Il prefetto Lupo “Da uno scandalo come quello della Levante nasce un’opportunità di rinnovamento e miglioramento”

Presentazione alla stampa, nel tardo pomeriggio di oggi per la dottoressa Daniela Lupo, nuovo prefetto di Piacenza.

Già viceprefetto a Palermo come suo primo incarico da prefetto è stata destinata nella nostra città.  Una nuova sfida per lei che affianca alla grande soddisfazione professionale il doversi allontanare dalla sua numerosa famiglia composta dall’amato marito, da quattro figli (tre femmine ed un maschio) e da un nipote nato pochi mesi fa.

Arriva a Piacenza subito dopo il delicatissimo periodo del Coronavirus che nella nostra città si è manifestato con terribile violenza ma anche a pochi giorni dallo scoppio del caso della caserma Levante.




Piacenza traccia un ponte col Giappone in Prefettura

Meglio costruire ponti, che barriere. In Prefettura hanno lanciato un bel messaggio di apertura verso il Paese del Sol Levante questo pomeriggio, ospitando il il Console Generale del Giappone a Milano Signor Yuji Amamiya. L’incontro è stata occasione di confronto  tra due culture, ed è stato organizzato dal CPAE, Club Piacentino Automotoveicoli d’Epoca e dalla Famiglia Torikoshi.

Presenti alcuni esponenti della vita civica piacentina e non solo: dal Prefetto Maurizio Falco, al Questore Ostuni, ma anche la direttrice del carcere Maria Gabriella Lusi, la vicesindaco Baio, Daniela Aschieri di Progetto Vita e Mauro Balordi, direttore della sede piacentina dell’Università Cattolica.

Il Prefetto ha fatto gli onori di casa, sottolineando in particolare “l’umanità” che emerge dalla cultura nipponica. “Conoscere attraverso il canto, la musica, la danza – ha continuato – concorrono per valorizzare la presenza dell’altro vicino a noi, che vuole conoscere la nostra storia, del passato e del presente”.

All’evento era presente una delegazione dell’Associazione Italo Giapponese e una classe di lingua giapponese del Liceo Gioia. “Vorremmo  – ha continuato il Prefetto – che questo incontro sia la base anche per future iniziative culturali in vista di Piacenza 2020”.

La vicesindaco ha sottolineato il legame che già sussiste tra Piacenza e il Giappone, elencando vari appuntamenti e progetti che hanno coinvolto i due territori.

Il Console ha parlato di “grande comprensione” tra Italia e Giappone, dichiarando di intravedere grande felicità nel conoscere la cultura nipponica ovunque egli vada, e di essere felice nel conoscere meglio l’offerta culturale italiana.

A seguire sono stati eseguiti alcuni brani come Oruku Musume, Taueuta, Warabi Kami, Sakura Sakura, Oedo Nipponbashi, TooriyanseHatsukoi e Karamatsu, compresa una canzone italiana, Non ti scordar di me.

 

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online

 




Sciopero dei trasporti, i sindacati dal Prefetto: “Piacenza nodo fondamentale, serve politica nuova”

Nella mattinata odierna il Prefetto ha ricevuto la delegazione dei rappresentanti di FILT CGIL, FIT CISL e UILTRASPORTI, che ne avevano fatto richiesta, sottolineando le motivazioni sottese allo sciopero generale dei trasporti dei lavoratori del Trasporto Merci e Logistica di oggi 24 luglio. E’ stato consegnato anche un documento al Prefetto da divulgare agli uffici ministeriali competenti. 

Hanno sottolineato come sia “sempre più urgente, per il territorio piacentino, una rinnovata politica riguardante sia la mobilità, con riferimento a nuovi investimenti infrastrutturali in viabilità e trasporti su ferro ed acqua sia un adeguato piano di manutenzione di quelle esistenti. D’altra parte hanno ricordato che la provincia di Piacenza resta e sarà sempre più un nodo fondamentale per i trasporti e la logistica italiana sia alla luce dei previsti investimenti nel settore della logistica che nelle nuove opere a servizio della cittadinanza come, ad esempio, il nuovo ospedale di Piacenza”. 

Hanno chiesto poi al Prefetto di attivare ogni canale istituzionale che permetta, a fronte di queste nuove sfide territoriali, un incremento congruo delle Forze di Polizia per il presidio del territorio oltre che la costante attenzione ad ogni forma di criminalità ed infiltrazione dell’economia di questa provincia.

