La provincia piacentina si è svegliata sotto la neve, seppur ancora di debole intensità

Come da previsione la neve è arrivata fin sulle zone di pianura tra Piacenza, Parma e Reggio Emilia, in particolar modo sulla bassa dove i fenomeni risultano più consistenti. Come indicato nei bollettini pubblicati nei giorni scorsi, si tratta comunque di precipitazioni deboli/moderate, che assumono nei settori pianeggianti carattere di pioggia mista a neve o neve bagnata.

Le precipitazioni si estendono gradualmente verso Est, sempre risultando deboli e a tratti intermittenti nelle zone di alta pianura. Episodi misti sulla bassa, deboli fioccate iniziano a riguardare Modenese e Bolognese. Grazie al Centro Meteo Emilia Romagna per le foto

Ponte dell’Olio

Podenzano 

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La corsa del Basket Podenzano Bakery si ferma agli ottavi di Coppa Emilia

Finisce 61 a 75 per i reggiani di La Torre la gara di ottavi di finale della Coppa Marchetti, e si chiude agli ottavi la prima esperienza per i giallo blu del Basket Podenzano Bakery in questa competizione. Partita dal volto opposto rispetto al sorprendente esordio di lunedì
scorso, in cui tutto girò per il verso giusto: stavolta il ferro è stato nemico, respingendo la maggior parte dei tiri dei ragazzi.

L’approccio di gara sotto tono, gli errori, e l’indubbia esperienza degli avversari hanno complicato da subito il match. Subito sotto dai primi secondi, solo nel corso del secondo quarto il Podenzano è riuscito ad agganciare i reggiani e a stare davanti per pochi
istanti. L’intervallo si chiude comunque 26-29, punteggi bassissimi ma speranze di portarsi davanti.

La ripresa invece recita lo stesso motivetto: non riescono i movimenti ai gialloblu, risultante in uno scarso 36% dal campo e 30% da 3: si finisce per gettare parecchie azioni lasciando il campo ai reggiani che mantengono 10, 15 punti di vantaggio fino alla fine delle ostilità.

Podenzano: Monti, El Agbani 3, Carini 8, Calzi 4, Galli 9, Guerra 4, Noé 9, Chiozza 10, Coppeta G. 4, Petrov 10 (e 10 rimb). All. Coppeta C – Libé.

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Il Basket Podenzano esordisce col botto in Coppa Emilia contro Parma

L’esordio per Basket Podenzano in serie D e in particolare nella Coppa Emilia, Trofeo Marchetti, non poteva essere dei migliori: nella gara di lunedì 16 a Podenzano, ha la meglio su Magik Parma per 86 a 75.

Partenza eccezionale per i gialli di casa che in pochi secondi raggiungono la doppia cifra lasciando al palo i parmensi, costringendoli al timeout. Da lì, la partita cambia poco: lentamente Podenzano allunga minuto dopo minuto, giocandosela sul ritmo, intensità e velocità fino ad arrivare ai 59 punti segnati all’intervallo, con un distacco di quasi 30 punti.
Nel secondo tempo, la tecnica individuale e la palese esperienza dei parmensi hanno permesso a Magik di riagganciare lentamente la partita, che non è mai comunque stata riaperta.

Gli ultimi 10 minuti vedono Magik tornare sotto ma senza impensierire troppo i locali, che chiudono a +11 e passano agli ottavi.
Numeroso il pubblico di Podenzano per questo esordio felice e vincente, nonostante il giorno infrasettimanale: grande entusiasmo per questa squadra giovane ma caparbia e guidata da un coach di lusso, Claudio Coppeta.

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Birrificio Retorto. Una birra in compagnia del mastro birraio Marcello Ceresa

Prodotta a partire da malto di cereale, luppolo, lievito, e acqua, la birra è una delle bevande più antiche della storia dell’uomo. Sull’argomento esistono molti luoghi comuni (per lo più errati). Uno di questi è sicuramente  quello relativo alla cosiddetta “pancia da birra”. La bevanda al luppolo, infatti, contiene in media 40 kcal ogni 100 grammi, meno del vino o di un semplice succo di frutta. Inoltre, la birra apporta all’organismo umano: calcio, potassio, magnesio, ferro, e molte vitamine del gruppo B.

