulla via Francigena e dal fenomeno del pellegrinaggio in generale, come occasione di identificazione delle radici comuni della cultura europea. Al riconoscimento, nel 1994, di “Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa” ha fatto seguito, recentemente, la proposta della candidatura Unesco della Via Francigena Italia sostenuta, in sede locale, anche dal Comitato della tratta piacentina.

L’idea su cui i ragazzi hanno lavorato è quella di rendere maggiormente fruibile la tratta piacentina agli utenti diversamente abili.

ANGSA e Matita Parlante si sono fatte portavoce di questa esigenza chiedendo il coinvolgimento di soggetti autistici che costituiranno i collaboratori ed i destinatari del progetto di selezione e traduzione delle informazioni turistiche, disponibili non solo in italiano, ma anche in altre lingue e nella comunicazione “aumentativa alternativa”.

Si è partiti con una fase storico-artistica dedicata a lezioni e sopralluoghi lungo la via Francigena cittadina. E’ stato così possibile identificare una serie di tappe oggetto della redazione di una scheda storica (coordinata dalla prof. Valeria Poli). La seconda fase è stata invece dedicata all’approccio progettuale con la realizzazione di una palina informativa a supporto della scheda storica (prof. Marna Sommavilla). La fase conclusiva ha visto la collaborazione tra le due docenti (storia dell’arte e laboratorio design) per l’allestimento della esposizione nel cortile della scuola che avrà luogo il 26 maggio 2023.




Covid: a Piacenza 10 positivi. Un decesso (76 anni). Salgono a 7 i ricoverati in Utir/terapia intensiva

Sono 10 oggi (28 maggio 2021) a Piacenza e provincia i nuovi positivi al Covid di cui 3 sintomatici per un totale di 23.497.

Dei quattro decessi avvenuti in regione, di persone con virus, uno ha avuto luogoo nel piacentino. Si tratta di un uomo di 76 anni.

Dopo giorni di stasi raddoppiano i ricoverati fra terapia intensiva ed Utir che salgono a sette (+4).

Dall’inizio dell’epidemia da Coronavirus, in Emilia-Romagna si sono registrati 383.282 casi di positività, 258 in più rispetto a ieri, su un totale di 22.685 tamponi eseguiti nelle ultime 24 ore. La percentuale dei nuovi positivi sul numero di tamponi fatti da ieri è dell’1,1%.

Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid. Alle ore 15 sono state somministrate complessivamente 2.555.692 dosi; sul totale, 920.735 sono seconde dosi, e cioè le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

Prosegue l’attività di controllo e prevenzione: dei nuovi contagiati, 89 sono asintomatici individuati nell’ambito delle attività di contact tracing e screening regionali. Complessivamente, tra i nuovi positivi 103 erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone, 145 sono stati individuati all’interno di focolai già noti.

L’età media dei nuovi positivi di oggi è 37,2 anni.

Sugli 89 asintomatici, 58 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 11 attraverso i test per le categorie a rischio introdotti dalla Regione, 5 con gli screening sierologici, 3 tramite i test pre-ricovero. Per 12 casi è ancora in corso l’indagine epidemiologica.

La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 65 nuovi casi, seguita da Modena (37) e Parma (36). Poi Reggio Emilia (26), Rimini (24) e Forlì (21); quindi Cesena (15), Ravenna (13) e Piacenza (10). Infine, il Circondario Imolese (6) e Ferrara (5).

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste istituzionali – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 11.138 tamponi molecolari, per un totale di 4.748.795. A questi si aggiungono anche 11.547 tamponi rapidi.

Per quanto riguarda le persone complessivamente guarite, sono 1.220 in più rispetto a ieri e raggiungono quota 353.718.

I casi attivi, cioè i malati effettivi, a oggi sono 16.390 (-966 rispetto a ieri). Di questi, le persone in isolamento a casa, ovvero quelle con sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi, sono complessivamente 15.721 (-903), il 95,9% del totale dei casi attivi.

