Video-intervista a Murelli e Pisani: Inizia la rivoluzione del buon senso”

A margine della Festa della Repubblica abbiamo intervistato il senatore Pisani e l’onorevole Murelli, entrambi eletti nelle file della Lega. All’indomani della formazione del Governo giallo-verde, abbiamo chiesto loro come hanno vissuto questa Festa nella veste di parlamentari di maggioranza.

«Festeggiamo questo 2 giugno in modo molto diverso – ha affermato l’onorevole Murelli – essendo al Governo, con nuovo senso di responsabilità.  Da questa giornata inizia il percorso verso la rivoluzione del buon senso».

Di rivoluzione ha parlato anche il senatore Pisani che ha commentato il lungo iter necessario per la formazione del governo Lega-5 Stelle «Un percorso molto sofferto. Abbiamo tribolato tanto per riuscire a mettere le pedine a posto, però – finalmente – ci siamo riusciti, il cambiamento inizia, la rivoluzione inizia. Una rivoluzione democratica, pacifica ma molto profonda».




Parlamentari della Lega contro l’ex assessore Castagnetti per un post sugli alpini

E’ una condanna senza appello quella della Lega nei confronti di un post contro il Corpo degli Alpini pubblicato su Facebook dall’ex assessore comunale Giovanni Castagnetti.

A intervenire sono il senatore Pietro Pisani, la deputata Elena Murelli e il consigliere regionale Matteo Rancan. E Murelli ricorda di aver appena firmato, alla Camera, una proposta di legge che istituisce la “Giornata nazionale della memoria e del sacrificio alpino”.

«Il Corpo degli alpini, e l’associazione, ha aiutato tante persone a uscire da drammi come terremoti e alluvioni – afferma Pisani – non merita di essere attaccato da persone che puntano in alto per avere un po’ di pubblicità. L’onda lunga dell’odio che arriva dal ’68 – e purtroppo ne abbiamo visto un ignobile esempio alla sfilata nazionale di Trento – sta riprendendo piede, ma non permetteremo a queste persone di fare altri danni perché la società è matura per affrontare questi problemi».

Murelli dice «no alla denigrazione degli alpini. Se l’Italia è così come ora, democratica, lo è anche grazie alle penne nere. Dopo la guerra, inoltre, hanno contribuito alla ricostruzione del Paese e tuttora partecipano ai soccorsi, il Corpo e l’Associazione, in caso di calamità essendo inseriti a pieno titolo nella Protezione civile». Secondo Murelli, «le Feste degli Alpini non sono solo una bevuta tra amici, ma un modo per ricordare e raccontare. I valori che incarnano gli Alpini nella difesa della sovranità e dell’interesse nazionale e nell’etica della partecipazione civile, della solidarietà e del volontariato meritano di essere celebrati e raccontati alle nuove generazioni».

Infine, l’attacco di Rancan: «Quel post è una vergogna. Dagli alpini abbiamo tanto da imparare. Quella di Castagnetti è solo demagogia. Essendo in debito di visibilità, l’ex assessore, a cui non resta altro che cantare Bella Ciao in piazza il 25 aprile, non ha trovato di meglio che infangare uno dei corpi militari e un’associazione fra le più popolari e amate dai cittadini».

Questo il testo del post pubblicato da Giovanni Castagnetti su Facebook e che ha suscitato una ridda di commenti, alcuni totalmente contrari al suo pensiero altri invece a favore:

«“Siamo una forza di pace!” Attenzione al grande tranello! ogni anno c’è la sfilata degli alpini, organizzata dall’ANA (associazione nazionale alpini) che, non c’è dubbio, si prodiga per il bene del paese con tante iniziative meritevoli, MA ATTENZIONE, non si può dire invece che un corpo militare, gli alpini, sia un corpo di pace. Non si possono confondere le due cose. A Piacenza e in tutte le loro sfilate, a fianco dell’ANA c’è sempre il corpo militare che, come potete vedere dalla foto (scattata a Piacenza) reclamizza i propri strumenti di lavoro:Le Armi, strumenti di guerra! e, secondo me, lo fa nel modo più subdolo, perchè, nella grande festa, passa il fatto che anche le armi, messe in questo caso nelle mani di bambini, siano parte della festa….. Per me è un plagio e… UNA VERA PORCHERIA!».

Commentando la notizia pubblicata da PiacenzaOnline (vedi sopra) Castagnetti ha detto: «Per me punto d’orgoglio essere in disaccordo con questa gente. Sempre più convinto di quello che ho scritto».