Insomma le scuse per difendersi dalle accuse delle proprie dolci metà, quando vi colgono in flagranza di una bella bionda … in boccale, ci sono tutte!

Proprio per parlare di birra, ho incontrato Marcello Ceresa, mastro birraio del Birrificio Retorto di Podenzano. Incominciamo la conversazione, seduti al tavolo di un pub, ordinando (neanche a dirlo) una Morning Glory, da lui prodotta. Si tratta di una birra ambrata dai sentori fruttati, stile American Pale Ale.

Marcello è laureato in Scienze e tecnologie alimentari. Da sempre appassionato di birra, ha subito sfruttato le nozioni apprese in aula per fare pratica nel campo delle birre artigianali. Mischiando talento e volontà, è riuscito così a trasformare la sua passione in lavoro.

Prima di tutto, ne approfitto per chiedere lumi su una questione che da anni è la causa della fine prematura di molte amicizie: come si versa in modo corretto una birra.

«Dipende dallo stile di spillatura, ma soprattutto da quanta fretta hai. Se vuoi bere una buona birra, secondo me, devi saper aspettare. Una birra spillata con calma si beve meglio, non gonfia. E la schiuma ci vuole, alta due dita, per mantenere intatti i sapori e gli aromi all’interno del bicchiere».

Birra Retorto - Morning Glory

Quando hai scoperto la tua passione per la birra?

«Può sembrare strano, ma molto presto. Quando ero poco più di un ragazzino, dalle colline sopra Ponte dell’Olio guardavo le strutture dell’ex Cementi Rossi. Sognavo di farci dentro un birrificio. Poi a diciannove anni ho assaggiato le prime birre artigianali e lì mi si è aperto un mondo».

«Lo studio universitario mi ha dato una mano nella gestione delle fermentazioni e dei processi biochimici. Ma la vera scuola si fa sul campo. All’inizio ho fatto pratica in casa, sperimentando birre. In seguito ho lavorato più di un anno al Birrificio Docks di Niviano e poi circa 2 anni al Birrificio Toccalmatto di Fidenza. Finalmente – quando le finanze l’hanno concesso – ho deciso di mettermi in proprio, con l’aiuto di mia sorella Monica».

Quando è nato il birrificio Retorto?

«Il Birrificio Retorto è nato nel 2011. Io sono il mastro birraio, mia sorella Monica è responsabile della parte grafica, e mio fratello Davide si occupa del merchandising. E poi c’è Marcello Bettinardi, mio amico di infanzia, che lavora alla produzione».

Retorto paese

Fin da subito, il birrificio Retorto ha avuto molti riconoscimenti.

Retorto riconoscimentiLe tue birre hanno nomi davvero singolari, cosa significano?

«Cerco nomi che siano d’impatto. Ad esempio, creando la birra Latte Più, ho voluto fare un omaggio al film “Arancia Meccanica” del grande Kubrick. Si tratta di una birra ispirata alle classiche bianche belghe. È fresca e facile da bere».

Qual è la tua filosofia produttiva e come nasce una birra Retorto?

Produzione birra Retorto

Qual è la tua birra Retorto preferita?

Retorto selezione birre

La birra Retorto più particolare?

«Quella più particolare è sicuramente Acqua Passata. Si tratta di una specie di vermouth a base birra (invece che a base vino). Diciamo che per realizzare un prodotto così alcolico, così dolce, e allo stesso tempo così poco gasato, ci siamo dovuti ingegnare parecchio».

E quella più sottovalutata dal mercato?

«La birra meno capita forse è Tazmaniac. È una birra leggera, in stile Pacific Pale Ale, con luppoli neozelandesi e australiani (dai quali prende spunto il nome). Una birra che io bevo sempre molto volentieri, ma che i clienti non mi chiedono spesso».