Purtroppo, si registrano quattro nuovi decessi, di cui 1 in provincia di Piacenza (un uomo di 76 anni), 1 nel parmense (una donna di 57 anni) e 2 in provincia di Modena (una donna di 89 anni e un uomo di 95). Nessun decesso a Reggio Emilia, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini.

In totale, dall’inizio dell’epidemia i decessi in regione sono stati 13.174.

I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 109 (-2 rispetto a ieri), 560 quelli negli altri reparti Covid (-61).

Sul territorio, i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono così distribuiti: 7 a Piacenza (+4), 11 a Parma (-2),12 a Reggio Emilia (-1), 17 a Modena (invariato rispetto a ieri), 36 a Bologna (-2), 3 a Imola (invariato), 5 a Ferrara (invariato), 2 a Ravenna (-1), 2 a Forlì (invariato), 5 a Cesena (invariato) e 9 a Rimini (invariato).

Questi i casi di positività sul territorio dall’inizio dell’epidemia, che si riferiscono non alla provincia di residenza, ma a quella in cui è stata fatta la diagnosi: 23.497 a Piacenza (+10 rispetto a ieri, di cui 3 sintomatici), 28.061 a Parma (+36, di cui 19 sintomatici), 46.656 a Reggio Emilia (+26, di cui 22 sintomatici), 65.207 a Modena (+37, di cui 24 sintomatici), 81.807 a Bologna (+65, di cui 47 sintomatici), 12.564 casi a Imola (+6, di cui 3 sintomatici), 23.069 a Ferrara (+5, di cui 1 sintomatico), 30.245 a Ravenna (+13, di cui 12 sintomatici), 16.814 a Forlì (+21, di cui 18 sintomatici), 19.368 a Cesena (+15, di cui 9 sintomatici) e 35.994 a Rimini (+24, di cui 11 sintomatici).

Rispetto a quanto comunicato nei giorni scorsi, è stato eliminato 1 caso, positivo a test antigenico ma non confermato dal tampone molecolare.




Possibili accumuli di neve per la giornata di domani sul Piacentino

Le previsioni del Centro Meteo Emilia Romagna per domani indicano un progressivo aumento dell’instabilità sul territorio regionale e piacentino, di carattere nevoso misto a pioggia: “Assisteremo a precipitazioni diffuse, che potranno risultare nevose fin sulle aree pianeggianti dell’Emilia, mentre in Romagna la quota neve sarà in graduale rialzo. Venti da tesi a forti lungo la costa da Nord-Est, moderati settentrionali altrove con forti raffiche in Appennino. Mare molto mosso sotto costa, localmente agitato al largo. Instabilità in progressivo aumento, con precipitazioni che da localizzate tenderanno a divenire diffuse entro la prima mattinata.

Nel corso della mattinata graduale estensione delle precipitazioni dalla Romagna all’Emilia, con neve possibile fin sulle aree di pianura specie in prossimità dei centri urbani lungo la via Emilia. In Emilia intensificazione delle precipitazioni da metà mattinata, con possibili accumuli di qualche centimetro fin sull’alta pianura (centri urbani in prossimità della via Emilia). Fenomeni meno consistenti verso la bassa, con episodi misti o temporanee fioccate, mentre sul Ferrarese prevarrà la pioggia, di intensità debole/moderata”.

Per quanto riguarda il pomeriggio , il Centro Meteo Emilia Romagna aggiunge che permarranno sull’Emilia precipitazioni, con neve “oltre i 200-300 metri, localmente più in basso tra Piacentino, Parmense e Reggiano”. Non escluse temporanee fioccate sulla bassa tra Piacentino e Parmense, senza accumulo, ma in tali zone i fenomeni, spiegano, “si attenueranno rapidamente”.

Per maggiori informazioni sulle previsioni meteo consultate il loro sito  

 

 




USL di Piacenza, i provvedimenti per l’emergenza Coronavirus al Polichirurgico

Da questa mattina l’Azienda Usl di Piacenza ha valutato circa 300 professionisti sanitari per stabilire una gradualità di rischio rispetto a coloro che sono venuti in contatto con i pazienti risultati positivi o che hanno avuto esposizione al coronavirus. Alcuni sono stati sottoposti al tampone. Tutti quelli che sono stati ritenuti idonei e senza sintomi sono stati reimmessi in servizio. Per gli altri sono scattate misure cautelative di isolamento domiciliare fiduciario, così come previsto dalle misure del Ministero della Salute.