 




Polo logistico Leroy Merlin: i parlamentari Murelli e Pisani soddisfatti dall’accordo raggiunto

«Apprezziamo il risultato raggiunto in prefettura nella vertenza tra il sindacato Usb e la cooperativa Premium Net. Grazie alla buona volontà delle parti, e alla mediazione del prefetto Maurizio Falco, è stato raggiunto un importante accordo che stabilisce il reintegro di tre lavoratori licenziati e la volontà di rivedere le sanzioni comminate ai lavoratori che hanno partecipato alle agitazioni nei depositi Leroy Merlin di Castel San Giovanni e Rozzano e alla Ceva di Somaglia».

Lo affermano i parlamentari della Lega, la deputata Elena Murelli e il senatore Pietro Pisani che ringraziano anche il questore e le Forze dell’ordine per aver ben gestito la situazione a Castel San Giovanni, evitando che degenerasse.

«Ci auguriamo ora – continuano Murelli e Pisani – che da entrambe le parte vengano rispettate le norme, sia quelle che regolano l’occupazione sia quelle delle forme di protesta che spesso hanno portato al blocco dei mezzi e all’accesso alle imprese». I parlamentari concludono: «Il nuovo governo riformerà presto i temi fondamentali del lavoro, riducendo il carico fiscale e semplificando le procedure per le imprese. In questo modo non ci saranno più alibi per alcuno. Importante è confrontarsi nelle forme della democrazia, lasciando da parte minacce, violenze o attribuendo significati ideologici alle legittime richieste di chi lavora».




La Lega “poco convinta” dal trasloco a Parma della Camera di Commercio

Il territorio di Piacenza sta perdendo in sordina un altro servizio, dopo la centrale operativa del 118 e altri, che poteva, invece, essere accentrato da noi. Nella prospettiva dell’area vasta, tutto ciò è plausibile sulla carta, ma i territori sono un’altra cosa». Lo affermano la deputata della Lega, Elena Murelli, e il senatore Pietro Pisani che aggiunge: «Ci auguriamo che il servizio, sebbene sarà più gravoso perché più lontano, funzioni meglio anche per le aziende piacentine».

Nei giorni scorsi, in relazione all’accorpamento delle Camere di commercio di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, aveva lanciato l’allarme il presidente di Confapi Industria, Cristian Camisa, secondo il quale oltre alla perdità di sovranità, Piacenza vedrà finire in una cassa comune, dove non tutti sono sempre virtuosi, il denaro delle imprese piacentine.

Anche il consigliere regionale del Carroccio, Matteo Rancan, condivide questo aspetto: «L’accentramento è sempre un problema. In questo caso, si perde la sovranità del territorio che sarà meno rappresentato e le richieste delle aziende non sempre saranno esaudite. Un problema in più per Piacenza, anche se noi non siamo per il centralismo né delle istituzioni né degli enti».

Nel gennaio del 2017, il governo diede il via all’accorpamento. Il nuovo Ente camerale unico delle tre province avrà la forza di 160.000 imprese iscritte (oltre mezzo milione di occupati), 200 dipendenti e altissimi livelli di informatizzazione dei servizi. Sarà il più grande dell’Emilia Romagna: attualmente genera un valore di 37,5 miliardi con un export che tocca i 19,5, il 30% dell’intera economia della Regione.




La Lega chiede alla Regione un dietrofront sulla gestione dell’immigrazione

«Il presidente dell’Emilia-Romagna rompa il suo assordante silenzio sull’immigrazione. Così come altri governatori si sono schierati contro questo fenomeno, Bonaccini prenda le distanze dagli errori del Pd».

Così il consigliere regionale Matteo Rancan della Lega, con il senatore Pietro Pisani e la deputata Elena Murelli, a seguito delle proposte presentate alla prefettura di Piacenza di offrire 1227 posti in 90 alloggi di 36 comuni piacentini da parte di 26 gestori.

«Spulciando tra i nominativi di chi ha partecipato al bando – denunciano gli esponenti del Carroccio – abbiamo avuto conferma della presenza di società costituite appositamente per lucrare sull’immigrazione. Eppure, non è più possibile vessare, com’è stato fatto un’altra volta, il Piacentino con le sciagurate misure del governo a guida Pd. Non è più accettabile che una parte politica, il Pd, renda operative simili imposizioni e che i gestori delle strutture predisposte per l’accoglienza scavalchino i sindaci, ovvero le massime autorità comunali in materia di sicurezza e salute pubblica. La Lega – insistono Rancan, Pisanie Murelli – invoca un cambiamento radicale a questa situazione e chiede alla Regione un deciso dietrofront».




la Lega chiede alla Regione un cambio di rotta sull’immigrazione

«L’accoglienza degli immigrati così come improntata fino ad ora si è rivelata un sistema malato che non può più essere mantenuto. La Regione Emilia Romagna cambi passo: è impensabile gestire il fenomeno migratorio limitandosi ad erogare il reddito di solidarietà, che in larga parte favorisce proprio gli immigrati, e a diffondere dati sull’incidenza straniera sul totale della popolazione».