Molte persone considerano la birra una bevanda di serie B rispetto al vino. Oggi, una buona birra può essere paragonata ad un buon vino?

Retorto Marcello Ceresa

«Sicuramente. Purtroppo però, nel mondo della birra scontiamo un ritardo rispetto al panorama vitivinicolo. La birra è da sempre vista come una bevanda alcolica da quantità, più che da qualità. Due euro al litro, in un discount, e via. Come se il vino, per anni, fosse stato rappresentato da quello in cartone. Ma negli ultimi tempi le cose stanno cambiando, per fortuna!».

Esiste una rivalità con gli altri birrifici locali (ad esempio, La Buttiga)?

Progetti futuri?

«Abbiamo intenzione di partecipare a nuove manifestazioni. Siamo anche tentati di produrre una nuova birra dal colore particolare, utilizzando un fiore. Ma per ora non c’è niente di certo, quindi non mi sbilancio».

Cosa cercate di trasmettere a chi beve una birra Retorto?

«Cerchiamo di trasmettere quello che siamo, il nostro entusiasmo e il nostro amore per questo lavoro. Spero che la gente percepisca la passione che c’è dietro ad ogni singolo litro di birra, spillato e bevuto».

Ivan Corbellini




Quando lo sport diventa un sentimento: Giordano e la favola del Pode Basket

Qualcuno dirà che le favole non esistono. A volte però, senza allontanarsi troppo, è possibile imbattersi in splendide realtà che, grandi o piccole che siano, hanno tutte le caratteristiche di vere e proprie fiabe. Una di queste è la storia del Pode Basket, dei suoi ragazzi e soprattutto del suo orgoglioso presidente e allenatore Jordan Kolevski.

foto di gruppoJordan nasce a Veles, piccola cittadina nel centro della Repubblica di Macedonia, dove fin da piccolo inizia a coltivare la sua passione per la pallacanestro. Trasferitosi in Italia nel 1994 con la famiglia, per tutti i podenzanesi lui è da sempre, e più semplicemente, Giordano.

Lo raggiungo a “casa sua”: il Centro Sportivo Comunale “G. Valla” di Podenzano. Gli chiedo di raccontarmi la sua storia, di quando è arrivato in Italia.

«Non è stato facile. All’inizio – dice lui – facevo un po’ di tutto, campagne dei pomodori, lavori stagionali, insomma quello che si trovava. Fui accolto bene dal paese, tanta gente iniziò a darmi una mano. Trovai così un impiego un po’ più stabile in una società di gestione di strutture sportive. Per anni ho lavorato qui, alla piscina del centro sportivo di Podenzano».

Uno stipendio che però, da solo, non bastava a mantenere una famiglia.

«Mi presi quindi un piccolo furgone – prosegue – così di giorno facevo consegne, lavorando come padroncino, mentre alla sera continuavo a dare una mano in piscina».

esultanza dopo vittoria

Durante l’intervista passano tante persone, lo salutano tutti con affetto. Questo rispetto, d’altronde, Giordano se l’è davvero guadagnato negli anni, lavorando sempre sodo. Ne ha passate tante. A prima vista potrebbe sembrare una persona dura. Chi lo conosce sa bene però che dietro alla tuta da ginnastica, e a quel suo modo di fare senza troppi convenevoli, si nasconde in realtà un cuore d’oro.

Poi, dal lavoro in piscina, sei passato al ruolo di gestore del centro sportivo.