Sono SOSPESE PER UNA SETTIMANA, indipendentemente della provenienza geografica della persona, sull’intero territorio della Provincia:
– tutte le prestazioni programmate, chirurgiche e ambulatoriali, salvo quelle ritenute non differibili
– le attività di libera professione in ospedale e sul territorio
– le attività di screening
– gli interventi chirurgici programmati non urgenti e rinviabili. Ognuno dei pazienti interessati sarà avvertito dai nostri uffici. Rimangono confermate le prestazioni e gli interventi considerati urgenti, e quelli che non possono essere rimandate.
– le vaccinazioni in età pediatrica, adolescenza e adulti
– i prelievi di sangue e le prestazioni diagnostiche, salvo quelle valutate non differibili dal medico di famiglia
– le attività degli ambulatori della cronicità nelle Case della Salute
– l’attività dell’Ufficio patenti
– le prenotazioni agli sportelli unici dell’Azienda Usl sul territorio, salvo quelle urgenti e indifferibili.

NON SONO SOSPESE:
– le medicazioni post chirurgiche, le visite di controllo e le prestazioni post dimissione
– visite e controlli calendarizzati per le donne in stato di gravidanza, sia in ospedale, sia nei consultori
– la distribuzione diretta dei farmaci negli ospedali e negli ambulatori dedicati specialistici
– i controlli dei pazienti con anticoagulanti della vitamina K (con misurazione dell’INR)
– i controlli per i pazienti insulinodipendenti
– visite e terapie oncologiche
– le cure palliative
– le attività degli ambulatori della Psichiatria, della Neuropsichiatria infantile e del Sert, ma solo per l’erogazione di terapie e interventi urgenti, per i quali è richiesto un contatto telefonico
– le attività di vigilanza della Sanità pubblica
– le donazioni di sangue

All’ospedale di Piacenza sarà allestito un Presidio medico avanzato (PMA) esterno al Pronto soccorso dove tutti le persone verranno sottoposte a triage e poi smistate all’interno dei servizi ospedalieri. Sempre nel presidio cittadino, sarà inoltre creata un’area con stanze singole per pazienti sintomatici in attesa del tampone.




L’Azienda USL di Piacenza invita la popolazione alla calma ed a non intasare il Pronto Soccorso

Breve Conferenza stampa all’esterno dell’ospedale di Piacenza tenuta da Luca Baldino direttore generale Azienda USL di Piacenza e dal direttore del Pronto socoorso dell’ospedale di Piacenza, Andrea Magnacavallo.

I due hanno ribadito come, al momento, a Piacenza, non vi sia nessun caso accertato ma solo un sospetta (la collega di lavoro dell’uomo ricoverato a Codogno).

Proprio per questo hanno invitato la popolazione a mantenere la calma ed anche in caso di sospetto di contagio di non recarsi assolutamente al Pronto Soccorso dell’ospedale di Piacenza ma di contattare preferibilmente il medico di base o qualora questo  non sia reperibili il 118.

Questo peraltro è il periodo di massimo picco influenzale e quindi molti sintomi simili al coronavirus possono  essere conseguenza di un normalissimo male di stagione.

Al momento tutte le persone controllate (in particolare i dipendenti della Mae spa di Fiorenzuola d’Arda (Pc), sono risultate negative e dunque si è portati a credere che ad infettare il 38enne ricoverato a Codogno non sia stato l’amico manager della ditta fiorenzuolana.

E’ stato predisposto dall’Azienda Usl di Piacenza un numero telefonico a cui rivolgersi per informazioni sul Coronavirus. Si tratta dello 0523.31.79.79 attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13. 