Sono quelli emersi in commissione Politiche per la salute dell’Assemblea legislativa dell’Emilia Romagna i dati da cui prendono spunto il consigliere regionale Matteo Rancan, il senatore Pietro Pisani e la deputata Elena Murelli della Lega Nord. Cifre, quelle diffuse dall’assessore al Welfare, Elisabetta Gualmini, che mettono in luce quasi il 12% di residenti stranieri nel territorio regionale e addirittura il 14% nel Piacentino, prima provincia in regione.

«Il report – accusano gli esponenti del Carroccio – insiste con i concetti di inclusione ed integrazione, senza però fare differenza tra immigrati regolari, irregolari, richiedenti asilo e altre situazioni. Ne esce un quadro generico che non analizza in dettaglio le problematiche create da questo fenomeno, come se ciò non avesse ricadute sulle politiche sociali, che sono di competenza della Regione. Lo scellerato orientamento immigrazionista – proseguono Rancan, Pisani e Murelli – e l’inefficiente politica regionale del welfare, che vanno di pari passo, devono essere fermati per dare la priorità ai piacentini e a tutti gli emiliano-romagnoli in difficoltà».




Pisani (Lega): “Italiani senza lavoro e senza pensione per colpa della legge Fornero”

Duro affondo di Pietro Pisani, ieri sera all’auditorium comunale di Podenzano, dove i candidati di centrodestra alle Politiche del 4 marzo hanno incontrato i cittadini per illustrare il programma di governo e discuterne con gli elettori.

Pisani, candidato all’uninominale del Senato per la Lega Nord, ha posto l’accento su due temi caldi di questa campagna: la sicurezza ed il lavoro. «Prima gli italiani» è il motto con cui si è rivolto ai podenzanesi presenti. «Prima gli italiani – ha argomentato – perché non ha senso che il nostro Paese si riempia di immigrati clandestini che poi vanno a rafforzare i ranghi della criminalità, spesso addirittura importando organizzazioni come la mafia nigeriana che ha dimostrato tutta la sua crudeltà con i terrificanti fatti di Macerata».

Sul tema lavoro, Pisani ha puntato il dito contro la legge Fornero la cui eliminazione è una priorità per il centrodestra: «Grida vendetta che oggi, per colpa della signora Fornero, ci troviamo di fronte a cittadini che non hanno né occupazione né pensione, ad anziani costretti a frugare nella spazzatura. Vergognoso, inaccettabile. Questo è il prodotto delle politiche dissennate della sinistra che noi vogliamo far dimenticare agli italiani».

 

 

 




Centrodestra piacentino: “uniti si vince, andiamo al governo e mandiamoli a casa”

Sala gremita ed un centrodestra unito e compatto. E’ questa la fotografia della serata che si è svolta  all’auditorium Sant’Ilario di via Garibaldi, a Piacenza; un evento congiunto che ha segnato l’ingresso ufficiale nella fase clou di questa campagna elettorale per le Politiche del 4 marzo.

Sul tavolo dei relatori e tutto intorno manifesti e bandiere della Lega Nord, di Fratelli d’Italia, di Forza Italia e di Noi con l’Italia. Ad aprire l’incontro pubblico è stata Patrizia Barbieri, sindaco di Piacenza, chiamata sul palco a sorpresa, senza che il suo intervento fosse programmato. Ma non si è certo fatta trovare impreparata: «Solo pochi mesi fa abbiamo vinto le elezioni amministrative dopo una campagna elettorale basata su quello che poteva sembrare uno slogan ma che per noi è molto di più e rappresenta il nostro impegno, e cioè “uniti si vince”». Barbieri ha parlato di impegno basato sui valori; un impegno che oggi, in questa nuova campagna elettorale che deciderà le sorti politiche dell’Italia, è stato e sarà rinnovato grazie al coraggio dei candidati «di altissimo livello» che hanno scelto di mettersi in gioco «dimostrando uno spirito di servizio di cui noi tutti dobbiamo essere orgogliosi». Il sindaco ha sottolineato la necessità di dare risposte ai cittadini su esigenze e temi di fondamentale importanza e quindi della necessità di votare «con convinzione» per fare in modo di uscire dalla «palude in cui ci hanno lasciato anni di governo del centrosinistra».