IL COMMENTO DEL SINDACATO CGIL

“Manca una politica generale per il settore, il governo non fa scelte ed è sempre più urgente affrontare il dramma degli infortuni perché sugli incidenti mortali chiediamo un intervento chiaro e preciso: la divisione eccessiva tra competenze non specifiche tra vari soggetti, insomma la frammentazione del settore, è una causa importante degli infortuni”. Così Floriano Zorzella, segretario Filt Cgil Piacenza, sui motivi che oggi hanno portato i sindacati del settore di Cgil, Cisl e Uil a proclamare sciopero. “Va inoltre discusso il tema del diritto di sciopero perché se noi non rispettiamo la legge siamo subito sanzionati, mentre se le aziende violano gli impegni con le organizzazioni dei lavoratori non succede nulla. In generale, occorre aprire una discussione sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali, che consideri il peso e la rappresentatività delle singole sigle”.

Tanti temi complessi quelli proposti dai sindacati, che non sono mai stati ascoltati dal governo. “Per la prima volta nella storia repubblicana il ministero dei Trasporti non ci ha mai incontrato sulle nostre richieste, limitandosi a riunioni sulle singole crisi aziendali. Non c’è mai stato un confronto. Ed è noto che in assenza di confronto vince chi ha il potere lobbistico più forte, questo va sempre a sfavore dei lavoratori. Il sindacato ha le sue proposte, ma l’esecutivo non le ascolta e quindi le scelte le fanno le aziende”.

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




Il Prefetto: “noi adulti pretendiamo dai ragazzi il rispetto delle regole, ma siamo i primi a violarle”

Ben prima che a Piacenza sbarcassero le Iene, attratte in città dalle baby risse, il Prefetto Maurizio Falco, a fine settembre, parlava di disagio giovanile e della necessità che scuola, genitori, istituzioni si muovessero all’unisono propio per prevenire il bullismo ed il cyber-bullismo. Nell’occasione si fece pomotore di una serie di iniziative che stanno prendendo forma e che sono divenute di assoluta attualità proprio in seguito agli episodi di violenza fra ragazzini avvenuti in centro. Entro novembre dovrebbe essere sottoscritto un Protocollo d’Intesa per la prevenzione del disagio giovanile. Oggi lo stesso Prefetto, attraverso una sorta di lettera aperta, esprime il proprio pensiero sull’argomento:

«L’idea di un progetto sul Disagio giovanile, concepita appena pochi mesi dopo il mio  arrivo in Prefettura – e corroborata da tanti avvenimenti di diversa intensità registrati da allora sino a ieri – prenderà corpo nei prossimi giorni: con l’ambizione di innescare un dialogo generazionale innovativo, in grado di aprire nuovi orizzonti  alla sfida che caratterizza il “divenire dell’adolescenza verso la maturità”.

Gli atteggiamenti, talvolta aggressivi, di aperto scontro con le istituzioni e le regole, sono sempre stati il viatico di una crescita più o meno traumatica dell’individuo.

Ma questa evoluzione – dalla crisalide infantile alla maturità compiuta-  avveniva comunque nell’ambito di un rapporto  duro, fisico, eppure ben definito nei ruoli.

In un tempo in cui era indiscussa la titolarità di un diritto/dovere di protezione e di educazione dei genitori verso i figli, dei precettori verso i ragazzi.

Un diritto/dovere contestato nelle scelte ma mai disconosciuto nella fonte. 

L’irruzione e lo sviluppo repentino del web, con le innumerevoli contraddizioni ed opportunità che contiene, rischia oggi di minare questo rapporto, nell’ ingannevole proporsi delle reti come “Territorio virtuale di tutte le Libertà possibili e di tutte le spiegazioni o opzioni praticabili”.

Con le sue “verità spesso affermate piuttosto che provate”, con la esaltazione di nuovi modelli comportamentali e della velocità come valore assoluto, la società in rete rappresenta un ostacolo non indifferente per noi adulti educatori, chiamati al cospetto dei giovani dovendo innanzitutto risolvere le nostre contraddizioni.

Pretendiamo il rispetto di regole fondamentali ma siamo i primi a violarle (abuso di fumo, alcool, violenza verbale e fisica percepita come elemento caratteriale di forza etc.).