Attenti alle fake news

Intanto, purtroppo sui vari gruppi WhatsApp e sui social si stanno diffondendo varie fake news, notizie prive di qualunque fondamento che rischiano solo di ingenerare panico e confusione. In particolare è priva di fondamento una voce che sta circolando sul servizio di messaggistica e che parla di una scuola evacuata e di una bimba infetta. Notizia falsa!
La raccomandazione è di fidarsi solo delle fonti ufficiali e delle testate giornalistiche che ricevono costantemente aggiornamenti da parte delle autorità.




Coronavirus. A Codogno, Casalpusterlengo e Castiglione chiuse scuole, pubblici esercizi e uffici comunali

Sono state pubblicate nel pomeriggio di oggi tre ordinanze del sindaco di Codogno, Francesco Passerini  in conseguenza del Coronavirus. Una prescrive la chiusura precauzionale dei pubblici esercizi, almeno fino a domenica, l’altra delle scuole, l’utima degli uffici comunali.

Lo stesso hano fatto il vicesindaco di Casalpusterlengo Piero Mussida ed il sindaco di Castiglione d’Adda Costantino Pesatori, che ha anche cancellato le manifestazioni previste per carnevale.

Chiusura pubblici esercizi

Preso atto della dichiarazione resa dall’Assessore alla Sanita’ della Regione Lombardia in merito all’emergenza sanitaria venutasi a creare nella giornata odierna in questo ambito territoriale; Rilevato che in conseguenza di tale emergenza si e’ venuta a creare una situazione di allarme nel territorio comunale;
Ritenuto, pertanto, di dover tutelare la pubblica incolumità vietando temporaneamente ed in
via provvisoria e precauzionale ed almeno fino alla giornata di domenica 23 febbraio 2020 inclusa la chiusura di tutti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico
intrattenimento ed i luoghi di ritrovo ed assembramento del pubblico (a puro titolo esemplificativo: discoteche, sale da ballo, sale giochi);
VISTI gli articoli 50 e 54 comma 2 del D.Lgs. 18 agosto 2000 n.267;
VISTO il Decreto Legislativo 1/2018;
ORDINA
la chiusura al pubblico degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico
intrattenimento ed i luoghi di ritrovo ed assembramento del pubblico (a puro titolo esemplificativo:
discoteche, sale da ballo, sale giochi, impianti sportivi utilizzati per pubbliche manifestazioni);
DISPONE
1. che la presente ordinanza venga notificata a:
– Associazione Commercianti Territoriale-
– Polizia Locale del Comune di Codogno affinche’ provveda alla notifica della presente a tutti
soggetti destinatari degli effetti del presente provvedimento
2. che questa ordinanza sia pubblicata all’albo pretorio dell’ente per quindici giorni e ne venga
data notizia sul sito istituzionale del Comune
AVVERTE
che avverso al presente provvedimento è ammesso ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale
della Lombardia – TAR – entro 60 giorni, oppure ricorso straordinario al Presidente della
Repubblica entro 120 giorni dalla data di adozione del provvedimento;
Codogno 21 febbraio 2020

Chiusura scuole

Con un’altra ordinanza il sindaco ha deciso la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado presenti sul territorio comunale fino a martedì 25 febbraio compreso.

Gli uffici comunali sono chiusi oggi e domani.

Il Piacenza Calcio sospende gli allenamenti delle giovanili

Sempre a scopo precauzionale il Piacenza calcio ha deciso di sospendere gli allenamenti delle squadre giovanili visto che molti ragazzi provengono dal Lodigiano. Vista la situazione ed il consiglio delle autorità locali di non uscire di casa, si sarebbero potute ingenerare inutili complicazioni. Stessa scelta anche per il Campus di Codogno dove si allenano le giovanili dell’Assigeco.

 




Coronavirus: un caso sospetto a Piacenza

Vista la vicinanza della nostra città con l’area di contagio accertata e visto che l’uomo ricoverato a Codogno lavora alla Unilever, dove sono impiegati tanti concittadini, sale la soglia di attenzione anche a Piacenza.

Una collega del “paziente uno” ricoverata in ospedale a Piacenza

Proprio una collega di lavoro dell’uomo si trova ora in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Piacenza. Si tratta di “una paziente, sintomatica, collega del paziente zero all’Unilever di Lodi ed è atteso l’esito del tampone” – che fa sapere l’aizenda Usl di Piacenza – sarà  esaminato presso il laboratorio di riferimento regionale del Sant’Orsola.