«E’ importantissimo che tutti noi ci impegniamo a far eleggere i nostri candidati – ha proseguito – perché solo loro rappresentano il cambiamento. Dobbiamo staccare decisamente la sinistra, dobbiamo andare al Governo con una maggioranza schiacciante».

Dopo il sindaco Barbieri e dopo gli interventi di Jonathan Papamarenghi e di Fabio Callori, rispettivamente coordinatore provinciale e vice-coordinatore regionale di Forza Italia, hanno preso la parola uno ad uno i vari candidati. Giancarlo Tagliaferri, Francesca Gambarini, Romano Tribi ed Elena Murelli.

Clou della serata gli interventi , e Pietro Pisani, candidato all’uninominale per il Senato.

Lungo e articolato il discorso di Tommaso Foti (Fratelli d’Italia), candidato della coalizione all’uninominale per la Camera, aperto da un sentito omaggio al sindaco: «Il giorno dopo le elezioni – ha detto – Patrizia Barbieri era in Comune a lavorare. Nessuno di noi ha festeggiato, a parte, e credo legittimamente, la sera della vittoria. Non c’era niente da festeggiare: la sinistra ci ha lasciato una situazione disastrosa, una macchina comunale completamente a pezzi, e l’impegno per risollevare questa amministrazione è stato ed è tuttora enorme e totalizzante». Un impegno che Foti vorrebbe premiato da un risultato elettorale che non lasci spazio ai dubbi, alle polemiche, alle incertezze: «Dobbiamo spazzarli via, asfaltarli, mandarli a casa. Dobbiamo superarli con un risultato a due cifre e, perché no, doppiarli».

Impresa difficile ma non impossibile secondo il candidato alla Camera. Come difficile era la rinascita del centrodestra in una provincia come quella di Piacenza che fino a poco tempo fa era quasi totalmente rossa: «Sembrava impossibile che oggi comuni come Sarmato, Monticelli e, quando siamo partiti, nel ’94, addirittura Castelvetro che era ed è la Sesto San Giovanni emiliana, potessero essere governati dal centrodestra. Eppure è così».

Successi che, secondo Foti, si basano sulla differenza fondamentale tra i due schieramenti: «Il centrosinistra parla, promette e non fa. Basti pensare alla famosa tangenziale di San Giorgio, inaugurata solo sui giornali e mai realizzata. Basti pensare alla Statale 45 con promesse di stanziamenti milionari mentre io non ho visto nemmeno un progetto. Noi diciamo e facciamo». Un esempio su tutti di cui Foti può parlare in prima persona: «In tanti oggi ospitano ministri e personalità illustri nella splendida ex chiesa dei Teatini – dice – ma se avviene questo è perché chi vi sta parlando ha portato i fondi necessari al consolidamento del tetto».

L’intervento, ha affrontato il tema dell’economia e delle tasse, con Renzi che sbandiera l’un per cento di pil in più rispetto allo scorso anno «dimenticandosi di dire che siamo sotto di 8 punti percentuali rispetto al resto d’Europa e che partiamo dal – 7 di quando è iniziata la crisi». Ma Foti ha parlato anche di proprietà privata ed immobiliare da difendere dalla «visione bolscevica di una sinistra che la vede come il male» e da uno Stato che rapina i legittimi proprietari incassando 50 miliardi all’anno sulle loro spalle.

Ha poi parlato di immigrazione e sicurezza, con esempi virtuosi firmati centrodestra come i rapporti diplomatici tanto vituperati col colonnello libico Gheddafi «il quale però teneva sotto controllo le partenze, mentre ora, grazie anche a Napolitano, Gheddafi è stato ucciso col risultato che l’Africa si riversa in Italia».L’eponente del centrodestra ha citato esempi come l’operazione Strade sicure che è stata «a costo zero per l’Italia e ha portato i soldati nelle città rendendole più protette». ed ha lanciato un esempio provoctorio «si provi a immaginare se sabato scorso ci fossero stati 20 o 25 militari della Folgore insieme agli otto carabinieri assaliti dai manifestanti violenti. Cosa sarebbe successo secondo voi? Dove li avremmo trovati Pallavicini e Rabbuffi?» L’affondo finale è partito proprio dai disordini di sabato scorso durante il corteo pomeridiano “antifascista” promosso dagli autonomi di sinistra: «E’ vergognoso che il Pd abbia criticato il Comune di Piacenza il giorno dopo i disordini – ha sostenuto Foti – Ma se ci si pensa bene è lo stesso Pd che per due volte ha governato questa città proprio grazie all’accordo con Carlo Pallavicini e Luigi Rabbuffi che sabato scorso erano in quel corteo. Mandiamoli a casa, alziamo le nostre bandiere, alziamo le nostre voci. Questa volta non li battiamo, li asfaltiamo».