«Si, fu la Polisportiva Podenzano, nel 2006, a chiedermi di dare una mano qui. C’era bisogno di una persona che conoscesse bene il posto e la gente. Dopo qualche anno, me ne affidarono la totale gestione. É in quel periodo che iniziai a coltivare il mio sogno: un progetto per il basket». Sfrutto l’assist per chiedergli della sua passione: la pallacanestro, appunto. Ci spostiamo dentro alla palestra dove, orgoglioso, mi mostra tutti i trofei esposti. Molti sono di squadra, ma non mancano riconoscimenti su cui vedo inciso il suo nome. Sorridendo, mi racconta di come all’inizio c’erano solo dieci bambini, forse meno. «Quando abbiamo iniziato con il Pode Basket, ci contavamo sulle dita di una mano. Ora però siamo cresciuti e la nostra passione per la pallacanestro la portiamo ovunque, anche nei centri estivi e nelle scuole».

jordan con i ragazzi

Il Pode Basket è cresciuto molto da allora, oggi ci sono varie categorie e Giordano può vantare l’aiuto di molti collaboratori. Giordano è il presidente, ma non per questo rinuncia al suo ruolo di allenatore.

«Ho fatto corsi in tutta Italia per diventare allenatore. Mi piace allenare i più piccoli, cerco di trasmettergli la mia passione. Al momento seguo gli Aquilotti, la categoria di ragazzi del 2008. Abbiamo vinto un torneo regionale, a Fidenza, contro squadre molto più blasonate di noi. É stata una grande emozione. La gente si chiedeva: “Ma questo Podenzano, dove cavolo si trova?” Ora però lo sanno tutti dove siamo». Ha ragione. Dopo circa dieci anni, si può tranquillamente dire che il suo sogno, Giordano, lo abbia realizzato: con più di 130 tesserati, tre squadre di minibasket, altrettante nelle giovanili ed una in Promozione, il Podenzano Basket è oggi una delle prime realtà cestistiche della provincia».

Mi mostra le ultime foto e gli ultimi trofei, quindi torniamo  a passeggiare.

tesserai Pode Basket«La mattina mi alzo presto e per prima cosa vengo in palestra, sistemo, pulisco, preparo tutto il necessario per gli allenamenti. Sono qui 24 ore su 24. Non c’è solo Pode Basket però, abbiamo fatto tante cose negli ultimi anni». Oggi infatti il centro sportivo, soprattutto grazie al lavoro di Giordano, può vantare, oltre alla piscina e a due campi da basket, altrettanti campi da calcetto, da tennis, da paddle e molto altro ancora. Strutture di tutto rispetto per una piccola, ma non più tanto, realtà di provincia come Podenzano».

Credi nel ruolo educativo dello sport?

«Certo. Però non bisogna spingere i ragazzi a praticare questo o quello sport. Devono conoscerli tutti e poi essere liberi di scegliere quello che preferiscono. Un bambino – prosegue – deve tornare a casa sorridente dopo gli allenamenti, altrimenti non va bene. Però una cosa posso dirla: chi inizia a giocare a basket con noi difficilmente smette o cambia idea».

Mentre camminiamo, Giordano ci tiene a ringraziare tutte le persone con cui lavora e condivide quest’avventura.

esultanza in campo«Voglio ringraziare tutto il Pode basket. Il vicepresidente Cristiano Repetti, mio braccio destro. La mia compagna Alessandra Storti, segretaria dell’associazione che si occupa di tutte le magagne burocratiche. Andrea Trenchi, Valerio Meloni, Alberto Archilli, Giuseppe Migliorini, Carlo Alberto Naldini, Alex Monti, Simone Libè, Simone Ferrari, Arianna Grassi, Marija Mićović. Ringrazio il sindaco Alessandro Piva e tutto il Comune di Podenzano. Daniele Margarita, presidente di Tennis Club Valnure Podenzano. Infine ci tengo a ringraziare tutti i miei ragazzi».

Alla fine, torniamo sempre  che più gli sta a cuore. Allora, prima di salutarlo, ne approfitto per chiedergli cosa significhi per lui allenare questi ragazzi. D’un tratto ha gli occhi lucidi e il tono della voce si fa un po’ più dolce.

«Anche quando ero senza soldi e in difficoltà non ho mai mollato. Per me è più di un semplice lavoro».

 che ti spinge a fare tanti sacrifici?