La signora sarebbe la responsabile dell’ufficio dove opera il 38enne ed avrebbe lavorato a stretto contatto con lui.

Anche l’infermiere triagista piacentino che ha accolto il paziente zero al Pronto soccorso di Codogno (Lodi) si è posto in stato di isolamento domiciliare volontario benché sia asintomatico. Sarà sottoposto a tampone. L’uomo vive solo.

Negativo al primo test il manager di Fiorenzuola

È invece risultato negativo al tampone il commensale del paziente 1, dipendente della Mae spa di Fiorenzuola d’Arda (Pc), attualmente isolato all’ospedale Sacco di Milano. Nonostante l’esito negativo che attesta l’assenza di infettività, secondo il principio della massima precauzione, sono in corso ulteriori ricerche per capire se può essere risultato infetto nei giorni passati.

Intanto sono stato attivati i protocolli ministeriali per le due aziende coinvolte: Unilever in capo alla Regione Lombardia, Mae alla Regione Emilia-Romagna.

Il tutto sottolinea l’Ausl avviene “in pieno raccordo tra ministero della Salute, Protezione civile, Regioni Lombardia ed Emilia-Romagna e Aziende sanitarie per la gestione della situazione, dopo il primo paziente ‘0’ risultato positivo al Coronavirus. Tutti i protocolli sono stati attivati e la situazione è monitorata costantemente”.

Chi entrato in contatto con il paziende di Codogno non si presenti al Pronto Soccorso ma chiami il 118

“Chi è entrato in contatto con il paziente uno, il primo a essere stato diagnosticato al Coronavirus- afferma l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Sergio Venturi- è già stato individuato dai Servizi della Regione Lombardia, che sta facendo tutti gli accertamenti del caso. In secondo luogo, se qualcuno lavora o frequenta gli ambienti di quella stessa persona, o ha sintomi o dubbi, invito a contattare il 118 invece di presentarsi al Pronto soccorso. Voglio tranquillizzare sul fatto che la situazione è monitorata da tutti i servizi, sia quelli lombardi sia i nostri per quanto ci compete”.

I protocolli nelle aziende coivolte

Ricoverata in isolamento nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Piacenza una donna, Per quanto riguarda le due aziende coinvolte, Unilever e Mae spa, sono già stati attivati i protocolli ministeriali previsti: la gestione dell’azienda lombarda (Unilever) – come prevede lo stesso ministero – è in capo alla Regione Lombardia, mentre la Regione Emilia-Romagna, in pieno raccordo con l’Azienda sanitaria di Piacenza, si sta occupando della Mae. Il dipartimento di Igiene pubblica dell’Ausl piacentina ha già contattato il medico competente della Mae per avviare la vigilanza sui lavoratori dell’azienda, che oggi è stata chiusa prudenzialmente per iniziativa del titolare. Se il dipendente Mae, rientrato dalla Cina il 21 gennaio e già negativo al tampone, dovesse essere negativo anche agli ulteriori accertamenti, l’approccio verrà modificato di conseguenza.

La sanità pubblica, in via precauzionale, sta già contattando tutte le persone per le quali è ritenuta necessaria un’ulteriore verifica perché valutate potenzialmente a rischio, pertanto ai cittadini si chiede di mantenere la maggiore tranquillità possibile. La raccomandazione è quella, in caso di sintomatologia collegabile al Coronavirus (febbre e sintomi respiratori) di non accedere direttamente alle strutture di Pronto Soccorso, ma di contattare il proprio medico di medicina generale o il numero 118.

La Regione Emilia-Romagna, attraverso l’assessorato alle Politiche per la salute e l’Azienda sanitaria piacentina, sta collaborando con le Aziende sanitarie lombarde e conferma la massima disponibilità a mettere a disposizione le proprie strutture ospedaliere per accogliere, in caso di necessità, pazienti provenienti dalla Lombardia con problemi diversi da quelli legati al Coronavirus e che non possono accedere al Pronto soccorso attualmente chiuso, come peraltro sta già avvenendo dalle prime ore di oggi. Inoltre, è impegnata a realizzare tutte le misure di isolamento e sorveglianza concordate con i colleghi lombardi.