Abbandoniamo al bombardamento dei messaggi del web i nostri figli sin dalla età infantile, senza sufficienti controlli o limiti; giustifichiamo un’avversione preconcetta verso chi ha il compito di educarli al di fuori del nucleo familiare; ma spesso anche verso ciò che si percepisce come diverso, perché ci minaccia a prescindere da ogni altra considerazione.

Figli come siamo – tutti insieme davvero– del tempo e dell’economia della paura.

Questo deficit di credibilità complessivo è il punto da cui siamo partiti, spinti dagli eventi di violenza e/o di autolesionismo (risse in piazza organizzate via web, offese di morte sui social, assunzione di alcool sino al coma etilico, etc.) a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi a Piacenza e nella provincia, con i ragazzini più piccoli a fare addirittura da vittime e protagonisti.

E tutto ciò nonostante il nostro territorio sia comunque ricco di iniziative pubbliche e private di altissimo valore, che vedono l’impegno disinteressato di persone  eccellenti, di professori che davvero possiamo annoverare tra i migliori esempi di passione e dedizione professionale sul tema.

Ma forse, ci siamo detti,  è il modulo comunicativo e di coinvolgimento che deve essere riorientato, e fare la differenza.    

Il che non significa abbandonare un atteggiamento di fermezza rispetto a comportamenti/limite registrati, perché i rischi di fallimento totale del processo educativo si materializzano poi pericolosamente per tutti.  

Ecco perché abbiamo immaginato, insieme alle Amministrazioni comunali del piacentino, all’Amministrazione Provinciale ed all’Ufficio Scolastico Provinciale, di dar vita a un percorso di eventi che mettano i ragazzi al centro del dialogo, coinvolgendo innanzitutto associazioni dei Genitori e dei Ragazzi. 

Questi ultimi, visti non soltanto quali destinatari dell’azione educativa, ma protagonisti di un racconto personale e collettivo, che smonti subdoli miti nichilisti, che combatta l’emarginazione dei più deboli, che ricomponga pericolose fratture nell’asse giovani, genitori, educatori (della Scuola e della Società).

Partendo quindi proprio dall’esperienza delle buone prassi esistenti, cercheremo, con iniziative itineranti nei luoghi di incontro fisico e non virtuale, di dare spazio ad una visione realistica e non ipocrita: del mondo della scuola; dei protagonisti della comunicazione, che seguendo regole prettamente di mercato, tendono a sfruttare le vicende dei ragazzi più vulnerabili e li trasformano spesso in eroi negativi; delle contraddizioni che incrinano all’interno i rapporti nelle le famiglie italiane ma anche di immigrati, che scontano il conflitto interno con figli già considerabili  addirittura non di seconda ma di “terza e generazione”.

E tutto questo cercando una narrazione più vicina al modo di sentire dei ragazzi: anche attraverso la testimonianza dei successi raggiunti nel loro campo da parte di veri campioni di generosità civile che abbiamo qui a Piacenza, o attraverso la suggestione del “teatro gioco vita”, come macchina di trasformazione “ majeutica” di soggetti perdenti (i cosiddetti sfigati) in protagonisti di nuove relazioni inclusive e positive.

Se ci saremo riusciti, al termine di un’avventura che non vuole avere la gabbia di un protocollo scritto ed una scadenza temporale definita, avremo l’orgoglio e non il merito di avere acceso una luce sulle potenzialità di un metodo che non cerca colpevoli ma immagina soluzioni».  

Maurizio Falco – Prefetto di Piacenza




Lavoratori della Sogin (centrale di Caorso) dal prefetto

Quest’oggi  il Prefetto di Piacenza, Maurizio Falco, ha ricevuto le rappresentanze sindacali dei lavoratori CGIL, CISL, UIL e le RSU della SOGIN di Caorso – Società pubblica incaricata della gestione della dismissione del sito nucleare piacentino –   con la quale è in atto una vertenza che riguarda sia la tutela dei posti di lavoro sia profili di sicurezza della centrale.

I sindacati hanno manifestato preoccupazione per una sostanziale assenza di confronto costruttivo con i vertici SOGIN in merito alle prospettive occupazionali e al futuro della sicurezza dell’impianto.

Hanno quindi chiesto al Prefetto di farsi portavoce delle loro istanze nei confronti del Ministero dell’Interno, del Ministero Sviluppo Economico e della Regione Emilia Romagna. Anche il sindaco di Caorso farà pervenire una sua nota in merito ed a sostegno di una soluzione della vicenda.