«Una sera i bambini, durante una cena, mi hanno fatto una sorpresa. Hanno iniziato a cantare tutti in coro: era un inno! Avevano scritto un inno per la squadra. Ero lì seduto e, mentre cantavano, ho pensato: “momenti come questo valgono tutti gli sforzi fatti finora”».

Ivan Corbellini




“Podenzano in Comune” contro Silvia Pantano

Riportiamo quanto espresso da “Podenzano in Comune” in merito ai toni usati da Silvia Pantano su Facebook

L’ ex candidato sindaco di Podenzano per la lista “Sicurezza e Futuro” Silvia Pantano ha espresso il suo modo di pensare sulla situazione dei migranti tramite il social Facebook utilizzando una frase disdicevole che evidenzia forti ideali razzisti.
Ci auguriamo di non vedere mai più una persona del genere avere la possibilità di gestire qualcosa (anche minima) a Podenzano o in altri posti!
Podenzano, fortunatamente, NON È RAPPRESENTATA DA QUESTA PERSONA nemmeno lontanamente.
Menchemeno ci auguriamo di ritrovare il nome di questa persona tra le liste elettorali delle prossime comunali di Maggio!
Lontani migliaia di anni luce dai pensieri di questa persona.

firmato:
-Valentino DIANA
-Redazione “COSA SUCCEDE A…”
-Associazione “PODENZANO IN COMUNE” 

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La Drillmec di Gariga passa nelle mani indiane di Meil Group

Un’altra azienda in difficoltà da tempo nella zona di Podenzano, la Drillmec, è stata acquisita dal gruppo indiano Meil Group. Il Consiglio d’Amministrazione di Trevi Finanziaria Industriale, società proprietaria dell’azienda attiva nell’ingegneria del sottosuolo ha dato il via libera all’offerta di Meil Group sulle attività petrolifere di Drillmec. “L’offerta di Meil Group -, si legge in un comunicato diffuso da Trevi -, è stata selezionata all’esito di un’estensiva e prolungata ricerca dei potenziali acquirenti e dell’analisi delle manifestazioni di interesse”. Al contempo il Cda ha messo sul piatto un piano di rafforzamento attraverso banche creditrici e i soci Fsi Investimenti e Polaris Capital Management, prevedendo così un aumento di capitale da 130 milioni di euro e una conversione del debito finanziario in azioni ordinarie fino a un massimo di 310 milioni. Meil Group è uno dei maggiori gruppi indiani nel settore delle infrastrutture, grazie a ricavi a nove zeri (2,5 miliardi di dollari annui). 

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Sima&Tectubi, Carini (Fiom), Bernazzani (Fim) e Bighi (Uilm): “Incontri decisivi nei prossimi giorni”

Parlano di “fase delicata”, di una “trattativa ancora aperta” e del ruolo del calo delle esportazioni verso l’Iran a seguito delle sanzioni internazionali. Marco Carini, segretario provinciale della Fiom Cgil di Piacenza, Luigi Bernazzani della Fim Cisl e Francesco Bighi della Uilm Emilia intervengono con una nota congiunta a proposito della crisi della Sima-Tectubi di Podenzano (Piacenza).

“L’azienda ci ha comunicato l’intenzione di porre in liquidazione la società. Nei prossimi giorni sono previsti incontri decisivi per il futuro dei lavoratori. Eravamo consapevoli di una situazione di difficoltà dell’azienda ma eravamo e siamo convinti oggi che lì ci siano delle potenzialità”. Sono 35 i lavoratori che vedono di certo non roseo il loro futuro. La Sima-Tectubi di Podenzano è l’ennesima realtà che opera nel comparto Oil&Gas sul territorio piacentino colpita dalla crisi del settore. “La preoccupazione sul territorio piacentino per il comparto è tanta” aggiungono Fiom, Fim e Uilm provinciali. In particolare, per quanto riguarda l’azienda di Podenzano, a pesare negativamente sono state anche le sanzioni internazionali all’Iran che hanno fortemente limitato le esportazioni verso il Paese mediorientale. “A preoccuparci – concludono Carini e Bighi – sono anche le normative sugli ammortizzatori sociali le cui tutele si sono di molto ristrette negli ultimi anni. Verificheremo tutti gli strumenti normativi disponibili per tutelare al meglio i 35 lavoratori e le loro famiglie”. 