Anche da Pietro Pisani (Lega Nord) parole durissime sul centrosinistra e i suoi governi, ma prima ancora sul fatto che gli italiani è da troppo tempo che non votano, che non possono scegliere da chi farsi governare: «Hanno messo dei tecnici a scegliere per noi, a decidere per noi – ha detto – ma a quanto pare non riuscivano nemmeno a compilare la loro dichiarazione dei redditi visto che si dimenticavano di inserire case in Svizzera». Ma non solo: questi tecnici hanno ridotto in povertà il Paese, dice Pisani: «La legge Fornero, che aboliremo come primo atto di governo, ha mandato in pensione persone senza fare i conti, senza sapere se potevano andarci. E oggi ci troviamo con gente senza lavoro e senza pensione, con anziani italiani che rovistano nei cassonetti della spazzatura per trovare da mangiare. Sono cose che gridano vendetta».

Anche da Pisani ha affrontato il tema sicurezza ed immigrazione incontrollata: «Chiuderemo i centri sociali – ha promesso – che non sono altro che agglomerati di illegalità. Basta impunità, è così che si sta distruggendo l’Italia. Non è possibile che dopo i fatti di sabato, dopo che un carabiniere è stato malmenato e ferito da manifestanti di sinistra, il giorno dopo costoro vadano sui giornali dicendo anche che hanno ragione. E’ inaccettabile che le cronache di questi giorni ci rivelino la presenza della mafia nigeriana che uccide la nostra gente e ci mangia il cuore. Capite? Ci mangiano il cuore. No, è troppo, ora basta. E’ ora di mandarli a casa, è ora di riprenderci il nostro Paese, è ora di andare al governo».




Pisati e Rancan (Lega) replicano alle accuse del PD, contro la giunta Barbieri, per i fatti di sabato

«Quando il tema è la sicurezza, il Partito Democratico non dovrebbe esprimersi ma limitarsi ad ascoltare e poi sparire dalla scena. Chi ha ridotto Piacenza e l’Italia in genere nel paradiso dei fuorilegge non può permettersi di parlare».

Così il segretario provinciale della Lega Pietro Pisani e il consigliere regionale Matteo Rancan replicano alle accuse mosse alla Giunta Barbieri dal Pd in una nota stampa, nella quale vengono citate anche le parole dei due esponenti del Carroccio successive alla manifestazione in ricordo di Abd El Salam Ahmed El Danf del 2016.

«Ribadiamo – è la replica – quanto affermato a settembre del 2016: Piacenza è dei piacentini e di chi la vive, non dei facinorosi locali e di quelli, tanti, provenienti da fuori provincia. Ricordiamo poi a chi punta il dito contro il centrodestra che sabato in prima linea con i delinquenti c’era Carlo Pallavicini, ex consigliere comunale che ha sostenuto le amministrazioni di Reggi e Dosi. Una volta per tutte è il momento di sciogliere collettivi, centri sociali ed associazioni promotori di manifestazioni che puntualmente sfociano in violenza. E chi l’altro giorno ha compiuto gesti brutali – insistono Pisani e Rancan -, mettendo a rischio la vita dei cittadini e degli agenti delle forze dell’ordine, meriterebbe un anno di detenzione per ogni giorno di prognosi dato al carabiniere ferito dalla ferocia del branco sanguinario. Piacenza infatti non può più assistere a scene rivoltanti come il lancio di sanpietrini alle forze dell’ordine».




Pisani e Foti candidati del centrodestra nei collegi uninominali di Piacenza

Saranno il segretario provinciale della Lega Nord di Piacenza Pietro Pisani e il consigliere regionale Tommaso foti (Fratelli d’Italia) i candidati del centrodestra nei collegi uninominali di Piacenza rispettivamente del Senato e della Camera.

Il segretario della Lega Nord, il reggiano Gianluca Vinci, correrà invece nel collegio plurinominale di Parma-Piacenza-Reggio.