Il Prefetto, da parte sua,  ha assicurato la propria disponibilità a “rappresentare la situazione a livello centrale, tenuto conto non solo della necessità della tutela dei livelli occupazionali ma anche per i profili di sicurezza rilevati nell’articolato processo di dismissione della centrale piacentina”.




Il Prefetto Falco “scende in campo” contro il disagio giovanile

Se c’è un tratto distintivo del Prefetto di Piacenza, Maurizio Falco, è quello di essere molto più alla mano rispetto a tanti suo colleghi, di avere un approccio alle cose non dissimile da quello del comune cittadino nell’affrontare piccoli e grandi problemi che il suo ruolo gli porta davanti all’uscio di via San Giovanni.

Fra i temi che lo hanno particolarmente toccato – come ha spiegato oggi in una conferenza stampa convocata nel Salone degli Specchi – c’è stato quello del disagio giovanile, portato alla ribalta dal gesto estremo di una studentessa, lo scorso aprile.

Il Prefetto ne parlò, allora, con il sindaco di Rottofreno e con il papà della giovane e si prese l’impegno di darsi da fare per portare alla luce i problemi di tanti giovani che per motivi diversi “piombano nell’oscurità“.  Ha iniziato così a tessere una nuova ragnatela, una rete, fra le esperienze che già esistono in città e provincia e che vanno dalle singole scuole, all’azienda Usl, dal provveditorato alle associazioni di genitori e degli studenti.

Un lavoro che sta iniziando a dare i primi frutti e che si concretizzerà in un incontro/confronto fra studenti, genitori ed esperti, che si terrà entro fine di ottobre al Liceo Gioia. «Sarà solo il primo appuntamento – ha detto Maurizio Falco – poi spero che ce ne sia uno ogni due mesi, in giro per le varie scuole a partire dall’istituto Raineri Marcora che ci ha dato la sua disponibilità».

I temi di discussione fra adulti e ragazzi saranno il cyberbullismo e l’abuso di alcool.

Un fenomeno, quest’ultimo, in forte aumento fra i giovanissimi come ha spiegato il direttore Generale dell’AUSL di Piacenza Dott. Baldino .

«Su 60 mila accessi che registriamo al Pronto Soccorso – ha spiegato – circa 3.500 sono da intossicazioni da sostanze (droga e/o alcool) ed il 10% di queste ultimi riguarda minorenni. E’ un dato in realtà stabile negli ultimi 4 o 5 anni ma si sta abbassando l’età e molti ragazzini che si presentano in ospedale hanno addirittura 13 o 14 anni».

Preoccupante anche il fatto che si cerchino nuovi modi per assumere alcool e droghe ed avere effetti più rapidi o “sballi” più intensi. Metodi impensabili per chi ha qualche primavera in più sulle spalle, ma che i giovanissimi scovano su Internet e che sperimentano senza pensare alle disastrose conseguenze che possono portare al fisico.

L’idea sponsorizzata dal Prefetto e che genitori, scuola e ragazzi non siano lasciati soli, ciascuno nella propria realtà ma che possano dialogare apertamente e liberamente.

Il titolo del primo appuntamento sarà probabilmente “Nuove dipendenze e nuove consapevolezze”.

Si affronteranno i pericoli dell’alcool ma anche delle tecnologie che possono trasformarsi in veicolo per il bullismo.

All’incontro odierno hanno partecipato anche il direttore dell’Ufficio Scolastico Provinciale Maurizio Bocedi, la presidentessa della Consulta degli Studenti di Piacenza Lucrezia Galli, Pierluigi Galli, rappresentante dei genitori nel consiglio d’istituto Raineri Marcora e la preside dell’istituto Teresa Andena nonchè la dottoressa Daniela Aschieri di Progetto Vita.




A Giuseppina Schiavi il premio “Solidarietà per la vita”

E’ stato consegnato in occasione della tradizionale festa che si tiene alla Madonna del Monte, ogni ultima domenica di giugno, il premio “Solidarietà per la vita” (istituito dalla Banca di Piacenza per valorizzare comportamenti virtuosi per la difesa e la salvaguardia della vita e giunto alla ventottesima edizione). La cerimonia si è tenuta a a Santa Maria del Monte, davanti ad un folto pubblico. Nell’occasione si è anche inaugurato un locale di ospitalità per i pellegrini.