Coronavirus a Codogno: i casi salgono a sei. La popolazione inviatata a non uscire di casa

Si è conclusa pochi minuti fa la conferenza stampa convocata dall’assessore al welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, in seguito ai primi tre casi di Coronavirus a Codogno (Lodi).

La prima notizia è che i casi di persone risultate positive al coronavirus sono saliti a sei.

L’assessore ha inoltre consigliato, in via precauzionale agli abitanti di Codogno, Casalpusterlengo, Castiglione d’Adda di non uscire di casa ed evitare contatti sociali.

Si sta provvedendo a sottoporre a tampone i colleghi di lavoro della multinazionale Unilever di Casalpusterlengo che potrebbero essere entrati in contatto con il 38enne che vi opera come impiegato. Nell’azienda ( a seonda delle fasi produttive) lavorano fra le 200 e le 300 persone suddivise fra produzione ed uffici; tutti condividono gli spazi mensa.

L’assessore ha spiegato che il 38enne di Castiglione d’Adda ha incominciato ad avere i primi sintomi febbrili nella giornata di sabato 15 febbraio e per questo martedì 18 febbraio si è recato al Pronto Soccorso di Codogno ma è stato rimandato a casa, non avendo ritenuto i medici di doverlo ricoverare. L’uomo non era stato in Cina e non si era ricordato di aver avuto contatti con persone provenienti dall’Asia. Le sue condizioni sono progressivamente peggiorate ed a quel punto è stato ricoverato in terapia intensiva nel nosocomio di Codogno. Sottoposto a tampone è risultato positivo. Cercando di ricostruire la causa del contagio ha ricordato un incontro con un amico, ai primi di febbraio: proprio da questa persona che era stata recentemente in Cina avrebbe contratto il 2019-nCov.

Il cosiddetto “paziente zero” sarebbe stato asintomatico, a parte una breve febbriciattola; sta bene ed è ricoverato al Sacco deve si trova anche la moglie del 38enne.

Ricoverato anche un compagno di sport

Ieri sera un’altra persona è stata portata in ambulanza all’ospedale di Codogno. Si tratta di un altro uomo che condivideva con l’impiegato attività sportive. Il 38enne svolge parecchia attività fisica, dedicandosi in particolare alle maratone

Quarantena domestica per i casi di possibile contagio

La Regione Lombardia e le strutture sanitarie lodigiane stanno collaborando di concerto con il Ministero della Salute e la Protezione Civile per individuare altre persone entrate in contatto con i sei positivi.

Si sta anche cercando di trovare una struttura idonea in Lombardia per l’eventuale quarantena di persone a rischio di avvenuto contagio. In attesa verrà attuata dove possibile la quarantena domestica.

Occorre – ha spiegato Giulio Gallera- disporre di una stanza ed un bagno personale per evitare il contagio di altri famigliari, di utilizzare mascherine e guanti e disinfettante.

Nel caso qualcuno temesse di essere stato contagiato «contatti subito il 112 e verrà inviata un’unità per l’effettuazione dei tamponi». Al momento sono operative quattro unità proprio attrezzate per questo “screening”.

Pronto soccorso di Codogno chiuso

Nel frattempo il Pronto soccorso di Codogno è stato chiuso e le attività chirurgiche sono state sospese.

 




Corona Virus: il ministero decide “Nuove misure di quarantena obbligatoria”

I casi di coronavirus  Covid-19 registrati presso l’ospedale di Codogno hanno convinto il ministero della necessità di inalzare le misure di contrasto e contenimento. Come si legge in una nota “A seguito della riunione mattutina del comitato tecnico scientifico che ha approfondito le segnalazioni di nuovi casi di coronavirus Covid-19, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha provveduto ad emanare una nuova ordinanza. Essa prevede misure di isolamento quarantenario obbligatorio per i contatti stretti con un caso risultato positivo. Dispone la sorveglianza attiva con permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato nelle aree a rischio negli ultimi 14 giorni con obbligo di segnalazione da parte del soggetto interessato alle autorità sanitarie locali”.