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27° edizione de “L’ultimaprovincia”, teatro e circo si fondono grazie ai Manicomics

Un carrozzone che si dilungherà lungo le valli della nostra provincia, dalla prima all’ultima. L’ultimaprovincia per stessa volontà dei Manicomics, organizzatori della kermesse, è “un Festival anomalo”. Quest’anno alla 27° edizione saranno toccate 13 piazze differenti che ospiteranno spettacoli circensi e di teatro, o una fusione di questi. Presentazione stamattina in Provincia alla presenza di delegazione dei 9 Comuni interessati più Patrizia Calza, vicepresidente della Provincia e sindaco di Gragnano, Paolo Pisi, cofondatore della Cooperativa Manicomics e direttore artistico della manifestazione e Agostino Bossi per la direzione tecnica. “Siamo felici di presentare questa manifestazione in un periodo importante per Manicomics, – sottolinea Pisi -, abbiamo ricevuto un finanziamento triennale importante dal MIBACT, un riconoscimento da parte del FUS (Fondo Unico per lo Spettacolo, ndr) che ci permette di programmare al meglio il futuro”. Saranno 15 gli spettacoli più 2 repliche, cui va aggiunto un workshop reso possibile da un finanziamento della Fondazione Piacenza e Vigevano, diviso in due percorsi.

Si inzia il 17 agosto a Bobbio con Tra le scatole, uno spettacolo in bilico tra giocoleria e corda molle, si sposterà poi a Gragnano, Piacenza, Podenzano, Ponte dell’Olio, Rivergaro, Rottofreno, Travo e Vigolzone.

A concludere, tra il 28 e il 30 settembre in luogo ancora da definire, comunque a Piacenza, ci sarà la possibilità per un selezionato gruppo di 45 persone, di partecipare a “Juri The Cosmonaut”, spettacolo di clownerie e videomapping creato da Giorgio Bertolotti e Petr Forman (figlio di Milos), in cui si racconterà la quotidianità di un cosmonauta speciale, in modo clownesco e divertente. Si entrerà in una navicella spaziale particolare, quella dei sogni di Juri.

IL PROGRAMMA

Manicomics e L'ultimaprovincia 

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Pisani (Lega): “Italiani senza lavoro e senza pensione per colpa della legge Fornero”

Duro affondo di Pietro Pisani, ieri sera all’auditorium comunale di Podenzano, dove i candidati di centrodestra alle Politiche del 4 marzo hanno incontrato i cittadini per illustrare il programma di governo e discuterne con gli elettori.

Pisani, candidato all’uninominale del Senato per la Lega Nord, ha posto l’accento su due temi caldi di questa campagna: la sicurezza ed il lavoro. «Prima gli italiani» è il motto con cui si è rivolto ai podenzanesi presenti. «Prima gli italiani – ha argomentato – perché non ha senso che il nostro Paese si riempia di immigrati clandestini che poi vanno a rafforzare i ranghi della criminalità, spesso addirittura importando organizzazioni come la mafia nigeriana che ha dimostrato tutta la sua crudeltà con i terrificanti fatti di Macerata».

Sul tema lavoro, Pisani ha puntato il dito contro la legge Fornero la cui eliminazione è una priorità per il centrodestra: «Grida vendetta che oggi, per colpa della signora Fornero, ci troviamo di fronte a cittadini che non hanno né occupazione né pensione, ad anziani costretti a frugare nella spazzatura. Vergognoso, inaccettabile. Questo è il prodotto delle politiche dissennate della sinistra che noi vogliamo far dimenticare agli italiani».