Il premio è stato consegnato dal prefetto Maurizio Falco (presidente della Commissione giudicatrice) a Giuseppina Schiavi.

Questa la motivazione del riconoscimento, letta da Giuliana Ceriati, ispettrice provinciale delle Crocerossine, da sempre protagoniste della cerimonia: “Dopo una lunga carriera nella Pubblica Amministrazione a Piacenza ed in varie altre città d’Italia, con grande senso di umanità collabora oggi con varie istituzioni cittadine e soprattutto con la Casa di accoglienza “Protezione della Giovane” di via Tempio in città, ove sono ospitate giovani donne costrette a vivere lontano dalle loro famiglie. Con lei tale benemerita istituzione è divenuta casa di accoglienza della vita, luogo di promozione umana, in cui si respira amicizia, serenità, gioia di vivere ed ove regna la speranza di un futuro migliore”.

La cerimonia si è svolta alla presenza del vescovo di Fidenza monsignor Ovidio Vezzoli (che, per la prima volta dopo la sua presa di possesso dell’anno scorso, ha partecipato ad una funzione pubblica).

Terminata la messa, celebrata in un santuario stracolmo, il vescovo ha benedetto il locale di ospitalità inaugurato per l’occasione alla presenza, oltre che del prefetto, del neosindaco del Comune Alta Val Tidone (nel cui territorio ricade il Monte) Franco Albertini.

Consolidato e ristrutturato dalla Banca di Piacenza (con una spesa di circa 50mila euro), con dotazione dell’attrezzatura necessaria, alla quale ha provveduto sempre la banca assieme all’Ordine dei Cavalieri Costantiniani di San Giorgio, il locale sarà destinato ad ospitare pellegrini (al servizio dei quali è stato costruito un locale doccia) che volessero fermarsi a dormire al Monte (o che lì fossero sorpresi dal maltempo) ed è collocato alla sinistra della chiesa (che venne a sua volta riparata negli anni novanta sempre grazie ad un contributo dalla Banca di Piacenza).

Prima della consegna del premio “Solidarietà per la vita” sono brevemente intervenuti il prefetto, il sindaco Albertini e il direttore emerito dell’Ufficio Beni culturali della Diocesi, monsignor Domenico Ponzini. La dottoressa Schiavi ha poi preso la parola per ringraziare del riconoscimento, ricordando nel contempo le difficili modalità in cui si svolge la sua attività benefica, in particolare a riguardo di donne madri.




Presidio sotto la Prefettura di associazioni e sindacati per dire #apriteiporti

Si è svolto in modo molto pacifico il presidio che ha coinvolto una decina tra associazioni e sindacati questo pomeriggio sotto la sede della Prefettura di Piacenza. Un centinaio i presenti, che hanno portato le proprie istanze al Prefetto grazie a una delegazione.

Il Prefetto ha preso atto della manifestazione, e ha fatto sapere che trasmetterà il documento consegnatogli al Ministero dell’Interno, allegando le sottoscrizioni.

Alessandro Fornasari, presidente Arci Piacenza e trai coordinatori dell’evento, ha fatto sapere che «il segnale che arriva dal Governo è che la situazione dell’Aquarius è solo la prima di una lunga serie. Oggi ne facciamo una questione non solo umanitaria ma anche di rispetto dei Trattati Internazionali, che prevedono per il soccorso di migranti che fuggono da situazioni devastanti di miseria l’approdo nel primo porto sicuro. Il fatto che la Spagna abbia aperto i suoi porti lo accogliamo come un atto di solidarietà, ma non può essere la soluzione, perchè sottoporremo queste persone ad altri 4/5 giorni di viaggio in mare dopo molti altri di situazioni sanitarie precarie».

Anche Francesco Bighi della Uil ha voluto offrire il proprio punto di vista sulla situazione, sia locale sia nazionale. «Vale sempre la pena fare questo tipo di manifestazioni, nel senso che qui ci sono persone che scappano da guerre e fame, e non possiamo fare finta di niente. Anche le critiche che sono state fatte da alcuni Paesi come la Francia, credo siano infondate, non hanno nulla da insegnare ai democratici italiani. Anche per i sindacati questo è un argomento molto sensibile, è stata montata molta paura, l’immigrato è visto come quello che porta via il lavoro, tutto questo ha generato un risultato elettorale che non ci piace, abbiamo questo Governo e ci comporteremo di conseguenza. Penso che l’iniziativa di Piacenza non sarà isolata, ci troveremo anche in altre occasioni, ed è importante che altre città abbiano fatto manifestazioni simili»

QuotidianoPiacenzaOnline

Via Sant'Antonino, 20
Piacenza, Italia 29121
Italia
Email: redazione@quotidianopiacenza.online




Rancan (Lega): “atteggiamento inaccettabile da parte di Amazon”

«Disertare un incontro ufficiale convocato in Prefettura rappresenta un grave dispetto nei confronti dipendenti. Questo, senza tanti giri di parole, è quello che ha fatto Amazon».