Codogno: tre persone positive al Coronavirus

Sarebbero in tre le persone risultate positive al coronavirus presso l’ospedale di Codogno (Lodi).  Un uomo di 38 anni si è presentato ieri al Pronto soccorso dell’ospedale a causa di una grave insufficienza respiratoria. Ricoverato e sottoposto a test è risultato positivo al coronavirus 2019-nCov. Le sue condizioni sono definite gravi ed è in prognosi riservata. E’ risultata positiva anche sua moglie, coetanea in stato interessante all’ottavo mese ed una terza persona che sarebbe entrata in contatto con loro e che si è recata spontaneamente presso il nosocomio, avendo alcuni sintomi rspiratori. Entrambi sono stati ricoverati all’ospedale Sacco di Milano dove si sta valutando se trasferire con una apposita ambulanza anche il 38enne. La donna è un’insegnante ma non andava a scuola da alcune settimane per via della maternità.

L’uomo ricoverato a Codogno è residente a Castiglione d’Adda e lavora all’Unilever di Casalpusterlengo. L’azienda ha attivato l’unità di crisi già a partire dalla mezzanotte di ieri. Il 38enne è un impiegato ed era assente dal lavoro già da alcuni giorni. Negli uffici della multinazionale sono normalmente presenti circa 100/150 persone e più o meno altrettante sono impiegate nella parte produttiva e tutti condividono l’area della mensa. Tanti fra i dipendenti sono piacentini. Intorno a mezzogiorno i vertici aziendali dovrebbero comunicare ai dipendenti maggiori dettagli sull vicenda ma la preoccupazione è molto forte. Al momento è priva di fondmento la notizia che i dipendenti siano già stati sottoposti a tampone per verificare la presenza del virus, anche se non si esclude che vengano tutti sottoposti a test nelle prossime ore.

L’assessorato raccomanda: “evitate contatti sociali”

L’assessorato al Welfare, in attesa della conferenza stampa prevista per la tarda mattinata ha diffuso un comunicato:

“Si invitano tutti i cittadini di Castiglione d’Adda e di Codogno, a scopo precauzionale, a rimanere in ambito domiciliare e ad evitare contatti sociali.

Per coloro che riscontrino sintomi influenzali o problemi respiratori l’indicazione perentoria è di non recarsi in pronto soccorso ma di contattare direttamente il numero 112 che valuterà ogni singola situazione e attiverà percorsi specifici per il trasporto nelle strutture sanitarie preposte oppure ad eseguire eventualmente i test necessari a domicilio”.

Il 38enne non era stato recentemente in Cina ma aveva avuto contatti, ad inizio febbraio, con un amico italiano da poco rientrato dal paese asiatico. Proprio quest’ultimo sarebbe il possibile “paziente zero”, colui da cui è partita l’infezione; l’uomo, che sembrerebbe essere in buone condizioni di salute è stato accompagnato all’ospedale Sacco di Milano dove si trova in isolamento. Sembrerebbe che questa persona sia il manager di un’azienda di Fiorenzuola, rientrato a gennaio dalla Cina. Altre fonti farlano di un collega di lavoro,

Conferenza stampa in tarda mattinata

Al momento l’ospedale di Codogno non rilascia dichiarazioni ed è prevista una conferenza stampa dell’assessore regionale lombardo al welfare, Giulio Gallera, in tarda mattinata.

L’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera ha fatto sapere che sono in corso le controanalisi a cura dell’Istituto Superiore di Sanità e che in via precauzionale sono stati chiusi gli accessi al Pronto Soccorso di Codogno. Inoltre i medici, gli infermieri, i familiari più stretti dell’uomo sono stati sottoposti a tampone e sono tutti in isolamento presso i rispettivi domicili.

In totale le persone entrate in contatto con il 38enne ricoverato a Codogno sarebbero una sessantina.