Così il consigliere regionale Matteo Rancan sull’assenza dei rappresentanti dell’azienda statunitense all’incontro organizzato ieri a Piacenza al palazzo del Governo per trovare una mediazione tra il colosso dell’e-commerce ed i lavoratori impiegati negli stabilimenti di Castel San Giovanni.

«Un simile atteggiamento – attacca l’esponente del Carroccio – fondato sulla mancanza di dialogo, lo spregio e la scorrettezza è del tutto inaccettabile, così come è da considerare gravissimo il non sedersi ad un tavolo istituzionale per trovare una soluzione ai disagi avvertiti dai lavoratori. Purtroppo, questo episodio, invece di rispondere rapidamente alle loro necessità, non farà altro che aggravare le tensioni ed allontanare un eventuale punto d’incontro. Allo stesso tempo – accusa Racncan – suonano banali e superficiali le condanne mosse dal Partito Democratico, che ha sempre garantito concessioni ad Amazon e agli altri giganti del web nei Governi ai quali ha preso parte negli ultimi anni».

 




Il prefetto Falco ai carabinieri: “faremo muro contro l’illegalità e sponda a crescita e sviluppo”

E’ iniziata con una battuta la visita del nuovo prefetto di Piacenza al comando provinciale dei carabinieri, in via Beverora. Maurizio Falco ha scelto di arrivare a piedi, insieme ad alcuni collaboratori. Stringendo la mano al comandante, il colonnello Corrado Scattaretico, con un sorriso ha detto “sono un napoletano, svizzero. Alle 11 avevo detto ed alle 11 eccomi qui”.

Il rappresentante dello Stato sul territorio piacentino ha poi incontrato ufficiali, comandanti di stazione e marescialli nonché una rappresentanza dei carabinieri in congedo.

Il colonnello  Scattaretico ha presentato tutti i suoi uomini, uno ad uno, al prefetto. Il dottor Falco ha poi rivolto alcune parole di ringraziamento ai carabinieri presenti per il lavoro che quotidianamente svolgono a favore della comunità.

Noi – ha detto il prefetto – dobbiamo considerare il territorio piacentino come un orgoglio da difendere in termini di identità e questo lo facciamo ogni giorno, grazie all’aiuto delle forze dell’ordine. Dobbiamo considerare anche che la globalizzazione rischia sempre di cancellare l’identità. Questo non deve e non può essere”.

“Un’operazione molto complessa – ha proseguito Falco –  che deve essere fatta proprio dalle nostre forze dell’ordine, messe insieme. Ho già avuto modo di constatare, qui a Piacenza, la stima reciproca che c’è fra le forze dell’ordine. Non è purtroppo sempre un dato scontato e costante ovunque”.

Continuando a parlare de rapporto di collaborazione fra le polizie che operano a Piacenza il prefetto ha affermato: “qui non si respira il senso di competizione, ma quello di squadra ed è una cosa che – mi hanno detto – avviene anche grazie al colonnello Corrado Scattaretico, vostro comandante”.

“Se la prefettura può fare qualcosa di diverso – ha concluso il dottor Maurizio Falco –  di innovativo, di più per migliorare lo stato delle cose, per allargare il concetto di controllo e sicurezza … sono qui. La sicurezza non è un bene che possiamo prendere dall’alto. Le comunità devono stare insieme a noi. La comunità piacentina è particolarmente recettiva, lo ricordo sin al 1989. Noi dobbiamo fare sempre più squadra insieme ed essere senza alcun dubbio un baluardo, facendo muro all’illegalità e sponda alla crescita ed allo sviluppo”.

Il prefetto ha poi incontrato gli ufficiali di carabinieri in forza al comando di Piacenza per approfondire alcuni argomenti di ordine pubblico.